ANNO 45° - n. 40 del 16 Ottobre 2019

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In questo numero

 

Roma Capitale

I rifiuti

 

A Roma, un tempo, i rifiuti si chiamavano "monnezza". Ora, si è trovato il modo di ingentilirne la definizione: materiale post-consumo. E' la definizione della assessore Pinuccia Montanari, dimessasi per contrasti con la signora Virginia Raggi, sindaco di Roma Capitale.

Scriveva, la ex assessore Montanari: "Noi non li vogliamo più chiamare rifiuti, ma li vogliamo definire materiale post-consumo: materiali che potrebbero ritornare ad avere vita, attraverso un processo che li valorizzi dal punto di vista ambientale ma anche da quello sociale e da quello della tutela della salute".

Nel frattempo che il nome "rifiuti" si trasformi in valore socio-sanitario e ambientale, a Roma gli scarti di qualsiasi genere fanno, parte dell'ambiente  quotidiano.

Una soluzione prospettata dalla signora Raggi è quella del "riciclo creativo", "un luogo dove le persone possono portare oggetti che non usano e che avranno vita nuova. Potrà essere anche un luogo di aggregazione, in Francia li chiamano "repair cafè".  Ma, la Raggi dimentica che questi luoghi esistono da tempo (uno per ogni municipio), prima della sua elezione a sindaco, e che rimane il problema della prosaica "monnezza" che non trova luoghi dove si pratichi il riciclo creativo.
Dopo più di 3 anni dalla sua elezione, l’amministrazione Raggi offre, alla vista,  cassonetti della "monnezza" stracolmi e maleodoranti, sacchi di rifiuti accatastati e frotte di topi e gabbiani  intendi a banchettare.

Alla faccia del materiale post-consumo e del riciclo creativo.

 

Regione Lazio

termovalorizzatori e decommissioning

 

Decommissioning è una parola inglese che significa smantellamento.

Di decommissioning ha scritto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a proposito della volontà espressa di non costruire nuovi impianti di termovalorizzazione e di smantellare quelli esistenti.

Decisione rispettosa, a suo dire, delle indicazioni europee sul trattamento dei rifiuti entro il 2030.

Non è così.

Gli obiettivi indicati dall'Ue, entro il 2030, sono:

1. riciclaggio del 65% dei rifiuti urbani;

2. riduzione al 10% del collocamento in discarica per tutti i rifiuti.

Rimane un 25% destinato alla "valorizzazione", vale a dire al recupero energetico, cioè alla termovalorizzazione.

Il Lazio ha un termovalorizzatore, quello di San Vittore, poiché quello di Colleferro, entrambi in provincia di Frosinone, è stato chiuso, sicché, in sostanza, inviamo i rifiuti romani in giro per l'Italia e all'estero, con un sostanziale aggravio di costi e dei mezzi circolanti (circa 200 al giorno), con relativo inquinamento atmosferico.

Si pensi che solo l'8% dei rifiuti organici di Roma è smaltito, mentre il restante 92% prende la via delle regioni del nord (Veneto, Friuli), con autotreni e relative emissioni di gas di scarico.

A Roma la raccolta differenziata è del 44%, ma si hanno perplessità sul calcolo della percentuale.

Il restante?

 In discarica?

Questa è l'ultima scelta indicata proprio dalla Ue per i forti effetti negativi sull'ambiente!

La termovalorizzazione riduce la richiesta di energia da fonti fossili e le emissioni di metano dalle discariche, inoltre consente di fornire calore ed energia elettrica alle abitazioni.

Conclusioni, il Lazio ha un termovalorizzatore; la Lombardia, invece, ne ha 13, con i quali riscalda le case e le rifornisce di elettricità.

Allora, è bene che il presidente Zingaretti: si faccia un giro in Lombardia e parli con gli amministratori locali, oppure, vada in Campania, ad Acerra, dove c'è un termovalorizzatore che produce energia elettrica per 200 mila famiglie, tratta 728 mila tonnellate annue di rifiuti, e, fatto non trascurabile,  li ha sottratti alla gestione della camorra.

 

Banche

Unicredit e i tassi negativi

Che fare?

 

Chiedere soldi per custodire i soldi. Possiamo così sintetizzare la decisione di Unicredit di applicare tassi negativi ai conti correnti superiori a 100 mila euro, a partire dal 2020.

Già ora gli interessi bancari per i conti correnti sono praticamente azzerati, tra bolli e costi di tenuta conto, ma la propensione degli italiani a tenersi liquidi è notevole.

I tassi negativi sono una novità nel nostro Paese, mentre sono già applicati in Svizzera e in Olanda.

Come è noto i depositi fino a 100 mila euro sono assicurati dal Fondo italiano di tutela dei depositi, non sappiamo, quindi, quanti risparmiatori hanno un conto superiore a 100 mila

euro, se così fosse, per evitare i tassi negativi basterebbe trasferire, in tutto o in parte, propri soldi in altre banche o alle Poste italiane.

