ANNO 46° - n. 30 del 29 Luglio 2020

URBS INFORMAZIONI

Settimanale a carattere informativo, culturale, tecnico, sportivo

esce il mercoledì

Autorizzazione Tribunale di Roma n. 14621 del 03.07.1972 - Proprietario, editore, direttore responsabile: Maurizio Longega

Direzione, redazione, amministrazione: via Cesare De Fabritiis 133, palazzina a, box 9, 00136 Roma

Tel. 330734215

CORRISPONDENZA - POSTA ELETTRONICA: mlongega@quipo.it

SITO: http://www.longegamaurizio.it

stampa in proprio in soluzione informatica - divulgazione gratuita - le notizie possono essere liberamente riprodotte

in caso  di cattiva ricezione o messaggio incompleto contattare il numero telefonico 330/734215

Il settimanale Urbs Informazioni offre un servizio, non effettuata intermediazioni e non riceve commissioni,

non risponde del contenuto e della puntualità di uscita degli articoli, nonché degli annunci e della pubblicità.

Non è responsabile di eventuali ritardi e/o perdite causate da mancata o errata pubblicazione.

Non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori od omissioni nella pubblicazioni di notizie, annunci, leggi, ordinanze o bandi di concorso o parti di essi.

La collaborazione sarà richiesta solo dalla direzione che si riserva il diritto, a suo insindacabile giudizio, di pubblicare, ripetere, rifiutare o sospendere le inserzioni, gli articoli,.

Le foto ricevute,  anche se non pubblicate, non saranno restituite.

Gli articoli pubblicati con  nome e cognome dell’autore rispecchiano soltanto il pensiero dell’articolista.

Gli spazi presenti nel sito: “longegamaurizio.it” sono parte integrante del settimanale

a carattere informativo, culturale, tecnico, sportivo “Urbs Informazioni”

 

Dal 1° gennaio 2009 sulla linea 0639722092 non è più attivo il fax,

comunicazioni  solo per  posta elettronica.

 

PAUSA ESTIVA E TECNICA

da giovedì 30 luglio a lunedì 07 settembre 2020

PUBBLICAZIONI RIPRENDERANNO

MERCOLEDI’ 09 SETTEMBRE 2020

 

 

2ML

Direttore responsabile

Maurizio Longega

 

Notizie anche negli spazi:

 

·                    Agenda sport

·                    Sport

·                    Notizie utili

·                    Istruzione

·                    Associazione Veterani Sportivi

 

L’Italia, un Paese generoso.

Colpita dal dramma immane del contagio, avvolta dall'abbraccio mortale della pandemia del coronavirus, ha reagito con straordinario senso di dignità umana alla virulenza del male. E continua a farlo. Senza perdersi d'animo

 

In questo numero

 

Recovery Fund

l'Italia da contribuente a beneficiario

 

Voce comune europea: dobbiamo tutelare l'Italia

Con il Recovery Fund l'Italia da contribuente diverrà beneficiario.

L'Italia riceverà 81 miliardi di sussidi (a fondo perduto) e potrà accedere a prestiti per 127 miliardi, se richiesti, da restituire a tasso agevolato in 30 anni.

Questi i benefici per l'Italia.

Per la parte del Recovery Fund che riguarda i sussidi (quelli a fondo perduto, senza obbligo di restituzione), che sono debito a carico dell'Europa, la

ripartizione è la seguente:

ogni italiano riceverà 500 euro;

ogni olandese verserà 930 euro:

ogni tedesco verserà 840 euro;

ogni francese verserà 400 euro.

L'Unione europea si è fatta carico del debito comune dei vari Stati e ci saranno quelli che  riceveranno (es. l'Italia) e quelli che verseranno (es. Olanda,

Germania e Francia).

Si è raggiunta questa idea con il principio: o ci salviamo tutti o affondiamo tutti, per cui i Paesi in maggiore difficoltà devono essere aiutati.

E' la prima volta che succede e per questo si è definito l'evento fatto storico.

Il conteggio del sussidio prende forma per differenza:  tra il contributo che l'Italia deve dare al bilancio europeo e i fondi che riceverà dall'Unione europea.

Tale differenza è di 30 miliardi che suddivisi tra gli italiani fanno, appunto, 500 euro a testa.

Questi soldi dovranno essere impiegati in programmi da presentare in sede europea e, una volta approvati, potranno essere realizzati nel nostro Paese.

Ovviamente, ci sarà un controllo europeo sulle spese, in considerazione che sono denari altrui.

Eppure, Salvini è contrario. Teme una bastonata, un nuovo Mes, ma non ricorda che il Mes, lui, lo ha approvato due volte, nel 2011 e nel 2019.

Che dire?

La paura trova terreno fertile nella disinformazione, come scrive l’associazione per i diritti degli utenti e i consumatori.

 

ROMA CAPITALE

DIMISSIONI PRESIDENTE del VII Municipio Monica Lozzi

 

La presidente del VII Municipio Monica Lozzi ha annunciato la propria candidatura a sindaca di Roma con la lista sovranista ITALEXIT.

Il M5S di Roma perde quindi un altro municipio che non può che evidenziare ulteriormente il fallimento della sindaca Raggi e delle sue politiche.

Così in una nota la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, presidente del Movimento Pop, ed il referente Pop del VII Municipio Emiliano Cofano.

“Come POP ribadiamo la necessità e l'urgenza di tornare a discutere di Roma e dei suoi municipi, dei suoi problemi e delle risorse da valorizzare, in una città che in questi 4 anni si è fermata dal punto di vista economico, culturale, sociale, ambientale e di cui la Presidente Lozzi ne è stata pienamente responsabile, al pari della sindaca Raggi.

Chiediamo pertanto le dimissioni di Monica Lozzi da presidente del Municipio VII, affinché non utilizzi questi ultimi mesi per costruire la propria ambizione a discapito del territorio e dei suoi abitanti ed al tempo stesso chiediamo al consiglio del Municipio di sfiduciare la Presidente, in quanto ormai espressione di una maggioranza che non esiste più”.

 

Incentivi sugli acquisti di veicoli ecologici

 

Il decreto "rilancio", nella versione convertita in legge da pochi giorni, ha ampliato gli incentivi per l'acquisto di autoveicoli e motoveicoli a basse emissioni

-elettrici od ibridi- introdotti nel 2019 e fruibili fino a tutto il 2021.

Non solo più fondi (100 milioni di euro per il 2020 e 200 milioni di euro per il 2021) ma anche incentivi aggiuntivi per gli acquisti effettuati nel periodo

Agosto-Dicembre 2020 con coinvolgimento anche di veicoli con emissioni di CO2 fino a 110 g/Km (fondi dedicati 50 milioni di euro).

Per i veicoli a due/tre ruote e mini car, elettrici o ibridi, incentivi del 30% o 40% sul prezzo a seconda che venga o meno consegnato un usato. 

Tutte le disposizioni aggiornate si trovano sulla scheda pratica realizzata dall' ADUC Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, nello spazio  acquisto veicoli.

 

Nei precedenti numeri

 

ROMA CAPITALE

AMA

UNA Risposta per i lavoratori impegnati nel servizio di raccolta non domestica

 

Da Ama ancora nessuna soluzione concreta ai 270 lavoratori impegnati nel servizio di raccolta non domestica che faceva capo all’Ati composta da Roma Multiservizi, Sea, Isam e La Sana Full Service. L’azienda, infatti, dopo quasi due anni di affidamento diretto, ha deciso la reinternalizzazione di questa attività, ma non del personale ad essa dedicato, che è tornato a manifestare il proprio malcontento in maniera pacifica, incatenandosi all’interno della sede di via Calderon de la Barca.

Così Rachele Mussolini, consigliere comunale e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale: “Sono vicina a questi lavoratori e alle loro famiglie. Spero che presto venga messa la parola fine all’intera vicenda. Fino ad allora continuerò a manifestare al loro fianco e a compiere qualsiasi azione e atto utile per difendere ogni posto di lavoro, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo attraversando”.

Va riconosciuto, però, che quello a cui stiamo assistendo è davvero paradossale: l’Amministrazione Capitolina non riesce a dialogare con una propria controllata e questa è l’ennesima riprova della passività amministrativa dei grillini.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mancano risposte adeguate tanto per i lavoratori, scaricati per fare cassa, quanto per la città che paga a caro prezzo una gestione errata del servizio. Adesso il rischio concreto per queste persone, se non ci si muove subito, è che non si riescano a fermare le procedure di licenziamento, sospese fino a metà agosto per l’emergenza coronavirus.

E’ assurdo se si pensa che la società ha difficoltà a garantire l’efficienza su tutti i fronti ed è, da tempo, in forte carenza di organico. All’appello mancano circa 350 unità, in teoria promesse nel piano assunzioni che doveva essere votato dal Campidoglio entro fine giugno e che, poi, è slittato e subordinato all’adeguamento del piano tariffario.

Possibile che a nessuno sia venuto in mente che 270 persone potrebbero colmare questa carenza?

In era Raggi il paradossale è all’ordine dei giorno. E a pagare per i disastri che genera l'incapacità della Raggi sono sempre i romani.

 

REGIONE LAZIO

IL COMUNE ASCOLTI "Roma Agricola" ANZICHÉ RESPINGERLI


Sabato 18 luglio molti cittadini, fra cui Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio, si sono recati a Castel di Guido per portare solidarietà al presidio degli agricoltori di "Roma Agricola" costretti fuori dalla tenuta dal divieto a manifestare imposto dalla Questura, forse su suggerimento del Comune di Roma.

Un boicottaggio, quello di Roma Capitale, confermato anche quando una quindicina di loro si è vista sbarrate le porte del museo locale, mentre la responsabile delle visite si sarebbe sentita addirittura minacciare con una brusca telefonata degli uffici capitolini volta a vietarle di accompagnare il gruppo.

Un atteggiamento grave, miope e incomprensibile quello della giunta Raggi, che dovrebbe avere a cuore il destino di quei 2000 ettari agricoli della città che potrebbero diventare un pezzo del rilancio di Roma in termini di sviluppo economico e di creazione di nuovi posti di lavoro dentro un'azienda interamente pubblica, anziché essere lasciati alla cattiva gestione e all'incuria.

Spiace una volta di più allora che il Campidoglio abbia deciso di impugnare la delibera della Regione Lazio per il rilancio di Castel di Guido, primo vero atto di una amministrazione pubblica dopo anni di immobilismo.

“Da parte nostra, dichiara Marta Bonafoni  siamo pronti a portare avanti un dialogo vero e costruttivo coi comitati e con Roma Agricola, auspicando di trovare lo stesso spirito di collaborazione nel Comune, indispensabile alla buona riuscita del rilancio dell'azienda".

 

Rai in estate

 

Bisogna riconoscere che molte trasmissioni che vengono prodotte hanno uno spessore, una qualità e una professionalità, quindi è una valida spesa il pagamento del cosiddetto canone.

Rispetto agli anni passati, l’estate 2020 ha qualcosa di particolare: l’emergenza sanitaria.

Tanti non vanno in vacanza o vanno in forma ridotta. Molti hanno meno soldi e poco lavoro rispetto a prima. E la stanzialità nelle proprie dimore è decisamente cresciuta rispetto al passato.

Lo Stato che disciplina le emergenze si è dimenticato della Rai e la Rai si è dimenticata dei contribuenti e  degli utenti.

Non si può credere che nella Rai vi siano stati licenziamenti, ridimensionamenti, come in altri settori non di stato. Insomma, la Rai è, economicamente, a pieno ritmo: gli introiti da canone e da pubblicità ci sono, anzi, forse, sono anche di più.

E allora, visto che la socialità è cambiata, perché la Rai è uguale a quella dell’anno scorso piena di repliche, tanto da spingere contribuenti e utenti all’esterno delle loro abitazioni dal momento che rifila trasmissione di nostalgia del passato, pur se condotte da presentatori sulla cresta del momento, o serie di film, a episodi, già visti e rivisti. Ecco che diventa stimolante la voglia di uscire di casa ed andare a mescolarsi ai tanti incoscienti che si assiepano all’ingresso di un bar, in una via o in una piazza.

La Rai vive in un modo e in un mondo diverso?

Perché la Rai non prende in considerazione le raccomandazioni che arrivano da parte di tutte le autorità dello Stato?

Perché gli operatori della Rai devono essere in vacanza in questo momento e non hanno modificato la loro organizzazione del lavoro in virtù dell’emergenza pandemica e rispondere, così, alla funzione di servizio pubblico?

C’è qualcosa che non torna e porta a dire che, se oggi il pericolo pandemico è ancora presente e suscettibile di un qualche ritorno pericoloso, la responsabilità è anche della Rai.

La programmazione (informazione e intrattenimento) non piace, i cittadini ovvero gli azionisti non sono soddisfatti e fa anche del male alla testa e al fisico con la sola notizia pandemia.

 

Governo

Tav e le bufale che circolano ancora

 

Era il 1857 quando il parlamento subalpino, per volontà di Cavour, approvò la legge che autorizzava il traforo del Frejus che collegava l'Italia alla Francia.

Nel 1871 si inaugurava il tunnel, un anno dopo la presa di Porta Pia a Roma e la caduta dello Stato Pontificio.

Anche allora si sosteneva che ci sarebbero state gravi conseguenze ambientali. Stesse argomentazioni odierne contro il Tav, il treno Torino-Lione.

Falsità.

Il 92% delle merci che circola tra Italia e Francia, viaggia su gomma. Solo l'8% su ferrovia.

Una sproporzione enorme che impatta sull'ambiente con le emissioni di Tir, auto e congestione del traffico.

La principale motivazione dello scarso utilizzo della ferrovia è nelle caratteristiche del tracciato e della galleria:

1) i raggi di curvatura diminuiscono la velocità;

2) l'eccessiva pendenza rende necessario l'uso di due o tre motrici;

3) il limitato numero di vagoni merci;

4) le caratteristiche dei nuovi container che rendono poco  conveniente il trasporto su ferrovia.

Il progetto TAV prevede:

a) treni merci lunghi più di 750 metri per un trasporto di 2.000 tonnellate di capacità;

b) l'abbattimento della pendenza dal 30 per mille a 12 per mille;

c) l'utilizzo di una sola motrice;

d) il riallineamento delle curve.

Merita che sia ricordato che la Val di Susa, è attraversata, per 70 km, dalla autostrada A32 che arriva fino al traforo autostradale del Frejus, il quale è stato raddoppiato senza che ci siano state proteste.

Insomma, ambientalismo a senso unico.

C'è poi la diceria della Corte dei conti europea che avrebbe bocciato il Tav.

Altra falsità.

La Corte dei conti europea ha affermato che gli extra costi, per la realizzazione del Tav, sono dovuti ai ritardi dei governi ed è noto che i ritardi hanno un costo.
E' un monito per coloro, Di Maio in testa, che si sono gingillati sull'analisi costi-benefici del Tav, peraltro sette favorevoli e uno contrario, cui abbiamo assistito per opera dell'allora ministro cinque stellato Toninelli, per il quale per un altro tunnel, quello del Brennero, era operativo e automobilistico quando, invece, doveva essere completato ed è ferroviario.

 

Autostrade

Le promesse per la riduzione delle tariffe

 

Lo Stato dentro Aspi e fuori i Benetton nella gestione di Autostrade.

Ora si devono abbassare le tariffe e mettere in sicurezza le autostrade. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Auguriamo che l’operazione abbia successo con bilanci positivi generati da utenti, contribuenti e risparmiatori che danno fiducia alle Poste investendo sui loro prodotti, soldi che sono gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, che oggi è chiamata a gestire al posto di Atlantia, investendo circa tre miliardi in attesa dell’intervento di futuri azionisti.

Il portafoglio del ministro, comunque, non è a rischio. E lo sanno tutti.

Il portafoglio dei contribuenti è sempre a rischio, soprattutto quando lo Stato si fa gestore di attività che fino ad oggi sono state patrimonio di attività private, e soprattutto perché lo Stato, che avrebbe dovuto controllare i privati a cui aveva concesso, non ha dimostrato di saperlo fare, vista la tragedia da cui parte tutta la vicenda.

Insomma uno Stato poco affidabile che oggi diventa controllore e controllato.

Il portafoglio dei risparmiatori è quello di chi evidentemente non sa chi e come gestisce i propri risparmi, altrimenti è probabile che da tempo li avrebbero spostati altrove, visto che, proprio perché si sono rivolti alla Poste, è probabile che non abbiano una così alta propensione al rischio.
Non resta che aspettare la riduzione delle tariffe per l’uso delle Autostrade e gli utili che lo Stato incasserà. Ovviamente con la consapevolezza che se vi saranno perdite in questa nuova gestione, la vacanza al mare della famiglia Rossi sarà pagata dalla famiglia Bianchi che mai si sarebbe sognata di usare un’autostrada, perché col clima economico che divampa, hanno a stento gli occhi per piangere.

 

Roma Capitale

sonetto su Roma e i romani

 

'Città bella e zoccola' e romani 'gente de fogna'. 'Virgì, Roma nun te merita'

Così Beppe Grillo, che ha lanciato anche l'invito, alla sindaca Virginia Raggi, a lasciare la Capitale d'Italia.

Che dire?

Che il M5S non sa più come mascherare il fallimento di 4 anni di gestione capitolina. Il prossimo anno ci saranno le elezioni per sindaco e Consiglio comunale.

In quattro anni, due cose si potevano fare: la manutenzione delle strade, ridotte a colabrodo, e la pulizia della città, invasa dai rifiuti.

Coprire le buche non è competenza dei romani, ma della amministrazione capitolina che fa capo al sindaco, signora Raggi.

Le buche sono disseminate per tutta la città, dove i romani cadono (lo stesso Grillo c'è ruzzolato) e gli automobilisti pagano per le auto danneggiate (gomme e ammortizzatori). Il 90% dei tombini e delle caditoie risultano ostruiti, perché non sono stati puliti.

Sui rifiuti, abbondano foto e filmati. Non si riesce a capire, perché sia difficile raccoglierli e smaltirli. Si avviano ad altre regioni, o in altri stati, europei e non, per lo smaltimento, con costi esorbitanti per i romani. Non si vogliono i termovalorizzatori, ma si usano quelli degli altri, così per le discariche.

Comodità, opportunità ?

Il 70% dei romani, ora si chiede dove sia la gestione della cosa pubblica e conclude che Roma non si merita Virginia, perché Virginia non si è meritata Roma.

 

SANITA’

BONUS BABY SITTER PER IL PERSONALE SANITARIO

I SOLDI SONO GIA’ FINITI

 

Il Presidente Nazionale del Sindacato Infermieri Italiani Antonio De Palma esordisce: “Apprendo con amarezza, ma non certo con stupore, esordisce Antonio De Palma, che le risorse relative all’ormai celebre bonus baby sitter per medici ed infermieri sono praticamente al lumicino. Lasciando di conseguenza, a bocca asciutta, ancora una volta, gli interessati. Siamo di fronte all’ennesimo triste pasticcio della politica italiana. Una barzelletta, quella dei fondi per il personale sanitario, che merita una sola reazione: delusione, delusione e ancora delusione. E ancora qualcuno si domanda, sbotta De Palma, perché ci stiamo preparando all’autunno più caldo della storia recente del nostro SSN? Insomma, non ci bastavano i famosi bonus fantasma, quelli che prima appaiono e poi scompaiono, e poi ricompaiono nuovamente dopo una serie di tira e molla, fortemente voluti dalle autonomie regionali, ma che poi vengono di nuovo messi in discussione dalla Ragioneria dello Stato.

Vero caro Ministro Boccia? 

Chi aveva pensato che il bonus baby sitter potesse risolvere i problemi degli infermieri e degli altri sanitari italiani impegnati nella lotta contro il Covid 19, si sbagliava di grosso.

Pochi, pochissimi i fondi a disposizione, rispetto a una marea di categorie a cui erano destinati. Il risultato? Un calderone di confusione e incapacità, peccato che a pagarne le conseguenze siamo ancora una volta noi infermieri.

Alcune settimane fa denunciai di mio pugno la pochezza di quel decreto appena promulgato, che prevedeva il bonus baby sitter.

Lo feci con un articolo scritto per il Sole 24 ore. Perciò non posso essere sorpreso di fronte a tutto questo sfacelo, ma ovviamente mi sale la pressione pensando all’ennesima presa in giro di cui siamo stati vittime.

«Questo uno stralcio significativo di quanto scrivevo meno di due mesi fa», continua De Palma: "L’articolo 24 c) 3 del Dl prevede per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria di medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto dall’articolo 23, comma 8 in alternativa alla prestazione di cui al comma 1, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1.000 euro. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Posto che sarà molto difficile per gli infermieri utilizzare il congedo, del quale peraltro non si conosce nemmeno la durata, anche perché in questa emergenza gli sono stati sospesi i congedi proprio per poter per garantire l’assistenza, è verosimile che tutte le famiglie facciano domanda per il bonus. Ma proprio qui nasce il problema, anzi, il problema si propone leggendo ciò che c’è scritto nei commi 4) e 5), laddove si legge al comma 4): Qualora dal monitoraggio emerga il superamento, anche in via prospettica, del limite di spesa di cui al comma 5, l’INPS procede al rigetto delle domande presentate. Mentre al comma 5 si legge: «I benefici di cui al presente articolo sono riconosciuti nel limite complessivo di 30 milioni di euro per l’anno 2020. Da non credere: se dividiamo per 1.000 l’importo del bonus, il valore economico del limite complessivo previsto, pari a 30 milioni di euro, risulta che il fondo è sufficiente solo per un massimo di 30.000 famiglie di professionisti. Ma se solo gli infermieri pubblici sono circa 260.000, la gran parte con famiglia, una volta aggiunti i medici, gli altri operatori sanitari e addirittura le forze di pubblica sicurezza e tutti gli altri soggetti che possono far domanda, quanti saranno gli infermieri che potranno concretamente beneficiare del bonus?"...

«Questo lo dicevo meno di due mesi ora sono, l’articolo è ancora in rete sul Sole 24 ore. Ora, vogliamo renderci conto o no che siamo vittime di un ingranaggio i cui fili vengono mossi da personaggi incompetenti che certo non hanno a cuore le sorti dei sanitari? 

Di fronte a uno scempio di questo genere, l’ennesimo, noi del Nursing Up non possiamo fare altro che dissotterrare gli strumenti di lotta e confermare che a settembre gli infermieri italiani riprenderanno in modo più forte che mai la loro protesta. Perché ogni santo giorno subiamo beffe come queste, annunciate ma non per questo meno amare. E poi, ancora soprusi e ingiustizie da parte una politica che forte della propria tracotanza dimostra di non considerarci, e che pare non aver ancora compreso che noi non ci fermeremo finchè non avremo ottenuto ciò che di legittimo chiediamo», conclude De Palma.

 

Il Mes e gli anti italiani

 

I cinque stelle, Salvini e Meloni ancora una volta danno notizia dei pericoli del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità.

Cosa non vera.

Il Mes mette a disposizione dell'Italia 36 miliardi di prestito, da utilizzare per le spese sanitarie, dirette e indirette.

I cinque stelle, Salvini e Meloni si oppongono all'utilizzo dei miliardi del Mes con argomentazioni prive di sostanza, ma che inducono solo paura.
Dicono: troppo oneroso, meglio i titoli pubblici, i Btp per esempio.

L'interesse chiesto dal Mes è dello 0,08%, quello dei Btp è dell'1,3%. Si risparmierebbero 4,65 miliardi di euro da destinare ad altre spese.

Invece, i cinque stelle, Salvini e Meloni vogliono farci pagare un interesse dell'1,3%, aumentando il debito pubblico, cioè nostro.

Conclusioni: sono anti italiani.

Dice il trio: le condizioni poste per accedere al Mes ci imporranno l'austerità, il taglio delle pensioni e della spesa sanitaria,

Falso. Le condizioni poste sono relative all'utilizzo dei 36 miliardi per la spesa sanitaria, e tutti sappiamo quanto ne abbiamo bisogno.

Ancora una volta le conclusioni dicono che sono anti italiani.

Il prestito del Mes va restituito, dichiarano i cinque stelle, Salvini e Meloni tacendo che anche i titoli pubblici, i Btp, devono essere restituiti e con un tasso di interesse maggiore.

Sono anti italiani.

Il Mes è un prestito decennale e tra 10 anni l'Europa modificherà le condizioni, essi dicono, ma è una notizia falsa.

Il ricorso al Mes farebbe crollare la fiducia dei mercati nel nostro Paese, con un aumento dello spread e di conseguenza dei tassi di interesse dei titoli di Stato, i Btp, con aumento del debito pubblico, dicono cinque stelle, Salvini e Meloni.

Falso.

Sono loro che vogliono aumentare il debito pubblico ricorrendo solo ai titoli di Stato.

E’ cosa cera: sono anti italiani.

Non lo dicono oppure lo ignorano con due notizie di questi giorni:

a) I tassi di interesse del Mes sono attualmente negativi.

Se l'Italia, chiedesse, adesso, un prestito al Mes ci guadagnerebbe.

b) Il Piano Nazionale di Riforma, in discussione la prossima settimana nel Consiglio dei Ministri, prevede che "il fabbisogno di interventi infrastrutturali in

ambito sanitario è pari a 32 miliardi". Il Mes ne stanzia 36, anche per la ricerca e per interventi indiretti.

 

SANITA’

INFERMIERI PRONTI A UN AUTUNNO ROVENTE»

 

Rivolgo ora un accorato appello - dice De Palma - ai colleghi di tutte le sigle sindacali, di tutti i gruppi, di tutti i movimenti ed associazioni: chiamateci, contattateci, fatelo presto! Fatelo già oggi! Scendiamo in piazza tutti, uniti, fianco a fianco, perché qualcuno sta giocando con le nostre vite e quindi dobbiamo essere compatti più che mai contro il “vero nemico”, quello più pericoloso.

Parte da Milano, parte da Piazza Duomo, il nuovo corso degli infermieri italiani. Comincia da un 4 luglio che pochi dimenticheranno, la nuova serie di battaglie che “infiammeranno” - siamo sicuri - il prossimo autunno nel mondo lavorativo nazionale. E’ stata una giornata che ha portato a Milano più di un migliaio di operatori sanitari da tutta Italia, che hanno manifestato, uniti, guardandosi negli occhi, la loro rabbia, verso una classe politica cieca, indifferente, capace solo di parole a vuoto. Ed incapace, purtroppo, sempre di più, di riconoscere finalmente alla categoria, quel contratto autonomo che gli infermieri chiedono da tempo immemore. Nonché quell’aumento di stipendio atteso da anni ma rimasto fin ora pura utopia.

«Dov’erano i politici mentre noi sabato scorso manifestavamo a Milano, riempiendo Piazza Duomo con i nostri cori?», esordisce con rabbia Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani.

Dov’erano coloro che ci avevano promesso di stare al nostro fianco, come il Viceministro alla Salute Sileri, o quelli che avevano pubblicamente dato ragione alle nostre proteste, come il Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, bravo solo ad elogiare gli infermieri sui social, ma poi abile a bastonarci alle spalle escludendo noi e altri sindacati dal dialogo, con accordi che la stessa Conferenza firma solo con la triplice?

