ANNO 45° - n. 19 del 21 Maggio 2019

URBS INFORMAZIONI

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In questo numero

 

La fiducia

 

Un tempo bastava la parola, una stretta di mano e via. Così si sancivano gli accordi, la cui affidabilità si basava sulla fiducia alla parola data.

La storia ci ha insegnato che spesso si cambia idea, si rinuncia alle proprie convinzioni politiche, morali e religiose, per puro opportunismo. Un classico esempio lo fornisce Enrico IV (1553-1610), al quale è attribuita la frase "Parigi val bene una messa", che gli ha consentito di accedere al trono di Francia, cambiando il proprio credo religioso da calvinista a cattolico.

Anche ai tempi nostri si cambia idea per opportunismo, cioè per accedere alle poltrone.

Basterebbe ricordare cosa raccontavano prima delle elezioni politiche Di Maio e Salvini sulla Unione europea e sull'euro (un NO), acquisendo, così, il consenso degli elettori, ma ribaltando completamente i loro convincimenti con un SI, una volta al governo.

Costoro sostengono, però, l'idea che l'Unione europea sia una gabbia, dimenticando che il 95% dei provvedimenti comunitari scaturisce dal Consiglio europeo, che è formato dai capi di Stato e di governo, di qualunque colore essi siano, compreso il governo pro tempore italiano, oggi guidato da Giuseppe Conte.

I patti, cioè i trattati europei firmati da tutti, diventano il motivo della contestazione, quando l'Italia stessa li ha sottoscritti!

Si può aver fiducia di costoro?

Seri dubbi.

La fiducia si dà a chi mantiene gli impegni, orali o scritti che siano.

Allora, è bene ricordare che l'Europa della abolizione delle frontiere comunitarie è quella:

che ha consentito di favorire gli scambi commerciali, che solo tra Italia e Germania raggiungono i 130 miliardi di euro;

che ha promosso gli scambi culturali che hanno coinvolto 9 milioni di studenti con il progetto Erasmus;

che ha stabilizzato l'inflazione, che erodeva i risparmi dei cittadini, sotto il 2%;

che ha sottoscritto accordi di libero scambio con Canada e Giappone;

che ha destinato circa 350 miliardi alle politiche di coesione;

che ha attivato più di 300 miliardi di euro di nuovi investimenti in infrastrutture, sanità, edilizia popolare ed economia circolare.

C'è ancora da fare, ovviamente, ma l'Europa è quella parte del Mondo che, pur rappresentando solo il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e

spende il 50% delle sue risorse nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni.

E' un unicum mondiale.

Da ricordare alle prossime elezioni europee.

 

Multe e tasse locali riscosse con ingiunzioni fiscali

in arrivo la rottamazione?

 

Le ingiunzioni fiscali notificate negli anni dal 2000 al 2017 rimaste non pagate potranno forse essere rottamate, se così deciderà il Comune o altro ente locale - Provincia, Regione, Città metropolitana - che l’ha emesse, direttamente o tramite società collegate.

Il decreto crescita entrato in vigore recentemente ha previsto infatti che gli enti locali che riscuotono le proprie entrate, anche tributarie, per mezzo dell’ingiunzione fiscale (mezzo di riscossione diretta alternativo alla cartella esattoriale) possono decidere entro Giugno 2019 di concedere una “rottamazione” di quelle ancora non riscosse, consentendone il pagamento senza sanzioni (senza interessi nel caso di multe al codice della strada).

Le modalità di accesso, l’eventuale rateizzazione ottenibile e i termini di presentazione delle domande saranno autonomamente decisi dall’ente locale che dovrà pubblicare sul proprio sito l’atto adottato riguardo all’agevolazione con tutti i dettagli della stessa. L’ultima rata della rottamazione non potrà comunque scadere oltre il 30/9/2021.

Per legge la presentazione della domanda di rottamazione sospende i termini di prescrizione relativi al debito che però riprendono a decorrere in caso di mancato, tardivo o insufficiente pagamento dell’unica rata o di una delle rate.

E’ bene ricordare che l’ingiunzione fiscale è il mezzo di riscossione coattiva (disciplinato dal RD 639/1910) che molti enti locali utilizzano per le proprie entrate come multe, tributi, e così via, al posto della cartella esattoriale, della quale ha praticamente gli stessi poteri.

 

SIMBOLO RELIGIOSO IN COMIZZIO ELETTORALE

 

E’ inaccettabile ed offensivo che nel corso di un comizio elettorale si brandiscano simboli religiosi come strumenti di consenso e si invochino benedizioni su di una qualsiasi linea politica.

E’ inaccettabile  dal punto di vista della politica, che dimostra di non riconoscere più i propri limiti ed abusa di simboli, che si riferiscono alla sacralità della coscienza dei credenti, per ingannare e persuadere.

E’ offensivo nei confronti della fede stessa, che ricorda ai credenti come i simboli siano un vincolo a contenuti trascendenti che sono ben altro dalla mondanizzazione con cui vengono sporcati da questi gesti.

I gesti di Salvini possono forse guadagnare qualche voto fra quei credenti che si lasciano ingannare da chi vorrebbe far coincidere l’identità cristiana con la cultura occidentale o dalla falsità di chi paventa un islamizzazione dell’Europa o alimenta la corruzione dei costumi. Tutto questo non ha nulla a che vedere né con la politica, che nella sua laicità è chiamata ad operare per il bene dell’uomo, della comunità, né tanto meno con quella fede cristiana  che significa: “amore per ogni essere umano”.

 

FATTI DELLA VITA

 

Papa Francesco: "Il giornalista umile è un giornalista libero!". Il Pontefice accoglie così i Membri dell'Associazione della Stampa Estera in Italia, ricevuti in Udienza in Sala Clementina. "Il vostro è un ruolo indispensabile, e questo vi affida anche una grande responsabilità: vi chiede una cura particolare per le parole che utilizzate nei vostri articoli per le immagini che trasmettete nei vostri servizi, per tutto ciò che condividete sui social media". "Una rettifica è sempre necessaria quando si sbaglia, ma non basta a restituire la dignità, specie in un tempo in cui, attraverso Internet, una informazione falsa può diffondersi al punto da apparire autentica".

 

Nei numeri precedenti

 

Governo

L'enopolium nell'antica Roma ovvero l'osteria

 

L'enopolium nell'antica Roma era l'osteria, luogo dove si serviva il vino. Per secoli è stato un ritrovo, soprattutto maschile. Si beveva e spesso, ottenebrati dai fumi dell'alcol, si finiva per alzare la voce, litigare, fare una scazzottata e mostrare i coltelli.

Da questa situazione nasce l'esclamazione "ma dove siamo all'osteria?", per rilevare un comportamento rumoroso e poco consono al luogo dove si è.

La sensazione è che questo governo, o meglio i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, abbiamo scambiato le sede governativa per l'enopolium, ovvero l'osteria: non c'è giorno, da quando il governo si è insediato, che non ci siano frizioni, attivate la mattina e ricomposte il pomeriggio, senza soluzione di continuità.
I due vicepremier, hanno assunto il ruolo di governo e opposizione, scambiandosi le parti di volta in volta. In questi ultimi giorni, poi, in vista delle elezioni europee, ebbri di poltrone, si è passati alle critiche con chiari riferimenti corporali.

Quello che la gente chiede è come sia possibile governare, con i due vicepremier in continua lite, durante la quale si alza la voce, si mostrano i pugni e si tirano fuori i coltelli quando si approssimano le elezioni.

Chiedere ai due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, in qualità di osti, se il vino che vendono agli italiani è buono, ne riceveremo la classica risposta: boono!
Non siamo per nulla convinti.

 

Stati Uniti d'Europa

Corteccia cerebrale e pensiero

 

Sono passati circa 4,5 miliardi di anni dall'origine della vita sulla Terra e i processi evolutivi hanno portato l'Uomo nella forma che vediamo: una struttura complessa, governata dal cervello del quale fa parte la corteccia cerebrale, una lamina di circa 3 millimetri di spessore che, con i suoi miliardi di neuroni, consente una funzione cognitiva complessa: il pensiero.

Pensare è vivere, ma la storia umana spesso del pensiero ne fa a meno. Basterebbe ricordare le guerre che hanno coinvolto milioni di persone e hanno provocato milioni di morti nel secolo scorso; solo la Prima e la Seconda guerra mondiale hanno causato 63 milioni di morti.

Da 74 anni l'Europa non vive le tragedie delle guerre mondiali del secolo scorso, ma la memoria, che ha sede nella corteccia cerebrale, sembra venir meno; si dà per acquisito che la pace sia una costante del nostro vivere comune, ma non è così.

L'origine dei conflitti è il nazionalismo, cioè l'idea di supremazia di una nazione, di un popolo, di una razza o di una religione sull'altra.

Il sovranismo, rivendicato dalla Lega e da Fratelli d'Italia, è teso alla rivendicazione della sovranità nazionale, la quale ha come effetto deteriore il nazionalismo e le sue tragedie.

Da rilevare, a differenza di quanto propagandato, che l'Unione europea non limita la sovranità nazionale, infatti, la politica estera, della sicurezza, dell'istruzione e del sociale, il livello delle imposte, l'importo dei salari, il diritto del lavoro, l'assetto del territorio sono riservati agli Stati nazionali.

L'Unione europea esercita il principio di sussidiarietà e il coordinamento  delle decisioni assunte concordemente.

La consapevolezza, che risiede anch'essa nella corteccia cerebrale, ricorda che lo stare insieme è comunque la soluzione per evitare di ripetere le sciagure del passato.

Semmai, occorre fare un passo ulteriore, in più, per integrare popoli con storie diverse, ma con esigenze comuni.

Oggi l'Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% delle sue risorse nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni.

E' un unicum mondiale. Da ricordare alle prossime elezioni europee.

 

FATTI DELLA VITA

INPGI VERSO LA SALVEZZA?

 

LE INTEGRAZIONI AL DECRETO CRESCITA diventano realistiche da settimana prossima a patto che il provvedimento non entri nel ciclone di dirompenti polemiche politiche dentro la maggioranza di Governo. Dal sito della Camera spuntano - ed è una novità che gioca a favore dell'Inpgi -  due ordini del giorno a firma congiunta Lega-M5S, - uno dei quali accolto dal Governo come raccomandazione-, che  ipotizzano come fondato e rapido il passaggio all'Inpgi di 13.900 comunicatori dei comparti pubblici e privati. L'allargamento della platea dei contribuenti "serve - come ha osservato il sottosegretario Claudio Durigon -  non solo a evitare il commissariamento dell'Istituto ma anche a dargli una prospettiva concreta".

 

Studiare gratis nei college Usa?

Grazie allo sport un sogno a portata di mano

A giugno a Milano, Padova, Rimini, Firenze e Genova le selezioni dei migliori talenti sportivi italiani, per poter studiare gratis negli USA

 

Studiare nei College e università americani è spesso il sogno di tanti ragazzi nel mondo, che vedono spesso il poter vivere e studiare nel paese a stelle e strisce come un sogno irraggiungibile. Non tutti di loro sanno però che il sogno è spesso più a portata di mano di quanto pensano, visto che c'è la possibilità, per i più bravi e fortunati, di poter vivere e studiare negli Usa gratis.

Come?

Semplicemente basta essere bravi in qualche tipo di sport.

Negli Usa infatti le società sportive investono molto sulle giovani promesse sportive e se si è bravi in qualche sport è molto facile che si venga selezionati, vedendosi pagare in toto le spese dell'università o del college.

Un'opportuna disponibile per le giovani promesse sportive di tutto il mondo, italiani compresi, che grazie a YesWe College (www.yeswecollege.com) hanno l’opportunità di coadiuvare sport e studio in modo perfetto.

Ma come funziona il tutto?

"Innanzitutto bisogna sapere che gli atleti in una fascia d’età tra i 18 e 24 anni competono esclusivamente nei campionati universitari. Le università gestiscono tutti i campionati per atleti in quelle fasce di età. Questo vale per tutti gli sport, dal basket al calcio. Gli atleti che fanno parte della squadra universitaria vengono definiti studenti-atleti in quanto studiano e giocano per l’università e dopo i 4 anni (durata dell'università in America) gli atleti più meritevoli vengono scelti dalle squadre professionistiche americane tramite le DRAFT" spiega Nicolò Baudo, giovane fondatore di YesWeCollege.

Un meccanismo che assicura e seleziona e alleva tante giovani promesse, preparandole per gli sport professionisti. Michael Jordan, giusto per nominarne uno, giocava studiava a University of North Carolina at Chaphel Hill prima di essere selezionato nella NBA DRAFT dai Chicago Bulls.

Una volta selezionati gli studenti-atleti vengono ricompensati con borse di studio, per un valore medio di 30.000$ l'anno, che permettono ai ragazzi di pagarsi vitto, alloggio e retta universitaria.

Ad oggi YesWeCollege dal 2016 ha aiutato molti ragazzi/e italiani a diventare studenti-atleti in oltre 30 college americani, offre ad esempio a tanti giovani calciatori l'opportunità di portare avanti una carriera scolastica e calcistica di alto livello.

"Al fine di conoscere e capire le possibilità di tutti gli atleti italiani interessati ad intraprendere questo percorso organizziamo 5 eventi (showcases), con l’intento di capire le possibilità di ogni partecipante di poter diventare uno studente-atleta. Successivamente all’evento verrà comunicato ai partecipanti  con che tipo di borsa di studio e in che tipo di università americana potranno diventare studenti-atleti" spiega ancora Baudo, che con la sua YesWe College organizza eventi di dimostrazione e selezione dei giovani talenti sportivi direttamente in Italia.

Gli eventi dimostrativi avranno luogo nelle seguenti località nelle seguenti date:

Milano 1 giugno, Padova 9 giugno, Rimini 10 giugno, Firenze 14 giugno, Genova 15 giugno.

I ragazzi che successivamente all’evento decideranno di continuare il percorso potranno partecipare al YesWeCollege International Showcase il  6 e 7 luglio a Milano. A questo evento parteciperanno allenatori americani che verrano in Italia per reclutare i migliori talenti.

Quella di questo anno sarà la 4 edizione del YesWeCollege International showcase, che nelle prime 3 edizioni ha selezionato ben trenta ragazzi che sono stati scelti per diventare-studenti atleti in America, direttamente a termine di ogni evento.

"Crediamo fortemente che lo sport e l’istruzione siano denominatori comuni per la crescita educativa dei giovani, e le università americane sposano perfettamente la nostra visione. Il nostro obbiettivo è quello di assistere studenti-atleti italiani collocandoli in college americani coerenti con le loro caratteristiche accademiche e sportive dove possono realizzarsi al meglio nel mondo professionale così come in quello sportivo" conclude Nicolò Baudo, fondatore di YesWeCollege.

Per maggiori informazioni su YesWeCollege consigliamo il video esplicativo all'indirizzo www.youtube.com/watch?v=lybaBVRTUiI.

 

FESTIVAL DELLE DOP” 2019, ECCELLENZE DA DEGUSTARE

 

Grande appuntamento domenica 19 maggio a Lazise (Vr) con tutte le eccellenze dell’agroalimentare veneto riconosciute dai marchi europei a Denominazione d’Origine. Per l’intera giornata (ore 10:00 – 20:00), presso la Dogana Veneta, storico e magnifico edificio affacciato sul Lago di Garda appartenuto alla Repubblica Serenissima, si svolgerà la 6^ edizione del Festival delle DOP venete (ingresso gratuito), kermesse promossa da Regione e Veneto Agricoltura, in collaborazione con l Comune di Lazise, l’Istituto Alberghiero “Carnacina” di Bardolino, i Consorzi di tutela veneti e del marchio regionale e nazionale Qualità Verificata.

Dopo il successo dell’edizione 2018, svoltasi in veste autunnale lo scorso novembre alla Fiera di Godega di Sant’Urbano (Tv), anche l’edizione 2019 del Festival vedrà protagoniste le eccellenze della nostra agricoltura riconosciute dai marchi di qualità dell’Unione Europea DOP/IGP/STG, nonché DOC, DOCG e IGT per i vini.

Tanti i prodotti in vetrina che potranno essere apprezzati dai visitatori: dal Riso Nano Vialone Veronese al Riso del Delta del Po, dagli Asparagi di Bassano, Badoere e Cimadolmo all’Olio Extravergine di Oliva del Garda e del Veneto (Valpolicella, Euganei/Berici, Grappa) e poi ancora l’Aglio Bianco Polesano, il Radicchio di Chioggia, l’Insalata di Lusia, le Ciliegie di Marostica, la Pesca Verona, le Cozze di Scardovari, il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, il Fagiolo di Lamon, le Carni e la Patata Qualità Verificata, numerosi vini (Bardolino, Prosecco, Asolo Montello, Vini delle Venezie, Breganze), tutti i formaggi veneti a Denominazione (Asiago, Grana Padano, Montasio, Provolone Valpadana, Taleggio, Piave, Monte Veronese, Casatella, Latteria Soligo).

Alcuni di prodotti potranno essere ancor più apprezzati durante le quattro degustazioni guidate (gratuite) proposte alle ore 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00 dagli studenti e dai docenti dell’Istituto Alberghiero Carnacina di Bardolino. Riso, asparagi, formaggi e altro ancora saranno trasformati infatti in prelibati finger food.

Altre quattro degustazioni, sempre guidate e gratuite, a cura di Caseus Veneti, si terranno invece alle ore 11:30, 12:30, 14:30 e 15:30 e riguarderanno i formaggi abbinati ad alcuni vini del Consorzio del Vino Bardolino. Nello specifico saranno presentati il Grana Padano in abbinamento con il Chiaretto Spumante, la Casatella Trevigiana (Chiaretto), Asiago (Chiaretto Spumante), Piave (Bardolino Superiore), Montasio (Bardolino), Monte Veronese (Chiaretto), Provolone Valpadana (Bardolino), Mozzarella (Chiaretto).

Presso lo spazio riservato ai Consorzi di tutela dei vini, unitamente ad UVIVE, sarà possibile, infine, degustare il meglio della produzione enologica veneta.

“Il Festival delle DOP è la vetrina delle eccellenze agroalimentari della nostra regione – osserva l’Assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto – che per noi rappresentano un elemento di identità, orgoglio e alta qualità che tutti ci riconoscono. Il settore food si rivela infatti uno dei pilastri della nostra economia, che dobbiamo difendere e valorizzare, per confermare il primato del Veneto nella buona tavola, nell’export agroalimentare e nella capacità di coniugare cibo, turismo, formazione e occupazione”.

 

Governo

Salvini e la flat tax che non ci sarà

 

"Non c'è nulla di certo al mondo, tranne la morte e le tasse", diceva Benjamin Franklin (1706-1790), scienziato e politico, protagonista della Rivoluzione americana e tra i padri fondatori degli Stati Uniti d'America.

Come è noto, la questione delle tasse fu uno dei motivi per i quali scoppiò la Rivoluzione americana, cioè la rivolta delle colonie americane, tra il 1775 e il 1783, contro il Regno

di Gran Bretagna.

Le tasse non sono mai piaciute e se qualche politico promette di abolirle, o limitarle fortemente, è il ben amato dai tassati; se poi, la promessa è fatta in vista delle elezioni, è certo

che chi promette  riceverà ampi consensi elettorali.

Deve averla pensata così il segretario della Lega, vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sicché, ha sostenuto, prima delle elezioni nazionali, l'introduzione della

cosiddetta flat tax, ovvero una tassa unica o piatta.

E' una bufala.

Qualcuno deve averlo fatto presente al ministro Salvini, che incassato il risultato elettorale, ha ripiegato, dopo le elezioni e una volta arrivato al governo, su due scaglioni fiscali,

cioè la dual tax, al 15% e al 20% fino a 50 mila euro di reddito.

La domanda sorge spontanea: dove si prenderebbero i soldi del mancato gettito, visto che, se diminuiscono le tasse diminuiscono, anche, gli introiti per la spesa pubblica?

Facendo ulteriore debito?

Non è possibile, visto che la Ue non ce lo consentirebbe, ovvero, non lo consentirebbero gli altri Stati europei, in primis quelli amici di Salvini, che si vedrebbero accollato parte del debito italiano.

Dall'aumento della spesa di chi, avendo più soldi in tasca, spenderebbe di più e, quindi, porterebbe maggiori entrate fiscali? Una teoria che si è dimostrata fallace.

Imponendo una patrimoniale, in attesa della emersione dell'economia sommersa? Scelta poco produttiva dal punto di vista elettorale.

Dunque, rimarrebbe un'altra strada: quella di intervenire sulle agevolazioni fiscali, diminuendole o azzerandole. Si tratta, ad esempio, delle agevolazioni sulle spese sanitarie, per i carichi di famiglia, per i mutui, per le ristrutturazioni edilizie, ecc.

E' una partita di giro: si mettono più soldi in una tasca e si prelevano dall'altra.

L'operazione potrebbe riuscire se si operasse in modo drastico, se non definitivo, sulle agevolazioni fiscali, le quali interessano, però, milioni di cittadini, cioè milioni di voti e, chi è in perenne campagna elettorale, cioè a caccia di voti, come Salvini, difficilmente avvierebbe una riforma così incisiva.

Una soluzione ci sarebbe: far emergere l'economia sommersa e recuperare 108 miliardi di evasione fiscale. E' una operazione lunga, meticolosa, che richiede grandi capacità di governare e dubitiamo che Salvini le abbia, e poi, il vice-premier si è mosso in direzione opposta, con la cosiddetta pace fiscale che è guerra agli onesti.

Rimangono le promesse, o meglio le parole di Salvini; dei fatti si occuperà più tardi o mai.

 

FATTI DELLA VITA

 

Giornata mondiale della libertà di stampa

La Fnsi in piazza contro tagli e bavagli in Italia e nel mondo. «Quando si silenziano le voci delle differenze si prende una strada che mette in discussione le libertà di tutti i cittadini», ha spiegato il presidente Giulietti aprendo il sit-in organizzato con Usigrai, Odg Lazio, Articolo 21, Amnesty e NoBavaglio. «Sul fronte della libertà dei giornalisti l'Italia sta facendo passi indietro, ma noi non ci arrendiamo», ha ribadito il segretario generale Lorusso

 

Roma Capitale

La contraddizione

 

Affermare una cosa e il suo esatto contrario, è quello che possiamo definire una contraddizione.

Aristotele (filosofo greco, 384-322 a.C) sosteneva l'impossibilità che il medesimo attributo appartenesse e non appartenesse contemporaneamente al medesimo oggetto.

Non possiamo che inchinarci alla logica aristotelica, come farebbe qualsiasi persona di buon senso, non di senso comune.

Sembra, però, che la logica aristotelica non appartenga ad alcuni personaggi del mondo politico, anche della stessa formazione partitica.

Prendiamo il caso della Capitale d'Italia: città sporca, servizi carenti o assenti e degrado diffuso.

Questa realtà è cosi evidente che fa sbottare la sindaca penta stellata, Virgina Raggi, in una frase riportate da un settimanale: "Se la gente si affaccia vede merda".

In contraddizione con la sindaca Raggi, si pone il ministro delle infrastrutture e Trasporti, il penta stellato Danilo Toninelli che, rispondendo a un giornalista, che evidenziava la situazione romana, rispondeva con: "Lei continua a fare una narrazione catastrofica di Roma".

Per inciso, ricordiamo che il ministro Toninelli era quello che sosteneva che il tunnel del Brennero era autostradale e operativo, mentre è ferroviario e deve essere terminato.

Come fanno due esponenti di un medesimo partito, il M5S, a sostenere due tesi così diverse, anzi contrapposte?

Purtroppo per chi ci vive, Roma è una città sporca e il servizio di trasporto pubblico non funziona.

Non ci vogliono dei geni per capire, e prendere atto, che l'esperienza delle aziende municipalizzate romane è fallita.

L'Ama (rifiuti) e l'Atac (trasporti) devono essere poste nella condizione di funzionare e fornire il servizio che i cittadini pagano. 

E' necessario, quindi, indire un bando pubblico per attribuire questi servizi a chi offre le migliori condizioni per avere una città pulita e trasporti decenti.

Lo schema è semplice: il Comune indice la gara, le aziende (pubbliche o private) partecipano, il Comune fa i controlli.

In questo modo si ha trasparenza e legalità, due pilastri dei propositi del M5S.

Difficile?

No, basta volerlo, ma la sindaca Raggi e il ministro Toninelli, preferiscono offrire ai cittadini un servizio che non funziona, purché sia di proprietà pubblica e affidato con procedure interne.

Erano per il cambiamento ma non è cambiato nulla.

Una contraddizione, sosterrebbe il filosofo Aristotele.

 

Governo

Aumento dell'Iva e le bufale di Salvini e Di Maio

 

L'Iva aumenterà. Lo hanno deciso i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, proponendo e votando la legge di Bilancio 2019 e il Documento di programmazione economica e finanziaria (Def).

Sono 23 miliardi nel 2020 e 28 miliardi nel 2021.

Leggiamo e sentiamo, invece, le dichiarazioni di Salvini e Di Maio sulla ferma volontà di non aumentare l'Iva.

Per l'occasione, potremmo ricordare la frase latina "verba volant, scripta manent", cioè le parole volano, gli scritti rimangono, e questa è la situazione attuale.

Le dichiarazioni sono lo zuccherino che si propina al popolo in vista delle elezioni europee del prossimo mese.

Chi ci vuol credere ci creda, è come credere agli asini che volano.

E' probabile che nei prossimi mesi i due vicepremier, Salvini e Di Maio, parleranno di rimodulazione dell'Iva, aumentandola su alcuni prodotti, diminuendola su altri e intervenendo sulle agevolazioni fiscali.

E' una partita di giro, si toglie da una parte e si mette nell'altra, con piccoli aggiustamenti.

Per semplificare, e sapere se le tasse aumenteranno, c'è un numero chiaro e definitivo: la pressione fiscale sul PIL, che è riferita alle tasse complessivamente riscosse dallo Stato.

Se la pressione fiscale, in percentuale sul PIL, aumenta, significa che i contribuenti dovranno pagare più tasse.

Semplice.

Se, poi, qualcuno vuol credere all'asino che vola, cioè alle dichiarazioni di Salvini e Di Maio, è libero di farlo.

 

25 aprile

dalla Liberazione i valori di umanità sui quali si fonda la costruzione di comunità accoglienti

 

In un anno in cui la solidarietà, principio costituzionale, viene messa in discussione e svilita, il Coordinamento Lombardo Comunità di Accoglienza ribadisce l'impegno delle 37 organizzazioni aderenti, dei 2mila soci e dei 1.800 lavoratori nel portare a compimento la propria missione di solidarietà verso gli oltre 120mila cittadini lombardi ai quali rivolge i propri servizi attraverso 450 strutture sul territorio.

Ecco le parole del presidente del CNCA Lombardia, Paolo Cattaneo: 

"Resistenza e Cittadinanza" era il titolo dell’assemblea nazionale del CNCA del giugno 2006. Sono passati 13 anni da allora, ma il tema dei diritti e delle responsabilità, per la costruzione di comunità accoglienti, è sempre più centrale.

Il nostro futuro di Paese, di società, di organizzazioni che hanno a cuore la vita delle persone, la cura delle relazioni, la dignità del lavoro si fonda sui valori di umanità espressi dalla nostra carta costituzionale, frutto e spinta della lotta di Liberazione che le nostre madri e i nostri padri hanno saputo regalarci.

Un dono che teniamo caro e che trasmettiamo alle nuove generazioni, attraverso la testimonianza diretta e attraverso la raccolta delle mille storie di resistenza, che ci giungano dall’Africa come da Rogoredo, da Roma come da Calolziocorte, da un bimbo accolto in comunità come da un giovane impegnato in una startup.

Questo l'invito che il CNCA Lombardia invia a tutti i cittadini e che diviene monito alle istituzioni nelle sue diverse forme.

 

FATTI DELLA VITA

 

Cassazione (sezione  lavoro): é illegittimo il taglio delle pensioni introdotto dalle Casse di previdenza privatizzate senza una specifica norma di legge. La decisione n. 9864/2019 si aggiunge alle 37 sentenze  tutte a senso unico e con motivazioni pressoché identiche tra loro, di cui  otto nel solo periodo compreso tra il 10 dicembre 2018 e il 24 gennaio 2019.

 

CONVEGNO CONFSAL

LAVORO E SICUREZZA: ASPETTI NORMATIVI, TECNICI, FORMATIVI E INNOVATIVI

 

MICHELE DE NUNTIIS

Responsabile CONFSAL Dipartimento Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro

Le priorità attuali in materia di salute e lavoro in Italia

Il mondo del lavoro si è trasformato sfaccettandosi in molteplici tipologie di contratti somministrati a scapito sempre più della tutela dei lavoratori, contemporaneamente alla diffusione crescente del fenomeno, senza distinzione generazionale e di razze, delle morti bianche e del lavoro nero (adulti e bambini, italiani ed immigrati).

Oggi con questo convegno non si vuole avere la pretesa di coprire nel dettaglio tutte le tematiche del complesso mondo della tutela della sicurezza dei lavoratori, ma certamente si tenterà con l’aiuto degli illustri relatori presenti, esperti per i vari settori di competenza, di dare delle risposte a delle domande ormai insistenti che rispecchiano l’incalzare della crisi sociale che stiamo vivendo.

Raffaele Guariniello

Magistrato emerito

Verso dove andiamo? Quale la sicurezza del futuro?

C’è molta confusione e disorientamento: ad oggi non esiste una strategia nazionale e centralizzata in materia di salute e sicurezza in cui vengano indicate le priorità sui cui incentrare l'impegno in modo sinergico, interdisciplinare e partecipato, da parte degli attori della prevenzione, istituzionali, esperti di settore, parti datoriali e sociali.

Salvatore Dovere

Consigliere della Corte di Cassazione

Sarebbe necessario:

Pianificare obiettivi concreti d'intervento e programmi d'azione anche in tema di tumori professionali a bassa frazione eziologica, ai sensi dell'art.244 del DLGS 81 del 2008 s.m. La questione amianto appare comunque irrisolta: i casi di morte per esposizione all’amianto sono effettivamente destinati a diminuire? La comunità scientifica in parte si divide sulla questione. Quale l’esperienza della magistratura penale?

Andrea Magrini

Direttore Scuola Specializzazione Medicina del Lavoro Università di Roma “Tor Vergata”

Adottare misure tempestive efficaci ed efficienti nei confronti dei nuovi rischi emergenti. A tal proposito l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha attivato diverse consultazioni in tema dei lavori verdi, nanotecnologie/nanomateriali, crowdsourcing, robotica, farmaci che aumentano le prestazioni, stampa in 3D, tecnologie di monitoraggio, settore del commercio al dettaglio elettronico. Per molto tempo la funzione del medico del lavoro è stata identificata nella sorveglianza sanitaria periodica finalizzata alla prevenzione delle malattie professionali. Oggi è necessaria invece una visione olistica della salute di chi lavora capace di intervenire prontamente alle nuove sfide mediche che i rischi emergenti ci impongono. Quale lo stato dell’arte delle azioni intraprese dalla sorveglianza sanitaria per prevenire il rischio correlato all’esposizione ai rischi emergenti?

Promuovere lo stile di vita attraverso programmi di prevenzione svolti dai medici del lavoro a livello aziendale e finalizzati ad incentivare stili di vita sani (quali le azioni intraprese finora attraverso l’Accordo del 14 febbraio 2018 tra Ministero della salute e SIML, Società Italiana di Medicina del Lavoro?): sussiste una discrepanza differenziale nella speranza di vita a 35 anni per classe sociale, operai e dirigenti, con esito mortale non di natura professionale, ma per patologie come malattie ischemiche cardiache, tumori del polmone, diabete, che sono appunto patologie prevalentemente legate allo stile di vita.

Si vede necessario ricorrere all’introduzione dell’indice di benessere nella sorveglianza sanitaria nella valutazione dello stato di salute (benessere psicofisico) del lavoratore. Quale il punto di vista del medico competente?

Giuseppe Piegari

Dirigente INL (Ispettorato nazionale del Lavoro)

Contrastare il fenomeno degli infortuni e soprattutto quello degli infortuni mortali: il bollettino trimestrale delle denunce di infortunio e malattie professionali, IV trimestre 2018, gennaio-dicembre 2018, ha rilevato un aumento delle denunce di infortunio in itinere (+2,87%) ed in occasione di lavoro (+0,59%), aumento delle denunce di infortunio con esito mortale (+10,11%), un aumento delle denunce di malattie professionali protocollate (+2,50%). Quali le possibili soluzioni? A quando le produzioni di Linee guida ad hoc che tengano conto della differenza di genere, dell’invecchiamento e della precarietà di contratti di molti giovani, arruolati velocemente con tirocini non accreditati, per una corretta valutazione dei rischi e predisposizione di azioni di prevenzione, protezione efficienti ed una mirata Vigilanza? Quale l’esperienza e la prospettiva dell’Ispettorato del lavoro?

Antonio Terracina

Coordinatore settore I Contarp Direzione generale INAIL

La norma tecnica volontaria UNI ISO 45001:2018 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)– Requisiti e guida per l'uso”. Questa norma, che è stata pubblicata il 12 marzo 2018 rappresenta un avanzamento nel modo integrato di gestire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con risultati incoraggianti nella prevenzione degli infortuni presso le aziende certificate rispetto a quelle che ancora non l’hanno adottata. La norma 45001:2018 può intendersi come uno strumento utile atto a creare un circolo virtuoso, ovverosia una riduzione del premio assicurativo (Modello T24), impattante in termini di sconto sulle aziende e con ritorno economico, di fatto un guadagno, che possa essere reinvestito dalle aziende stesse nella prevenzione? Quali i risultati ottenuti finora con le aziende certificate finanziate con i bandi ISI dell’INAIL?

Sara Angelone

Medico del lavoro e criminologa

Quando il lavoro si intreccia con il fenomeno del “sistema delle organizzazioni criminali” l’applicazione delle misure preventive nel mondo del lavoro ed ogni tipologia di intervento appare vano e complicato a fronte di una devianza subculturale di base preesistente ed ancora fortemente incardinata nel nostro Paese. Un recente studio di Save the Children ha dimostrato il coinvolgimento disarmante di bambini anche italiani nel mondo del lavoro nero. Forte è l’esigenza di un intervento integrato, interattivo ed interprofessionale, già nelle scuole; necessita una cooperazione istituzionale, la partecipazione del terzo settore e della società civile. Sussiste una relazione tra lavoro nero, criminalità organizzata ed infortuni sul lavoro e qual è l’impatto economico?

Lucia Massa

Responsabile CONFSAL Dipartimento Formazione

La Confsal si è impegnata nella realizzazione di un Patto culturale che consenta il passaggio dalla formazione in quanto tale alla diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui potrà giovare ogni settore lavorativo e la società stessa. Quale progettualità e modalità per raggiungere lo scopo citato?

Oliviero Casale

Marketing and Training Manager MTIC Group

Certamente non si può parlare di formazione ed informazione dei lavoratori né di misure preventive se non si conosce il fenomeno dell’innovazione e come esso possa impattare sulla sicurezza nel mondo del lavoro. Al riguardo la standardizzazione è effettivamente un ulteriore strumento necessario oltre che utile per uno sviluppo sostenibile e per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro? E che ruolo ha la formazione accreditata?

Andrea Bortolotti

CTO Vection Group Ltd

D’altra parte a nulla può valere una formazione che seppur contestualizzata in modo specifico nei vari settori lavorativi non sia effettuata in modo efficiente e controllato e verificabile. La Realtà virtuale, ultimo argomento della giornata, ma non per questo meno importante, aiuta in tal senso e sembra risolverci non solo le questioni correlate all’addestramento ma anche i problemi dei costi effettivi che la formazione stessa comporta con non poche difficoltà per le PMI (Piccole Medie Imprese). Quale applicabilità di queste tecnologie nel mondo del lavoro? E quali i possibili vantaggi nell’ambito della sicurezza?

 

Governo

Non ci sarà l'aumento dell'Iva, racconta Di Maio

Credibile? No.

 

Non ci sarà alcun aumento dell'Iva, neanche nei prossimi anni, racconta il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio.

Credibile? No.

A parte le conversioni a U del vicepremier, che abbiamo registrato, ad esempio, dal NO all'euro e, quindi, NO alla Ue, posizioni sulle quali il M5S ha preso i voti, al SI all'euro e, quindi, SI alla Ue dopo che  si sono seduti comodamente sulle poltrone governative, abbiamo voluto leggere cosa dice il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (Def), approvato pochi giorni fa dal governo.

Ebbene, a pagina 5 del Def c'è scritto che si prevede un "aumento delle aliquote IVA a gennaio 2020 e a gennaio 2021, nonché un lieve rialzo delle accise sui carburanti a gennaio 2020."

Parimenti nella legge di Bilancio 2019, approvato dal Governo, a pag.39, sono previsti gli aumenti dell'Iva.

Riassumendo:

1. Di Maio racconta che non ci sarà l'aumento dell'Iva.

2. La legge di Bilancio 2019, approvata da Di Maio, prevede aumenti dell'Iva.

3. Il Def, approvato da Di Maio, prevede aumenti dell'Iva.

Quindi, Di Maio racconta bufale.

 

730 precompilato al via

 

I contribuenti possono scaricare dal sito dell'Agenzia delle entrate il proprio 730 con invio telematico possibile dal 2 Maggio al 23 Luglio (2019), tutto tramite il sito dedicato infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it.

Della precompilazione si occupa l'Agenzia delle Entrate utilizzando i dati presenti nell'anagrafe tributaria (dichiarazioni precedenti), aggiungendovi quelli relativi agli oneri detraibili e deducibili trasmessi da terzi (interessi passivi mutui, premi assicurativi, contributi, etc.) e i dati contenuti nelle certificazioni dei sostituti di imposta relativi ai redditi da lavoro o ai trattamenti pensionistici (la “certificazione unica”).

Nella dichiarazione sono presenti in automatico anche le spese sanitarie (grazie anche al “sistema tessera sanitaria”), le spese universitarie, quelle funebri e le quote di spesa relative agli interventi edilizi per i quali si può fruire delle detrazioni fiscali del 50% (ristrutturazione edilizia) o del 65% (interventi di riqualificazione energetica). Negli anni scorsi si sono aggiunte anche le rette degli asili nido e altre spese per le quali la possibilità di detrazione è stata introdotta da normative del 2017 (spese per l’acquisto di alimenti medici, canoni locazione studenti universitari). Da quest’anno sono introdotte anche le spese su parti comuni condominiali che danno diritto al bonus verde e le somme versate dal 1/1/2018 per assicurazioni contro le calamità.

La regola è la stessa degli anni scorsi: si può confermare il 730 così come lo si trova o si può correggerlo e/o integrarlo, direttamente online o tramite un intermediario (centro di assistenza fiscale, commercialista, proprio datore di lavoro abilitato). La novità del 2019, disponibile dal 10/5, è la possibilità di scegliere la modalità di compilazione semplificata, per modificare in maniera guidata il quadro E delle detrazioni.

Si ricorda che l'utilizzo del precompilato non è obbligatorio: è sempre possibile non fruirne e presentare il 730 tradizionale tramite un intermediario, compilandolo da soli o con l'aiuto dell'intermediario stesso.

 

FATTI DELLA VITA

 

UN'ALTRA LEZIONE DEL QUIRINALE AI PARLAMENTARI DISTRATTI (CRIMI IN TESTA) SULLA SOPRAVVVENZA DELLE TESTATE GIORNALISTICHE.

I TAGLI ALL'EDITORIA FAVORISCONO I GRANDI GRUPPI ECONOMICI E I CITTADINI RICCHI CHE VOGLIONO FARSI UN GIORNALE

Nel suo messaggio del 4 dicembre 2018 in occasione del Centenario della Fondazione dell'Associazione Stampa parlamentare, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha difeso la stampa: "Com'è noto, la nostra Costituzione non si limita a stabilire principi e valori, ma chiede allo Stato di farsi parte attiva per il loro raggiungimento. Questo vale, naturalmente, anche per la libertà di opinione e di espressione. Il pluralismo informativo è un valore fondamentale per ogni democrazia, che va difeso e concretamente attuato e sostenuto".

 

Dannoso uscire dalla Ue,

Regno Unito e Grecia lo dimostrano

 

Per prima ci provò la Grecia che, nel 2015, indisse un referendum consultivo sul programma di drastici interventi economici proposti dalla cosiddetta trojka (Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale).

In sostanza la Grecia doveva decidere se uscire dall'euro, e quindi dalla Ue, o avviare massicce riforme. Il popolo votò NO al programma, ma il governo greco fece il contrario e accettò le proposte della trojka, in cambio ebbe aiuti finanziari da restituire nel corso degli anni.

L'anomalia è stata che il capo del governo era, ed è, Alexis Tsipras, che fu il promotore del referendum per la Grexit, per poi non attuarla.

Il Regno Unito ha votato, circa 3 anni fa, la cosiddetta Brexit, cioè l'uscita dalla Ue. Il referendum fu promosso dal capo del governo conservatore David Cameron. Vinse il SI all'uscita e furono avviate trattative dalla nuova premier conservatrice Theresa May con la Ue. Dopo tre anni e una infinità di incontri bilaterali, si è arrivati ad un testo concordato che però è stato più volte respinto dalla Camera dei Comuni. Risultato: il tutto è stato rinviato ad ottobre prossimo.

Il motivo è semplice: le economie comunitarie sono integrate e una uscita unilaterale di qualsiasi Stato danneggia tutti.

L'Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 25% per il benessere (sanità, pensioni, assistenza).

Non ci sono aree mondiali che hanno queste caratteristiche, neanche gli Usa, tantomeno Russia e Cina.

C'è ancora da fare, ovviamente, per una ulteriore integrazione, ma questa è la direzione nella quale muoversi.

Nazionalismi, o sovranismi, che dir si voglia, hanno prodotto le più devastanti guerre dello scorso secolo.

A maggio ci sono le elezioni europee.

La memoria dovrebbe aiutare.

 

Governo

i tagli alle pensioni

 

"Pensionato stai seremo", dice questo governo, che ti toglie i soldi.

Scattano da questo mese i tagli alle pensioni.

E' l'effetto della decisione del governo lega stellato, approvato dalla relativa maggioranza parlamentare.

Si tratta dei mancati adeguamenti all'indice Istat che riguardano 5 milioni di pensionati e porterà nelle casse dello Stato qualcosa come 3,6 miliardi di euro in 3 anni (1).
Non si tratta di pensioni d'oro ma di quelle superiori a 1.522 euro lordi mensili, che equivalgono a circa 1250 euro netti. Sopra questa cifra non ci sarà l'adeguamento all'Istat, cioè alla svalutazione, con relativa decurtazione delle pensioni.

C'è un problema in più: i pensionati, oltre a non vedersi adeguata la pensione, dovranno restituire quanto percepito nei primi tre mesi di quest'anno durante i quali, invece, c'è stato l'adeguamento Istat.

Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di pensionati, dei quali circa 8 milioni non hanno versato contributi in relazione alla propria pensione (2), per cui sono a carico della fiscalità generale, cioè delle tasse pagate dalle imprese e dai cittadini, comprese quelle versate dai pensionati veri e propri, ai quali si sottrae l'adeguamento della propria pensione alla svalutazione, dopo aver pagato le tasse anche per gli 8 milioni di pensionati che non hanno versato contributi previdenziali né pagano tasse


CIANCIOTTA, PRESIDENTE OSSERVATORIO NAZIONALE INFRASTRUTTURE CONFASSOCIAZIONI:

“LA NOSTRA PROPOSTA AL SENATO PER INSERIRE LA FUNZIONE E LE COMPETENZE DEL PROJECT MANAGER NEL SETTORE DEGLI APPALTI PUBBLICI”

 

“Negli ultimi trenta anni in Italia sono state prodotte troppe norme, mentre non ci si è concentrati su un aspetto fondamentale: quello delle competenze. Nel nostro intervento sugli strumenti migliorativi per accelerare le procedure amministrative e fare ripartire i cantieri chiederemo pertanto alla Commissione del Senato di inserire nella qualifica dei Commissari ad acta la funzione e le competenze del project manager”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’ Osservatorio Nazionale sulle Infrastrutture di CONFASSOCIAZIONI, Stefano CIANCIOTTA, tra gli esperti convocati dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato, per discutere della Legge Delega di riordino del Codice dei Contratti

Della delegazione dell’Osservatorio di CONFASSOCIAZIONI presente all’audizione della Commissione parlamentare che si svolge nel pomeriggio di domani martedì 9 aprile, farà parte anche il Vice Presidente esecutivo con delega al Centro Studi Antonio ORTENZI, tra i massimi esperti nazionali di Project Management nel comparto delle costruzioni, la metodologia che ottimizza la pianificazione, l’esecuzione e il controllo dei progetti pubblici e privati ed esperto di BIM (Building Information Modelling).

“La copiosità delle leggi e l’aumento del sistema dei controlli e delle sanzioni - ha osservato ORTENZI - hanno prodotto un risultato diametralmente opposto. Va quindi trovato un giusto equilibrio tra le buone pratiche di management e la burocrazia, il cui apporto allo snellimento delle procedure non deve più essere di tipo conservativo. Il settore degli appalti pubblici deve investire sull’innovazione dell’organizzazione con il BIM, il Project Management e la blockchain, per dare trasparenza e sicurezza al sistema delle procedure”.