Come scritto, i conti correnti non sono la scelta migliore per chi vuole far fruttare i propri risparmi, ma, per chi vuole informarsi, è a disposizione il settore https://investire.aduc.it/.

 

Genocidio kurdo

Gli occhi e i pensieri dei ragazzi

 

Ore 6,30, guardando un tg, non italiano, che scorre i titoli di presentazione, arriva il figliolo, 14 anni, primo anno dello scientifico e si sofferma sulle immagini che scorrono e le parole dei giornalisti sui fatti kurdi. Ascolta fino in fondo il servizio, e poi mi chiede spiegazioni sul perché e sul percome. Cerco di essere il più obiettivo possibile sul fatto geo-storico e nel non cadere in quello ascoltato dal corrispondente. Solleva il capo e dice: “mi sa che qui finisce come con gli armeni”.

Nei giorni scorsi aveva letto un libro sulla prima guerra mondiale ed era rimasto colpito dal genocidio, da parte dell’impero ottomano, del milione e mezzo di armeni tra il 1915 e il 1916.

Poi si è tornato sui “canali” italiani.

 

Brexit a caro prezzo

 

"Dal referendum sull'uscita dall'Ue nel 2016, l'economia britannica ha perso circa 67 miliardi di euro.

Gli investimenti si sono ridotti di più del 20% rispetto alle previsioni, con ripercussioni sulla produttività e la crescita dei salari" (Agi).

Così, la dichiarazione di Christian Schulz, capo economista alla Citibank, che ha collaborato al rapporto dell'Istituto di studi fiscali britannico (Ifs), che conduce studi e ricerche sulla politica fiscale pubblica.

Insomma, ai britannici il referendum pro Brexit è costato 22 miliardi di euro l'anno, e sembra non basti al premier Boris Johnson, perché, in caso di Brexit, lo stesso Istituto di studi fiscali calcola in 111 miliardi di euro l'aumento del debito pubblico britannico nei prossimi due anni.

Una catastrofe!

Se questi sono i costi della Brexit, figuriamoci quali potrebbero essere quelli di una Italexit, considerato che l'Italia ha un prodotto interno lordo inferiore e un debito superiore al Regno Unito.

Eppure, per anni abbiamo sentito le sirene della Lega e del M5S, sulla necessità di uscire dall'euro e dalla Unione europea. Ora, questi due partiti sembra abbiano cambiato idea ma, nel frattempo, hanno raccolto voti.

Creduloni gli italiani, ai quali è bene ricordare che dalla maggiore età l'ingenuità non è data.

La soluzione è l’Unione d'Europa. Stare insieme è bene per tutti. I numeri, non le chiacchiere, lo dimostrano.

 

Nei numeri precedenti

 

Governo

La tegola per il ministro Di Maio assente e per gli italiani

 

Una vera e propria tegola la decisione dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), che ha stabilito che gli Stati Uniti potranno imporre dazi sulle merci importate dalla Ue, per un importo fino a 6,8 miliardi di euro. La decisione è stata assunta per gli aiuti europei illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus.

Saranno colpiti il settore tecnologico e altri, compreso quello agroalimentare, che impatta notevolmente le esportazioni dell'Italia.

Da ricordare che l'Unione europea è il primo partner per le esportazioni negli Stati Uniti e viceversa, che rappresentano il 30% degli scambi mondiali e sostengono 8 milioni di posti di lavoro. Il settore agroalimentare italiano vale 140 miliardi di euro dei quali un quarto va in esportazioni.

Per iniziare a definire le contromisure, si è svolta una riunione informale dei ministri del Commercio dei Paesi dell'Unione europea.

Chi era assente? L'Italia.

Chi è il ministro italiano competente per "la definizione delle strategie della politica commerciale e promozionale con l'estero e di sviluppo della internazionalizzazione del sistema Paese"?
Luigi Di Maio, ministro degli Esteri che, nell'incontro con il segretario di Stato americano, cioè il più alto grado del governo, Mike Pompeo, lo ha confuso con il ministro del Commercio, Wilbur Ross. In Cina aveva chiamato Ping il presidente Xi Jinping (Xi è il cognome e Jinping il nome).

Di Maio si dice preoccupato dei dazi americani, ma non era lo stesso Di Maio che lo scorso anno invocava dazi protezionistici?

Da rammentare che, in precedenza, la politica commerciale con l'estero era di competenza del ministero dello Sviluppo Economico.

Chi era il ministro responsabile?

Luigi Di Maio.

Nel trasferimento dal ministero dello Sviluppo Economico al ministero degli Esteri, Di Maio si è portato appresso il settore commercio estero. Sarà per l'esportazione delle arance in Cina.

Insomma, alla riunione europea di propria competenza, il ministro Di Maio era assente.