La manifestazione generale di Milano, con i suoi numeri incredibili di presenze, ci ha dato un mandato chiaro: andare avanti a tutti i costi, perché gli infermieri italiani sono più forti, più agguerriti e soprattutto più arrabbiati di prima. Io, ho sperato - dice De Palma - che chi aveva detto che sarebbe stato al nostro fianco (vero Sileri? Te lo ricordi cosa mi avevi detto quando ci eravamo incontrati pochi giorni or sono…) tenesse fede ai suoi impegni, anche se dentro di me nutrivo qualche dubbio. 

E allora basta!

Agli “uomini in giacca e cravatta”, sulle loro “poltrone dorate” con i loro posti d’onore che contano, noi diciamo, una volta per tutte, smettetela di giocare con le nostre vite. 

Perché, se non lo avete capito, ve lo diciamo noi e ve lo diciamo adesso: il perno di questo sistema sanitario sfasciato dal punto di vista organizzativo, di questo carrozzone sgangherato sotto il profilo contrattuale, di questa barca che fa acqua da tutte le parti, siamo noi, si proprio noi. 

Noi che abbiamo difeso decine di migliaia di vite umane contro il “mostro Covid/19”, noi che in un solo giorno abbiamo avuto il coraggio di guardare la morte in faccia anche venti volte: come potete pensare che ci fermeremo adesso? Come potete pensare che da settembre ce ne staremo affacciati alla finestra a guardare voi camminare sulle nostre vite con la vostra indifferenza e le vostre prese in giro? 

Se volete continuare a fare orecchie da mercante, se volete continuare a voltarci le spalle, fate pure. Ma noi da questo momento, da questo 4 luglio, ripartiamo più forti che mai, più uniti che mai, il mandato della piazza di Milano è stato chiaro: da settembre avanti tutta fino allo sciopero ed oltre.

Si mettano in testa, i Signori della Politica, che la realtà non è data dalla vetusta equazione ‘medici = sistema sanitario nazionale’. Oggi non è più così, perché sono gli infermieri a stare in trincea h24. Basta con il dare solo ai medici privilegi e con l’ignorare sistematicamente le nostre istanze.

Ai colleghi della FNOPI, di cui facciamo parte, vogliamo guardare negli occhi e dire: siamo sulla stessa barca, e siamo fatti della stessa sostanza, infermieri voi, infermieri noi!

Non vi chiediamo di fare attività sindacale, ma smettetela con il buonismo di facciata, perché

proprio non ci pare che il vostro essere un "Ente sussidiario dello Stato" vi impedisca di tutelare la dignità professionale dei vs iscritti sostenendone, solo per esempio, le richieste inoltrate e che, peraltro, sono analoghe a quelle che voi stessi avete inoltrato al Governo!

Rivolgo ora un accorato appello - dice De Palma - ai colleghi di tutte le sigle sindacali, di tutti i gruppi, di tutti i movimenti ed associazioni: chiamateci, contattateci, fatelo presto! Fatelo già oggi! Scendiamo in piazza tutti, uniti, fianco a fianco, perché qualcuno sta giocando con le nostre vite e quindi dobbiamo essere compatti più che mai contro il “vero nemico”, quello più pericoloso.

Insomma, finora abbiamo cercato il dialogo, il confronto con la politica. Ora promuoveremo la lotta nelle piazze. Siamo pronti a fermare tutto se necessario, siamo pronti allo sciopero nazionale se non avremo alternative. E voi in questo momento, CARI SIGNORI, le alternative non ce le state dando in alcun modo, sbotta De Palma.

 

REGIONE LAZIO

LAVORO

NIENTE PIÙ SCUSE, STABILIZZARE PRECARI ANPAL

 

Non ci sono più scuse: i 654 precari di ANPAL Servizi, molti dei quali vedranno scadere i propri contratti tra breve, vanno stabilizzati tutti e subito. Lo dice una legge dello Stato approvata dal Parlamento nel 2019, lo dice l'evidenza di un Paese allo stremo occupazionale che - lo certificano i dati ISTAT di oggi - ha registrato in questo periodo 900 mila nuovi inattivi, cioè donne e uomini che né hanno un lavoro, né la speranza di trovarlo.
I precari ANPAL, precari anche da 10-15 anni, sono persone formate proprio per contrastare la disoccupazione nel nostro Paese: impegnati in raccordo con le Regioni e i Centri per l'impiego ad orientare e ricollocare chi perde il lavoro, ossia in quelle politiche attive mai così necessarie come oggi.

Fin dal primo momento la Regione Lazio è a fianco dei precari ANPAL, vittime tra l'altro della guida fallimentare affidata al presidente Mimmo Parisi che incredibilmente sta seguendo la crisi occupazionale della sua società dagli Stati Uniti. Ora so attende che il ministro Catalfo riceva le lavoratrici e i lavoratori in presidio davanti alla sede ANPAL, ripristinando così anche una vera democrazia nei rapporti sindacali e soprattutto sbloccando una situazione che non può più trascinarsi oltre.

 

ROMA CAPITALE

Parco archeologico del Colosseo e Municipio I Centro insieme per le famiglie

 

In questo difficile inizio d’estate per molti romani, il Parco archeologico del Colosseo e il Municipio I di Roma hanno ritenuto importante far convergere le proprie singole proposte in un progetto condiviso, nell’interesse della cittadinanza.

Per iniziativa del Servizio Educazione Didattica e Formazione del PArCo in sinergia con l’Assessorato per le Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, è stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa per accogliere i centri estivi attivati dal Municipio I per il tramite di associazioni e istituti scolastici.

A tal fine e nel rispetto delle norme anti-contagio dettate dalle linee-guida emanate dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia (Presidenza del Consiglio dei Ministri), il PArCo ha individuato al suo interno le aree a giardino più ombreggiate e in prossimità di servizi igienici e fontanelle di acqua potabile, dislocate prevalentemente sul versante orientale del colle Palatino.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì del mese di luglio è prevista la presenza in contemporanea di due gruppi di bambini, per un massimo di circa 60. Il calendario delle presenze, coordinato dal Municipio I, consentirà la programmazione di visite guidate curate dal personale qualificato del PArCO.

La prenotazione potrà essere effettuata solo presso l’Assessorato alla scuola del Municipio I, a questi recapiti: mariaagnese.guazzone@comune.roma.it, 06.69601.274. I bambini potranno partecipare alle attività dalle 8:30 alle 16:30 (l’uscita è libera e potrà essere anticipata).

Il protocollo varrà come accordo “quadro”, entro il quale nei prossimi mesi saranno inserite una serie di ulteriori attività a beneficio di scolari, famiglie e più in generale degli abitanti dei quartieri limitrofi all’area archeologica centrale, di cui i centri estivi rappresentano oggi solo la prima tappa.

Di fatto, il particolare momento attuale ha solo generato un’ulteriore accelerazione al programma di riavvicinamento alla città condotto dal PArCo fin dalla sua istituzione come ente autonomo nel 2017, noto come “Il PArCo fuori dal PArCo”. Tra gli obiettivi strategici figurano per l’appunto il rafforzamento dei legami con tutto il territorio, raggiungere quelle fasce di società considerate “marginali”, per le quali la frequentazione del PArCo può costituire un’occasione importante di integrazione sociale e culturale, recando anche benefici per l’umore e lo stato d’animo e, non da ultimo, la salute dei visitatori.

“In una fase così difficile per il Paese e la città” tiene a sottolineare il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, “il PArCo ha sentito il dovere di tornare a essere per il territorio non solo una risorsa culturale, ma anche e soprattutto un luogo del cuore, dove trovare soddisfazione emotiva e relax anche solo passeggiando o sedendo all’ombra dei giardini, tra questi scorci unici, ricchi di suggestioni. E con l’accordo col Municipio I si vuole aprire un nuovo ciclo di riavvicinamento alla città, nel solco di quanto già intrapreso finora”.

“La firma di questo protocollo è il primo passo di una serie di accordi che vogliamo stipulare con i parchi archeologici e i musei di Roma. È da tempo che si cerca di ragionare su una didattica non solo frontale, di rendere la scuola sempre più al passo con i tempi. Vogliamo contribuire a creare modalità diverse dalla lezione frontale, che possano affiancare i metodi tradizionali ma che possano anche cogliere le sfide che questa pandemia ci ha posto davanti, come la necessità di fruire in modo diverso degli spazi intorno a noi.  A partire dalle strutture museali, dai parchi archeologici, che permettono, in una città come Roma, densa di Storia, che respira arte, di apprendere in modo diverso. Ampliamo fisicamente gli spazi delle scuole, ma anche idealmente, aggiungendo respiro e visione alla scuola del futuro, che può essere fatta di esperienze anche fuori dalle mura scolastiche, fruendo del nostro meraviglioso patrimonio culturale”.

Così in una nota congiunta la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi.

“Stiamo lavorando alacremente per mettere in sicurezza le nostre scuole, ma la ripartenza dei bambini è ora, dai centri estivi: ampliamo gli orizzonti, espandiamo la socialità dei bambini e nutriamola con la cultura”.

Aggiunge l’Assessore alla Scuola del Municipio Roma I Centro, Giovanni Figà Talamanca. 

 

IL RITORNO DEi vitalizi Ai senatori SALVANO LE PENSIONI dei cittadini

 

Molti avranno letto la decisione della Commissione senatoriale che ha annullato la delibera sul taglio dei vitalizi.

Perché questa retromarcia?

Laddove si tagliano retroattivamente i vecchi vitalizi, il successivo passo dovrebbe essere quello di tagliare le pensioni, attualmente percepite dai cittadini.

Chi lo dice?

La Corte Costituzionale, le cui sentenze fanno giurisprudenza .

I tagli non possono essere applicati ad una sola categoria sociale, in questo caso i senatori, ma a tutte le categorie sociali equivalenti, cioè i pensionati.

Nei casi in cui furono decurtate le pensioni ad una sola categoria, la Corte Costituzionale sentenziò che "Se da un lato l'eccezionalità della situazione economica, che lo Stato deve affrontare, è suscettibile di consentire il ricorso a strumenti eccezionali, nel difficile compito di contemperare il soddisfacimento degli interessi finanziari e di garantire i servizi e la protezione di cui tutti cittadini necessitano, dall'altro ciò non può e non deve determinare ancora una volta un'obliterazione dei fondamentali canoni di uguaglianza, sui quali si fonda l'ordinamento costituzionale."

In conclusione, non si possono applicare due pesi e due misure per i vitalizi e le pensioni: se si tagliano i vitalizi, che sono pensioni, analogamente, vanno tagliate le pensioni dei cittadini.

La decisione della Commissione senatoriale ha recepito la giurisprudenza della Corte Costituzionale e ha annullato il taglio ai vitalizi, salvando quello alle pensioni.

Ora, il M5S, la Lega, il Pd e FdI vogliono ricorrere contro la decisione della Commissione senatoriale, per reintrodurre il taglio dei vitalizi, in sostanza vogliono che il taglio sia applicato anche alle pensioni.

Che cosa diranno Di Maio, Salvini, Zingaretti e Meloni ai 16 milioni di pensionati ai quali vogliono ridurre la pensione del 42%?
Pensionati, attenti e svegliatevi!

 

ROMA CAPITALE

MURA AURELIANE

PER SECOLI TESTIMONI STORIA ROMA, ORA INCAPACITA’ DI RAGGI E M5S

 

Le Mura Aureliane rappresentano, forse più di ogni altra cosa, la grave situazione di degrado e abbandono in cui Roma è costretta.

Dopo i numerosi, ripetuti crolli di diverse porzioni delle mura, causati prevalentemente dalle infiltrazioni di acqua piovana  all'interno della struttura e dovuti alla sua mancata manutenzione, questo simbolo della città voluto dall'Imperatore Aureliano alla fine del II secolo a.C. erano state involontario teatro della bravata di alcuni ragazzi che, nell’Aprile del 2018 si erano arrampicati, del tutto indisturbati, sulla cinta muraria a Porta Pinciana, per poi essere riportati a terra dalla polizia, avvertita da alcuni passanti. Anche in quell'occasione, purtroppo, le denunce sui mancati controlli da parte dei cittadini erano cadute nel vuoto.

Nello scorso mese di Febbraio è poi stata la volta di un senzatetto, accampato, si è scoperto allora, da ben cinque anni, sotto un arco, sempre in zona Porta Pinciana.

Ora, dobbiamo assistere all'ennesimo scempio. Una vera e propria tendopoli è sorta lungo il tratto di Mura che va da Via di Porta San Lorenzo e prosegue per Viale Pretoriano e Via di Porta Tiburtina fino a Viale di Porta Labicana.

Degrado, odori nauseabondi, cumuli di rifiuti si sommano alla mancanza di sicurezza denunciata dai cittadini dei Comitati di Quartiere come il Comitato San Lorenzo e il Comitato Mura Aureliane, così come dall'associazione dei commercianti di zona.

In un momento come questo, in cui i romani devono convivere con le norme anti COVID_19, la situazione che si è venuta a creare aumenta, in maniera incontrollabile, il rischio contagio ed è, quindi, ancora più inaccettabile.

La Sindaca Raggi, surrealmente sostenuta e addirittura incoraggiata a ricandidarsi da chi la paragona a Michelangelo o la definisce una sindaca "fantastica", non vuol vedere. Ignora i problemi della città, o forse finge di ignorarli, rassegnata perché cosciente di non essere in grado di affrontarli e risolverli.

I cittadini di Roma non hanno alcuna intenzione di rassegnarci, per questo hanno presentato una nuova interrogazione alla Sindaca, agli Assessori e agli Uffici competenti per intervenire e porre finalmente fine a questa vergogna.

La speranza che i grillini possano fare qualcosa di buono, intervenendo a tutela del bene archeologico, della salute pubblica e della sicurezza dei Romani è vana. Invece, è certezza che la loro avventura stia volgendo al termine.

Saranno i cittadini di Roma, presto, a sancire l'ingloriosa fine politica di chi pensava di avere la bacchetta magica ma ha solo dimostrato inettitudine.

 

ROMA PAITALE

CENTOCELLE

VIOLENZA ALLARMANTE


“L'ostentazione della violenza contro il quartiere di Centocelle ha ormai raggiunto livelli di allarme preoccupanti.

Colpi inferti dalla criminalità organizzata ai tanti luoghi di aggregazione del quartiere. Colpi che sono diventati ordinari, quotidiani e che non possono passare inosservati. C’è bisogno di una risposta forte, coesa.

I fatti delle ultime settimane evidenziano come la criminalità non abbia paura ad ostentare la propria forza, si tratta di una situazione molto grave.

E’  necessaria una vicinanza ai commercianti e alle tante realtà che insistono sul territorio, già duramente colpiti.

Centocelle non è sola e di certo non deve sentirsi abbandonata.

Gli attacchi, prima ad una pizzeria e poi ad un barbiere, sono gli ennesimi atti violenti che si consumano sul territorio. Istituzioni, inquirenti, forze di polizia e cittadini, devono intervenire, presenziare e contrapporci ai repentini e continui attacchi che le realtà criminali continuano a sferrare senza sosta. Adesso,

E’ il momento di dire basta.

 

DIFENDERSI DALL'INQUINAMENTO INDOOR

STRUMENTI CONTRO IL CONTAGIO DA COVID-19 E UTILI ALL'EFFICIENZA ENERGETICA

TAVOLA ROTONDA - Canale Energia sito e profilo Facebook - 1 luglio 2020 ore 11.00

 

L’inquinamento indoor è un elemento centrale per tutelare la salute di una società come la nostra che trascorre gran parte del tempo al chiuso tra casa, lavoro o palestra.

Sulle soluzioni disponibili e l’opportunità di implementazione e progettazione verterà l’incontro del 1° luglio alle 11.00 “Difendersi dall’inquinamento indoor. Strumenti contro il contagio da Covid-19 e utili all’efficienza energetica” visibile sul sito e sul profilo Facebook della testata Canale Energia a cui è possibile iscriversi gratuitamente al seguente link https://www.canaleenergia.com/eventi/difendersi-dallinquinamento-indoor/.

L’evento coordinato dalla testata Canale Energia con la partecipazione di Gruppo Maio, holding impegnata nella gestione integrata del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti che della tutela ambientale ne fa una missione di cultura sociale e di realtà tecnologiche impegnate nel contrasto all’inquinamento indoor come Nuvap, azienda specializzata in monitoraggio la salubrità dell’aria indoor considerando molteplici parametri ambientali, compresi inquinanti chimici e fisici (come formaldeide, elettrosmog e gas radon); Samso società ESCo (Energy Service Company), attiva nella progettazione, realizzazione e finanziamento di interventi di efficienza energetica.

La partecipazione del comparto climatizzazione con Fernando Pettorossi, capogruppo italiano Pompe di calore Assoclima e gli aspetti legati alla salute con Gaetano Settimo, coordinatore del gruppo di studio nazionale Inquinamento indoor dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Passati i primi timori post Covid-19 torna la fiducia nel comparto della climatizzazione, strumento chiave per combattere l’inquinamento indoor. “Dopo due mesi di blocco dell’Italia c’è un calo fisiologico della domanda” spiega a Canale energia Fernando Pettorossi, capogruppo italiano Pompe di calore Assoclima, “ma avvertiamo l’arrivo della ripresa”. Rispetto al timore da Covid-19 “La climatizzazione può giocare un ruolo importante grazie alla funzione di ricambio dell’aria, che prevede l’immissione di aria esterna negli ambienti e l’espulsione dell’aria viziata. L’impianto di raffrescamento o riscaldamento, così agendo, può contribuire a diluire eventuali virus presenti all’interno e ridurre, in un certo senso, l’impatto del contagio” conclude Pettorossi. 

“Tutti i sistemi di aerazione, soprattutto nei nuovi edifici vanno tenuti accesi” rassicura Gaetano Settimo, coordinatore del gruppo di studio nazionale Inquinamento indoor dell’Istituto superiore di sanità (Iss). “È assolutamente necessario però che lo stato di manutenzione ordinario dei filtri sia eseguito” spiega Settimo per evitare altri disturbi respiratori o aumentare l’esposizione all’inquinamento tipico degli spazi chiusi.

La qualità dell’aria degli ambienti può essere molto migliorata e monitorata con strumenti di analisi degli ambienti e un corretto sistema di climatizzazione. Intanto le pompe di calore sono sempre più efficienti e permettono di generare fresco e caldo con poca energia e lavorano bene anche in simbiosi con le rinnovabili. La resa degli impianti è notevolmente cresciuta rispetto a dieci anni fa”. rimarca Pettorossi.

"Il tema dell’inquinamento indoor - ha affermato Guglielmo Maio, Direttore Operativo del Gruppo Maio - rientra nell’ambito di una gestione responsabile del business, cui è sempre più necessario guardare. Come Gruppo abbiamo iniziato da anni un percorso di adesione ai princìpi della responsabilità sociale, in ottica sempre più integrata con i territori e con gli stakeholder, ma anche con il preciso intento di dare un contributo ancora più concreto al miglioramento della cultura delle specifiche comunità di riferimento: clienti, fornitori, interlocutori istituzionali. Abbiamo aderito con grande interesse a questa iniziativa di formazione e informazione proprio perché si inserisce nel solco della nostra visione di costruire un percorso di relazione con il territorio".

"Il controllo della qualità dell'aria è fondamentale sempre perché protegge le persone e le rende meno vulnerabili alle malattie del sistema respiratorio. In questo momento vogliamo portare l'attenzione sull'inquinamento chimico che possiamo noi stessi alimentare" sottolinea Antonella Santoro, Ceo di Nuvap.

La Esco Samso si è messa in gioco proponendo di finanziare gli impianti per le aziende ospedaliere investendo 10 milioni di euro. “Quello che ci spinge in questa iniziativa è quanto ha dimostrato la problematica coronavirus: la trasmissione per via aerea. Nelle terapie intensive oggi gli impianti sono progettati con aria in sovra pressione, ovvero l’aria immessa è di gran lunga superiore all’aria estratta, essendo i pazienti ospedalizzati immunodepressi” spiega Gianpiero Cascone, amministratore delegato di Samso Spa “Una logica che nelle terapie intensive per malati Covid deve essere invertita”.

 

Governo

Il Piano Colao

 

Nell'aprile scorso il Governo ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Vittorio Colao, di redigere proposte per definire una strategia per la ripresa economica dell'Italia.

A giugno, è stato consegnato al governo il Piano Colao, 102 schede di lavoro nelle quali, però, non sono indicati i costi delle misure proposte.

I costi del Piano Colao sono stati calcolati dall'Osservatorio sui Conti Pubblici e stimati in 170 miliardi in 5 anni.

La maggior parte dei costi riguardano 5 interventi: alta velocità e collegamenti con gli aeroporti, assegno unico per i figli, asili nido, transizione energetica, poli turistici, aree marine e portuali.

Il Piano Colao è stato alla base dei lavori degli Stati Generali e, ora si capisce cosa vuol fare il Governo nelle prossime settimane per rilanciare la crescita.

A disposizione i fondi europei, Mes, Sure, Bei, per un totale di 540 miliardi e quelli del Recovery Fund, la cui realizzazione è da definire, per 750 miliardi, parte in prestiti e parte a fondo perduto.

Occorre far presto, perché, finita la fase di tamponamento delle emergenze, in autunno il ciclo economico dovrà riprendere a meno di non cadere in profonda crisi economica e la cosa non ce la possiamo permettere.

Bando alle bufale sul Mes di Salvini, Meloni e alcuni esponenti dei 5 stelle, occorre utilizzare da subito il prestito decennale di 36 miliardi, disponibili, tra l'altro, a interessi zero.

Dopo le parole occorrono i fatti.

 

Coronavirus e “Fase 3”

le nuove misure per fronteggiare l’emergenza

 

Alla scadenza dell’ultimo Dpcm entra in vigore un nuovo Dpcm emanato in attuazione e a seguito del decreto legge “quadro” 33/2020 con disposizioni valide per la cosiddetta “Fase 3” fino al 14 luglio 2020, il DPCM 11 giugno 2020.

Sono confermate le aperture già previste per la "Fase 2" sia riguardo gli esercizi commerciali sia riguardo la mobilità e le varie attività della vita sociale e quotidiana. Tra le novità la ripresa delle competizioni sportive (a porte chiuse o all’aperto ma senza pubblico), la ripresa delle attività nei comprensori sciistici, nelle sale giochi, scommesse e bingo, nei centri benessere, termali, culturali e sociali. Potranno riprendere solo dal 25 giugno, invece, gli sport di contatto (calcetto, basket, pallavolo, pallanuoto, beach volley, pugilato, arti marziali e così via). Nessuna riapertura, almeno fino al 14 luglio, per le discoteche e le sale da ballo. Il tutto, ovviamente, nel rispetto di determinati protocolli di sicurezza.

Per quanto riguarda i viaggi all’estero, confermata la possibilità di muoversi all’interno dell’UE, da e per gli Stati parte dell'accordo di Schengen, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra e Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Per gli altri Paesi si deve attendere il 30 giugno, salve esigenze particolari.

Rimangono valide le misure igienico-sanitarie di prevenzione raccomandate per tutti (tra cui il distanziamento personale), il divieto di assembramento e le limitazioni alla mobilità in casi particolari.

Si ricorda di tenere in considerazione anche le disposizioni locali fissate dalle Regioni.

 

CORONAVIRUS

IL DISACCORDO PUBBLICO TRA ESPERTI DISORIENTA LA POPOLAZIONE E GENERA PERICOLOSE FAKE NEWS

 

Nelle ultime settimane l’attenzione dei media sull’epidemia di coronavirus si è spostata dai numeri del contagio, sempre meno “sensazionali”, alle svariate dichiarazioni di esperti che disegnano scenari estremi, generando fazioni opposte.

Per alcuni la pandemia è finita ed è tempo di tornare alla vita normale senza troppe preoccupazioni; altri invece, in linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, ritengono che non bisogna abbassare la guardia perché il virus continua a circolare, in particolare in alcune Regioni.

«In questa fase dell’epidemia – afferma il Presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – ricercatori, medici e scienziati che comunicano al grande pubblico hanno enormi responsabilità: ora che il pericolo non è più tangibile e la grande paura via via svanisce, il rischio di disorientare i cittadini è molto elevato. In particolare, affermazioni sostenute da studi preliminari o esperienze individuali alimentano un senso di falsa sicurezza che facilità comportamenti irresponsabili».

Occorre ricordare che la ricerca su COVID-19 è molto frammentata ed eterogenea: gli studi sono stati condotti in una situazione di emergenza; la disponibilità in poco tempo di moltissimi dati su scala mondiale ha fatto lievitare vertiginosamente il numero di pubblicazioni; la grande attenzione delle riviste scientifiche per il tema ha allentato il rigore dei criteri di valutazione, come dimostrano anche le clamorose ritrattazioni sulle riviste di grande prestigio.

 «Questo scenario – spiega Cartabellotta – ostacola la produzione di revisioni sistematiche, sintesi affidabili per informare pratica clinica e politiche sanitarie: ogni singolo studio, infatti, per quanto ineccepibile, rimane solo una tessera nel puzzle delle conoscenze».

La Fondazione GIMBE, nel ribadire che la scienza convive con l’incertezza e con la continua evoluzione del sapere, riporta una sintesi destinata al grande pubblico sulle attuali ragionevoli (in)certezze della scienza.

Virus

Mutazioni. Le sequenze genetiche depositate nelle banche dati internazionali non dimostrano mutazioni del SARS-CoV-2 associate a diminuzioni di infettività, virulenza o altre caratteristiche epidemiologiche rilevanti per la sanità pubblica. Ovvero, allo stato attuale delle conoscenze il virus non è “meno aggressivo”.

Sensibilità alle elevate temperature. Non esistono robuste evidenze scientifiche sulla sensibilità di SARS-Cov-2 alle elevate temperature ma, come per tutti i virus a trasmissione respiratoria, è realistico presumere una sua ridotta circolazione nella stagione estiva, in ragione del maggior tempo trascorso all’aperto dalle persone oltre che della più rapida evaporazione delle droplets.

Ridotta contagiosità, minore carica virale, adattamento all’ospite. Numerosi studi preliminari condotti in laboratorio non permettono di trarre conclusioni definitive su queste avvincenti ipotesi. In generale, si tratta di studi che, prima di essere ampiamente replicati e validati, dovrebbero essere condivisi solo tra ricercatori, evitando di incendiare il dibattito pubblico.

Distanziamento: insieme alle misure di igiene personale, rimane l’unica strategia di provata efficacia per ridurre la probabilità di contagio. Peraltro va rilevato che la distanza di sicurezza raccomandata in Italia di 1 metro è quella minima efficace.

Mascherine. Le evidenze scientifiche le indicano come efficaci sia nei luoghi pubblici al chiuso, sia all’aperto in tutte le situazioni in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Vaccino. Auspicando il successo della ricerca, ipotizzando procedure di autorizzazione rapide e tenendo conto dei tempi di produzione, il vaccino sarà disponibile su larga scala solo per la stagione influenzale 2021-2022.

Terapie. Le prove di efficacia sui trattamenti di COVID-19 sono frammentate, eterogenee e spesso di qualità metodologica inadeguata. Ad oggi non è possibile raccomandare alcuna terapia specifica sulla base di robuste evidenze scientifiche. Tuttavia sembrano promettenti:

Dexametazone: lo studio RECOVERY – non ancora pubblicato in esteso – sembra aver dimostrato la sua efficacia nel ridurre la mortalità nei pazienti sottoposti a ventilazione e, in misura minore, in quelli che richiedono solo ossigeno.