“Il lavoro portato avanti dall’Osservatorio Nazionale sulle Infrastrutture di CONFASSOCIAZIONI, fin dalla sua costituzione, è sempre stato contraddistinto da obiettivi perfomanti e qualificanti fondamentali per dare valore al futuro - ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Angelo DEIANA -. Dall’iniziativa al Cnel sulla digitalizzazione del Paese a quella alla Camera dei Deputati, dove è stato presentato il Rapporto strategico sulle infrastrutture europee sono state individuate strategie, azioni e strumenti idonei a produrre uno sviluppo omogeneo e articolato del Paese. È importante guardare ad un orizzonte dove il fare e il fare bene diventino realtà quotidiana e non l’eccezione. Sono le competenze giuste al momento giusto una delle leve garanti per il rilancio del nostro Paese”.

 

FATTI DELLA VITA

INPGI

 

E’ ripartito il tavolo tecnico al Ministero del Lavoro. I vertici dell'ente hanno consegnato il bilancio tecnico attuariale, che ovviamente  ipotizza l'allargamento della platea degli iscritti con l'assorbimento nell'Istituto  dei comunicatori dei settori pubblici e privati nonché di coloro che svolgono attività, anche di natura tecnico-informatica, inerente la produzione, il confezionamento o la fruibilità di contenuti a carattere informativo diffusi sul web o su altro canale multimediale. Gli esperti dei Ministeri vigilanti (Economia e Lavoro) e della Ragioneria generale dello Stato ora faranno le loro valutazioni sull'impatto (130/150 mln?) delle nuove iscrizioni sui conti della Fondazione. A fine settimana dovrebbe tenersi una riunione politica con Durigon e Crimi. Il nuovo assetto dell'Istituto potrebbe essere inserito nel "Dl crescita".

 

Ius soli

Di fatto esiste già,

da 27 anni

 

E' tornato di attualità l'argomento Ius soli, cioè il diritto alla cittadinanza nello Stato in cui si nasce, indipendentemente dalle condizioni dei propri genitori.    

In Italia, lo Ius soli di fatto esiste già, da 27 anni.

Pochi se ne sono accorti ma questo diritto è presente nel nostro ordinamento dal 1992, cioè dalla cosiddetta "Prima Repubblica".

Infatti, la legge n.91 del 1992, all'art. 4, comma 2, prevede che: "Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data".

Ricordiamo che si tratta di un diritto soggettivo (non una concessione dello Stato), condizionato alla sussistenza di tre requisiti:

1) essere nati in Italia;

2) aver risieduto ininterrottamente in Italia fino ai diciotto anni;

3) sottoscrivere una dichiarazione di volontà di essere cittadino italiano (elezione di cittadinanza), entro un anno dal compimento della maggiore età.

Quindi, a ben vedere, la normativa attualmente in vigore, se da un lato costringe il minore ad attendere il diciottesimo anno di età per poter scegliere la cittadinanza italiana, dall'altra ha applicazione ampia poiché non richiede la titolarità, da parte di un genitore, del permesso di soggiorno comunitario per soggiornanti di lungo periodo.

Pochi giorni fa, la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha dichiarato che lo Ius soli non esiste quasi da nessuna parte del mondo.

Non è così, perchè lo Ius soli, è diffuso in molti Stati delle Americhe.

In Europa esiste lo Ius soli condizionato  a determinati requisiti, quali, ad esempio, la residenza dei genitori, per un determinato periodo di tempo, nello Stato in cui si richiede la cittadinanza per il figlio.

 

Governo

Legittima difesa e l'asta della paura

 

"La difesa è sempre legittima", dichiara il ministro Matteo Salvini. Dimentica di aggiungere "se è legittima".
Chi decide se la difesa è legittima? Il magistrato, non l'aggredito.

La legge sulla cosiddetta legittima difesa è un pasticcio, scritta male e non avrà conseguenze pratiche se non quello di complicare l'accertamento degli eventi, come dichiarano magistrati, giuristi di diritto penale e avvocati penalisti.

Come nasce questa sensazione di insicurezza, così diffusa?
Dalla paura, che è uno stato emotivo di difesa, giustificato o meno.
Osservando i dati, però, si rileva che la paura generata dalla presunta insicurezza non è giustificata.

Nel periodo: 2012 - 2018.
1. le rapine sono diminuite del 32%;
2. i furti sono diminuiti del 21%;
3. gli omicidi sono diminuiti del 43%.

Dal 1992 al 2018 gli omicidi sono diminuiti dell'82%.

Inoltre, in 4 anni, i procedimenti giudiziari nei confronti dei cittadini accusati per eccesso colposo di legittima difesa, sono  stati, in media, di 1 (uno) l'anno.

Dunque, Perché mai si è avviata questa campagna per le legittima difesa? Da cosa è generata questa paura diffusa? 

Oltre a un'insicurezza generale, determinata dalla crisi economica, alcuni fatti criminosi sono stati ampliati dai media, i quali hanno puntato alla notizia clamorosa per aumentare le vendite o gli ascolti, il che vuol dire incrementare gli incassi.
Insomma, la paura produce soldi. Più si aumenta la paura, maggiori sono i guadagni.

Analogamente, chi cavalca politicamente la paura vuole aumentare i consensi elettorali.
Insomma, la paura produce voti. Più si aumenta la paura più affluiscono i voti.

E' un'asta al rilancio della paura che ha prodotto quell'aberrazione giuridica che è la cosiddetta legge sulla legittima difesa.
Il governo lega stellato ha alzato la cortina fumogena della legittima difesa, per nascondere i problemi reali del Paese, certificati ora dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che ha dichiarato: "la nostra economia è allo zero".
 Sollecitare paure e rancore, è la linea di condotta dei vicepremier Salvini e Di Maio, indirizzata di volta in volta contro una istituzione, una categoria sociale o politica, individuati come nemici contro cui si agita la ghigliottina.
E' una storia già vista, ed è finita tragicamente.

 

Calcio giovanile

Daspo ai genitori

 

Minacce, insulti e risse sugli spalti dei campetti. On. Prisco: 'Per il bene dello sport i papà e le mamme violenti vanno allontanati' 

 

L'introduzione del Daspo per i genitori hooligans nel calcio giovanile viene sollecitata in Parlamento da Fratelli d'Italia. «Numerosi fatti di violenza, anche recenti, nei campionati minori – dichiara in una nota il deputato Emanuele Prisco - impongono un provvedimento immediato. La stessa legislazione del Daspo, già prevista per tenere lontani dagli stadi d'Italia i tifosi violenti, va estesa ai padri e alle mamme esagitate che con i loro comportamenti maleducati e provocatori rovinano momenti di sport e di divertimento. Il calcio è lo sport che fa registrare le maggiori criticità - si legge in una nota - ogni settimana in troppi campetti si ripetono insulti, minacce e offese che talvolta sfociano perfino in risse. I genitori, ma più in generale tutti coloro che partecipano a eventi sportivi di minor entità, non possono rimanere impuniti per comportamenti anche penalmente rilevanti che incitano alla violenza e delegittimano sia gli avversari che il ruolo delicato dell'allenatore-educatore». Secondo il parlamentare umbro FdI ogni genitore, accompagnatore o spettatore di partite di calcio giovanile «deve rispettare le regole di civiltà in un cammino di crescita che sappia insegnare i valori del rispetto e dell'educazione verso il prossimo».
«Il nostro obiettivo - spiega l’esponente di FdI a Montecitorio - è quello di isolare atteggiamenti scorretti, scomposti e violenti commessi da spettatori che offendono i loro avversari, gli arbitri e i supporters delle altre squadre, incitando i propri figli a interventi fallosi. Forse perché incapaci di rendersene conto - prosegue il comunicato - alcuni genitori attaccabrighe con i loro atteggiamenti danneggiano e umiliano i loro stessi figli durante momenti di aggregazione. Il calcio, come la vita, è un'importante occasione di crescita e di maturazione per i giovani che, allo stato, troppo spesso sono costretti a soffrire le ingerenze di pubblici maleducati e talvolta irrispettosi delle più elementari regole di comportamento. La cultura sportiva, perseguendo finalità formative e sociali, si pone tra gli altri come fine la valorizzazione delle relazioni umane, della lealtà e della correttezza». 
«Statistiche alla mano il provvedimento del Daspo inflitto dal questore - spiega Prisco - ha progressivamente ridotto il numero di incidenti nei nostri stadi; nel calcio giovanile, dove non mancano di certo figure negative, è giunto il momento di contrastare con forza ogni comportamento ineducato, offensivo e discriminatorio. Il Daspo per i genitori hooligans - conclude il capogruppo in Commissione affari costituzionali - rappresenterebbe un forte deterrente per alcuni padri esagitati che in base a quanto commesso dovranno rimanere lontani da qualsiasi evento sportivo per il periodo stabilito dalla legge. Dovrebbero anche essere proposte forme di incentivo alle società sportive italiane con il pubblico virtuoso».

 

FATTI DELLA VITA

 

Diritti umani, l'impunità per chi minaccia i giornalisti è una violazione della Convenzione europea. Nuova sentenza della Corte di Strasburgo secondo cui gli Stati non solo devono astenersi dall'ingerirsi nella libertà di stampa, ma devono anche adottare ogni misura per consentire l'esercizio dell'attività giornalistica, per evitare un chilling effect a danno della collettività.

 

Governo

Un disastro continuo

 

Vengono i brividi a vedere i grafici, elaborati dalla Confindustria su PIL, consumi, credito e occupati.

Un disastro.

Il vicepremier, Matteo Salvini, dice che la Confindustria "gufa", cioè fanno i gufi.

I gufi sono bellissimi rapaci notturni, rappresentati come uccelli del malaugurio o, invece, come simboli di saggezza e sapienza, anche se pignoli.

Elenchiamo, allora, chi guferebbe contro questo governo lega stellato, secondo le indicazioni di Salvini:

1. Commissione europea.

2. Organizzazione per la collaborazione e lo sviluppo economico.

3. Banca Centrale Europea.

4. Banca d'Italia.

5. Fondo Monetario internazionale.

6. Agenzie di rating.

Tutte queste istituzioni e società a gufare? Il ministro Salvini ritiene di essere vittima di un complotto internazionale, ordito da organizzazioni che vogliono rovesciare il legittimo

governo eletto dal popolo?

Invece di affrontare una situazione economica disastrosa, il vicepremier Salvini si esercita, come il torero, ad agitare un drappo rosso davanti agli occhi del popolo, inoculando paure prive di fondamento e sollecitando rancore.

Nel frattempo il Paese va a rotoli, lo spread sale, il debito pubblico aumenta, il PIL diminuisce, i consumi si riducono, il lavoro si fa precario, l'accesso al credito è in picchiata e la disoccupazione è alta.

Questo il quadro della situazione, mentre Salvini continua la campagna elettorale a suon di bufale, in vista delle prossime elezioni.

 

Al via il nuovo accordo per i contratti di locazione a canone concordato.

Forti dubbi di legittimità per un secondo accordo presentato al Comune        

 

Entra in vigore il nuovo accordo territoriale per il Comune di Roma col quale si regola la stipula dei contratti di locazione a canone concordato. L’importante lavoro svolto nel corso dei dieci mesi di confronto tiene in equilibrio i bisogni degli inquilini e gli interessi della proprietà, mantenendo i livelli di canoni concordati proporzionalmente al di sotto dei valori di mercato rispetto alla fiscalità agevolata per il proprietario, data dalla cedolare secca e allo sconto sull’IMU.

Duole stigmatizzare ancora una volta l’atteggiamento superficiale del Comune di Roma che ha consentito il deposito di un secondo accordo dopo quello siglato da 14 organizzazioni (tra rappresentanti degli inquilini e delle proprietà) firmato da sole 3 organizzazioni, pressoché sconosciute, estremamente penalizzante per gli inquilini e i cui canoni risultano essere pari o superiori ai valori del libero mercato.

Poiché lo spirito della norma nazionale è finalizzato a concedere agevolazioni fiscali per allentare la tensione abitativa nella città, favorendo la stipula di contratti a canoni calmierati, il Comune mette a rischio principalmente la parte dei proprietari qualora l’Agenzia delle Entrate verificasse che i contratti stipulati in applicazione di questo secondo accordo non avessero tali caratteristiche. Il Comune dovrà anche giustificare per proprio conto il mancato gettito sulla quota IMU per contratti stipulati, nei fatti, a canoni di mercato.

In questo quadro risulta inspiegabile come organizzazioni che si dichiarano rappresentative di inquilini o studenti possano aver accettato di siglare questa intesa.

Rimane la forte perplessità sulla legittimità di tale accordo, vista la presenza come “enti stipulanti” di soggetti privati rappresentativi di agenzie immobiliari, come Tecnoborsa, e operatori in pratiche di espropri, in ruoli come l’osservatorio o la commissione di conciliazione, che la norma nazionale affida alle istituzioni pubbliche e alle organizzazioni effettivamente rappresentative delle parti contraenti in forma non onerosa.

Ormai sappiamo che il comune di Roma è abbastanza distratto verso i problemi dei propri cittadini. Nonostante questa consapevolezza ancora una volta ci chiediamo come sia possibile che il Comune di Roma, città agli onori della cronaca per le difficoltà abitative dei suoi concittadini, accetti che la presenza di accordi  assolutamente minoritari come rappresentatività possano inficiare lo strumento che permette una riduzione dei canoni di affitto firmato dalla maggior parte delle associazioni. Per altro l’unico strumento in campo che dà qualche sollievo a chi vive in affitto, vista l’inazione continuativa delle istituzioni tutte in questo campo.

 

Governo

La buffonata delle tasse diminuite e la bufale di quelle che diminuiranno

 

Il contribuente italiano dovrebbe aver sviluppato gli anticorpi ai virus della bufalite che il duo Salvini - Di Maio, diffondono giornalmente nell'etere.

Litigano per finta, per avere maggior spazio mediatico, in vista delle prossime elezioni, per poi ricomporsi, fino alla successiva sceneggiata.

La diminuzione delle tasse era (al passato) uno dei punti programmatici del "Governo del Cambiamento".

Un cambiamento in effetti c'è stato, ma al contrario: la pressione fiscale è aumentata dal 42,2 al 42,5% del Pil, circa 5 miliardi di euro in più di tasse. Vero è che per le partite Iva, al di sotto di 65 mila euro, è stata applicata una aliquota unica al 15% il che, però, potrebbe indurre a tentazione di non certificare redditi superiori a quella cifra.

Insomma, con una mano si dà, a pochi, e con una mano si toglie, a molti.

Un altro annuncio clamoroso, era stato proclamato da Salvini, il quale aveva promesso l'abolizione delle accise sui carburanti; promessa, ovviamente non mantenuta, perché qualcuno gli deve aver fatto quattro calcoli, dai quali risultava che le casse dello Stato avrebbero perso qualcosa come 25 miliardi di euro, per cui di abolizione di accise non se ne parla più.

In questi giorni è tornata di moda, sempre in vista delle prossime elezioni, la flax tax, che vuol dire tassa unica, ma che, secondo le proposte leghiste, è diventata dual tax, cioè due aliquote fiscali. Dove prelevare i soldi per compensare le minori tasse e, quindi le minori entrate fiscali? Non è dato di sapere.

Tra l'altro, il prossimo anno ci sono 23 miliardi di sterilizzazione dell'Iva e, in quello successivo, di altri 28 miliardi, in totale 51 miliardi che, secondo le promesse del Di Maio, saranno sterilizzate, cioè a carico dello Stato, ovvero del contribuente.

Speriamo, almeno, che il contribuente abbia sviluppato gli anticorpi ai virus della bufalite.

 

FATTI DELLA VITA

 

Crimi spara cifre sbagliate sulla pensione media dei giornalisti dipendenti (75mila euro ieri, 23mila oggi). La realtà è diversa come afferma una inchiesta di Assinews (quotidiano online assicurativo): con circa 77.740 mila euro l'anno sono i notai a essere in cima alla classifica dei pensionati più ricchi. Seguiti dai docenti universitari (65 mila), dai giornalisti (52.060), dai dirigenti di azienda (51.020) e dagli iscritti al fondo Volo, prevalentemente Alitalia (45.580). Ci sono poi i commercialisti (36.220) e più distanziati gli avvocati (27.250), i lavoratori del settore telefonico (26.260) e i ragionieri (25.830).  Giornalisti, quindi, al terzo posto dopo aver detenuto per anni la seconda posizione.

 

“Il decreto sblocca cantieri approvato dal Consiglio dei Ministri non è altro che un parto isterico: l’esecutivo ha concepito il nulla e non c’era certo bisogno della clausola ‘salvo intese’ per accorgersi che l’amorazzo gialloverde è agli sgoccioli. Lo sbloccacantieri, al di là delle intenzioni, così come è stato concepito, non cambierà nulla giacché al governo del Paese c’è un manipolo di improvvisati, che non sa che cosa significhi programmazione perché privo di una visione globale e razionale dei problemi del Paese. Lo sblocca cantieri è pura propaganda, un’operazione di maquillage occasionale che, peraltro, rispolvera la vecchia Legge Obiettivo fortemente voluta da Silvio Berlusconi nel 2001 e prevede la nomina di commissari straordinari per ogni singola opera. Una misura che da sola non basterà”.

Così in una nota l’on. Diego Sozzani, capogruppo di Forza Italia in Commissione Trasporti a Montecitorio e responsabile Infrastrutture del partito.

 

Giustizia

subito 1.300 nuovi agenti nelle carceri d’Italia.

Il laser ai poliziotti penitenziari? Governo: «Forse, vedremo»

 

Milletrecento poliziotti penitenziari da assumere nel 2019, altri 577 tra il 2020 e il 2023. Sono i numeri forniti dal Ministero della Giustizia che attraverso un’«incisiva politica di risanamento del diffuso tasso di scopertura degli organici del Corpo, anche tenuto conto delle indifferibili necessità di prevenzione e contrasto della diffusione dell’ideologia di matrice terroristica in ambito carcerario», intende raggiungere l’«obiettivo prioritario dell’innalzamento degli standard di sicurezza» degli istituti di pena italiani. Del potenziamento degli organici ha parlato il sottosegretario Vittorio Ferraresi rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Giustizia proposta da Fratelli d’Italia. In particolare i parlamentari Emanuele Prisco, Mauro Rotelli, Carolina Varchi e Ciro Maschio hanno spiegato che nel nostro Paese ci sono «diecimila detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare» e che gli agenti sono «quotidianamente impegnati a garantire la sicurezza» anche attraverso il «monitoraggio del radicalismo islamico». «In Italia sono reclusi quasi diecimila detenuti islamici» si legge in una nota di FdI. Secondo gli esponenti del partito di Giorgia Meloni «è urgente una riforma dell’ordinamento penitenziario che assicuri condizioni umani e professionali adeguate, opportune misure di controllo, prevenzione e repressione». 

«Per risolvere le carenze strutturali gli organici insufficienti, i turni usuranti, le strumentazioni inadeguate non al passo con lo sviluppo tecnologico e l’equipaggiamento obsoleto è necessario - spiegano i deputati - è necessario stanziare maggiori risorse finanziarie». FdI si è infine soffermata sui «ripetuti episodi di violenza e le aggressioni subìte dai poliziotti penitenziari» sollecitando, per loro, la possibilità di utilizzare il taser. IL governo, sul punto, è stato possibilista

 

Governo

Come nasce l'odio

La legge spazza corrotti

 

Citare leggi, articoli, punti e commi è piuttosto noioso, ma serve a capire fatti che scaturiscono da un clima di avversione, ostilità, risentimento e rancore che sfocia nella cattiveria e, infine, nell'odio.

La legge, cui ci riferiamo, è recente, approvata dal Parlamento, su proposta del governo lega stellato, denominata "Spazzacorrotti"

Cosa prevede?

Paragona le associazioni ai partiti, anche le associazioni sportive, per cui, se negli organi direttivi dell'associazione sportiva sono presenti persone che, nei dieci anni passati, hanno ricoperto cariche istituzionali (dai parlamentari fino consiglieri di quartiere), la legge impone una serie di complicati obblighi burocratici, pena multe elevate.
Insomma, una associazione di calcetto viene paragonata ad un partito e, se ha il presidente o un membro del direttivo che sia stato eletto nelle istituzioni, deve sottoporre il proprio bilancio a società di revisione e comunicare al presidente della Camera dei Deputati i dati dell'associazione stessa. In caso contrario, rischia pesanti sanzioni.

Che cosa sottende questa legge? Che i politici sono corrotti, salvo i propri, ovviamente. E' la linea del Di Maio pensiero, capo politico del M5S, che non a caso sosteneva che un politico indagato è colpevole a prescindere, non i propri, ovviamente, e, pur di governare non disdegna, però, di allearsi con partiti che, prima delle elezioni, erano definiti "geneticamente diversi", salvo acquisirne voti per assurgere a cariche istituzionali.

Il Censis, nel rapporto sulla situazione sociale dell'Italia, scrive "la politica e le sue retoriche rincorrono, riflettono o semplicemente provano a compiacere un sovranismo che si è istallato nella testa e nei comportamenti degli italiani.", il "che vuol dire che gli  italiani sono diventati nel quotidiano intolleranti fino alla cattiveria.", alimentata dalla individuazione o di un nemico istituzionale, di volta in volta scelto per canalizzare il risentimento, come l'Ue, oppure un diverso, per collocazione sociale, economica, etnia, lingua e religione.

Dall'avversione all'odio, il passaggio è breve. Fomentato ad arte, in vista delle prossime elezioni.

 

FATTI DELLA VITA

 

E' UFFICIALE.

Per la ferma opposizione del Movimento Cinque Stelle la Commissione Lavoro della Camera ha bocciato per inammissibilità l'emendamento salva INPGI presentato da sette deputati della Lega (primo firmatario l'onorevole Massimiliano Capitanio).

E'stato decisivo l'intervento in prima persona dello stesso Presidente grillesco della Camera Roberto Fico che in una lettera aveva contestato la decisione di tre giorni fa di dichiarare invece ammissibile tale emendamento.

Il Pd ha comunque annunciato il suo voto a favore dell'emendamento Capitanio.

Rischia ora di scoppiare un caso politico tipo TAV.

 

Governo.

La Cina è vicina e il governo sovranista non se ne accorge

 

Mancano pochi giorni all'arrivo di Xi Jinping, presidente della Repubblica Popolare Cinese e segretario del Partito Comunista Cinese che, per l'occasione, firmerà il "Memorandum" sul Belt and Road Iniziative (BRI) di cui abbiamo già scritto.

Il Governo, o meglio i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, sono impegnati nel solito teatrino delle finte contrapposizioni e litigano sui contenuti del Memorandum stesso.

La prima anomalia di questo "Memorandum" è che non sia stato già discusso nelle sedi istituzionali proprie, cioè il Parlamento, nè sia noto ufficialmente il testo, il che lascia intuire della superficialità con cui è stato gestito il dossier.

La seconda questione riguarda la presenza delle imprese cinesi in Italia in settori strategicamente importanti. Occorre chiarire che dietro le imprese cinesi c'è lo Stato cinese, e i rapporti con le imprese italiane sono, quindi, sbilanciati a favore dello Stato cinese, che non opera con logiche di mercato, assumendo il rischio di impresa, ma con quello di un potere finalizzato al raggiungimento di propri obiettivi, che sono quelli di primazia politica.

L'esperienza dovrebbe essere maestra, ma i nostri due vicepremier, in particolare il Di Maio, non ne traggono insegnamento viste le analoghe esperienze, relative alla presenza dello Stato cinese in Africa e in Asia, finite nella trappola del debito, che consiste nel prestare denaro per la realizzazione di infrastrutture, salvo poi appropriarsene per mancata restituzione del prestito.

Il problema riguarda, anche, alcuni Paesi della Ue che hanno sottoscritto memorandum con la Cina.

Esempio, la Repubblica Ceca ha sottoscritto un memorandum per il BRIC con la Cina, ed è interessante vedere come è finita l'iniziativa, così come riportata da un gruppo di studiosi dell'Università di Praga, in una analisi chiamata Sinopsis.

Una azienda cinese, la Cefc, acquista immobili, tv e squadre di calcio, fa incetta di funzionari governativi e di partiti e il suo fondatore diventa, addirittura, consigliere personale del presidente della Repubblica Ceca, il sovranista Milos Zeman. Poi, l'azienda cinese fallisce ma è salvata da un fondo di investimenti dello Stato cinese che ne acquisisce le proprietà. Da notare che lo Stato cinese si identifica con il Partito Comunista Cinese.

Di Maio e Salvini, i nostri sovranisti, pensano di trattare con la Cina come faceva la Repubblica Veneta qualche secolo fa, ma c'è una differenza: la Serenissima era una potenza economica e militare, governata dai Dogi, l'Italia, invece, non è potenza economica e militare ed è governata da Giuseppe Conte, l'avvocato del popolo.

 

Caccia

M5S propone abbattimenti tutto l’anno

 

Una Proposta di Legge inaccettabile e sconcertante per consentire uccisioni tutto l’anno e dovunque. Rosati: un danno enorme per la biodiversità, vorrei sapere cosa ne pensa il Ministro Costa. LNDC cercherà in tutti i modi di contrastare questo scempio, ennesimo regalo alla lobby venatoria.

La fauna selvatica è sempre più a rischio a causa di una Proposta di Legge, la n. 982, in discussione alla Camera. Questa PdL, infatti, vorrebbe modificare la Legge 157 del 1992 che regola la caccia consentendo alle Regioni di provvedere al “controllo delle specie” anche tramite piani di abbattimenti e tale attività potrebbe essere delegata anche ai cacciatori, persino nelle zone e nei periodi dell’anno normalmente vietati alla caccia.

Se passasse questa scellerata proposta, tutti gli animali selvatici sarebbero costantemente a rischio di essere il bersaglio di fucili scatenati a ogni minimo pretesto, che sicuramente non mancherà per poter permettere delle vere e proprie stragi autorizzate. La cosa che più stupisce, in tutto questo, è che la proposta non arrivi dalla Lega – da sempre vicina alla lobby venatoria – ma da un esponente del Movimento 5 Stelle, l’on. Gallinella, che ne è il primo firmatario.

“È sconcertante che il M5S appoggi una cosa del genere”, afferma con stupore Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Per anni hanno parlato di rispetto dell’ambiente e della natura e non si rendono conto che le uccisioni di animali selvatici incontrollate non sono solo immorali ma anche dannose per tutta la biodiversità? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il Ministro Costa, sempre espressione del M5S, di questa inaccettabile Proposta di Legge e cosa pensa di fare al riguardo.”

“Dal canto nostro, come associazione protezionistica, cercheremo in tutti i modi di contrastare questo scempio che è solo l’ennesimo regalo alla lobby dei cacciatori e delle armi, in barba al ‘cambiamento’ tanto sbandierato ma mai arrivato”, conclude Rosati.

 

Governo

Tav, la miopia e la dimensione europea

 

Alle parole, i fatti. La rete di trasporti trans europee porterà lavoro per 800 mila persone, un aumento della ricchezza (Pil) dell'1,6% e  26 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno fino al 2030.

Una visione europea per un insieme di infrastrutture di trasporto integrate che aumenteranno la crescita, l'occupazione e che consentiranno maggiore circolazione di persone e merci.

A questa visione europea si contrappone la sterile e furbesca disputa sul Tav, il treno Torino-Lione.

L'analisi costi-benefici dell'opera, commissionata dal ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha due errori metodologici che rendono nulla l'analisi stessa:

1. l'affidamento a persone che avevano, in precedenza, già espresso valutazioni negative sul progetto;

2. la metodologia utilizzata, che lasciamo valutare a 18 professori universitari di ingegneria e trasporti, che  scrivono:

"lo studio del gruppo Ponti ammette, riconoscendo di non aver utilizzato un modello economico di trasporti per le previsioni di domanda, sostituendolo con due scenari scelti a discrezione dagli analisti, senza alcuna motivazione o analisi di sensitività. Ci troviamo così di fronte ad una decisione di utilizzare "metodologie originali", non calibrate e non supportate da altre esperienze, che si scostano dalla metodologia consolidata, determinando risultati non valutabili scientificamente e quindi inaccettabili.

Il premier, Giuseppe Conte, il vice premier Luigi di Maio e il ministro Danilo Toninelli esprimono la loro contrarietà al Tav sulla base di uno studio che può essere cestinato. Eppure, continuano a sbandierare l'analisi costi-benefici come decisiva nelle scelte effettuate.

Costoro si preparano alle elezioni europee senza sapere cosa sia un progetto comunitario, alla rincorsa dei voti di un elettorato al quale hanno fatto credere a una Europa come

sistema di vincoli e non di opportunità.

Facile sollecitare paure, difficile trovare soluzioni senza studiare e pensare.

 

Governo

Conte, se questo è il premier

 

Giuseppe Conte è il presidente del Consiglio dei Ministri che non è stato eletto, perché la nostra Costituzione non prevede l'elezione del premier, e non è neanche parlamentare. Nulla di grave, salvo ricordare che esponenti del M5S rimproveravano, all'ex premier Matteo Renzi, quello che oggi accettano per il premier Conte.

Il presidente Conte è quello che, a gennaio scorso, neanche un mese fa, prevedeva un futuro luminoso per il nostro Paese e una crescita all'1,5%, quando era già noto che l'Italia era in recessione e tutti gli indicatori economici segnalavano una crescita asfittica. L'OCSE prevede addirittura una recessione per tutto il 2019.

Un po' di ottimismo non fa male, direbbe qualcuno, ma la serietà e l'equilibrio dovrebbero accompagnare le dichiarazioni di un capo di governo, diremmo noi.

Il premier Conte si è insediato a palazzo Chigi il 1 giugno 2018, 9 mesi fa, certamente pochi, ma sufficienti per capire in quale direzione il governo si è mosso.

I segnali di recessione c'erano tutti e, invece di avviare un contenzioso con la Unione europea, che ha portato lo spread da 130 a 330 punti, con aggravio dei conti pubblici, occorreva tranquillizzare i mercati e avviare riforme e investimenti pubblici, avendo, tra l'altro, come ha dichiarato il ministro dell'Economia Giovanni Tria, ben 118 miliardi di euro di investimenti immediatamente attivabili; si poteva mettere al lavoro, giorno e notte (è una frase che piace a questo governo) gruppi di lavoro per attivare le procedure necessarie. Non ci risulta nulla di tutto questo.

Sul Tav, al centro del dibattito di questi giorni, bastava riprendere quando stabilito nell'accordo tra il M5S e la Lega: revisione integrale dell'opera nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia, il che significa che occorreva interloquire con la Francia, prima di arrivare alla revisione del progetto, che tra l'altro ha avuto in precedenza ben 8 revisioni, o di avviare una analisi costi-benefici che doveva essere affidata a un gruppo di esperti indipendenti e non a persone che avevano già manifestato la loro contrarietà all'opera.
Ci sono stati 9 mesi di tempo per fare tutto ciò, ma si è arrivati alla scadenza per la presentazione dei bandi di gara con il pericolo incombente della perdita dei finanziamenti e il crollo della credibilità internazionale.

Il presidente del Consiglio, così dice la nostra Costituzione, dirige la politica generale e ne è il responsabile, mantiene l'unità di indirizzo politico e amministrativo, promuove e coordina l'attività dei Ministri.

Non pervenuto.

 

FATTI DELLA VITA

 

Sarà la Corte Costituzionale a stabilire se é legittimo - oppure no - il taglio delle pensioni superiori ai 160 mila euro lordi l'anno pagate dall'Amministrazione regionale e dal Fondo pensioni Sicilia per la durata di 5 anni e mezzo dal 1° luglio 2014 al 31 dicembre 2019. Secondo la Corte dei Conti - Sezione giurisdizionale d'appello per la Regione Siciliana sarebbero violati gli articoli 3, 36, 38 e 53 della Carta repubblicana. Ne ha dato notizia la Gazzetta Ufficiale del 6 marzo scorso.

Pensioni.

Inpgi: la Lega ha presentato un emendamento al "decretone" per salvare la cassa dei giornalisti. Al  Senato l'analogo tentativo della Lega è stato stoppato dal M5S. Auspicabile una convergenza  di Pd, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Va fermata la guerra dei penta stellati al giornalismo professionale, all'Ordine e alla previdenza della categoria. Indebolire i giornalisti,  rendendo precari status giuridico  e  futuro pensionistico, significa indebolire la democrazia  e destabilizzare un sistema centrale nella vita della Nazione. Per l'Inpgi, vitale recuperare i contributi di tutti coloro che fanno i giornalisti di fatto e i "comunicatori professionali" e scaricare la spesa (25 mln circa) degli ammortizzatori sociali sulla fiscalità generale. La crisi dell'editoria ha messo in chiara difficoltà  i conti dell'Istituto. Aumenta il numero dei pensionati e cala drammaticamente quello dei giornalisti contribuenti. Nel 2017 un disavanzo "previdenziale" di 163,976 milioni. Detto andamento è caratterizzato da un trend di costante peggioramento (anche nel 2018).

 

GERALD MBALLE MBALLE, L'ATLETA PARTNER CHE HA RISCHIATO DI NON PARTIRE PER I GIOCHI MONDIALI SPECIAL OLYMPICS  

La sua è una storia straordinaria che merita di essere diffusa

 

Un ragazzo che ha viaggiato tanto nella sua vita e che ha rischiato di non partire per i Giochi Mondiali di Abu Dhabi. Non ha potuto farlo due giorni fa con la delegazione italiana ma da oggi ne fa parte. La sua è una storia incredibile e questo è un lieto fine che merita davvero. E' una storia che meriterebbe una pagina su tutti i giornali, quella raccontata su Facebook da Alessandra Palazzotti , il Direttore Nazionale di Special Olympics Italia

"Gerald rappresenta per me il simbolo di cosa vuol dire essere determinati e lottare contro le discriminazioni. Perchè lui è un Game Changer, il primo dei determinati, e perché abbiamo dovuto essere determinati e lottare in tanti per averlo con noi ai Giochi Mondiali di Special Olympics. Purtroppo il suo passaporto con la qualifica di rifugiato politico non e' ritenuto valido per entrare negli Emirati. Eh si, perchè un ragazzo che viene da un paese in guerra attraversando l'Africa e poi il mare ancora minorenne, che viene accolto in Italia, si integra, fa il volontario alla Croce Rossa per 'restituire quanto di buono l'Italia gli ha dato', si allena da anni con gli atleti Special Olympics, studia perché vuole andare all'università, ecco questo ragazzo deve vivere l'umiliazione di non essere accolto nel paese che ospita l'evento più inclusivo dell'anno.

Noi non ci stiamo.

Noi crediamo che le regole, se sono sbagliate, si debbano cambiare. Allora ci offriamo come garanti, siamo in tanti a volerlo fare. Ma non basta. E allora scriviamo a tutti: consoli e  ambasciatori. Smuoviamo le montagne perché vanno cambiate le regole del gioco. Perché è così che si deve fare. Per difendere i propri diritti e quelli degli altri si deve essere pronti a mettersi in gioco davvero, a prendersi delle responsabilità, a rischiare. Noi l'abbiamo fatto. Non siamo riusciti a farlo partire con i compagni e a fargli vivere le due inebrianti giornate che hanno preceduto l'imbarco, ma dopo una notte di scambi di messaggi e telefonate tra Abu Dhabi, Roma e Settimo Torinese e' arrivato l'OK e abbiamo confermato il volo che avevamo opzionato.

Gerald ha preso un pullman prima dell'alba per andare in aeroporto perché l'ambasciatore negli Emirati ha deciso di concedergli un permesso per entrare. E allora alle 6 di mattina ci sentiamo, mi devo assicurare che il pullman sia puntuale.

Gerald su quel pullman c'è perché questa occasione non la perderebbe per niente al mondo. Arriva in aeroporto con il suo biglietto. Ma il suo biglietto e il suo documento non bastano. 
Purtroppo in aeroporto fanno problemi, Gerald non parte, perché comunque ha un documento diverso dalla norma. Ha uno di quei documenti che indicano che dovrebbe essere protetto e invece viene trattato come un delinquente. Allora ancora a smuovere montagne alle 6 di mattina. Anche stavolta siamo in tanti e forse anche un po' fastidiosi. Si apre un triangolo Dubai Torino Roma che fa l'impossibile.

Ok, alle 9 Gerald ha la carta d'imbarco. L'aereo parte alle 9.55. Subito al controllo. Mi manda la foto sorridente di chi finalmente sta andando a vivere un sogno agognato per un anno.

"Gerald mandami un messaggio quando metti il sedere sul sedile dell'aereo".

Dopo poco:

"Ale sono seduto"

"Ok, perfetto"

Dopo 4 minuti:

"Ale mi hanno chiesto di scendere dall'aereo. C'e' qualcosa che non quadra. Mi portano via col pulmino. Mi riportano in aeroporto".

Devono fare delle verifiche, richiamiamo tutti quelli che possiamo richiamare, rismuoviamo le montagne. Mentre intanto penso a quanto si possa essere sentito umiliato un ragazzo che viene fatto scendere dall'aereo con tutti che lo guardano e con tanti, pieni di pregiudizi, che sicuramente pensano che quel ragazzo dalla pelle scura avrà rubato qualcosa. Ma noi le regole le cambiamo anche per questa gente qui, quella piena di pregiudizi.

Venti minuti di tensione. Poi:

"Ale mi riportano in aereo".

Respiro di sollievo.

"Ale partito"

E il mio messaggio ha una spunta sola perché il suo telefono finalmente non prende più.

 

Governo. Tav

Diciotto professori universitari smentiscono l'analisi costi-benefici di Toninelli

 

Diciotto professori universitari ed esperti di economia ed ingegneria dei trasporti smentiscono l'analisi costi-benefici del ministro Toninelli.

La chiameremo l'analisi costi-benefici del ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, invece di quella del Gruppo di lavoro appositamente incaricato, perché, come abbiamo più volte scritto, non si può affidare un incarico di valutazione di una opera a persone che hanno espresso il loro parere negativo in precedenza.

Ma sulla analisi costi-benefici di Toninelli vediamo cosa dice la relazione dei professori universitari.

"Costi indebitamente imputati all'opera e benefici non considerati, o stimati in modo discutibile. Si tratta di errori ed omissioni messi in evidenza, che rendono del tutto arbitrarie le conclusioni negative raggiunte."

La valutazione costi-benefici di Toninelli "riconosce di non aver utilizzato un modello economico di trasporti per le previsioni di domanda, sostituendolo con due scenari scelti a discrezione dagli analisti, determinando risultati non valutabili scientificamente e quindi inaccettabili".

Lasciamo, a chi voglia informarsi, al di là della propaganda penta stellata, la lettura del testo completo della relazione dei professori universitari e alleghiamo, per completezza, anche quella del ministro Toninelli.

 

SULLA VALIDITÀ DELLE ANALISI BENEFICI-COSTI IN CORSO PER LE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE.

 

La pubblicazione delle analisi benefici-costi, svolte dal gruppo di esperti MIT presieduto dal prof. Ponti, sul collegamento ferroviario Torino-Lione e, prima, sulla linea AC Genova-Milano (Terzo valico dei Giovi) ha consentito di constatare, alla totalità degli esperti intervenuti in argomento, i molti errori (costi indebitamente imputati all'opera) ed omissioni (benefici non considerati o stimati in modo almeno discutibile) della metodologia applicata.

Si tratta di errori ed omissioni messi in evidenza, che rendono del tutto arbitrarie le conclusioni negative raggiunte.

Rafforza queste convinzioni la preoccupante relazione tecnico-giuridica (Avv. Pucciarello) che accompagna l'analisi costi benefici della Torino Lione, che a nostro avviso avrebbe dovuto essere tenuta in conto anche nelle valutazioni della benefici-costi, in quanto le valutazioni giuridiche evidenziano i possibili costi della non realizzazione del progetto.
Alcuni di questi sono certi (penali e ripristino dei territori su cui si svolgono i lavori in corso), altri probabili, secondo l'avv. Pucciarello del MIT, che riguardano non solo la restituzione o la rinuncia ai contributi UE, ma anche i potenziali danni che i paesi europei potrebbero imputare all'Italia per la soluzione di continuità di un corridoio della rete TEN-T, deliberato dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo, col voto favorevole dell'Italia, con un Regolamento europeo cioè con fonte giuridica non derogabile neanche dal Parlamento italiano con sua legge.

Entrando nel merito della valutazione delle scelte metodologiche e dei sistemi di calcolo dell'analisi, riteniamo richiamare solo alcune questioni che abbiamo ritrovato anche nella nota del prof Pierluigi Coppola, componente del gruppo di esperti presieduto dal prof. Ponti, ma che non ha sottoscritto i risultati dello studio sulla Torino-Lione.

Ci teniamo a premettere che le preoccupazioni e le osservazioni del prof. Coppola costituiscono tutt'altro che un giudizio individuale culturalmente isolato. Esse sintetizzano invece una posizione consolidata nelle discipline dell'economia e dell'ingegneria dei trasporti e riprese sia nelle Linee Guida dell'Unione Europea e dello stesso Ministero dei Trasporti (del 2017) sia nelle esperienze internazionali di studi di fattibilità.

Le questioni centrali, sempre valutate quando si affronta quello che in campo internazionale è definito un megaproject, e invece del tutto trascurate o valutate arbitrariamente nello studio redatto, sono in particolare le seguenti:

1. Lo scenario di riferimento è senza dubbio alcuno quello europeo (si sta valutando un elemento di un corridoio strategico della rete TEN-T) e, di conseguenza, se gli effetti del progetto sono in primo luogo quelli riferibili al campo nazionale (terzo valico di Genova, potenziamento del collegamento ferroviario tra Brescia e Trieste, prospettive future dei Porti della rete TEN-T europea: Genova, Venezia, Trieste) questi sono di fatto estesi a tutti i paesi connessi alla rete TEN-T dal progetto in valutazione (nel caso della Torino-Lione: Ungheria, Slovenia, Francia, Spagna e Portogallo).

Questo aspetto ha effetti diretti sulle previsioni di domanda e sui benefici conseguibili nel 'lungo periodo' con effetti distorsivi che lo studio del gruppo Ponti ammette, riconoscendo di non aver utilizzato un modello economico di trasporti per le previsioni di domanda e sostituendolo con due scenari scelti a discrezione dagli analisti, senza alcuna motivazione o analisi di sensitività. Ci troviamo così fronte ad una decisione di utilizzare 'metodologie originali' non calibrate e non supportate da altre esperienze che si scostano dalla metodologia consolidata determinando risultati non valutabili scientificamente e quindi inaccettabili.

Il sistema delle infrastrutture strategiche italiane da adeguare è già stato individuato nel sottosistema italiano della rete TEN-T (archi e nodi dei quattro core corridors, Mediterraneo, Reno-Alpi, Scandinavo-Mediterraneo, Adriatico-Baltico) il cui adeguamento ha valore strategico (in quanto definito tale perché finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo (2030-2050) della economia e della società  europea ed italiana recepiti dai regolamenti europei 1315/2013 e 1316/2013) in quanto ordinato:

- all'adeguamento ai migliori standard tecnologici delle reti stradali, ferroviarie, di navigazione interna e dei nodi portuali, aeroportuali ed interportuali, comuni all'intera Unione Europea;

- alla riduzione delle emissioni di gas serra da trasporto anche attraverso lo spostamento modale dalla strada alla ferrovia, alla navigazione interna e al mare;

- alla eliminazione degli archi mancanti e dei colli di bottiglia che ostacolano l'allargamento e l'approfondimento fisico del mercato unico interno europeo: driver storico del successo economico del progetto di integrazione europea dagli anni '50 ad oggi.

Una corretta analisi di un progetto strategico dovrebbe pertanto determinare in quale modo lo stesso realizza l'adeguamento tecnologico, lo spostamento modale, l'allargamento del mercato interno europeo.

Sono questi i riferimenti utili a valutare prima di tutto l'adeguatezza degli strumenti metodologici applicati.

L'analisi costi-benefici impiegata dal gruppo Ponti non è in grado di misurare questi benefici.

L'analisi benefici costi di un singolo elemento all'interno di un sistema di collegamenti che rispondono nel loro complesso ad obiettivi strategici sarebbe comunque uno strumento improprio per prendere decisioni, anche se tale analisi fosse condotta in modo corretto.

La rilevanza della scelta europea e nazionale è ancora più rilevante nel contesto degli andamenti dell'economia italiana che, dall'inizio della crisi economica ad oggi, ha visto crescere il ruolo dell'export dal 20 al 31 percento del PIL e che vede nel continente europeo il principale mercato di sbocco del nostro export.

Il trasporto delle merci e dei viaggiatori attraverso l'arco alpino e i vincoli di capacità di molti di questi collegamenti stradali rendono ancora necessario l'affiancamento di un sistema ferroviario con caratteristiche tecnologiche europee (lunghezza, sagoma e velocità commerciale) anche prescindendo dalle considerazioni sulle emissioni di gas clima alteranti, ma tenendo invece in conto il carico del trasporto su gomma in un ambiente delicato come quello alpino.

2. La valutazione dei mancati introiti dello Stato e delle concessionarie di autostrade.

La questione controversa su cui si sta concentrando l'attenzione pubblica, perché di facile comprensione, riguarda la considerazione tra i costi del progetto dei mancati introiti (Stato e Autostrade) per la diversione dei flussi dalla strada alla ferrovia.

Una scelta di politica di trasporto che non spetta di certo ad un gruppo di consulenti del MIT e che qualora venisse accolta metterebbe in discussione l'intera politica nazionale ed europea dei trasporti.

Se si immaginasse di considerare 'costo del progetto' la perdita di ricavi (dello Stato e dei concessionari) si metterebbe in discussione tutta la politica ambientale per la riduzione delle emissioni ed anche lo sviluppo dei veicoli stradali a trazione elettrica, i sistemi condivisi, lo sviluppo dei percorsi ciclo pedonali e così via.