Una tegola per Di Maio e, soprattutto, per gli italiani.

 

Rifiuti

cosa può fare il cittadino?

 

Problema non solo di Roma.

Cumuli di rifiuti maleodoranti, topi e gabbiani che fanno festa con una quantità abbondante di cibo a disposizione.

Spesso è la fotografia di città degradate e di amministrazioni incapaci di risolvere il problema della gestione rifiuti, dalla raccolta, allo spazzamento e alla collocazione finale.

Che cosa può fare il cittadino, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, o di interruzione del servizio?

Questo:

1. Chiedere l'intervento del Comune e della azienda che si occupa di rifiuti, allegando relativa documentazione;

2. Fare un esposto alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio, allegando la relativa documentazione;

3. Chiedere alla Asl (sanità) un sopralluogo per la verifica delle condizioni igienico-ambientali che, se accertate, portano a una riduzione dell'importo della tassa sui rifiuti (TARI).

Si sconsiglia di non pagare la TARI o di autoridurla, perché è una tassa e non pagarla comporta l'attivazione delle procedure per la riscossione con i relativi addebiti.

Infine, c'è sempre la possibilità che i cittadini protestino, con manifestazioni, raccolta di firme, e così via.

Vero è che dopo aver pagato la TARI, ciascuno si attende il relativo servizio ma, tant'è, sono i cittadini  che scelgono i propri amministratori.

 

Roma Capitale.

Passeggiate romane tra fetidi effluvi

 

Si cammina nella strada tra fetidi effluvi, che fanno voltare la testa e turare il naso e si prosegue rapidamente alla ricerca di aria respirabile. L'effetto liberatorio, però, dura un istante, perché dopo pochi metri si ricomincia, in un susseguirsi di maleodoranti fumi di marcio.

Succede a Roma.

I responsabili sono gli enormi cassonetti per l'organico, quelli con il coperchio marrone (il colore ricorda qualcosa) che, sotto il sole e con un prelievo, eufemisticamente saltuario, inondano l'aria di fetori.

Non si capisce perché sono stati messi in strada i cassonetti per l'organico, la cui raccolta dovrebbe essere concentrata sui residui di mercati, ristoranti e bar. Si certo, faceva "fico" sostenere che occorre raccogliere e riutilizzare l'organico, ma non si è pensato che, con l'organizzazione dell'Ama, la società capitolina che gestisce i rifiuti, l'organico sarebbe rimasto nei cassonetti a decomporsi, allietando, si fa per dire, l'odorato dei romani, i quali già si beano della vista dei cumuli di buste stipate intorno ai cassonetti.

E' il risultato di oltre 3 anni di amministrazione del sindaco. signora Virginia Raggi, e del M5s, nella gestione dell'Ama, che ha visto cambiare dirigenza ben sette volte. Ora, dopo le dimissioni, dell'intero consiglio di amministrazione, è stato nominato amministratore unico un penta stellato che ha zero esperienza nel settore della gestione dei rifiuti, sicché continueremo a turarci il naso.

I cittadini di Roma Capitale se ne facciano una ragione: è un complotto organizzato dai poteri forti per mettere in difficoltà l'ineffabile sindaco. Così dicono le chiacchiere da bar.

 

CONSULTA E LEGGE FINE VITA

 

Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici ci ha tenuto a sottolineare che i medici non hanno intenzione di assumersi nessuna responsabilità per la presa d’atto della decisione di una persona di porre fine alla propria vita. Decisione già possibile da ora dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito, in attesa di una legge che lo regolamenti.

Tuttavia, non sarebbe una novità nella nostra legislatura che, quando un diritto viene riconosciuto in quanto tale da parte dei massimi organismi del Diritto, il legislatore opera, se non proprio in modo difforme, quantomeno in modo che l’esercizio di questo diritto viene menomato e (scientemente?) lasciato “al buon cuore” di coloro che ne sono contrari.

E’ stato così per l’aborto, la cui pratica ancora oggi è difficile e deve scontrarsi con la latitanza di molte strutture sanitarie che vengono meno ai loro obblighi, costringendo diverse donne ad un “turismo dell’aborto” (anche in altri Paesi) financo alla clandestinità in patria.

E temiamo che sarà altrettanto per questo nuovo diritto!.

E’ questa la volta buona perché il legislatore prenda atto che è negativo limitare l’esercizio di un diritto individuale affidandone la decisione al diretto interessato?

E’ questa la volta buona perché il legislatore prenda atto che non servono le concessioni a chi la pensa in modo contrario, se non a snaturare il diritto appena affermato?

Certo, gli avversari del diritto a disporre della propria vita ci sono, ma compito di una legislazione che afferma il contrario di ciò che queste persone sostengono, non è di venire incontro a queste persone (per autorevoli che possano essere, come la Chiesa cattolica-romana), ma solo di consentire che a costoro non siano posti limiti di espressione e di uso degli strumenti democratici per eventualmente passare da minoranza a maggioranza.