Remdesevir: nei pazienti con malattia severa riduce i tempi di guarigione; approvato dalla FDA negli USA è ancora in valutazione dell’EMA.

In questo contesto di incertezza scientifica finiscono per prendere il sopravvento dichiarazioni di esperti che, indipendentemente dal loro prestigio professionale, posizione accademica o produzione scientifica, sono potenzialmente esposte al cosiddetto “bias del cappello bianco”. «Ovvero – spiega il Presidente – le opinioni di medici e scienziati possono riflettere inconsapevolmente distorsioni condizionate dai propri ambiti di ricerca o dalla propria esperienza clinica “sul campo”, oppure essere influenzate da interessi in conflitto di varia natura, non necessariamente finanziari».

«In un contesto di limitate evidenze scientifiche – conclude Cartabellotta – le decisioni di sanità pubblica devono essere prese nell’incertezza: durante la fase di convivenza con il virus, questo impone di affidarsi al principio di precauzione. Ecco perché dichiarazioni basate sulla propria esperienza clinica o su risultati di studi preliminari, spesso nemmeno pubblicati, aumentano il disaccordo tra esperti, disorientano la popolazione e rischiano di generare pericolose fake news».

 

INFERMIERI

MOBILITAZIONE A MILANO I PRIMI DI LUGLIO

 

«Entro i primi giorni di luglio, permessi ad autorizzazioni permettendo, i colleghi impegnati contro il Covid-19 nelle regioni più colpite si stanno dando appuntamento nelle strade di Milano. E' arrivato il momento di mostrare alle istituzioni, una per una, le facce degli infermieri che hanno guidato la gente fuori dal guado nei giorni peggiori. Se qualcuno pensava che con i recenti flash mob fosse finita qui si sbagliava di grosso. Quello che è successo in queste giornate esemplari non lo dimenticheremo mai, ed è solo l’inizio della nostra battaglia».

Esordisce così Antonio De Palma, Presidente del Sindacato Nursing Up, nell’annunciare un evento che coinvolgerà tra pochi giorni tutti gli infermieri delle regioni più colpite dall’emergenza pandemia.

Lo vogliono fare tutti gli infermieri accorsi nelle piazze in questi giorni, e che hanno urlato a gran voce lo slogan “Maipiucomeprima”.

Lo chiedono gli infermieri che a Genova, a Torino o a Milano hanno voltato le spalle verso i palazzi del potere, sollevando cartelli con sopra scritto "vogliamo rispetto".

I flash mob lasceranno un solco indelebile nelle menti di chiunque: alla signora anziana che porge un mazzo di fiori commossa e affettuosa come una nonna, al pensionato che applaude da lontano e guarda con occhi di ammirazione. Vorrebbe avvicinarsi e abbracciarci, ma non può. E poi alla giovane mamma che si propone di offrire il caffè a cinquanta infermieri o anche più e che lo fa insistendo, come fosse la nostra migliore amica, la compagna di banco che non vediamo da anni. Tutto questo è accaduto a Genova, Roma, a Rimini, a Torino e poi ancora in Campania, Trentino Alto Adige e Lombardia, dove il Covid-19 ha lasciato il maggior numero di vittime, anche tra gli infermieri. 

Durante i flash mob, durante le pacifiche, ma coraggiose proteste, gli infermieri hanno compreso, ancora una volta, che la società civile è schierata dalla loro parte.

E’ vero, c’è chi ha voltato le spalle, chi ha calpestato le promesse e continua a farlo, senza remore, in tal modo offendendo anche la dignità. I cittadini però non osano mancare di rispetto. Loro, se potessero, li inviterebbero nelle loro case a mangiare con le loro famiglie, come fossimo figli, fratelli, nipoti.

La motivazione: le persone hanno visto negli occhi il dolore, la lealtà, la dignità di chi ha combattuto e continuerà a combattere per loro, mentre gli italiani erano isolati in casa, gli infermieri hanno affrontato il mostro, lo hanno fronteggiato senza paura e taluni si sono ammalati e hanno anche perso la vita.

Forse qualcuno “nelle stanze del potere” ha commesso l’errore di sottovalutare il valore, il significato dei flash mob in un momento particolare come questo. Ai signori della politica si è dimostrato che un messaggio, anche solo da parte di cento di infermieri può arrivare a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. E lasciare il segno. Può unire migliaia e migliaia di anime. 

Le legittime rivendicazioni contrattuali, la richiesta di un trattamento economico consono all’impegno profuso sul campo ben prima del Covid (stipendi più bassi d’Europa), e poi ancora il riconoscimento della malattia professionale, l’adeguamento degli organici, l’aggiornamento e la formazione, senza dimenticare i ruoli chiave per l’immediato futuro come quello dell’infermiere di famiglia e ancora l’impegno per fermare sul nascere la violenza e le aggressioni negli ospedali: queste sono solo alcune delle ragioni che spingono gli infermieri a scendere in strada. Peraltro, le richieste coincidono in maniera speculare con l’elenco di richieste che la FNOPI (Federazione Ordini Professioni Infermieristiche) ha indirizzato al Governo pochi giorni fa.

E se le cose continueranno così la situazione non potrà che peggiorare.

Gli infermieri “Armati” di megafoni e striscioni hanno fatto parlare il cuore e i cittadini chiedono rispetto per loro. E sono loro che danno un senso alla nostra vita professionale ed è anche per loro che gli infermieri non smetteremo mai di lottare.

I cartelloni nei flash mob lo dicono chiaramente: “Vogliamo rispetto e lo vogliamo adesso.

 

SANITÀ

REGIONE LAZIO

BONUS OPERATORI SANITARI


La firma tra la Regione Lazio e le rappresentanze sindacali completa l'accordo sul riconoscimento del bonus agli operatori sanitari dell'11 aprile scorso, riconoscendo il grande lavoro, svolto con impegno e sacrificio, la professionalità e la dedizione messe in campo dalle lavoratrici e dai lavoratori della sanità per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.

Tutte le risorse messe in campo dal decreto Cura Italia (24 milioni) verranno utilizzate per premiare gli operatori.

Tutte e tutti riceveranno un bonus minimo di 370 euro per chi ha lavorato almeno 20 giorni tra il 10 marzo e il 31 maggio, che verranno poi graduati dalle caso per caso in ogni azienda in base agli orari, alle turnazioni, all'esposizione al rischio di contagio; i fondi restanti verranno invece destinati ai fondi per la produttività aziendale per essere ripartire saltuariamente durante l’anno.

Tutti gli operatori della sanità hanno dimostrato un'abnegazione ed un impegno straordinari nell'affrontare la pandemia e il riconoscimento di un bonus per tutti coloro è solo un ulteriore tassello della politica di giustizia, equità, riconoscimento e da premiare che la Regione sta perseguendo.
Come dimostrato anche dall'approvazione all'unanimità in Consiglio Regionale della mozione sull'istituzione della “Giornata per i Camici bianchi”, una data simbolica per ricordare il grande lavoro, pagato alle volte con la stessa vita, del personale sanitario tutto.

Bene anche il Tavolo, per ciò che concerne la sanità privata: dopo 14 anni, una sottoscrizione importante quella del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori sanitari del settore privato, nell’ottica di un graduale riequilibrio dei livelli retributivi di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della sanità italiana.

 

Governo

Giustizia

otto anni   per UNa sentenza

 

Otto anni per arrivare a sentenza civile.

E' il risultato di una ricerca della Commissione europea per l'efficienza della Giustizia del Consiglio d'Europa.

In Germania i processi civili durano 2 anni e quattro mesi e in Spagna 2 anni e otto mesi

Per una impresa o un cittadino che si rivolge alla giustizia italiana otto anni per ottenere una sentenza è follia.

Attendere un tale tempo per avere una risposta è uno dei motivi principali per i quali le imprese straniere evitano di investire nel nostro Paese.
Cosa ha fatto questo governo?

Praticamente nulla, perché si è limitato a proporre piccole modifiche al Codice di Procedura Civile (rito processuale).

Per il penale, l'abolizione della prescrizione, così si è mosso in direzione opposta dilatando all'infinito i tempi processuali.

Il documento Colao, base della discussione nella riunione definita "Stati Generali", dedica poco spazio alla giustizia, come se la questione non riguardasse le riforme strutturali che l'Ue chiede per accedere ai fondi comunitari.

Non si capisce perché la performance dei tribunali mostri un così alto grado di differenziazione. Le esperienze di alcuni tribunali dimostrano che, adottando nuovi principi organizzativi, è possibile migliorare anche a parità di altre condizioni di contorno.

Alcuni miti sono da sfatare, quali quelli relativi all'alto grado di litigiosità, alla minore spesa, alla mancanza di risorse umane, alla  questione meridionale e alla maggiore efficienza dei piccoli tribunali.

Nel 2015 fu elaborato un progetto per migliorare la performance dei tribunali, relativamente all'arretrato, ma la situazione è rimasta sostanzialmente immutata.

Quando la giustizia impiega anni per emettere sentenze si trasforma in denegata giustizia. 

Cosa che, sembra, non abbia importanza per l'attuale governo e per il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (M5S).

 

Coronavirus c'è o non c'è?

 

Abbiamo fatto una indagine per sapere cosa ne pensano i cittadini di Roma Capitale.

La maggior parte ritiene che il virus circoli ancora e che è bene adottare le misure fin qua messe in atto: mascherina e distanza fisica (non distanziamento sociale).

L’informazione, che in questi mesi è arrivata, non è stata proprio lineare tanto da lasciar spazio alla teoria di un complotto favorito da questo e quello Stato, da questa o quella industria farmaceutica.

Gli avvisi  istituzionali sono stati il massimo della frammentazione: hanno dichiarato il presidente del Consiglio, il ministro della Salute, i presidenti di Regione, gli assessori regionali, i Sindaci, l'Istituto Superiore di Sanità, la Protezione Civile, il Commissario ad hoc, gli esponenti nazionali dei partiti e così via.

Aggiungiamo anche quella degli esperti, virologi e microbiologi.

Un diluvio di notizie che hanno sconcertato gli italiani le cui basi scientifiche lasciano ancora a desiderare.

E' mancata, nel diluvio delle notizie, una premessa fondamentale: la medicina non è una scienza esatta.

Si applica il metodo scientifico che porta alla conoscenza della realtà: si raccolgono i dati, si elaborano ipotesi e si fanno verifiche.

E’ il caso del Coronavirus, si sono adottate misure precauzionali.

Oggi siamo nella fase delle ipotesi sulla persistenza della diffusione virale. Le opinioni degli scienziati rimangono tali e sarebbe opportuno premettere, ad ogni dichiarazioni, che si sta esprimendo un punto di vista, ancora non vagliato dal metodo scientifico.

Si eviterebbe, in questo modo, l'allarmismo da una parte e la tranquillità dall'altra.

 

APRITI, SCUOLA!

 

Associazioni, comitati di genitori, insegnanti e bambine e bambini si sono riuniti in tutta Roma nelle piazze, nei parchi e ovviamente davanti alle scuole rimaste chiuse a seguito dell’emergenza coronavirus e del lockdown.

Chiusure che hanno comportato una riorganizzazione, un riadattamento del modello educativo, del modo di fare scuola risultato del tutto insufficiente.

La forbice della povertà educativa si è allargata e i dati e le conseguenze che la pandemia ha provocato, sono allarmanti: 8,4 i milioni di studenti che dal 5 marzo hanno smesso di andare a scuola, molti di loro non disponevano dei mezzi e degli strumenti tecnologici per continuare lo studio.

Mediamente ogni classe ha perso 3 alunni della scuola secondaria di secondo grado e due della prima, dati che vanno ad accrescere le disuguaglianze.

Per non parlare del colpo ricevuto a seguito della quarantena da quel coacervo di relazioni, scambi, rapporti in presenza che sono il sale della formazione per bambini e adolescenti.

Il grido “Apriti scuola!” è allora necessario e deve essere ben scandito ma soprattutto ben ascoltato.

Si chiede la certezza di una riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza, a settembre, e il ripensamento di un insegnamento capace di tracciare un modello e un disegno nuovo.

Una scuola più aperta, inclusiva capace di dialogare con i territori e con gli spazi di cui dobbiamo man mano riappropriarci, con le dovute distanze, con le dovute precauzioni, ma in grado di mettere finalmente, bambine e bambini, ragazze e ragazzi al centro.

 

GRANDINE SUL VIGNETO VENETO, MA ANDRÀ BENE

 

La grandine ha colpito pesantemente alcune aree del Veneto. Dal veronese al trevigiano fino ai Colli padovani e, a macchia di leopardo, diverse altre zone, chicchi di ghiaccio in alcuni casi grandi quanto noci hanno falcidiato vigneti, mais, frumento, orticole e così via. Ora si stanno quantificando i danni e senz’altro, per quanto riguarda il settore vitivinicolo, ne sapremo di più giovedì 11 giugno (ore 10:00) in occasione del 1° Focus del Trittico di Veneto Agricoltura dedicato proprio allo stato del vigneto e alle primissime indicazioni di produzione per il 2020. L’ormai “storica” iniziativa, promossa d’intesa con la Regione, ARPAV, CREA-VIT e Università di Padova, a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus si svolgerà quest’anno online sulla piattaforma Zoom (https://venetoagricoltura-org.zoom.us/j/98598297231).

Tornando alla grandine, tra le zone più colpite si segnalano, a partire da Ovest: la preziosa Valpolicella (Comuni di Marano e San Pietro in Cariano); Marostica e Thiene nel vicentino; i Comuni di Bovolenta, Maserà, Albignasego, Abano Terme, Montegrotto Terme nel padovano; nel trevigiano la zona di Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Gaiarine e Codognè (Tv), dove alcuni vigneti hanno subito danni ingentissimi (80-90%).

La grandine ha dunque “disturbato” un andamento vegetativo del vigneto che, al momento, fa comunque ben sperare. Le indicazioni che giungono dalle diverse aree viticole regionali segnalano infatti uno stato sanitario nelle vigne sostanzialmente buono. Anche l’aspetto quantitativo della prossima vendemmia si annuncia interessante (medio-alta) con una raccolta delle uve prevista anticipata rispetto agli ultimi anni, in particolare rispetto al 2019.

Il vigneto veneto, nonostante le interferenze meteorologiche, mostra complessivamente di essere in buona salute, la vegetazione si presenta quasi ovunque sana e non si evidenziano grossi problemi di Peronospora. Qualche preoccupazione arriva dal fronte della Flavescenza dorata e soprattutto della Virosi del Pinot Grigio.

 

IONONTIABBANDONO

 

La campagna anti-abbandono 2020 di LNDC Animal Protection è il proseguimento naturale di un’iniziativa lanciata dall’associazione durante il lockdown: un contest con l’hashtag #iorestoacasaconchiamo, dedicato ai cittadini a 2 e 4 zampe che potevano partecipare mandando un selfie in compagnia del loro animale spiegando cosa rendeva il loro legame indissolubile. L’iniziativa ha avuto un grandissimo successo, sono arrivate centinaia di foto che ritraevano grandi e piccini con i loro amici non umani: cani, gatti, uccellini e anche un asinello, a dimostrazione che tutti gli animali sono importanti e capaci di darci affetto.

La foto che ha ottenuto più like e reazioni è quella di Sam, una cagnolona nata cieca che – come ha spiegato Alessandra, la sua compagna di vita umana – “è nata cieca ma a noi ha insegnato a vedere le più piccole gioie della vita”. Sam oltre ad essere la testimonial di questa nuova campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei nostri amici a 4 zampe,  ha ricevuto una fornitura di cibo da Prolife, azienda italiana produttrice di alimenti per cani e gatti di alta qualità e cruelty-free che ha deciso di supportare l’attività dell’associazione condividendone la mission e i valori. E dunque, chiunque acquisti un sacco di crocchette Prolife con l’adesivo ionontiabbandono potrà sostenere la lotta contro l’abbandono degli animali e le azioni di LNDC a tutela dei loro diritti.

Il randagismo è una piaga che ancora oggi non conosce sosta. Un fenomeno di cui è impossibile avere contezza in maniera precisa ma bastano già i dati che arrivano dal Ministero della Salute a dare un’idea delle proporzioni mastodontiche di questo problema. Nel 2019, nei canili sanitari di tutta Italia sono entrati quasi 90mila cani. I gatti senza famiglia sono invece circa 2.700.000. Purtroppo, per quanto già esorbitanti, questi numeri non rappresentano comunque il fenomeno nella sua interezza, perché andrebbero aggiunti tutti quegli animali che nelle strutture sanitarie non ci sono mai arrivati essendo morti sulla strada dopo essere stati abbandonati.

“Maggiori controlli sulla corretta iscrizione all’anagrafe canina, adozione responsabile e sterilizzazioni. Queste sono le principali armi per contrastare abbandono e conseguente randagismo”, ricorda Piera Rosati – Presidente nazionale LNDC. “I volontari LNDC lavorano assiduamente sul territorio per fare sensibilizzazione e fanno rigorosi controlli pre e post affido quando danno un animale in adozione, ma si può e si deve fare di più, soprattutto da parte delle istituzioni. Abbandonare un animale è un gesto crudele e insensibile per l’animale stesso ma anche irresponsabile nei confronti della società, dato che finirà in una struttura a carico della comunità o dei volontari. Chi abbandona rovina la vita a un compagno fedele e danneggia tutta la società. Quindi, se assistete a questo crimine dovete immediatamente contattare le Forze dell’Ordine che sono tenuti per legge a intervenire”. 

 

dopo il 3 giugno

cosa non si potrà fare

 

La 'Fase 3' delle misure anti-pandemia non è certo 'tana libera tutti' e permangono divieti da rispettare, comunque via l’ autocertificazione, ma non le mascherine o l'obbligo di consumare ai tavoli entro una certa ora.

Di seguito, ecco cosa non si potrà fare anche dopo il via libera della circolazione tra le regioni:

MASCHERINE

Non ci si potrà togliere la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto.

NIENTE BACI E ABBRACCI

La Fase 3 non prevede allentamenti per quanto riguarda i contatti fisici: restano le norme previste dal Dpcm in vigore: obbligo del distanziamento fisico a un metro.

QUARANTENA RESTA OBBLIGATORIA

Non può uscire di casa chi ha una infezione respiratoria con febbre superiore ai 37,5 gradi.

MOVIDA

Niente assembramenti che restano vietati su tutto il territorio nazionale. 

CONSUMAZIONI

Sorvegliati speciali i luoghi delle città più frequentati per la presenza di bar e ristoranti e obbligo di consumare ai tavoli entro una certa ora.

CENTRI ESTIVI

I centri estivi per i minori potranno ripartire dal 15 giugno.

SPETTACOLI 

Riapertura dal 15 giugno per cinema e teatri  mantenendo però il rispetto della distanza di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Spostamenti tra regioni e all'estero

Dal 3 giugno è consentito di nuovo spostarsi tra Regioni diverse per qualsiasi motivo.

Si sottolinea tuttavia che gli spostamenti interregionali potranno essere limitati, solo con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o ordinanze del Ministro della salute, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

Per quanto riguarda i viaggi all'estero, dal 3 giugno sono consentiti gli spostamenti da e per: Stati membri dell'Unione europea; Stati che fanno parte dell'accordo di Schengen.

Gli Stati, non Ue, che aderiscono all'accordo sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Dal 3 giugno, inoltre, "le persone che entrano o rientrano in Italia da questi Paesi", stando alle indicazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio, "non saranno più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all'ingresso in Italia".

Dal 3 al 15 giugno "agli spostamenti da e per Stati diversi rispetto a quelli sopra elencati continuano ad applicarsi le stesse regole che fino al 2 giugno valgono per tutti gli spostamenti da e per l'estero".

 

IMU

Pagamento acconto entro il 16 giugno

I COMUNI DECIDONO eventuali proroghe

 

La prima rata dell’IMU 2020 in scadenza il 16 giugno 2020 non è stata coinvolta, per proroghe o altro, da alcuna norma nazionale, ad eccezione di quella dovuta dalle imprese del settore turistico che addirittura è stata annullata dal decreto "rilancio" all'art.177.

Tutti gli altri soggetti, quindi, privati negozi ed imprese, sono tenuti al pagamento nelle modalità previste dalla legge che per il 2020 prevede che sia dovuto, per l'acconto, la metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019.

Una proroga potrebbe essere disposta dal Comune dove si trova l’immobile oggetto dell’imposta.

Il Comune, però, ha facoltà di agire sulle scadenze dei propri tributi in situazioni particolari come quella in cui ci troviamo. 

L’IFEL, la Fondazione istituita dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), ha predisposto uno schema di delibera con la quale i Comuni possono prevedere un differimento del versamento dell’acconto IMU non generalizzato, ma mirato ai soggetti che hanno risentito degli effetti negativi dell'emergenza epidemiologica da virus COVID-19.

La data ipotizzata per il rinvio è il 30 settembre senza aggravio di sanzioni né interessi.

Quindi, occhi puntati sui Comuni, sui loro siti internet e sulle informazioni diffuse localmente. 

 

Di Maio e il Recovery Fund per ridurre le tasse

 

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dopo le decisioni della Commissione europea sul Recovery Fund (Next Generation EU), ha dichiarato che il Fondo dovrà servire a ridurre le tasse.

Chi non vorrebbe una riduzione delle tasse? Imprese e contribuenti sarebbero felici di veder alleggerire i propri beni da una tassazione che ha raggiunto livelli considerevoli, a fronte di servizi pubblici insufficienti.

E' probabile che il ministro Di Maio non abbia letto i documenti europei, né abbia sentito il discorso della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha contribuito ad eleggere, perché di riduzione delle tasse con il Recovery Fund non se ne parla.

Il Fondo, del quale l'Italia è il primo beneficiario, è destinato a investimenti e riforme.

Soldi da distribuire a pioggia e per fine elettorali non ce ne sono.

E’ bene che il ministro Di Maio se ne faccia una ragione e non annunci decisioni, tra l'altro inapplicabili, prima che il Governo abbia elaborato una proposta da presentare in sede comunitaria.

Nel frattempo è bene, per gli italiani, che il Governo si concentri sulle iniziative per far riprendere l'economia, utilizzando gli strumenti finanziari che ha già a disposizione, quali il Mes, lo Sure e i finanziamenti della Bei.

 

Europa solidale

 

82 miliardi da ricevere a fondo perduto, cioè senza obbligo di restituzione, 91 miliardi di prestiti a lunga scadenza e basso tasso di interesse, per un totale di 173 miliardi. L'Italia è il primo Paese beneficiario degli interventi comunitari.

E' quanto previsto dal Recovery Fund presentato dalla Commissione europea. Ora ci saranno i passaggi successivi al Consiglio europeo, ai Parlamenti nazionali e, di nuovo, in sede europea.

Da non dimenticare i 220 miliardi per l'acquisto dei titoli stabiliti dalla BCE.

Ulteriore interventi per l'Italia, già disponibili, sono quelli del Mes, per 36 miliardi, dello Sure per 20 miliardi e della Bei fino a 100 miliardi.

Il complesso delle proposte della Commissione europea ammontano 2.390 miliardi: 1.100 miliardi del prossimo bilancio pluriennale, 240 miliardi per il Mes, 200 miliardi dalla Bei per le PMI, 100 miliardi per la cassa integrazione e 750 miliardi della BCE.

A questa Europa solidale si contrappongono le bufale dei no-euro, dei minibot e di inesistenti fondi monetari internazionali.

 

FATTI DELLA VITA

Bonus Covid

 

Catalfo e Gualtieri rassicurano gli iscritti alle Casse professionali.

«Il ministero del Lavoro, insieme al Mef, sta predisponendo il decreto attuativo per mettere in condizione le Casse di erogare i 600 euro nei prossimi giorni e la rata successiva di mille euro», ha detto il titolare dell'Economia in audizione in Parlamento.

Catalfo: «Il bonus per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza privata che l'hanno già percepito a marzo verrà erogato anche per i mesi di aprile e maggio».

 

PANDEMIA E TURISNO

 

Sono agenzie di viaggio e turismo le imprese che esercitano attività di produzione, organizzazione di viaggi e soggiorno, intermediazione nei predetti servizi o anche entrambe le attività, ivi compresi i compiti di assistenza e accoglienza ai turisti.

I titolari di queste imprese sono scesi in piazza in diverse città d’Italia ed hanno manifestato inneggiando il cartello “Noi siamo il Turismo”.

Causa la pandemia l’utente di viaggi e, o turismo, non avendo potuto usufruire del servizio, per disposizione di legge, è stato costretto ad accettare un voucher di rimborso da utilizzare entro un anno e non i soldi.

Qui, si è modificata la normativa italiana e si è violata quella europea. Certamente, salvo modifiche, la Commissione Ue aprirà una procedura d’infrazione.

Resta il fatto, nel frattempo, che l’utente di viaggi e turismo, ha anticipato soldi per un servizio che non è stato reso e che si è trasformato in un prestito senza interessi, soggetto a svalutazione di mercato, inoltre la scelta di fare del turismo è legata a tanti fattori individuali, sociali ed economici che, con i tempi di crisi che corrono, possono presentarsi “irrepetibili”.

Abbiamo, quindi, gli operatori di viaggi e turismo che, oltre ai soldi che il Governo ha stanziato per loro, come tutti gli altri, hanno anche il prestito obbligato dei loro clienti.

Il sistema più logico, per concludere con dignità e rispetto alla normativa italiana e comunitaria, che gli operatori turistici restituiscano di loro iniziativa i soldi oppure sia l’utente a decidere, presentando domanda, se il rimborso lo vuole in denaro o con voucher.

 

ROMA CAPITALE

LA CICLABILE EUR-TORRINO

DISAGI PER CITTADINI

 

Ben vengano le ciclabili, ma a patto che siano realizzate con tutti i criteri del caso. Peccato, però, che anche quanto auspicabile, diventi impossibile nell’era Raggi. L’ennesima riprova arriva dalla pista Eur-Torrino, presentata su facebook dalla stessa Sindaca.

Il tratto, che va da piazza Cina a Viale Egeo, è stato infatti realizzato su di un manto stradale sconnesso e dissestato e a una distanza infinitamente ridotta dalla carreggiata stradale su cui transitano, spesso e a velocità elevata, molti mezzi sia privati che pubblici.

E questo è niente: sono tantissime, infatti, le insidie che la pista nasconde e che mette seriamente a repentaglio la sicurezza di quanti la percorrono. Tra tombini mal messi, dossi continui, erbacce incolte, radici che sollevano la pavimentazione stradale e diversi passi carrabili che la attraversano diventa davvero un’impresa riuscire a effettuare il percorso senza rischiare la propria incolumità. Lungo i quasi quattro chilometri di ciclabile c’è addirittura, senza che venga ovviamente segnalata, una fermata dell’autobus, mentre, in alcuni tratti della stessa, svariati posteggi per le auto affiancano l’area che dovrebbe di solo utilizzo della due ruote.

Tantissime le segnalazioni di cittadini preoccupati, che lamentano le infinite criticità della struttura. Viene evidenziato che il problema non è rappresentato solo dalla assenza di segnaletica stradale o dalle tanto ingegnose quanto pericolose modalità con le quali è stata realizzata la ciclabile. E non possiamo che confermarlo dopo il sopralluogo.

Riteniamo doveroso denunciare la pericolosità di questa ciclabile, utile non solo ai ciclisti, ma anche ai podisti, e ci auguriamo che, chi di dovere, venga sul posto per rendersi conto seriamente delle sue infinite carenze.