Ma restando all'analisi costi-benefici della Torino-Lione, la forzatura del gruppo Ponti risulta evidente non appena si sottolinei che l'analisi benefici-costi non viene redatta per lo 'Stato' e tutti i 'Produttori' ma per la collettività in accordo alle linee Guida della UE e del MIT.

Se l'analisi è effettuata per la 'collettività' tutti i trasferimenti interni si annullano perché non rappresentano consumi di risorse collettive e quindi accise, iva, tasse e minori ricavi autostradali non vanno considerati.

I docenti universitari ed esperti di economia ed ingegneria dei trasporti:

Giulio Erberto Cantarella, Università di Salerno

Agostino Cappelli, Università IUAV di Venezia

Ennio Cascetta, Università di Napoli Federico II

Paolo Costa, Università Cà Foscari Venezia

Maurizio Crispino, Politecnico di Milano

Alessandro Delpiano, Pianificazione Territoriale e Trasporti Bologna

Angela Di Febbraro, Università di Genova

Guido Gentile, Università La Sapienza di Roma

María Eugenia López Lambas, Universidad Politécnica de Madrid

Edoardo Marcucci, Università di Roma 3

Giulio Maternini, Università di Brescia

Raffaele Mauro, Università di Trento

Agostino Nuzzolo, Università di Roma 2

Marco Percoco, Università Bocconi Milano

Stefano Ricci, Università La Sapienza di Roma

Francesco Russo, Università di Reggio Calabria

Lanfranco Senn, Università Bocconi Milano

Roberto Zucchetti, Università Bocconi Milano

 

Governo

M5S: cosa ne è rimasto

 

Avevano suscitato grandi speranze, finalmente, si diceva, un movimento onesto, trasparente che fa del rispetto della legge un elemento centrale nei rapporti tra cittadini e Stato.

Che cosa è rimasto di tutto ciò?

Sono molti cittadini che hanno notato una serie di contraddizioni, se non di veri e propri voltafaccia, che vogliamo ricordare:

Primo:  No Ilva, poi sì Ilva.

Secondo: No Tap, poi sì Tap.

Terzo: No terzo Valico, poi sì terzo Valico.

Quarto: No Tav, poi vedremo.

In questa storia delle promesse mancate e delle speranze tradite, ci aiuta il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, penta stellato della prima ora, espulso per non aver ubbidito ai vertici del M5S, che chiedevano le sue dimissioni, perché indagato per un fatto del quale successivamente si è dimostrato estraneo.

Analisi e statistica:

1. Tutto streaming, poi niente streaming.

2. Mai alleanze con partiti, poi alleanza con la Lega.

3. Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva, poi presidente non eletto, segretario non eletto, tesoriere non eletto, membri del direttorio non eletti, portavoce non eletti, responsabili

comunicazione non eletti.

4. Candidati scelti dalla base, poi scelti dal capo politico.

5. Mai in televisione, poi sempre in televisione.

6. Fuori dall'euro, poi dentro l'euro.

7. Due mandati elettivi poi a casa, poi si inizia a discutere, con la scusa di valorizzare le competenze acquisite.

8. 30 miliardi di sprechi da abolire al primo Consiglio dei Ministri, poi mai trovati.

9. I ministri li sceglie il Presidente della Repubblica, poi si minaccia l'accusa di tradimento se il Presidente Mattarella sceglie i ministri.

10. Mai più governi non eletti: il presidente Conte non è stato eletto e non è neanche parlamentare.

11. Mai più alleanze post elettorali fra partiti che si presentano divisi e poi inciuciano, poi alleanza con la Lega.

12. Fuori i partiti dalla RAI, poi spartizione con la Lega.

13. Niente fondi alle scuole private, poi sì ai fondi alle scuole private.

14. No ai cacciabombardieri F35, poi sì agli F35.

15. Mai più condoni, poi sì a condoni fiscali ed edilizi.

16. Niente indagati, poi sì agli indagati.

Cosa resta del M5S?

Le poltrone.

 

Governo

M5S, quella incommensurabile distanza tra civiltà e barbarie

 

 

Ricordate Luigi di Maio che sosteneva la colpevolezza, a prescindere, di un politico indagato?

E’ bene, invece, che un "imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva" come recita l'art. 27 della Costituzione.

Sosteneva, sempre Luigi Di Maio, che un sindaco indagato per abuso di ufficio doveva stare fermo un giro, cioè dimettersi.

E' quanto si chiese al sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che non lo fece e fu espulso dal Movimento.

La stessa cosa non accadde al sindaco di Roma, sig.ra Virginia Raggi. Infatti, per tutelare la Raggi, indagata, furono cambiate le regole e la sindaca non si dimise né fu espulsa dal

M5S.

C'è infine la questione della nave Diciotti e del diniego dei senatori penta stellati, alla magistratura, di procedere nei confronti del ministro Matteo Salvini.

Si legge nel programma elettorale del M5S, votato sulla piattaforma Rousseau, che si proponeva l'abrogazione delle "prerogative parlamentari che sottraggono deputati, senatori e ministri, dall'applicazione della giustizia". Su questo programma il M5S ha avuto circa 11 milioni di consensi.

Questo principio non è stato applicato nei confronti del ministro Salvini, proprio da coloro che lo avevano votato sulla piattaforma Rousseau e negato da chi, i parlamentari, dovevano portare quel principio nelle sedi istituzionali.

Sono questi gli elementi che caratterizzano la distanza tra la civiltà e le barbarie: ritenere carta straccia le norme fondamentali che regolano i rapporti tra i cittadini e ritagliarsene di proprie che, a ogni buon conto, possono essere cambiate o negate in relazione alle necessità del momento.

 

concedere gli accrediti secondo le simpatie

 

Il Taranto calcio ha impedito al collega Lorenzo D'Alò l'accesso allo stadio 'Iacovone', dove era in programma la partita di calcio Taranto-Fasano valida per il campionato di serie D, pur essendo il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno regolarmente accreditato e in possesso anche della tessera Coni.

Lo rende noto l'Associazione Stampa della Puglia.

«Senza alcuna comunicazione preventiva, né tantomeno con qualche forma di motivazione, questo ingiustificabile divieto di ingresso ha impedito al collega, malgrado l'intervento degli agenti della Digos, di svolgere il suo lavoro, ovvero esercitare il diritto di cronaca, e ai lettori della Gazzetta di leggere il resoconto della partita, ovvero rispettare il diritto dei cittadini di essere informati», spiega il sindacato regionale.

Ordine dei Giornalisti, Assostampa e Ussi Puglia chiedono alla lega di serie D «interventi immediati nei confronti del Taranto Calcio e del suo presidente Massimo Giove: evidentemente – rilevano – la società e il suo presidente pensano di potersi scegliere i giornalisti al seguito, di poter negare o concedere gli accrediti secondo le simpatie o le antipatie del momento e di scambiare lo stadio di Taranto con la loro abitazione privata, ove possono decidere chi deve entrare e chi no.

Impedire ad un giornalista di svolgere il proprio lavoro rappresenta un fatto gravissimo che gli organismi di categoria non smetteranno di denunciare a tutte le istituzioni competenti».

 

Governo

Di Maio e Salvini: come impoverire gli italiani

 

Siamo in recessione, lo spread è a valori alti, saremo gli ultimi in Europa per produzione di ricchezza, abbiamo 2.345 miliardi di debito pubblico e nei prossimi due anni si

dovranno trovare 51 miliardi per sterilizzare l'aumento dell'Iva.

Nel frattempo, che cosa fanno i due vicepremier, Di Maio e Salvini? Altro debito pubblico, a carico degli italiani.

L'economia va male e, secondo le previsioni, andrà male.

Non ci vuole molto a capire che, se l'economia non va, ci saranno problemi per tutti.

In sintesi, aumenta la povertà.

Come si fa ad uscire da questa terribile morsa? Investendo.

I soldi non ci sono, dirà qualcuno. Non è vero.

Ci sono, invece, 150 miliardi, già scontati dall'indebitamento netto, dei quali 118 disponibili subito.

Che cosa fa il governo lega stellato invece di fare investimenti? Aumenta il debito pubblico, vedasi quota 100 e reddito di cittadinanza, che non sono investimenti.

Come rimedia il Governo lega tellato, ovvero il duo Salvini - Di Maio, al debito?

Ci hanno provato con l'oro alla Patria. Si ricordi la proposta di varare i Cir, i conti individuali di risparmio, tramite la collocazione di particolari titoli di Stato.

Aspettando i Cir, ovvero la donazione dell'oro alla Patria, il Governo ha messo gli occhi sull'oro della Patria.

L'oro è quello gestito dalla Banca d'Italia, che è un istituto di diritto pubblico, quindi le riserve auree sono già di proprietà dello Stato.

Affermare che "l'oro degli italiani è degli italiani" (Borghi dixit) non ha senso perché lo è già.

La Banca d'Italia gestisce autonomamente le riserve auree in funzione della stabilità del sistema finanziario e dell'euro.

Il valore delle 2.452 tonnellate di oro è di circa 91 miliardi.

Si capiscono, allora, gli attacchi dei due vicepremier, Salvini e Di Maio, ai dirigenti dell'istituto bancario: dovrebbero servire ad assecondare certe iniziative penta stellate. Infatti,

il presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Claudio Borghi, ha presentato una proposta di legge che, in sostanza, consentirebbe di vendere l'oro gestito

dalla Banca d'Italia. Borghi parla di utilizzo, previo assenso di una maggioranza qualificata del Parlamento.

Il tutto serve a coprire l'aumento del debito, determinato dai prepensionamenti, dal reddito di cittadinanza e dai 51 miliardi previsti per i prossimi due anni.

Insomma, Lega e M5S, vogliono vendere i gioielli di famiglia per mantenere le loro insostenibili promesse elettorali.

Vendere l'oro significa uscire dall'euro con conseguenze drammatiche che abbiamo più volte ricordato.

Lo ricordino gli elettori, quando si recheranno alle urne in occasione delle elezioni europee.

 

Roma Capitale

Rifiut:i topi aiutiamoli a casa loro

 

Circola, tra i cosiddetti social, una foto che ritrae alcuni topi (così chiameremo i ratti) intendi a mangiare rifiuti accatastati a ridosso dei cassonetti. Nulla di straordinario se non ci fosse un sottotitolo: aiutiamoli a casa loro.

L'intento è evidente: i topi, già numerosi di per sé, crescono a dismisura se li si rifornisce di cibo, che trovano abbondantemente tra i rifiuti che l'Ama, l'azienda municipale, ovvero il Comune di Roma, vale a dire la sindaca, Virginia Raggi, non riescono a gestire, dopo ben due anni e mezzo di proclami.

In compenso si è dimessa la assessore all'Ambiente, Pinuccia Montanari, colei che classificava i rifiuti come "materiale post consumo", che è come chiamare i netturbini operatori ecologici o i bidelli operatori scolastici.

La Montanari è stata quella che non vedeva i topi, che mandava le pecore a falciare l'erba nei parchi cittadini, che promuoveva i nidi sotto i tetti per favorire le rondini in funzione di insetticida, che non vuole i termovalorizzatori, ma usa quelli di altri comuni e che non sapendo dove mettere i rifiuti chiede a altre regioni di prenderseli. 

Nel frattempo, Roma è sempre più sporca, sommersa dai rifiuti, i topi, come si suole dire ballano. Felici che qualcuno li aiuti a casa loro.

E' il risultato dell'incapacità politica di governare.

 

Governo

M5S e Xylella e il metodo non scientifico

 

"Per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, hanno fatto morire 3.100 alberi e consentito al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali".

Così la dichiarazione di presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, a proposito della infezione degli ulivi da Xylella.

La Xylella Fastidiosa (subsp. Pauca), è un batterio, che vive e si riproduce all'interno dei vasi linfatici degli ulivi e che, ostruendoli, ne provoca il disseccamento.
Per evitare il diffondersi dell'infezione, le normative prevedono l'abbattimento degli alberi infetti e di quelli vicini. Una misura drastica, purtroppo, ma necessaria.

Sull'abbattimento degli ulivi si è creato un vasto movimento di opposizione, formata da associazioni, partiti e istituzioni, contrari alla eradicazione degli ulivi.

Sull'argomento si erano espressi esponenti politici del M5S che nel proprio blog pugliese titolavano: Xylella fastidiosa, una gigantesca truffa.

Pochi giorni fa i deputati del M5S dichiaravano: "sulla questione Xylella fastidiosa, batterio da quarantena, che sta mettendo in ginocchio l'olivicoltura pugliese, c'è una indagine conoscitiva, tuttora in corso, presso la Commissione Agricoltura della Camera e le cui audizioni hanno visto l'eterogenea partecipazione di stakeholder e rappresentanti dei diversi settori interessati".

Appunto, mentre l'infezione sta mettendo in ginocchio l'olivicoltura pugliese, ci si gingilla con una indagine conoscitiva, quando i dati sono più che definitivi, come ricorda l'Accademia dei Lincei per la quale "L'agente causale della malattia è Xylella Fastidiosa, una conclusione che abbiamo accettato come non più discutibile".

In compenso, un senatore del M5S elegge la sua residenza parlamentare nel terreno dove sorge un ulivo infetto, per evitarne l'abbattimento e una deputata, sempre del M5S, organizza una conferenza stampa dal titolo "Xylella: un'emergenza democratica. Illegittimità e incostituzionalità dei provvedimenti ". Beppe Grillo dal suo blog titolava: La bufalite da Xylella.

Insomma, il metodo scientifico non sembra sia presente nelle menti degli esponenti del M5S; è praticamente impossibile spiegar loro che non si curano le malattie neurodegenerative con il metodo Stamina, né i tumori con il metodo Di Bella, né gli ulivi ammalati da Xylella con lo zappettamento del terreno.

E' il metodo scientifico che ci porta alla conoscenza della realtà. Purtroppo, nel nostro Paese, sembra che Galileo sia ancora uno sconosciuto.

Occorre scegliere da che parte stare.

 

Sky Calcio e condanna dell'Antitrust.

Aduc ha chiesto al Corecom rimborsi e indennizzi per i clienti

 

E' notizia che l'Antitrust ha condannato Sky Italia a pagare una sanzione complessiva di 7 milioni di euro per non aver fornito informazioni chiare sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere che comprendesse tutte le partite di serie A come nel triennio precedente, così falsando le scelte sia dei nuovi clienti che di chi era già abbonato.

Poiché la sanzione Antitrust non porta alcun beneficio ai singoli clienti che hanno acquistato il pacchetto Sky Calcio, Aduc ha fornito le istruzioni per i consumatori su come richiedere il rimborso di quanto pagato illegittimamente, la riduzione del prezzo e il pagamento da parte di Sky di un indennizzo per erogazione parziale dei servizi:
https://www.aduc.it/comunicato/calcio+tv+beffa+al+90+minuto+sky+fa+vedere+partite_28605.php
Nel frattempo, Aduc si è rivolta al Corecom Toscana – con un caso pilota – per richiedere a Sky il pagamento di un indennizzo economico. L'udienza si è tenuta venerdì 15 febbraio 2019 e Sky Italia non si è presentata. Il tentativo di conciliazione si è quindi chiuso con un mancato accordo e si è chiesto al Corecom di decidere nel merito la controversia e condannare Sky Italia a rimborsare il 30% di quanto speso per l'abbonamento al Pacchetto Calcio e di pagare gli indennizzi previsti dalla normativa per l'inadempimento parziale.

 

FATTI DELLA VITA

CONGRESSO FNSI DI LEVICO TERME

 

Occupazione e Inpgi sono i due grandi problemi del nostro mondo, che devono essere affrontati con urgenza dal Governo e dal Parlamento. Il giornalismo è il cuore della democrazia. Una categoria ha costituzionalmente diritto alla pensione: i giornalisti, dopo anni di lavoro  e di contributi versati all'ente di riferimento, non possono ridursi a vivere con l'assegno sociale. L'Inpgi, senza costi per l'erario, può essere trasformato nel polo previdenziale del giornalismo e  della comunicazione a meno che il Governo e il Parlamento non decidano di farlo assorbire dall'Inps come è avvenuto nel recente passato per Inpdai, Inpdap ed Enpals.

Raffaele Lorusso: "Meno giornalisti occupati e più pensionati". Le difficoltà odierne dell'Inpgi spiegate con i numeri: "Negli ultimi dieci anni i giornalisti occupati sono passati da 18.866 a 15.016, mentre i pensionati sono aumentati da 4.256 a 7.240".

Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti riconfermati segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana. Lorusso è eletto, al primo scrutinio, con 243 voti su 308. A Giulietti sono andate 91 delle preferenze espresse dai 110 consiglieri nazionali presenti alla prima assemblea del nuovo mandato.

Giulietti: «Serve un confronto con il governo per riportare al centro il lavoro». «La politica e l'esecutivo devono farsi carico della situazione del settore, perché l'informazione è cruciale nella democrazia, come ha sottolineato più volte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella», hanno ribadito i vertici del sindacato dei giornalisti lasciando Levico Terme.

 

Navigare in internet in sicurezza e legalità si impara
E poi serve consapevolezza e buon senso

Adiconsum pubblica i suoi consigli

 

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Audiweb, nello scorso mese di novembre 2018, 42,6 milioni di italiani hanno navigato in internet, pari al 71,3% della popolazione.
Navigare in Rete è divertente, è un’opportunità, permette di espandere i propri orizzonti e fin qui tutto bene. Il problema vero è un altro: i consumatori navigano in internet in sicurezza? Tutelano efficacemente i propri dati?

In occasione del Safer Internet Day 2019, Adiconsum ha redatto 3 brevi guide di consigli su come navigare in maniera protetta in internet, come usare correttamente i social e come scaricare in sicurezza un’app.

Consigli Adiconsum sulla navigazione in internet

Mantieni protetto il tuo pc, usando aggiornamenti automatici, firewall, antivirus e antispam

Utilizza password sicure (con più di 8 caratteri con lettere maiuscole, minuscole e numeri). Non usare la stessa password per siti diversi. Custodiscile al sicuro

Non conservare i tuoi dati riservati personali (carta d‘identità, foto di bancomat e carte di credito e di foglietti con password, ecc.) sul computer, ma solo su supporti rimovibili (es. hard disk esterno, pen drive, ecc.)

Non visitare siti compromessi. Verifica gli indicatori di sicurezza della pagina (la scritta https e il simbolo del lucchetto)

Non accettare “cookie” in grado di tracciare il tuo profilo, a meno che non sia strettamente necessario

Chiediti se il servizio a cui vuoi accedere, in cambio della disponibilità dei tuoi dati, sia così importante da barattarli.

Consigli Adiconsum sull’uso dei social

Controlla le impostazioni relative alla privacy del social

Prima di postare PENSA e SELEZIONA quello che vuoi realmente pubblicare o condividere. Non pubblicare nulla di personale o riservato!

Consigli Adiconsum su come installare un’App

Scarica l’App solo dagli store ufficiali (Google Play per i sistemi Android e App Store per i macOS). In questo modo puoi limitare che i malware infettino il tuo smartphone. Puoi anche disattivare, dalle impostazioni del telefono, la possibilità di installare App da altri store

Verifica chi è lo sviluppatore e scarica App solo da quelli affidabili, dando un’occhiata all’elenco delle App che hanno pubblicato e ai loro riferimenti di contatto

Leggi le recensioni degli altri per testarne la validità

Leggi bene le caratteristiche dell’app che ti accingi a scaricare. Il suo funzionamento potrebbe essere diverso dalle tue necessità o diverso da quelle che avevi compreso

Verifica quali informazioni sono necessarie per il suo funzionamento. A seconda dei casi, infatti, dovrai accettare di condividere qualcosa per farla funzionare. Ad esempio, se devi installare un’app che deve fungere da navigatore, ti verrà richiesto l’utilizzo della tua posizione GPS, che dovrai condividere, ma è chiaro che se l’applicazione nel corso della sua installazione ti richiede l’accesso alla tua rubrica dei contatti telefonici, devi cliccare su NO!

Il Progetto "Peers Say NO"

Il tema della corretta navigazione in internet non è solo una questione di sicurezza, ma anche di legalità, che si insegna a partire dalla scuola.

Per il progetto europeo “PEERS SAY NO” (I ragazzi dicono NO) sull’educazione alla legalità rispetto alla proprietà intellettuale (diritto d’autore e copyright), alla contraffazione, alla pirateria online, di cui è capofila, Adiconsum ha incontrato 765 ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Via Micheli (Roma), i quali, attraverso dei laboratori creativi hanno realizzato con i propri insegnanti numerosi materiali tra video, canzoni, poesie e TG sul tema, rivolti ai loro coetanei, presentati al MAXXI di Roma l'11 gennaio scorso.

Per il progetto, condotto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Via Micheli (Roma), Consumedia e il portale Skuola.net, e finanziato da EUIPO-Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, Adiconsum ha realizzato anche dei cartoon sui rischi che si corrono in caso di uso di streaming e download illegali e il valore del diritto d'autore.

 

Governo

Di Maio, Salvini e l'Alitalia

utile per la campagna elettorale a carico dei contribuenti

 

Il governo penta stellato ha prorogato il prestito ponte, deciso dal governo precedente, fino a giugno 2019.
E' quanto previsto dal decreto legge "Semplificazioni", approvato pochi giorni fa dal Parlamento.
Questo è il "Governo del Cambiamento"?

Quando si parla di soldi pubblici, occorre ricordare che sono soldi del contribuente, ammoniva la premier britannica Margaret Thatcher. Così, il contribuente italiano, ancora una volta, tira fuori dalle proprie tasche i soldi per l'Alitalia, che è un pozzo senza fondo.
Il vicepremier Luigi Maio vuole tutelare l'azienda, ma dimentica di tutelare i contribuenti che, nel corso del tempo, hanno tirato fuori 9,4 miliardi di euro per salvare l'Alitalia.
Lo scorso anno, tanto per confermare, l'Alitalia ha registrato una perdita netta di 513 milioni, il che significa che l'azienda ha perso 1,4 milioni tutti i "santi" giorni del 2018.

Per i primi tre mesi del 2019 si prevedono ulteriori perdite  per 194 milioni di euro.
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha dichiarato che "l'italianità è un punto fondamentale nel futuro di Alitalia", il che ricorda la frase di Silvio Berlusconi su "L'Alitalia agli italiani"; solo quella operazione è costata qualcosa come 3,2 miliardi, accollati al contribuente. Era il 2008, sono passati più di 10 anni, ma siano allo stesso punto di prima.
Nulla è cambiato.
Si è passati dalla gestione pubblica a quella privata e ai commissari.
Nulla è cambiato.
"Il turismo è il nostro petrolio", dichiarava il vicepremier Matteo Salvini, che vuole anche l'intervento dello Stato, cioè del contribuente, ma dimentica che per il traffico internazionale, da e per il nostro Paese, l'Alitalia rappresenta solo l'8,5% del mercato. Dal punto di vista turistico la presenza di Alitalia è ininfluente.
E' una questione di orgoglio nazionale, dicono altri. L'orgoglio di 30 anni di perdite? Bel biglietto da visita, della serie: siamo orgogliosi di avere una compagnia di bandiera che fa debiti e li accolla ai contribuenti italiani.
Eppure, nel 2008 (governo Berlusconi), l'Alitalia era stata ripulita dai debiti, accollati ai contribuenti, così poteva ripartire, si diceva.
Niente da fare.

C'è stato un successivo apporto finanziario della compagnia Etihad, con una iniezioni di capitale di 387 milioni di euro.
Niente da fare.
Alitalia non è concorrenziale sia nei confronti delle altre compagnie tradizionali, come Lufthansa, che ha riunito Austrian Airlines, Swiss, Brussels Airlines e Eurowings, o di British Airways, che ha coinvolto Iberia, Vueling e AerLingus o della AirFrance-KLM, sia di quelle lowcost, come Ryanair e Easyjet.
Il "Governo del Cambiamento", Lega-M5S, invece, vuole ripetere l'operazione "l'Alitalia agli italiani" con i soldi della Cassa depositi e prestiti, delle Ferrovie dello Stato e delle Poste.
In sostanza, con i soldi degli italiani, per cercare di ottenere voti alle prossime elezioni europee.
I contribuenti non saranno contenti, ma basta abbindolarli, magari con l'aiuto della Rai.

 

XXVIII Congresso FNSI

 

Tutto pronto per il XXVIII Congresso FNSI. Lorusso e Giulietti: «Auspichiamo di poterci confrontare. L'evento, dal titolo 'L'informazione non è un algoritmo. Libertà, diritti, lavoro nell'era delle fake news', sarà dedicato ad Antonio Megalizzi. 312 delegali provenienti da tutta Italia si incontreranno a Levico Terme (Tn) dal 12 al 14 febbraio per discutere del presente e del futuro della professione e per eleggere i nuovi vertici che guideranno il sindacato per il prossimo quadriennio.

 

Governo

Di Maio, Conte e il virus della bufalite

 

C'è chi, in queste settimane, si ammala di virus influenzali, stagionali, e chi è portatore di altri virus, per esempio quello della bufalite, che ha una persistenza pluriennale.

Purtroppo, la bufalite è contagiosa, si diffonde in maniera iperbolica, contagia popolazioni intere, crea uno stato di totale dipendenza dalla quale è difficile uscire, se non con cure adeguate di antivirali, quali il buon senso, che non è il senso comune, la ragionevolezza che non è l'arrendevolezza, la ricerca della mediazione che non è il compromesso, la tolleranza, che non è l'accondiscendenza, la verifica, che non è la durezza e così via.

Le cure sono lunghe e non sempre esaustive e, nel frattempo, il virus della bufalite può provocare danni, se non disastri, drammi se non tragedie, dalle quali il popolo esce, spesso, assolvendo se stesso, scaricando le responsabilità sul capro espiatorio di turno, e così, affrancando la propria coscienza con atto liberatorio, si sottrae dalle proprie responsabilità.

In questi tempi abbiamo assistito a una epidemia di bufalite acuta: un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che dichiara che ci attende un 2019 luminoso e il suo vice, Luigi

Di Maio, che pronostica un boom economico.

Poi arriva la realtà, amara, dura, preoccupante: il prodotto interno lordo del nostro Paese, cioè la ricchezza prodotta, è al lumicino, anzi siamo in recessione, le previsioni non sono buone, la Commissione europea prevede una crescita dello 0,2%, ultima tra i Paesi europei, con la Grecia, da sempre in fondo alla graduatoria che, invece, avanza del 2,2%.

Che dire?

Quanto tempo ci vorrà per guarire dalla bufalite?

 

Presentazione del libro

La tragedia del confine orientale

di Giorgio Giannini

VENERDI’ – 15 FEBBRAIO 2019 alle ore 17,30

Circolo Giustizia e Libertà  - Via Andrea Doria, 79 – 00195 Roma

INTERVENGONO:

Guido Albertelli – presidente del Circolo Giustizia e Libertà

Giorgio Benvenuto – presidente della Fondazione Bruno Buozzi

Fabio Galluccio – vicepresidente del Circolo Giustizia e Libertà

Giuseppina Giacomazzi – docente

Giorgio Giannini – autore del libro

 

SINTESI

LA TRAGEDIA DEL CONFINE ORIENTALE

L’italianizzazione degli Slavi, le foibe, l’esodo giuliano-dalmata

In appendice

L’italianizzazione dell’Alto Adige durante il regime fascista

 

Il libro La tragedia del confine orientale, di Giorgio Giannini, edito da LuoghInteriori, Città di Castello (PG) nel gennaio 2019, ha lo scopo di ricordare non solo la tragica vicenda delle foibe del settembre 1943 e del maggio-giugno1945 nella Venezia Giulia e nell’Istria e l’esodo dei giuliano-dalmati nel dopoguerra, dopo la firma del Trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 e del Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954, di cui parla la Legge 30 marzo 2004 n. 92 che ha istituito il Giorno del ricordo, ma anche i tragici fatti accaduti in quella Regione sia dopo l’annessione successiva alla Grande Guerra, con la ‘italianizzazione forzata’ della popolazione di lingua slovena e croata, con il tentativo di distruggere la cultura locale, sia durante la Seconda guerra mondiale, con la brutale repressione del dissenso slavo, con l’internamento in appositi Campi di concentramento, di oltre 100.000 civili, considerati pericolosi perché sostenitori del movimento di resistenza.

Pertanto, a 15 anni dalla approvazione della Legge 30 marzo 2004 n.92, che ha istituito il Giorno del ricordo, che ricorda solo le foibe e l’esodo, il libro vuole raccontare anche la storia di quello che avvenne dopo l’annessione conseguente alla Grande Guerra dei territori con popolazione slovena e croata e soprattutto durante il secondo conflitto mondiale. Sono stati due decenni drammatici per la popolazione locale di lingua non italiana, che possono spiegare almeno in parte, senza però giustificare, quanto è accaduto nell’immediato dopoguerra.

Nell’Appendice si racconta la italianizzazione della popolazione tirolese in Alto Adige, simile a quella subita dalla popolazione slovena e croata, ma che pochi conoscono.

Nella ampia Documentazione ci sono, oltre alla Legge 92 del 2004, la sintesi (curata dall’Autore) del lungo iter legislativo per la sua approvazione, durato oltre nove anni, e una bozza di proposta di legge per la sua integrazione (curata dall’Autore), che prevede di ricordare, nel Giorno del ricordo, che ricorre il 10 febbraio, la politica di ‘italianizzazione’ della popolazione slovena e croata (ed anche tirolese), attuata dal regime fascista. C’è infine la Relazione della Commissione storico-culturale italo-slovena, che ha operato dal 1993 al 2000, pubblicata solo dal Governo sloveno nel 2001, alla quale fanno riferimento molte note.

 

Pagamenti in contanti vietati negli uffici pubblici

come complicare la vita ai cittadini

 

Da più parti d'Italia giungono segnalazioni riguardo ad enti pubblici che non accettano più pagamenti in contanti presso i propri sportelli.

Ad esempio, da un anno a questa parte l'Azienda Sanitaria della Provincia di Cuneo rifiuta il pagamento in contanti per visite e analisi, con grosso disagio per molte persone, soprattutto anziani e malati, costrette successivamente a recarsi in farmacia per pagare il dovuto con anche l'aggiunta di 1,50 euro.

Nel caso di una Asl, una risposta plausibile è che la gestione dei pagamenti sia stata affidata ad un soggetto esterno tramite servizio di supporto specialistico, ossia un servizio erogato sulla base della specializzazione e della competenza nel supportare l'ente in uno specifico ambito di attività.

La gestione del servizio cassa per contanti è molto onerosa, essendo esposta a possibili furti e malversazioni, per non parlare degli oneri relativi al conteggio e al trasporto della valuta. Si provocano però disagi alla cittadinanza, specie la più debole, sotto forma di maggiori adempimenti e costi. Aspetti che andrebbero attentamente valutati prima di prendere certe decisioni.

Ancora meno comprensibile è che dallo scorso 1 gennaio non è ammesso il pagamento in contanti dei servizi agli sportelli anagrafici municipali di Roma Capitale, dove ora si accettano esclusivamente carte di credito, bancomat o sistema PagoPA, con relative commissioni. In alternativa è possibile pagare sul sito internet di Roma Capitale oppure attraverso il servizio CBill se offerto dalla propria banca. Ancora, tramite i Prestatori di Servizio di Pagamenti riconosciuti (Sisal, Lottomatica, Banche PA, ecc.). Infine, presso gli Uffici Postali, oppure online su poste.it. Il tutto con corollario di inserimento del numero di conto e di codici assortiti relativi alla propria pratica.

"Queste modalità di pagamento, si legge nell’avviso, più semplici, sicure e trasparenti, consentono al cittadino di corrispondere gli importi dovuti ottenendo ricevuta del pagamento effettuato da presentare agli sportelli per usufruire dei servizi richiesti".

D'accordo sul concetto, ma perché obbligare i cittadini ad avvalersi di alternative meno pratiche e anche più costose?

I cittadini, ricordiamo, di uno dei paesi meno bancarizzati d'Europa, peggio ancora riguardo i pagamenti digitali. Ancora di più considerando gli importi davvero esigui pagati agli sportelli dell'anagrafe e consistenti in pochi euro, spesso solo alcune decine di centesimi. Anche in questo caso pensiamo agli anziani, oltre che agli stranieri.

Non vogliamo arrivare a scomodare l'art. 693 del Codice Penale che punisce chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato o peggio ancora l'interruzione di pubblico servizio, ed anzi forse esistono anche i supporti giuridici per certe decisioni, ma invitare gli amministratori dei servizi ad utilizzare il buon senso, quello sì.

Governo

Di Maio e la super bufala sul Tav

Ci sono 28 km di gallerie già scavate

 

"Non è stato scavato un solo centimetro del tunnel", dichiara Luigi Di Maio, a proposito del Tav, il treno Torino-Lione.

Invece, ci sono 28 km di tunnel già scavati.

Come è possibile che il vicepremier e ministro, Luigi di Maio, faccia una dichiarazione del genere?

Ha le bende intorno agli occhi?

No, racconta una super bufala agli elettori che vogliono crederci.

Matteo Salvini, invece, afferma che ci sono 25 km di gallerie già scavate.

Vediamo di capire.

Il Tav ha bisogno del tunnel vero e proprio, dove passerà il treno, e di quelli di servizio.

IL tunnel geognostico, che ora serve a valutare le caratteristiche geologiche e geotecniche, diventerà una parte del tunnel di base dove passerà il treno ed è stato scavato per il 70

I tunnel cosiddetti di servizio sono quelli attinenti alla sicurezza, ai bypass e alle gallerie di accesso.

In totale sono stati scavati 28 Km di tunnel, in parte destinati al treno e in parte ai servizi. Non proseguire i lavori significa aver buttato  soldi pubblici, cioè nostri, e utilizzarne altri per mettere in sicurezza i tunnel già scavati.

La super bufala delle dichiarazioni sul Tav del Di Maio è smentita dagli studi dell'Osservatorio dell'asse ferroviario Torino Lione, un organismo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nella quale il Di Maio ha un proprio ufficio, essendo vicepremier.

Insomma, basterebbe che Di Maio si leggesse le carte che sono nei suoi uffici ma, si sa, studiare è faticoso, e il vicepremier è abituato alle dichiarazioni elettorali, come l'ultima sul boom economico. Purtroppo, siamo in recessione e le attività di cartomanzia non aiutano a risollevare l'economia del nostro Paese, ma sono utili per intortare le menti in vista delle prossime elezioni.

Di bufale e super bufale ne ascolteremo altre, e il Di Maio, ricordando una vecchia pubblicità, può dire ciò che vuole, tanto c'è la Rai a disposizione.

 

FATTI DELLA VITA

 

GIORNALISTI

IL RILANCIO DELL'OCCUPAZIONE PASSA ATTTRAVERSO IL RILANCIO DELLA DIFFUSIONE DI QUOTIDIANI E PERIODICI

NONCHE' DELLE ENTRATE PUBBLICITARIE

 

FRANCO ABRUZZO (portavoce del MIL): "Presto si svolgerà il Congresso della Fnsi, una occasione per discutere e indicare soluzioni. Negli ultimi mesi si sono lette proposte incredibili da tutte le parti anche (!) con richieste economiche che ignorano la crisi profonda del settore: calo vertiginoso dei ricavi pubblicitari (-68% negli ultimi 12 anni), edicole che chiudono ed entrate dalle vendite in forte contrazione (-52% dal 2007 ad oggi). Eppure la soluzione c'è ed è stata brevettata in Giappone. I giapponesi leggono i giornali di carta, perché gli editori hanno organizzato, con l'utilizzo degli studenti (edicolanti volanti), un sistema di distribuzione efficiente che sostituisce le edicole. I quotidiani vengono portati a casa dei lettori ogni giorno all'alba. Non possiamo fare lo stesso in Italia? Propongo la lettura di un articolo del quotidiano IL FOGLIO che spiega il sistema giapponese. Se i giornali si vendono e danno profitti, è possibile al sindacato presentare piattaforme rivendicative anche occupazionali con probabilità crescenti di successo". 72 milioni di copie vendute ogni giorno, contro i 58 milioni degli Stati Uniti e i 26 della Germania, il mercato giapponese dei quotidiani è il più grande del mondo.

 

Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani

 

Approvato il nuovo statuto del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani apre ai familiari a carico e ai collaboratori coordinati e continuativi. Sono due novità approvato definitivamente dalla Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione italiani). Finora gli iscritti erano obbligati a versare l'intero importo della quota annuale del TFR al fondo. Da ora sarà possibile anche destinare al fondo soltanto il 50%.

 

LAZIO

attivato l'intervento per l'area di crisi industriale di Frosinone

Domande dal 1 marzo 2019.

 

LAZIO Attivato l'intervento per l'area di crisi industriale complessa di Frosinone.
FINALITA': la realizzazione di iniziative imprenditoriali da parte di piccole e medie imprese con l'obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo locale e attrarre nuovi investimenti.
SETTORI AMMESSI: Possono essere ammesse alle agevolazioni, purché realizzate nell’area di crisi industriale di Frosinone, le iniziative di investimento produttivo o di tutela ambientale, eventualmente completate da progetti per l’innovazione dell’organizzazione, con spese ammissibili di almeno 1,5 milioni di euro.
AGEVOLAZIONI: Contributo in conto impianti, eventuale contributo diretto alla spesa e finanziamento agevolato.

RISORSE: 10 milioni di euro.
DOMANDE: dal 1° marzo 2019 fino al 30 aprile 2019.

 

Governo

Salvini, la missione Sophia

 

"La missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia. E così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese. Se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema."

Così la dichiarazione del vicepremier e ministro, Matteo Salvini.

Non è vero e bisogna sapere:

L'Operazione Sophia, sotto l'egida dell'Unione europea e comandata dall'Italia, è una operazione di sicurezza marittima non di salvataggio, infatti, lo stesso ministero della Difesa chiarisce che "Il mandato principale dell'Operazione Sophia è quello di adottare misure sistematiche per individuare, fermare e mettere fuori uso le imbarcazioni ed i mezzi usati o sospettati di essere usati, dai trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo Centrale".

Alla Operazione Sophia partecipano 26 Paesi europei.

Come obbligo della legge del mare, si impone il  salvataggio dei naufraghi e l'accompagnamento nel primo porto sicuro, per tutte le imbarcazioni, militari o civili, indipendentemente da quale bandiera battono. Nelle aree di competenza i porti sicuri sono quelli italiani e maltesi, non solo quelli italiani come dice Salvini.

Le navi dell'Operazione Sophia, oltre alle operazioni di sicurezza marittima hanno salvato e trasferito in Italia, dal luglio 2015 al 2018, circa 43 mila naufraghi (non 50 mila come dice Salvini), cioè circa l'11% dei migranti sbarcati in Italia nello stesso periodo. L'intervento delle navi dell'Operazione Sophia è stato, dunque, marginale nell'operazione di salvataggio dei naufraghi.

Il riferimento del ministro Salvini all'abbandono di qualche Paese europeo dalla Operazione Sophia, non esiste, così come non esiste nessun decreto di chiusura dei porti italiani, nonostante che ciò venga fatto credere agli italiani.

Rimane tutto intero il problema della collocazione dei 400 mila immigrati irregolari, per i quali Salvini aveva promesso, in campagna elettorale, un rimpatrio rapido: al ritmo attuale ci vorranno una ottantina di anni. Tra l'altro, Salvini ha litigato con uno dei pochi Paesi che accetta il rimpatrio, la Tunisia, e non riesce a concludere un accordo con altri Paesi africani.

Tra il promettere e il fare, possiamo dirlo, c'è di mezzo il mare, ma l'importante è arrivare alle elezioni europee, magari raccontando bufale.

 

Governo

Al M5S interessano i voti non il popolo

 

Il M5S è in sofferenza perché nei sondaggi stanno calando. Sono molto preoccupati perché Salvini è circa al 35-36% e loro scendono al 26-27%. Quindi, dicono: "Quali sono i temi che ci possono aiutare in campagna elettorale?"

Sono le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla cancelliere tedesca, Angela Merkel, durante il vertice economico a Davos (Svizzera).

E' la conferma di quanto affermiamo da tempo: al M5S, e alla Lega, interessano i voti non il popolo e adottano politiche di consenso elettorale anche a danno del popolo stesso.

Si comprende perché è stato chiamato in soccorso Alessandro Di Battista, che racconta balle, però è mediaticamente efficace. Ecco allora la Tav, il Franco coloniale, la Francia e la Ue, tutti obiettivi per individuare un nemico per consolidare il proprio elettorato.

Si comprende il perché Matteo Salvini batte sul tasto dei migranti, quando due terzi dei problemi sono stati risolti dal suo predecessore, Marco Minniti.

Giova ricorsare, a proposito, che a maggio 2018, con il governo Gentiloni, il numero degli sbarchi era diminuito dell'80% e che, dal 2015 al 2018, il numero degli ingressi illegali in Europa è diminuito del 95%.

Anche il Consiglio d'Europa, che è una organizzazione internazionale non legata alla Ue, in un documento, rileva "l'aumento dei discorsi d'odio da parte dei politici", diffusi sui media e internet.

Insomma, tutto si tiene: la Lega e il M5S sono impegnati in campagna elettorale per acquisire elettori

E del popolo?

 

FATTI DELLA VITA

 

Per l'ennesima volta - l'ottava in un mese e mezzo - la Cassazione ha definitivamente bocciato il contributo di solidarietà sulle pensioni erogate da Casse previdenziali privatizzate in mancanza di una precisa norma di legge. Per la Suprema Corte é quindi illegale il taglio delle pensioni deliberato dalle Casse previdenziali privatizzate e convalidato dal Ministero del lavoro e dell'Economia e Finanze senza l'approvazione da parte del Parlamento. Il principio emesso dai supremi giudici può essere ormai considerato "diritto vivente" e si rifletterà su tutte le cause analoghe pendenti davanti alla magistratura italiana.

 

La Consulta boccia il contratto Fieg-Fnsi per l'ufficio stampa della Regione Lazio. Cancellata la legge regionale 9/2017 "perché la contrattazione deve avvenire con l'Aran e quindi deve essere regolata in via esclusiva dal legislatore nazionale".

 

Incentivi 2019 per singoli e famiglie; e bonus fiscali ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli edifici. Schede pratiche

 

La prima novità da evidenziare riguardo agli incentivi del 2019 è l'introduzione del REDDITO DI CITTADINANZA al posto del REI-REDDITO DI INCLUSIONE, con partenza ad Aprile.

Confermati e/o rifinanziati diversi bonus come la CARTA ACQUISTI, la CARTA FAMIGLIA, i fondi per i CAREGIVER FAMILIARI, il BONUS BEBE’, il PREMIO NASCITA una tantum, il BONUS ASILI NIDO per i nati dal 2016, il BONUS 18enni di 500 euro, i FONDI AFFITTI e i bonus sulle bollette elettriche di gas e acqua.

Rinnovata fino al 2020 la possibilità di chiedere la SOSPENSIONE DELLE RATE dei mutui per un anno.

In partenza - speriamo presto - il FONDO SOSTEGNO ALLA NATALITÀ introdotto nel 2017 al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati”.

Confermate per il 2019 anche le DETRAZIONI FISCALI relative alle ristrutturazioni edilizie e agli interventi di riqualificazione energetica, nonché il BONUS MOBILI e il BONUS VERDE. 

Per i dettagli rivolgersi all’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori  si vedano le schede pratiche:

Incentivi 2019: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie: https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2019+agevolazioni+bonus+individui_29061.php

Incentivi 2018/2019: bonus fiscali sulla casa e detrazioni varie: https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2018+2019+bonus+fiscali+sulla+casa_23887.php

 

Governo

Quota 100 e reddito di cittadinanza

Sogni

 

In attesa di una analisi del decreto su quota 100 per le pensioni e reddito di cittadinanza, alcune brevi considerazioni ci sembrano opportune.

Quota 100 per le pensioni: per il triennio 2019-2021 sono stanziati circa 22 miliardi che potrebbe riguardare 1 milione di persone, con 62 anni di età e 38 anni di contributi.
Ogni anno di anticipo del pensionamento, però, comporterà una riduzione media del 4% della pensione. Ogni pensionando valuterà la convenienza, ma se l'anticipo pensionistico sarà di 5 anni significa una riduzione della pensione del 20%.

Reddito di cittadinanza: per il triennio 2019-2021 sono stanziati circa 21 miliardi; la platea interessata dovrebbe essere di 5 milioni di persone, ma con i soldi stanziati i conti non tornano. Contro le eventuali frodi dovrebbe vigilare l'Inps che sarà tenuto a controllare, entro cinque giorni lavorativi, la fondatezza dei requisiti di chi ha presentato domanda.

Cinque giorni per la verifica?

Abbiamo seri dubbi.

La somma degli interventi per il triennio è di circa 43 miliardi di euro. Trovarli sarà un problema, perché se si vuole procedere anche alla sterilizzazione di imposte e accise, per il medesimo triennio, il Governo dovrà accollarsi circa 63 miliardi che, sommati agli interventi soprascritti, portano la "spesa" pubblica a 106 miliardi.

In totale 106 miliardi di debito.

Sogni.