 

Di Maio e il Tav

 

E’ stato abbattuto l'ultimo diaframma di roccia del tunnel di base, dove passerà il Tav, il treno Torino-Lione.

Così l'Italia ha incontrato la Francia.

I lavori del cantiere proseguiranno 24 ore su 24, 7 giorni su sette, impegnando 450 lavoratori italiani e francesi.

Il tunnel c'è, direbbe qualcuno, che si è svegliato da un sonno profondo, credendo che tutto fosse stato bloccato.

Come ha potuto credere a una simile balla?

Perché la raccontava l'attuale ministro degli Esteri, nonché capo politico del M5s, all'epoca anche biministro e vicepremier, Luigi Di Maio.

Cronistoria.

Di Maio a febbraio scorso, in piena campagna elettorale per le europee.

"Finché ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo, per quanto mi riguarda, la Tav Torino-Lione non ha storia, non ha futuro".

Ora, il M5s è al governo e il Tav si farà.

"Le peggiori lobbies di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero come cantiere".

I lavori per il Tav sono iniziati da tempo e il cantiere è in piena attività. Se il Di Maio ritiene che ci siano le "peggiori lobbies" non deve fare altro che andare in Procura.

Non risulta che l'abbia fatto.

"Non è stato scavato neanche un buco e neanche un centimetro".

Come accertato, sono stati scavati i primi 9 km del tunnel di base, più quelli di servizio.

Dunque, che dire al nostro "qualcuno" che si è svegliato e si è trovato di fronte una realtà per mesi negata?

Che è bene che torni a dormire o si svegli del tutto, prenda atto delle balle che ha raccontato Di Maio e si regoli per il futuro, quando il Di Maio racconterà altre favole, come quella della necessità della abolizione del vincolo di mandato o della esigenza della diminuzione del numero dei parlamentari, tesi che sono state smontate pezzo per pezzo, ma che hanno un seduzione narcotica, che avvolge il cervello per indurlo al sonno.

Si, il sonno della ragione, che genera mostri, come drammaticamente rappresentato nella incisione del Goya.

 

TARIFFE di luce e gas del IV trimestre 2019

Si tratta di aumenti ingiustificati

 

Ancora una volta le famiglie italiane all’inizio della stagione autunno-invernale si ritrovano alle prese con l’aumento della luce e del gas. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, infatti, ha reso noti i costi dell’energia elettrica e del gas per il IV trimestre 2019: la luce registrerà un  aumento del +2,6% rispetto al trimestre precedente e il gas un  +3,9%.

Ad avviso di Adiconsum – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – si tratta di aumenti ingiustificati, in particolare per quanto riguarda l’influenza del petrolio sulle tariffe, in quanto la nostra produzione di energia elettrica e del gas non dipende affatto dall’oro nero.

Sugli aumenti grava poi il peso degli oneri generali di sistema continua De Masi - I dati Arera rivelano che essi incidono, per un’utenza domestica di 3kW di potenza e con un consumo di 2700 kWh, del 20%. Ecco perché da tempo ne chiediamo la revisione, oltreché una maggiore trasparenza in bolletta.

Infatti, come per la benzina, il consumatore avrebbe diritto di sapere qual è il prezzo finale complessivo del kWh. Solo così i consumatori potrebbero orientarsi nella giungla di offerte proposte dalle aziende energetiche, anche alla luce della fine del mercato tutelato e del passaggio al mercato libero – conclude De Masi.

 

ROMA CAPITALE

LAURENTINO

DOPO PONTE GALERIA E CAFFARELLA ALTRA TERRA DEI FUOCHI

E’ EMERGENZA PER SALUTE ABITANTI

 

Sono settimane che, in seguito a un incendio di sterpaglie avvenuto nel tratto tra via di Vallerano e via di Castel di Leva, in tutta la zona si sprigiona dal terreno una misteriosa combustione che genera un odore acre. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. L’area, infatti, è invasa da decine di discariche, nella maggior parte delle quali sono stati interrati abusivamente plastica e altri rifiuti. Il sospetto è che i cosiddetti rovistatori, che recuperano materiali ferrosi dall’immondizia, abbiano fatto anche di questi luoghi un punto di smaltimento illegale. E non è tutto. Come se non bastasse, infatti, da indagini effettuate risultano metalli pesanti nel terreno. La presenza nel sottosuolo di questi rifiuti, pericolosissimi per la salute umana, genera di continuo roghi che sprigionano nell’aria sostanza altamente tossiche.

Solo una bonifica immediata scongiurerebbe danni a persone e cose, ma l’amministrazione si è guardata bene dal farla finora e sta continuando a ignorare il problema.