Roma ha bisogno di piano serio di mobilità sostenibile. E’ arrivato il momento di smetterla con gli spot e fare sul serio.

 

CORONAVIRUS E CENTRI STORICI

 

In questi giorni, camminare per le strade del centro di Roma, di Firenze o di qualsiasi altra città d’Italia, è una preoccupazione per la continua fila di negozi, bar, ristoranti chiusi ed ascoltare lavoratori di qualsiasi categoria lamentarsi e, al momento, interessati ai sussidi dello Stato.

I residenti sono scomparsi, meglio dire sono scappati dal centro e si sono trasferiti nelle periferie oppure nelle cittadine limitrofe, stringendo rapporti e sviluppando appartenenza in altra zona.

Quindi, residenti in questa sorta di deserto, solo i turisti, pezzo forte dell’economia, ma, al momento, molto pochi.

Così il centro storico si è modificato per utenza e consumatori.

Ora, le amministrazioni devono ripensare (velocemente) la città, dove il centro storico deve presentare socialità e comunità, rapporti con gli altri nella complessa globalità della vita.

Vita in cui ci sono case per vivere, ristoranti e bar e negozi per consumi di qualità senza farsi spennare, uffici sotto casa. Insomma, anche se i residenti oggi hanno acquisito e sviluppato la loro socialità intorno alle loro abitazioni, lontane dal centro storico, quest’ultimo potrebbe diventare una sorta di centro di un nuovo centro, dove non ci si senta estranei e mal tollerati. Ma luogo dove gli imprenditori e i lavoratori hanno investito per turismo, che c’è poco, mentre ci sono residenti che vanno attratti.

 

ROMA CAPITALE

I CITTADINI ATTENDONO I BONUS AFFITTI

 

Ancora una volta dal Campidoglio, anziché guardare alla realtà e lavorare per dare risposte ai romani ed alle romane che da tempo attendono segnali da parte dell’amministrazione Raggi, proseguono le discussioni al solo fine di non riconoscere la responsabilità dei ritardi nella gestione dei bonus affitti.

La X Commissione del Consiglio regionale del Lazio, a cui ieri hanno partecipato l’assessore regionale Massimiliano Valeriani e l’assessora comunale Valentina Vivarelli, ha portato alla luce un dato di fatto: è stata data la possibilità ai Comuni di trasferire direttamente alla Regione Lazio i dati sul fabbisogno, Roma Capitale - assieme ad altri 61 Comuni del Lazio - non ha usufruito di questa possibilità. Nonostante ciò la Regione Lazio è intervenuta a sostegno della Capitale trasferendo, senza attendere la pubblicazione dell’avviso, 12 milioni di euro e rinviando ad una fase successiva i controlli; un ulteriore fondo di 13 milioni è stato stanziato dall’amministrazione regionale per coprire le richieste dei Comuni e per evitare che i romani fossero penalizzati dal riparto.

Le 49.000 richieste per i bonus affitti palesano a Roma una situazione drammatica che implica, per prima cosa, velocità da parte delle istituzioni. C’è un pezzo della Città - assieme a quelle realtà del Terzo settore che in questi mesi hanno sostanzialmente sostituito il Comune di Roma - che da settimane chiede l’intervento del Campidoglio, ma ad oggi non sono ancora chiari i meccanismi per erogare i fondi. Le povertà e le disuguaglianze aumentano, l’amministrazione capitolina deve fare di più prima che si arrivi al punto di non ritorno.

 

Governo

Btp Italia e Mes

 

Un grande successo la vendita dei Btp Italia quinquennali: 22 miliardi del titolo collocati.

Quando sia stato appropriato per il risparmiatore, si è già scritto, ma ora interessa capire quanto sarà oneroso ai fini del debito pubblico.
"Il Btp Italia è interamente dedicato a finanziare le spese dei recenti provvedimenti del Governo a supporto del sistema sanitario, per la salvaguardia del lavoro e a sostegno dell'economia nazionale.".

Così la dichiarazione del Governo.

Quindi i 22 miliardi non andranno solo per l'emergenza Coronavirus, così come è stato mediaticamente presentato, ma anche per il lavoro e più in generale a

sostegno dell'economia del nostro Paese.

Vasto programma.

Il Btp Italia stacca una cedola, cioè un interesse dell'1,4%, più il valore dell'inflazione e un bonus dello 0,80% per chi mantiene il titolo per 5 anni.
Si analizzi la convenienza, per le casse pubbliche, confrontando il BtP Italia con il Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità.
Su 22 miliardi, ricavati dalla vendita del Btp Italia, lo Stato pagherà un interesse dell'1,4% (tralasciamo per comodità l'inflazione e il bonus), cioè 308 milioni di euro.

Il Mes, che è una linea di credito finalizzata esclusivamente all'emergenza sanitaria, prevede lo 0,1% di interesse che, calcolato su 22 miliardi, fa 22 milioni.
Insomma, il debito pubblico con il Btp Italia aumenterà di 308 milioni, mentre con il Mes di soli 22 milioni.

E c'è qualcuno che ancora mette in dubbio l'utilità del Mes!

Dovremmo fornire al M5S, alla Lega e a FdI un pallottoliere e fare una domanda: meglio avere un debito aggiuntivo di 308 milioni o di 22 milioni?

Come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi per imparare.

 

Governo

Decreto Rilancio o Decreto Aiuti


A, prima vista, più che un "Rilancio", si tratta di un  "Aiuto o Aiuti" e, visti i risultati del decreto "Cura Italia", si nutre più di una perplessità.

Da quello che si legge, occorre capire come si fa a produrre ricchezza e non sembra che ci siano molti spazi di manovra.

Tra l'altro: tre miliardi per l'Alitalia, che è un pozzo di San Patrizio, che continuerà a ingurgitare denaro senza produrre attivi, rappresentando solo l'8% del traffico aereo da e per l'Italia.

Fiducia negli interventi europei: Mes, Sure e Bei, e più in là il Recovery Fund. Essi dovrebbero consentire, da giugno prossimo, interventi tali da avviare positivamente i successivi trimestri.

Il Mes, con la linea di credito di 36 miliardi per la sanità, potrebbe consentire di trasferire risorse nazionali dal settore sanitario a quello produttivo, lo Sure consentirebbe di alleviare gli interventi nazionali per la cassa integrazione trasferendoli ad altri settori.

Ci sono, poi, gli interventi della Bei relativi a finanziamenti per interventi nei trasporti, nelle telecomunicazioni, nella ricerca, per l'ambiente e per l'istruzione.
Il pacchetto è dotato di 500 miliardi di euro.

Da utilizzare prima possibile.

 

Mes

quota capitale e linea di credito

 

Il Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità, vede la partecipazione dei Paesi dell'eurozona con una quota capitale. L'Italia partecipa con 14 miliardi.

Ora, chi ricopre cariche di governo oppure siede in parlamento o in senato o alla comunità europea, dovrebbe conoscere cosa sia una quota capitale ed una linea di credito.

Essere proprietario di una società finanziaria, con una propria quota azionaria, nulla ha a che vedere con una richiesta di accedere a un credito.

La quota azionaria non va a scomputo del prestito.

Corre voce che, della linea di credito di 36 miliardi, della quale potremmo usufruire, per le spese sanitarie relative al Coronavirus, 14 miliardi sono dell'Italia.

E passa la notizia che non saranno 36 i miliardi del Mes, ma 22, cioè 36 meno 14.

Il che non è vero e la notizia è falsa.

E’ giustificabile lo sbaglio di ragionamento e di calcolo da chi non tratta questioni di finanza, ma dovrebbe fare parte del proprio manuale tecnico di economia per coloro che si candidano a governare l'Italia o l'Unione Europea.

Ecco che i parlamentari, nazionali o europei, prima di candidarsi, è bene che superassero un esame tecnico pratico di economia.

 

Governo

Bellanova e le lacrime


Il "Decreto Rilancio", prevede la sanatoria degli immigrati irregolari e fa emergere il lavoro nero. Inoltre, il provvedimento riguarda anche gli italiani.

A proporlo il ministro all'agricoltura, signora Teresa Bellanova, che nel presentarlo ha avuto attimi di commozione.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni criticano, ma non ricordano che nel 2002, Governo Berlusconi (FI, Lega, An) e nel 2009, sempre con il Governo Berlusconi (PdL, Lega e Meloni ministro) approvarono leggi per la sanatoria degli immigrati.

In definitiva, la sanatoria andava fatta, quando al governo c’erano Lega, FI e AN, ora, che sono all’opposizione, non va bene.

Conclusioni: furbescamente smemorati.

E Salvini e Meloni criticano anche quando il ministro, signora Bellanova, si è commossa ed ha pianto.

Giova ricordare che la signora Bellanova ha abbandonato gli studi dopo la licenza di scuola media per andare a lavorare nei campi. Poi, è entrata nelle organizzazioni sindacali dei braccianti e si è impegnata contro la piaga del caporalato.

Oggi, dopo aver combattuto nel nostro Paese ed aver vissuto sulla sua pelle il dramma dei lavoratori agricoli sfruttati, ha raggiunto gli obiettivi che si era posta.

Logica, quindi, la commozione e il pianto che racchiudono il premio alla fatica e alla lotta.

 

Assemblea Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani

 

In modalità on line, si è svolta l’Assemblea Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani che ha provveduto a delineare e rilanciare la propria proposta politica,

Nel Paese manca da troppo tempo un’adeguata rappresentanza politica del mondo liberale, così i Liberaldemocratici Italiani hanno ritenuto di dar vita a un partito in cui far convergere i valori comuni della plurisecolare tradizione dell’Occidente democratico e dell’Europa liberale e un partito che si schiera senza “se” e senza “ma” nell’area moderata.

Ciro Giovanni Palmieri, del Comitato dei Garanti, ha altresì dichiarato: “Punto qualificante del nostro impegno di liberaldemocratici è far sì che la gente guardi alla politica con fiducia trovando risposta adeguata al disagio e ai problemi nei quali è da tempo costretta a vivere. Ne segue che, da parte nostra, si guarda alla grande area moderata, al di sopra degli steccati, spesso artificiosi e sempre rancorosi, della divisione politica, perché siamo convinti che nella misura in cui saremo capaci di accogliere e dare spessore e indirizzo politico alla domanda degli elettori e dei simpatizzanti, il nostro partito potrà essere di riferimento, di raccordo e di utile servizio all’intera nostra società”.

 

PER LA SICILIA ESISTE SOLO L’ESERCITO

può anche fare a meno di Aeronautica e Marina

 

Provoca stupore l’affermazione dell’Assessore Falcone della Regione Sicilia, che sostiene solo l’Esercito, tra le Forze Armate, concorre all'Ordine Pubblico o interviene nell'ambito delle emergenze per le calamità naturali.

il Segretario Generale del Sindacato Aeronautico (SIAM), Paolo Melis, afferma che tale dichiarazione è al solo scopo di giustificare l’estensione esclusivamente all'Esercito della possibilità di viaggiare gratis sui mezzi pubblici della A.S.T

All’esponente del Governo Mususmeci, vanno ricordate  le attività di Soccorso Aereo fornita dall’Aeronautica Militare per le ricerca di dispersi in mare, le campagne antincendio, l’assistenza al volo necessaria a  tutti i velivoli che percorrono i cieli della Regione, compresi quelli dell’Esercito. Inoltre, ogni volta che prende un aereo, a scorgere meglio il personale dell’Aeronautica impegnato nel presidio degli aeroporti siciliani.

Si potrebbe continuare con questa elencazione per molto, ma ciò che colpisce è l’approccio superficiale al problema da parte dell’Assessore e per questo si è scritto al Presidente.

Comunque, le Forze Armate sono state ferite dal mancato riconoscimento dell’impegno e del lavoro svolto da tanti uomini e donne che indossano le stellette, per la difesa di quelle Libere Istituzioni delle quali anche la Regione Siciliana è parte.

 

CORONAVIRUS

PREVENIRE NUOVI CONTAGGI

 

Con la speranza che questa difficile situazione si risolva il prima possibile e per la tutela della vita umana, è bene una riapertura delle attività graduale

Questo il parere di una grande parte di cittadini di Roma Capitale.

Quindi, le regole, già emanate dal Ministero dell’Interno è giusto che vengano osservata. A riguardo: il mantenimento della distanza di sicurezza, utilizzare la mascherina e guanti usa e getta, evitare strette di mano e abbracci, regolare gli accessi e le uscite dai locali e sanificarli, non usare i bagni dei locali, non consumare cibo dentro i luoghi, sottrarsi agli assembramenti.

 

CORONAVIRUS

libertà ed economia

Non è cosa facile conciliare le libertà fondamentali, le necessità economiche e la salute.

Una nazione tutelata dal punto di vista sanitario può morire economicamente e questo è un problema che deve affrontare chi governa.
Occorre una sintesi che è propria della Politica.
E' stato fatto in Italia? Non sembra.
L'incapacità di dare risposte razionali è diffusa.

In Europa il problema sanitario è stato sottovalutato fin dall'inizio:

In Italia sono stati predisposti piani sanitari ma subito secretati per non creare allarme sociale, nel Regno Unito si è avanzata la tesi darwiniana del più debole che soccombe per l'infezione e del più forte che sopravvive, in Francia si sorrideva dell'allarme, in Germania si è affrontata la situazione con maggiore razionalità grazie alla capacità organizzativa e alla disciplina dei cittadini.
Ognuno guarda la convenienza: chi ritiene il problema sanitario prevalente, chi ritiene che gli interessi economici debbano prevalere e chi strilla all'attentato alle libertà fondamentali.

E' un problema che coinvolge chi dirige il Paese e dei cittadini che la esprimono.

La domanda, allora, usciremo da questa emergenza?

Si, ma solo quando saremo vaccinati, nel frattempo dobbiamo imparare a convivere con il virus e limitare, al massimo, i danni.
Dovere del governo, senato e parlamento che dovrebbero fare tesoro dell’esperienza che suggerisce che i problemi vanno risolti congiuntamente che nel chiudersi nel proprio orticello.

L’Italia non avrebbe avuto il problema coronavirus con gli annessi e connessi, se l’Europa si fosse mossa all’unisono.

Ecco che sorge la domanda: questa esperienza tragica e drammatica servirà a qualcosa?.

ROMA CAPITALE

MENSE SCOLASTICHE

2000 TRA CUOCHE E ADDETTE RISCHIANO LICENZIAMENTO

 

Il 31 luglio prossimo scadrà il bando di gara relativo alla refezione scolastica.

Difficile dire se saranno garantiti, oltre alla continuità del servizio, i livelli occupazionali e reddituali delle 2000 lavoratrici circa, tra cuoche e addette, che vi operavano fino a prima del lockdown.

Per questo è stata chiesta, con la massima urgenza, la convocazione della commissione Trasparenza, per accendere un faro sulla questione.

Questi lavoratori sono al limite della sopravvivenza. Alcune ditte per le quali lavorano gli hanno anticipato il pagamento di ferie e permessi, ma si tratta davvero di importi irrisori.

Essendo state assorbite dalle aziende subentrate, nel gennaio scorso, con il cambio di appalto hanno maturato, purtroppo, spettanze minime. La maggior parte di loro, poi, hanno un contratto che prevede un numero ridotto di ore di lavoro da svolgersi in un lasso di tempo limitato. E quel contratto è anche in scadenza a breve: 30 giugno o 31 luglio a seconda che siano impiegate nelle scuole materne o nei nidi.

Il decreto del governo, poi, ha contribuito a pasticciare una situazione già di per sé difficile. Alcune di queste lavoratrici, infatti, sono ancora in attesa di percepire il fondo di integrazione salariale, un istituto che non prevede maturazione di ratei di tredicesima e quattordicesima e che, quindi, nel tempo non gli ha neanche potuto garantire la possibilità di crearsi un “salvadanaio”. Adesso la loro è una condizione ai limiti dell’emergenza.

La catastrofe è dietro l’angolo.

 

REGIONE LAZIO

INTERVENTI SU TURISMO, CULTURA E SPORT


“Nuove importanti misure, frutto soprattutto dei confronti avviati in queste settimane dalla Giunta con i rappresentanti dei settori interessati, sono state annunciate dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Tra questi interventi - che vanno ad integrare il Piano “Regione Vicina” - assumono particolare importanza quelli rivolti al turismo, alla cultura ed al mondo dello sport.

Il settore culturale beneficerà di 5,6 milioni di euro per lo spettacolo dal vivo ed il cinema, oltre che di 8 milioni per ristrutturazioni e per il funzionamento di musei, biblioteche, archivi, istituti culturali ed ecomusei. Discorso a parte per le librerie indipendenti, su cui investiamo 1,6 milioni.

Per lo sport interveniamo con 5,2 milioni di euro e con 4 principali misure per gli affitti, per sostenere le manifestazioni e le attività ordinarie; una particolare attenzione, anche questa volta, per le famiglie, per i ragazzi e per gli over 65 che potranno accedere a bonus e voucher.

Le strutture alberghiere, extralberghiere, le agenzie di viaggio e i tour operator sono invece al centro del piano per il turismo - assieme alle strutture agrituristiche – ed avranno a a disposizione, attraverso appositi avvisi, oltre 20 milioni di euro. Così facendo lavoriamo per assicurare una copertura integrale di tutte le richieste, senza perdere di vista l’attenzione per le norme di sicurezza che questa fase ci impone.

Fin dal primo momento l’obiettivo primario della Regione è stato quello di restare al fianco degli imprenditori, dei lavoratori, delle famiglie, degli studenti e delle donne. Si è lavorato – ognuno per quanto di propria competenza ed attraverso “Regione vicina” e “Nessuno escluso” – per dare risposte nel più breve tempo possibile a problemi grandi che stanno travolgendo troppe persone.

Rispondere alle esigenze di tutte e tutti - garantendo liquidità - è un passo fondamentale per sostenere la ripartenza e permettere ad ogni settore di aprire in sicurezza.

Queste misure cambiano la narrazione, promuovono la responsabilità di ognuno e, in questo modo, tutti insieme, si uscirà da questa crisi che ormai non ha più risvolti solo sanitari.

 

ROMA CAPITALE

MAGLIA NERA PER ASSISTENZA E INTEGRAZIONE

 

Roma è maglia nera nei servizi di assistenza alle persone disabili, persone che dovrebbero essere considerate parte attiva della città e che invece vengono lasciate ai margini e ignorate.

E’ una vergogna.

la Capitale è tra le ultime della classe in materia di spesa sociale sui servizi riabilitativi e socio-sanitari integrati sui quali possono contare i disabili. E la cosa è oltremodo grave perché i nuclei familiari, al cui interno è presente una persona con disabilità, presentano bisogni maggiori rispetto agli altri.

Tanto l’offerta di servizi quanto le strategie adottate per promuovere l’integrazione sociale delle persone con disabilità sono pari a zero. Questo comporta che, inevitabilmente, il modello assistenzialistico rimanga sempre fortemente incentrato sulle famiglie, che ricevono implicitamente il mandato di provvedere autonomamente ai bisogni di queste persone senza avere la possibilità di potersi appoggiare a strutture e servizi specializzati. In questo modo non si riconoscerà mai il giusto valore alle persone diversamente abili, non le si renderà mai autonome, non gli si garantirà mai loro la possibilità di integrarsi a livello sociale.

Ma non è tutto anche i servizi sanitari e socio-sanitari offerti dalle Asl non riescono a coprire la domanda: è bassissimo, infatti, numero di ore medie annue di assistenza domiciliare integrata e la disponibilità di strutture residenziali e semiresidenziali per l’assistenza e per i servizi offerti. 

E’ ora di voltare pagina. Una città come Roma non può permettersi di lasciare indietro nessuno.

 

Coronavirus

le nuove misure di contenimento e gestione dell'emergenza

in vigore fino al 17 maggio 2020

 

Con il DPCM 26/4/2020 (1) sono state fissate le nuove regole di contenimento e gestione dell’emergenza COVID-19 per la cosiddetta “fase 2”, con applicazione su tutto il territorio nazionale fino al 17 maggio 2020.

La novità più rilevante riguarda la mobilità che è consentita anche per incontrare “congiunti”, che il Governo nelle sue FAQ definisce come ”i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). Il tutto, in ogni caso, sempre nel rispetto del divieto di assembramento e del distanziamento interpersonale di almeno un metro. Questi spostamenti, per essere precisi, rientrano tra quelli giustificati "per necessità".

Altra novità è la possibilità di svolgere individualmente, o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. E’ anche possibile accedere a parchi, ville e giardini pubblici rispettando il divieto di assembramento e le distanze si sicurezza.

Poi, per quanto riguarda la ristorazione, viene concessa quella con asporto (oltre alla già concessa consegna a domicilio) con rispetto delle distanze e divieto di consumare i prodotti all'interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

Su tutto il territorio nazionale è obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutti i casi, anche all’aperto, in cui non sia possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza.

E’ importante, riguardo a tutte le suddette novità compreso l’obbligo di uso delle mascherine, fare riferimento anche alle normative regionali e comunali che potrebbero essere più restrittive, come previsto dal Dpcm.

 

i soldi comunitari

 

Per la sanità (Mes), 540 miliardi, 200 miliardi per le imprese (Bei), 100 miliardi per i disoccupati (Sure) e 750 miliardi per l'acquisto di titoli pubblici, anche spazzatura (Bce).

In programma, anche, il Recovery Fund per 1000-1500 miliardi.

Sono sospesi, inoltre, il Patto di stabilità, così possiamo spendere senza vincoli, e le norme sugli aiuti di Stato, che consentono interventi diretti a sostegno delle imprese in crisi”.

Prosegue, nel frattempo la polemica sull'utilizzo del Mes per la sanità. Risultiamo essere l’unico paese dell’unione europea ad avere ostilità verso questo strumento.

E’ bene ricordare che il Mes fu approvato nel 2011 dal governo Berlusconi, sostenuto dalla Lega (Salvini), ministro era Giorgia (futura FdI).

Nel 2019 fu approvato dal governo Conte1, sostenuto da M5S (Di Maio) e Lega (Salvini).

Questa la realtà.

L'opposizione è, quindi, demagogica e strumentale e danneggia gli interessi degli italiani.

Chi è contro, è contro il nostro Paese.

I soldi comunitari ci sono.

Occorre far presto e utilizzare tutte le risorse a disposizione.

 

CORONAVIRUS

FAMIGLIE E IMPRESE A RISCHIO DA USURA

LA REGIONE LAZIO STANZIA 400.000€

 

E’ nei momenti più difficili che aumenta la vulnerabilità delle famiglie e delle imprese.

L’usura da sempre rappresenta per la Regione Lazio un tema che impone la massima attenzione, al fine di limitare le possibilità di azione delle mafie e delle organizzazioni criminali.

Per questa ragione la Regione ha costituito un fondo di 400.000€, che permetterà alle famiglie ed alle aziende del Lazio di ottenere contribuiti fino a 3.000€ attraverso le associazioni e le fondazioni antiusura iscritte all’Albo regionale e presso il Mef.

Interventi di questo tipo necessitano di velocità nell’erogazione; come affermato dal presidente Nicola Zingaretti ed anche questa volta, i cittadini si auspicano un impegno rapido, per dare a tutti risposte.

La battaglia contro il coronavirus comprende anche la lotta al indebitamento. E’ bene fare in modo che questa crisi non travolga i cittadini e le cittadine del Lazio. La criminalità, come sempre, non deve trovare nessuno spazio vuoto dove infilarsi, ancor di più in questa fase.

 

Coronavirus danno ingiusto da risarcire dalla cina

 

Sono in molti che  parlano di chiedere un risarcimento alla Cina per il Coronavirus (Sars-CoV-2), ma sembra che questo concetto non trovi consenso tra i cittadini italiani, perché, una abile campagna di disinformazione, ha indotto a credere a una realtà dei fatti ribaltata.

La responsabilità della Cina sta nella mancata trasparenza, cioè di non aver lanciato l'allarme, da subito, ma di aver sottaciuto la gravità della situazione.

La prova la fornisce la vicenda del medico cinese Li Wenliang che lanciò l'allarme, ma fu imprigionato e costretto alla ritrattazione

Ora in Italia, in Europa, nel mondo abbiamo la pandemia e la Cina ha avviato una campagna di travisamento sull'origine del virus e indotto a credere di essere il Paese che aiuta.

Propaganda efficace, avvalorata dal ministro Luigi Di Maio, che ha persuaso il 52% degli italiani a credere che la Cina è un Paese amico dell'Italia.

I motivi per chiedere il danno ci sono: l'emergenza sanitaria e il crollo economico.

Il risarcimento del danno, per fatto illecito, è previsto nell'ordinamento giuridico italiano dall'articolo 2043 del codice civile, che recita "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno".

Certo le simpatie filo cinesi dei nostri governanti frenano l’azione e, quindi, sarebbe auspicabile che la mossa fosse fatta dall’Europa, che ha maggior forza contrattuale.

 

ROMA CAPITALE

RENDERE SUBITO FRUIBILI LE AREE VERDI

 

L’emergenza da Covid_19 ha reso la maggior parte dei giardini e delle aree verdi della città, simile a una foresta tropicale: fitta e impenetrabile. L’erba è alta, la vegetazione infestante copre molta della segnaletica presente, le panchine sono in sostanza inglobate nelle erbacce cresciute indisturbate e i vialetti sono talmente invasi dagli arbusti da essere diventati infrequentabili.

Serve predisporre, quindi, con la massima urgenza un piano d’intervento capillare di sfalci che renda immediatamente puliti e sicuri i parchi di Roma. Nelle condizioni in cui versano ora, infatti, per bambini, famiglie, anziani o runners non sarebbero, infatti, possibile fruirne, in considerazione anche  che è stata avviata la fase due.

Potrebbe essere arrivato il momento per approfittare di questi spazi e stare un po’ all’aria aperta nel verde dopo la clausura forzosa degli ultimi tempi.

Sarebbe anche un modo per dimostrare che, d’ora in avanti, si cercherà di prendersi finalmente cura del verde  cittadino. Come promesso, a più riprese, in passato, senza però che poi sia stato fatto.

I cittadini di Roma Capitale ora sperano che l’amministrazione dia immediato mandato per rendere più fruibili le aree verdi e conta su una mozione presentata da alcuni consiglieri comunali.

 

REGIONE LAZIO

CORONAVIRUS

FINANZIAMENTO DI TUTTE  LE 42MILA DOMANDE “FARE LAZIO”

Il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, ha ufficializzato il finanziamento totale di tutte le 42 Mila domande arrivate per il bando “Pronto Cassa” di Fare Lazio.

E’ stato il modo migliore per celebrare il Primo Maggio in lockdown.
Si tratta di 42 Mila imprese del territorio laziale: persone, famiglie, lavoratrici e lavoratori,

Il finanziamento è passato da 50 milioni di euro a 400 milioni di euro: una cifra che non ha eguali in nessun’altra regione italiana.

Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio, ha dichiarato: “Affacciarsi con speranza alla “Fase 2” significa soprattutto questo: fare tutto il possibile, sfiorando quello che fino a un mese fa sembrava impossibile, per dare risposte certe alle paure, alle ansie e alle preoccupazioni di chi sta subendo le conseguenze economiche e sociali della pandemia”.