 

In Italia

un terzo di viadotti, ponti e gallerie hanno bisogno di interventi urgenti

Priorità 1 a 1.918 opere delle 5.931 monitorate dopo la tragedia di Genova

 

«In Italia sono state complessivamente monitorate 5.931 opere a rischio tra viadotti, ponti e gallerie di cui 1.918 considerate di ‘priorità 1’ che necessitano quindi di interventi urgenti»: lo ha detto il parlamentare di Fratelli d'Italia, Emanuele Prisco, il quale nei mesi scorsi aveva presentato alla Camera un ordine del giorno, approvato, riguardante le «misure volte a potenziare e a sostenere la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture». L'atto è stato firmato anche dai parlamentari Carlo Fidanza, Paolo Trancassini, Alessio Butti e Tommaso Foti. «Un terzo delle opere risultano a rischio secondo il monitoraggio effettuato dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova - ha dichiarato Prisco -. I Comuni e le province italiane, Anci e Upi stimano siano necessari almeno otto miliardi di euro per realizzare interventi di carattere prioritario».

 

In banca cambia tutto!

 

Erano i tempi post-crack Parmalat e di conseguenza post-crack Cirio e post-crack Argentina.

Mezza Italia e più era stordita dai crack grandi e piccoli (Giacomelli, Fantuzzi Reggiane, Italtractor, e tanti altri) che ancora si susseguivano.

Ma in banca erano pronti a cambiare tutto.

Nell'autunno del 2005, Matteo Arpe annunciava la "rivoluzione copernicana" della sua Capitalia, nata tre anni prima dall'unione di Banca di Roma e Bipop Carire. Lo faceva mediante una campagna pubblicitaria i cui personaggi e l'intera ambientazione erano assimilati dai film "Mad Max" e "Il Gladiatore".

"La chiave di lettura della campagna è evidente: girare pagina rispetto al recente passato, superare le ombre che vagano sul sistema bancario dopo gli scandali Cirio e Parmalat, scommettere sulla centralità di Capitalia come banca di servizio, oltre che come grande banca commerciale. La scena del filmato si apre su due eserciti di barbari schierati pronti a dar vita a una violenta battaglia campale, l’uno contro l’altro armati. In cielo domina l’eclisse di sole, un istante prima che accada l’inevitabile, i guerrieri si fermano e smettono di guardarsi con odio. Improvvisamente, il campo di battaglia viene invaso dalla musica. Il sole squarcia il buio e illumina i guerrieri che, al canto di ‘Let the sunshine in’ del musical ‘Hair’, evitano per un soffio lo scontro frontale. La luce illumina il logo Capitalia e la scritta che l’accompagna: "Tutto può cambiare. Basta immaginarlo. Capitalia cambia tutto". (Prima Comunicazione, ottobre 2005).

Fu anche allestito un apposito sito internet: cambiatutto.it.

Dopo un cospicuo numero di anni, possiamo tirare le somme:

- I crack sono andati avanti uguale e pure peggio: ora a fare crack sono direttamente le banche;

- Le banche non sono cambiate per niente salvo per le modernissime sigle Mifid, Idd, Kid, ecc.;

- Ma continuano "a girare pagina rispetto al recente passato e superare le ombre che vagano sul sistema bancario" (nei comunicati);

- Capitalia è invece cambiata al punto tale che non esiste più;

- Il sito cambiatutto.it appartiene oggi ad uno sconosciuto cantante Punk Rock torinese.

Ma ora cambia tutto: si gira pagina rispetto al passato.

Basta immaginarlo.

 

FATTI DELLA VITA

 

I PROFESSINISTI PENSIONATI ISCRITTI ALLE CASSE PRIVATIZZATE SFUGGONO AL PRELIEVO DELLA LEGGE DI STABILITA' 2019.  

 

Tagli alle pensioni, risparmiati gli iscritti alle Casse privatizzate (come l'Inpgi o l'Enpam) nate con il dlgs 509/1994. "I tagli certamente non si applicano alle Casse dei professionisti - ha precisato il presidente dell'Enpam e dell'Adepp Alberto Oliveti - A questa conclusione si arriva sia con un'analisi strettamente testuale sia con una lettura costituzionalmente orientata della norma. Infatti, poiché questi accantonamenti sono destinati a creare una provvista per fronteggiare i maggiori costi dovuti a Quota 100, che è di esclusiva competenza Inps, non si vede come si potrebbero prendere legittimamente delle risorse da altre parti, alla luce della sentenza 7/2017 della Corte costituzionale

 

la giornalista Federica Sciarelli è stata prosciolta dall'accusa di aver diffamato

 

A conclusione di un processo durato ben 13 anni e mezzo la giornalista Federica Sciarelli è stata definitivamente prosciolta con formula piena dall'accusa di aver diffamato il magistrato Giuseppe Savoca durante la trasmissione "Chi l'ha visto?" mandata in onda in tv su RaiTre il 4 luglio 2005. Lo ha deciso la quinta sezione penale della Cassazione con sentenza n. 1952 del 16 gennaio 2019, confermando il precedente verdetto di appello che aveva scagionato la conduttrice per aver legittimamente esercitato il diritto di cronaca giudiziaria.

 

Governo

Pensioni e indicizzazioni: sottratti ai pensionati più di 3 miliardi e mezzo di euro in 3 anni

 

La mancata indicizzazione delle pensioni, cioè alla svalutazione, costerà ai pensionati 3 miliardi e 651 milioni di euro in 3 anni.

Sono 5 milioni i pensionati interessati al prelievo e non si tratta delle pensioni cosiddette d'oro, ma di quelle superiori ai 1.522 euro lordi mensili.

Vero è che la "sterilizzazione" della indicizzazione era già in atto, ma il governo lega stellato ha aumentato il numero di fasce e modificata la percentuale di indicizzazione.

Una furbata del governo lega stellato a danno dei pensionati.

Insomma, 3 miliardi e 651 milioni di euro che escono, o meglio, non entrano, nelle tasche dei comuni pensionati.

E' questo il governo del cambiamento?

 

Governo

Lega e M5S sulla legittima difesa che non difende


Una legittima difesa che non difende.

Così potremmo definire il testo della proposta di legge della maggioranza lega stellata che, in questa settimana, sarà discussa in Commissione giustizia alla Camera dei deputati, per poi passare all'aula per il varo definitivo.

Il testo della proposta di legge prevede che la difesa sia sempre legittima quando l'aggredito respinge l'intrusione da parte di una o più persone all'interno del proprio domicilio o luoghi equiparati.

Parrebbe una norma di buon senso, cioè, difendersi da una aggressione, soprattutto se si è in "stato di grave turbamento".

Non è così. La legittima difesa, come noto, è già prevista dall'attuale ordinamento, infatti l'art.52 del Codice penale, recita "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa".

La legittima difesa è stata ulteriormente rafforzata da successive norme a favore dell'aggredito che "usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: la propria o altrui incolumità; i beni propri o altrui".

Dunque? Perché mai si è avviata questa campagna per le "legittima difesa"? Fatti di cronaca sono stati ampliati dai media, sicché si è ingenerata la falsa convinzione che ognuno a casa propria non può difendersi se aggredito da un ladro.

Sull'argomento, in sede di audizione alla Commissione giustizia della Camera dei deputati, abbiamo potuto ascoltare, grazie a Radio Radicale, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci, che esprimeva valutazioni critiche sulla proposta, paventando il rischio di danni maggiori di quelli che si vorrebbero evitare, oltre a profili di illegittimità costituzionale. Inoltre, nei pochi avvenimenti di cause per legittima difesa, dichiara il presidente Minisci, quasi il 100% finisce con l'archiviazione, cioè a favore dell'aggredito.

Insomma, con questa legge si potrebbero ottenere effetti opposti a quelli propagandati.

L'ex procuratore della Repubblica, Armando Spataro, già coordinatore del Gruppo antiterrorismo, ha definito la proposta "aberrante".

Piercamillo Davigo, Presidente della II Sezione Penale presso la Corte Suprema di Cassazione, dichiara che la nuova legge sarà fermata dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.

Il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, ha invitato la Lega e il M5S a valutare bene "la compatibilità costituzionale".

Insomma, con questa legge saremo più sicuri?

 

FATTI DELLA VITA

 

INPGI E LE ALTRE CASSE

Sentenza 214/1972 della Corte costituzionale (presidente Costantino Mortati): "Insussistente l'analogia fra la Cassa di previdenza  dei giornalisti e quelle degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei geometri. In sostanza, la cassa dei giornalisti costituisce un settore autonomo del complesso sistema previdenziale predisposto a tutela dei lavoratori dipendenti e i cui compiti sono assolti principalmente dall'INPS".  Governo e Parlamento hanno tradito quel giudicato costituzionale (art. 136 Cost.) quando, con il dlgs 509/1994, hanno deliberato la collocazione dell'Inpgi tra le casse privatizzate dei liberi professionisti. Conclusione: l'Istituto di previdenza dei giornalisti deve tornare pubblico come è stato dal 1951 al 1994, quando le pensioni dei giornalisti erano garantite dall o Stato. –

 

EDITORIA

DA LUNEDI' 14 (ore 17) 'DIREOGGI', ONLINE GIORNALE DEL POMERIGGIO GRATUITO.

Arriva DireOggi, quotidiano digitale gratuito del pomeriggio. Realizzato dai giornalisti dell'agenzia Dire, tra le prime fonti di informazione in Italia, il nuovo prodotto multimediale sara' on line da lunedi' 14 gennaio, e uscira' ogni giorno alle ore 17 (sabato e domenica esclusi). C'e' voglia di informazione attendibile, di sapere cosa sta accadendo, quello che e' veramente importante sapere. In DireOggi ci saranno le notizie piu' significative, scritte in modo chiaro e preciso, senza perdere troppo tempo per andarle a cercare. Comodamente, sul proprio cellulare scaricando l'app DireOggi per iOS e Android o andando sul portale www.dire.it dove lo si puo' anche stampare in formato pdf. Dalla politica agli esteri, dalla cronaca alla sanita', dai territori alla cultura, allo spettacolo. Tutto quello che occorre sapere per stare al passo con i tempi e non farsi trovare impreparati. Notizie non solo scritte ma arricchite da gallerie fotografiche e video. Da condividere con i propri amici con un solo clic. Con DireOggi leggi quello che altri scriveranno domani: non e' poco ed e' anche gratis.

 

Diritti umani

 

Diritti umani, l'impunità per chi minaccia i giornalisti è una violazione della Convenzione europea. Nuova sentenza della Corte di Strasburgo secondo cui gli Stati non solo devono astenersi dall'ingerirsi nella libertà di stampa, ma devono anche adottare ogni misura per consentire l'esercizio dell'attività giornalistica, per evitare un chilling effect a danno della collettività.

 

Governo

Salvini, Di Maio, gli immigrati e le bufale

 

"Abbiamo già dato" e "Porti sbarrati", afferma il vicepremier, Matteo Salvini, a proposito della ipotesi di sbarco di 49 migranti dalle navi Sea Watch e Sea Eye.

Gli fa eco l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, che propone lo sbarco di sole donne e bambini.

Aggiunge Di Maio: "Da noi le decisioni le prende il governo intero".

Bene, visto che loro nel Governo sono in maggioranza e, soprattutto, hanno il presidente del Consiglio che ha il potere di decidere autonomamente.

Quindi, le decisioni dovrebbero già essere state prese.

E' il gioco del poliziotto buono e di quello cattivo, ed è talmente cosa chiara che solo un ingenuo potrebbe non capirlo.

Analisi delle bufale.

Dal 1 giugno del 2018, giorno del varo del governo lega stellato, nel nostro Paese sono sbarcati 9.940 migranti.

Quindi, i porti non sono chiusi, come afferma Salvini.

Al 31 maggio 2018 (governo Gentiloni) il numero di sbarchi era diminuito dell'80% circa rispetto allo stesso periodo del 2017.

In tutto 2018, la percentuale di diminuzione degli sbarchi è rimasta all'80%.

Quindi, dal varo di questo governo, 1 giugno 2018, non c'è stata nessuna invasione.

Nel 2018 la percentuale di immigrati, rispetto alla popolazione, ci vede all'ultimo posto con uno 0,038%, rispetto a Grecia, Malta e Spagna.

 "Hanno dato" più questi Paesi dell'Italia.

Permangono nel nostro Paese, 400 mila immigrati irregolari, in gran parte arrivati dopo le vicende che scossero il Nord Africa, in particolare a causa della guerra in Libia (anno 2011), alla quale partecipò l'Italia, insieme ad altri Paesi, decisa dal governo Berlusconi, del quale faceva parte la Lega Nord. Effettuati 460 bombardamenti e 1.900 raid aerei.

E' diffusa l'opinione che siamo stati "costretti" ad intervenire; della serie: è sempre colpa degli altri. Comunque, l'operazione era a guida NATO della quale l'Italia fa parte.

Dei 400 mila immigrati irregolari, il Governo non riesce a trovare una soluzione, a parte le frasi ad effetto, tipo "gettiamoli a mare" e "rispediamoli nel loro Paese".

Facile raccontare bufale, mostrare i muscoli e fare i buonisti di turno nella recita che ammalia il popolo.

Fino a che il popolo ci crederà.

 

Governo

Sette mesi di governo tra aumenti di tasse, imposte, interessi e decreti farlocchi

 

Il 1 giugno 2018 entrava in vigore il governo lega stellato: sette mesi di governo del popolo tra aumenti di tasse, imposte, interessi  e decreti farlocchi.

Analisi.

Pressione fiscale.

1) 2018: è al 42% del Pil;

2) 2019: sarà al 42,4 del Pil;

3) 2020: sarà al 42,8 del Pil;

4) 2021: sarà al 42,5 del Pil.

Un aumento delle tasse per i cittadini, grazie al governo del popolo.

Imposte e accise.

1) 2018: 12,5 miliardi di imposte e accise sono stati "sterilizzati";

2) 2019: 12,5 miliardi di imposte e accise saranno "sterilizzati";

3) 2020: accise e imposte aumenteranno a 23 miliardi di euro;

4) 2021: accise e imposte aumenteranno a 28 miliardi di euro;

Un aumento di imposte e accise per i cittadini, grazie al governo del popolo.

Lo spread.

Lo spread da 134 è arrivato a 326 punti, il che significa un aumento del debito pubblico, cioè nostro, di 1,5 miliardi e una perdita di valore dei Btp decennali dell'11%.

Di fatto un prelievo patrimoniale a carico dei cittadini, grazie al governo.

I decreti.

Il decreto sul lavoro (decreto Dignità) aumenta i disoccupati, la pace fiscale è guerra agli onesti, il decreto immigrazione accresce quelli irregolari, il tutto grazie al governo.

I 400 mila immigrati irregolari sono ancora in Italia, sfruttati in agricoltura, utilizzati nella malavita, elemosinanti nelle città, per buona pace del vicepremier Matteo Salvini.

Il no Ilva è diventato il sì Ilva, il no Tap è diventato il sì Tap, il no valico è diventato il sì valico, il no trivellazioni è diventato il sì trivellazioni, per buona pace del vice premier Luigi Di Maio.

Rimane il prepensionamento e il reddito di cittadinanza, dei quali aspettiamo i decreti attuativi ma, visti i precedenti, abbiamo qualche dubbio che le promesse saranno mantenute così come annunciate.

Conclusioni.

Sette mesi di disastri.

 

Roma Capitale

Un generale al posto della Raggi?

 

In due anni e mezzo di amministrazione la sindaca Virginia Raggi, non ne ha azzeccata una: rifiuti a montagne ovunque, buche stradali disseminate dappertutto, tombini e caditoie ostruiti, laghi e torrenti non

appena piove, bus che aspetti con la pazienza di Giobbe, che vedi fermi per guasti in mezzo alla strada o che vanno a fuoco (20 mezzi in fiamme quest'anno), metropolitana che è un rebus e che la mancata manutenzione crea disagi continui se non un vero e proprio pericolo per l'incolumità delle persone (si ricordi l'incidente delle scala mobile che ha creato lesioni gravissime ad alcuni utenti), traffico che definire incontrollato è un eufemismo, verde pubblico dimenticato.

Potremmo continuare, ma ci fermiamo qui.

A governare la Capitale d'Italia, c'è la sindaca penta stellata Virginia Raggi. Eletta con il 67% dei voti, il 19 giugno del 2016, ha una maggioranza assoluta in Consiglio comunale e la facoltà di nominare assessori e

alti dirigenti amministrativi.

Una situazione ideale per governare, ma a metà mandato elettivo non uno, dicasi uno, dei problemi della città è stato risolto. Vero che i problemi si sono accumulati nel corso degli anni con le passate

amministrazioni, ma risolvere almeno un problema e dare un segnale di cambiamento non era e non è impossibile.

Vista la impossibilità, cosa si sono inventati i penta stellati?

L'intervento dell'Esercito Italiano.

Per fare cosa?

Tappare le buche stradali. 

Compito delle Forze Armate è quello della difesa dello Stato, cosa ci azzeccano le buche stradali di Roma?

Dopo aver rattoppato le buche perché non si utilizza l'Esercito Italiano per la raccolta dei rifiuti e magari anche per altre funzioni?

Anzi, per completare l'opera, possono fare così: mettere un generale al posto della sindaca Raggi. Con i militari funzionerà tutto meglio, deve essere il pensiero lega stellato.

 

Governo

Salvini e Di Maio, che disastro!

 

Lo sapevano. Matteo Salvini e Luigi Di Maio sapevano perfettamente come sarebbe finito il tira e molla con l'Unione europea, con il rispetto delle regole che insieme ci siamo dati e insieme dobbiamo rispettare.

Salvini è stato eletto due volte al Parlamento nazionale e due volte in quello europeo; Di Maio è stato eletto alla Camera dei deputati, della quale è stato vicepresidente: conoscevano, quindi, le regole comunitarie ma le hanno disattese.

Il "me ne frego" di Salvini e il "non arretreremo di un millimetro" del Di Maio è costato 1,5 miliardi di maggior debito pubblico, cioè a carico di tutti i cittadini e costerebbe altri 5 miliardi nel 2019 e circa 9 miliardi nel 2020, se i tassi continueranno a mantenersi a valori alti.

Hanno fatto i furbi, giocando sull'italico vizio per cui le regole valgono per gli altri, non per noi; hanno giocato sull'affermazione che la Commissione europea non è stata eletta, e loro si, mentre, invece, la Commissione è approvata dal Parlamento europeo che a sua volta è eletto dai cittadini dei Paesi dell'Unione europea; hanno fatto credere che battendo i pugni sul tavolo e facendo la faccia feroce (chi?), avrebbero ottenuto quanto chiesto; hanno fatto credere che l'Europa è prepotente e vuole affossarci; hanno deriso le istituzioni pubbliche e i suoi rappresentanti per coprire le proprie incapacità; hanno isolato l'Italia dai Paesi europei che, all'unisono, le ricordavano che le regole vanno rispettate perché sono la garanzia per tutti, Italia compresa; hanno reso il nostro Paese inaffidabile; hanno danneggiato famiglie e imprese, hanno creato danni all'economia per 198 miliardi di euro di perdite, tra variazione della capitalizzazione del mercato azionario, del valore dei titoli di stato e del deprezzamento dei titoli di debito del mercato obbligazionario e reso il nostro Paese instabile, annunciando pseudo riforme il cui fine è solo quello di acquisire consenso elettorale alle prossime elezioni europee.

Tutto questo in poco più di sei mesi. Un disastro!

Salvini e Di Maio dovrebbero chiedere scusa agli italiani.

 

Governo

Il cambiamento in continuità con i precedenti governi

 

"In Russia mi sono sentito come a casa", dichiarava a ottobre scorso, il vicepremier, Matteo Salvini, tanto affascinato da quelle terre casalinghe che, pochi giorni fa, il governo ha rinnovato le sanzioni economiche contro la Russia.

In continuità con le decisioni dei precedenti governi.

A luglio scorso, il vicepremier, Matteo Salvini, si era dichiarato contrario al proseguimento della missione  militare "Sophia", che ha il compito di contrastare il traffico di esseri umani lungo la rotta che va dalle coste libiche all'Europa, perché scaricava sui porti italiani le operazioni di sbarco dei migranti.

Pochi giorni fa il governo ha rinnovato l'accordo per la missione Sophia.

In continuità con le decisioni dei precedenti governi.

La clausola di salvaguardia, è la norma che prevede l'aumento automatico dell'Iva a meno che non si riesca ad evitarla con tagli alla spesa pubblica o aumento delle tasse.

Fu introdotta dal governo Berlusconi nel 2011, del quale la Lega faceva parte, è proseguita con i successivi governi, ed è stata confermata dall'attuale governo.

In continuità con le decisioni dei precedenti governi.

Ma questo non è, o era, il "governo del cambiamento"?

 

TARI IN BOLLETTA

 

La proposta di dare facoltà ai Comuni in dissesto finanziario di inserire la Tari nella bolletta elettrica preoccupa, perché complica ancora di più la bolletta elettrica che si vorrebbe usare per farne “cassa continua” per tutti gli usi – così il commento di Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Occorre, invece, intervenire con urgenza, come Adiconsum sta chiedendo da tempo – prosegue De Masi - per ridisegnare la bolletta elettrica a partire dalle sue molteplici componenti, che, per una buona parte, hanno poco a che fare con l’utilizzo dell’energia elettrica da parte del consumatore.

Abbiamo sottolineato più volte, ed a tutti i livelli – continua Pierpaola Pietrantozzi, Segretario nazionale di Adiconsum - che c’è bisogno di riconsiderare il peso e la composizione degli oneri di sistema, molti dei quali più di interesse collettivo, e quindi, di competenza della fiscalità generale. Una bolletta più pesante ed eterogenea nella sua composizione contribuisce alla crescita della povertà energetica.

Ecco perché ci sembra alquanto inopportuno – dichiara Pietrantozzi - che, per l’ennesima volta, si pensi ad utilizzare la bolletta elettrica per il recupero di partite economiche non strettamente attinenti al consumo di energia elettrica, quale appunto la TARI.

Come Adiconsum, invece, - conclude De Masi - cercheremo di contribuire a definire una bolletta elettrica leggibile, semplice e trasparente che sia espressione del consumo di energia elettrica reale del consumatore e a costi sostenibili.

 

In Puglia

SCHENGEN SANITARIA

500 MILA EURO IN FAVORE DEL TURISMO DELLA SALUTE

 

Il Made in Puglia come attrattore non solo per le sue bellezze artistiche-culturali, ma anche per le sue eccellenze sanitarie.

È quanto prevede un emendamento che è stato presentato in Puglia in favore del turismo sanitario. Un settore in grande espansione in Europa, che dalle nostre parti è ancora poco conosciuto e praticato. Eppure abbiamo tutti i numeri per richiamare l’attenzione, in particolare quanti scelgono la Puglia per le loro vacanze o periodi di relax.

Ll’emendamento prevede una dotazione finanziaria per l’esercizio finanziario 2019 di euro 500 mila. La medesima dotazione finanziaria è anche assegnata per ciascuno degli esercizi finanziari 2020 e 2021.

Il turismo sanitario offre l’opportunità di unire servizi sanitari di eccellenza con la vacanza. Non si tratta di viaggi della speranza, ma di una opportunità per i pazienti che decidono di scegliere la struttura dove curarsi, guardando ai servizi offerti, in modo da coniugare le più avanzate tecnologie mediche con il benessere e il relax.

La possibilità di venire in Puglia a curarsi, fruendo delle numerose eccellenze sanitarie della nostra regione, porterebbe nuovo ossigeno all’economia pugliese, alimentando nuove opportunità di destagionalizzazione dell’offerta turistica e favorendo una inversione di tendenza che, attualmente, penalizza la sanità regionale.

L’emendamento pone la Puglia in linea con l’Europa e risponde in pieno alla cosiddetta “Schengen sanitaria” che ha aperto le porte ai cittadini dei 28 paesi dell’Unione di curarsi in altri stati dell’Ue.

Un recente studio dell’Osservatorio OCPS-SDA  Bocconi ha evidenziato che in Europa i ricavi generati dal turismo sanitario ammontano a 12 miliardi di euro, e l’Italia detiene una quota del 17%, pari a circa 2 miliardi di euro, che potrebbero raddoppiare se si implementasse l’offerta sanitaria con i servizi turistici.

Dunque, eccellenze sanitarie al fianco delle eccellenze paesaggistiche, capaci di generare nuove offerte di servizi a tutto vantaggio dell’economia regionale.

 

Governo

Reddito di cittadinanza

la cuccagna continua

 

Rta necessaria la dichiarazione di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per rendere chiaro, quello che lo era già da sempre, sul reddito di cittadinanza: una pacchia.

Dice Giorgetti:"Il rischio è che il reddito di cittadinanza aumenti il lavoro nero", ma al Sud, spiega, i 5 stelle hanno vinto per quella promessa".

Allora, corre l'obbligo di fare alcune considerazioni preliminari.

Il vicepremier Luigi di Maio, dichiara che per il reddito di cittadinanza stima "una platea degli aventi diritto di 5 milioni di persone", quelle in povertà assoluta, il che significa moltiplicare i 780 euro mensili del reddito per 5 milioni, che fanno 39 miliardi di euro l'anno.

Visto che per il reddito di cittadinanza, il governo stanzierà 6 miliardi di euro per il 2019, la domanda che sorge spontanea è: Di Maio dove  troverà i restanti 33 miliardi?

Sotto l'albero della cuccagna?

Di Maio aggiunge che "prevede 10 milioni di richiedenti", sicché la spesa dovrebbe aumentare. Di Maio ha una zecca personale o sta agganciando 10 milioni di voti?

Tutto questo non ci sarà, ma l'importante è che il popolo creda alle bufale del Di Maio.

Il reddito di cittadinanza non favorisce la ricerca di un lavoro. Il motivo è semplice: perché mai una persona dovrebbe accettare un lavoro con una paga inferiore o pari a 780 euro mensili quando può riceverli con il reddito di cittadinanza?

D'altra parte, il beneficiario può sempre invocare il diritto al rifiuto del lavoro offerto, perché non "attinente alle propensioni, agli interessi e alle competenze", così come prevede la proposta del M5S.

Inoltre, un lavoratore potrebbe diminuire le ore di lavoro e quindi dei proventi, rientrando nel novero di coloro che hanno un basso reddito, il che attiva il diritto alla integrazione con il reddito di cittadinanza.

Altro aspetto: il lavoro in nero, il quale non rientra nei redditi ufficiali e, quindi, dà luogo alla elargizione del reddito di cittadinanza. Insomma, lavoro nero più reddito di cittadinanza.

Faremo i controlli, dichiara il vicepremier Di Maio; dimentica che l'economia sommersa, ovvero in nero, ammonta a 208 miliardi di euro l'anno e che, in 25 anni, l'Italia è stata al primo posto tra i principali Paesi della zona euro proprio per l'economia sommersa.

 

PENSIONI D'ORO

LE DECISIONI DEL GOVERNO

 

Salvini e Di Maio hanno trovato un compromesso anche sulle pensioni d'oro, altro capitolo che aveva alimentato più di una divergenza. La misura voluta dal Movimento 5 Stelle riguarderà solo la quota di pensione che supera i 90 mila euro lordi l'anno, se non coperta da contributi. Sarà per scaglioni e progressivo. Del 10% per la quota di pensione tra i 90 mila e i 130 mila euro, per salire fino al 40% per la parte che supera i 500 mila euro lordi. I fondi ricavati serviranno a finanziare la proroga di opzione donna, il meccanismo che consente di lasciare il lavoro in anticipo con il ricalcolo contributivo dell'assegno.

 

PREVIDENZA

 

Manovra: ipotesi di un riordino del settore della comunicazione e dell'informazione con l'obiettivo di creare un polo previdenziale autonomo di settore. È l'ipotesi concreta contenuta in un emendamento alla Legge di Bilancio che propone la confluenza nell'Inpgi, l'Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani, della categoria dei comunicatori pubblici e privati, ora iscritti all'Inps. Costo 130 mln, ma l'iniziativa evita il rischio di 700 mln di costi, qualora l'Inpgi dovesse confluire nell'Inps. Sul tavolo ci sarebbe  l'estensione dell'adesione all'Inpgi anche per le nuove figure professionali di comunicazione e informazione che operano sul web.

 

Rai

canone e informazione pubblica

Gli intoccabili contro la libertà di informazione

 

Sulla Rai sembra proprio che tutti i politici, di maggioranza e di minoranza, non riescano ad esprimersi se non in termini di potere e lottizzazione. E’ di pochi giorni addietro l’audizione del vice-premier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in commissione vigilanza della Rai. E il nostro incipit è banalmente confermato. Nonostante le guerre guerreggiate del suo partito e del suo incaricato, Vito Crimi, sottosegretario a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, col piano di decrescita del finanziamento pubblico all’editoria per “disintossicare le testate dai soldi pubblici e dalla politica (parole di Di Maio), nonostante questo, quando si è di fronte alla Rai, scatta il meccanismo degli intoccabili, categoria in cui si annoverano tutti coloro che, per nomina partitica, amministrano e lavorano alla tv di Stato. Certo, il nostro ministro, che è populista dichiarato, non può fare a meno di sostenere che uno degli obiettivi del suo governo è far calare il canone/imposta della Rai dagli attuali 90 euro all’anno, ma al di là dell’esternazione che lui ritiene le porti popolarità, tutto quello che riguarda la Rai, e solo preoccupazione per meglio spartirsela, dando un pezzetto a tutti, sì da tenerseli buoni, ma tenendo il grosso per sé.

Questa sarebbe l’alternativa per l’informazione: meno soldi ai privati, conferma del carrozzone della tv di Stato e migliore spartizione. “Non c’é alcun cenno di privatizzazione dei canali Rai nel contratto di servizio”; e sulle accuse di dumping per la pubblicità: “consiglio ai privati di rivolgersi all’Antitrust”…. Che – ricordiamo noi -  sulla materia si è ampiamente pronunciata in passato, confermando lo stato dei fatti.

Il referendum del 1995 che chiedeva la privatizzazione della Rai (inesistente) e dire che più popolari dei referendum cosa ci dovrebbe essere, forse noi abbiamo un concetto e una pratica diversa di “popolare”?

Niente, ordinaria amministrazione. I politici che, quando erano all’opposizione, facevano gli alternativi e che una volta al potere sostengono di voler “disintossicare le testate dai soldi pubblici”; certo, danno loro meno soldi, visto che sono quasi tutte testate di opposizione alla politica del governo, tanto loro -oggi al potere – non ne hanno bisogno, perché la Rai basta e avanza.

Questa la chiamano libertà di informazione.

 

Governo

Stare in mezzo alla strada

 

L'Italia è in mezzo alla strada e rischia grosso: vuole stare in Europa ma non vuole rispettarne le regole, vuole stare nell'euro ma è insofferente ai doveri che ne conseguono, vuole spendere ma ha un debito pubblico enorme, reclama fondi europei che non riesce a spendere, vuole essere "sovrana" ma, per interessi, è strettamente legata alla Ue.
La sintesi di questo stato incerto, e pericoloso, è data dalla discussione della proposta di bilancio, che è stato approvato con fiducia dalla Camera dei deputati, ma che sarà modificato dal Senato per ammissione dello stesso governo lega stellato.

A differenza di quanto scrivono e dicono i media, non è Bruxelles, cioè l'Unione europea, che chiede di modificare la manovra economica, ma è il rispetto degli accordi che volontariamente l'Italia ha sottoscritto e dai quali trae notevoli benefici, sia economici che normativi.

Da ricordare, per i sovranisti di turno, che il 78% degli scambi di merci avviene all'interno della Unione europea, inoltre, circa il 60% delle nostre esportazioni si dirige verso la Unione europea, grazie proprio agli accordi di libero scambio dei quali l'Italia beneficia.

Se qualcuno pensa di uscire dalla Europa deve ricordare che da un lato della strada avrà l'Unione europea e dall'altra gli Stati Uniti e la Cina. Potenze economiche che impiegheranno pochi secondi per travolgere l'Italia.

Meglio rimanere nella Unione europea, che non è il nemico, come qualcuno vuole far credere al popolo.

 

MANOVRA 2019

PIÙ RISORSE PER LA SANITÀ,
MA PER IL PERSONALE È SEMPRE BUIO PESTO

 

LA MANOVRA SBARCA AL SENATO CON UN “PANIERE” PIÙ RICCO PER LA SANITÀ: AUMENTO DI € 200 MILIONI PER LE LISTE DI ATTESA ED ULTERIORI € 2 MILIARDI PER EDILIZIA SANITARIA E AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO. ANCORA AL PALO IL PERSONALE: NIENTE RISORSE VINCOLATE PER I RINNOVI CONTRATTUALI, NÉ RIMOZIONE DEI VINCOLI DI SPESA PER SBLOCCARE IL TURNOVER. SVANITO ANCHE L’EMENDAMENTO PER LA RIDUZIONE DEL SUPERTICKET. LA FONDAZIONE GIMBE ESORTA IL SENATO A CONSIDERARE L’ADOZIONE DI MISURE PER IL PERSONALE E INVITA TUTTI AD UN SANO REALISMO PERCHÉ LE RISORSE CERTE SOLO QUELLE PER IL 2019, MENTRE I € 3,5 MILIARDI PREVISTI PER IL 2020-2021 RIMANGONO LEGATI AD ARDITE PREVISIONI DI CRESCITA ECONOMICA.

 

«Nell’impossibilità di ottenere un’audizione formale in Commissione Bilancio, che ha scelto di ascoltare esclusivamente soggetti istituzionali – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – desideriamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica le nostre analisi e proposte per contribuire al dibattito parlamentare conclusivo». Preme anzitutto fornire un prospetto aggiornato sulle cifre, visto che le dichiarazioni informali rilasciate tramite social, stampa e TV riportano dati parziali e incompleti, spesso utilizzati per strumentalizzazioni politiche.

 

LEGGE DI BILANCIO 2019
Principali misure per il finanziamento della sanità al 7-12-2018

MILIONI DI EURO

2019

2020

2021

Aumento del fabbisogno sanitario nazionale standard

1.0001

2.0002

1.5002

Riduzione tempi di attesa delle prestazioni sanitarie

150

100

100

Borse di studio corso di formazione Medicina Generale

10

10

10

Borse di studio scuole di specializzazione3

22,5

45

68,4

Programmi di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico

4.0004

1Già assegnato dalla Legislatura precedente

2Subordinati alla stipula, entro il 31 marzo 2019, di un’Intesa Stato-Regioni per il Patto per la Salute 2019-2021 che preveda “misure di programmazione e di miglioramento della qualità delle cure e dei servizi erogati e di efficientamento dei costi”.

3 Oltre a € 91,8 milioni per il 2022 e € 100 milioni l’anno dal 2023.

4Ripartiti nel periodo 2021-2032.

 

Ecco i principali passi in avanti compiuti dalla Manovra rispetto al finanziamento pubblico della sanità.

·        Sottoscrizione Patto per la Salute 2019-2021: come già richiesto anche dalla Fondazione GIMBE la scadenza è stata posticipata di due mesi, ovvero al 31 marzo 2019.

·        Fondi per la riduzione dei tempi di attesa: i 150 milioni di euro previsti per gli anni 2019-2021 diventano 350: 150 per il 2019 e 100/anno dal 2020. «È bene ribadire – spiega Cartabellotta – che si tratta di risorse vincolate a “implementazione e ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica”, nel rispetto delle indicazioni previste dal nuovo Piano Nazionale per il Governo delle Liste di Attesa. In altri termini, le Regioni non potranno utilizzarle per assunzione di personale o e/o acquisizione di prestazioni sanitarie da soggetti privati». Possibile che per il 2020 le liste d’attesa possano beneficiare di altri € 50 milioni assegnati dal Decreto Fiscale.

·        Programmi di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico: il fondo aumenta complessivamente di € 4 miliardi, «una cifra indubbiamente rilevante – commenta il Presidente – ma troppo “diluita” nel tempo, visto che saranno nella disponibilità delle Regioni solo € 100 milioni/anno per il 2021 e 2022, € 400 milioni/anno dal 2023 al 2031 e € 200 milioni nel 2032».

·        Farmaci innovativi: confermati i due fondi (€ 500 milioni ciascuno) per farmaci innovativi e innovativi oncologici, che saranno trasferiti nello stato di previsione del MEF nell’ambito del finanziamento del FSN cui concorre lo Stato.

A fronte di conferme e passi avanti, rimangono purtroppo ancora disattese inderogabili necessità per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, in particolare quelle che riguardano il personale:

·        Rinnovi contrattuali: gli spiragli intravisti dopo lo sciopero dei medici non si sono al momento concretizzati in risorse dedicate. Infatti, per la dirigenza, a partire dal triennio 2019-2021 il trattamento economico aggiuntivo (indennità di esclusività) concorrerà alla determinazione del monte salari, ma rimarrà nel FSN indistinto; inoltre, nessun riferimento alla retribuzione individuale di anzianità.

·        Sblocco turnover: respinti gli emendamenti che proponevano di modificare il tetto di spesa per il personale, fissato all'ammontare del 2004 diminuito dell'1,3%: la Ministra Grillo sta facendo pressing con il vice-Ministro dell’Economia Garavaglia per intervenire al Senato su quello che lei stessa ha etichettato come un “anacronistico parametro non più tollerabile”.

·        Nuovi LEA: nessuna proposta per sbloccare i nomenclatori tariffari “ostaggio” del MEF per mancata copertura finanziaria, che impediscono di fatto l’esigibilità dei nuovi LEA.

·        Superticket: non ha visto la luce l’emendamento per rifinanziare il fondo per ridurre il superticket.

Auspicando che al Senato alcune di queste misure possano trovare diritto di cittadinanza nella Manovra, la Fondazione GIMBE suggerisce due ulteriori spunti per il dibattito parlamentare:

·        Distribuire equamente nel quinquennio 2019-2023 i € 327,7 milioni stanziati per le borse di studio delle scuole di specializzazione, assicurando nel 2023 ben 2.600 (invece che 900) nuovi specialisti che, peraltro, già all’ultimo anno di corso potranno essere ammessi ai concorsi per l’accesso alla dirigenza.

·        Spostare sulle Regioni i costi organizzativi del corso di formazione specifica in Medicina Generale, aumentando così il numero di borse da circa 250 a 290 l’anno.

«Indubbiamente – conclude Cartabellotta – da questo primo giro di consultazioni parlamentari la Manovra esce con un “paniere sanità” più ricco, ma al momento il personale sanitario, vero pilastro del SSN in questi anni difficili, rimane a bocca asciutta. Più in generale, è necessaria una dose di sano realismo, facendo tesoro di quanto ha insegnato la storia recente: le risorse certe sono solo quelle stanziate per il 2019, perché l’aumento del FSN e gli altri interventi previsti per gli anni successivi sono inevitabilmente legati ad ardite previsioni di crescita economica e oggi non rappresentano “liquidità” in cui confidare ciecamente

 

Governo

Migranti, memoria e bufale

 

Ne sono partiti circa 29 milioni, tornati 10 e rimasti in 19 milioni.

Sono gli emigranti italiani nel corso del tempo. Un Paese di migranti alla ricerca di lavoro e di una vita migliore, per sè e per le proprie famiglie che, spesso, rimaste a casa, riuscivano a vivere grazie alle rimesse in denaro.

Infatti, ci fu un periodo nel quale le rimesse, provenienti dai soli Stati Uniti d'America, ammontavano a circa il 5% del prodotto nazionale lordo italiano: una enormità.
Insomma, gli emigrati aiutavano gli italiani a casa loro.

Per memoria, a differenza di quanto comunemente si pensi, dal 1876 al 1925 (49 anni), il fenomeno della emigrazione ha visto primeggiare veneti e friulani e non la popolazione meridionale.

Come conseguenza della massiccia emigrazione, iniziarono a nascere molti pregiudizi contro gli italiani, definiti "emigranti indesiderati", e "feccia sporca, sventurata, pigra, criminale dei bassifondi", il che portò anche ad episodi di linciaggio.

In Italia ci sono circa 5 milioni di immigrati residenti, cioè l'8,5% della popolazione residente; i romeni sono 1,2 milioni, seguiti dagli albanesi e dai marocchini con mezzo milione ciascuno; il 60% sono occupati. Le imprese di immigrati extra comunitari sono circa 366 mila.

Analogamente a quanto avveniva per gli emigrati italiani, gli immigrati extra comunitari in Italia, inviano a casa propria circa 4 miliardi di euro ogni anno, il che costituisce una vera e propria boccata di ossigeno per le famiglie rimaste nei Paesi di origine. Questi trasferimenti avvengono attraverso il sistema di money transfer e subiscono già una decurtazione del 6-10% per le commissioni.

La Lega, immemore della storia patria, ha proposto un nuovo prelievo dell'1,5% sui trasferimenti, il che smentisce quanto più volte affermato dal loro leader Salvini con la proposta di "aiutiamoli a casa loro". Si tratta di sottrarre 62 milioni, irrilevanti ai fini del nostro bilancio, che ammonta a 850 miliardi, ma importanti per le famiglie dei Paesi più poveri.

Insomma, l'immigrato regolare, che lavora, produce e aiuta la propria famiglia deve essere penalizzato dal ministro Salvini, il quale, tra l'altro, deve ancora dimostrare di saper affrontare i fenomeni malavitosi legati agli immigrati.

 

Governo

Lega e M5S renderanno più poveri gli italiani

 

In 25 anni abbiamo speso 1.924 miliardi per pagare gli interessi sul debito pubblico. Oggi il nostro debito ammonta a 2.300 miliardi di euro, sul quale continuiamo a pagare gli interessi.

Che cosa farebbe un buon padre, o madre, di famiglia?

Tenderebbe a diminuire il debito, ovviamente.

Che cosa fa il governo legastellato?

Aumenta il debito. E a carico del cittadino. Solo a parlare, e non fare, il governo ha portato lo spread a quota 300 punti, il che significa aumento del debito.

Si potrebbe invertire questa tendenza, razionalizzando le spese e, soprattutto, aumentando il Pil, cioè la ricchezza del Paese, attraverso opportuni investimenti. Il governo legastellato sta facendo esattamente l'opposto: spende in elargizioni, prepensionamenti e reddito di cittadinanza. Cioè solo debito pubblico da accollare sulle spalle dei cittadini.

Che cosa bisognerebbe fare?

Innanzitutto non isolarsi rispetto all'Europa, come hanno fatto i due vicepremier Salvini e Di Maio, alimentando lo scontro con la Commissione, che ci ha messo anche del suo. Attuando una politica di rientro del debito si può far scendere lo spread a metà dell'attuale valore, con conseguente diminuzione del debito stesso.

Detassare il costo del lavoro, in particolare per le assunzioni dei giovani e investire, per esempio, in opere infrastrutturali: siamo al centro del Mediterraneo e non si capisce perché le navi commerciali devono attraversarlo, proseguire nell'Atlantico per finire a Rotterdam (Olanda), invece, di utilizzare i porti italiani, Genova e Trieste in particolare; inoltre, si può intervenire per la messa in sicurezza del territorio (creando nuove opportunità di lavoro), così da evitare di spendere decine di miliardi per riparare gli effetti di terremoti e dissesti idrogeologici.

Ci sarebbe anche il capitolo scuola e ricerca. Proprio in questi giorni, il Consiglio europeo per la ricerca ha premiato i progetti presentati da ricercatori italiani che, però per buona parte lavorano all'estero.

Invece di spendere in elargizioni, si dovrebbe investire per accrescere la ricchezza del nostro Paese. Il governo legastellato ha scelto di fare il contrario, il che aumenterà la povertà degli italiani.

Elargire per acquisire voti: è il non cambiamento.

 

Ministro dell’Agricoltura: oltre il ridicolo

 

In una recente intervista il ministro dell’Agricoltura,  Gian Marco Centinaio, ha dispensato le sue ricette per il rilancio di un settore, quello dell’export alimentare, che lui ritiene in crisi, normativa e strutturale.

La sua preoccupazione nasce dal fatto che sarebbero troppi gli interlocutori istituzionali e non con cui gli acquirenti dei prodotti italiani avrebbero a che fare: le fiere, l’Ice, l’Enit, le camere di commercio, le camere di commercio estere, le ambasciate, le regioni, i comuni, i consorzi. Preoccupazione che rimane tale e, a nostro avviso, sterile, visto che lui non propone nulla, a parte i soliti “vedremo”, “mi sentirò coi colleghi”. Non solo, ma dichiarandosi contrario all’accordo Ue/Canada in materia (CETA), dichiarando che farà di tutto perché il Parlamento non lo ratifichi, ma siccome è già in vigore, “vediamo come butta” dice, non si sa mai.

Un ministro che ha le idee chiare, e futuribili!! 

Quindi il nostro ministro sembra che auspichi una sorta di dipartimento unico del suo ministero che tratti con tutti gli acquirenti del mondo (manco la Repubblica Popolare Cinese, arriverebbe a tanto) , nonché una chiusura dei nostri mercati ad accordi internazionali come il CETA.

Noi crediamo ad una soluzione più semplice e più consona al funzionamento della nostra economia agricola verso i mercati internazionali: abolire il ministero dell’Agricoltura, così come avevano deciso alcuni anni fa gli italiani con un referendum, ma che tutti i governi succedutisi a quel referendum non hanno mai preso in considerazione. La logica è semplice: il nostro Paese non ha un coltura e una cultura unica in agricoltura, e accordi come il CETA (che essendo tra UE e Canada sono possibili e fattibili solo da organismi come l’Unione e non certo da singoli Stati come il nostro, coi loro “mercatini”, per autorevoli e di qualità che siano) stanno moltiplicando il business di un nostro “made in Italy” basato sulla qualità… che è quello per cui già oggi nel mondo abbiamo più che un merito.

Questo però comporterebbe l’assenza di poltrona per il ministro Centinaio, ma questo è un altro problema, che ci interessa in particolare e in generale.
Soprattutto perché in questa intervista da cui siamo partiti, il nostro ministro, sulla necessità di cooperazione o unicità da lui auspicata per le politiche verso l’export, disconoscendo l’Ue e accordi come il CETA, salvo il suo “vediamo come butta...”, afferma: “Sembro Gesù quando parlava nel deserto...”. Comprendiamo la sua difficoltà a farsi ascoltare, ma che lui sia un novello Gesù Cristo.