Roma è ormai diventata la nuova terra dei fuochi e i cittadini si trovano esposti, loro malgrado, ai danni causati dall’inquinamento dovuto alle sostanze tossiche. I partiti dovrebbero fare faremo tutto il possibile per far sì che la giunta affronti anche questa emergenza e, fin da subito, si dovrebbero attivare nelle sedi più appropriate.

 

FATTI DELLA VITA

 

Sentenza della Corte Costituzionale: per i ladri d'appartamento nessuna sospensione della pena. Devono scontare la condanna in carcere. La Consulta chiede comunque al Parlamento di eliminare le incongruenze contenute nell'attuale normativa.

 

MOBILITÀ
Adiconsum lancia la PETIZIONE

“Accendere la mobilità elettrica per non spegnere il pianeta”

 

Gli ultimi Saloni dell’auto hanno mostrato il nuovo indirizzo delle case produttrici automobilistiche verso modelli sempre più green ed in particolar modo elettrici. Alla luce del nuovo mercato dell’auto, Adiconsum da alcuni anni si sta adoperando per far sì che il passaggio dai modelli a motore termico a quelli a motore elettrico sia il più semplice possibile e avvenga nel modo più simile alla mobilità tradizionale.

Perché questo accada, è necessario che vengano offerte precise opportunità e ovviamente anche normate. Adiconsum, fra le tante, ne ha evidenziate 3 che ritiene necessarie e urgenti e, affinché siano recepite, ha lanciato una PETIZIONE per promuovere l’utilizzo di una mobilità elettrica semplice e alla portata di tutti, al pari di quella tradizionale, da sottoporre poi al Presidente del Consiglio GIUSEPPE CONTE, al Ministro dei Trasporti PAOLA DE MICHELI, al Ministro dello Sviluppo Economico STEFANO PATUANELLI, al Ministro dell’Ambiente SERGIO COSTA, alla Presidente della Commissione Europea URSULA VON DER LEYEN.

Punto 1 della Petizione Adiconsum

Per una #mobilitàelettricaxtutti chiediamo di:

- Ridurre il prezzo della tariffa elettrica per ricaricare le auto elettriche da colonnine private e pubbliche

Attualmente il costo dell’energia alle colonnine di ricarica aperte al pubblico è troppo alto con punte che arrivano a 50 centesimi di euro per kWh. È indispensabile, nel periodo

della transizione verso l’elettrico, realizzare le norme necessarie per avere una tariffa dedicata al trasporto con veicoli elettrici a basso prezzo (comunque mai superiore al cost

dell’energia domestica).

Punto 2 della Petizione Adiconsum

- Installare colonnine di ricarica “fast” nelle stazioni di servizio

Troppi cittadini ancora reputano le modalità di ricarica delle auto elettriche troppo complesse e  difficoltose e per tale motivo escludono l’uso di un veicolo elettrico. La presenza

delle colonnine di ricarica nelle stazioni di servizio potrebbe fungere da acceleratore alla diffusione di veicoli elettrici.

Punto 3 della Petizione Adiconsum

Aggiornare il Codice della Strada alla mobilità elettrica

Attualmente il Codice della Strada non ha norme specifiche per la  mobilità elettrica. A tale scopo, Adiconsum ha realizzato, su incarico di Motus-E, uno studio con le proposte di

aggiornamento, presentato alle Istituzioni per chiederne l’approvazione. Lo studio è disponibile al link: https://www.motus-e.org/wp-content/uploads/2019/05/studio-variazione

CdS.pdf
Alla PETIZIONE hanno già aderito le principali organizzazioni che si occupano di sostenibilità e di mobilità sostenibile: Motus E, Coordinamento FREE, Kyoto Club, Class onlus, Mobilità elettrica Roma e non solo, Aboliamo il motore a scoppio e installiamo energie rinnovabili.

 

ROMA CAPITALE

 

RIMPASTO GIUNTA

ENNESIMA DIMOSTRAZIONE FALLIMENTO GOVERNO A CINQUE STELLE

 

Il rimpasto odierno della giunta Raggi certifica, per l‘ennesima volta, il fallimento del governo pentastellato. La Sindaca cambia quattro assessori dell’esecutivo capitolino, ridistribuisce le deleghe e annuncia, a viva voce, l’avvio di una nuova fase politica, promettendo un’accelerata decisiva per portare a compimento il programma elettorale.

In realtà, anche questa operazione dimostra soltanto l’incapacità e l’inadeguatezza dei cinque stelle, che hanno gettato la città nel caos più totale, soprattutto in settori cruciali come i lavori pubblici e i trasporti.

Fin dall’inizio, i partiti all’opposizione hanno denunciato e combattuto l’incompetenza della giunta Raggi ed oggi, i cittadini di Roma Capitale, possono dire di aver avuto ragione: questo cambio di poltrone è la prova provata che chi era stato scelto per ricoprire determinati incarichi non ne era assolutamente all’altezza.