 

Inquinamento dell’aria e diffusione del Corona Virus

 

Esiste un legame tra l’inquinamento dell’aria e la diffusione del Corona Virus, in particolare nella Pianura Padana?

Un punto che è stato in gran parte trascurato da tutti i mezzi d’informazione, con eccezione di diverse riviste scientifiche internazionali e della trasmissione Atlantide sul La 7. 

Prima ipotesi la presenza delle polveri sottili che provengono dalle combustioni di fossil fuel (e cioè carbone, gas e petrolio). In pratica da tutte quelle attività della nostra vita che comportano spostamenti, riscaldamento, produzione e distribuzione di cibo e merci e così via.

I cittadini non hanno ancora consapevolezza che sono esse responsabili della morte di un gran numero di persone, della produzione di gas effetto serra e causa del riscaldamento terrestre con il risultato finale: il cambiamento del clima e danni economici. E, in riferimento alle polveri sottili, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente certifica come la provenienza di tale preoccupante crescita derivi dalle correnti atmosferiche e dalle polveri provenienti dalla zona del Mar Caspio, e non dallo spandimento dei liquami zootecnici nei campi.

Purtroppo, l’azione combinata polveri sottili-corona virus è ancora più micidiale. E il virus è estremamente contagioso ed è evidente che ci sono individui più vulnerabili.

Altra ipotesi è la situazione della Pianura Padana che risulta una delle zone più inquinate a livello mondiale. Lo sforamento dei livelli di PM 2,5 e 10 rispetto alle soglie di sicurezza stabilite dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è strutturale cioè praticamente costante da decenni.

Le immagini satellitari della Pianura Padana di queste ultime settimane rivelano una minore presenza di inquinanti, come probabile effetto della riduzione delle attività economiche e perciò dell’uso di fossil fuel a seguito dei decreti governativi di contenimento della epidemia.

Naturalmente si può ipotizzare che, non appena la vita “normale” riprenderà, l’inquinamento è destinato a risalire.

Gli scienziati hanno già rilevato una diretta correlazione tra presenza e diffusione dei virus e si stanno facendo studi, per verificare se esista questa relazione anche per il Covid-19.

Le emissioni delle automobili e dei veicoli commerciali sono tra le cause del peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo. Di lì viene un quarto dell’inquinamento globale.

Però, la crudeltà della malattia sembra avere un sano effetto per la pianura padana e per il globo.

Infatti, l’avvento del COVID 19, con i blocchi della circolazione a persone e merci e con la riduzione delle attività industriali, ha fatto scendere del 40-50% l’inquinamento nella Pianura Padana.

Allora, cosa è possibile fare, per evitare questo pericolo? 

Occorre progettare fin da ora un ‘dopo’ che preveda una riduzione dell’inquinamento, adottando delle misure adeguate, in particolare e per primo, un progetto che riguardi i veicoli circolanti (sia di trasporto, sia di privati). Avanti con il votofoltaico, con l’elettrico (sviluppo reti ferro-tranviarie cittadine e regionali) e incentivi per l’acquisto di auto, moto, scooter elettrici e bici a pedalata assistita.

 

Coronavirus e recapito corrispondenza

 

Per evitare il rischio coronavirus, una buona parte dei postini si limitano a lasciare avvisi di giacenza, così i destinatari sono costretti ad andare all’ufficio postale, per ritirare la propria raccomandata o il pacco o l’atto giudiziario.

Destinatario ed operatori degli uffici postali, in tal modo, sono esposti al rischio di contagio oppure a rinunciare al ritiro della corrispondenza oppure a rinviare.

Poste italiane ha violato la norme in materia di consegna della posta a firma e di notifica degli atti giudiziari.

L'Antitrust dichiara che non è necessario adottare misure urgenti, perché non vi sarebbe un danno grave e irreparabile per il consumatore.

Sono due mesi che tutti noi siamo barricati in casa per evitare danni gravi e irreparabili alla salute, ma per l'Antitrust va bene che i postini continuino a lasciare gli avvisi in cassetta scrivendo che in casa non c'è nessuno, quando siamo tutti confinati a casa. E, poco importa,  se i tribunali saranno intasati da contenzioso per le notifiche non fatte secondo legge.

 

ROMA CAPITALE

BUONI PASTO DOVE SONO FINITI I FONDI DELLA REGIONE LAZIO

PRESENTATA INTERROGAZIONE

 

La regione Lazio stanzia 7 milioni di euro per l’acquisto di buoni spesa a sostegno delle famiglie romane durante l’emergenza da Covid_19, ma sull’erogazione di questi fondi mancano notizie precise da parte dell’Amministrazione capitolina a cinque stelle.

Dove sono finiti questi soldi?

Gli importi sono già stati accreditati sul conto di Roma Capitale?

Se si, da quando?

E ancora a che punto è la procedura amministrativa che ne consentirà l’effettivo utilizzo?

Se non è ancora partita, cosa si ancora sta aspettando?

Sono tantissimi i quesiti alla quale la Sindaca e i suoi dovranno rispondere. Visto che i grillini nicchiano sulla vicenda, infatti, è stata presentata l’ennesima interrogazione.

I buoni spesa rappresentano essere un’ancora di salvezza per le famiglie più fragili e per le persone che hanno gravi difficoltà economiche. A maggior ragione, dunque, è vergognoso che in un momento come quello attuale non ci si attivi con la massima tempestività ed efficienza. Ma nell’universo dei cinque stelle questo sembra essere sempre stata la norma.

 

ROMA CAPITALE

LA BATTAGLIA TELEMATICA SALVA I CINGHIALI DELL'INSUGHERATA.

STOP AGLI ABBATTIMENTI

 

In pochi giorni migliaia d'email sono state inviate al Presidente Zingaretti, alla Sindaca Raggi, alla Direzione Generale della ASL Roma 1 e a vari uffici istituzionali tra Regione Lazio, Roma Capitale e Città Metropolitana.

L'allarme era stato lanciato dall'OIPA il 13 aprile, di li a poco sarebbero iniziati gli abbattimenti dei cinghiali nella Riserva naturale dell'Insugherata in zona Cassia, più precisamente in via Italo Panattoni.

Purtroppo i timori e le notizie dell'OIPA si sono rivelate più che fondate, nel tardo pomeriggio di giovedì 15 aprile la via interessata veniva interdetta al traffico con un dispiegamento di forze degno di un blitz alla malavita organizzata.Polizia di Roma Capitale, Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali e Polizia di Stato, ma anche personale veterinario della ASL Roma 1, hanno preso letteralmente d'assedio la tranquilla strada a nord ovest della capitale.

Ma il pericoloso latitante da catturare chi era? da li a poco si scoprirà che purtroppo il malcapitato era un povero e innocuo giovane cinghiale caduto sotto i colpi di narcotico prima e di un farmaco letale poi, esecutori materiali gli agenti della Polizia Locale della Città metropolitana di Roma Capitale (ex Polizia Provinciale) e personale medico veterinario della ASL Roma 1. Per rimuovere la "salma" è stato scomodato uno speciale mezzo per il trasporto ed il successivo "smaltimento", con quali costi?

La massiccia operazione di "Polizia" si è protratta fino a tarda sera, sul posto anche molti giornalisti e alcuni attivisti e residenti per protestare contro l'assurdità che si stava attuando.

Ma questa operazione quanto sarà costata ai cittadini romani? si trattasse anche di un solo euro sarebbe tanto, purtroppo si parla di decine di migliaia di euro, speriamo  non sia così ma a giudicare dalle forze ed i mezzi impiegati.

Nel frattempo il tam tam viaggiava sulla rete, l'OIPA metteva online una petizione con invio multiplo d'email ai vari soggetti istituzionali coinvolti, petizioni simili venivano attuate anche da altre associazioni e da singoli cittadini, in pochi giorni migliaia di messaggi di protesta hanno intasato le caselle di posta elettronica della Sindaca Raggi, del governatore Zingaretti e della Direzione Generale della ASL Roma 1, ai veterinari di quest'ultima l'OIPA rivolgeva un accorato appello "Rifiutatevi di uccidere animali innocenti, fate obiezione di coscienza".

Ovviamente anche la stampa e tutti i media si sono interessati alla vicenda, articoli stampa, video e servizi di ogni genere hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica quanto stava accadendo all'Insugherata.Il malcontento dei cittadini manifestato a distanza a causa dell'emergenza COVID-19 aver stoppato almeno per il momento successive uccisioni, visto anche il palese fallimento della strategia attuata. Si vocifera anche di un'indagine penale con acquisizione di documentazione presso gli uffici coinvolti.

Speriamo che tutto questo induca gli amministratori ad un'attenta riflessione, i metodi incruenti per tutelare la sicurezza dei cittadini e la vita degli animali esistono, sarebbe saggio ed auspicabile l'apertura di un tavolo di lavoro coinvolgendo anche le associazioni protezionistiche.

 

LE QUESTIONI

MES E RIAPERTURA ATTIVITA’

 

L’argomento riguarda: il meccanismo europeo di Stabilità (Mes) e la riapertura delle attività sospese a causa della emergenza sanitaria da Coronavirus.

Per affrontare l'emergenza sanitaria ed economica c'è un bisogno di liquidità  e il governo dispone del Mes, che consente di accedere a un credito fino a 36 miliardi di euro.

Al Mes  si oppone il M5S e la Lega  che lo aveva approvato due volte, nel 2011 e nel 2019.

Se non si utilizza il Mes, come si possono ottenere fondi per affrontare questa crisi?

Con l'emissione di titoli di Stato (i Btp).

I Btp,  ugualmente al Mes, sono debito che va restituito con interessi, i quali sono connessi alle valutazioni di mercato. Il fondo Mes ha interessi più bassi rispetto ai Btp, quindi è più conveniente accedere al Mes che emettere Btp.

Si valuta, al momento, che, in termini di interessi,  la differenza tra fondi Mes e Btp, sia di 400 milioni di euro l'anno che andrebbero addossati alle tasche degli italiani a discapito dell'emergenza Coronavirus.

Riguardo all’argomento attività, è noto che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, vuole la riapertura nel tempo più breve.

Ma, in base a quali parametri si decide?

I criteri sono la valutazione della persistenza della presenza del virus, la disponibilità delle attrezzature sanitarie nei posti di lavoro e nei luoghi di incontro.

Al momento, la Lombardia ha il maggior numero di contagi e il maggior numero di morti.

La domanda: è in grado di riaprire, senza innescare una nuova ondata epidemica? 

Per la riapertura servono mascherine, tamponi e “app”, per tracciare i contatti.

La Lombardia può garantire la disponibilità di queste attrezzature e il loro utilizzo nei posti di lavoro e di incontro?

Senza dati e attrezzature, autorizzare la riapertura è  solo uno detto arrischiato.

 

L’INFORMAZIONE TELEVISIVA

 

L’informazione televisiva è la principale fonte di informazione degli italiani ed è inaccettabile che non sia corretta ed esaustiva.

E’ inquinata da interessi che ne compromettono la correttezza e l’obiettività ed è demandata ad una ristretta cerchia di personaggi strapagati e spesso inadeguati all’incarico che ricoprono.

E’ disdicevole per le televisioni private, intollerabile per la RAI, televisione pubblica, pagata dal popolo italiano, nella quale il cittadino vuole usufruire di un'informazione affidabile e pluralista, oltre ad un palinsesto nel quale la cultura non sia relegata ad orari impossibili.

I cittadini, quindi, si sentono defraudati di un loro diritto ed umiliati in quanto costretti a pagare un canone in cambio del quale non viene fornito il servizio promesso.

Si assiste ad uno squilibrio enorme dei tempi di parola, dei tempi di notizia e dei tempi di antenna fra le varie forze politiche.

I programmi di approfondimento sono strutturati intorno ad un gruppo ristretto di opinionisti, inamovibili, politicamente schierati, che non rispecchiano l'arco parlamentare, che non sono mai soggetti ad un’alternanza che lasci spazio a tutte le opinioni e che ricevono, sovente, compensi sproporzionati alla loro funzione.

I cittadini di Roma e provincia, interrogati via web, chiedono che l’informazione pubblica, come quella privata, sia riportata a rigorosi canoni di correttezza.
E’ un loro diritto di ricevere informazioni affidabili con le quali poter orientare la propria opinione politica e scegliere democraticamente gli uomini più degni di rappresentarli.

La speranza che si ponga fine a questa situazione inaccettabile e pericolosa per la democrazia, prima di abbandonare l’apparecchio televisivo e cessare di pagare un canone inutile ed assai costoso.

 

ROMA CAPITALE

DISABILI GRAVI: FAMIGLIE IN EMERGENZA

MISTERO SU FONDI REGIONALI INUTILIZZATI PER ASSISTENZA

 

Mettere immediatamente a disposizione le risorse economiche rese disponibili dalla regione Lazio e far scorrere, una volta per tutte, la graduatoria di accesso all’assistenza domiciliare, diretta o indiretta, per chi ha una disabilità gravissima. Non farlo significa costringere 1.111 persone a pagare a caro prezzo sulla propria pelle l’incapacità di governo dei cinque stelle.

La delibera di Giunta con la quale il Campidoglio è stato autorizzato all’utilizzo di oltre 3.500 mila euro per garantire l’assistenza domiciliare è passata da oltre un mese.

Tuttavia non si è ancora provveduto all’utilizzo di questi fondi? Perché? Cosa c’è dietro?

E’ triste pensare che, come al loro solito, i grillini non siano neanche in grado di decidere le modalità con cui mettere in campo queste risorse. Altrettanto triste, però, è realizzare che, così facendo, condannano pesantemente le persone più fragili, costringendole a scontrarsi con un’inerzia burocratica e amministrativa ciclopica e con tempi talmente lunghi da centuplicare le difficoltà alle quali la vita li ha costretti.

Quella alla quale stiamo assistendo è l’ennesima vergognosa scena di una tragedia iniziata da tempo e caratterizzata da una serie infinita di pasticci, di errori impressionanti e l’assenza totale di una programmazione attenta ed efficace che permetterebbe di scongiurare il ripetersi di situazioni incresciose. E’ evidente che, a maggior ragione, in questo momento, bisogna intervenire in maniera tempistica: non è assolutamente possibile, infatti, prescindere da aiuti immediati e concreti.

 

Coronavirus

Le mascherine

 

Sembra che debbano essere indossare.

Quindi: occhio!

Dopo che le mascherine sono state levate dalle bustine del “negozio” è consigliabile tenerle per 72 ore all’aria, in ambiente igienico e, meglio ancora, igienizzarle con quel che trovate di disinfettante per umani.

D’obbligo la domanda: per quanto tempo possono essere utilizzate?

Inoltre, quanto tempo valgono?

Non si sa. Non è stato detto e scritto.

Sono lavabili?

Non si sa.

In genere sono mascherine monouso o giù di lì. E sono due a testa.

Che fare? Solo per andare a fare la spesa o andare in farmacia oppure una volta al supermercato ed una in farmacia?

Per i più “fortunati”, dopo qualche oretta di coda per entrare, se ne possono comprarne altre alla coop (che le vende a prezzi umani, diversamente gli altri supermercati). E sempre per i “fortunati” ma più facoltosi, si può andare in farmacia e trovare (quando si trovano) una confezione di 50 mascherine chirurgiche monouso a circa 70 euro.

E’ bene metterle lo stesso. In alcune regioni l’obbligo c’è già e vale per tutto il periodo nazionale di contenimento, ma bisogna stare attenti, perché non basta solo informarsi sui media di Stato, ma occorre sapere anche cosa hanno disposto le singole amministrazioni regionali e locali.

ATTENZIONE

Messaggi poco chiari e talvolta difformi da quelli nazionali

I messaggi di alcuni Comuni, in base alle ordinanze nazionali e regionali, non sono chiari su quando e dove va portata la mascherina: sempre quando si esce di casa o solo quando si entra in luoghi pubblici o privati, e per strada va indossata solo se si è in un assembramento, inclusi quelli col metro di distanza?

 

CORONAVIRUS E LE MULTE

 

Giusto che si debba stare confinati, ma le norme prevedono eccezioni importanti per il mutuo soccorso e per la salute. A far rispettare le regole le forze dell’ordine che non sempre procedono con descrizione e correttezza, perché le autorità locali decidono norme più ristrettive rispetto a quelle nazionali.

Di seguito alcuni casi “comuni” e non sensazionali, come sono sulla spiaggia a prendere il sole, porto il coniglio a passeggio e così via.

Attività fisica ovvero corsa e marcia con o senza figliolo. Si può fare, ma in prossimità della propria abitazione nel limite di 200 metri. Nel Lazio e in Toscana non ci sono limiti, ma multe sono state fatte, evocando i 200 metri, sebbene la distanza non sia indicata da nessuna parte.

Spesa al supermercato. Il negozio non deve essere necessariamente sotto casa o a pochi metri, ma nel comune di residenza (disposizione prevista dalle norme nazionali) e non solo, anche, in altro comune rispetto a quello di abitazione (borghi, consorzi, agglomerati posti ai confini fra comuni).

Assistenza genitore anziano. Lascia passare per l’assistenza, anche, se risiede in un comune limitrofo, perché legittimato, ma non multato, in identica situazione, il giorno successivo da diversa pattuglia (la tecnologia?).

Veterinario. Animale precipitato dal 1° piano. Chiesto intervento veterinario che fissa appuntamento a studio raggiunto in auto. Multa e pur le norme prevedono l’assistenza agli animali che hanno lo stesso rango degli umani. Non sarebbe logico che i negozi per cibi animali siano autorizzati ad essere aperti,

Multe e pene “preventive”. Il rischio di non poter uscire di casa, neanche per fare la spesa. Infatti,

gli accertatori possono comminare la multa con l’obbligo di confino per 14 giorni, come si infetti e i ricorsi non sono immediati per risposta e procedura.

Conclusioni.

Un buon consiglio al cittadino: “informarsi”, ricordando che la legge non ammette ignoranza e dalle forze dell’ordine più capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza la particolare e difficile situazione, comprendendo le necessità pratiche che essa comporta. In poche parole: buon senso.

 

i più importanti focolai di coronavirus nel mondo

 

L’ex-ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha detto a ''L'Intervista di Maria Latella'' su Sky TG24: “Non vedo l'ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria''.

''Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio, perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell'anima oltre alla cura del corpo. Spero che si trovi il modo di avvicinare chi ci crede. C'è un appello mandato ai vescovi di poter permettere a chi crede, rispettando le distanze, con mascherine e guanti e in numero limitato, di entrare nelle chiese come si entra in numero litato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere''.

I recenti casi dimostrano che i più importanti focolai di coronavirus nel mondo si sono sviluppati per la non-tempestiva chiusura dei luoghi di culto.

Ecco alcuni episodi:

Francia. Incontro evangelico "Christian Open Door" con grandi abbracci, quando i pellegrini  sono tornati alle loro parrocchie, oltre alla buona parola, hanno portato grandi dosi di coronavirus con cui hanno contagiato parenti e vicini.

Stati Uniti d’America. Credenti dello stesso culto, pensando ai pastori, oggi rifiutano ancora di sottomettersi alla disciplina comune e continuano a riunirsi nelle chiese sfidando le precauzioni più elementari. Persino Donald Trump, quando ha annunciato che tutto tornerà alla normalità a Pasqua, abbia voluto, con questo annuncio, compiacere questa comunità religiosa

Singapore. Il Ministero della salute indica che più di trenta dei primi casi rilevati sull'isola provengono da due chiese evangeliche: “Life Church and Missions” e “Grace Assembly of God”. Due fedeli venivano direttamente da Wuhan, in Cina, ma, nel loro pio fervore, trascuravano di isolarsi.

Corea del Sud. Chiesa Shincheonji di Gesù. Il suo guru, Lee Man-hee, e gli adepti sono responsabili della diffusione del virus coinvolti e così gli uffici della filiale di Daegu

Iran, Le riunioni a Qom, la città santa, sono la fonte di gran parte della contaminazione. I primi casi sono stati rilevati a metà febbraio, ma le cerimonie collettive sono continuate fino alla fine del mese. L'Ayatollah, incaricato del mausoleo, si è rifiutato di interrompere il culto, dicendo che il santuario era una "casa di guarigione".

Un altro dignitario iraniano ha detto che il virus non poteva colpire i musulmani fino a quando lui stesso non sarebbe stato infettato.

Israele. Problemi per imporre misure di confinamento nei quartieri in cui vivono ebrei ortodossi, che continuano ad andare in sinagoghe in violazione delle regole civili. In molti distretti, i fedeli ascoltano le istruzioni dei rabbini e non quelle delle autorità e continuiamo a celebrare matrimoni o sepolture in contraddizione con le regole, favorendo la diffusione del virus.

India. A metà marzo, a Nuova Delhi, oltre 3.000 persone hanno partecipato a un servizio della Tabligh Jamaat, un'organizzazione di missionari fondamentalisti. Sono quindi tornati a casa, diffondendo il virus in tutto il Paese. Dopo che le autorità hanno proibito qualsiasi riunione, sono continuate le loro attività, sostenendo che Allah li stava proteggendo.

Lo scritto del filosofo Bertand Russel che ricorda come, nelle varie pesti del Medioevo, erano i raduni religiosi, convocati per scongiurare il male, a diffondere e incrementare i contagi

Conclusioni.

Bene aver sospeso gli eventi religiosi e condizionata l’apertura dei luoghi di culto. Invece, interrogativo dei cittadini su quanto affermato dall’ex-ministro dell’Interno, Matteo Salvini di bloccare il male non solo con la scienza, ma, anche, con la protezione del cuore immacolato di Maria. Quali provvedimenti avremmo oggi, laddove il leader della Lega fosse ministro dell’interno ?

 

Energia

Riduzione dei costi di luce e gas per il 2° trimestre 2020

Richiesta di applicare la tariffa notturna per tutti al posto della tariffa bioraria

 

Positiva la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas annunciata dall’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, dovuta all’abbattimento dei costi della materia prima, e l’implementazione del Conto COVID, per l’utilizzo del quale, trattandosi di un fondo istituito per interventi a favore dei consumatori,

Carlo de Masi, presidente di Adiconsum nazionale, rinnova all’Autorità la richiesta all’applicazione della tariffa notturna per tutti, al posto della bioraria, in considerazione delle tante ore trascorse in casa dalle famiglie a causa delle misure di contenimento, e l'adozione, di concerto con le Associazioni Consumatori, di ulteriori misure a sostegno degli utenti, in particolare laddove sussistano condizioni di grave disagio economico.

 

FINANZIAMENTO URGENTE AGEVOLATO DI EURO 20.000 PER SOSTENERE LE PCCOLE IMPRESE

ORA DISPONIBILE ANCHE PER LE IMPRESE INDIVIDUALI E I PROFESSIONISTI

COMPLETAMENTE ON LINE

ESITO RICHIESTA IN POCHI GIORNI.

 

FINANZIAMENTO URGENTE

Si tratta di un finanziamento di 20.000 di tipologia bancaria da ottenere in pochi giorni.

MASSIMALE

Aumentabile in corso di istruttoria fino a € 500.000, ma solo nella  misura consentita dalla reale situazione economica-finanziaria;

AGEVOLAZIONE

Garanzia gratuita concessa dal Fondo di Garanzia.

DESTINAZIONE DEL FINANZIAMENTO

Non è richieste nessun vincolo di destinazione.

Il finanziamento può essere usato per qualsiasi finalità, per esempio per ripristinare la liquidità, per acquisto scorte, marketing, pubblicità dipendenti, spese di esercizio, oneri di gestione vari, o per dare il via ad un nuovo progetto..

BENEFICIARI

Società di persone (Snc o Sas con almeno 100.000 di fatturato, operative da più di 1 anno); Società di capitali (Srl o Spa), con almeno 100.000 di fatturato e almeno 1 bilancio depositato; Imprese individuali con almeno due dichiarazioni dei redditi: Professionisti iscritti a qualsiasi albo: con almenno due dichiarazioni dei redditi presentate;

DURATA DEL FINANZIAMENTO

5 anni con 1 anno di pre ammortamento (si inizia a pagare le rate di rimborso a partire dal secondo anno).

TERRITORIALITA'

Sono ammesse le imprese con sede in tutte le regioni, isole comprese, con esclusione di di Toscana, Marche e Abruzzo.

GARANZIE

Nessuna, si accede al Fondo di Garanzia statale gratuito.

TEMPI

Dai 3 a 7 giorni.

PROCEDURA

Completamente on line su piattaforma informatica, in caso di approvazione della richiesta potrete accettare la proposta direttamente on line..
DOMANDE

ITALIA CONTRIBUTI a sportello

 

ROMA CAPITALE

quando la burocrazia prende il sopravvento sul buon senso

 

Ad un giornalista, professionista da più di 20 anni, che ha effettuato nei giorni scorsi riprese di piazza di Spagna completamente deserta per i divieti imposti dal governo per bloccare la pandemia da Coronavirus- Covid 19, é stato impedito dai vigili urbani di Roma Capitale di poter lavorare come prescritto dai canoni del giornalismo televisivo internazionale, cioè con cavalletto e telecamera per non aver pagato la “Tassa di occupazione di suolo pubblico”.

I vigili urbani si sono richiamati ad una delibera di 7 anni fa della Giunta dell'ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno in cui si chiedono le autorizzazioni per le riprese dai 4 ai 20 giorni prima.

Una ordinanza comprensibile per le produzioni cinematografiche o per spot pubblicitari pianificati con giorni di anticipo, ma totalmente inapplicabile per la produzione delle news televisive che hanno una tempistica totalmente diversa legata all’immediatezza di un servizio tv.​

Ora il Sindaco, signora Virgina Raggi, dovrebbe interpretare in modo corretto e con buon senso il vero spirito della stessa ordinanza per non sollevare la questione nelle sedi giudiziarie e non può negare il diritto di informare, garantito dalla Costituzione.​

 

CORONAVIRUS

Adiconsum a banche Azzerare le commissioni sui prelievi

INTESA SANPAOLO ACCOGLIE LA RICHIESTA

 

I Piani Industriali di taluni gruppi bancari hanno previsto la chiusura di numerosi sportelli sia in diversi paesi di provincia, che nelle grandi città. 

Ciò ha determinato che i consumatori che necessitano di prelevare – afferma Danilo Galvagni vice presidente Nazionale di Adiconsum - essendo impossibilitati dal DPCM 22 marzo 2020 allo spostarsi in comuni limitrofi, sono costretti a prelevare ai bancomat di altre banche, caricandosi delle commissioni pari a € 2/3.

Per questo Adiconsum ha lanciato la proposta al sistema bancario di azzerare, almeno in questo periodo di emergenza sanitaria, le commissioni sui prelievi.

Ad oggi, solo INTESA SANPAOLO ha accolto l’appello – rilancia Carlo Piarulli Responsabile nazionale credito Adiconsum - ed ha messo in campo le procedure necessarie per azzerare, fino al 31 luglio 2020, le commissioni di prelievo da ATM di altre banche dei loro clienti titolari di carte di debito appartenenti alle filiali chiuse nel mese di marzo in comuni dove non sono presenti altre filiali.

Intesa Sanpaolo ha inoltre deciso di prorogare fino al 31 luglio anche gli azzeramenti delle commissioni di prelievo autorizzati, sui clienti delle filiali chiuse lo scorso dicembre, oltre a verificare la possibilità tecnica di recuperare ed eventualmente stornare in automatico gli addebiti effettuati.