Ribadiamo. Crediamo di non aver bisogno di predicatori o Gesù per far valere la nostra operosità e la nostra qualità. Anzi, visto quanto ha fatto in questi mesi il nostro ministro dell’Agricoltura, se non ci fosse in assoluto sarebbe un bene per tutti. E pensare che Centinaio ha anche il compito di una sorta di ministero del Turismo (altro gioiello della nostra qualità ed economia), ministero anch’esso abolito a suo tempo da un referendum.

 

Governo

Tg2 e l'incredibile spot pubblicitario "Casamonica" per Conte e Salvini

 

E’ capitato a molti, in questi ultimi giorni, di incappare sul Tg2 delle ore 20.30 su servizi dedicati allo sgombero di 8 villette abusive del clan Casamonica, che si era insediato nel rione romano del  Quadraro.

L'operazione, benemerita, è stata condotta autonomamente dal Comune di Roma, con la presenza della sindaca, Virginia Raggi, alla quale si sono affiancati repentinamente il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Cosa ci azzecca un ministro dell'Interno e un presidente del Consiglio in una operazione di sgombero di case abusive non è dato di sapere, o meglio, si sa: fa parte della propaganda elettorale in vista delle elezioni europee.

E' stata ristabilita la legalità, si dice, e non possiamo che concordare, ma di queste operazioni di sgombero e demolizione, ce ne sono state anche negli anni scorsi.

A ricordare cosa è successo, negli anni scorsi, ci ha pensato il giornalista Paolo Pagliaro, con un servizio su La7 nel quale ricorda che lo sgombero e l'abbattimento delle ville dei Casamonica è un rito che a Roma si ripete da anni sempre uguale a se stesso.

Anni e mesi:

1) Il 20 aprile 2010, furono demolite 3 ville a Frascati (Roma).

2) Il 4 maggio del 2010, in zona Romanina (Roma) sono stati sgomberati 25 monolocali costruiti in area archeologica.

3) Il 23 gennaio 2012, in zona Romanina, sequestrati 16 immobili e 36 fuoriserie.

4) Il 18 giugno 2013, ci fu un intervento, in altra zona romana, al quale parteciparono anche 2 elicotteri.

5) Il 31 marzo 2013 furono sequestrati degli immobili.

6) A marzo 2015, aprile 2016 e novembre 2017 furono sequestrati ulteriori immobili.

In nessuna di queste circostanze si affacciarono membri del governo, conclude Pagliaro.

Perché mai poniamo il problema di un telegiornale che sponsorizza la presenza di membri del governo? Semplice, perché la Rai vive, oltre che di pubblicità, anche di canone, che tale non è perché è una imposta, pagata dai cittadini e dalle imprese.

La Rai dovrebbe svolgere un servizio di pubblica utilità che, nel caso in questione, è stato utile al presidente Conte e al ministro Salvini. A spese del popolo, che paga il canone (imposta) per avere un servizio di informazione e non di propaganda partitica.

 

Governo

Non c'è provvedimento che si salvi

 

La Commissione europea ha bocciato la manovra economica dell'Italia e ha raccomandato l'apertura  della procedura di infrazione per violazione delle regole sul debito.

Cosa risponde il vicepremier, Matteo Salvini, alla lettera di contestazione della Commissione?

"E' arrivata la lettera da Bruxelles? Aspetto quella di Babbo Natale.", il che equivale al "me ne frego".

A parte il fatto che Babbo Natale non invia lettere, ma ne riceve, quello che Salvini riceverà sarà la calza della Befana, piena di carbone.

Non ne hanno azzeccata una: il decreto Dignità che doveva aumentare i posti di lavoro ha, invece, aumentato i disoccupati; il decreto sulla pace fiscale e edilizia si è trasformato in guerra agli onesti; nel disegno di legge anticorruzione ci finisce un emendamento che favorisce i corrotti; quello sulla immigrazione fa aumentare gli immigrati clandestini.

Non c'è un provvedimento che si salvi.

Dal 1 giugno, varo del governo legastellato, sono stati bruciati obbligazioni, azioni e interessi sui BtP per un valore di 150 miliardi di euro.

Lo spread veleggia sui 300 punti e il che porta alla restrizione del credito per cittadini e imprese.

I risparmiatori non si fidano più di sottoscrivere a piene mani i titoli di Stato.

Altro che speculatori!

Sono a rischio i fondi strutturali europei, quelli, cioè, per la coesione, per lo sviluppo regionale, per l'agricoltura e per la pesca, per un valore di 73 miliardi, dei quali il nostro Paese è tra i maggiori beneficiari.

Per acquisire voti alle elezioni europee il duo Salvin i- Di Maio sta portando l'Italia verso il baratro.

"Tanti nemici, tanto onore", potrebbe essere lo slogan  di Salvini e Di Maio, e di "nemici", nel loro immaginario, ne hanno collezionati molti: dalla BCE alla Banca d'Italia, dal Fondo Monetario internazionale all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, dall'Istat all'Inps, dalla Corte dei Conti all'Ufficio parlamentare di bilancio e alle agenzie di rating.

Nel novero dei "nemici", Salvini e Di Maio hanno aggiunto 26 Paesi su 27 dell'Unione europea e 18 Paesi su 19 dell'Eurozona.

Un capolavoro politico realizzato in pochi mesi.

 

FATTI DELLA VITA

 

Il presidente Mattarella: «L'informazione bene pubblico e diritto di rilevanza costituzionale».

Il presidente torna sul ruolo dei media nel messaggio inviato all'Agcom in occasione del seminario 'Giornalismi nella società della disinformazione' organizzato in Fnsi. «Coniugare l'innovazione con i valori del pluralismo, della trasparenza, del confronto e della veridicità dei contenuti è essenziale per garantire informazione di qualità, a presidio della democrazia».

 

FRANCO ABRUZZO (portavoce del MIL, candidato al congresso della Fnsi): "Presto i giornalisti  italiani saranno chiamati dal sindacato alle urne per scegliere la classe dirigente. In questi giorni si leggono proposte incredibili da tutte le parti con richieste economiche che ignorano la crisi profonda del settore: tirature ridotte, calo vertiginoso della pubblicità, edicole che chiudono. Eppure la soluzione c'è ed è stata brevettata in Giappone. I giapponesi leggono i giornali di carta, perchè gli editori hanno organizzato, con l'utilizzo degli studenti (edicolanti volanti),  un sistema di distribuzione efficiente che esclude le edicole fisse. I quotidiani vengono portati a casa degli utenti ogni giorno all'alba. Non possiamo fare lo stesso in Italia? Propongo la lettura di un articolo del quotidiano IL FOGLIO che spiega il sistema giapponese. Se i giornali si vendono e danno profitti,  è possibile al sindacato presentare piattaforme rivendicative con probabilità di successo". 72 milioni di copie vendute ogni giorno, contro i 58 milioni degli Stati Uniti e i 26 della Germania, il mercato giapponese dei quotidiani è il più grande del mondo.

 

PENSIONI. DIRIGENTI SUL PIEDE DI GUERRA

GIORGIO AMBROGIONI, presidente della CIDA, scrive al primo ministro GIUSEPPE CONTE una lettera anche in nome e per conto di Confedir, Assdiplar, Diplomatici in pensione SNDMAE, Forum nazionale dei pensionati, Associazione nazionale magistrati ed avvocati dello stato in pensione: "Le pensioni delle categorie professionali, che rappresentiamo, sono state oggetto di una assurda campagna denigratoria solo perché superiori alla media; i nostri pensionati sono stati additati come "parassiti" da chi forse non immagina quanta fatica, quanti sacrifici siano necessari e quanti rischi comporti, diventare ed essere dirigenti, sia nel settore pubblico che in quello privato". "Le figure professionali, che rappresentiamo, rientrano in quel 12% di contribuenti che versano il 54% dell'Irpef complessiva a fronte di un'evasione fiscale valutata in 130 miliardi, con un mancato gettito di oltre 30 miliardi di Euro annui. Signor Presidente del Consiglio, ci appelliamo a Lei affinché il Suo prudente apprezzamento e la Sua saggezza contribuiscano a riconsiderare e accantonare un intervento sulle pensioni già erogate e su quelle di tutta l'attuale classe dirigente, sia pubblica che privata, in procinto di ritirarsi dal lavoro nei prossimi 3 o 5 anni".

 

Editoria

Casellati: «No a misure restrittive sui contributi». Per la presidente del Senato, l'abrogazione dei finanziamenti agli organi di informazione porterebbe a «gravi conseguenze non solo sull'occupazione, ma soprattutto su quel pluralismo della stampa e dell'editoria che è principio cardine della nostra democrazia».

 

MALATTIA DI LYME

SE LA CONOSCI LA CURI

 

La malattia di Lyme è causata da un gruppo specifico di batteri trasmessi all’uomo tramite puntura di una zecca infetta. La malattia determina vari problemi clinici: dal tipico rash cutaneo (eritema migrante) al coinvolgimento sistemico che può causare  artriti, problemi neurologici e cardiologici.

La probabilità di essere morsi da zecche infette e contrarre la malattia di Lyme aumenta nelle aree erbose e boschive, ma anche nei parchi e nelle aree verdi urbane. In Italia i dati ufficiali sulla diffusione della malattia di Lyme sono limitati e non recenti: nel 2000 una circolare del Ministero della Salute riporta circa un migliaio di casi nel periodo 1992-1998. Le Regioni con il maggior numero di segnalazioni sono Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e la Provincia autonoma di Trento, mentre nelle Regioni centro-meridionali e insulari i casi segnalati sono rari. Recentemente, il Gruppo Italiano di Studio sulla Malattia di Lyme ha stimato che nel nostro Paese si verificano circa 500 nuovi casi ogni anno.

«L’incidenza della malattia di Lyme – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE –  potrebbe essere ampiamente sottostimata, perché la maggior parte delle stime si basa sui casi confermati in laboratorio, senza considerare quelli diagnosticati clinicamente e quelli non diagnosticati: in particolare quelli in cui la malattia si presenta solo con sintomi aspecifici come febbre, sudorazione, malessere generale, astenia, cefalea, difficoltà di concentrazione».

Per aumentare la consapevolezza di medici, professionisti sanitari e pazienti sulla malattia di Lyme, la Fondazione GIMBE ha realizzato la sintesi in lingua italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), aggiornate nell’ottobre 2018, che saranno inserite nella sezione “Buone Pratiche” del nuovo Sistema Nazionale Linee Guida gestito dall’Istituto Superiore di Sanità.

Le linee guida NICE forniscono raccomandazioni relative alla diagnosi e alla terapia della malattia di Lyme: dai dati epidemiologici e clinici alla base di un adeguato sospetto clinico alle corrette modalità per la rimozione delle zecche; da un algoritmo per l’utilizzo dei test di laboratorio alla terapia antibiotica a cui la linea guida dedica particolare attenzione. Vengono infatti riportati in maniera molto dettagliata i numerosi schemi di trattamento per adulti e bambini, tenendo conto della assenza/presenza di disturbi focali: dal coinvolgimento dei nervi cranici o del sistema nervoso periferico a quello del sistema nervoso centrale, dall’interessamento articolare a quello cardiaco.

«Le numerose incertezze conseguenti alle limitate evidenze scientifiche – continua il Presidente –determinano spesso paura e frustrazione nelle persone con diagnosi o sospetto di malattia di Lyme. Per tale ragione le linee guida NICE raccomandano di fornire supporto, informazioni da fonti attendibili e una chiara comunicazione sulla diagnosi e sul trattamento, incluse le incertezze relative all’accuratezza dei test diagnostici e all’eventuale persistenza dei sintomi dopo la terapia antibiotica».

In particolare, se sospetto clinico è elevato non bisogna escludere la probabilità di malattia di Lyme sulla base di un’anamnesi negativa per esposizione a punture di zecca, peraltro non sempre visibili, o se i test di laboratorio sono negativi. Inoltre, se i sintomi persistono dopo due cicli completi di antibiotico, non bisogna prescrivere di routine ulteriori cicli.

«Nonostante si tratti di una patologia poco frequente – conclude Cartabellotta – è fondamentale “conoscerla per riconoscerla”, visto che, anche in assenza di conferme di laboratorio,  un adeguato sospetto clinico, la rimozione della zecca e l’inizio tempestivo della terapia antibiotica possono prevenire danni rilevanti a livello neurologico, cardiaco e articolare».

Le “Linee guida per la diagnosi e il trattamento della malattia di Lyme” sono disponibili a: www.evidence.it/Lyme. 

 

Governo

Come addossare agli italiani i debiti di TIM, grazie a Salvini e Di Maio

 

Accollare i debiti di TIM sulle spalle degli italiani. Questo è il risultato dell'operazione di statalizzazione di TIM, che vuole fare il duo Salvini-Di Maio.

Il governo progetta di costruire una seconda rete di telecomunicazione ad alta velocità (ultrabroadband) attraverso lo scorporo di TIM e la fusione con OpenFiber, società che si occupa di fibra ottica, e che è in comproprietà con Cassa Depositi e Prestiti (CdP) e Enel.

Scorporare TIM, per coniugarla con OpenFiber, significa accollarsi anche una parte dei debiti di TIM, debiti che ammontano a circa 25 miliardi di euro. Acquisire una parte di una società, in questo caso TIM, significa acquisirne anche i debiti.

La domanda che sorge spontanea è: quanti di questi miliardi di debito che ha TIM, il governo vuole accollarsi, cioè vuole accollare sulle spalle degli italiani che dice di rappresentare?

Prima di portare a termine operazioni di statalizzazione, definite anche sovraniste, sarebbe utile sapere i costi che ne derivano.

 

Governo

Il TAV e il M5S tra il dire e il non fare

 

Si era da poco compiuta l'unificazione dell'Italia, con la presa di Roma per opera di Vittorio Emanuele II, quando, l'anno successivo, nel 1871, veniva inaugurata la linea ferrovia del Frejus, che collegava l'Italia con la Francia.

La conquista di Roma segnò il tracollo definitivo dello Stato Pontificio, le cui origini risalgono alla "Donazione di Costantino", che legittimarono il potere temporale della Chiesa, "Donazione" che, però, nel 1517, lo storico Lorenzo Valla dimostrò essere falsa.

La necessità di collegamenti ferroviari transnazionali era già avvertita nel 1800, tant'è che il tunnel del Fejus era stato pensato per il collegamento Londra-Brindisi, denominato "Valigia delle Indie".

Tale necessità si è fatta più stringente con la formazione della Unione europea. Il progetto, per le reti di trasporto trans europee, costituisce un insieme di infrastrutture per il mercato unico, per garantire la libera circolazione delle merci e delle persone e rafforzare la crescita, l'occupazione e la competitività in Europa.

Una di queste opere, il treno alta velocità (TAV), collega Torino con Lione (Francia), che si innesta nel cosiddetto Corridoio mediterraneo. Lo scopo è incrementare, merci e passeggeri e trasferirli su rotaia. Sarebbe dimezzato il tempo di percorrenza per i passeggeri e raddoppiata la capacità di trasporto delle merci.

Il progetto, cofinanziato da Unione europea, Francia e Italia, è avversato dal M5S.

Infatti, un ordine del giorno del Consiglio comunale torinese, a guida penta stellata, ha chiesto di fermare i lavori, il che ha provocato la protesta della cittadinanza, che ha indetto una manifestazione civica alla quale hanno partecipato 40 mila persone.

Un ordine del giorno, comunque, non è un atto deliberativo, perciò vale per quel che vale.

Anche il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio, si è esercitato sull'argomento, dichiarando che il TAV è una opera inutile, poi, che non è contrario in generale, poi che il tunnel può essere sostituito da una stampante in 3D.

Evidentemente cinque anni di università istituzionale, la Camera dei Deputati, non è servita, ma Di Maio, si sa, è un fuori corso universitario.

 Arriviamo al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, il quale aveva insinuato dubbi su alcuni costi dell'opera, con una frase imperativa: "la mangiatoia è finita". E’ stato chiesto al ministro Toninelli di produrre le prove della mangiatoia e di denunciare i responsabili.

Aspettiamo ancora la risposta.

Lo stesso Toninelli ha chiesto di fare ulteriori  analisi costi-benefici dell'opera; forse non è al corrente che dal 2015, il ministero aveva elaborato una nuova strategia di intervento, che prevedeva la realizzazione di alcune opere e una ulteriore valutazione per altre: il 58% da realizzare secondo progetto, il 29% da rivedere e il 13% in situazione intermedia.
Il tutto all'interno del Sistema nazionale integrato dei trasporti e secondo determinate Linee guida, documento depositato presso il ministero guidato da Toninelli. Forse il ministro Toninelli non sa che già il governo precedente aveva avviato la revisione progettuale dell'opera, come non sapeva che il tunnel del Brennero, a suo dire, usato da molti imprenditori e ostacolato dall'Austria, non c'è.

L'importante è che gli italiani ci credano, in altre parole, credano alle chiacchiere, in vista delle elezioni europee.

 

Roma Capitale

Un referendum per la messa a gara della gestione dei rifiuti

 

Un referendum per mettere a gara l'esercizio di gestione dei rifiuti nella Capitale. E' la proposta-desiderio di quanti abitano nella Capitale, che vogliono una città degna di questo nome, pulita e non sommersa da rifiuti a cielo aperto.

Il referendum consultivo, che si dovrebbe svolgere il prossimo anno, non richiede quorum, come quello che si è svolto sull'Atac, al quale ha partecipato una minoranza di cittadini, perché la maggioranza era letteralmente disinformata, ma che ha visto i SI vincere con il 75% dei voti.

Le battaglie si combattono, si vincono e si perdono.

La "monnezza", come si dice a Roma, ha ormai sommerso la città a causa della incapacità dell'Amministrazione comunale di offrire modelli lungimiranti e buone pratiche attuative.

Occorre spazzare la Capitale d'Italia, mettendo a gara europea il servizio di gestione dei rifiuti.

 

Governo

Tria e la défaillance europea.

Giocano pericolosamente con i nostri soldi

 

Non bastano le "osservazioni" e le raccomandazioni di Banca d'Italia, Banca Centrale Europea, Corte dei Conti, Istat, agenzie di rating, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, Fondo Monetario Internazionale, Ufficio Parlamentare del Bilancio, Commissione europea e tutti i ministri delle Finanze della zona euro, per far riflettere il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sui rischi della manovra economica che il governo lega-stellato intende varare nelle prossime settimane.

Eppure, il ministro dell'Economia si dice dispiaciuto della défaillance tecnica della Commissione europea nell'analisi della manovra economica nostrana.
Noi, invece, siamo preoccupati.

Secondo le previsioni della Commissione europea, nel prossimo anno l'Italia registrerà il deficit più alto dell'Europa e la crescita più bassa. Lo spread viaggia intorno ai 300 punti, il che significa futuri interessi più alti da pagare agli investitori dei titoli di stato, con relativo aumento del debito a carico di tutti gli italiani. Nel terzo trimestre di quest'anno la crescita del Pil è stata zero. I prepensionamenti non creeranno nuovi posti di lavoro, così come il reddito di cittadinanza non determinerà un aumento del Pil.

Questo governo gioca pericolosamente con i soldi degli italiani.

I due vicepremier, Salvini e Di Maio, promettono felicità in arrivo per gli italiani. Un venditore di pozioni magiche non saprebbe dire di meglio.

Ma, attenzione, quando il popolo si sveglierà, sarà troppo tardi.

 

Roma capitale

Il prezzo del biglietto Atac è di 6 euro, non di 1,5 euro

 

Il prezzo del biglietto dell'Atac, l'azienda comunale dei trasporti romana, è di 6 euro, ma l'utente paga 1,5 euro .

Chi paga la differenza?

I contribuenti italiani, con una ulteriore aggiunta per i contribuenti romani.

Come?

I comuni hanno prevalentemente una finanza trasferita dallo Stato, vale a dire che lo Stato incassa le tasse che le utilizza per le proprie spese e per il trasferimento agli enti locali. Quindi, tutti i contribuenti italiani concorrono a pagare la differenza tra costo vero del biglietto dell'Atac, cioè 6 euro, e quello pagato dall'utente, cioè 1,5 euro.
Perché i romani pagano di più?

Perché, oltre alle tasse nazionali, pagano una addizionale Irpef che, tra l'altro, è la più alta d'Italia.

Come si arriva al costo del biglietto Atac di 6 euro?

L'utente paga il biglietto 1,5 euro, al quale si aggiungono 3,4 euro di tasse del contribuente, 0,7 euro di perdite e 0,4 euro di varie.

Totale 6 euro.

Ai contribuenti, l'Atac è costata qualcosa come 7 miliardi in 9 anni. Il costo vettura kilometro dell'Atac è superiore del 50% rispetto alla analoga azienda di Milano e del 100% rispetto alle migliori aziende di trasporto europee. Il costo dell'Atac è dovuto per il 50% al personale mentre l'evasione rappresenta un costo del 10%.

Ogni mese che passa l'Atac brucia 60/70 milioni di soldi pubblici.

Scopo del referendum consultivo sull'Atac era di mettere a gara il servizio di trasporto pubblico romano, al quale potranno partecipare aziende pubbliche e private.

Non si trattava, quindi, di privatizzare il servizio, ma di liberalizzarlo, cambiando in meglio e tagliando lo spreco di denaro del contribuente.

E la gara funzionerebbe così:

a) il Comune predispone il bando nel quale sono fissate le regole di partecipazione, compreso il costo del biglietto;

b) le aziende, pubbliche e private, partecipano alla gara;

c) il Comune controlla l'azienda vincitrice per il rispetto delle regole fissate nel bando.

Per legge nazionale è prevista la ricollocazione del personale nella fase di ristrutturazione del servizio.

Non rimane che attendere una ragionevole politica amministrativa locale.

 

Governo

Bonafede tra la ghigliottina e la propaganda

 

Polemica tra il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che sostiene che occorre sospendere la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, di assoluzione o di condanna, "per rendere giustizia ai cittadini" e chi ritiene che in questo modo non sarebbe garantita la ragionevole durata dei processi, così come stabilito dall'articolo 111 della Costituzione.

L'elemento scatenante: la presentazione di un emendamento del M5S al disegno di legge Anticorruzione in discussione in Parlamento.

Non è chiaro per quale motivo la proposta di sospensione della prescrizione non sia stata presentata, in un testo di riforma organica della giustizia, invece, di essere inserita con un emendamento dell'ultima ora, nel disegno di legge Anticorruzione.

I motivi, però, ci sono e si chiamano ghigliottina del diritto e propaganda elettorale.

Ghigliottina del diritto

Fa parte del modus operandi di esponenti del M5S. Luigi Di Maio ha più volte detto che sui politici indagati, essi sono automaticamente colpevoli.

Insomma, chi è indagato ha il marchio della colpevolezza.

E' la logica di Robespierre.

E’ vero che la giustizia nel nostro Paese è lunghissima e l'Italia è stata condannata varie volte dalla Corte europea dei diritti umani.

Oltre il settanta percento dei procedimenti giudiziari va in prescrizione prima dell'inizio del processo, cioè in fase istruttoria, quindi, cosa c'entra la sospensione della prescrizione dopo la prima sentenza, cioè a processo avviato, se la stragrande maggioranza dei processi non si celebra perché prescritti prima che il processo inizi?

Nulla.

Per i reati di corruzione, la prescrizione scatta dopo 12 anni e mezzo in primo grado, dopo quattordici e mezzo in secondo grado e dopo quindici e mezzo al giudizio di Cassazione. Questo è il tempo che può decorrere tra indagini e sentenza di terzo grado.

Secondo il ministro Bonafede non bastano 15 anni e mezzo per arrivare ad un giudizio definitivo per corruzione, ci vuole un tempo  non definito.

Così, un cittadino, che ha subito un torto o è innocente, dovrebbe attendere un tempo indefinito per avere giustizia.

Siamo dinanzi a denegata giustizia.

E' la ghigliottina del diritto, la morte della giustizia, ma al ministro Bonafede basta parlare ai propri elettori, per rinsaldarli nelle loro convinzioni sanfediste: il male è dall'altra parte.
Propaganda elettorale

Secondo obiettivo del M5S: la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni europee. I

sondaggi elettorali danno in calo il M5S, cosa c'è di meglio che ritirare fuori vecchi slogan che ne hanno fatto la fortuna alle ultime elezioni politiche? Come contrastare la Lega, che corre nei sondaggi, che impone scelte come l'attivazione dell'Ilva, la prosecuzione della Tap, il condono fiscale, sulle quali il M5S si era dichiarato contrario?

Cosa c'è di meglio, allora, di un richiamo alla pancia dei propri elettori?

La fonte di tutti i guai, passati, presenti e futuri, sono gli altri.

Sollecitare i movimenti peristaltici ha sempre qualche effetto.

 

Roma Capitale

L'Atac e il referendum

 

Ecco la situazione dell'Atac, l'azienda comunale dei trasporti di Roma Capitale: "Non rispetta i contratti di servizio; non effettua le corse come da programmazione del Comune; ammette di non rispettare i requisiti di manutenzione dei veicoli e costa il doppio di quello che dovrebbe costare. In cambio, continua ad essere finanziata dai contribuenti, compresi i non romani, continua a non pagare i propri debiti, continua a peggiorare il servizio. Nell'ultimo biennio, ogni giorno che passa, l'azienda di trasporto pubblico romana ha perso circa 2,1 milioni di euro, Negli ultimi 9 anni l'azienda pubblica è costata al contribuente circa 7 miliardi di euro tra sussidi e perdite.".

Cosa farebbe una persona di buon senso?

Direbbe che la situazione non è sostenibile, che il servizio di trasporto pubblico è fallimentare e fallito, che occorre trovare una soluzione perché il servizio di trasporto deve essere rivolto al pubblico e non necessariamente di proprietà pubblica.

Occorre evitare, direbbe sempre la persona di buon senso, che i disservizi e gli addebiti siano accollati sull'utente.

Già due anni fa, in un convegno, analizzavamo i bilanci di Atac, e la gestione del trasporto, rilevandone il disastro. La situazione è peggiorata perché il sindaco, signora Virginia Raggi, si ostina a non tener conto della realtà che è sotto i suoi occhi.

Per tentare di risolvere il problema e offrire una opportunità ai cittadini di poter usufruire di un sevizio di trasporto degno di questo nome, i Radicali Italiani hanno promosso un referendum consultivo sull'Atac che si terrà l'11 novembre prossimo.

Chi voterà SI al referendum chiederà al Comune di bandire gare tra più aziende, per lo svolgimento del servizio di trasporto pubblico in città, senza affidarlo automaticamente all'ATAC.

Ovviamente l'ATAC potrà essere uno dei partecipanti alla gara, gli altri partecipanti potranno essere privati ma anche pubblici.

Quindi, il referendum non mira a privatizzare il servizio pubblico, ma a consentire al Comune di poter scegliere i soggetti che sono in grado di offrire il servizio migliore.

Del referendum non se ne parla e il M5S, sostenitore a parole della democrazia popolare, osteggia la consultazione.

Sarebbe opportuno che i romani si svegliassero dal torpore nel quale sono caduti da un po' di tempo.

 

ATTUALITA'

 

Interessante editoriale pubblicato nell'ultimo numero dell'Internazionale periodico che pubblica in esclusiva per l'Italia gli articoli dell'Economist.

Soon –S hiong ("il medico più ricco della storia del mondo") é convinto che in una democrazia sana i giornali sono fondamentali. E per questo è interessato soprattutto alla carta, che lui considera un antidoto alla riduzione della capacità di attenzione indotta dal digitale. Non prevede che la carta sparirà ("Abbiamo cominciato con i geroglifici, non credo che finirà") e anzi scommette: "Oggi i ragazzi vogliono comprare i dischi di vinile, presto tornerà di moda la carta".

 

La Rai lottizzata da M5S e Lega

 

"Bisogna cacciare i partiti dalla Rai, è meglio il sorteggio che le nomine della politica".

Così si esprimeva Luigi Di Maio, quando era all'opposizione.

Ora che è al governo ha cambiato idea, d'altronde è per il "Cambiamento", o no?

Il Tg1 e il Tg3 vanno al M5S e il Tg2 alla Lega. E questo sarebbe il "Cambiamento"?

Una ingozzata di poltrone! D'altronde, lo stesso Di Maio ne ha ben tre: una come vicepremier e due come ministro di Sviluppo Economico e Lavoro.

Un consiglio ai nostri lettori: quando vedrete i vari Tg1, Tg2 e Tg3, pensate di assistere ai famosi spot di "Carosello": un susseguirsi di pubblicità per i padroni di turno.

Che Luigi Di Maio cambi idea, non è una novità, vedi Ilva, Tap, condoni fiscali e edilizi; dalla proposta di legge di Bilancio è scomparso il reddito di cittadinanza e il taglio alle pensioni d'oro, due dei punti fondamentali delle proposte penta-stellate; occorre studiare, dicono, ma sono mesi che studiano e, comunque, la proposta sul reddito di cittadinanza è stata presentata dal M5S nella scorsa legislatura, anni fa!

In poche parole, di bufale Di Maio ne ha raccontate, ne racconta e ne racconterà, in vista delle elezioni europee e nazionali e non perdere le poltrone.

 

Governo

Propaganda e realtà

 

Propaganda e realtà, così potremmo definire l'azione del governo lega-stellato in questi mesi. Il "me ne frego", "noi andiamo avanti", "spazzeremo", "cancelleremo", "non indietreggeremo di un millimetro" sono slogan che vanno bene in campagna elettorale, non quando si governa.

Analisi.
Il vicepremier, Matteo Salvini, a giugno, aveva dichiarato di aver fatto in un mese molto più del precedente governo, ma era una bufala.

La maggior parte del lavoro per limitare gli sbarchi di migranti l'ha fatta il governo precedente.

Salvini aveva dichiarato che avrebbe azzerato la legge Fornero, ma, oggi, si limita ad un aggiustamento delle uscite pensionistiche, che, con i soldi a disposizione, dureranno un anno, il tempo necessario per andare alle elezioni europee e nazionali.

Il collega, Luigi Di Maio, voleva chiudere le acciaierie Ilva e ha fatto appena in tempo a firmare l'ultimo atto per riattivarle. Così per la Tap, che doveva essere chiusa in due settimane e che, invece, ha avuto il via libera alla prosecuzione dei lavori.

Entrambi si sono cimentati con le pensioni cosiddette “d'oro”, fissando un limite a 5000 euro nel "Contratto di Governo", per poi violare l'accordo stesso abbassandone il limite a 4500 euro, poiché di risparmi non se ne vedevano e, comunque, sono irrilevanti. Si propagandava, fino a pochi giorni fa il sistema pensionistico contributivo , quando poi si è ripiegatati sul contributo di solidarietà, visto che qualcuno ha spiegato loro che le leggi si rispettano anche se si ha voglia di non rispettarle.

Ai due vicepremier sono rimasti i vitalizi, usufruiti da 2600 ottuagenari ex parlamentari, che dovevano essere cancellati, ma che sono stati ricalcolati, con un sistema che, in anticipo, il Consiglio di Stato ha bocciato. Gli ex parlamentari faranno i ricorsi per i quali occorreranno un paio di anni e nel frattempo M5S e Lega saranno impegnati con la propaganda in vista delle elezioni europee e nazionali.

 

Governo

I sovranisti europei non vogliono accollarsi i problemi italiani

 

Un fronte unico dei sovranisti europei appare sempre più improbabile: sui migranti, l'Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia non hanno nessuna intenzione di accoglierne. Ce li teniamo tutti noi e la proposta di rimpatriarli nei paesi di origine si palesa sempre più come una bufala, vista la sostanziale impossibilità di ricollocarli, eccetto che per i 4 paesi con i quali l'Italia ha un accordo per il rimpatrio che, comunque, è limitato nei numeri.

Sorprendente è la dichiarazione di Alice Weidel, leader di Alternative for Deutschland (AFD), la formazione di destra sovranista tedesca, che a proposito della manovra economica lega-stellata, afferma: "Orrendo nuovo indebitamento: sono pazzi questi romani!". Il riferimento non è ai cittadini romani, che pure qualche follia negli anni scorsi l'hanno fatta, ma al governo Salvini-Di Maio e, aggiunge, più duramente: "Quando la Ue boccia il progetto di manovra dell'Italia, il ministro dell'Interno  Salvini strepita. Ma, evidentemente, non nota che senza la flebo della Ue l'Italia sarebbe già da tempo insolvente. Perché dobbiamo pagare noi per gli italiani?"

Abbiamo scritto "sorprendente", perché la Weidel aveva salutato l'affermazione della Lega alle elezioni politiche. Si vede che ha iniziato a conoscerli.

Nel frattempo il governo lega-stellato continua a provocare danno ai conti pubblici, cioè del popolo: lo spread sale e scende intorno a 300 punti, significa maggior debito futuro e minor valore attuale dei titoli pubblici.

All'insegna del "me ne frego", i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, continuano la campagna elettorale in vista delle elezioni europee e nazionali.

 

Governo

Elezioni europee

 

"Questa Europa tra sei mesi è finita, ci sarà un terremoto politico", dichiara il vicepremier Luigi Di Maio, al quale fa eco l'altro vicepremier, Matteo Salvini, che si candida, addirittura, a guidare l'Europa.

Eccitati dai sondaggi w sai risultati, il duo non ha fatto i conti con quelli europei: su 705 futuri parlamentari dell'Unione europea, Lega e M5S avrebbero solo 53 rappresentanti.
I sondaggi dicono che i Popolari avrebbero 185 seggi, i Socialisti e Democratici 136 seggi, l'Alde (liberali) 71 seggi, i Verdi 93 seggi e 58 seggi la Sinistra. Sono in totale 485 parlamentari, su 705, cioè il 68%, che certo non auspicano una Ue a guida Salvini.

Quale sia il terremoto europeo auspicato dal vicepremier Di Maio non è dato di conoscere.

Forse ha dei sensori sismici incorporati

Su quali presupposti si fondano le ambizioni del vicepremier Salvini non è dato di conoscere.

Forse vagheggia di essere assiso sul cocchio del vincitore.

Inoltre, i partiti "sovranisti", alla Orban s'intende, non hanno nessuna intenzione di supportare le richieste dell'Italia, come si è visto per i migranti. Lo stesso faranno per quelle di carattere economico, poiché intenti a gestire i fondi generosamente forniti dall'Unione europea. 

In poche parole: Salvini e Di Maio, proseguono la loro campagna elettorale, contando sulla scarsa informazione del popolo italiano sulla rappresentanza nel prossimo Parlamento europeo.

FATTI DELLA VITA

 

Convegno in Cassazione sulle pensioni.

L'intervento di  Corrado Calabrò:  la manovra del Governo Conte, che anticipa l'età pensionabile e che  pensa di imporre un pesate contributo sulla retribuzione differita costituita dai contributi di chi ha lavorato per diversi decenni contraddice il principio fondante della nostra Costituzione sancito nell'articolo 1 per il quale la Repubblica è fondata sul lavoro. Il lavoro, invece, diventa un disvalore a vantaggio del non lavoro.

 

Importante decisione della Cassazione (ordinanza n. 25540 del 12 ottobre 2018) sull'attività giornalistica anche in programmi radiotelevisivi di intrattenimento o di svago, purché con contenuto propriamente informativo:  "Ai fini dell'inquadramento quale giornalista professionista non sono decisivi né il formale inquadramento in diversa qualifica professionale, né la struttura aziendale dell'ente presso cui si presta l'attività rilevando, viceversa, il peculiare carattere informativo delle mansioni svolte".

La pronuncia della Suprema Corte potrebbe consentire all'INPGI di ottenere dalla RAI il pagamento di consistenti contributi previdenziali anche arretrati.

 

 

Alitalia

i conti non tornano

Ai cittadini l'onere di tirare fuori altri soldi

Accanimento terapeutico

 

Non bastavano 9,4 miliardi complessivi del buco Alitalia, prelevati dalle tasche del contribuente ora, in aggiunta, i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insistono nel voler nazionalizzare l'Alitalia. Altro buco, altri soldi da prelevare dalle tasche del cittadino.

Confortati dalla relazione dei commissari per l'Alitalia, si vuole procedere muovendosi su strade già percorse al grido "L'Alitalia agli italiani".

Già, ma cosa hanno detto commissari nell'audizione in Parlamento? Che loro sono bravi e che l'Alitalia va bene. Notizia ripresa dai media e trasferita ai cittadini che ci hanno creduto. Quest'anno, passeggeri e i ricavi sono cresciuti, dicono i commissari. La realtà è che nello scorso anno i passeggeri sono diminuiti mentre i flussi aumentavano e la perdita non è stata compensata con l'aumento di quest'anno (6% di perdita e 0,4% di aumento). L'Alitalia trasporta solo l'8,5% dei passeggeri da e per l'Italia a fronte del 22% di Ryanair.

Occorre prendere atto che Alitalia ha un'organizzazione improduttiva e non è concorrenziale con altre compagnie, si muove tra una burocrazia asfissiante e un quadro legale inefficiente. Tentare di risollevarla con fondi pubblici, cioè del contribuente, è come praticare l'accanimento terapeutico.

Si percorrono le strade già intraprese che non hanno dato risultati se non quello di aumentare il debito pubblico, ma ci sono le elezioni europee il prossimo anno e, come in altri settori, si fa debito per acquisire consenso elettorale, tanto ci sarà qualcuno che pagherà. Purtroppo quel "qualcuno" siamo noi

 

La fine della povertà

 

E’ una cosa seria, molto seria, dove l’Italia e le leggi Di Maio non c’entrano nulla e il ministro sembra che non lo sappia

Questa la frase del ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, quando è stata approvata la norma che ha stabilito il reddito di cittadinanza. Frase su cui abbiamo letto di tutto, grazie anche al contesto dell’altrettanto balcone dove il nostro ministro si è affacciato per salutare e ringraziare chi lo reclamava.

Si tratta della elargizione di grossomodo 780 euro al mese per chi non ha un lavoro. Tempi e modi, a parte gli aspetti folkloristici tipo “solo acquisti di prodotti italiani” o “non saranno consentiti acquisti immorali”, non sono ancora ben definiti, ma nel mondo ci sono esempi ed esempi a cui guardare per capire come poter fare, e anche meglio, per esempio, di Germania, Olanda, Gran Bretagna, e così via.

Non è, però, questo che ci interessa specificatamente.

Cerchiamo di guardare più avanti, soprattutto su durabilità, ricaduta e sviluppo di certe scelte politiche.

Qual è la scelta politica alla base del provvedimento?

E’ nello slogan del nostro ministro: “La fine della povertà”. Urka! Dopo millenni e millenni di persone morte per povertà, il nostro Paese può vantare la formula che avrebbe sconfitto questo flagello. Cambiando alla base la testa, le politiche e i fatti (anche oggettivi, tipo disastri cosiddetti naturali) che sono forieri di povertà? No, ovviamente. Mai compito sarebbe stato più arduo, difficile e – stante il nostro secolo e il nostro millennio – impossibile.

E’ stato pubblicato un rapporto della Banca Mondiale che fa il punto in merito. Sullo stato dell’arte rispetto ad un obiettivo che la stessa istituzione internazionale si è data da lungo tempo: mettere fine all’estrema povertà entro il 2030. Obiettivo di dubbio risultato, visto che questo rapporto arriva alla conclusione che gli stessi Paesi che dovrebbero investire sul capitale umano rappresentato dalla propria popolazione, non lo stanno facendo con quei minimi necessari su cui si erano impegnati. La Banca Mondiale si riferisce ad investimenti sul capitale umano, cioè che portino a far creare capitale da parte degli individui che ne vengono coinvolti. Un metodo che dovrebbe attrarre meglio anche i grandi capitali, la cui preoccupazione principale, quando si pronunciano sui vari budget degli Stati, è di guardare agli investimenti più che all’assistenza. Ma che batte il passo, visto che anche questi grandi capitali, e i vari loro servitori in questo o quell’altro Stato, sembra che non abbiano capacità i guardare oltre il proprio naso: piuttosto che investimenti, per esempio, sull’educazione e sulla sanità degli individui, preferiscono quelli sulle infrastrutture; i primi sono a lunga gittata e a breve non si possono vedere risultati tangibili di capitalizzazione, i secondi – invece – vengono giudicati di più immediata capitalizzazione. Un suicidio visto ché, per esempio, se un ingegnere non è bravo e disponibile e diffuso, non è escluso che le opere da lui progettate siano più a rischio deterioramento, e quindi maggiori costi, fino all’estremo del crollo (ponte Morandi di Genova, docet).

Questa è la fotografia di ciò che nel mondo (in parallelo e in collaborazione con le varie politiche ONU in materia) viene fatto per far fronte alla povertà.

Chissà cosa avranno pensato (ammesso che si siano accorti del provvedimento nostrano) della soluzione che il nostro governo e il nostro Parlamento hanno trovato per la “fine della povertà” nello stivale italiano. Gli acquisti di prodotti made in Italy, di quelli solo morali, il contesto di molto bassi investimenti per lo sviluppo in cui il provvedimento si è inserito, la pletora delle polemiche legate al fatto che i poveri che non dovrebbero più esser tali sono anche rom ed immigrati del Terzo e Quarto mondo (economici e rifugiati). Insomma la povertà è una cosa seria, come seri debbono esseri i provvedimenti per affrontarla.

 Lo sa questo il nostro ministro dello Sviluppo Economico? Sembra di no.

E sembra anche goda nell’essere sommerso da critiche, più o meno burlesche, che lo seguono quando si dedica a queste performance, siano esse dai balconi che baciando il sangue di San Gennaro.

 

MANOVRA 2019

IL DEBITO PUBBLICO CRESCE

ALLA SANITÀ NON SPETTANO NEMMENO LE BRICIOLE

 

La Nota di aggiornamento al DEF (NaDEF) 2018 conferma tutti gli impegni più “popolari” presi in campagna elettorale da M5S e Lega. Tenendo conto dell’enorme indebitamento, dell’incertezza sulle coperture e della prima “bocciatura” da parte dell’UE, è evidente che per la sanità nella prima Legge di Bilancio giallo-verde il triennio 2019-2021 è buio pesto. Unica ragionevole certezza è che il miliardo aggiuntivo stanziato dal precedente Esecutivo rimarrà indenne, con un finanziamento pubblico per il 2019 di € 114,396 miliardi.

«Dopo quasi un decennio di tagli e definanziamenti destinati al risanamento della finanza pubblica – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – da un Governo che si definisce “del Cambiamento” ci si aspettava che la sanità pubblica fosse rimessa al centro dell’agenda politica, tenendo conto del programma contenuto nel “Contratto”. Invece, nonostante l’aumento del debito pubblico, tutela della salute, ricerca e sviluppo e innovazione non hanno diritto di cittadinanza nella manovra di fine anno».

Alla vigilia della discussione della Legge di Bilancio, al fine di ridurre vane aspettative, la Fondazione GIMBE ha effettuato un’analisi indipendente della NaDEF 2018 relativamente a: 1. Revisione delle stime finanziarie. 2. Problematiche rilevanti identificate.  3. Azioni previste.

Revisione delle stime finanziarie

La NaDEF 2018 azzarda una crescita del PIL del 3,1% nel 2019 che schizza al 3,5% nel 2020 per poi tornare al 3,1% nel 2021, ma contiene l’aumento percentuale della spesa sanitaria a 0,8% nel 2019, 1,9% nel 2020 e 2% nel 2021. Questo primo dato certifica che la crescita della spesa sanitaria nel triennio 2019-2021 rimane ben al di sotto di quella stimata per il PIL nominale; inoltre, considerato che l’indice dei prezzi del settore sanitario è superiore all’indice generale dei prezzi al consumo, la restrizione in termini di spesa reale è ancora più marcata.

Rispetto al DEF 2018, la NaDEF 2018 aumenta dello 0,1% per anno il rapporto spesa sanitaria/PIL (6,5% nel 2019 e 6,4% nel 2020 e nel 2021), ma non conferma l’attesa inversione di tendenza annunciata dal Premier Conte in occasione del discorso per la fiducia. Parallelamente aumentano le stime della spesa sanitaria rispetto al DEF 2018: € 117,239 miliardi per il 2019 (+ € 857 milioni), € 119,452 per il 2020 (+ € 880 milioni) e € 121,803 per il 2021 (+ € 909 milioni).

Rimane poco comprensibile il notevole incremento (+ 2,4%) della spesa sanitaria dal 2017 al 2018 stimato in ben € 2,732 miliardi: dai € 113,6 miliardi già certificati per il 2017 ai € 116,331 stimati per il 2018. Considerato che tutte le Regioni hanno raggiunto un sostanziale pareggio di bilancio, come interpretare gli oltre € 2,9 miliardi di spesa sanitaria previsti nel 2018? È un via libera a spendere in libertà in questi ultimi due mesi? Concretizza una (inverosimile) “iniezione” straordinaria di liquidità di fine anno? Oppure si tratta di una sofisticata mossa contabile, se non di una clamorosa svista?

Problematiche rilevanti identificate. In questa sezione alcune clamorose contraddizioni. Si vuole “migliorare la garanzia dell’erogazione dei LEA in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”, ma il Governo ha già confermato il via libera al regionalismo differenziato che aumenterà le diseguaglianze. Si propone di aumentare l'attenzione per la promozione e la prevenzione della salute, senza prevedere azioni correlate né tantomeno risorse. «Infine – commenta il Presidente –  anacronistico affermare che bisogna “prepararsi ai cambiamenti derivanti dal progresso scientifico e dall’innovazione tecnologica”, ovvero si continua ad ignorare il ritardo decennale nell’adozione di tecnologie innovative per trasformare l’assistenza sanitaria».