Crediamo siamo arrivato il momento per la signora Raggi, sindaco di Roma Capitale, di prendere atto dei ripetuti fallimenti che hanno caratterizzato il suo mandato e dimettersi. Solo in questo modo, infatti, la città potrà finalmente tornare in mano a chi è realmente in grado di amministrarla».

 

FATTI DELLA VITA

 

Privacy

Il Garante: «Diritto all'oblio anche per chi è stato riabilitato dopo una condanna». L'authority ha ordinato a Google la rimozione di due url che rimandavano a informazioni giudiziarie non più rappresentative della attuale situazione di un imprenditore. Nelle pagine web non vi era traccia della riabilitazione che l'uomo aveva chiesto e ottenuto nel 2013 dopo la sentenza nel 2010.

 

Autoscuole e IVA a ritroso

Le ricadute sugli utenti. Urge intervento politico-legislativo

 

Il caso non è molto noto, ma è tipico della burocrazia e se portato alle conseguenze logiche, sarà esplosivo. Stiamo parlando dell’IVA non pagata dalle autoscuole dal 1972, non per loro evasione/negligenza, ma per responsabilità del Fisco italiano, che sembra non avere intenzione di farsene carico visto che richiede alle autoscuole di versare il 22% di IVA per gli ultimi cinque anni (per gli anni prima il pagamento è prescritto)… e le autoscuole potranno fare altrettanto nei confronti dei loro clienti di questi ultimi cinque anni.
Il caso. Un’autoscuola tedesca, a cui era stata negata l’esenzione dell’IVA come avviene in Italia e Spagna, si è rivolta alla Corte di Giustizia europea che, lo scorso marzo, ha detto che aveva torto e che tutte le autoscuole europee devono pagare questa imposta. L’Agenzia delle Entrate si è subito mossa, con provvedimento retroattivo, ed ha chiesto gli arretrati per gli ultimi cinque anni, a partire quindi dal 2014.

Le autoscuole, ovviamente, sono in agitazione ed hanno previsto già diverse iniziative.

La questione però non riguarda solo le autoscuole, ma anche tutti coloro che in questi anni hanno usufruito dei loro servizi. A cui, sempre entro i cinque anni di prescrizione, le autoscuole potrebbero intimare di pagare il dovuto a colmare l’imposta. E sarebbe una cosa giusta, da parte delle autoscuole. Ma sorge un problema pratico. Ogni autoscuola dovrebbe chiedere ad ogni suo cliente che ha questi requisiti, di versare il dovuto. La richiesta in sé ha comunque un costo, e siccome è molto probabile che ad una semplice richiesta per posta ordinaria saranno in pochi ad ottemperare (anche perché alcuni indirizzi non saranno più validi, e per rintracciarli all’anagrafe ci sono da sostenere ulteriori costi), le autoscuole dovranno sostenere nuovi costi dovendo procedere con una diffida tramite raccomandata A/R… a cui non è detto che tutti ottempereranno, per cui, non si può escludere che le autoscuole debbano attivare le procedure giudiziarie del caso.

Insomma: un macello! Da una parte per le autoscuole (che devono pagare e spendere per recuperare il recuperabile), dall’altra gli utenti/clienti di queste autoscuole che si vedono richiedere questa imposta. Entrambi i soggetti (autoscuole e loro clienti) solo “salvati” in parte grazie alla prescrizione quinquennale… che se fosse tutto applicato dal 1972… fantafisco… ma è bene ricordarlo! Fortuna per quelli prima del 2014!

Tutto questo accade per una ottemperanza del Fisco italiano che in tutti questi anni ha interpretato in modo no-IVA le norme del 1972. E che solo per caso, dopo la sentenza della Corte di Giustizia, si è “svegliato”.

Se si lascia il tutto così come sta procedendo, il “macello” è triplo:

1 - economico per autoscuole e utenti;

2 - economico per il Fisco, che dovrà spendere non poco per recuperare il dovuto… e non è detto che alla fine 2+2 faccia 4, cioè che ci sia un tornaconto economico per lo Stato;

3 – politico, visto che tutti i soggetti coinvolti si sentiranno presi in giro a dover pagare per colpe non loro e, cosa abituale purtroppo, la loro fiducia nello Stato diminuirà ancora e

non si sentiranno incivili e asociali quando, alla prima occasione e possibilità, potranno fregare il Fisco.

Allo stato dei fatti, quindi, le soluzioni burocratiche non ci sono, se non quelle di cercar di far pagare chi di dovere, visto che dal punto di vista normativo la vicenda è ineccepibile.
Esiste a nostro avviso solo la soluzione politica. Un provvedimento legislativo che faccia piazza pulita del trascorso, una valutazione sull’imposta così come previsto nelle norme del 1972 e, nel caso, cambiare queste norme oppure prendere atto che dal giorno xx (del futuro e non del passato) questa IVA è dovuta.