Pur nella consapevolezza del costo minimale di tale azione, l’auspicio - conclude Galvagni – è che anche il resto del sistema dimostri analoga sensibilità in un momento di criticità come l’attuale.

 

Governo

Coronavirus

Memoria, Solidarietà, Opportunità

 

"In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà".

Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l'Italia.

Ringraziamo l'Albania.

E' la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell'ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali.

In questo momento l’Italia è in emergenza sanitaria ed economica

Cosa  ha fatto l'Europa ? Al momento nulla.

Suggerisce l'ex presidente della BCE, Mario Draghi, immettere liquidità nel sistema,.

Questi gli strumenti a disposizione.

Banca Europea Investimenti (Bei).

Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei).

Controllato dalla Bei, supporta l'accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.

Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis).

Moltiplica, con l'effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.

La BCE, inoltre, si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l'Italia può utilizzare per pagare le spese.

Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà.

Il Mes è stato approvato dal governo Conte 1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte 2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l'opposizione sono contrari all'utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.

Si discute di Eurobond (definiti Coronabond) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell'Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.

La Germania, e altri Paesi del Nord Europa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese "libere" che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.

E' stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l'Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.

Nei prossimi giorni si discuterà.

Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati, si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.

E’ auspicabile che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell'affossamento dell'istituzione europea.

Ci sono margini di manovra.

Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: "Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c'è maggiore urgenza".

Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.

I prossimi giorni saranno determinanti.

 

ROMA CAPITALE

Le sanificazioni delle strade

 

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, durante una diretta su Facebook, ha detto: “Le sanificazioni delle strade della città sono state intensificate. In particolare stiamo dando la priorità alle strade più frequentate, ovvero le vie dove si trovano farmacie e supermarket”.

I cittadini di Viale di Valle Aurelia e Via di Valle Aurelia, dove si trovano una farmacia e due supermarket, non correttamente pulite, comunicano che non hanno visto alcun mezzo adibito per la sanificazione.

Ennesima bufala.

 

ROMA CAPITALE

PARCO ACQUEDOTTI

RAGGI INTERVENGA SU REGIONE PER SCEMPIO WRITER

 

I cittadini di Roma Capitale chiedono alla sindaca un segnale forte e chiaro da parte del Campidoglio. Roma verso sedicenti artisti che deturpino l’inestimabile patrimonio culturale della Capitale con graffiti di gusto, peraltro, discutibile.

E’ grave quanto accaduto nei giorni scorsi all'interno del Parco Archeologico degli Acquedotti, dove un writer ha dipinto con stencil e spray sulla tamponatura di una cisterna romana appartenente alla Villa delle Vignacce del II secolo d.C..

Oltre a danneggiare irreparabilmente un monumento antico, infatti, quest’individuo ha violato i vincoli di tutela vigenti, e i recenti provvedimenti del governo sulla chiusura al pubblico delle aree verdi, per contrastare la pandemia causata dal coronavirus.

Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione da alcuni consiglieri comunali  della commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale e dal coordinatore Dipartimento Beni Archeologici FdI Lazio.

La Sindaca si deve attivare immediatamente presso la Regione Lazio, che gestisce il Parco dell’Appia Antica, perché si proceda, oltre che con una richiesta di risarcimento materiale nei confronti dell'autore per tutti i reati commessi, anche con una citazione in giudizio. Inoltre l’Amministrazione deve comunicare se intende aumentare le misure di sorveglianza a tutela di parchi, siti, aree e monumenti antichi continuamente esposti ad atti di vandalismo. Nonostante il difficile periodo che tutti stiamo vivendo, infatti, è indispensabile continuare a tenere alta la guardia anche di fronte a episodi come questo».

 

CORONAVIRUS

LA CONFERENZA STAMPA

DELLA PROTEZIONE CIVILE

 

Apprezzabile la conferenza stampa della protezione civile, alle ore 18, sul Rai 2, in onda da tre e più settimane,  ma ci si chiede, con i potenti mezzi della Radio Televisione Italiana, perché la voce e la domanda del giornalista che pone la questione all’oratore, non si sente ?

Va bene per chi conosce la lingua dei segni, ma per gli altri è cosa negativa e presenta l’argomento in modo non troppo corretto.

Quale alchimia nasconde ?

Non è possibile che all’emittente manchino i mezzi finanziari.

 

Disinformazione

No alla candeggina per pulire le zampe

Informazioni fuorvianti e pericolose da una trasmissione della D’Urso

 

In un’intervista trasmessa in streaming a Barbara D’Urso, il veterinario Enrico Zibellini ha affermato che – dopo aver fatto la passeggiata con il proprio cane – è possibile pulire le zampe dell’animale con clorexidina diluita o addirittura candeggina diluita, al fine di evitare che il nostro amico riporti in casa il coronavirus che sta affliggendo in questo momento il Paese.

“Sono certo che il collega era in buona fede quando ha fatto questa dichiarazione, ma è mio preciso dovere fare una rettifica”, spiega Luca Lombardini – Veterinario e Vice-Presidente Nazionale LNDC Animal Protection. “La candeggina può essere molto pericolosa per i nostri amici animali e quindi, non conoscendo bene le proporzioni di diluizione, è assolutamente da evitare. Quello che invece possiamo fare, se proprio pensiamo sia necessario, è pulire i polpastrelli delicatamente con una salvietta utilizzando i prodotti a base alcolica preparati anche per noi umani, come ad esempio l’Amuchina.”

“È davvero sconcertante sentire delle informazioni così poco corrette arrivare da una trasmissione che ha così tanto seguito”, afferma Piera Rosati – Presidente Nazionale LNDC Animal Protection. “Voglio comunque ricordare che i nostri animali domestici non sono fonte di contagio e che è molto improbabile che il cane riporti a casa il virus dalla strada e pulire le zampe è una misura da prendere solo se si vuole essere eccessivamente zelanti. In ogni caso però vanno evitati prodotti che possono causare danni ai polpastrelli o danni peggiori nel caso in cui l’animale si lecchi e li ingerisca”.

 

Coronavirus

Aggiornamento per i consumatori dopo il DPCM 22/3/2020

 

Fino al 3 aprile 2020 sono state adottate nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus valide sull'intero territorio nazionale fissate dal DPCM 22/3/2020. Vediamo quelle di più stretto interesse del consumatore, avendo l’accortezza di disporre del decreto.

Sospensione attività produttive industriali e commerciali

Per quanto riguarda le attività produttive industriali e commerciali sono sospese tutte ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1 del DPCM.

Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività dell’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. E' sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l'emergenza.

Per le attività commerciali, rimane valido quanto disposto dal DPCM 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 (4) che ha anche chiuso i parchi, limitato le attività all’aperto e gli spostamenti nelle seconde case.

L’efficacia di ambedue i provvedimenti è prorogata al 3 Aprile 2020.

Ribadito il fermo dei servizi di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l'istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti.

Divieti di spostamento fuori dal Comune ove ci si trova

E' fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Non è più consentito, conseguentemente, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza a suo tempo introdotto dal DPCM 8/3/2020.

 

CURA ITALIA

Richiedere da parte delle imprese la sospensione delle rate dei finanziamenti, mutui, leasing e della revoca degli affidamenti bancari fino al 30 settembre 2020.

 

MORATORIA COVID-19

Si tratta della moratoria concessa alle imprese che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19

BENEFICIARI 

Micro, piccole e medie imprese le cui esposizioni debitorie non siano classificate come esposizioni creditizie deteriorate.

PROCEDURA

Le Imprese possono avvalersi dietro comunicazione nei confronti di banche, di intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia delle  misure di sostegno finanziario.

COMUNICAZIONE
La comunicazione deve essere corredata della dichiarazione con la quale l'Impresa autocertifica di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.

MISURE DI SOSTEGNO

a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;

b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;

c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

DOMANDE

Da presentare presso la propria banca o istituto finanziario su modulistica apposita rilasciata dalla Banca medesima.

 

Coronavirus

TAVOLO CONGIUNTO COMUNE ROMA CAPITALE-REGIONE LAZIO SU AZIENDE TRASPORTO

PER AFFRONTARE RICADUTE ECONOMICHE

 

Indispensabile un tavolo congiunto Comune-Regione, anche con l’opposizione, per affrontare con immediatezza l’impatto e le innumerevoli ripercussioni economiche generate dall’emergenza dovuta alla diffusione del coronavirus su tutte le aziende del trasporto pubblico della regione Lazio.

Questo il risultato di un sondaggio telefonico fatto dalla testata.

I primi, inquietanti segnali sono già arrivati in questi giorni e riguardano l’Atac.

A causa delle ricadute sulla propria capacità produttiva e reddituale, infatti, l’azienda di trasporto pubblico locale di Roma Capitale, peraltro già in concordato preventivo, ha dovuto avviare l’iter per l’attivazione delle procedure per la cassa integrazione. Stando al provvedimento adottato, ad essere coinvolti in questa misura, almeno inizialmente, dovrebbero essere circa 4mila lavoratori, ai quali potrebbe essere imposta una riduzione oraria variabile tra le 7 e le 39 ore per una durata presunta di 9 settimane. Ma questo rischierebbe di essere solo l’inizio di una situazione molto più articolata.

E’ evidente che i cittadini di Roma e della Regione Lazio sono molto preoccupati per quanto sta accadendo e che è loro desiderio conoscere, da subito, quali sono le reali intenzioni di Atac, l'entità delle ricadute sui suoi lavoratori e le modalità con le quale si intende intervenire.

Non sottovalutare questo segnale: arrivare troppo tardi significherebbe perdere posti di lavoro e danneggiare pesantemente l’economia di Roma e dell’intera regione.

Di questo pensiero i consiglieri comunali della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale, e consiglieri regionali.

 

Coronavirus

Medico di famiglia e gestione emergenza

 

In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l’emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in “Io resto a casa”.

Più facile a dirsi che a farsi.

Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative, ma ad esigenze più primarie: visite mediche, ricette, acquisto medicinali

Pensiamo ad un soggetto che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita.

Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l’esterno.

Invece, questo soggetto deve recarsi dal medico curante, attendere in fila con altre persone, che siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi. Di nuovo, attendere in coda fuori dalla farmacia.

E’ assurdo.

Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia?

Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi?

Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane?

Non sarebbe  opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio,  che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente?
In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio?

Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.

Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.

Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.

Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica.

 

CORONAVIRUS E LA VIOLAZIONE DELL’ART. 650 C.P.

 

Nel caso in cui si venga fermati bisogna poter dimostrare che l’allontanamento dalla propria dimora è dovuto da “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Al di fuori di questi casi (fra i quali sembrano rientrare anche le attività sportive all’aperto) pare che possa essere contestata la fattispecie di “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Nella pratica.

Laddove, il pubblico ufficiale ritiene che non si rientri in uno dei casi ammessi dal Decreto deve procedere alla identificazione del soggetto, lo deve invitare ad eleggere un domicilio presso cui ricevere le notifiche e a nominare un difensore di fiducia. Nel caso in cui l’interessato non sia in grado di fare il nome di un legale deve essere assegnato un difensore di ufficio.

Se le contestazioni si fermano alla violazione dell’art. 650 c.p. non può essere applicata nessuna misura cautelare e non è previsto l’arresto in flagranza.

In altre parole, il soggetto interessato dovrà essere lasciato libero e, successivamente, gli potranno essere notificati gli atti giudiziari presso il domicilio eletto.

Il reato in questione configura una contravvenzione e non un delitto: non è pertanto una fattispecie caratterizzata da particolare gravità, ma la eventuale contestazione non deve essere trascurata poiché in caso di condanna può essere iscritta sul certificato del casellario giudiziale.

La sanzione prevista è quella dell’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro ed è dunque ammessa la c.d. oblazione facoltativa (rectius discrezionale).

Nei mesi successivi al fatto è ben possibile che venga notificato un decreto penale di condanna con l’applicazione della sola ammenda: in questo caso è fortemente consigliabile rivolgersi in tempi brevissimi al proprio avvocato (poiché il termine è di 15 giorni) per valutare l’opposizione ed una eventuale richiesta di oblazione, ove ne ricorrano i presupposti.

Resta in ogni caso la possibilità di chiedere che si svolga un vero e proprio processo per ottenere una sentenza di assoluzione.

 

EMERGENZA CORONAVIRUS

LE NOTIZIE PER LA CURA E L’ASSISTENZA DEGLI ANIMALI

 

E’ bene sottolineare, ancora una volta, che gli animali non trasmettono il coronavirus. Anzi, con il loro amore incondizionato riescono a rendere le nostre giornate meno difficili. E per “animali” intendiamo anche i meno fortunati, quelli che vivono in strada o nei canili, ai quali la Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) danno quanto più possibile, ricevendo in cambio molto di più: affetto, gratitudine e amore immenso.

Una cosa è certa, dagli animali c’è tanto da imparare!

Di seguito informazioni utili.

Il virus può essere trasmesso tra uomo e animali?

No, tutte le fonti scientifiche sono concordi nell’affermare che non c’è alcuna evidenza che faccia pensare che ci sia pericolo di contagio da parte dei nostri amici a 4 zampe. Anzi, i nostri animali potranno illuminare le nostre giornate con il loro amore incondizionato.

Posso ancora portare a spasso il mio cane?

, il Governo ha chiarito che la passeggiata rappresenta un evento necessario per il benessere animale. Pertanto è permesso ma nei dintorni della propria abitazione e per il tempo necessario, rispettando sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone.

Posso portare il mio animale dal veterinario?

, il Ministero della Salute ha specificato che gli spostamenti relativi alla cura degli animali da affezione rientrano negli ambiti dei motivi di salute, pertanto è possibile farlo portando con sé l’autodichiarazione richiesta dal DPCM specificando i motivi dello spostamento.

 Consigliamo, prima di partire, di contattare telefonicamente il veterinario per un confronto preventivo poiché la decisione dell’apertura degli ambulatori veterinari dei liberi professionisti è in capo al singolo titolare.

Hai fissato un appuntamento con il veterinario per la vaccinazione del tuo animale. Bisogna farla o si può rinviare?

La FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani), l’11 marzo scorso ha invitato a “limitare l'attività professionale alle situazioni di emergenza e improcrastinabilità rinviando vaccinazioni, visite di routine, diagnostica e chirurgia non urgenti.” 

I negozi di prodotti per animali rimarranno aperti?

, la chiusura degli esercizi commerciali disposta dal DPCM prevede una serie di eccezioni (supermercati, edicole, poste, banche) tra cui anche i negozi di prodotti per animali. In alternativa, comunque, ci sono molti siti specializzati da cui è possibile ordinare online e ricevere i prodotti comodamente a casa, senza dover uscire.

Inoltre, vogliamo ricordare che la circolazione delle merci e la loro produzione non ha subito alcuna limitazione. Dunque, non c’è il rischio di restare sprovvisti del cibo per i nostri animali. Tra l’altro sono aperte anche le farmacie e le parafarmacie dove si possono trovare prodotti per animali.

Il mio animale ha bisogno di un farmaco e di cibo veterinario specifico, non lo trovo nel mio Comune. Posso acquistarlo fuori dal mio Comune? 

, ma bisogna sempre essere accompagnati dall’autodichiarazione. Per l’acquisto del cibo specifico si consiglia anche di farvi trasmettere una prescrizione e allegarla all'autocertificazione.

Possono essere adottati gli animali nei canili/rifugi

Si, di fatto è possibile ma al fine di limitare lo spostamento degli umani e il contatto tra persone, purtroppo e per forza di cose, tante strutture - per un periodo fino a trenta giorni a partire dal 2 marzo così come stabilito dalla Circolare del Ministero della Salute hanno dovuto sospendere questa importante attività. Comunque, se si vuole adottare un animale bisogna contattare il rifugio situato nel proprio Comune di residenza.

Sono un volontario, posso continuare la mia opera di volontariato per gli animali? Anche fuori dal mio Comune?

, Gli animali ospitati nelle strutture di ricovero continueranno normalmente a essere accuditi. Il Ministero della Salute ha chiarito che la gestione degli animali e la tutela del loro benessere sono attività non derogabili e pertanto devono continuare a essere esercitate. LNDC ha raccomandato alle proprie Sezioni la chiusura al pubblico dei rifugi per il periodo in cui sarà in vigore il DPCM, ma i volontari continueranno sempre e comunque ad assistere gli animali nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza per la prevenzione del contagio da Coronavirus. Ricordiamo che occorre prima di tutto rispettare il principio della limitazione degli spostamenti, che devono essere effettuati solo se strettamente necessari e sempre accompagnati dall’autodichiarazione in cui si dichiara lo stato di necessità.

È possibile continuare a portare da mangiare ai gatti di colonia o ai cani sul territorio?

, il Ministero della Salute ha chiarito che l’accudimento e la cura dei gatti in stato di libertà è un’attività non derogabile per garantire il benessere degli animali. Per l’accudimento di animali che vivono fuori dal proprio comune bisogna munirsi di autodichiarazione. Segnaliamo che alcune Prefetture richiedono la dichiarazione dell’Associazione di appartenenza o il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina.

I cani vaganti e gli animali feriti si possono segnalare agli organi preposti per la cattura e/o il recupero?

Si, tali attività non possono essere interrotte poiché il soccorso o il recupero degli animali vaganti o feriti è una prestazione “indifferibile” come sottolineato nella nota del Ministero della Salute. Pertanto, in tale circostanza bisogna necessariamente segnalare il caso alla Polizia Municipale e alla ASL, sottolineando che il soccorso o il recupero degli animali non può essere interrotto poiché prestazione “indifferibile”.

I servizi veterinari pubblici continuano a esercitare?

Si, con le specifiche di cui alla Circolare del Ministero della Salute del 2 marzo scorso. 

 

CORONAVIRUS E SPORT

APPELLO

 

La situazione collegata alla COVID 19 si è acuita in dipendenza degli ulteriori provvedimenti restrittivi emanati dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Senza che ciò significhi cedere all’ansia ovvero ad un irrazionale panico, appare il caso di raccomandare di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni ed ai comportamenti prudenziali indicati dalle Autorità Governative.

In tale ambito figura coerente ed appropriato sospendere le attività sia comunali che ludico – sportive e le manifestazioni e/o eventi già programmati e ciò fino al 3/4/2020.

Si confida che ciò risulti funzionale, per tornare alla vita normale sotto ogni profilo anche se ciò, comporterà il collaborativo contributo e il convinto sforzo partecipativo di quanti operano nello sport.

 

CORONAVIRUS

è giusto sacrificare i vecchi ?

 

Tanta stima agli operatori sanitari che in queste settimane di calamità per il "corona virus" si prodigano nel soccorrere e nel curare le persone colpite dal coronavirus.

Tuttavia non impedisce di essere turbati per un documento, definito guida etica e diffuso da radio e televisioni,  con il quale si invitano i primari, laddove si registrasse carenza di posti letto a garantire i trattamenti di carattere intensivo ai pazienti con maggiori possibilità di guarigione. Ma, il giuramento di Ippocrate, non dice al medico di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, di eliminare ogni forma di discriminazione in campo sanitario, di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona ?

Non deve essere il medico a decidere chi deve essere salvato o chi deve essere mandato a morte, perché vecchio o afflitto da patologie.

Il fatto ricorda la Rupe Tarpea di Roma, Sparta e un movimento sociale, politico che generò un dramma immane ovvero la follia del terzo Reich.

 

Governo

i media in questi giorni di Coronavirus

Sanità affossata?

 

E’ così? 37 miliardi in meno, risparmi di 1 miliardo sul personale.

Il finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale, dal 2000 al 2017, con governi di vari colori e periodo antecedente al governo Conte 1 e 2, rileva che la spesa è passata da 66 miliardi a 112 miliardi, con un incremento medio annuo del 3,2%, dinamica maggiore del Pil nominale che, nello stesso periodo, è aumentato del 2%.

L'Eurostat stima la spesa sanitaria complessiva dell'Italia nell'8,9% del Pil, mentre la media europea è del 9,9%. Un punto percentuale in meno, ma uno studio di Bloomberg sull'efficienza dei sistemi sanitari nel mondo, analizzando il rapporto tra costi e aspettative di vita, pone l'Italia al 4° posto dopo Hong Kong, Singapore e Spagna.

Il Regno Unito è crollato al 35° posto, la Francia è in 16° posizione. 

Vero è che la nostra salute è determinata, anche, da situazioni ambientali (clima, alimentazione, ecc.) ma i "punteggi di efficienza" ci pongono tra i primi Paesi.
Tutto bene, dunque?

Sarebbe sciocco affermarlo, ma non si può dire che i governi, precedenti all'attuale, hanno affossato la sanità pubblica.

 

Coronavirus e Poste italiane


A qualcuno sarà capitato di ricevere una raccomandata con ricevuta di ritorno e di scoprire che d’ora in poi – e fino a nuovo ordine – il postino non ci farà più firmare gli avvisi di ricevimento per evitare il contatto fra persone.

Quindi il postino citofona, annuncia che lascerà la posta in cassetta e al posto della firma scrive “DPCM 4 marzo 2020”.

Come risolvere il problema del contatto fra postino e destinatario della raccomandata?

Poste italiane ha cercato di trovare una soluzione che sembra violare la legge. 

Sul sito di Poste italiane è stato infatti pubblicata una nota che annuncia che dal 6 marzo 2020 il recapito di raccomandate, pacchi e assicurate avverrà così:

- il portalettere mette in cassetta la busta;

- “informa” il destinatario;

- firma (il postino) l’avviso di ricevimento;

- spiega al destinatario che in alternativa può richiedere il rilascio dell’avviso di giacenza per poi ritirare la busta nell’ufficio postale.

L’avviso pubblicato sul sito richiama l’art. 21.1 della delibera Agcom sul servizio postale universale, che riguarda non solo l’invio di raccomandate, assicurate e pacchi a firma ma anche l’invio di atti giudiziari. Il postino che recapita un atto giudiziario è pubblico ufficiale e la sua attestazione sull’avvenuto recapito del plico fa prova fino a querela di falso. Per questo motivo deve identificare il destinatario del plico, o la diversa persona legittimata al ritiro del plico (il portiere, il parente convivente).

E al citofono il postino non può certo “identificare” il destinatario.

Se effettivamente la disposizione di Poste Italiane viene applicata a tutti gli atti indicati dall’art. 21.1, compresi gli atti giudiziari, si tratterebbe di una grave violazione di legge, poiché chiederebbe ai postini (pubblici ufficiali) di attestare un “falso”.

E comunque una disposizione aziendale di Poste italiane non può modificare la legge.

Identico problema si pone ovviamente anche per le “semplici” raccomandate con ricevuta di ritorno.

La questione non è di poco conto, poiché invalida tutte le consegne di posta raccomandata e atti giudiziari da oggi fino alla cessata emergenza, rischiando di creare una valanga di contestazioni e contenzioso giudiziario sulla invalidità delle notifiche.

Meglio che Poste italiane sospenda le “nuove” modalità di consegna (anche fornendo ai postini l’indicazione di limitarsi a lasciare l’avviso di giacenza) fino all’emanazione di un apposito atto normativo e al Governo un intervento urgente che disciplini le misure da adottare finché non sarà cessata l’emergenza.

 

ROMA CAPITALE

SuppletivE

eletto deputato Roberto Gualtieri

 

Domenica 1 marzo si prevedeva un elevato numero di elettori alle suppletive del collegio Roma1 della Camera dei deputati e dimostrare la scarsa tenuta e le mediocri prospettive future (raccolta rifiuti, trasporti, strade) della prima cittadina penta stellata in Campidoglio, Virginia Raggi.

Non è stato così: l'affluenza è stata del 17,66%: hanno votato 32.880 cittadini su 186.234 aventi diritto.

Anche se i dati riguardano una parte della Capitale, l’analisi mette in evidenza che sono molti a protestare a parole, ma, allorché, si tratta di mandare un segnale si tirano indietro.

Vince e viene eletto deputato, incassando il 62,2% delle preferenze (20.304 voti). Roberto Gualtieri.

Ma il vero vincitore è l’astensionismo, favorito dal corona virus  e dalla scarsa informazione da parte di radio, televisione e della stessa amministrazione capitolina, che, un tempo, portava a conoscenza dei cittadini l’evento con avviso, che destava la memoria, oggi, l’avvento della tessera elettorale, l’ha offuscata. 

E’ vero che le suppletive non hanno mai avuto una grande capacità di spingere l'elettorato alle urne,. ma le esperienze, i sondaggi dovrebbero far riflettere comitati elettorali, candidati e partiti a muoversi per chiamare i cittadini alle urne.

 

Coronavirus e Unione Europea

 

In questi giorni, su bus, metro, treni, critiche o accuse all’Unione Europea in rapporto al corona virus ed anche allo stanziamento di 223 milioni che a molti è sembrato decisamente basso.

E’ bene ricordare che l’Unione Europea non ha competenze in materia sanitaria, competenze che invece sono nella mani dei singoli Stati e, nel caso dell’Italia, anche delle regioni.

Una mancanza di competenza che si sta cominciando a farsi sentire e che, nelle prossime settimane e mesi, si sentirà ancora di più.

La diffusione ha già oltrepassato le frontiere interne dell’Unione.

mobilità.

Come avviene in Italia con Sindaci e Regioni che frappongono ostacoli all’ingresso sul proprio territorio a chi proviene dalle zone/regioni più colpite, altrettanto sta avvenendo nell’Unione.

Sventata la chiusura delle frontiere con la Francia grazie alle rassicurazioni del presidente Macron, rientrato il blocco dei treni con l’Austria.

ricerca.

E’ innegabile che uno sforzo comune, soprattutto grazie agli investimenti economici, potrebbe facilitare la ricerca di un antivirus.

economia.

I risvolti economici della situazione di “blocco” sono noti. Oggi per l’Italia ma nei prossimi giorni quando le infezioni negli altri Paesi non si conteranno sul palmo della mano.

E’ evidente che i 232 milioni stanziati dalla Commissione Ue sono ridicoli, soprattutto se si pensa al lancio di politiche che risollevino i “forzati” del blocco produttivo.

Ma come può l’Unione lanciare politiche e stanziare fondi quando non ha - organismo inter-nazioni e non federale/federalista – competenze che si debbano coordinare - in forma statutaria - con le altre?

Quanto stia accadendo dovrebbe essere un stimolo per far sì che già nella prossima Conferenza sul futuro dell'Europa il problema sia affrontato in modo determinante: sia per rimedi immediati che come base per un futuro.

 

ROMA CAPITALE

AVVIO LAVORI CASE ATER

 

Per 240 famiglie che abitano le palazzine Ater di Viale Caduti della Resistenza a Spinaceto tra qualche mese cambierà tutto. Fino ad oggi, nonostante reclami documentati, si erano ricevute solo promesse e tentativi di rabbonimento sulla precaria situazione degli edifici,  dove si trovano appartamenti fatiscenti e malsani dove a farla da padrone sono infiltrazioni, umidità e muffe.

Ora è stato dato mandato per il rifacimento della guaina e della pavimentazione del tetto. L’inizio dei lavori: giugno 2020.

Finalmente queste persone, in molti casi anziani e disabili, potranno abitare in una casa dove non piove. I sopralluoghi sono già iniziati da qualche settimana.

Adesso si tratta solo di aspettare l'arrivo della bella stagione per vedere all'opera le squadre e comunque prosegue la vigilanza, affinché questo avvenga senza perdere di vista l’obiettivo di dare la possibilità di vivere in ambienti dignitosi.