Azioni previste

Personale. Confermata la volontà di “completare i processi di assunzione e stabilizzazione del personale” e l’aumento delle borse di studio per medicina generale e specializzazioni. Il costo già stimato dalla Fondazione GIMBE è di € 1,1 miliardi per assumere 20.000 professionisti sanitari, di € 250-300 milioni per le borse di studio di specializzazione e € 40 milioni (già stanziati) per il corso di formazione specifica in medicina generale. Nessun cenno ai rinnovi contrattuali (stima € 1 miliardo).

Miglioramento della governance della spesa sanitaria. Azioni limitate a farmaci e dispositivi: risoluzione dei contenziosi sul payback farmaceutico, nuove modalità di calcolo di scostamenti dai vincoli della spesa farmaceutica per acquisti diretti e del tetto della farmaceutica convenzionata 2017-2018, adeguamento per il 2019 dei criteri per la contrattazione del prezzo dei farmaci, specifiche direttive per l’acquisizione delle categorie merceologiche sanitarie. Nessuna stima delle risorse potenzialmente recuperabili da tali azioni.

Promozione dell’innovazione e della ricerca. Oltre all’istituzione dell’Anagrafe Nazionale dei Vaccini proposte l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico in tutte le Regioni, la connessione dei vari sistemi informativi per tracciare il percorso del paziente e l’estensione della tracciabilità dei medicinali al settore veterinario. Non stimati gli investimenti necessari e le risorse recuperabili.

Attuazione, monitoraggio e aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Previste due azioni rilevanti: la definizione degli standard per l’assistenza territoriale e l’avvio del nuovo Piano Nazionale per il Governo delle Liste di Attesa. Nessun cenno allo sblocco dei nomenclatori tariffari dei “nuovi” LEA per i quali manca la copertura finanziaria (stima Ministero € 800 milioni, stima Regioni € 1.600 milioni), né di effettuare un consistente “sfoltimento” delle prestazioni incluse. Subordinata alla “garanzia degli equilibri economico-finanziari del SSN” la revisione della disciplina della compartecipazione alla spesa e delle esenzioni. Nessun cenno all’eliminazione del superticket.

Investimenti nel patrimonio edilizio sanitario e ammodernamento tecnologico delle attrezzature. Una cabina di regia definirà le priorità per gli interventi di edilizia sanitaria relative all’adeguamento antisismico (zone I e II), all’osservanza delle norme antincendio e all’adeguato ammodernamento tecnologico. Nessuna stima delle risorse necessarie, né alcun riferimento a quelle della Corte dei Conti che ha stimato in € 32 miliardi il costo per ristrutturazione edilizia e ammodernamento tecnologico.

«La prima cartina al tornasole – conclude Cartabellotta – con cui il “Governo del Cambiamento” poteva dimostrare che il rilancio del SSN è una priorità politica, è già andata in fumo: infatti, senza invertire la tendenza del rapporto spesa sanitaria/PIL è impossibile un consistente rilancio del finanziamento pubblico nel prossimo triennio. Manca un approccio di sistema per salvare il SSN, le azioni innovative e rilevanti previste per la sanità sono poche, e la copertura finanziaria è al momento molto incerta. Infine, il silenzio sul rinnovo dei contratti e sul via libera ai nuovi LEA, lascia ancora più perplessi sulla volontà dell’Esecutivo di rilanciare la sanità pubblica ed aumentare le tutele pubbliche».

 

Governo

Salvini e i 10 mila poliziotti in più   

 

L'Italia è il primo paese in Europa e il terzo al mondo per numero di poliziotti in rapporto alla popolazione

Eravamo rimasti alle dichiarazioni del mese scorso del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sulla assunzione di 10 mila poliziotti, per garantire maggior sicurezza. I soldi si sarebbero trovati dai fondi per gli immigrati, diceva Salvini.

Nel decreto "Sicurezza", da pochi giorni emanato, non c'è però traccia di nuove assunzioni, poiché le stesse sono rinviate fino a quando non si troveranno i fondi necessari, e, non essendo stati reperiti tra quelli per gli immigrati, con la situazione finanziaria non precisamente brillante, abbiamo il forte dubbio che i 10 mila poliziotti in più arriveranno.

Servono 10 mila poliziotti in più?

Vediamo.

In Europa, l'Italia ha il più alto numero di poliziotti per abitanti: abbiamo 449 poliziotti per 100 mila abitanti, mentre la Germania ne ha 245, la Francia 214 e il Regno Unito 124.
Inoltre, siamo il terzo Paese al mondo per numero di poliziotti in rapporto agli abitanti, dopo Russia e Turchia.

Dunque, il problema non è il numero di poliziotti, ma della loro organizzazione, visto che ne abbiamo a sufficienza, tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria, Polizia provinciale e Polizia municipale, alle quali va aggiunta la vigilanza privata e, anche reparti dell'esercito in compiti di sorveglianza. Dovremmo essere iperprotetti. Quindi, annunciare l'assunzione di nuovi poliziotti, collegandola a maggior sicurezza, come fa il ministro Salvini, è una bufala.

L'importante è che il popolo ci creda, in vista delle prossime elezioni europee.

 

IL TRIBUNALE CONFERMA

 

E’ di natura subordinata e giornalistica l’attività svolta anche all’interno di uffici stampa e di trasmissioni radio televisive non riconducibili a testate giornalistiche.

 

Grillo e lo spread

 

Dice Beppe Grillo: "Come è possibile che termini come spread possano effettivamente preoccupare la gente?".

Spiegazione.

Gli italiani capiscono molto bene cosa significa più spread, perché equivale a maggiore povertà.

Più spread significa più debito, meno soldi per salute, scuola, assistenza e così via.

Ogni famiglia capisce molto bene che, se si indebita di più, a maggior ragione avrà meno soldi a disposizione per le necessità familiari.

Il nostro Paese ha un debito pubblico, cioè di tutti noi, di 2.300 miliardi e indebitarsi ulteriormente, come vuol fare l'attuale governo, significa diminuire i servizi per tutti, quindi è inutile dare la pensione o il reddito di cittadinanza se, poi, questi soldi servono a pagare in crescendo servizi privati perché quelli pubblici sono carenti.

Non è certo "la rete della paura", come dice Grillo, che induce i cittadini a preoccuparsi per l'aumento dello spread, ma la pratica della realtà e solo chi non la vive non se ne preoccupa.   

 

Def e governo del "Cambiamento"

 

Dice bene Cirino Pomicino, democristiano, ministro della cosiddetta prima Repubblica: "Mi accusano di aver fatto debito pubblico, ma è esattamente quello che fanno loro oggi". Loro sarebbero M5S e Lega, cioè Luigi di Maio e Matteo Salvini.

Fare debito e accollarlo sulle spalle degli italiani, come si fece, appunto, negli anni '80, solo che, aggiunge Pomicino "noi avevamo una crescita al 2% e una super inflazione", invece, oggi la crescita è prevista all'1% e l'inflazione è bassa.

Così, abbiamo creato un debito pubblico di 2.300 miliardi di euro, il secondo in Europa dopo la Grecia, che è una zavorra che impedisce la crescita economica del nostro Paese, al quale si aggiungerà quello provocato da questo governo.

Un concetto va chiarito: i costi del reddito di cittadinanza e quello della riforma pensionistica, saranno caricati sulle spalle degli italiani che lavorano, cioè prelevati dalle loro tasche, e questo per dare 780 euro mensili nette agli elettori del M5S, prevalentemente nel sud Italia e mandare in pensione 400 mila persone, il che non produrrà nuovi posti di lavoro.

Il governo del "Cambiamento" è la nuova versione, adulterata, dei governi degli anni '80.

Cambiare tutto per non cambiare nulla. E il popolo ci crede.

 

Il mattone è sempre il mattone ?

 

"Il mattone non tradisce mai" oppure "Il mattone è sempre il mattone".

Sono due frasi da abbandonare al più presto.

Su "Il Sole 24 Ore" l'ennesimo articolo che conferma come "Il mattone italiano è diventato in questi anni un asset spesso illiquido. E la cosa più preoccupante è che questo asset rappresenta l’80% del patrimonio investito dalle famiglie del nostro Paese. Superiamo abbondantemente i 6 mila miliardi di euro. In Italia ci sono attualmente 1,5 milioni di abitazioni in vendita contro 1,4 milioni negli Stati Uniti, ma da noi vivono 60 milioni di persone mentre oltre oceano sono 330 milioni. Nel nostro Paese su tre case offerte in vendita se ne cede una in circa sette mesi e mezzo, mentre negli Usa una casa si vende in meno di 60 giorni".

Prima domanda

In quale direzione potranno andare le quotazioni in un mercato dove tutti vendono e quasi nessuno compra?

Non  si creda che il crollo cui si è assistito nell'ultimo decennio sia terminato.

Seconda domanda

Quali speranze può avere l'economia di un paese dove l'80% del patrimonio delle famiglie è stato investito in un bene illiquido e le cui quotazioni di mercato sono destinate a precipitare ancora più di quanto visto negli ultimi dieci anni?

 

L’ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI

RIFLESSIONE

 

“L’abolizione dell’Ordine di giornalisti è un tema presente sul tavolo del governo” e “l’essere giornalista di per sè non è garanzia di esenzione dalla possibilità di veicolare fake news”, che sono un fenomeno che riguarda non solo la rete, ma anche la carta stampata. E' “sempre più urgente adeguare l’Italia agli altri paesi del mondo dove la figura professionale del giornalista è libera da ordini e condizionamenti, ma risponde solamente a regole che garantiscono autonomia e piena indipendenza sul lavoro”.

La riflessione: tolto l' Ordine, resteranno vincolanti soltanto gli ordini degli editori. Oggi, grazie alla deontologia fissata per legge, i giornalisti, se  credono, possono opporre qualche no. Domani non sarà più possibile, perché saranno degli impiegati  tenuti, Codice civile alla mano, a essere 'fedeli' ai padroni".

 

Di Maio

che disastro!

 

Promettere, raccontare bufale e mezze verità, alzare cortine fumogene è sempre stata l'attività di alcuni esponenti politici per acquisire consenso, ma chi è per il "Cambiamento", non dovrebbe seguire la vecchia e cattiva strada ma imboccane una buona e nuova.

Quale buona e nuova strada ha imboccato Luigi Di Maio, capo del M5S, vice premier, ministro allo Sviluppo Economico e ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali?
Vediamo per punti:

1) propone e fa approvare una legge sul lavoro, per diminuire i lavori precari, il risultato è che aumenteranno i disoccupati;

2) vuole la chiusura delle acciaierie Ilva, ma firma l'ultimo documento per il proseguimento dell'attività dell'impianto;

3) propone il sistema contributivo per le cosiddette pensioni d'oro, ma non si accorge che il suo capogruppo alla Camera dei deputati ha presentato una proposta di legge di tutt'altro segno;

4) vuole applicare il contributivo ai vitalizi, ma Corte Costituzionale e Consiglio di Stato hanno sentenziato e scritto che non si può fare;

5) prometteva il taglio degli stipendi dei parlamentari al primo Consiglio dei ministri, ma del provvedimento non c'è traccia; sempre al primo Consiglio dei ministri, prometteva di tagliare 30 miliardi di sprechi e privilegi, per aiutare famiglie, disoccupati e pensionati, ma del provvedimento non v'è traccia;

6) vuole sforare il 3% in deficit, cioè vuole fare più debito, ma i patti sottoscritti dall'Italia, in sede europea, non lo consentono, e questo lo sa;

7) intima al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, di fare deficit, dichiarando: "Un ministro serio 10 miliardi li trova",  ma in campagna elettorale aveva sostenuto che 17 miliardi per il reddito di cittadinanza, cioè per i suoi elettori, c'erano già e ora chiede a Tria;

8) grida "onesta, onestà", poi  governa con chi accusava di dover restituire "decine di milioni ai cittadini".

Insomma, la strada imboccata non è quella del "Cambiamento" ma è quella vecchia.

L'importante è che il popolo ci creda.

Che disastro!

 

Governo

La bufala delle pensioni e dei vitalizi

 

"Cancelleremo la Fornero", tuonava Luigi di Maio, durante la campagna elettorale, "Aboliremo la Fornero", gridava Matteo Salvini, durante la campagna elettorale.

A leggere il "Contratto per il Governo del Cambiamento", sottoscritto da Salvini e Di Maio dopo le elezioni, si legge altra cosa: "abolizione degli squilibri della Fornero".

Una sottile distinzione.

La legge Fornero, prende il nome del ministro al Lavoro e alla Previdenza Sociale, Elsa Fornero (governo Monti), che nel 2011 varò una riforma del sistema pensionistico, che mirava a ridurne la spesa attraverso la predisposizione di una serie di parametri più restrittivi.

Nel 2017 i pensionati Inps erano 16 milioni, dei quali il 51% è a carico della fiscalità generale, vale a dire che non hanno versato del tutto o in parte i contributi previdenziali, e la loro pensione viene pagata dagli altri pensionati, dai lavoratori e dalle imprese. Il costo delle pensioni Inps ammonta a 251 miliardi di euro.

Il "Contratto" prevede, inoltre, che è possibile accedere alla pensione "quando la somma dell'età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100". Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha dichiarato che la proposta lega-stellata porterebbe ad un aumento medio di 14 miliardi di euro (tra 8 e 20 miliardi) l'anno, insostenibile per le casse dell'ente, in sostanza salterebbero i conti previdenziali.

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (OCSE), della quale fa parte l'Italia, è sulla stessa linea, aggiungendo che mandare in pensione le persone non significa creare nuovi posti di lavoro.

In aggiunta, il presidente dell'Inps, Boeri, in una recente audizione in Senato a proposito dei vitalizi, ha dichiarato "sarebbe paradossale che nel momento in cui si chiede ai parlamentari di avvicinare i propri trattamenti al regime contributivo, si operasse in direzione opposta per altre categorie di lavoratori, concedendo loro uscite anticipate generalizzate, senza alcuna riduzione attuariale e appesantendo di oltre 100 miliardi il debito pensionistico che grava sulle giovani generazioni."

Il valore di 100 miliardi si riferisce, evidentemente, a un calcolo pluriennale che, comunque, farebbe saltare il sistema pensionistico Inps.

Ricalcolare i vitalizi dei parlamentari porterebbe a un risparmio annuale di 56 milioni, attuare il "Contratto" di Salvini e Di Maio porta ad una maggiore spesa annuale di 14 miliardi. Naturalmente, nessuno di costoro affronta il problema delle pensioni baby, il cui ricalcolo porterebbe ad un risparmio di 3 miliardi. Il motivo è semplice: i vitalizi riguardano 2700 parlamentari, mediamente ottuagenari, che contano poco in termini elettorali, mentre i pensionati baby sono più di mezzo milione e contano molto in termini elettorali.

Dunque, quale bufala ci stanno raccontando Di Maio e Salvini?

 

PENSIONI e DI MAIO

 

Governo. Salvini e la nave Diciotti

Un'abile operazione mediatica

 

Attenuate le polemiche sui migranti accolti sulla nave militare Diciotti, vediamo di capire come sono andati gli avvenimenti.

Alcune informazioni preliminari.

1. A maggio scorso (governo Gentiloni), gli sbarchi in Italia erano diminuiti dell'80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Rimane il restante 20%. Percentuale gestibile.

2. A maggio scorso, la percentuale di ingressi di migranti in Europa è diminuita del 95% rispetto al picco del 2015. Percentuale del tutto gestibile.

3. Il numero di immigrati irregolari in Italia ammonta a circa 400 mila persone. Problema tutto da gestire.

4. La percentuale dei migranti della Diciotti, rappresenta lo 0,0004% degli immigrati irregolari.

5. A maggio scorso (governo Gentiloni) sono stati ricollocati, dall'Italia in Europa, circa 13 mila immigrati.

Il premier ungherese Viktor Orban, alleato con il vice premier Matteo Salvini, non ne ha accettato neanche uno.

6. A giugno scorso, il premier Giuseppe Conte firma un protocollo di intesa, con gli altri capi di governo europei, dove viene sancito che il ricollocamento, nel nostro caso dall'Italia

verso l'Europa, è volontario, cioè dipende dalla disponibilità degli altri stati europei.

Vicenda: la nave militare Diciotti recupera 177 migranti, per lo più eritrei e somali, e si ancora nel porto di Catania. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini si oppone allo sbarco dei

migranti.

Prima considerazione: la nave militare Diciotti batte bandiera italiana, questo vuol dire che i migranti imbarcati sono già in Italia; sbarcare in Italia è un non senso giuridico, tant'è

che alla fine i migranti sono stati sbarcati.

La nave, in mare da 10 giorni, suscita la massima attenzione mediatica.

Seconda considerazione: 100 migranti sono stati trasferiti nel centro di accoglienza "Mondo Migliore" a Rocca di Papa, vicino a Roma. Rappresentano lo 0,0002% degli immigrati

irregolari, ma il trasferimento ha la massima attenzione mediatica.

Terza considerazione: 53 migranti abbandonano il centro di accoglienza "Mondo Migliore".

Rappresentano lo 0,0001% degli immigrati irregolari, ma la notizia ha la massima attenzione mediatica.

Quarta considerazione: 43 migranti sono stati ritrovati a Ventimiglia.

Rappresentano lo 0,0001% degli immigrati irregolari, ma la notizia ha la massima attenzione mediatica.

Considerazione: tutta questa attenzione mediatica per lo zero virgola % dei migranti? E degli altri 400 mila immigrati cosa ne vuole fare il ministro Salvini?

In campagna elettorale abbiamo letto dichiarazioni del tipo "gettarli a mare" o "rispedirli quanto prima nei Paesi di origine".

Nel frattempo come gestirli?

Ci vorranno 80 anni per rispedirli, dichiara Salvini. 80 anni è fuori dalla durata media di vita degli attuali maggiorenni.

I paventati accordi con altri Paesi non hanno dato finora risultati soddisfacenti.

Quindi, Salvini come vuole gestire i 400 mila immigrati irregolari? Non si hanno risposte.

Conclusione: è stata portata a termine un'abile operazione mediatica per un fatto del tutto marginale che, tuttavia, ha aumentato il consenso popolare per il ministro Salvini.

I media hanno gonfiato il caso e il popolo ha creduto.

 

Unione europea

Orban prende i soldi europei e non rispetta i patti

 

Il premier ungherese, Viktor Orban, prende i soldi dalla Unione europea ma non vuole rispettare i patti, cioè i trattati europei, e per questo è stato condannato dal Parlamento europeo per violazione delle norme sullo stato di diritto.

Lo scorso anno il Pil, cioè la ricchezza prodotta nell'Ungheria è cresciuto del 4% grazie ai contributi europei, infatti, il governo ungherese contribuisce al bilancio europeo con 924 milioni di euro, ma riceve 4.5 miliardi, con un saldo di 3,6 miliardi. In pratica, ad 1 euro versato ne tornano circa 4; il 32% delle spese per beni e servizi è dovuto ai contributi comunitari, l'80% delle spese pubbliche per infrastrutture è realizzato grazie ai contributi europei e l'81% delle esportazioni ungheresi è diretto ai paesi della Ue.

Insomma, l'economia ungherese vola, grazie all'Unione europea, ma Orban viola le norme comunitarie sullo stato di diritto.

Il governo di Budapest, non il popolo ungherese, come qualcuno vuole farci intendere, costituisce una sfida ai valori fondamentali europei e alla sua opera di smantellamento sistematico dei contropoteri costituzionali, del pluralismo e della libertà di stampa e per questo è stato condannato dal Parlamento europeo.

E' la prima volta che accade nella storia della Ue.

Se il premier ungherese Orban non vuole rispettare i trattati europei ha una scelta semplice da fare: uscire dalla Ue e perdere i relativi contributi.

I furbi, oltretutto mantenuti con i nostri soldi, non interessano.

 

Governo

2.300 miliardi, 117 miliardi e 132%

Tre numeri che Salvini e Di Maio non vogliono vedere

 

Sono i numeri che i vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, non vogliono vedere e che invece preoccupano.

2.300 miliardi sono il debito pubblico del nostro Paese, vale a dire che ognuno di noi ha un debito di circa 38 mila euro, neonati e centenari compresi.

I 117 miliardi sono quelli che Salvini e Di Maio vorrebbero spendere senza copertura, cioè come si suol dire "a buco".

Il 132% è il rapporto tra il debito e il Pil. Siamo il secondo Paese europeo dopo la Grecia.

La situazione è così grave che ha indotto il presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, a dichiarare: "Dall'Italia aspettiamo i fatti. Finora, da esponenti del

governo abbiamo avuto parole, che sono cambiate molte volte, provocando danni, con aumenti dei tassi, e, quindi, dei costi per famiglie e imprese", e l'aumento dei rendimenti dei

titoli di stato italiani "non ha avuto nessun effetto sugli altri Paesi, dunque solo un problema autoindotto, nessun contagio e nessun ricatto utilizzabile sull'eurozona".

Gli italiani devono ringraziare Salvini e Di Maio che con le loro chiacchiere hanno prodotto un danno economico, perché sono aumentati gli interessi che lo Stato, cioè noi

contribuenti, deve pagare in più per far acquistare i propri titoli, con un danno che è solo nostro.

Purtroppo, Salvini e Di Maio sono ancora in campagna elettorale che, ricordiamo, è finita il 4 marzo scorso con le elezioni, per cui promettono di intervenire su flat tax, reddito di

cittadinanza e pensioni.

Salvini, dopo aver incassato il consenso per la gestione degli dell'emergenza immigrati, emergenza che non c'è stata, avendo, il governo Gentiloni ridotto gli sbarchi dell'80%, ora si

appresta a cavalcare la questione pensioni, con la cosiddetta quota 100, mentre la flat tax, cioè la tassa unica, non si sa se sarà doppia, tripla o quadrupla. Di Maio minaccia crisi di

governo se non ci sarà il reddito di cittadinanza, magari in versioni mini.

Tutte spese, dunque.

Intanto, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, è al lavoro sia sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, sia sulle coperture della manovra.

I tre numeri saranno tenuti in considerazione?

 

Lettera di Antonio Del Giudice a Franco Abruzzo: "Mi viene il sospetto che i pensionati condannati al taglio siano una prova di scardinamento delle regole, delle leggi e della Costituzione. Una prova-finestra, che ha il vantaggio di soddisfare invidie e odio sociale, di confermare al popolo che il 4 marzo scorso è stato votato un governo di espropri proletari". -

 

Chiusura domenicale dei negozi per legge?

Fa male ai consumatori, all'occupazione e non resuscita un mondo che non c'è più

 

C'era una volta un mondo in cui i mariti timbravano il cartellino dal lunedì al sabato, e le mogli si occupavano dei figli, della casa e di fare spese durante la settimana. La domenica si andava in chiesa, pranzo in famiglia e poi allo stadio.

E' quello il mondo cui guarda la maggioranza di governo quando si propone di ripristinare per legge la chiusura domenicale dei negozi.

Ma quel mondo non c'è più e nessuna legge potrà resuscitarlo.

Oggi il lavoro è flessibile, spesso non esistono weekend liberi. Le donne, deo gratias, si sono in buona parte liberate dal ruolo domestico imposto loro e hanno iniziato a lavorare

anch'esse. Persino le partite di calcio ormai si giocano durante tutta la settimana.

Con i negozi chiusi per legge la domenica, fare spese tornerà ad essere un incubo: usciti dal lavoro durante la settimana, stanchi morti e con i figli in braccio appena ripresi dall'asilo,

si è costretti a tuffarsi in supermercati affollati prima che chiudano per la giornata.

La liberalizzazione degli orari dei negozi, come dimostrano le esperienze fatte in tutti quei Paesi che l'hanno sperimentata, ha portato molti benefici, e non solo ai consumatori.

Aumenta infatti l'occupazione e, contrariamente a molte leggende popolari, non costringe i piccoli esercizi a rimanere aperti anche la domenica per sconfiggere la concorrenza dei

grandi supermercati.

Certo, è comprensibile che questo nuovo mondo non piaccia a buona parte dell'opinione pubblica, sempre più anziana e quindi sempre più rivolta all'età dell'oro che fu, un'età libera

dai vincoli UE, dai mercati internazionali, dalla globalizzazione, dalle famiglie omosex, dalle frontiere aperte, dagli immigrati, dai turisti low-cost, dal commercio online, e dalle

aperture domenicali.

Ma se sognare intimamente un ritorno al passato è naturale e umano, quando lo si applica all'arte di governare, si chiama conservazione e reazione.

Altro che cambiamento e rivoluzione.

 

Governo

Di Maio e Ilva

Tra bufale e tradimento

 

Bufale e tradimento. Così possiamo definire il comportamento del capo politico del M5S, e attuale vicepremier, Luigi Di Maio sul caso delle acciaierie Ilva.

Procediamo con ordine.

Prima bufala.

Il vicepremier Luigi Di Maio, dichiara che sulla procedura di gara per l'aggiudicazione dell'Ilva "Persistono forti e nuovi elementi fondamentali che porterebbero al sospetto di illegittimità dell'atto". Tale dichiarazione si baserebbe su un parere dell'Avvocatura dello Stato, alla quale Di Maio si era rivolto.

Purtroppo per Di Maio non c'è illegittimità dell'atto. Basterebbe leggere per intero, e non qualche periodo, le 36 pagine del parere del massimo organo amministrativo statale, per arrivare alla conclusione che la paventata illegittimità non c'è. Di Maio ha secretato il parere dell'Avvocatura e lo ha reso noto solo dopo la conclusione dell'accordo sull'Ilva.

Seconda bufala.

A proposito dell'Ilva, sul blog del M5S si accusavano i governi precedenti di "un percorso criminale durato 12 decreti". E, ora, questo "percorso criminale" che fine ha fatto?

Archiviato dal vicepremier Luigi Di Maio.

Terza bufala.

"Su Ilva è stato commesso il delitto perfetto". Dichiara il vicepremier, Luigi Di Maio, durante la conferenza stampa per illustrare il parere dell'Avvocatura dello Stato. Il parere, invece, giustifica la procedura e va in direzione opposta a quanto affermato da Di Maio, quindi, o Di Maio è corresponsabile del "delitto perfetto" o il "delitto perfetto" non è mai esistito.

Il tradimento

 Sulle acciaierie Ilva di Taranto, il capo politico del M5S, ha firmato l'accordo con Matteo Salvini (Lega), per il "Contratto per il governo del cambiamento", nel quale si prevedeva

la "riconversione economica" dell'impianto.

In un post del blog del M5S si legge "Nel contratto c'è scritto chiaramente che si lavorerà per la chiusura dell'Ilva."

Il M5S, a Taranto, ha avuto quasi il 50% dei voti, alle elezioni politiche, da cittadini che volevano la chiusura dell'Ilva.

Il vicepremier Luigi Di Maio ha dato via libera alla prosecuzione delle attività delle acciaierie Ilva, venendo così meno alla fiducia accordatagli dagli elettori.

Tutti i nodi vengono al pettine, quando c'è il pettine, diceva Leonardo Sciascia.

I nodi sono le illusioni propagandate durante la campagna elettorale e in questi primi cento giorni di governo.

I risultati sono:

1) novantamila posti di lavoro a tempo indeterminato in meno, in due mesi di questo governo;

2) ottomila posti di lavoro che saranno persi per effetto del decreto Dignità;

3) la chiusura domenicale dei negozi che produrrà minor fatturato e decine di migliaia di disoccupati;

4) la rideterminazione delle pensioni d'oro che, in certi casi, si tramuteranno in platino;

5) il ricalcolo sui vitalizi che costerà più dei risparmi che si otterranno.

Il pettine c'è, è quello della verità.

 

ALL' INSAPUTA DEL MINISTRO

IL DECRETO DIGNITÀ

LICENZIA IL LAVORO NON LA PRECARIETÀ

 

Il decreto dignità metterà alla porta decine di lavoratori.

Il ministro Di Maio dovrebbe ascoltare l’allarme che arriva dal suo stesso ministero, visto che il suo decreto non porterà più stabilizzazione, ma solo una maggiore precarietà nel mondo del lavoro, con buona pace di tanti giovani che attendono di conoscere il loro futuro lavorativo, appesi come sono all’incognita della proroga dei contratti a termine.

Lo dice la stessa tabella del ministero dell'Economia. Numeri inseriti all'insaputa (succede anche ai governanti illuminati del M5S) del ministro, che continua a elogiare il suo decreto che invece porterà alla contrazione del mercato del lavoro.

Secondo stime del ministero del Lavoro, sarebbero circa 2 milioni i contratti a termine, molti dei quali, secondo le nuove norme, non potranno più essere rinnovati, perché superiori ai 24 mesi. Il 10% dei lavoratori a termine. Ovvero 8mila contratti in meno ogni anno. Tra questi ci saranno i tanti lavoratori delle agenzie regionali (ARIF e Sanitàservice in testa, ma anche i tanti dipendenti delle imprese dell’indotto dell’Ilva di Taranto), che non potranno più tornare al lavoro per causa di un decreto scellerato, che paralizza le aziende e mortifica le aspettative di tanti lavoratori.

Questa stretta sul rinnovo dei contratti a termine peggiorerà la crisi occupazionale e causerà un aumento della precarietà lavorativa. Inoltre, il rallentamento dell'economia, farà sì che le aziende avranno sempre meno interesse a stabilizzare i dipendenti a causa delle incertezze del mercato e della mancanza di veri incentivi per aumentare la produttività e, quindi, il lavoro.

Questo il rinnovamento?

 

Alimenti tipici italiani?

 

L'occasione di parlare di alimenti tipici italiani ci è data dalla questione aperta dal governo sul trattato di libero scambio tra Ue e Canada, che ha visto la ferma opposizione del vicepremier Luigi Di Maio e del ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, che si è trasformata in una richiesta di un rinvio per ulteriori approfondimenti in sede europea.

Vediamo alcuni prodotti tipici italiani.

Pomodoro.

La pianta è stata importata dall'America, nel 1540, dai conquistadores spagnoli.

Il pomodorino Pachino, che qualcuno pensa sia siciliano, invece, è israeliano.

Olio.

L'ulivo ha origine in Siria e Turchia.

Tra l'altro la nostra produzione di olive è insufficiente per cui dobbiamo importarle, prevalentemente dalla Spagna.

Pasta.

Di origine euro-asiatica.

La produzione grano duro con il quale si fa la pasta è insufficiente, per cui dobbiamo importarlo dall'estero.

Ci fermiamo qui.

Volevano solo ricordare che i nostri prodotti tipici sono il frutto della globalizzazione, alla quale, oggi, molti esponenti politici e imprenditoriali, sono avversi.

A proposito di prodotti tipici italiani, il vicepremier Salvini recentemente ha dichiarato: "parmigiano reggiano, ma anche prosciutto, olio, pizza e altre eccellenze italiane dannose come il fumo? All'Onu sono matti, giù le mani dai prodotti italiani!", riferendosi alla pubblicazione dell'Onu "Time to Deliver".

Alla dichiarazione di Salvini hanno fatto eco i media che hanno rilanciato l'allarme: l'Onu vuole imporre una tassa del 20% sui prodotti tipici italiani.

Nel documento Onu, però, non sono citate le eccellenze italiane di cui sopra, né si fa cenno alla tassazione del 20%.

Lo studio è stato fatto dallo IEA (Institute of Economic Affairs) nell'ambito di una analisi dei costi, per le famiglie, derivanti da una eventuale tassazione dei prodotti contenenti dosi eccessive di zuccheri, sale e grassi saturi.

Insomma, per alimentare le voglie sovraniste, si inventano attacchi alle eccellenze italiane. I media seguono, come i carriaggi della sussistenza.

 

LEZZI OFFENDE I PUGLIESI

IL GOVERNO BATTA UN COLPO SULLA TAP

 

Si parla di Tap e la ministra toppa.

Un ministro della Repubblica dovrebbe avere senso della misura. Purtroppo la ministra Lezzi sta dando dimostrazione di averne poca. Lo si era capito nelle sue presenze televisive, quando inbufalita, inizia ad alzare i toni e a non rispondere alle domande scomode.

Lo ha replicato anche questa volta, davanti ai giornalisti, puntando l' indice contro il presidente Emiliano, e in generale, contro tutti quei pugliesi che chiedono conto delle promesse elettorali del M5S sul gasdotto.

Emiliano ha invocato l'intervento del pentastellato Di Battista per condividere una battaglia sull'approdo del gasdotto sulle costa pugliesi, visto che era stata assicurata una soluzione in due settimane.

Di settimane ne sono passate tante e l' unica promessa mantenuta sono le intemperanze della ministra Lezzi che abbandono una conferenza stampa e lascia al proprio destino milioni di pugliesi, traditi da un movimento bravo a prendere voti, ma incapace di mantenere le promesse elettorali.

 

Il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona e i 50 miliardi per l'Alitalia

 

Giorni fa il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, già candidato al ministero dell'Economia e delle Finanze, ha dichiarato: "L'avanzo sull'estero di quest'anno è al 2,7% del Pil, per un valore complessivo di circa 50 miliardi: esattamente ciò che manca alla domanda interna" occorre "Una politica della domanda centrata sugli investimenti. "Se l'Ue lo accetta, meglio ancora se propone essa stessa, nel reciproco interesse, un piano di investimenti di tale importo, la crescita del Pil che ne risulterebbe può consentire un gettito fiscale capace di coprire allo stesso tempo, la quota parte delle spese correnti implicite nelle proposte di flat tax, salario di cittadinanza e revisione della legge Fornero, senza aumentare né il disavanzo pubblico, né il rapporto debito pubblico/Pil su base annua".
Si è trovata la quadra.

Poi i dubbi ed alcune domande.

L'attivo commerciale è statale o privato?

Vale a dire è dovuto all'attività delle imprese che collocano all'estero prodotti e servizi o è frutto dell'attività dello Stato?

E, se del caso, la politica degli investimenti pubblici quale sarebbe?

Quella proposta dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che vuole nazionalizzare l'Alitalia?

E’ bene ricordare che l'Alitalia è costata, nel corso degli anni, per una cattiva gestione, qualcosa come 7,4 miliardi, prelevati dalle tasche del contribuente, e che la sola operazione de "L'Alitalia agli italiani", di berlusconiana memoria, è costata 3,2 miliardi di euro pubblici, cioè sempre del contribuente. 
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il ministro Savona.

 

CETA, JEFTA e Di Maio

 

Qualcuno deve aver dato un pallottoliere al capo politico del M5S, vice presidente del Consiglio dei Ministri, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Perché mai?

Vediamo.

Il ministro Di Maio, nel corso della assemblea della Coldiretti ha definito scellerato il CETA, il trattato di libero scambio tra Ue e Canada, e ha deciso che il Parlamento non lo ratificherà e che saranno rimossi i funzionari che sostengono il CETA.

E' necessario che qualcuno spieghi al ministro Di Maio che la campagna elettorale è finita e che occorre leggere, meglio studiare, i documenti, per evitare le brutte figure come quelle relative al decreto Dignità.

L'accordo CETA, tra Ue e Canada, elimina i dazi sulla maggior parte dei beni e dei servizi e prevede il mutuo riconoscimento della certificazione per una vasta gamma di prodotti, inoltre, è stato creato un meccanismo trasparente di risoluzione delle controversie.

Qualche volenteroso, però, c'è sempre e, fornendo un pallottoliere al Di Maio, è riuscito, con fatica, a fargli capire che i conti non tornano e che è bene tornare a più miti consigli.

Per esempio, scorrendo il pallottoliere, si scopre che 41 dei nostri prodotti alimentari a denominazione protetta sono ora tutelati dall'accordo CETA, mentre prima non lo erano, e questi 41 prodotti rappresentano il 90% delle nostre esportazioni nel Nord America e, quest'anno, grazie agli accordi CETA, le nostre esportazioni verso il Canada sono aumentate dell'11%.

Così Di Maio ha fatto marcia indietro e ha rimesso il CETA alle valutazioni in sede europea, per gli approfondimenti del caso.

Analoghe considerazioni possiamo farle per l' accordo di libero scambio, denominato JEFTA, tra Unione europea e Giappone. Sembra che il ministro Di Maio abbia dato via libera all'accordo.
Non è mai troppo tardi per imparare a usare il pallottoliere.

 

Fico e la bufala dei vitalizi

risparmiare 40 milioni e spenderne 100

In pericolo il 96% delle pensioni

 

Con il taglio dei vitalizi si risparmieranno 40 milioni, dichiara il presidente della Camera, Roberto Fico (M5S), ma se ne spenderanno 100, aggiungiamo noi.

Come mai? 

Vediamo.
Con il recente provvedimento i vitalizi, calcolati con il metodo retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio, saranno ricalcolati con il metodo contributivo (tanto versi, tanto prendi).
Ci sono due aspetti che la delibera Fico non prende in considerazione: i deputati pagavano le tasse anche sui contributi previdenziali, pagamenti che non fanno i cittadini, per cui dovranno essere restituiti ai deputati circa 100 milioni di tasse non dovute. In aggiunta, la diminuzione degli importi delle pensioni porterà a una diminuzione della tassazione, cioè delle entrate per lo Stato.

Queste considerazioni valgono anche per i vitalizi dei consiglieri regionali.

Alla fine l'operazione "taglio dei vitalizi" non porterà a nessun risparmio. Una bufala, insomma.
E' per giustizia ed equità che sono stati tagliati i vitalizi, sostengono in molti. Un principio, dunque.
Se così è, il principio vale per tutti, cioè per tutti i pensionati che sono andati in pensione con il metodo retributivo, come i parlamentari.

Pochi sanno che il 96% delle pensioni attualmente percepite sono state calcolate con il metodo retributivo .

Si vuole mettere mano al 96% delle pensioni?

Il ministro Luigi Di Maio (M5S) propone interventi sulle "pensioni d'oro" dalle quali, però, si ricava ben poco, rispetto alle esigenze di cassa. Si passerà, quindi, a pensioni inferiori, laddove c'è la stragrande maggioranza degli importi.

Si farà macelleria sociale.

Ritorniamo ai vitalizi.

Saranno una partita di giro: i risparmi, dovuti al taglio dei vitalizi, passeranno per le casse pubbliche, cioè del cittadino contribuente, per poi ritornare agli ex parlamentari, con gli interessi.
Ironia della sorte?

No, è il risultato di provvedimenti incompetenti del presidente della Camera, Roberto Fico (M5S) e di una campagna elettorale condotta da Luigi Di Maio (M5S), che aveva individuato come nemici 2600 ex parlamentari, per lo più ottantenni, che hanno un vitalizio calcolato con gli stessi parametri con i quali sono stati calcolati il 96% delle pensioni attualmente percepite dai comuni cittadini.
Vediamo il provvedimento.

 

 

"Il Collegio dei Questori (della Camera dei Deputati, ndr) ha tenuto conto dell'elevata probabilità che la deliberazione in questione venga fatta oggetto di impugnazione in sede giurisdizionale e che un eventuale annullamento della deliberazione medesima possa pregiudicare i citati effetti di risparmio, determinando maggiori oneri per il bilancio della Camera conseguenti al ripristino totale o parziale dell'ammontare originario delle prestazioni previdenziali".

Tradotto, è la conferma che il taglio retroattivo dei vitalizi è una bufala che pagheranno i contribuenti,

C'è un altro atto gravissimo nel ricalcolo dei vitalizi previsto dalla delibera Fico: è stata applicata una norma che non esisteva. Infatti, sono stati applicati, ai vitalizi degli ex deputati, coefficienti di trasformazione previsti dalla legge 335/96, prima della esistenza della legge stessa! Bello, o brutto, è che Fico lo scrive nella delibera!

Applicando questo sistema le pensioni dei comuni cittadini sarebbero massacrate.

Menzionando la frase dell'opera teatrale di Bertold Brecht, "C'è un giudice a Berlino", per ricordare che prima o poi la giustizia compie il suo corso, vogliamo adattarla con "C'è un giudice a Trento". Infatti, il magistrato ha trasmesso la propria ordinanza, in merito al taglio dei vitalizi regionali, alla Corte Costituzionale, per una valutazione di incostituzionalità, con una motivazione esemplare:
"Costituisce ius receptum (diritto costante, ndr) della giurisprudenza anche della Corte Costituzionale, il principio, di derivazione comunitaria e convenzionale, della intangibilità dei diritti acquisiti e della certezza e stabilità dei rapporti giuridici quale forma di tutela del legittimo affidamento."

Con scorno di qualcuno, si salveranno i vitalizi di qualche migliaio di ex parlamentari ottantenni ma, soprattutto, si eviterà il massacro delle pensioni di milioni di cittadini.

 

Governo

La tecnica di comunicazione

 

Come si fa a vendere un prodotto? Si va da una società pubblicitaria, si imposta la relativa campagna, si fa appello alle emozioni, si offrono sconti irripetibili, si colloca il prodotto in maniera visibile nei negozi. Il gioco è fatto, le vendite assicurate e i guadagni incassati.

E' la stessa tecnica che usa questo governo, o meglio, i due vicepresidenti del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Come si fa ad acquisire consensi?

Intanto ci si avvale dei media: televisioni, radio, giornali e social. Televisioni e radio sono assicurati da RAI, che è di proprietà del governo, tv e giornali filogovernativi se ne trovano a iosa e i social completano gli strumenti.

I temi scelti da Salvini sono noti, immigrazione, sicurezza e paura, altrettanto quelli selezionati da Di Maio, vitalizi, pensioni e riprovazione.

Di certo i fatti non contano: l'immigrazione è diminuita dell'80% nei primi sei mesi di quest'anno, paragonati a quelli del 2017 e i reati sono diminuiti.

Salvini va in sede europea a battere i pugni e a urlare sull'argomento immigrazione e torna con un dolore alle ossa metacarpali e infiammazione alle corde vocali. Ha ottenuto un bel niente, proprio a causa degli accordi che l'Italia stessa aveva sottoscritto negli anni passati, in primis FI e Lega.

L'importante è che il popolo creda ai pugni e alle urla.

Resta la paura. E' la sensazione di pericolo per cui si diventa aggressivi o si fugge, e a chi offre protezione, esprimiamo riconoscenza (con il voto); che poi la protezione sia solo percepita è irrilevante.

Ricordiamo che Salvini andrà alla prossima riunione di ministri degli Interni della Ue e chiederà la modifica dei regolamenti sulla gestione dei migranti, ma per modificare i regolamenti occorre l'unanimità dei consensi e, con molta probabilità non l'avrà. L'importante è che il popolo creda che qualche risultato sia stato raggiunto.

A tutto questo fa eco, Luigi Di Maio: vitalizi, "pensioni d'oro" e il sentimento della riprovazione. Cancelleremo vitalizi e pensioni d'oro, tuona Di Maio ad ogni telegiornale.

Di certo i fatti non contano: i vitalizi e le "pensioni d'oro" sono stati aboliti da tempo. Rimane la normativa del passato per gli ex parlamentari e per gli attuali pensionati.

E' giusto che ognuno riceva in relazione a quanto versato, per il proprio trattamento previdenziale, dichiara a fasi alterne Di Maio. Non c'è, quindi, l'abolizione tanto sbandierata, ma un ricalco di vitalizi e pensioni con il metodo contributivo.

Se per i vitalizi il discorso è facile, salvo accorgersi che numerosi parlamentari vedranno aumentare il proprio vitalizio, per i pensionati il problema è diverso, considerato che l'82% degli attuali pensionati è andato in quiescenza con il metodo retributivo, il 16% con il sistema misto retributivo-contributivo e solo il 4% con il contributivo secco. Attuare il sistema proposto da Di Maio significa tagliare la maggior parte delle pensioni e di conseguenza perdere il consenso di milioni di pensionati, e relativi voti.

Dunque che fa Di Maio?

Vista la riprovazione diffusa, attacca solo vitalizi e "pensioni d'oro". Obiettivi per un facile consenso elettorale.

E’ bene ricordare al nostro vicepremier che, sia in sede nazionale, la Corte Costituzionale, che comunitaria, la Corte europea, sono stati cassati (annullati) i provvedimenti che propone e che il risultato, che alla fine  otterrà, sarà quello della restituzione dei vitalizi e delle pensioni d'oro, con relativi interessi a carico della casse dello Stato, cioè del contribuente.

 

ATTUALITA'

 

Pensioni, saranno tagliate quelle sopra i 4 mila euro.

L'accordo tra M5S e Lega prevedeva un intervento sugli assegni al di sopra dei 5 mila euro netti al mese. Ma quell'asticella è troppo alta per ricavare risorse sufficienti da destinare alle pensioni più povere. Così la soglia è scesa a 4 mila euro netti al mese.

Cassese stronca il taglio ai vitalizi.

"Misura illegittima e ingiusta". Per il presidente emerito della Corte Costituzionale, così il provvedimento è a rischio bocciatura da parte della Consulta.

 

REDDITO DI CITTADINANZA

 

 Il reddito di cittadinanza, che tale non è, prevede di dare 780 euro netti ai cittadini in attesa di occupazione.

L'operazione costa 17 miliardi annui per il M5S, 35/38 miliardi per Tito Boeri, presidente dell'Inps.

Dove si prendono tutti questi soldi?

Non certo dal taglio dei vitalizi, dal quale si racimolano appena 40 milioni, che rappresentano lo 0,00004% della spesa pubblica.

Allora cosa si inventa il ministro Di Maio?

Lo ha spiegato, durante una comunicazione al Senato.