 

SCUOLA

Adiconsum al nuovo Governo:
Rendere detraibili le spese per i libri di testo

 

Come ogni anno, in questo periodo, si sente parlare del caro scuola e di quanto impatterà sul bilancio delle famiglie, in particolare per quanto riguarda l’acquisto dei libri di testo.

L’istruzione è alla base della crescita e dello sviluppo di un Paese e non può essere lasciato interamente sulle spalle delle famiglie – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Oltre alle detrazioni già in vigore per le spese sostenute per la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite, le assicurazioni e i corsi deliberati dall’istituto, è arrivato il momento di prevedere una detrazione anche per l’acquisto dei libri di testo che rappresentano la spesa più costosa per le famiglie

Adiconsum sostiene la richiesta dei librai di Ali Confcommercio di introdurre la detrazione Irpef per le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto dei libri di testo dalla dichiarazione dei redditi e la sottopone al nuovo Governo e al nuovo Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti

 

ANCHE ROMA HA LA SUA TERRA DEI FUOCHI

PONTE GALERIA

MA LA GIUNTA RAGGI IGNORA IL PROBLEMA

 

Cento ettari, l’equivalente di quasi 100 campi da calcio, continuano a bruciare da più di venti giorni a Via di Montestallonara, nella zona compresa tra Ponte Galeria e Via della Pisana. Cosa si celi dietro questa combustione misteriosa, che sprigiona dal territorio colonne di fumo e viene continuamente sedata dagli uomini della polizia municipale e della protezione civile capitolina, non è dato saperlo.

Quello che è certo è che questi roghi, sicuramente di origine dolosa, potrebbero essere generati dalla presenza nel sottosuolo di immondizia interrata abusivamente, discariche di rifiuti indifferenziati e materiali di scarto proveniente dall’edilizia. Il risultato è che quest’area del XI municipio è diventata una vera e propria terra dei fuochi in cui miasmi e odori nauseabondi mettono seriamente in pericolo la salute dei cittadini.

Salvo interventi inadeguati e inefficaci, però, la Sindaca si è guardata bene dall’affrontare la questione: su quest’emergenza zero indagini di sicurezza o tavoli tecnici per valutare l’impatto ambientale e individuare le modalità idonee a risolverla. Quello che sta accadendo è vergognoso: i cittadini sono addirittura privati del diritto di sapere se si trovano in una situazione di pericolo dovuta a inquinamento da sostanze tossiche. Intanto, però, l’amministrazione continua a esporli a questo rischio. E’ anche per questo che, a breve, SARà presentata un’interrogazione urgente.

 

ROMA CAPITALE

Rifiuti, buche, mezzi di trasporto vecchi e senza manutenzione, a fuoco,

alberi non potati, circolazione caos, assenza polizia locale.

“Quo usque tandem abutere, Virginia, patientia nostra?”

Rielaborazione dalla I Catilinaria “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”    

“Fino a quando abuserai, Virginia (Raggi), della nostra pazienza?”

Traduzione

Questa orazione, prova matura dell’oratoria ciceroniana e modello di eloquenza giudiziaria e politica, costrinse Catilina ad allontanarsi da Roma.

Lo sarà pure per Virginia Raggi, attuale sindaco di Roma ?

 

Lo scritto, pubblicato nel precedente numero,  non è stato spostato nello spazio “Nei numeri precedenti”, perché, dopo 15 giorni di solerte raccolta dei rifiuti a terra e nei cassonetti, nonché il cambio dei raccoglitori fuori uso, sono nuovamente comparsi rifiuti a terra e contenitori strapieni.

Cosa aspetta la Regione e il Comune di Roma Capitale a realizzare un termovalorizzatore ?

Nel fra tempo, restano le buche, gli alberi non sono potati, i mezzi di trasporto vecchi e senza manutenzione vanno a fuoco,

la circolazione è nel caos, anche per l’assenza della polizia locale.

 

FATTI DELLA VITA

 

Diffamazione, la veridicità di una dichiarazione va valutata in relazione al contesto. La Cassazione ha annullato la condanna inflitta ai giornalisti Oscar Giannino, Giuseppe Castellini e Andrea Luccioli, citati in giudizio da Luca Cordero di Montezemolo per una frase pronunciata da Giannino in campagna elettorale e riportata dal Giornale dell'Umbria. «In riferimento al diritto di critica, il rispetto della verità oggettiva del fatto assume un rilievo minore rispetto al diritto di cronaca», rilevano i giudici

 

 

Governo

Chi disprezza compra

 

E’ venuto in mente questo proverbio a proposito del governo Lega-M5S e a quello, appena nato, Pd-M5s.

Ritornano in mente gli insulti che, Lega e M5S, si scambiavano prime delle elezioni dello scorso anno, finiti in un abbraccio. Un inciucio, direbbe Salvini, che ha portato alla formazione del governo gialloverde.