 

FATTI DELLA VITA

CORTE COSTITUZIONALE

AMMESSO L'ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI NEL GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA

 

Sulla legittimità delle norme in materia di diffamazione a mezzo stampa, che puniscono con il carcere il giornalista e il direttore responsabile. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti (CNOG) potrà intervenire nel giudizio costituzionale sulla legittimità delle norme in materia di diffamazione a mezzo stampa, che puniscono con il carcere il giornalista e il direttore responsabile.

 

Europa e Coronavirus

 

"Tu del Sud, puzzi",

"Tu del Nord, sei infetto".

È la sintesi di un Paese che non è tale, figuriamoci se è Patria.

Di volta in volta, un sentire rabbioso offusca le menti e, accortamente, è utilizzato da chi è a caccia di consensi.

Figuriamoci del sentire rabbioso nei confronti dell'Europa, utile per campagne sovraniste.

Eppure, la vicenda del Coronavirus poteva essere l'occasione per muoverci come Europa, invece si è fatto l'opposto, guardando alla punta del proprio naso, non risolvendo alcunché, anzi, aggravando la situazione.

Che senso ha sospendere i voli diretti dalla Cina, quando si può atterrare a Vienna e prendere un treno per Venezia o Milano? O viceversa?

Muoversi come Patria europea, non per sigillare i confini, ma per accertare e offrire soluzioni rapide e adeguate, il che è l'esatto contrario dei sovranisti, tanto decantati e reclamati, sicché, ad accodarsi, saranno gli altri a piombarci.

Purtroppo, di citrulli è pieno il Mondo.

 

Coronavirus

Cani e gatti non sono un rischio

 

Panico e disinformazione possono causare inutili e crudeli abbandoni. Il Ministero della Salute conferma che i nostri animali da compagnia non sono un veicolo di diffusione del virus che sta causando tanta apprensione nel nostro Paese.

In questi giorni sta prendendo piede una psicosi per la presenza del nuovo coronavirus proveniente dalla Cina che, come tutti ormai sappiamo, provoca una sindrome simil-influenzale che può avere anche gravi complicazioni. Purtroppo, nel caos delle informazioni parziali e inesatte che sono state diffuse fino ad oggi, molte persone si sono convinte che il virus possa essere trasportato e veicolato dai nostri animali domestici e questo potrebbe portare a un elevato numero di abbandoni o rinunce di proprietà sulla scia del panico e dell’isteria collettiva che rischia di diffondersi.

A tal proposito è bene ricordare quanto affermato molto chiaramente dall’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani, dall’Istituto superiore della Sanità e dal Ministero della Salute su questo argomento: “Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus”. Ovviamente bisogna seguire le norme igieniche di base, come sempre del resto, e lavarsi le mani con acqua e sapone dopo aver interagito con loro e prima di portarsi le mani alla bocca o sul viso. La stessa norma va sempre seguita quando si maneggiano cibi crudi. Si tratta comunque di una regola che andrebbe applicata in qualunque contesto, non solo in questo frangente.

LNDC quindi invita quindi tutti i proprietari di animali a non farsi prendere dal panico o da paure irrazionali che non hanno alcun fondamento scientifico. I nostri familiari a 4 zampe sono e restano sempre i nostri migliori amici.

 

TELEMARKTING

 

Svariati cittadini si chiedono: cosa è accaduto? Per ricevere un paio di volte al giorno chiamate telefoniche che propongono servizi e prodotti.

Telefono.

Con qualsiasi richiesta-intervento amministrativo e, o tecnico il numero telefonico finisce negli uffici esterni della compagnia telefonica e da quel momento da varie parti d’Italia e dell’Europa giungono le più svariate offerte di servizi, che propongono contratti, a loro dire, migliori di quello che si gode, ma anche proposte di gestori concorrenti.

Energia (Luce e gas).

La possibilità di scaricare la bolletta dal pc e pagarla prima della scadenza, vuole che l’utente, per fare questa registrazione, deve fornire il numero telefonico e da quel momento, per magia, arrivano proposte di nuovo contratto dal gestore e da altre società.

Alle offerte telefoniche, per luce e gas si aggiungano i più svariati prodotti commerciali (vino, olio, cosmetici, monete e così via).

Identica tecnica con messaggi di posta elettronica che interferiscono nella vita privata.

Conclusioni: il numero telefonico è finito nei circuiti telemarketing e, a nulla vale, protestare con i gestori. Dove possibile prendere nota del numero chiamante e sporgere denuncia per molestia o disturbo alle persone,

 

CORONAVIRUS

DUBBI, CERTEZZE E FAKE NEWS

Lunedì, 24 febbraio 2020, ore 09.00 - 14.00

Camera dei Deputati, Palazzo dei Gruppi Parlamentari, Aula dei Gruppi

Via di Campo Marzio n. 78 - 00186 Roma

 

Fare chiarezza sul CORONAVIRUS, emergenza improvvisa, quanto inaspettata: questo l’obbiettivo che l’Associazione “G. Dossetti: i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti” si prefigge, con questa giornata.

Un tavolo di confronto per fare il punto della situazione sul contagio, sulle cure e sulla prevenzione, ma, anche, per parlare di ansie e dubbi che generano panico e psicosi e che provocano incondizionate ed inutili discriminazioni.

 

Governo

Vitalizi, pensioni e privilegi

 

"Basta privilegi!".

E' una frase che trova l'accordo di tutti, specialmente se questi sono a danno economico di altri.

Caso esemplare sono i vitalizi, avverso i quali il M5S, ha indetto una manifestazione.

Ora non si capisce contro chi protesta il M5S, visto che è al governo e in maggioranza, giacché i vitalizi sono stati aboliti dal governo Monti nel 2012, 8 anni fa, e non dal M5S.
Analisi.

Lo Stato spende per pensioni, sanità e assistenza il 54% della spesa pubblica, cioè 462 miliardi di euro.

Nel nostro Paese ci sono 16 milioni di pensionati e 23 milioni di pensioni, quindi ogni pensionato prende circa una pensione e mezza;

La metà dei pensionati, circa 8 milioni, non ha mai versato contributi previdenziali per i quali riscuote la pensione. Questi pensionati sono, cioè, a carico della fiscalità generale, anche dei lavoratori e degli altri pensionati. In questa tipologia ci sono le pensioni sociali, assistenziali e integrative, con importi minori.

Il 96% delle attuali pensioni è calcolato con il sistema retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio percepito, il 4%, invece, con il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni).
Da considerate che il 54% di spesa per il welfare ci pone ai livelli dei Paesi del Nord Europa.

Si può sempre migliorare, ma non si può dire che manchi l'attenzione sociale.

Quale danno economico ?

I vitalizi, dei quali si sta discutendo, sono quelli precedenti al 2012, che riguardano ex parlamentari mediamente 80enni.

Non possono essere aboliti, perché sono stati versati i relativi contributi previdenziali con il sistema retributivo.

I risparmi che si ottengono con il ricalcolo contributivo dei vitalizi è pari allo 0,0007% della spesa pubblica.

A voler ripartire il risparmio di cui sopra, agli 8 milioni di pensionati sociali e assistenziali, questi riceverebbero un aumento mensile di 0,5 euro.

E' chiaro che non sussiste alcun danno economico.

 

Governo

Povertà e falsita’

Scoperto l'arcano

 

Balzo sulla sedia alla notizia che la povertà assoluta era diminuita del 60%, in appena 8 mesi.

L'annuncio era stato dato dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, e ripreso dal presidente del  Consiglio, Giuseppe Conte. Soddisfatta, anche, il ministra dell'Economia, signora

Laura Castelli (M5S).

E’ tutta una bufala.

La povertà non è diminuita del 60%.

Se così fosse, i poveri assoluti, quelli che mancano di beni e servizi essenziali, sarebbero scesi dai 5 milioni, calcolati dall'Istat, a 2 milioni.

La falsità consiste nel prevedere gli effetti di una legge, cioè il Reddito di Cittadinanza, che è diverso dal costatare gli effetti di una legge.

Ecco l'arcano: hanno confuso le congetture con la realtà.

La domanda: può un governo giocare con un dramma quale è la povertà?

 

ROMA CAPITALE

METRO BARBERINI, APERTURA A MEZZO SERVIZIO

 

Se dovessimo qualificare l'amministrazione Raggi con un simbolo, potremmo tranquillamente prendere ad esempio la stazione metro Barberini.

Da delizia della Capitale, per la sua importante centralità, a calvario di una città al collasso.

La metro Barberini riapre dopo quasi un anno di chiusura, ma solo in uscita. Non solo non si hanno notizie del completamento dell'opera, ma già da questa mattina una delle due scale mobili ripristinate è ferma.

Non se ne può più. Mai più illusioni di comici e comparse, mai più Grillo e la Raggi. L'amministrazione è cosa seria».

E’ il pensiero di gran parte dei cittadini della capitale, espresso anche in consiglio comunale.

 

TERMOVALORIZZAZIONE

in Europa, in Italia, nel Lazio e a Roma

 

Dal convegno "Termovalorizzazione in Europa, in Italia, nel Lazio e a Roma", che si è tenuto a Roma l'8 febbraio 2020

Europa

In Europa si contano quasi 500 impianti di incenerimento di rifiuti urbani e speciali, non pericolosi, con recupero di energia, di cui 126 in Francia, 96 in Germania e 38 in Italia.L'80% dei termovalorizzatori in Europa dista meno di 5 km dal centro.

A Vienna uno dei quattro termovalorizzatori dista 0,5 km dal centro.

Nel 2016 nell'UE sono state prodotte 5 tonnellate di rifiuti per abitante.

Il trattamento dei rifiuti urbani viene effettuato con metodi diversi.

Complessivamente, nell'Ue, nel 2017, il 30% dei rifiuti è stato riciclato, il 17% è stato compostato, il 28% incenerito e il 24% conferito in discarica.

Lo smaltimento in discarica è quasi inesistente nei paesi del Nord-Ovest dell’Europa (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Germania, Austria, Finlandia), che gestiscono i rifiuti

urbani soprattutto attraverso l’utilizzo di inceneritori e metodi di riciclo.

Gli obiettivi indicati dall'Ue, entro il 2035:

1. Riciclaggio del 65% dei rifiuti urbani.

2. Riduzione del conferimento dei rifiuti urbani in discarica pari al 10% rispetto al totale dei rifiuti urbani prodotti (per peso).

Il restante 25% dei rifiuti urbani dovrà trovare sbocco nella termovalorizzazione che, come riportato nella Comunicazione della Commissione del 2017 [COM(2017934], chiarisce il ruolo di questa modalità di gestione all’interno dell’economia circolare, perché permette di evitare il conferimento in discarica e genera energia.

Completare la gestione dei rifiuti secondo le indicazioni europee, significa evitare che le organizzazioni malavitose gestiscano il settore.

Migliori tecniche disponibili

Il 4 dicembre scorso sono state pubblicate dalla Ue le BAT Conclusions (Best Available Techniques), per il settore dell’incenerimento, dopo 5 anni di intensi scambi e discussioni tra rappresentanti degli Stati membri, delle industrie interessate e delle organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale.

Il documento, che rappresenta un capitolo del più ampio documento del BRef sull’incenerimento (che riporta le migliori tecniche disponibili in termini impiantistici), fissa limiti e

modalità di controllo finalizzate ad evitare o ridurre le emissioni in aria, acqua e suolo.

Principi: applicabilità tecnica ed economica, bilanciamento costi/ benefici e approccio ambientale integrato.  

Italia

Produzione di rifiuti urbani in Italia nel 2018: 499 kg per abitante; media Ue: 486 kg per abitante.

Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si è attestata a circa 30 milioni di tonnellate.

La percentuale di raccolta differenziata (RD) è pari al 58% della produzione nazionale.

Il rifiuto raccolto in modo indifferenziato è conferito negli impianti TMB (trattamento meccanico-biologico) dove però, al momento, i rifiuti in uscita, solo per piccole percentuali, sono inviate a riciclo e più del 60% viene conferito in discarica

Sono più di 200mila i TIR necessari ogni anno per trasportare i rifiuti prodotti dalle regioni che non hanno abbastanza impianti per smaltirli e perciò li destinano alle discariche o ai

termovalorizzatori situati in altre regioni o all’estero, il che significa maggior inquinamento e maggiori costi ai cittadini e alle imprese (aumenta la tariffa rifiuti).

La somma dei deficit delle 14 regioni che non hanno impianti sufficienti per lo smaltimento e l’avvio a recupero energetico dei rifiuti è di 4,9 milioni di tonnellate, che vengono così

esportate all’estero o in altre regioni per essere riciclate o incenerite.

La gestione rifiuti vale 28 miliardi di euro - 135 mila i lavoratori addetti

Impianti di incenerimento con recupero di energia operativi sul territorio nazionale: 38

Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (26 impianti).

Al Centro e al Sud sono operativi, 6 impianti ciascuno.

Il 70% circa dei rifiuti viene trattato al Nord, l’10% al Centro e quasi il 18% al Sud.

I termovalorizzatori hanno prodotto 2,3 MWh pari al consumo di 2,8 milioni di famiglie.

Lombardia e Lazio

Lombardia

1) Raccolta differenziata: 70%.

2) Rifiuti urbani inceneriti: 40%.

3) Discarica: 4%.

Numero di termovalorizzatori: 13

Il costo annuo medio procapite è di 139 euro.

Lazio

1) Raccolta differenziata: 47%. Non si raggiunge l'obiettivo fissato nel 2012.

2) Rifiuti urbani inceneriti: 12%.

3) Discarica: 12%.

Numero di termovalorizzatori: 1.

Il costo annuo medio procapite è di 222 euro.

Il Lazio è la prima regione per numero di Tir messi in strada ogni giorno: 162.

Il nuovo piano dei rifiuti della Regione Lazio non prevede nuovi termovalorizzatori.

Ogni anno il Lazio produce 717.361 tonnellate di Cdr (combustibile da rifiuti), ma l’unico termovalorizzatore presente, quello di Acea, a San Vittore, ne può trattare un terzo.

Diossine

Uno studio dell'Imperial College sull'impatto di diossine da termovalorizzatori nel Regno Unito, ha preso in esame 22 inceneritori presenti nel Paese, in un arco di tempo di 7 anni.

Le conclusioni sono che gli inceneritori, se moderni e ben regolati, hanno un impatto molto piccolo, se non addirittura impercettibile, sulle persone che vivono nelle vicinanze.

Caso esemplare è il termovalorizzatore di Bolzano che fornisce energia elettrica e termica. Illumina 20 mila abitazioni e ne riscalda 10 mila. Produce 0,05 milligrammi per metro cubo di polveri sottili totali, quando il limite europeo è di 10 e produce diossina per 0,00003 nanogrammi per metro cubo, quando il limite europeo è di 0,1.

Gli inceneritori contribuiscono complessivamente alla presenza di diossina per lo 0,03%.

Il riscaldamento residenziale contribuisce alla presenza di diossina per il 43%.

ROMA

La popolazione di Roma Metropolitana è quasi il 74% della popolazione del Lazio e produce il 78 % dei rifiuti prodotti in Regione.

I rifiuti urbani indifferenziati, prodotti da Roma Metropolitana, al netto della raccolta differenziata e degli ingombranti a smaltimento, è pari a 1.266.400 tonnellate.

L’impiantistica presente nel territorio permette di trattare in impianti di compostaggio 65.478 t di FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) e nei TMB 36.848 tonnellate di rifiuti urbani.

Delle 921 mila tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati, 2/3 circa sono trattati, per buona parte inviati fuori comune; 1/3 va direttamente fuori comune. In sintesi quasi tutta la indifferenziata va fuori comune di Roma.

Gli impianti sono insufficienti a trattare i rifiuti per il quantitativo complessivo prodotto

Roma, sul proprio territorio, non ha una discarica né un termovalorizzatore attivo.

Roma. Costo medio annuo della Tari per i cittadini:274 euro.

Milano. Costo medio annuo della Tari per i cittadini:213 euro.

I costi di trattamento e smaltimento dei rifiuti sono più che raddoppiati.

L'80% dei rifiuti organici prende la strada del Veneto e del Friuli. Costo 21 milioni di euro, con i tir che consumano 3 milioni e mezzo di litri di gasolio e percorrono 10 milioni e mezzo di chilometri, con una produzione di un milione e 750 mila kg di anidride carbonica.

Capitali europee a confronto

Roma.

a) incenerimento con recupero energetico: 16%;

b) riciclo e compostaggio: 43%;

c) discarica: 30%.

Berlino.

incenerimento con recupero energetico: 40%;

riciclo e compostaggio: 34%;

discarica: quota residuale.

Parigi

a) incenerimento con recupero energetico: 68%;

b) riciclo e compostaggio 22%;

c) discarica: 8%.

Londra.

incenerimento con recupero energetico 53%;

riciclo e compostaggio 30%;

discarica:13%.

Il sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi, non vuole il termovalorizzatore, sicchè, i rifiuti sono portati in altre regioni o all'estero dove si utilizzano i termovalorizzatori con recupero energetico. Il gestore dell'impianto guadagna due volte: una al conferimento dei rifiuti e una altra per la vendita dell'energia. Ha indicato un sito per la discarica di servizio di residui, che è l'elemento finale del trattamento dei rifiuti, ma rimane contraria a impianti, necessari se si vuole rendere Roma autosufficiente per chiudere il ciclo dei rifiuti.

Roma-Verso Rifiuti Zero, era lo slogan della candidata Raggi nel maggio 2016, un mese prima delle elezioni.

Il risultato, dopo 3 anni e mezzo di amministrazione pentastellata, sono i rifiuti per strada, in giro per l'Italia o all'estero.

 

Governo

Il dovere e il diritto di governare

 

Chi vince le elezioni ha il dovere e il diritto di governare.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e il M5S hanno promosso una manifestazione di protesta per il 15 febbraio contro l'abolizione dei vitalizi, l'abolizione della prescrizione e il Reddito di cittadinanza.
Ma Di Maio e il M5S non sono al Governo? Non governano con una maggioranza parlamentare?

E contro chi manifesta la piazza? Contro il Governo e la sua maggioranza.

Il M5S ha 207 deputati e 98 senatori e il presidente della Camera; ha espresso il premier, 10 ministri, 6 viceministri e 16 sottosegretari. E' il partito più rappresentato nelle istituzioni

Insomma, Di Maio convoca una manifestazione del M5S contro il Governo di cui fa parte, in modo prevalente, il M5S.

Analizziamo le riforme attaccate.

Reddito di cittadinanza.

Di Maio teme un referendum per la sua abolizione.

E’ noto che un referendum abrogativo di una legge può essere chiesto da 5 regioni o da 500 mila cittadini. Il tutto è previsto dalla nostra Costituzione.

Il M5S vuole abolire l'istituto referendario?

Abolizione della prescrizione.

La legge è stata approvata dal M5S e dalla Lega, con il voto contrario del PD.

Ora la Lega è contraria e il PD logicamente ha posto dei problemi

Il M5S non si era accorto che il PD aveva espresso voto negativo sulla abolizione della prescrizione?

Vitalizi.

L'abolizione dei vitalizi dei parlamentari l'ha varata il governo Monti nel 2012,  quando il M5S non era presente in Parlamento.

Al momento si sta discutendo il ricalcolo dei vecchi vitalizi, che interessano un numero ristretto di ex parlamentari, per lo più ottantenni.

Il ricalcolo è stato approvato dal Parlamento (Uffici di Presidenza di Camera e Senato), valendosi della autoregolamentazione parlamentare.

Come di diritto, gli ex parlamentari hanno fatto ricorso alla Commissione Contenziosa Senatoriale, che dovrà emettere giudizio nei prossimi giorni.

Di Maio se la prende con il presidente della Commissione, perché orientata a una ipotetica valutazione positiva dei ricorsi.

Giova ricordare che lo scorso anno, Di Maio elogiava gli organi dell'autodichia, che erano "a garanzia dell’autonomia del Parlamento".

Oggi non lo sono più.

Va bene se sono d'accordo con Di Maio e il Movimento, altrimenti non va bene.

Troppo conveniente.

Se eletti, si ha dovere e diritto di governare, rispettando le regole della Repubblica. Altrimenti si passa alla dittatura.

 

Chi ha paura dei termovalorizzatori?

Incontro sulla situazione dei rifiuti a Roma e nel Lazio

 

Chi ha paura dei termovalorizzatori? La situazione dei rifiuti a Roma e nel Lazio”. Questo il tema di un incontro che si terrà sabato 8 febbraio 2020 a Roma

Parteciperanno:

Primo Mastrantoni, Segretario di Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, già assessore all’Ambiente della Regione Lazio;

Donato Robilotta, già assessore della Regione Lazio;

Paola Muraro, già assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma, ex presidente di ATIA-ISWA ITALIA;

Guido Bertolaso, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’emergenza rifiuti in Campania e ex direttore del Dipartimento della Protezione Civile.

Introduce: Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale

 

Coronavirus

ALLARMISMI DANNEGGIANO

 

Evitare allarmismi, rischiano soltanto di generare panico inutile nella popolazione e di danneggiare economicamente le imprese che operano nel settore del turismo e dei servizi.

Stando alle stime di Federalberghi, i danni da qui a sei mesi, data nella quale l'emergenza dovrebbe potersi considerare conclusa, dovrebbero essere ingenti e aggirarsi intorno al mezzo miliardo di euro.

Difficile pensare a un'esagerazione. Ad oggi, la riteniamo assolutamente verosimile, considerato che negli hotel romani è già stata disdetta una prenotazione su dieci.

Ma non è tutto.

Anche la situazione che sta vivendo tutto l'indotto della ristorazione e del commercio è drammatica. Anche locali e ristoranti, infatti, sono in sofferenza e mostrano un significativo crollo degli affari.

Nell'interesse di tutti: cittadini e operatori, si ravvisa l'esigenza di fare al più presto chiarezza.

Non solo a Roma, ma in molte città d’Italia, è stato chiesto la convocazione di una commissione turismo alla presenza di interlocutori quali, ad esempio, le associazioni alberghiere che più di altre risentono della problematica.

Solo quantificando in maniera puntuale e inequivocabile la situazione attuale e trasmettendo opportune rassicurazioni, si riusciranno a scacciare ingiustificati luoghi comuni che danneggiano la serenità delle persone e l'economia del territorio.

 

La Brexit e il disastro

 

A volte è difficile seguire i percorsi di un ragionamento, almeno per alcuni esponenti politici.

Riferimento al senatore Matteo Salvini, già vicepremier, ministro e leader della Lega e a proposito della Brexit.

Il 2 febbraio, ha dichiarato: "smentiti tutti i profeti di sventura che avevano previsto catastrofi economiche".

Risulta che la Brexit parta formalmente dal 1 febbraio scorso e che, come ben conosciuto nulla cambierà economicamente fino alla fine di quest'anno. In questi undici mesi si avvieranno le trattative per una uscita non traumatica, in accordo con il documento di 27 pagine che delinea un quadro di insieme politico.

Se effetti negativi ci saranno, saranno di là da venire, ma nessuno ha paventato catastrofi economiche il giorno successivo all'uscita del Regno Unito dalla Unione europea.

Di cosa ha parlato il senatore Salvini non è dato sapere.

 

SERVIZI DI Telemarketing truffa

 

Telefonate a tutte le ore da soggetto che si spaccia raramente per chi è realmente.

Propongono offerte eccezionali e talvolta, se non le approviamo, le ritroviamo appioppate.

Con questo si devono confrontare, ogni giorno, gli utenti che hanno un contratto di energia, di gas e, o di telefonia.

Si tratta di truffe, raggiri, inadempienze commesse proprio con la volontà di farle, non disguidi.

I cittadini di questo sono annoiati e non hanno alcuna intenzione di avere un ladro in casa tutti giorni e le storie delle vittime sono patrimonio dell’ordinaria follia che sembra aver conquistato l’economia e di chi vuol carpire illegittimamente soldi.

E’ bene, allora, che questi patrimoni siano abbattuti, soprattutto con la consapevolezza degli utenti che non bisogna mai rassegnarsi, denunciandoli agli organi di stato o agli enti preposti alla tutela del cittadino.

Comunque, finché arrivano richieste per telefono, posta ordinaria o con qualunque altro mezzo che non sia tracciabile (l'unico è la raccomandata A/R), se ignorino le pretese.

Dove, dovessero farsi avanti con una raccomandata A/R.

1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r, chiedendo eventualmente anche i danni:

2. se riceve risposta negativa, oppure non riceve risposta, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della Regione:

3. se neanche la conciliazione va a buon fine, causa al giudice di pace oppure presentare richiesta di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom.

 

Governo

Elezioni Regionali e Dimissioni Di Maio

 

A proposito delle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del M5S e delle consultazioni regionali

Vediamo quello che interessa i cittadini.

Promesse e i risultati.

In campagna elettorale il movimento aveva promesso 30 miliardi di taglio a sprechi e privilegi, da attuare con un decreto in 20 minuti al primo Consiglio dei Ministri.

Mai visto il decreto.

Volevano.

1) Chiudere le acciaierie Ilva e trasformarla in parco.

L'Ilva continua a funzionare.

2) Chiudere la Trans adriatic pipeline (Tap).

La Tap è in via di completamento.

3) Chiudere il tunnel Tav.

I lavori proseguono ed è stato abbattuto il diaframma di separazione tra Italia e Francia.

4) Cancellare la Gronda (svincolo autostradale).

Le procedure sono state avviate.

5) Cancellare la legge Fornero.

La legge Fornero non è stata cancellata né sostanzialmente modificata.

6) Abolire i vitalizi dei parlamentari.

I vitalizi sono stati aboliti nel 2012 dal governo Monti. Quelli precedenti non sono stati aboliti, ma rideterminati. Il risparmio è dello 0,0007% del bilancio statale. E’ come se un lavoratore subisse una riduzione di

0,007 euro mensili su uno stipendio di 1000 euro.

7) Il taglio degli stipendi dei parlamentari.

Non c’è stato nessun taglio.

8) Il Decreto dignità per dare lavoro.

Le ore lavorate sono diminuite.

9) Il Reddito di cittadinanza per creare nuovi i posti di lavoro.

Non sono stati creati, o sono del tutto marginali, nuovi posti di lavoro.

10) L'abolizione della  prescrizione per garantire la condanna dei colpevoli.

Ad essere danneggiati saranno gli innocenti e chi attende un risarcimento.

11). Il taglio dei parlamentari per risparmiare e accelerare le procedure per l'approvazione delle leggi.              

I risparmi sono irrilevanti rispetto al bilancio dello Stato ed è stato mantenuto il bicameralismo perfetto, cioè la ripetizione delle procedure per l'approvazione delle leggi.

Il movimento è contro  i condoni.

Ha approvato il condono edilizio e fiscale.

Non c’è da meravigliarsi per i risultati del movimento e di Di Maio alle recenti consultazioni. Un disastro!

 

Governo

Lavoro: l'inutilità del Reddito di cittadinanza e di Quota 100

 

Stando ai proponenti, Matteo Salvini e Luigi di Maio, Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza dovevano creare occupazione.

Ricordiamo le frasi propagandistiche:

1) per ognuno che va in pensione si creerà un nuovo posto di lavoro (Salvini)

2) con il Reddito di cittadinanza si sarebbe incrociato domanda e offerta di lavoro (Di Maio).

Nulla di tutto questo.