Il reddito di cittadinanza è "una misura economica" e un "volano" per l'economia, perché un milione di persone saranno spinte a cercare lavoro, "non lontano dalla residenza e con stipendi equi" e saranno considerate forza lavoro disponibile, aumenterà quindi il Pil e "si attiveranno risorse per 19 miliardi", due in più del necessario.

Ora, è vero che il M5S ha come punto di riferimento un comico, ma le comparsate vanno bene per uno spettacolo, non per un ministro che dovrebbe fornire risposte e non prendere in giro i cittadini:

Si promettono 17 miliardi di spesa per il reddito di cittadinanza senza averli.

In sintesi: se Di Maio non ha i 17 miliardi da spendere, come fa ad attivare il "volano" dell'economia che produrrà 19 miliardi di risorse?

L'importante è che il popolo ci creda.

Così si prendono i voti, illudendo i cittadini.

 

Unione europea e Brexit

 

Non conviene uscire dall'Unione europea.

Se qualcuno ha dubbi, può toglierseli osservando quello che succede nel Regno Unito.

Sul piano politico la realtà britannica è evidente: l'Ukip, il partito che era nato con l'intento di portare il Regno Unito fuori dalla Unione europea è scomparso, sbugiardato per le falsità distribuite a piene mani durante la campagna referendaria per la Brexit. L'attuale premier Theresa May vede il suo governo sfaldarsi ogni giorno nello scontro tra i duri e i morbidi della Brexit.

Nel mondo ci sono due potenze politiche ed economiche, gli Usa e la Cina, ai quali fa da contraltare l'Unione europea, che ha il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% in welfare.

Non crediamo che il Regno Unito voglia diventare il 51esimo Stato degli Stati Uniti, il che sarebbe una sorta di nemesi storica: il colonialista colonizzato; isolarsi, con i processi in atto di globalizzazione, vuol dire essere stritolati (questo vale anche per i nostri sovranisti che sognano ancora la Repubblica Veneta).

Dunque, alla premier May non rimane che trattare con l'Unione europea, al meglio, certo, per entrambe le parti.

 

IL DECRETO DIGNITÁ

Waterloo del Jobs act o una vittoria di Pirro

 

Il decreto dignità è la Waterloo del Jobs act, dichiara il vice presidente del consiglio e Il ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio.

In rapporto ai dati raccolti da questa testata, per i cittadini di Roma e del Lazio è una vittoria di Pirro.

La dignità del lavoro non si conquista con la stabilità.

Ambire a un lavoro stabile è una priorità per ogni lavoratore, ma non è con la stabilizzazione che si acquista una dignità lavorativa, altrimenti sarebbero indecorosi la maggior parte dei contratti nel settore privato che vengono “somministrati” in Europa. Se poi si vuole provocare, anche nel settore del lavoro, la distruzione del sistema europeo, basta dirlo senza giri di parole e comportarsi di conseguenza.

Piuttosto sarebbe importante prevedere nuove forme di tutela e di sostegno a chi cerca un lavoro, rivedendo, in modo profondo, le politiche di collaborazione tra imprese, agenzie di lavoro e lavoratori. Così da evitare di trasformare la perdita di lavoro in una tragedia e trovare invece assistenza verso una mobilità lavorativa ragionata e dignitosa.

Il tema non può essere solo puntare al traguardo della stabilità, che spesso è sinonimo di inamovibilità, ma di garantire politiche lavorative non ingannevoli, non strumentali, non ideologiche, perché non è accorciando i periodi delle proroghe per i contratti a termine o aumentando l’indennità in caso di licenziamento illegittimo, che si crea maggiore occupazione, caso mai si stringono lacci alle imprese e alla dinamicità del mercato del lavoro, a discapito dei giovani e dei livelli occupazionali.

 

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Qualche considerazione.

Contratti a termine.

Il decreto riduce i contratti a tempo determinato da 36 mesi a 24 mesi e introduce la causale, cioè la motivazione, per i contratti a termine, o il rinnovo dopo i primi 12 mesi.

Dove sta "scritto" che un contratto di 24 mesi si trasformi in uno a tempo indeterminato?

Il datore di lavoro, finito il periodo a tempo determinato, potrebbe non assumere il dipendente che si troverebbe senza lavoro o con un lavoro in nero.

E’ bene sapere che l'economia sommersa e illegale vale 208 miliardi di euro.

Con la causale si aprirebbe un contenzioso in caso di cessazione del rapporto di lavoro, perché l'interruzione del rapporto stesso potrebbe essere impugnata davanti al giudice, relativamente alle necessità aziendali di proseguire o interrompere il contratto.

In poche parle: lavoro per gli avvocati.

Il ministro Di Maio ha dichiarato che il Jobs Act è stato licenziato. Non è vero. L'affermazione fa parte della propaganda, cioè delle parole che servono alla propria parte politica.

Bufale, che continueremo a sentire.

 

Roma Capitale.

Negare l'evidenza

 

Era già successo pochi mesi dopo l'elezione del sindaco, signora Virginia Raggi,  Bebbe Grillo, davanti alla stampa nazionale e regionale, aveva affermato che Roma era pulita. Grande risonanza mediatica, tanto che una giornalista bolognese ne aveva chiesto conferma.

Come allora,

Roma, non è pulita.

Pochi giorni fa, Grillo ripete la scena con una dichiarazione sulle buche stradali: non ci sono.

E' un comico, dice qualcuno, e le battute vanno prese così, dette, appunto, da un comico.

Il problema è che, a causa delle buche stradali, qualcuno è morto, altre sono rimaste ferite, altre ancora hanno subito danni ai propri mezzi.

Come si fa ad essere comici di fronte alla tragedia?

Il problema di Roma Capitale è che sul più alto seggio di palazzo Senatorio, quello del primo cittadino, non siede nessuno, nel senso che manca una guida.

Non a caso Virginia Raggi, è soprannominata la "non sindaca".

A più di due anni dal suo insediamento la Raggi non ha, non diciamo risolto, ma affrontato concretamente i problemi di Roma. La città continua ad essere sporca, i mezzi pubblici sono tali solo di nome, i giardini e i parchi in stato di abbandono, il degrado diffuso.

Un caso eclatante serve a dare il quadro della situazione: alcuni fondi del Giubileo del 2015 non sono ancora stati spesi mentre si chiedono soldi al governo.

"Il vento è cambiato", ripeteva con veemenza la Raggi, battendo la mano sul tavolo.

Più che cambiato, non c'è proprio.

 

Governo e l'uomo forte

"Fuga dalla libertà"

 

"Fuga dalla libertà" è un libro scritto da Erich Fromm, psicoanalista e accademico, testo scritto nel 1941, in piena seconda guerra mondiale, che provocò 50 milioni di morti.
Scrive Fromm "L’uomo d'oggi ha raggiunto la libertà, ma non riesce a usarla per realizzare completamente se stesso, anzi, la libertà sembra averlo reso fragile e impotente".

E ancora, "Pur avendogli portato indipendenza e razionalità, la libertà ha reso (l’essere umano) isolato e, pertanto, ansioso e impotente. Questo isolamento è intollerabile e l’alternativa che gli si presenta è la seguente: o sfuggire dal peso di questa libertà verso nuove dipendenze e sottomissioni, o progredire verso la piena realizzazione della libertà positiva che si fonda sull'unicità e l'individualità dell'uomo".

"L'uomo di oggi", del 1941 è "L'uomo di oggi del 2018". 

I recenti dati dell'Istat secondo i quali la percezione dell'insicurezza la fa da padrona e la richiesta dell'uomo forte si diffonde, anche a costo di "nuove dipendenze e sottomissioni" che portano a delegare ad altri la soluzione dei problemi e a individuare un nemico sul quale scaricare tensioni e psicosi.

La seconda guerra mondiale è terminata da più di 70 anni e l'Europa, rappresenta il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% in welfare (sanità, assistenza e pensioni), pur con tutti i problemi, è un'oasi di pace e prosperità.

Delegare a qualche esponente politico, in vena di rappresentazioni muscolari, di prove di forza e di figurazioni patibolari significa tornare indietro.

E' un pericolo.

 

ATTUALITA’

PENSIONI

 

Il primo ministro Conte dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza, ed intervenire sulle pensioni "regalate" ai politici con la Legge Mosca, alle pensioni ottenute da migliaia di ex-sindacalisti con aumenti assurdi della retribuzione dell'ultimo periodo grazie al D.Lgs. Treu 564/1996, alle scandalose "doppie pensioni" dei parlamentari rimaste per decenni a carico delle varie gestioni previdenziali, al "cumulo" di più vitalizi che andrebbe semplicemente vietato subito per decreto.

 

RICALCOLO

UNA PAGINA DI CRONACA DIMENTICATA DA DI MAIO EPPURE RISALE AL 15 MARZO 2016.

IL RICALCLO NON E' ATTUABILE (DICE L'INPS)

 

COMMISSIONE LAVORO DELLA CAMERA

AUDIZIONE DEI VERTICI Inps

 

"La Proposta Meloni del ricalcolo delle pensioni superiori ai 5mila euro lordi, così come concepita, non è attuabile". Dal confronto è emerso che: "i dati per il ricalcolo - nel settore privato - mancano o sono parziali o sono inutilizzabili per vari motivi"; che "i dati per il ricalcolo - nel settore pubblico - sono del tutto assenti"; che "molte pensioni, se ricalcolate con il contributivo, aumenterebbero". L'on. Meloni, presente all'audizione, non senza qualche resistenza,  ha dovuto prendere atto di quanto è emerso dal confronto.

 

ITALIA

ECCO LE NUOVE QUARANTENNI

 

Secondo un'indagine di CougarItalia.com, il portale specializzato negli incontri tra donne mature e uomini più giovani, le italiane nella fascia di età compresa tra i 40 ed i 48 anni sono donne di larghe vedute.

Come vivono la propria vita sessuale le 40enni italiane? «Nella fascia di età compresa tra i 40 ed i 48 anni, il 73% delle intervistate dichiara di esserne soddisfatta o pienamente soddisfatta. Solo un 3% è insoddisfatto o decisamente insoddisfatto, mentre un 10% dichiara di non avere al momento un partner, né una vita sessuale» risponde Alex Fantini, fondatore di. CougarItalia.com, il primo portale in Italia a specializzarsi nel promuovere incontri tra donne più grandi e uomini più giovani, che ha condotto un sondaggio tra 2 mila donne italiane, indagando sul loro rapporto con il sesso.

Proprio in questa fascia di età, caratterizzata dalla presenza di donne predatrici a caccia di uomini giovani da ammaliare e sedurre, una parte considerevole si dimostra di larghe vedute su argomenti quali i film pornografici (per il 62% sono un divertimento innocente ed al 15% piace guardarli in compagnia del partner) o gli strip club (per il 45% non è un problema se il loro compagno ce la vuole portare). Tantissime di loro dichiarano inoltre di utilizzare dei sex toy (65%) e molte possiedono un vibratore (40%).

In quanto ad esperienze trasgressive, tante hanno dichiarato di aver avuto incontri di una sola notte (30%), di aver tradito (29%) o di aver fatto sesso con qualcuno impegnato (26%). Le più estrose si sono date ai giochi di ruolo (20%) ed hanno inviato a qualcuno le loro foto provocanti (16%).

«Per ciò che riguarda la frequenza dei rapporti -prosegue Alex Fantini- 6 quarantenni su 10 hanno rapporti sessuali più volte alla settimana ed il 5% addirittura ogni giorno».

Ma c'è anche una piccola percentuale di donne che fanno sesso solo ogni due mesi (3%) o una volta all'anno (2%).

A cosa dicono tassativamente di no? Secondo il sondaggio di CougarItalia.com, il 19% delle intervistate non desidera assolutamente fare esperienze di sesso anale, il 12% non vorrebbe mai sperimentare il bondage ed al 10% non piace l'utilizzo di frasi spinte durante l'atto sessuale. «Ma tra le intervistate, vi è anche un rilevante 24% di donne che proverebbe di tutto, senza restrizioni» aggiunge il fondatore di CougarItalia.com.

 

Governo

Il primo mese tra flop e bufale

 

Abbiamo fatto più noi in un mese che altri in sei anni". Così la dichiarazione di Matteo Salvini, segretario della Lega, ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio.
Vero o no?

Vediamo (mese di giugno).

Migranti. E' il tema caldo del momento, così caldo che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte si è scottato, anzi, bruciato le dita. Il Consiglio europeo, formato dai capi di Stato e di governo della Ue, ha approvato un documento che segna tre sconfitte per l'Italia.

I punti in discussione erano: centri di accoglienza, ricollocazione e ONG. La realizzazione dei centri di accoglienza e la ricollocazione dei migranti in Europa è su base volontaria, il che significa che la stragrande maggioranza dei Paesi europei non li farà e non accetterà le quote di migranti loro spettanti; così in Italia continueranno a sbarcare migranti senza poterli distribuire in Europa. Come già detto, la maggior parte delle operazioni di salvataggio in mare è effettuato da navi militari o mercantili; limitare le operazioni delle ONG (Organizzazioni non governative) significa trasferire tale compito proprio alle navi militari e mercantili e incentivare gli sbarchi dei gommoni dei trafficanti direttamente sulle coste italiane (es. Lampedusa).

Insomma, il presidente Conte si è esibito in Consiglio europeo a battere i pugni e alzare la voce (come suggeriva Salvini), ma ha ottenuto l'esatto contrario di quel che chiedeva. Di più, è stato sancito che le modifiche al regolamento di Dublino, che prevede come Paese ospitante quello di primo arrivo (es. Italia), possono essere approvate solo alla unanimità dei membri del Consiglio europeo, il che ci sembra molto improbabile che avvenga, mentre rimane l'obbligo, di riprendersi i migranti transitati nel nostro Paese e arrivati in altri Stati europei.
Cosa ha fatto, nel mese di giugno, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini?

E' volato a Tripoli per proporre centri di accoglienza (hotspot) ai confini sud della Libia. Ha avuto una risposta negativa, che era già nota.

In sintesi, il ministro Salvini va in gita in Libia e pranza sull'aereo con cotoletta e patate. Buon per lui, si sa che ci teniamo molto al benessere psicofisico dei nostri governanti ma, vogliamo ricordarlo, il costo della visita libica, per un viaggio inutile, è a carico del contribuente.

Insomma, di parole, e paroloni, ne abbiamo sentite tante, di fatti non ne abbiamo visti.

Un mese di flop e bufale.

 

AGRALIMENTARE VENETO 2017

ANCORA UN ANNO IN ALTALENA

 

Ancora poche ore per conoscere tutti i numeri del comparto agricolo/agroalimentare veneto nel 2017. I tecnici di Veneto Agricoltura stanno ultimando la loro messa a punto in vista della Conferenza Stampa di presentazione del Rapporto congiunturale in programma mercoledì 4 luglio, alle ore 11:00, presso la sede centrale dell’Agenzia regionale (Agripolis, Legnaro, PD).

Dati che anche quest’anno si annunciano in chiaroscuro, visto che nel settore agroalimentare veneto continua il calo delle imprese agricole iscritte al Registro Imprese delle Camere di Commercio (-0,7%) e quello delle ditte individuali (-1,5%), mentre cresce il numero delle società di capitali (+5,5%) e delle società di persone (+3%).

Anche l’analisi per singoli settori nel 2017 si presenta in altalena. Sul versante agricolo salta agli occhi il calo delle produzioni frutticole (compresa la vite) dovuto alle gelate registrate nel mese di aprile (2017). Di contro, i prezzi di mercato spuntati da queste produzioni sono stati molto interessanti.

Queste e molte altre valutazioni saranno al centro dell’incontro con i giornalisti di mercoledì 4 luglio durante il quale gli esperti di Veneto Agricoltura presenteranno appunto il “Rapporto 2017 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto” con l’analisi delle performance dei settori agricolo e agroalimentare regionale. Nell’occasione verranno presentati anche i primi dati congiunturali 2018.

Il Report sarà illustrato alla presenza dell’Assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan e del Direttore dell’Agenzia regionale Alberto Negro.

 

PREVIDENZA e GIORNAISMO

CHI FA INFORMAZIONE NEI SITI WEB  E' ISCRITTO OBBLIGATORIAMENTE ALL'INPGI

 

Importante sentenza della Cassazione Sezione Lavoro favorevole all'INPGI. La Suprema Corte non solo ha fissato una serie di principi giuridici di grande portata in tema di obbligo di iscrizione all'ente per chi svolga attività giornalistica nei siti web, ma ha soprattutto legittimato la possibilità di ampliare la base contributiva dell'ente. Secondo i supremi giudici, la legge 6 febbraio 1963 n. 69, fonte normativa di rango primario dell'attività giornalistica, non enuncia una definizione dell'attività giornalistica proprio al fine di ricomprendervi qualunque attività diretta all'informazione, in qualunque forma svolta e attraverso qualunque mezzo di comunicazione diretto ad un numero indistinto di persone, dovendosi ricomprendere nella ratio della disciplina legale ogni espressione e manifestazione dell'attività informativa.

 

LE QUARANTENNI SONO DONNE DI LARGHE VEDUTE

ADORANO I FILM PORNO, GLI STRIP CLUB, I SEX TOY ED IL VIBRATORE


Sono le donne mature, nella fascia dai 40 ai 48 anni, le più aperte ad esperienze nuove e ad utilizzare degli espedienti per rendere la loro vita sessuale più varia. Sempre più spesso, inoltre, sono a caccia di uomini giovani da ammaliare e sedurre. Insomma le donne Cougar, dall'inglese puma o pantera, vale a dire predatrici, sono le più propense alla trasgressione. A metterlo in evidenza è
CougarItalia.com, il portale specializzato negli incontri tra donne Cougar e uomini più giovani.

Le donne Cougar giocano con la loro sessualità. Sono aperte a esperienze nuove e ad utilizzare degli espedienti per rendere la loro vita sessuale più varia. CougarItalia.com, il primo portale in Italia a specializzarsi nel promuovere incontri tra donne più grandi e uomini più giovani, ha condotto un sondaggio tra 2 mila donne italiane, indagando sul loro rapporto con il sesso, dai film pornografici ai sex toy.

Il campione preso in esame da CougarItalia.com è risultato essere relativamente eterogeneo, formato da un 42% di donne che vivono una relazione stabile, un 38% di single, un 13% di sposate ed un 9% che dichiara di non avere alcun rapporto serio ma solo relazioni occasionali.

I risultati più sorprendenti si hanno nella fascia di età compresa tra i 40 e i 48 anni. Proprio in questa fascia di età, particolarmente caratterizzata dalla presenza di donne Cougar, predatrici a caccia di uomini giovani da ammaliare e sedurre, una parte considerevole si dimostra di larghe vedute su argomenti quali i film pornografici (per il 62% sono un divertimento innocente ed al 15% piace guardarli in compagnia del partner) o gli strip club (per il 45% non è un problema se il loro compagno ce la vuole portare). Tantissime di loro dichiarano inoltre di utilizzare dei sex toy (65%) e molte possiedono anche un vibratore (40%).

In quanto ad esperienze trasgressive, tante hanno dichiarato di aver avuto incontri di una sola notte (30%), di aver tradito (29%) o di aver fatto sesso con qualcuno impegnato (26%). Le più estrose si sono date ai giochi di ruolo (20%) ed hanno inviato a qualcuno le loro foto provocanti (16%).

Il fatto di avere una relazione con un uomo più giovane, invece, non è visto come una trasgressione. È proprio questa la tipica coppia Cougar che quest'anno rappresenta un tipo di relazione ancora in crescita, anche perché agli uomini non dispiace, si sentono anzi attratti da una donna più grande, sicura di sé e realizzata.

Ma come vivono la propria vita sessuale le 40enni italiane?

«Nella fascia di età compresa tra i 40 ed i 48 anni, il 73% delle intervistate dichiara di esserne soddisfatta o pienamente soddisfatta. Solo un 3% è insoddisfatto o decisamente insoddisfatto, mentre un 10% dichiara di non avere al momento un partner, né una vita sessuale. E vi è infine anche un 14% di indecise nel giudizio» risponde Alex Fantini, fondatore di CougarItalia.com.

«Per ciò che riguarda la frequenza dei rapporti, prosegue Alex Fantini, 6 quarantenni su 10 hanno rapporti sessuali più volte alla settimana ed il 5% addirittura ogni giorno, ma c'è anche una piccola percentuale di donne che fanno sesso solo ogni due mesi (3%) o una volta all'anno (2%)».

A cosa dicono tassativamente di no?

Secondo il sondaggio di CougarItalia.com, il 19% delle intervistate non desidera assolutamente fare esperienze di sesso anale, il 12% non vorrebbe mai sperimentare il bondage ed al 10% non piace l'utilizzo di frasi spinte durante l'atto sessuale.

«Ma tra le intervistate, vi è anche un rilevante 24% di donne che proverebbe di tutto, senza restrizioni» aggiunge il fondatore di CougarItalia.com.

 

Roma Capitale

Un disastro

 

Lettera alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dal segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, analoga a quella inviata a dicembre 2016.

Ecco il testo.

Signora Sindaca,

oggi compie due anni, non di età ovviamente, ma di sindacatura. Infatti, il 19 giugno 2016 è stata eletta Sindaca con il 67% dei voti e ha conquistato una assoluta maggioranza in Consiglio Comunale.

Condizioni ideali per governare, considerato che, a mia memoria (decenni), non ricordo tali condizioni di omogeneità e prevalenza nella guida della Città Eterna.

Città disastrata sulla quale è passata, come un caterpillar, l'indagine giudiziaria denominata "Mafia Capitale".

Non esiste la fatina con la bacchetta magica che risolve i problemi, come ho sempre sostenuto, ma una compagine di governo che affronti le difficoltà, con l'obiettivo di risolverli nel tempo e, soprattutto, con le idee chiare su quel che si vuole.

A due anni dal Suo insediamento non mi sembra che ci siano ancora le idee chiare e, di conseguenza, non sono stati affrontati i problemi.

Ho assistito, invece, ad un turbinio di nomine, successivamente annullate, di dimissioni, sostituzioni e di indagini giudiziarie su di Lei e collaboratori.

Un esponente del Suo partito ha detto che ingenuità e onestà vanno di pari passo. L'ingenuità non se la può più permettere.

Delle due emergenze della città, trasporti e rifiuti, non si vede non dico soluzione, ma neanche un proposta concreta, se non quella di promettere una città pulita in 5 giorni (!) e poi in 20 (!) o quella di sbandierare l'arrivo di 150 bus, peraltro acquistati dalla amministrazione precedente.

Insomma, un disastro.

Se vuole continuare a fare la Sindaca, carica per la quale riceve una indennità di 117 mila euro lorde l'anno (superiore a quella del Presidente del Consiglio), è necessario che tiri su le maniche e affronti i problemi, altrimenti passi la mano.

E, così, la pensano il 57% dei cittadini di Roma Capitale, secondo l’indagine di questa testata.

 

Giornata mondiale contro la droga

 

26 giugno giornata mondiale contro la droga.

Occasione perché i “nodi vengano al pettine”?

Semmai: giornata dell’ipocrisia.

Gli scenari:

- Da sede ONU.

Dati che dimostrano che tutto cambia per non cambiare, o tutto peggiora per non peggiorare, e viceversa, ma non diranno nulla sui possibili cambiamenti che potrebbero invertire la folle discesa verso il baratro che le istituzioni internazionali hanno intrapreso nell’ultimo secolo. Le convenzioni internazionali che di fatto confermano le droghe già illegali e che, ipocrisia delle ipocrisie, nel caso del Canada legalizzatone (primo Stato sovrano di un certo peso, l’Uruguay che lo ha fatto prima, conta decisamente poco) si apprestano ad approvare deroghe che confermano tutta l’impostazione proibizionista.

- Da sede singoli Stati,

ognuno, in ordine sparso, dirà la sua, difendendo il proprio operato che, a parte il Canada, per l’appunto, si tratta solo di provvedimenti per galleggiare tra istanze delle loro popolazioni civili e accordi internazionali a cui non possono venire meno. E tutti, grossomodo, sono sommersi da delinquenze ed emergenze sanitarie.

- Da sede Unione Europea, buio. Alcuni giorni fa, leggendo i dati dell’Osservatorio europeo (Emcdda, finanziato dall’Ue) sul fatto che la droga dilaga e cresce, anche quella pesante, fermi tutti, basta, avanti col prossimo rapporto. Per carità, conoscere è importante, ma poi?

- Dalle sedi delle associazioni.

Associazioni impegnate nel cosiddetto sociale. Conferenze stampa unitarie, dove ognuna cerca di fare le scarpe alle altre per mettere il cappello sopra qualcosa. Iniziative lodevoli in ambito informazione per alcune, e più che lodevoli per altre in ambito assistenza alle vittime sanitarie del proibizionismo. Mentre le vittime civili di questo proibizionismo si devono accontentare di essere lasciate a se stesse, alimentando il loro odio verso i vari disgraziati (molti cosiddetti extracomunitari, e anche senza permesso) che costituiscono la manovalanza della malavita organizzata che domina il mercato clandestino.

Poi, passata la giornata internazionale della droga, “chi si è visto s’è visto”.

Tutto torna nella routine delle emergenze a singhiozzo, più o meno scandalistiche. Con i ministri dell’Interno che vogliono mettere poliziotti davanti a tute le scuole e magari. E, non ci stupiremo il giorno che un ministro lo dirà, particolari canali per facilitare il porto d’armi ai genitori che accompagnano i figlioli a scuola.

Un dibattito in Parlamento che non sia relegato nell’ordinario e che turi fuori dal cassetto il fascicolo?

Un coordinamento tra le associazioni per le azioni (inclusi referendum) e non solo per le lamentele o i vittimismi di turno, perché, magari, sono sempre meno i fondi per l’assistenza ai disgraziati vittime sanitarie del proibizionismo?

Chimere!

Oggi abbiamo i professionisti del proibizionismo e gli altrettanti professionisti dell’antiproibizionismo. E l’emergenza è tutt’altro che a singhiozzo. E’ drammatica!!

ATTUALITA'

Senza i contributi tetto a 5.000 euro

 

Il progetto, l'annuncio Di Maio: "Senza i contributi tetto a 5.000 euro". Gli incassi andranno agli assegni sociali.

Difficile, però, ricavare più di 300 milioni.

Luigi Di Maio ne ha fatto ormai un pallino: tagliare le pensioni d'oro per finanziare gli assegni più bassi.

Di Maio ha dimenticato la guerra agi evasori fiscali e si accanisce contro chi ha lavorato una vita e ha fatto carriera per merito. Chi oggi ha pensioni basse vuol dire che non ha lavorato negli anni del boom economico o che ha lavorato in nero, non versando contributi all'Inps. Anche questi sono evasori che Di Maio vuole premiare ai danni di chi ha sempre fatto il proprio dovere fiscale

L'aiuto a chi vive con  l'assegno sociale deve gravare solo sulla fiscalità generale.

 

Governo

Salvini versus Salvini

 

Salvini versus Salvini?

Non sembra, ma è così.

Analisi
"Chiuderemo i porti italiani", minacciava il ministro Matteo Salvini. La competenza per la chiusura dei porti è, però, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il quale ha dichiarato che non vi è stato alcun provvedimento di chiusura dei porti che, tra l'altro, violerebbe la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU).

Salvini potrebbe invocare motivi di ordine pubblico per impedire lo sbarco dei migranti, ma non esistono motivi di tale natura e il provvedimento sarebbe facilmente impugnabile nelle sedi competenti.

Salvini vorrebbe arrestare l'equipaggio di una nave ONG. Non ha competenza perché è la magistratura che emette ordinanze di custodia.

Salvini propone il censimento dei rom. Il censimento esiste già: basta riunire la documentazione in possesso di regioni, comuni e associazioni. Visti i problemi di ordine pubblico invocati, la competenza è del ministero dell'Interno, il cui capo è proprio Salvini.

Salvini vuole rivedere l'organizzazione delle scorte e, con particolare riferimento allo scrittore Roberto Saviano, dichiara "saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio". Già, ma le "istituzioni competenti" sono nel ministero dell'Interno, il cui capo è proprio Salvini.

Insomma, il ministro Salvini minaccia di fare quello che non potrebbe fare e non fa quello che dovrebbe fare.

L'importante è fare dichiarazioni muscolose: il popolo ci crede e va bene così.

 

Regione Lazio e ferrovie regionali

 

Affidare la gestione delle ferrovie regionali Roma-Lido di Ostia, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti all'Atac (azienda di trasporti pubblici romani), e' come incaricare Dracula della custodia di sacche di sangue. Non contenti di soddisfare Dracula con le sacche, si vuole passare, direttamente, all'affidamento dei corpi dei donatori di sangue al vampiro.
Cosa è successo?

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione, presentata dal M5S, che prevede la "cessione", al Comune di Roma, delle ferrovie regionali suddette. Immaginate un'azienda, che è in stato comatoso, con 1,4 miliardi di debito, con 12 mila dipendenti, che ha un parco vetture fatiscenti, che diventa proprietaria anche delle strutture ferroviarie, con relativi costi. Sarebbe la certificazione finale del disastro del trasposto pubblico. 

Nel dibattito è intervenuto l'assessore ai Trasporti, che ha proposto una "valutazione della cessione". Insomma, da valutare se consegnare i donatori di sangue al vampiro o continuare ad affidargli solo la custodia delle sacche di sangue.

Nel rapporto Pendolaria 2017 della Legambiente, la ferrovia Roma-Lido di Ostia, attualmente in concessione al Comune di Roma, è definita la peggiore d'Italia.
Tanto per citare un disservizio, ricordiamo quello relativo ai passeggeri scesi sui binari per raggiungere la stazione vicina. Si immagini la scena, con persone, anche anziane, che scendevano con borse e valigie sulla massicciata ferroviaria da una altezza di circa un metro.

 

FORESTALI

PREOCCUPAZIONE PER OMISSIONE CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

 

L'Associazione "Unione Forestali, Carabinieri e Diritti" (UNFORCED) ha dato mandato al suo avvocato, il sannita Egidio Lizza del Foro di Roma, di verificare la sussistenza di una omissione nel versamento dei contributi previdenziali da parte dello Stato agli ex appartenenti del Corpo Forestale dello Stato, con valutazione degli eventuali profili di rilevanza penale.
“Sta emergendo in queste ultime settimane – spiega l'avvocato Lizza – una situazione di forte preoccupazione per tutti i dipendenti dell’ex Corpo Forestale dello Stato: in alcuni casi si sarebbe verificato l’omesso versamento di contributi previdenziali da parte dell’allora amministrazione del CFS e stiamo verificando se la incompletezza della posizione contributiva abbia interessato la generalità dei lavoratori".

Una ennesima conseguenza, inverosimile per una Forza di Polizia, scaturita dalla scelta, operata all'epoca dai vertici di Carabinieri e CFS, di concludere l’assorbimento disposto dalla legge Madia ad ogni costo ed a qualunque prezzo, nel rispetto dei tempi dettati dal Governo Renzi più che dal buon senso, e a dispetto della completezza della documentazione amministrativa che accompagna ciascun dipendente.

“Ferme restando le responsabilità, che potrebbero avere anche rilevanza penale, in capo alla dirigenza del Corpo Forestale dello Stato, è sconcertante il fatto che l’Arma dei Carabinieri, subentrata nei rapporti attivi e passivi al CFS, non abbia ancora dimostrato concretamente di voler risolvere il problema sollevato da coloro che sono oggi suoi dipendenti a tutti gli effetti, lasciando dunque i militari in una situazione di incertezza su un tema, quello del trattamento di quiescenza e della buonuscita, che rischia di comprometterne la serenità lavorativa e la qualità di vita in vecchiaia. Per questo motivo – conclude Egidio Lizza – valuteremo ponderatamente di procedere contro il datore di lavoro se il problema riscontrato non rientrasse".

 

Roma Capitale e stadio della Roma

 

"Non chiedere mai per chi suona la campana a morte. Essa suona per te." Così, parafrasando il titolo del celebre romanzo di Ernest Hemingway, possiamo approcciarci alla vicenda del progetto dello stadio della Roma nella Capitale.

In sintesi, tangenti per costruire il nuovo stadio della Roma.

Ne sono coinvolti diversi esponenti di partiti e del M5S.

Ricordiamo cosa diceva Luigi Di Maio, a proposito dei politici indagati: colpevoli a prescindere.

Ricordiamo cosa diceva Luigi Di Maio a proposito di un ministro indagato per abuso di ufficio?

Via in cinque minuti! Tribalismo politico e istituzionale, utile per attivare la peristalsi intestinale dei trogloditi di turno.

Adesso, Luigi Di Maio, la sindaca Virginia Raggi e il ministro Danilo Toninelli ripetono all'unisono: chi sbaglia pagherà. La frase, opera dell'ufficio comunicazione del M5S, sottintende la teoria delle mele marce, operazione già effettuata con i candidati del M5S alle ultime elezioni che, una volta eletti, dovevano dimettersi, ma che ora sono ben piantati nei loro scranni parlamentari.

Da questa vicenda Luigi Di Maio, capo politico del M5S, ministro e vicepresidente del Consiglio, dovrebbe apprendere una lezione: le leggi si rispettano, tutte e, a maggior ragione la carta fondamentale, cioè la Costituzione, che all'articolo 27, recita: L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Vale, anche, per gli attuali indagati. Tutti.

 

Migranti e Governo

Informazione e pubblicità

 

E' diffusa l'idea che siano le organizzazioni non governative (ONG) le responsabili dell'afflusso massiccio di migranti nel nostro Paese o che, comunque, via abbiano dato un contributo sostanziale.

Vediamo di ricostruire gli eventi e di divulgare qualche informazione.

Anno 2003. Il governo Berlusconi, del quale la Lega fa parte, sottoscrive il regolamento di Dublino. Il principio base della Convenzione stabilisce che l’esame della richiesta di protezione da parte del migrante spetta al primo Stato in cui quest’ultimo entra nel territorio dell’Unione europea. Il migrante ha diritto ad assistenza per tutto il periodo necessario all’esame della sua domanda.

Anno 2008. Il governo Berlusconi, del quale fa parte la Lega, firma il trattato di amicizia Italo-Libico, insomma il leader libico Gheddafi è un amico.

Anno 2011. Il governo Berlusconi, del quale fa parte la Lega, insieme ad altri Paesi, partecipa alle operazioni militari contro la Libia: 1.900 raid aerei, 7.300 ore di volo e 460 bombardamenti. Insomma, Gheddafi non è più amico. E' diffusa l'opinione che siamo stati "costretti", ad intervenire.... della serie: è sempre colpa degli altri. Comunque, l'operazione era a guida NATO della quale l'Italia fa parte.

Anno 2011. E' ucciso Gheddafi, la Libia precipita nel caos e si apre massicciamente la tratta dei migranti.

Anni 2014-2017. E' il periodo di massimo afflusso di migranti (governi Renzi e Gentiloni). Il recupero dei migranti è compiuto per l'80% da navi militari e mercantili e dal 20% dalle ONG. E' sbagliata, quindi, la convinzione che la "responsabilità" maggiore delle operazioni di salvataggio sia opera delle ONG.

Anno 2018. Nei primi cinque mesi del 2018 (governo Gentiloni) i migranti arrivati in Italia sono circa 13 mila, con una diminuzione del 78% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Acquarius: è la nave di una ONG che ha trasportato 629 migranti in Spagna. Da rilevare che solo 229 migranti sono stati tratti in salvo dalla ONG, mentre altri 400 sono stati prelevati da unità militari e trasbordati sulla Acquarius, sotto coordinamento dell'autorità italiana (IMRCC).

Perché non se li prende Malta?

E' la domanda che si pongono in molti. Ricordiamo che la repubblica maltese ha una superficie di 316 kmq, cioè un quarto della superficie di Roma e che comunque, le indicazioni su dove sbarcare sono coordinate dalle autorità italiane (IMRCC).

Le quote di redistribuzione dei migranti, previste dai regolamenti di Dublino, non sono state rispettate da Paesi europei.

E' indispensabile che la gestione dei migranti sia affidata alla Unione europea, sottraendola alla competenza dei singoli Stati, in modo che si possa procedere ad interventi organici e di redistribuzione delle quote nei vari Paesi europei, altrimenti ognuno "tirerà l'acqua al proprio mulino", come accade oggi.

Occorre, più Europa, insomma, non meno.

 

Ceta e agricoltura italiana.

Come il neo-ministro intende farci male

 

“Non ratificheremo il trattato di libero scambio con il Canada  (Ceta, ndr) perché protegge solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp. Chiederemo al parlamento di non ratificare quel trattato e gli altri simili, del resto è tutto previsto nel contratto di governo”. Così si è pronunciato il neo-ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio in una intervista al quotidiano “La Stampa” .

A parte il fatto che il trattato è già in vigore, per il settore, dal 2017, quello che dice il ministro lascia perplessi, perché crediamo che sia solo una posizione ideologica e non pragmatica, espressa da parte di un componente dell’Esecutivo, lascia il tempo che trova, anche se è noto che, nonostante leggi, Costituzione e chi più ne ha più ne metta, nel nostro Paese la divisione tra Esecutivo e Legislativo è solo roba da corsi di facoltà universitarie.

Questo perché i primi dati della messa in opera del Ceta, pur se limitati e precari per i vari boicottaggi e azioni di lobby da parte dei sovranisti canadesi da una parte e italiani dall’altra, non sono negativi. Le esportazioni di formaggi italiani verso il Canada, sono cresciute del 9% (con il dominio di grana e parmigiano). Non solo, per il prosciutto di Parma, per esempio, le vendite sul mercato canadese sono cresciute, nei primi tre mesi del 2018, del 50%: dopo 20 anni di presenza su quel mercato, grazie al Ceta, questo prodotto emiliano arriva sulle tavole dei consumatori con il proprio nome, potendo quindi essere meglio identificato e scelto per la sua qualità.

Si aggiunga che non sembra che i nostri mercati siano inondati da prodotti “mostro” di origine canadese. La loro presenza non si notata, ma quando e se ci sarà non ci preoccupa per niente, visto che gli italiani per mangiare bene (e mediamente sembra proprio che lo facciano) sanno scegliere: non è una nostra invenzione che tutti i dati di vendite dei vari prodotti con origini controllate siano in crescita.

Il problema conseguenziale a quanto dichiara il neo-ministro sembra che sia solo politico/ideologico: italiano è bello, straniero no. Del resto è uno dei cavalli di battaglia su cui la parte politica del neo-ministro ha conquistato la maggioranza in Parlamento, e sarebbe strano avvenga il contrario.

Desiderosi di qualità, razionalità e libertà di scelta, chiediamo solo di non camuffare la realtà. Stiamo parlando di mercati che oggi non possono che essere globali.

Qualcuno vuol tornare indietro?

Legittimo che lo faccia, ma auspichiamo che sia con l’onestà dei riscontri.

 

Documenti

per quanto tempo occorre conservarli

 

Per quanto tempo occorre conservare i documenti?

Come al solito la burocrazia ce la mette tutta per complicarci la vita, modulando in tempi diversi la custodia.

Vediamo.

a) Dichiarazione dei redditi, tassa nettezza urbana, F24, Imu, Tasi: 5 anni, a partire dall'anno seguente a quello della dichiarazione o a quello del pagamento.

b) Affitto e spese condominiali: 5 anni.

c) Bollette luce, gas, telefono: 5 anni dalla data di scadenza.

d) Multe stradali: 5 anni.

e) Bollo auto: 3 anni a partire dall'anno seguente a quello del pagamento.

f) Canone RAI: 10 anni dalla scadenza.

Si consiglia, a titolo cautelativo, di conservare i documenti per uno o due anni in pi+ rispetto a quanto indicato.

 

Governo

Il nemico alle porte

euro, Europa e mercati

 

La tecnica è plurisecolare e ottiene buoni risultati. Quando un Governo ha un problema interno, cerca un nemico esterno.

Anche l’Italia non sfugge alla regola: cresciamo poco, abbiamo un debito enorme, una burocrazia elefantiaca, evasione fiscale elevata, mercato del lavoro nero diffuso, malavita dilagante, sprechi, inefficienze e corruzione.

Come si risponde a tutto questo?

Creando, appunto, un nemico esterno sul quale scaricare le responsabilità della nostra situazione.

Si inizia con i cambi delle lire e dei marchi in euro. Secondo le dicerie, il cambio marco euro sarebbe stato di 1 a 1, mentre il cambio lira euro sarebbe 0,51 a 1 euro. Basterebbe prendere visione della tabella dei tassi di conversione in euro, pubblicata dalla Banca d'Italia, per apprendere che 1 euro valeva 1,955 marchi (circa 2 marchi).

Da ricordare che la maggior parte del debito pubblico lo abbiamo prodotto prima dell'entrata in vigore dell'euro.

Si passa all'Europa che ci impone regole che l'Italia ha sottoscritto non sotto la minaccia di una pistola. In particolare, molti hanno in antipatia la Germania che, però, è il nostro primo partner commerciale.

Si sappia che l'Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% in sanità, assistenza, pensioni e così via.

Da ultimo abbiamo i mercati, meglio se multinazionali, che ci impongono vincoli, pena il ritiro dei capitali. Gli investitori esteri possiedono 700 miliardi di euro del nostro debito. E' un investimento e vorrebbero riaverlo.

E' anomalo?

Se il Governo attuale propone spese tra 100 e 130 miliardi senza coperture, aumentando il debito e creando instabilità, gli investitori esteri si devono preoccupare o no?

Allora il nemico della nostra economia sono gli investitori o qualche irresponsabile, di area governativa, che propone l'uscita dall'euro, i mini Bot (seconda moneta) o che fa dichiarazioni sulle banche a mercato aperto, determinando il crollo dei titoli azionari?

Giova ricordare che il debito pubblico è di circa 2300 miliardi di euro e che, nella classificazione, i nostri titoli sono a due gradini dall'essere considerati spazzatura.

 

Governo

L'importante è che il popolo ci creda, in attesa delle elezioni europee del prossimo anno

                          

L'importante è che il popolo ci creda, è il mantra, di Lega e M5S e del governo che si è insediato, per prendere voti alle elezioni europee della primavera 2019.
Come si prendono voti?

Vendendo illusioni.

Occorre un governo politico dicevano Salvini e Di Maio, ma dimenticano i numeri: il 40% dei ministri dell'attuale governo non arriva dalla politica. E' il governo più tecnico dal 1945. L'importante è che il popolo ci abbia creduto.

Occorre una flat tax, ovvero, una tassa unica, al 15% per rilanciare l'economia (Salvini). Con la tassa unica nessun Paese ha prodotto un aumento del PIL, cioè della ricchezza nazionale. L'importante è che il popolo ci abbia creduto.

Ora si propongono due aliquote di tassazione, che non sono la flat tax, come viene ripetuto da Salvini, ma l'importante è che il popolo ci creda.

Istituiremo il reddito di cittadinanza (legato all'essere cittadino), dichiarava Di Maio, per aiutare i cittadini in povertà e rilanciare il lavoro. Purtroppo, non esiste nessun reddito di cittadinanza, ma un sussidio di disoccupazione, che si poteva protrarre per anni e che ora, invece, è limitato a due anni. L'importante è che il popolo ci abbia creduto.

Aboliremo la "Fornero" e il "Jobs Act", dicevano Salvini e Di Maio, salvo che non c'è nessuna abolizione della "Fornero" e del "Jobs Act", ma l'importante è che il popolo ci abbia creduto.

Rimanderemo a casa gli immigrati, tuonava Salvini. Si certo, purtroppo Salvini ha litigato con la Tunisia, che è uno dei pochi Paesi che accetta il rimpatrio, e ha come punto di riferimento il primo ministro ungherese Viktor Orban che, però, si oppone alle quote immigrati, cioè alla loro redistribuzione europea. L'importante è che il popolo ci abbia creduto e ci creda.

C'è un altro aspetto, fondamentale che Lega e M5S, non hanno affrontato: i costi.

Tutte le promesse fatte, in campagna elettorale e quelle dell'attuale governo, hanno un costo.

Chi paga? Non si sa.

L'importante è che il popolo ci abbia creduto e ci creda.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dichiarato che andrà in sede europea a discutere del nostro debito pubblico. Insomma, andiamo a battere i pugni? L'importante è che il popolo ci creda.

Sappia il prof. Conte che, in sostanza, il debito pubblico ce lo siamo creati da soli, prima della entrata in vigore dell'euro, e che diminuire il debito, come dichiara, aumentando il PIL, attraverso il taglio delle tasse o un aumento degli investimenti pubblici, non fa altro che aumentare il deficit, se non si interviene sulla riduzione sostanziale della spesa, che non si ottiene con il fumo del taglio alle pensioni d'oro, come sentiamo ripetere freneticamente da Di Maio; ma l'importante è che il popolo  ci creda.

 

Governo

memoria e credibilità mancano

 

Deve essere stato il ricordo del governo Monti che ha fatto gridare agli esponenti della Lega e del M5S, "governo politico e non tecnico!". Facendo una semplice visura, rileviamo che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è un tecnico, che il ministro dell'Economia, Giovanni Tria è un tecnico, che il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, è un tecnico..

Il neoministro degli Interni, Matteo Salvini, quello di "O Savona o voto", e "io rispetto la parola data", si è subito esercitato in una performance sugli immigrati con: "a casa loro!". Vogliamo ricordare al neo-ministro e segretario della Lega che, mezzo milione di immigrati irregolari, sono a "casa nostra" anche grazie alla guerra che il governo Berlusconi ha fatto alla Libia (il primo bombardamento italiano è avvenuto il 28 aprile 2011), governo del quale faceva parte la Lega. Anche in questo caso la memoria è carente e le promesse lasciano il tempo che trovano.