La scena si è ripetuta in questi giorni: dopo gli improperi scambiati tra Pd e M5S è giunta l'ora dell'abbraccio, dell'inciucio.

Il premier Giuseppe Conte, che ha presieduto un governo di un colore e ora di altro, con una particolare interpretazione del detto evangelico secondo il quale la mano destra non deve sapere ciò che fa la sinistra.

Una cosa positiva, al momento, il governo giallorosso, l'ha ottenuta: il calo dello spread, che significa meno debito pubblico, cioè nostro.

Dai 327 punti di spread del governo gialloverde siamo passati a 165 punti del previsto governo giallorosso. 162 punti in meno, cioè meno interessi sui titoli di Stato.

Per il resto, vedremo.

 

Governo

Tempi e mansioni istituzionali

inizia male

 

Il governo Conte2 è stato nominato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Per completare l'iter costituzionale, il governo deve avere la fiducia del Parlamento e, soprattutto, la deve avere il programma presentato dal governo stesso.

Dunque, al momento, manca un passaggio fondamentale affinché il governo entri nel pieno delle sue funzioni.

In questo frangente, gli obiettivi programmatici sono sospesi, ma non è stato inteso così dal ministro De Micheli che è intervenuta, con una dichiarazione, sulla realizzazione di alcune opere infrastrutturale e sulle concessioni autostradali. C'è un evidente problema di "educazione" istituzionale e di rapporti politici con gli alleati penta stellati.
Non capirlo non depone bene.

Un fatto grave, è stato commesso dal ministro Di Maio: ha convocato, nella sede del ministero, i membri penta stellati del governo. Una riunione di partito, insomma, in sede istituzionale. Se il capo politico del M5S, vuole fare una riunione del suo partito se la faccia nella sede del M5S o affitti un locale. Non è dato che si utilizzino soldi del contribuente per il mantenimento di una struttura pubblica utilizzata, anche, per riunioni di una associazione privata, quale è un partito.

L'altro aspetto, riguarda i rapporti istituzionali, poiché non si può configurare un sub governo penta stellato, autonomo dal governo Conte2, e di rapporti politici con l'alleato, il Pd, che siede nello stesso Consiglio dei Ministri, luogo dove si assumono decisioni comuni.

Insomma, siamo alla furbizia e alla prefigurazione di tensioni che hanno caratterizzato il precedente governo.

Di problemi da risolvere ce ne sono molti e rilevati in passato.

E’ bene che i ministri, nominati dal Presidente Mattarella e che hanno ottenuto la fiducia dal Parlamento e pagati dal contribuente, facessero il loro lavoro senza perdere tempo, giocando a "mettere a dama" per bloccare l'avversario e poi "mangiarne" le pedine (Pd).

 

GIUSEPPE CONTE INCONTRA CHI OPERA

QUOTIDIANAMENTE PER LA DISABILITÀ

 

Nei giorni passati si è svolto presso la Sala dei Busti della Camera dei Deputati, un incontro tra alcune delle principali organizzazioni che si occupano di disabilità in Itali e  il Professore Giuseppe Conte.

Presente anche l’Ente Benemerito del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Special Olympics, con Alessandro Palazzotti, Vicepresidente e Alessandra Palazzotti, Direttore Nazionale.

 "Grazie, perché per la prima volta  quest'anno - l'intervento di Alessandra Palazzotti -  in occasione dei Giochi Mondiali Special Olympics svoltisi ad Abu Dhabi dal 14 al 21 marzo, abbiamo ricevuto una grande attenzione da parte del governo e del Presidente Conte in particolare. Ha voluto incontrare gli atleti italiani coinvolti, prima e dopo questa esperienza. Li ha conosciuti personalmente, li ha seguiti ed ammirati, ne ha compreso il valore.

Un'attenzione e cura affatto scontate. Negli anni abbiamo riscontrato una profonda difficoltà nel far comprendere l'importanza dello sport oltre il risultato meramente sportivo riservato ai migliori. Lo sport è uno straordinario strumento di  inclusione sociale, un'opportunità per tutti: atleti con e senza disabilità intellettive che giocano e fanno sport insieme sullo stesso campo.

Crediamo che  rivolgersi ai giovani, creare opportunità di sport Special Olympics nelle scuole, dell'infanzia, primarie e secondarie, sia la via giusta per abbattere ogni pregiudizio, combattere il bullismo e gettare le basi per un mondo migliore dove la disabilità venga riconosciuta come una risorsa. In questo senso intendiamo rinnovare al più presto la Convenzione tra Special Olympics Italia e il Miur". 

E' la prima volta che un Presidente del Consiglio incaricato convoca una consultazione con chi opera quotidianamente in favore delle persone con disabilità.  "Mi auguro - ha detto Giuseppe Conte - che ciò divenga una buona regola anche per il futuro, un gesto doveroso in grado di offrire un valore aggiunto imprescindibile all'opera di un buon governo".