La conferma arriva dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, in audizione alla Commissione parlamentare sugli Enti Gestori.

Eppure, sulle promesse mirabolanti si sono fatte campagne elettorali che hanno portato voti ai partiti di Salvini e Di Maio.

Quando il popolo smetterà di credere ai "miracoli elettorali" sarà sempre troppo tardi. Il settore miracolistico attiene alla Chiesa, non ai partiti e loro esponenti.

 

Roma Capitale

Rifiuti

Fine delle falsità

 

Finisce il tempo delle falsità sulla gestione dei rifiuti, raccontate al popolo quirino.

Dopo aver detto, per anni, no alle discariche e al termovalorizzatore, prendendo in giro i romani, e prospettando soluzione miracolistiche, che solo chi ci voleva credere, ha creduto, ora, Virginia Raggi, sindaco di Roma, fa i conti con la realtà.

In consiglio comunale, la sua proposta di allocare una discarica nel comune, è stata sanzionata da un voto contrario e maggioritario della opposizione e dei consiglieri penta stellati.

Comodo raccontare favole sulla raccolta differenziata e sul riciclo, che vanno bene per i bambini prima della "nanna", ma la crudele "monnezza" riconduce alla realtà. Si era arrivati a chiamare i rifiuti "materiale post consumo", che fanno il paio con il netturbino trasformato in operatore ecologico.

Domanda agli amministratori pentastellati e a coloro che li hanno votati: perché mai i rifiuti romani sono buoni se vengono smaltiti in altre regioni o all'estero e sono cattivi se gestiti in ambito comunale?

Risposta: se il popolo romano non vuole i rifiuti che produce deve fare una cosa semplice: mettere mani al portafoglio, perché esportare i rifiuti ha un costo. Tradotto, significa che la tariffa rifiuti aumenta e, non solo, ma aumenta anche l'inquinamento ambientale.

Questa, invece, la questione che la sindaca Raggi doveva sottoporre ai cittadini dell'Urbe.

Il resto è solo propaganda, o meglio presa per i fondelli.

 

Incentivi acquisto auto e moto ecologiche

novità 2020

 

Gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi a due/tre ruote e minicar sono stati estesi al 2020 con dotazione di 8 milioni di euro dal decreto cosiddetto “milleproroghe”.

Si ricorda che a fronte dell’acquisto di un veicolo nuovo è fruibile una riduzione sul prezzo di vendita del 30% -per massimo 3.000 euro- concessa dal venditore sotto forma di sconto. Per fruirne è necessario rottamare un usato della stessa categoria Euro 0,1,2 oppure 3.

Per quanto riguarda gli acquisti di autoveicoli elettrici o ibridi gli incentivi sono stati già stanziati fino a fine 2021 e il milleproroghe è intervenuto solo per inserire tra gli usati rottamabili gli euro zero. In questo caso gli incentivi, sempre anticipati dai venditori, variano da 1.500 a 6.000 euro a seconda del livello di emissioni di CO2 del veicolo e della consegna o meno di un usato da rottamare.

Contratti di affitto,

le novità dal 2020 sulla tassazione

 

Dal 2020 sono scattate interessanti novità sulla tassazione dei contratti di affitto ad uso abitativo.

Per prima cosa cambia il regime della tassazione dei canoni non riscossi. Per i contratti stipulati a partire dal 1/1/2020, infatti, per l'esclusione dai redditi delle mensilità non pagate dall'inquilino è sufficiente che la loro mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Per i contratti stipulati in precedenza rimane valida la regola secondo cui l’esclusione è invece ristretta ai casi dove risulta concluso il procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto. Nell'ambito di tale procedimento, tuttavia, può essere riconosciuto un credito di imposta per le tasse versate sui canoni scaduti e non riscossi.

Riguardo la cedolare secca, l’imposta applicabile al posto dell’imposta di registro in sede di dichiarazione dei redditi, è stata invece cancellata la norma che prevedeva l’applicazione di una sanzione nel caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga o alla risoluzione del contratto di locazione.

Altra novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 è la fissazione definitiva dell’aliquota al 10% per i contratti di affitto a canone concordato, misura che diventa strutturale. Scongiurato quindi l’aumento, inizialmente prospettato al 12,5%. L’aliquota sui contratti a canone libero rimane del 21%.

 

Attacchi alla libertà di stampa

 

Il Consiglio d'Europa lancia l'allarme per l'Italia. Come documentano Ossigeno e  il sito della Fnsi, L'ostilità dei politici, le minacce da parte di organizzazioni di stampo mafioso e di gruppi neofascisti, le aggressioni fisiche ai giornalisti, la precarietà delle condizioni di lavoro, le querele bavaglio e la previsione del carcere per i cronisti «hanno il solo effetto di impedire l'esercizio della libertà di espressione».

 

FATTI DELLA VITA

 

Il presidente Mattarella all'Ansa: «Ruolo delle agenzie decisivo. Necessario il sostegno pubblico» In visita alla newsroom in occasione dei 75 anni dalla prima notizia battuta, il 15 gennaio 1945, il capo dello Stato ha osservato come l'attività di «informare gli organi di informazione» costituisca «elemento decisivo per la democrazia nel nostro Paese» e ribadito: «La libertà di stampa è fra i principi portanti della nostra Costituzione».

 

le agevolazioni Per il 2020

 

Per il 2020 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni degli anni passati, con alcune novità.

Tra le novità

la CARTA GIOVANI NAZIONALE destinata a cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuoverne l’accesso ai beni e ai servizi

e

il fondo per l’acquisto di SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO, finanziato con 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni di euro per gli anni dal 2021 in poi.

In corso di attivazione, nell’ambito mutui e finanziamenti, la possibilità di chiedere una sospensione delle rate da parte delle DONNE VITTIME DI VIOLENZA.

Per quanto riguarda invece la rottamazione di vecchie auto e moto, introdotto un BUONO MOBILITÀ spendibile per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.
Introdotto anche il BONUS SULLA TASSA DEI RIFIUTI (TARI) che sarà regolato dall’ARERA con criteri analoghi a quelli già in essere per i bonus sulle bollette dell’elettricità del gas e dell’acqua.

Rifinanziato il REDDITO DI CITTADINANZA, confermate sia la CARTA ACQUISTI che la CARTA FAMIGLIA per le famiglie numerose, rifinanziata fino al 2021.

Incrementati tra questo e l’anno passato anche il il fondo a favore delle persone che assistono un familiare non autosufficiente, detti “CAREGIVER FAMILIARI”, fino al 2021, e il “Fondo per l’assistenza disabili gravi privi del sostegno familiare" (2 milioni di euro per il 2020).

Riconfermato anche il BONUS BEBE’ con 348 milioni di euro per l’anno 2020 e 410 milioni di euro per l’anno 2021 e ancora attivi sia il PREMIO NASCITA UNA TANTUM che il BONUS ASILI NIDO per famiglie con bambini nati dal 2016 affetti da gravi patologie croniche.

Esteso ai diciottenni del 2020 il cosiddetto BONUS 18ENNI o BONUS CULTURA, il borsellino elettronico utilizzabile per attività culturali.

Per quanto riguarda i mutui ancora possibile ottenere la SOSPENSIONE DELLE RATE a determinate condizioni.

Sempre nell’ambito “finanziamenti” è attivo dal 2019 il FONDO SOSTEGNO ALLA NATALITÀ, introdotto al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati” per fornire garanzie di Stato al credito concesso a famiglie che fanno o adottano figli e finanziato fino al 2021.

Il FONDO GARANZIA PRIMA CASA istituito nel 2014 è stato rifinanziato e continua ad operare il cosiddetto PLAFOND CASA con agevolazioni decise dalle banche che aderiscono volontariamente.

Per i fondi affitti gestiti localmente dai Comuni sono sempre attivi quello destinato specificamente agli inquilini morosi (cosiddetta morosità incolpevole) e il “Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione” relativo in generale a situazioni di difficoltà degli inquilini.

Infine, rinnovati come sempre anche i bonus sulle bollette di elettricità, gas e acqua con una nuova soglia Isee che include un maggior numero di famiglie. Si fa presente che ancora per il 2020 questi bonus sono fruibili SU RICHIESTA, ma dal 2021 dovrebbe scattarne l’automaticità.

Canone tv 2020

Domanda per l’esonero dal pagamento entro il 31 gennaio

Fino a venerdì 31 gennaio per presentare la domanda di esonero dal pagamento del canone tv per tutto il 2020, ma solo se effettivamente non possiedi un apparecchio televisivo.

Per inviare la richiesta di esonero, segui questi semplici step:

·                     Scaricare il Modulo o dal sito dell’Agenzia delle Entrate o dal sito dedicato

·                     Inviare il Modulo tramite:

·                     l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso telematiche o dell’agenzia o dello SPID

·                     i CAF o gli intermediari abilitati

·                     gli sportelli postali con raccomandata (meglio A/R), senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

·                     IMPORTANTE: in quest’ultimo caso allegare anche una copia del proprio documento di identità.

ATTENZIONE: se presenti la domanda entro gennaio, può essere elevata la possibilità di ritrovarti sulla prima bolletta utile della luce addebitata la prima rata del canone del 2020. A questo punto a te scegliere se fare domanda di rimborso via raccomandata o no.

Canone tv e ultra 75enni

Hai 75 anni? Hai un ISEE non superiore a 8.000 euro? Possiedi uno o più televisori, ma tutti nella stessa casa di residenza e non in case diverse? Allora hai diritto a richiedere l’esonero dal pagamento del canone tv.

Ricorda che:

·                     se compi i 75 anni entro il 31 gennaio 2020 hai diritto all’esonero per l’intero anno 2020

·                     se compi i 75 anni tra il 1° Febbraio e il 31 luglio, potrai beneficiare dell’esenzione solo del pagamento del 2° semestre.

Inoltre, ricorda che:

·                     Se le condizioni di esenzione sono rimaste invariate, l’esenzione viene rinnovata in automatico

·                     Se le condizioni di esenzione sono cambiate: dovrai ripresentare la domanda di esenzione, specificando le variazioni intervenute (sezione II).

Come chiedere l’esonero

Basta compilare la dichiarazione sostitutiva sezione I del seguente Modello

Cosa fare se hai pagato, ma non dovevi

Puoi chiedere il rimborso di quanto pagato e non dovuto.

·                     Se hai pagato tramite la bolletta della luce, devi presentare la Dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti richiesti attraverso il seguente Modello specifico indicando la causale 1.

Questo modello deve essere presentato preferibilmente per via telematica oppure Tramite raccomandata (plico senza busta) ad Agenzia delle Entrate – Ufficio di Torino 1 – Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino accompagnato dalla copia di un documento di riconoscimento.

·                     Se invece hai pagato anche se non eri tenuto utilizzando altre modalità di pagamento, puoi presentare la domanda di rimborso compilando il corrispondente modulo già comprensivo della Dichiarazione sostitutiva di esonero dal pagamento

·                     Modello di rimborso

Come inviare la Dichiarazione sostitutiva e la richiesta di rimborso

Possono essere inviate tramite:

·                     raccomandata (plico senza busta) indirizzata a: Agenzia delle Entrate – Ufficio di Torino 1 – Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino (va allegata la copia di documento di riconoscimento valido)

·                     PEC (solo se si dispone di firma digitale) all’indirizzo sat@postacertificata.rai.it

·                     sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus luce gas e acqua

Tra i requisiti per richiedere il bonus, ossia lo sconto sulle bollette di luce, gas e acqua, ci sono: avere un ISEE entro la soglia massima stabilita, essere titolari di un’utenza domestica con regolare contratto di fornitura.

L’ISEE

Da gennaio 2020, su decisione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), le soglie ISEE sono aumentate, estendendo così la platea degli aventi diritto.

La soglia massima per ottenere il bonus è avere un ISEE di 8.256 euro.

I nuclei familiari con almeno 4 figli a carico non devono invece superare la soglia ISEE di 20.000 euro.

Chi può richiedere il bonus

Oltre che dalle persone in stato di indigenza e dalle famiglie numerose, il bonus può essere richiesto anche dai titolari di reddito/pensione di cittadinanza e dalle famiglie con una persona malata gravemente.

I titolari di reddito/pensione di cittadinanza con soglia ISEE superiore a 8.265 euro hanno diritto solo al bonus luce e gas; con soglia inferiore anche al bonus acqua.

A quanto ammonta l’importo del bonus

L’importo dipende dal numero dei componenti del numero familiare:

·                     1-2 componenti: 132 euro

·                     3-4 componenti: 161 euro

·                     più numerose: 194 euro.

Per conoscere l’importo esatto, si può accedere al sito dell’Autorità, inserendo i dati richiesti quali: la provincia, il Comune, il numero di componenti e la tipologia di utilizzo gas.

Quanto vale il bonus

Il bonus è valido per 12 mesi, al termine dei quali va richiesto il rinnovo. Il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 ha stabilito che il bonus diventerà automatico a partire dal 2021.

Acquisto auto elettriche e ibride

Saranno 40 i milioni di euro disponibili fino al 30 giugno 2020 per l’acquisto di automobili (M1) nuove di fabbrica e a ridotte emissioni di CO2.

Se devi cambiare la tua auto o se stai pensando di farlo, sappi che anche quest’anno lo Stato mette a disposizione degli incentivi, a patto che però l’auto che vuoi acquistare soddisfi determinati criteri.

Gli incentivi statali

Per godere degli incentivi statali, l’auto deve:

·                     essere nuova di fabbrica

·                     essere destinata al trasporto di persone

·                     avere al massimo 8 posti, oltre il conducente

·                     produrre emissioni di CO2 non superiori a 70 g/km

·                     essere acquistata ed immatricolata in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021

·                     costare non più di 50.000 euro compresi gli optional ed esclusa l’IVA (61.000 euro con IVA compresa).

A quanto ammontano gli incentivi statali

L’importo degli incentivi varia a seconda delle emissioni:

·                     4.000 euro: auto con emissioni da 0 al 20 g/km di CO2

·                     1.500 euro: auto con emissioni da 21 a 70 g/km.

Incentivi statali e rottamazione

In caso di acquisto di auto elettriche o ibride dando in rottamazione la vecchia auto a benzina o diesel comprese nelle classi da Euro 1 a Euro 4, gli incentivi aumentano:

·                     6.000 euro: auto con emissioni da 0 al 20 g/km di CO2

·                     2.500 euro: auto con emissioni da 21 a 70 g/km.

Gli incentivi regionali e provinciali

In aggiunta all’ecobonus statale, alcune regioni (non tutte purtroppo) e alcune province, hanno varato dei propri ecobonus che tengono conto di altri parametri (alcuni ad es. oltre alle auto elettriche ed ibride contemplano anche le Euro 6 di ultima generazione) sia per quanto riguarda le emissioni che per quanto riguarda le modalità di richiesta e di erogazione degli incentivi stessi.

IMPORTANTE: Prima di procedere all’acquisto dell’auto elettrica/ibrida dal concessionario, Ti consigliamo, pertanto, di informarti presso la tua regione o la tua provincia per vedere se hanno adottato iniziative in tal senso e poter così usufruire di ulteriori sconti.

730/2021: novità sulle detrazioni del 19% dai redditi 2020

Sì avete letto bene, stiamo parlando già della dichiarazione dei redditi del 2021 e non di quella di quest’anno, perché la legge di Bilancio 2020 ha stabilito che per usufruire delle spese da portare in detrazione dall’Irpef nel 2021, da quest’anno, a partire dal 1° gennaio 2020, i pagamenti di alcune prestazioni dovranno essere effettuate con strumenti tracciabili, cioè con:

• bancomat

• carta di credito o carte prepagate• assegni bancari e assegni circolari

• bonifico bancario o postale.

Spese detraibili solo se pagate con strumenti di pagamento tracciabili

Le spese detraibili riguardano:

• le visite specialistiche sanitarie private

• le rate del mutuo per detrarre gli interessi

• le spese di intermediazione per l’acquisto della prima casa

• le spese veterinarie

• le spese funebri

• le spese per la scuola (servizi di mensa, gite scolastiche, servizi di pre e post-scuola, assicurazioni scolastiche, ad eccezione dei libri di testo e del corredo scolastico a meno che non si tratti di dispositivi per gli alunni con difficoltà di apprendimento documentate) e per l’Università (affitto per studenti fuori sede, ecc.)

• le spese per l’attività sportiva dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni

• le spese di assicurazione (vita, infortuni, ecc.)

• le spese per addetti all’assistenza per non autosufficienza

• le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici (c.d. contributo scolastico)

• l’abbonamento al trasporto pubblico locale (tessera metrebus e quant’altro)

Spese detraibili escluse dal pagamento con strumenti tracciabili

Sono esenti dal pagamento con strumenti tracciabili e quindi possono essere pagati in contanti:

• i medicinali

• i dispositivi medici

• le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o strutture in convenzione con Sistema

sanitario nazionale.

 

La Scozia dopo la Brexit

 

Braveheart (Cuore impavido) è un film che narra le vicende del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace (1270-1305), in lotta contro gli inglesi e per l'indipendenza della Scozia.

La storia di Wallace cakza a proposito della Brexit, cioè dell'uscita del Regno Unito dalla Unione europea. Con la vittoria elettorale di Boris Johnson, la procedura per il distacco è ormai avviata, ma c'è il problema della Scozia, dove il Partito nazionalista scozzese è fortemente contrario alla Brexit e, se del caso, a favore della indipendenza dal Regno Unito.

I risultati del referendum consultivo del 2016, che sanzionò la Brexit, hanno, però, confermato la contrarietà degli scozzesi alla separazione dalla Ue.

Il premier britannico Boris Johnson non vuole che si svolga un referendum in Scozia, che sancisca la volontà del popolo scozzese di rimanere nella Ue, mentre il premier scozzese, Nicola Sturgeon, spinge affinché gli scozzesi si esprimano.

Non ci sarà una ribellione armata, come ai tempi di Wallace, ma la determinazione degli scozzesi di rimanere nella Ue è fortemente maggioritaria. Hanno capito che è l'unione che fa la forza e stare dentro la Ue porta vantaggi enormemente maggiori di quelli di rimanere nel piccolo Regno Unito.

 

Governo

Il pozzo senza fondo di Alitalia

Audizione alla Camera

 

Come finirà la storia di Alitalia?

Lo Stato, cioè i contribuenti, dovrà mettere le mani nelle casse, ovvero nelle tasche degli italiani, per continuare a foraggiare Alitalia.

L'audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, dei vari soggetti interessati, è stata una presa d'atto della crisi di Alitalia e della necessità di continuare a sostenerla con soldi pubblici, cioè del contribuente.

I protagonisti.

Stefano Patuanelli (M5S).

Ministro dello Sviluppo Economico, proponente di un ulteriore prestito ponte di 400 milioni, dopo quello precedente di 900 milioni, dichiara: non è scritto da nessuna parte che ci sarà il closing entro il 31 maggio 2020. 

Luigi Di Maio.

Predecessore al ministero, aveva affermato che non ci sarebbe stato altro prestito ponte dopo quello di 900 milioni e che il problema Alitalia si sarebbe risolto a maggio del 2019.

Giuseppe Leogrande,

Commissario Alitalia, dichiara: che non ha "ancora un'idea assolutamente completa della situazione" e che "l'Alitalia perde 300 milioni l'anno".

Gianfranco Battisti

Direttore generale delle Ferrovie dello Stato, dichiara: "Delta è rimasto l'unico interlocutore interessato a partecipare all'operazione anche in termini di equità".

Atlantia.

Ha depositato una memoria nella quale respinge il piano con la compagnia Delta, perché "sotto vari aspetti, mantenendo un cospicuo numero di rotte strutturalmente in perdita, non dà pieno respiro al potenziale del mercato del Nord America".

Lufthansa.

Dichiara che vuole stringere solo un accordo commerciale, riservandosi ulteriori impegni in caso di ristrutturazione dell'Alitalia.

Cosa può aver capito il cittadino?

Che non sono bastati 9,4 miliardi di euro gettati nel pozzo senza fondo di Alitalia. Di miliardi ce ne vorranno altri. Tutti a spese del contribuente.

 

Pagamento bollo auto

novità 2020

 

Dal 20202, secondo quanto previsto dall’ultimo decreto fiscale, il pagamento relativi della tassa automobilistica (bollo auto) devono essere effettuato esclusivamente tramite il sistema PagoPA della pubblica amministrazione .

 

Subito distorsioni, al punto da far intervenire l’ACI, che ha precisato: i pagamenti possono essere effettuati, nel rispetto del nuovo obbligo di legge, come sempre, presso le delegazioni ACI tramite un sistema che dirotta su PagoPA .

E’ bene sapere che PagoPA è un sistema telematico fruibile attraverso diversi prestatori di servizi di pagamento, come le banche, la posta, i punti vendita SISAL, Lottomatica e così via. Queste nuove modalità sono accessibili anche pagando il bollo direttamente dal sito dell’ACI.

Quindi, la novità non comporta grossi cambiamenti per gli automobilisti.

Comunque, informazioni su PagoPA si possono consultare sul sito istituzionale del servizio: https://www.pagopa.gov.it/it/pagopa/

 

Governo

Il punto della situazione


Economia.

Nel primo semestre del governo Conte1, il Pil è sceso sotto zero, dopo che era stato positivo con il governo precedente (Gentiloni).

Per il 2019, Conte aveva previsto un aumento del Pil a + 1,5%. Si è schiantato a +0,2%.

Per il 2020 è previsto lo zero virgola qualcosa, cioè la stagnazione.

Debito pubblico: è aumentato nel 2019 e aumenterà nel 2020. Per chiarire: il debito pubblico è a carico degli italiani.

Diritti.

Con il governo Conte1 è stata abolita la prescrizione dopo il primo grado di giudizio: una aberrazione giuridica. Eppure, Conte è professore di Diritto. Chissà cosa insegnava ai suoi studenti.

Rappresentanza

Con il governo Conte1 è stata votata la riduzione della rappresentanza parlamentare, quella espressa dal popolo. Eppure, Conte si era definito "l'avvocato del popolo". Meglio non farsi difendere da simile avvocato.

Politica estera.

Con il governo Conte1 Conte2 è inesistente e quindi irrilevante, per cui nessuno ci consulta più, né i governi europei né quello degli Stati Uniti.

Politica industriale.

Ci sono 150 tavoli aperti per le crisi aziendali. Si torna agli interventi statali su Ilva, Alitalia e banche, il che significa soldi pubblici, cioè nostri.

Che dire?

E' un governo in discesa.

 

Governo.

Di Maio e il liberismo

 

Il liberismo, in sintesi, è un sistema di mercato dove lo Stato si limita a garantire bisogni collettivi che non possono essere soddisfatti per iniziativa dei singoli (es. Difesa).

In questi giorni si è letto una dichiarazione del ministro degli Esteri, Luigi di Maio, con la quale si scaglia contro "una società votata al liberismo sfrenato". Insomma, un Di Maio pensiero (si fa per dire) che, oltre

a cambiare nel tempo, non fa i conti con la realtà del nostro Paese.

Analisi.

Se fossimo affetti dalla malattia del "liberismo sfrenato", lo Stato, cioè noi, non avrebbe 2.400 miliardi di debito e la spesa pubblica in aumento a 895 miliardi nello scorso anno, attestandosi, così, al 49,1% del Pil.

La spesa per le pensioni arriverà al 15,8% del Pil. Le pensioni sono circa 18 milioni, delle quali 4 milioni, cioè il 28%, di natura assistenziale.

Da rilevare che le pensioni attuali sono solo per il 4% contributive, ottenute in relazione ai versamenti effettuati; per il restante 96% sono retributive, non collegate interamente ai contributi versati; la differenza la versa l'Inps, cioè lo Stato, o l'ente previdenziale di riferimento.

Gli ammortizzatori sociali sono una serie di misure che hanno l'obiettivo di offrire sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o una diminuzione del reddito lavorativo  (es. indennità di disoccupazione, cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità).

Il Servizio sanitario nazionale garantisce a tutti i cittadini, con le carenze che conosciamo, le prestazioni sanitarie, con buoni livelli di qualità, come riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della sanità, dall'Ocse e dall'Eurostat. L'aspettativa di vita media è di 84 anni, tra le più alte al mondo.

Nel 2019 la spesa sanitaria ha raggiunto i 117 miliardi ed è annunciata in aumento per i prossimi anni.

Sono previsti contributi (ticket) per alcune prestazioni specialistiche, dai quali sono esenti particolari categorie, legate al reddito e alla patologia.

Siamo, dunque, il Paese del Bengodi?

No, ovviamente, sarebbe sciocco affermarlo, ma non siamo neanche nella giungla dove il più forte calpesta il più debole, come vorrebbe far credere Di Maio.

 

Governo.

Povertà assoluta e propaganda

 

In 8 mesi la povertà assoluta è diminuita del 60%.

E' la dichiarazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza di fine anno.

E' così? No.

Saremmo tutti contenti di un risultato del genere, così come siamo "scontenti" di chi genera illusioni.

Analisi.

Una persona è povera assoluta quando manca di beni e servizi essenziali (acqua, cibo, vestiario, abitazione).

L'Istat dichiara che nel nostro Paese ci sono 5 milioni di poveri assoluti. Argomento contestato, perché la definizione di povertà assoluta si basa sulla autodichiarazione delle persone sui propri consumi, non sul reddito o sul patrimonio.

Un esempio serve a chiarire: nel 2015, gli italiani che si dichiaravano nullatenenti sono diminuiti dal 70% al 14%, dopo che dalla autodichiarazione si è passati al controllo oggettivo.

Nel Sud i nullatenenti sono diminuiti dal 90% al 20%.

Applicando un analogo ragionamento, come ci possono essere 5 milioni di poveri assoluti e soltanto 2,4 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza. Urge un controllo oggettivo sulle autodichiarazioni dei poveri assoluti.

E' altrettanto urgente verificare le dichiarazioni del premier Conte sulla riduzione del 60% della povertà assoluta. Non risultano statistiche ufficiali in questo senso.

La povertà è un problema serio e non può essere usata a fini propagandistici.

L'anno scorso Conte aveva raccontato che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo con il Pil, cioè la ricchezza prodotta dall'Italia, che sarebbe aumentato del 1,5%, invece, ci siamo schiantati allo 0,2%.

Questo è un capo di governo?

 

Pagamenti in contante

novità 2020

 

La conversione in Legge del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio ha nuovamente messo mano alla soglia da cui scatta il divieto di utilizzare i contanti per i pagamenti, portandola da 3.000 a 2.000 euro dal 1 Luglio 2020 e poi a 1.000 euro dal 1 Gennaio 2022. Cambieranno alle stesse date, e per gli stessi importi, anche le sanzioni minime applicabili in caso di violazione.

Il limite riguarda il trasferimento di contante di qualsiasi tipo e natura, dal pagamento di una fattura a quello di una merce o servizio, del conto di un professionista, medico, dentista e così via. fino al prestito o donazione tra due persone. Attenzione anche ai pagamenti frazionati, perché la soglia li riguarda tutte le volte che il frazionamento appare artificioso ed eseguito con fini elusivi.

La regola, come ampiamente chiarito, non riguarda invece i prelievi di contante agli sportelli e/o ai bancomat, non trattandosi di pagamenti. I movimenti in contante sul conto corrente, tuttavia, sono monitorati ed eventualmente segnalati alla Banca d'Italia