Dice il neoministro, Luigi Di Maio, che questo è il governo del cambiamento; a noi risulta che il ministro Tria collaborava con Brunetta, che è un esponente di Forza Italia, cioè di Berlusconi, e che il ministro degli Esteri, Moavero, ha governato con Monti e Letta. Savona, emblema del cambiamento, doveva ricoprire la carica di ministro dell'Economia, ma è stato declassato a capo di un dipartimento della presidenza del Consiglio, quale è il ministero degli Affari Europei.

Il neo presidente del Consiglio, Conte, ha dichiarato che realizzerà gli obiettivi del "Contratto".

Se il buon giorno si vede dal mattino, abbiamo seri dubbi.

 

Governo

Savona e l'uscita dall'euro

guadagnano i ricchi

 

Argomento. Pochi giorni fa, i parlamentari europei di Lega e M5s hanno presentato una proposta che istituiva un fondo di sostegno per quei Paesi che intendano uscire dall'euro: la proposta è stata bocciata a stragrande maggioranza. Nel frattempo, la Lega cancellava la scritta "No euro", dal muro della propria sede e il M5S proclamava la fedeltà all'euro.

Insomma, Giano bifronte ha nulla da invidiare a Salvini e Di Maio.

Sempre sul tema dell'euro, interveniamo di nuovo in merito al libretto "Guida pratica all'uscita dall'euro", coautore l'attuale neoministro agli Affari Europei, Paolo Savona,  esponente di quell'establishment tanto avversato da Salvini e Di Maio.

Savona prevede l'uscita dall'euro nel giorno di venerdì, a mercati chiusi, con il blocco delle operazioni bancarie, il che significa bancomat chiusi, la riconversione dei depositi bancari da euro in lire in rapporto di 1 a 1, ma con una successiva svalutazione media del 20% e una perdita del potere di acquisto dei salari.

Dunque, l'uscita dall'euro e il passaggio alla lira, deve avvenire di notte, all'insaputa dei risparmiatori, mettendo le mani nelle loro tasche.

Una domanda sorge spontanea: cosa succede ai capitali depositati in banche estere, magari nel Lussemburgo o nel Liechtenstein? Rimarrebbero, ovviamente, denominati in euro e non subirebbero la conversione in lire e successiva svalutazione. Chi ha, però, capitali all'estero non è il semplice risparmiatore ma il benestante risparmiatore, cioè il ricco cittadino.
Insomma, il passaggio notturno euro-lira reca danno al cittadino che ha risparmi in Italia, ma arricchisce il cittadino che ha capitali all'estero. Arricchire i ricchi, impoverire i poveri, è lo slogan. Eppure, Savona era il candidato della Lega, e del M5S, al ministero dell'Economia, sostenuto con tanta determinazione da rischiare una crisi istituzionale.

Tutta da ricordare.

 

SPREAD

non è una legge della natura, sono regole che ci siamo dati.

 

La famigerata parola "spread" è tornata a spargere terrore nei media. La quasi totalità delle persone non ha la più pallida idea di cosa effettivamente sia e del perché sia così importante, ma la narrazione è comunque super-efficace e funziona benissimo a rendere più "ragionevoli" i politici non allineati all'ortodossia economica attualmente dominante. 
E' indubbio che, dato il contesto attuale in cui ci troviamo, la politica deve considerare il problema dello SPREAD, ma è anche indubbio che questo problema non è legato a qualche "fenomeno naturale", ma a precise scelte che, come società, abbiamo fatto e sulle quali dovrebbe imporsi una riflessione approfondita.

E' sensato che le scelte politiche fondamentali di un Paese, la stessa formazione di un governo, siano determinate dall'andamento momentaneo di alcuni indici finanziari?

Che cos'è che determina questo fenomeno? 

La quasi totalità dei commentatori sui media dà per scontato che questo sia "normale". La narrazione prevalente è la seguente: "è ovvio, è normale, che i mercati finanziari esprimano un giudizio: se ritengono che l'Italia sia meno affidabile, vendono i titoli di Stato e questo li fa crollare, lo spread s'innalza... è accade il disastro...". 
Questa narrazione è parziale. La radice del problema deriva da una specifica regola che vige nell'area Euro, regola che impedisce alle banche centrali di acquistare direttamente in emissione le obbligazioni degli Stati membri. 

In tutti i Paesi ad economie più sviluppate (USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, ecc.) la banca centrale svolge tre ruoli fondamentali:

1) banca delle banche,

2) banca dello Stato,

3) banca dell'estero.

La nostra banca centrale non può essere, per regole che ci siamo dati insieme ai partner europei, "la banca dello Stato". 

La vera origine dello spread non sono i timori sull'Italia, la vera origine dello spread è l'assurdità che uno Stato dell'area Euro debba andare con il cappello in mano sui mercati finanziari a chiedere di rinnovare i propri titoli ai tassi determinati dall'umore momentaneo, come fosse un cittadino privato. 

Sia chiaro, questo non significa che uno Stato qualsiasi, con una banca centrale "normale", possa emettere debito in modo infinito. 

Significa solo che uno Stato con un'economia sufficientemente solida come quella italiana (che ha sicuramente molti problemi, certamente è in declino, certamente ci facciamo del male da soli e subiamo passivamente regole assurde che ci hanno fortemente penalizzato in questi venti anni, ma si tratta comunque di una delle prime 10 nazioni al mondo, sebbene lo sport nazionale sia quello di denigrarci) non troverebbe alcun problema a rinnovare i propri titoli di Stato a tassi in linea con quelli fissati dalla propria banca centrale in base alle proprie autonome politiche monetarie, se solo avesse una "normale" banca centrale. Se poi facesse politiche economiche scellerate, dopo un bel po' di tempo, avrebbe problemi sul fronte del cambio, quindi dell'inflazione, e via di seguito rischierebbe la bancarotta. Ma tutto sarebbe guidato dalla macro-economia, non dalla speculazione finanziaria!

Se questo non accade non è perché è "normale", come se fosse una legge di natura... ("è normale che d'estate faccia caldo e d'inverno freddo...") è perché ci sono delle specifiche norme che lo causano. 

Vogliamo discuterne in modo approfondito e senza semplificazioni, oppure è meglio non farlo perché altrimenti lo spread si arrabbia?

 

FATTI DELLA VITA

Vitalizi, la riforma rischia Il «tetto» finisce alla Consulta. Il giudice Massimo Morandini (Tribunale di Trento) ha sollevato questione di costituzionalità sul limite di 9 mila euro al cumulo di assegni per ex consiglieri ed ex parlamentari. In bilico pure il taglio del 20% - di Ubaldo Cordellini/Trentino – Testo in https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25029

Prossime elezioni

 

L'obiettivo principale del segretario della Lega, Matteo Salvini, era quello di tornare alle elezioni e per questo avrebbe trovato la motivazione e l’utilizzazione di Paolo Savona per l’operazione per far saltare l'accordo e il contratto con i cinque stelle.

Ecco che Salvini tornerà nel centrodestra e, con esso, cercherà quel 40% di consensi, per incamerare anche il premio di maggioranza. In tal modo avrà la prevalenza parlamentare.

Silvio Berlusconi potrà ricandidarsi e tutelare meglio i suoi interessi aziendali.

Fratelli d'Italia, stretta tra gli alleati, sta cercando di svincolarsi, lanciando la proposta di mettere sotto accusa il presidente della Repubblica.

Il M5S, anch'esso, in cerca di ruolo, ha fatto propria l'accusa di Fratelli d'Italia.

La competizione sarà bollente. Europa, Germania, euro, immigrati,  presidente della Repubblica i temi della campagna.

Slogan: con il popolo o contro il popolo.

Un dato è cero: Matteo Salvini vuole palazzo Chigi, il resto sono chiacchere senza alcun fondamento.

 

Privacy e nuove regole in ambito europeo:

cosa c’è da sapere

 

Dal 25 maggio entrano in vigore nuove regole europee in ambito privacy, grazie ad un Regolamento che abroga una precedente Direttiva.

La conseguenza immediata, sotto gli occhi di tutti in questi giorni, è che il cittadino/utente/consumatore fruitore di servizi di vario genere, titolare di contratti, di account, di numeri di telefono, di utenze e così via, sta ricevendo informative di aggiornamento, un passo formale necessario per chi tratta i suoi dati e li deve da oggi gestire secondo le nuove regole.

Il cittadino da parte sua può approfittare di questo per aggiornare i propri dati o per revocare un consenso precedentemente dato e del quale magari non si ricorda più o che più non gli interessa.

Quello che deve sapere è che le regole inerenti le proprie tutele e i propri diritti non sono cambiate ma semmai rafforzate, a cominciare dal diritto di accesso fino ad arrivare a quello di richiesta "rafforzata" di cancellazione, il cosiddetto “diritto all’oblio”.

I “problemi” legati a questa novità sono più che altro per chi sta dall’altra parte, i cosiddetti “titolari” dei trattamenti che devono sbrogliarsela tra normative che di fatto, perlomeno per l’Italia, sono ad oggi doppie ed anche sotto certi aspetti confuse soprattutto riguardo agli adempimenti obbligatori.

Il Parlamento europeo ha infatti preferito questa volta adottare una norma direttamente applicabile in tutta l’UE senza necessità di recepimento da parte dei singoli Paesi, ritenendo fosse meglio evitare ulteriori frammentazioni già avvenute in passato. Tuttavia ciò ha determinato per l’Italia un sovrapporsi di norme, perché il Regolamento da oggi si affianca al Codice della Privacy che non ha nessuna ragione per essere abrogato.

Da aggiungere che il nostro Paese, pur non essendo necessario il recepimento, ha previsto l’emanazione di un decreto di adeguamento del Codice della Privacy che al momento però è ancora sotto forma di bozza in corso di approvazione.

 

CAMBIARE SENZA DISTRUGGERE

 

Il sentimento degli sportivi romani verso il nuovo governo è stato raccolto durante la festa annuale della società dilettantistica K42 che ha avuto luogo Domenica 27 Maggio 2018 a Roma, Parco della Pace, in via di Grottarossa.

Prima osservazione fatta da quasi tutti i presenti su dove e come recuperare le risorse per realizzare le promesse elettorali e gli obiettivi del contratto.

Subito una politica per una graduale riduzione del debito pubblico, accompagnata da condizioni che favoriscano la crescita e la creazione di posti di lavoro.

Negativa l’idea di tornare indietro sul Tav, Tap e Terzo Valico. Il Paese sarebbe emarginato ed isolato, inoltre avrebbe una perdita di credibilità con ripercussioni anche per l’economia.

Un accenno  anche all’Ilva e sua possibile ‘rivisitazione’ del programma da parte M5S-. L’America parla di produrre più acciaio, in Italia si parla di chiudere la più grande acciaieria d’Europa ed anche di qualità.

Sugli impianti sportivi bene garantire un generale miglioramento. Poco convincente l’istituzione dell’anagrafe degli impianti sia pubblici che privati (inclusi quelli scolastici, universitari, delle forze dell’ordine e militari) per lungaggini burocratiche che allontanerebbero l’intervento mirato per  destinare le risorse alla ristrutturazione o alla costruzione.

Si all’attività sportiva e motoria per fare una corretta prevenzione e per contrastare alcune malattie.

Riordino, a livello nazionale, per le associazioni sportive dilettantistiche con un corretto inquadramento giuridico-fiscale: agevolazioni fiscali e contributive. In particolare, attraverso l’Istituto del Credito Sportivo insieme al CONI,  potenziare il fondo di garanzia a favore delle Associazioni Sportive Dilettantistiche per consentire la ristrutturazione o realizzazione di impianti sportivi con la relativa gestione diretta.

 

Ministero del Turismo

A che serve?

Uno spreco!

Sembra che nel nuovo governo, rientri il ministero del Turismo.

Ministero che alcuni fa un referendum abrogativo decise che non ci sarebbe più stato. Ma i referendum abrogativi, spesso sono solo l’espressione di un opinione piuttosto che una decisione a tutti gli effetti.

Clamoroso quello che aveva abolito il ministero dell’Agricoltura e che poi, alcuni anni dopo, proprio con ministro uno dei promotori di quel referendum (Alfonso Pecoraro Scanio) rivide la luce con il nome di ministero delle Politiche Agricole. E poi quello sulla responsabilità civile dei magistrati che, poi, fu fatta una legge che stabilì dovesse essere lo stato a pagare quando un magistrato veniva riconosciuto responsabile civilmente di qualche danno.

Ora il ministero del Turismo, la cui funzione in questi anni è stata comunque svolta da qualcuno,

Cosa fare questo governo in costruzione?

L’indagine conoscitiva, da parte nostra, ribadisce l’inutilità di un ministero del genere.

L’Italia ha una sua unicità anomala, che non rimettiamo in discussione, ma che, quando possibile, è bene porvi un qualche rimedio. Ed è quello a cui aveva rimediato il referendum, visto che comunque ogni Regione ha il proprio assessorato al Turismo, a cui non manca la materia prima da promuovere (il nostro Paese è un gioiello in materia), con dispendio di energie e soldi che, di conseguenza, se utilizzati a livello nazionali sarebbero solo un mero doppione e una mera sovrapposizione burocratica.

 

Accordo Lega- M5S.

Credibile?

Per capire se l'accordo tra Lega e M5S sia credibile, dobbiamo leggere ciò che si sono dette le due formazioni politiche durante la campagna elettorale.

E' comprensibile che, nel corso della competizione per le elezioni, i contendenti si confrontino, anche in maniera aspra, per acquisire il consenso, altro è passare agli insulti e alle promesse solenni di mai collaborare con l'avversario, utili a raccattare voti.

Ecco le dichiarazioni.

Lega sul M5S

1. Salvini: nessuna alleanza possibile con il M5S;

2. Salvini: quale è il problema dei grillini. Alla prova del governo fanno pena.

3. Salvini: ad oggi i Cinquestelle sono più a sinistra di Rifondazione comunista e quindi su questo è ben difficile ragionare di governo insieme;

4. Salvini: quei chiacchieroni incapaci che si dimostrano i Cinquestelle. Non ho niente a che fare con questa gente;

5. Salvini: governano Roma il cui simbolo è "spelacchio", quindi, io, un governo spelacchio, onestamente, non sono in grado di sostenerlo;

6. Salvini: purtroppo, per i Cinquestelle, quando passano dalle parole ai fatti sono disastri;

7. Salvini: alla prova dei fatti i Cinquestelle mi sembrano veramente una bufala;

8. Salvini: Grillo è alla canna del gas.

9. Salvini: mai al governo con i Cinquestelle. E' un impegno solenne.

M5S sulla Lega

1. Di Maio: non basta togliere Nord per dimenticare decenni di infamie contro i cittadini del Sud;

2. Di Maio: la Lega che parlava di Roma ladrona deve decine di milioni di euro ai cittadini italiani;

3. Di Maio: cosa ha fatto (Salvini) per questo Paese non si sa;

4. Di Maio: abbiamo visto come Salvini si sia venduto per qualche poltrona;

5. Di Battista: nel '93 è stato eletto per la prima volta, chissà quanti soldi ci è costato Salvini;

6. Toninelli: Salvini è un ipocrita e un falso;

7. Fico: quando sento parlare di alleanza con la Lega è fantascienza allo stato puro.

8. Grillo: la Lega è il cancro che ha infestato la sanità della Lombardia.

Stop qui.

Dopodiché, si riterrebbe che la collaborazione, tra le due formazioni, sia impossibile. Non è stato così, tant'è che Lega e M5S hanno stilato un programma comune, denominato "contratto", che dovrebbe essere la proposta sulla quale si dovrebbe basare il futuro governo.

Il cambio repentino di atteggiamento pone un problema di credibilità: è possibile che, dopo le ingiurie, i due attori collaborino a sostegno di un governo?

O siamo di fronte alla pantomima di chi litiga prima per accordarsi dopo?

Le recenti dichiarazioni del capo politico del M5S, Luigi Di Maio, sugli investimenti infrastrutturali (TAV), pone un problema di credibilità dell'accordo firmato, oltre che delle due formazioni politiche. Quello che è scritto sul "contratto" è smentito da uno dei due sottoscrittori.

Allora, come si potrà formare un governo se i due proponenti già litigano?

Quanto durerà?

Rileviamo queste incompatibilità perché i provvedimenti annunciati incideranno sulla vita dei cittadini, sui loro diritti, sulle loro attività, sui loro beni e sul loro lavoro.

Ora molti cittadini sono convinti che pensiero, parola e azione devono avere un percorso lineare. Del pensiero di costoro non sappiamo, ovviamente, delle parole abbiamo letto e delle azioni ci aspettiamo tutto e il contrario di tutto.

Conclusione: la Lega e il M5S, e il relativo "contratto", non abbiano credibilità e, purtroppo, a farne le spese saranno i cittadini.

Il futuro si annuncia nero per il popolo italiano.


FATTI DELLA VITA

 

Dopo le elezioni del 4 Marzo, pensionati e giornalisti in trincea-

Beppe grillo coltiva da anni il progetto di impoverire gli italiani e di abolire gli ordini professionali, i cronisti e l’ INPGI. Quindi futuro fosco. Anche i giornalisti professionisti Salvini e Meloni e il giornalista pubblicista Di Maio non promettono nulla di buono sul fronte delle pensioni.

 

VIA LIBERA IN COMMISSIONE AL REGOLAMENTO AFA

ALTRO RICONOSCIMENTO ALLA BONTÁ DELLA LEGGE

 

Il Via libera della seconda Commissione Regione Puglia al regolamento in materia di riconoscimento, somministrazione e tutela dell’attività fisica adattata (AFA), in precedenza votata dall’assemblea regionale, è l’ulteriore riconoscimento della bontà di una iniziativa legislativa, della quale è stato promotore Cera con il collega Peppino Longo.

La legge propone, attraverso il regolamento approvato in commissione, disciplina nel dettaglio le modalità e i criteri per l’accesso, la prescrizione, l’erogazione, la erogazione e la definizione dei costi relativi all’attività fisica adattata, senza tralasciare gli aspetti di verifica della sicurezza e della qualità professionale.

S’introducono così riferimenti per offrire un servizio più qualificato e di maggiore tutela per gli utenti, oltre a rappresentare uno strumento all’avanguardia per gli operatori del settore e per le stesse strutture che saranno chiamate a garantire il servizio, visto che dovrà essere svolta da personale altamente qualificato e in strutture, riconosciute dalle Asl territoriali, che avranno ottenuto la certificazione di palestra etica.

Così, come i relatori hanno avuto modo di ricordare, nel momento dell’approvazione della legge regionale, l’attività fisica adattata, colmando una mancanza nel panorama regionale, riduce il rischio di alcune malattie e previene l’insorgere di altre disabilitanti, permettendo di coniugare la salute al benessere psicofisico, visto che i programmi dell’AFA sono orientati al mantenimento delle abilità motorie e alla modifica dello stile di vita.

 

Xylella e il metodo scientifico

 

La Commissione europea deferirà l'Italia davanti alla Corte di giustizia di Lussemburgo per non aver applicato le misure comunitarie per arrestare la diffusione della Xylella Fastidiosa.
La Xylella Fastidiosa (subsp. Pauca), è un batterio, che vive e si riproduce all'interno dei vasi linfatici degli ulivi e che, ostruendoli, ne provoca il disseccamento.

Come si è arrivati al deferimento europeo?

Vediamo.

"L'agente causale della malattia è Xylella Fastidiosa, una conclusione che abbiamo accettato come non più discutibile". "I dati disponibili sull'effetto di una pluralità di interventi agrotecnici e di condizioni ambientali sono a dir poco scarsi. "Le conseguenze della presenza del batterio in Puglia, come anche in Corsica e nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, rappresentano un grave pericolo per l'Europa".

Questo il parere dell'Accademia dei Lincei sull'infezione degli ulivi provocata dalla Xylella, in Puglia.

Per evitare il diffondersi dell'infezione, le normative prevedono l'abbattimento degli alberi infetti e di quelli vicini. Una misura drastica, purtroppo, ma necessaria.
I primi focolai scoperti risalgono al 2013, e da allora l'infezione si è spostata coinvolgendo altre zone della Puglia. Il danno è ingente, sia economico, per la diminuzione della produzione di olio, che in alcune aree ha raggiunto il 100%, sia paesaggistico.

Sull'abbattimento degli ulivi si è creato un vasto movimento di opposizione, formata da associazioni, partiti e istituzioni, contrari alla loro eradicazione.
Il risultato è stato che l'infezione si è spostata, dal luogo originario, a Nord per 140 km e a Sud per 40 km, e gli ulivi che volevano essere salvati dalla eradicazione sono stati attaccati dalla Xylella e sono morti.

Si poteva fare qualcosa?

Sì, attuando le procedure internazionali in materia fitosanitaria, come ricorda la Commissione europea. Per anni non si è fatto nulla, cullandosi nell'illusione che le sole pratiche agricole potessero fermare l'infezione. I ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari, già 5 anni fa, avevano individuato la causa dell'essicamento degli ulivi, ma non sono stati ascoltati, anzi sono stati indagati dalla magistratura!

Certo fa male al cuore veder recidere alberi, nel caso gli ulivi, magari secolari ma, o si presta ascolto alla sfera affettiva, agli impulsi e alle emozioni o si crede alla ricerca scientifica, al metodo scientifico. Chi ha responsabilità istituzionali, come il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, non può permettersi di seguire le propensioni, che vanno per la maggiore, degli elettori.

Non si curano le malattie neurodegenerative con il metodo Stamina, né i tumori con il metodo Di Bella, né gli ulivi ammalati da Xylella con lo zappettamento del terreno. E' il metodo scientifico che ci porta alla conoscenza della realtà. Purtroppo, nel nostro Paese, sembra che Galileo sia ancora uno sconosciuto.

 

roma capitale

bomba d'acqua

 

Bomba d'acqua su Roma. Che questa cada sulla Tiburtina, sull’Aurelia oppure sulla via Palombarese, sempre allagamenti e alberi caduti.

I vigili del fuoco intervengono con sollecitudine e con il supporto anche del nucleo sommozzatori, del nucleo Saf e di un elicottero, portando soccorso alle persone rimaste bloccate nelle auto.

Tutto all’improvviso e in quei momenti ti senti veramente impotente, racconta chi vive una esperienza del genere.

Il fatto che indigna è che per due gocce d’acqua si debba rischiare la vita.

Occorre che le istituzioni curino le caditoie, il decoro delle strade e che si pianifichi una corretta gestione dei fiumi e degli argini. Non è pensabile che in un paese civile si possa rimanere bloccati per alcuni millimetri di pioggia”.

Questo episodio è l'occasione per dare voce ai tanti cittadini di Roma Capitale che, oramai, di frequente, subiscono in maniera tragica l’incuria e la mancanza di responsabilità di chi amministra la cosa pubblica.

 

Vaccini

Poliomielite: da 350mila a 12 morti, grazie alle vaccinazioni

 

I casi di morte per poliovirus selvaggio, sono diminuiti da 350mila nel 1988 a 12 nel 2017, grazie alle vaccinazioni, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità.
Non tutti sanno che la poliomielite può causare la morte, oltre alla paralisi degli arti inferiori, i cui effetti negativi sono i più conosciuti.

La polio, o poliomielite, è una malattia infettiva causata da poliovirus appartenenti al genere Enterovirus.

In Europa poliomielite ha paralizzato 28.500 bambini ogni anno, dal 1951 al 1955. Globalmente rimangono aree a rischio, con le migrazioni e la possibilità di spostamenti, a livello internazionale, di individui che sono ancora in zone endemiche, l'allarme non è cessato e non deve abbassarsi il livello di allerta.

La vaccinazione ha sostanzialmente eliminato il rischio di paralisi da polio nel nostro Paese. Questa dovrebbe essere la dimostrazione dell'efficacia delle vaccinazioni ma, purtroppo, si crede ancora alle scie chimiche, alla fragola pesce, agli alieni, agli oroscopi, alle cartomanti, ai maghi e così via.

La cultura scientifica stenta a farsi largo, non solo negli adulti, ma anche tra i giovani delle scuole medie e superiori; non a caso siamo i penultimi in Europa per cognizioni scientifiche.

 

M5S e Lega

Gli insulti, il programma e la Prima Repubblica

 

Uno sguardo sulla stampa nazionale per conoscere ciò che diceva Beppe Grillo su Salvini e la Lega, può essere istruttivo.

Vediamo:
Salvini, Meloni, mangiate tranquilli. Il M5S non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese.

Salvini impresentabile.

Salvini è un piccolo uomo portato alla grande ribalta dai media di regime, per far dimenticare la Lega ladrona che ha governato per anni insieme a Berlusconi.

Matteo Salvini ha gettato definitivamente la maschera. È uno di loro. Matteo Salvini è un traditore politico. È vergognoso.

Volevano bruciare il tricolore e sono alleati della nazionalista Meloni. Urlavano "Roma ladrona" e, oltre a non tagliarsi mai lo stipendio, si sono intascati 180 milioni di euro di

finanziamento pubblico ai partiti (di cui 48 milioni utilizzati in maniera illecita).

Salvini e la sua Lega sono il trionfo dell'incoerenza e dell'inaffidabilità. Davano del mafioso e del piduista a Berlusconi e ora sono fedeli alleati nelle regioni e nei comuni.

Il cambiamento:

Salvini è uno che quando dice una cosa la mantiene, il che è una cosa rara.

Aggiungiamo anche una dichiarazione del capo politico del M5S, Luigi Di Maio: mai alleanze con partiti, come la Lega, che hanno disintegrato il Paese. Salvini fa un gioco sporco.

Poi quella di Fico, che oggi è il presidente della Camera, anche con i voti della Lega, che dichiarava: mai alleati con la Lega, siamo culturalmente e geneticamente diversi.

Molti cittadini si domandano: come fa il M5S a fare un governo con la Lega che ha definita ladrona?

E come fa la Lega a fare un governo con il M5S che l'ha definita ladrona?

E come fa il M5S a fare un governo con la Lega, grazie all'astensione di FI, il cui capo politico è stato definito "il male assoluto"?

Un accordo, sigillato da un "contratto", si afferma. Per il bene degli italiani, certo, per risolvere i problemi dell'Italia, sicuro, in nome del cambiamento, indubbiamente.

Basta crederci.

E' questo il cambiamento?

Tutto si accetta purché si arrivi ad occupare una poltrona. E' la partitocrazia che ora si chiama "cambiamento".

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi." E' la frase scritta nel romanzo "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa.

Prendiamo atto: è ancora Prima Repubblica.

 

L’igiene di Roma Capitale

 

In qualsiasi angolo della Capitale: decine e decine di cartoni, buste di plastica, rifiuti ammassati. La felicità di topi e gabbiani.

Le strade sono diventate una discarica a cielo aperto, anche a due passi da San Pietro.

L'immondizia invade completamente i marciapiedi, tanto che i cittadini sono costretti a camminare in mezzo alla strada e tapparsi il naso.

Giuste le scritte e quanto dicono: Raggi dove sei ? ! ?

 

Il contratto alla tedesca del M5S

 

Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, ha proposto alla Lega e al PD, un "contratto alla tedesca", cioè un elenco di cose da fare in caso di alleanza di governo, partendo dalle convergenze programmatiche delle tre forze politiche.

Poiché gli obiettivi indicati interesseranno tutti i cittadini, siamo andati e vedere questo "contratto di governo alla tedesca".

Vogliamo evidenziare alcuni punti programmatici, in particolare quelli che prevedono spese a carico dello Stato, cioè dei cittadini.

Partiamo dalla lotta alla violenza, che, in effetti, non trova contrasto, perché: chi sarebbe a favore della violenza?

Proseguiamo con il sostegno alle famiglie con il piano asili e  incentivi fiscali, poi il sostegno monetario ai figli.

Per la sicurezza si prevede di aumentare le forze dell'ordine (dimenticando che siamo il terzo Paese al mondo per numero di poliziotti in rapporto alla popolazione).

Per contrastare la povertà e la disoccupazione si prevede il salario minimo garantito e il sostegno al reddito.

Sono previsti interventi per l'edilizia scolastica e carceraria.

Una domanda sorge spontanea: dove si trovano i soldi per fare tutte queste belle cose?

Sono passati più di 60 giorni dalla data delle elezioni, la ricreazione è finita e occorre tornare in classe a studiare e a fare i compiti.

Ricordiamo, per inciso, che il programma elettorale del M5S, prevedeva un "buco" di 64,2 miliardi, quello della Lega, FI e FdI, di 53,8 miliardi e quello del PD di 38,2 miliardi.

Stati Uniti d'Europa

 

Mentre partiti e movimenti giocano al rimpiattino, arroccandosi sulle proprie posizioni, la Banca Centrale Europea (BCE) prosegue nell'acquisto dei titoli di Stato, mantenendo bassi i tassi di interesse. Dal 2015 la BCE ha acquistato titoli di Stato italiani per un valore di 337 miliardi di euro, garantendo la stabilità dei tassi. L'intervento della BCE non riguarda solo l'Italia, ma il nostro Paese ha il problema del terzo debito pubblico mondiale e un terzo dei nostri debiti è in mano straniera.

Se non ci fosse l'intervento della BCE, il differenziale (lo spread) tra titoli di Stato italiani e tedeschi (Btp-Bund) salirebbe verticalmente, facendo aumentare il debito pubblico che, ricordiamo, oggi è di circa 2300 miliardi di euro; è come se ogni italiano, neonato e novantenne, avesse un debito di circa 38 mila euro.

In sintesi, verrebbe meno la stabilità economica del nostro Paese.

 

LA SAGRA "INTERNA" DELLA FIERA DI FOGGIA

 

Da appuntamento internazionale a sagra interna per pochi intimi.

La Fiera Internazionale dell'Agricoltura e della Zootecnia di Foggia, nell'anno della vigilia della sua 70esima edizione, ha galleggiato in una imbarazzante incertezza di scopi e obiettivi.

La Fiera di Foggia da luogo di approdo naturale dei prodotti agricoli e zootecnici, soprattutto derivati dall'allevamento ovino, è diventata la sagra delle ovvietà, passerella per pochi intimi e luogo d'incontro degli amici dei soliti noti, che dal 2011 avevano promesso di rilanciare la campionaria foggiana e che hanno saputo regalare solo una gestione commissariale, con le sue decisioni bocciate anche dall'ANAC, anticamera del definitivo affondamento dell'ente autonomo, un tempo orgoglio della Capitanata e della Puglia.

Ora è tempo di dire basta al commissariamento e ai silenzi del governo regionale, che continua a evitare di prendere una decisione chiara e precisa sul futuro della Fiera.

Si volti pagina al più presto, si eviti ulteriori perdite di tempo e si lavori, sin d'ora, a fare del 70esimo anniversario un evento veramente internazionale e di grande respiro per ospiti e manifestazioni.

 

Sigarette elettroniche

il liquido in contenitori con etichette fuorvianti e pericolose

 

Vendere il liquido per sigarette elettroniche, che ha nicotina, in contenitori con etichette che ricopiano prodotti alimentari (es. frutta)?

E' successo negli USA, ed è dovuta intervenire la FDA (Food e and Drug Administration), l'equivalente del nostro Istituto Superiore di Sanità, per richiamare le ditte produttrici di tali contenitori.

Le etichette pericolose sui contenitori potrebbero attirare l'attenzione dei bambini, specialmente di età inferiore ai 6 anni, e indurli a bere o toccare il contenuto. Gli effetti sono piuttosto gravi: convulsioni, arresto respiratorio e cardiaco.

Come sia venuto in mente ai produttori di liquidi per sigarette elettroniche di piazzare sul mercato contenitori che riproducono immagini di frutta, biscotti o caramelle è incomprensibile.

Pur di vendere paragonano la nicotina ad una mela!

 

Regione Lazio

Edilizia popolare

 

Nei cinque anni appena trascorsi la situazione delle Ater si è aggravata, come testimonia lo stato comatoso dell'Ater del Comune di Roma.

Gli Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica) è la nuova denominazione degli Istituti autonomi case popolari, il cui compito è quello di realizzare e gestire le abitazioni per i meno abbienti, calmierando i prezzi di locazione.

Nel Lazio gestiscono un cospicuo patrimonio abitativo.

Il neo presidente Nicola Zingaretti ha dichiarato, nel corso della recente campagna elettorale, che occorre una riforma delle Ater del Lazio. Prendiamo atto di questo impegno e ci auguriamo che non finisca come nella scorsa legislatura, quando la riforma restò impantanata in Consiglio per i veti posti dai diversi partiti. Infatti, ci si limitò alla riforma dei Consigli di Amministrazione, riducendo il numero dei consiglieri da cinque a tre (tranne Roma, in ragione della sua importanza in termini di patrimonio immobiliare), senza, però arrivare ad una riforma sostanziale degli enti. Così, per cinque anni le Ater sono rimaste, e lo sono tutt'ora, commissariate.

Le Ater nel Lazio sono ben sette. Una ciascuna per le Province di Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti e ben tre nella provincia di Roma (Provincia di Roma, Comune di Roma e Comune di Civitavecchia). Sarebbe opportuno istituire una sola Ater regionale, con direzioni operative nelle province. Si eviterebbero, così, presidenti, consigli di amministrazione e collegi dei revisori dei conti e si darebbero un indirizzo programmatico e una gestione dei fondi (già scarsi) più razionale.

Smantellare i carrozzoni e diminuire i costi dovrebbe essere una priorità per la giunta Zingaretti.

 

Poste Italiane e Cantiere Consumatori

 

Poste Italiane ha annunciato il solito "tavolo permanente" con le solite associazioni di consumatori. Stavolta il nome è "Cantiere Consumatori", nome nuovo per iniziative vecchie ed inutili.
"Il Cantiere consumatori prenderà visione in anteprima delle nuove offerte di Poste Italiane ed esaminerà i principali dati sulla qualità e sull'andamento dei reclami; curerà inoltre la realizzazione di moduli formativi per il personale degli uffici postali, organizzerà incontri sul territorio, elaborerà indagini per migliorare i servizi e potrà realizzare campagne informative e guide su specifici servizi e prodotti di particolare complessità".

Come sempre, l'iniziativa è solo di facciata mentre la sostanza delle cose resta immutata.

Rimanendo in tema di "cantiere", infatti, si chiede al capomastro-Poste Italiane e ai muratori-associazioni di consumatori che usano termini al futuro, che fine hanno fatto le mille questioni del passato ancora irrisolte.

Le domande:

1) perché il Paccocelere3 continua a mantenere il numero 3 nonostante il termine di consegna sia ora di 4 giorni.

2) è stato fatto qualcosa per migliorare le procedure di successione dei rapporti intrattenuti presso Poste Italiane, procedure ai limiti dell'impossibile per le successioni.

3) che fine ha fatto la promessa di Poste Italiane a Il Sole 24Ore di pagare immediatamente il corretto importo dei buoni postali con timbro errato senza costringere il beneficiario a ricorrere all'Arbitro Bancario o al Tribunale.

4) cosa è stato fatto contro certi metodi di vendita che sembrano barzellette.

Ci sarebbero molti altri argomenti, ma ci fermiamo qui, perché sappiamo che non arriverà risposta ad alcuna domanda.

Tuttavia, nel frattempo fanno il "cantiere coi consumatori", il quale, parlando al futuro, manco a dirlo, sarà uguale al presente e al passato.

 

Disabilità

Giro d'Italia a vela del velista disabile Marco Rossato, oltre tutte le barriere

 

L’Arsenale di Venezia è stato testimone indiscusso dell’inizio di un’impresa importante quanto il luogo fisico che l’ha ospitato: la partenza di Marco Rossato, velista con disabilità agli arti inferiori, che circumnavigherà i mari italiani in solitaria con il suo fedele cagnolino Muttley sul Trimarano Dragonfly800 Swing Wing.

Il progetto si chiama 'TRI sail4all' ed è organizzato dall’associazione I Timonieri Sbandati mentre il Trimarano è prodotto in Danimarca dall’omonimo cantiere che vanta oltre 50 anni di esperienza nel multiscafo.

Oltre cento persone da tutta Italia sono arrivate all’Arsenale di Venezia, cornice magnifica e piena di fascino, per essere presenti a questo momento così importante e per augurare “Buon vento” a Marco.

“Siamo molto contenti che la partenza di questa iniziativa si sia svolta proprio qui nell’antico Arsenale di Venezia - ha detto il Contrammiraglio Andrea Romani, Comandante dell’Istituto degli studi militari marittimi e del presidio Marina militare di Venezia - Queste iniziative sono in linea con ciò che la Marina fa da sempre, la Marina è da sempre sensibile ai temi della solidarietà civile”.

Il viaggio prevede 63 tappe e ha come obiettivi: rilevare e verificare l’accessibilità dei porti italiani, sensibilizzando le varie Autorità Locali affinché possano rendere i porti stessi sempre più fruibili da parte di tutti per tutti. In tal senso, durante il viaggio verranno effettuate riprese per raccogliere informazioni sull’accessibilità e sui servizi del porto ospitante e il tutto verrà poi condiviso in un’apposita mappa, consultabile online in forma gratuita.

Marco, inoltre, vuole dimostrare con questa esperienza che se la navigazione viene fatta con professionalità, chiunque ha il diritto di vivere il mare e che quindi la patente nautica dev’essere uguale per tutti.

Marco si propone inoltre una capillare diffusione dei princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, in perfetta continuità con il noto Progetto WoW (Wheels on Waves, ovvero “Ruote sulle onde”), che lo scorso anno ha visto Andrea Stella, amico di Rossato, solcare le acque dell’Atlantico e poi del Mediterraneo con il suo catamarano 'Lo Spirito di Stella'.

“Con Andrea ci conosciamo dal 2009 e condividiamo sogni e progetti - ha detto Marco - Siamo tutti e due vicentini e insieme ci teniamo moltissimo a far passare il messaggio che se siamo riusciti a togliere le barriere dal mare non capiamo perché nelle nostre città ci sono tutte queste difficoltà”.

I prossimi pit stop saranno Chioggia e Ravenna e poi la discesa dell’Adriatico passando per la Puglia, la Calabria e la Sicilia per poi tornare verso Nord e finire l’avventura a Genova dove Marco parteciperà al Salone Nautico in programma il 22 settembre.

Il viaggio è reso possibile grazie alla preziosa disponibilità delle sezioni della Lega Navale e del Lions club.

Un camper attrezzato lo accompagnerà via terra, e Muttley, che ha già un suo fan club su Facebook, gli terrà compagnia cercando di non “fargli mai perdere la giusta rotta”.

Il cielo terso ha accompagnato le emozioni di tutti i presenti. Marco è salpato domenica intorno alle 13 tra i brindisi e gli applausi dei presenti, soltanto un attimo prima timorosi forse di possibili imprevisti erano in silenzio come in apnea, che lo hanno spinto verso il largo con lo sguardo e con il cuore.

Un grazie speciale va a B.Braun partner dell’iniziativa 'TRI Sail4All' che vuole supportare Marco nella sua impresa attraverso i dispositivi per incontinenza B. Braun, adatti anche agli sportivi, in modo da rendere il suo viaggio confortevole e sicuro. B. Braun (www.bbraun.it) è un’azienda globale che opera dal 1839 al servizio della salute: da oltre 175 anni sviluppa farmaci, dispositivi medici e soluzioni per migliorare la Sanità in tutto il mondo. Le divisioni Aesculap, Hospital Care e Out Patient Market sviluppano soluzioni efficaci attraverso il dialogo costruttivo con clienti e partner per proteggere la salute e migliorare la vita delle persone, in modo sostenibile.

 

PRODOTTI A MARCHIO PUGLIA

LEGGE TUTELA LA TRADIZIONE AGROALIMENTARE REGIONALE

 

La legge che favorisce i prodotti a marchio Puglia a chilometro zero, garantisce maggiore rispetto per il territorio, più considerazione per le buone pratiche alimentari, adeguato sostegno ai piccoli produttori locali, puntando sulla qualità della produzione e sulla biodiversità.

Non è una legge autarchica, né una sconfessione del libero mercato, ma è un rafforzativo della identità produttiva della Puglia, non solo per quanto riguarda grano, olio, pane e vino, ma anche per i tanti prodotti, ingiustamente definiti, "minori" che solo il segno più evidente della varietà di prodotti del territorio pugliese.

Nell'elenco nazionale dei prodotti tradizionali, la Puglia può vantare oltre 200 prodotti tipici agroalimentari, molti dei quali sono sconosciuti agli stessi pugliesi. Per questo la legge aiuta a tenere viva la tradizione enogastronomica regionale e incrementa le occasioni di conoscenza di prodotti e produttori che hanno difficoltà d'imporsi sul mercato.

 

SANITÀ

ACCENTRAMENTO SERVIZIO MENSA

NON È SINONIMO DI QUALITÀ DEL SERVIZIO

 

La gestione unica del servizio mensa ospedaliera se può portare benefici sui costi, comporta incognite sulla qualità del servizio offerto e sulla garanzia dei livelli occupazionali, senza considerare che si renderebbero nulli i vari interventi di ristrutturazione delle cucine di molti ospedali con sperpero d'importanti risorse pubbliche.

Siamo a una scelta discutibile, che porterà benefici solo per una minima parte sui bilanci e sulla organizzazione del servizio sanitario regionale, a fronte dell'apertura di numerose rivendicazioni sindacali e sull'aumento della precarizzazione nel settore. Tutto questo mentre l'ISTAT fotografa una crescita della disoccupazione al Sud e un ricorso sempre più massiccio ai contratti a termine che impediscono la pianificazione di una prospettiva di vita per molte giovani coppie.

La sanità di alcune regioni (esempio la Puglia), mentre si apprestano ad archiviare la stagione del blocco delle assunzioni e del taglio delle risorse, invece di garantire, ripartendo da essi, i servizi che permettono una gestione più a stretto contatto con i territori di riferimento, s'infilano in un vicolo cieco di accentramento della gestione delle risorse e dei servizi.

La strada da battere, per evitare gli sperperi nella sanità regionale, non è quella di contrastare gli sprechi alimentari, ma di combattere le lunghe liste di attesa, favorire gli adeguamenti contrattuali, garantire la massima professionalità del personale, tutelare la qualità dei servizi.

Si eviti di procedere a colpi di giunta, senza passare per il Consiglio regionale, sull'affidamento a un soggetto unico della gestione del servizio mensa negli ospedali, sarebbe un segnale di grande attenzione verso il settore e verso i tanti lavoratori che sono impegnati nel settore della ristorazione ospedaliera. Non si riforma la sanità con atti d' imperio, ma condividendo le scelte e i tempi con la maggioranza che sostiene il governo regionale.

 

PUGLIA

CONSIGLIO REGIONALE VUOLE UCCIDERE CANI E GATTI

Una nuova proposta di legge in esame in questi giorni prevede l’abbattimento degli animali domestici inselvatichiti per prevenire danni agli agricoltori e allevatori. Rosati: decisione assolutamente illegale, oltre che immorale. LNDC pronta a dare battaglia.

 

Nei giorni scorsi, durante una seduta congiunta della II e IV commissione del Consiglio Regionale della Puglia, il presidente della II commissione ha abbandonato i lavori in segno di protesta per una decisione dei suoi colleghi. Le commissioni, infatti, erano riunite per esaminare la proposta di legge intitolata “Norme in materia di prevenzione, contenimento ed indennizzo dei danni da fauna selvatica. Disposizioni in materia di smaltimento degli animali di allevamento oggetto di predazione e di tutela dell’incolumità pubblica” e conteneva la previsione di abbattere anche gli animali domestici – cani e gatti – inselvatichiti. 

In una lettera a Michele Emiliano, Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection ha chiesto al Presidente della Regione Puglia di ricordare ai suoi consiglieri le basi della tutela legale degli animali d’affezione. Secondo i principi generali della Legge Quadro 281/91, infatti, “Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente.”. Inoltre, questi animali possono essere soppressi esclusivamente tramite eutanasia e solo se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. La decisione del Consiglio Regionale quindi è inaccettabile non solo da un punto di vista morale, ma anche da quello legale.

Come Presidente e attivista LNDC mi sono sempre schierata contro ogni forma di crudeltà sugli animali di ogni specie”, afferma Piera Rosati.Dalla caccia al cosiddetto abbattimento selettivo, dagli allevamenti alla macellazione e fino alla sperimentazione animale. Nonostante le nostre battaglie però queste attività sono ancora purtroppo consentite dalla legge, ma la 281/91 a protezione almeno degli animali d’affezione fu un grande traguardo che tutt’oggi fatica ad essere ricordata e rispettata. Su questo non possiamo transigere e non lasceremo passare la cosa sotto silenzio”.

Seguiremo gli sviluppi di questa proposta di legge e faremo tutto ciò che è in nostro potere affinché questo obbrobrio immorale e illegale non trovi attuazioneconclude Rosati.

Roma Capitale

Cosa fa la sindaca Raggi?

Sfila

 

Un abito in broccato laminato, nel colore Blu Balestra. Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, si è presentata al Dinner Gala di villa Miani, in occasione dei festeggiamenti della gara automobilistica della FormulaE.

La ricordavamo con un semplice tailleur blu con fascia tricolore, ma i tempi passano e nuove esigenze incombono. Il broccato laminato blu fa da cornice ad un bianco incarnato, risaltando l'impalpabile nuance, fluita da incessante impegno che nulla lascia operare alle saette di Febo e, mentre passeggia leggiadra tra i saloni di villa Miani, la città sprofonda, le strade si riducono a colabrodo, del trasporto pubblico è rimasto solo il nome di pubblico, la "monnezza" fa parte dell'arredo urbano, di fiumi, oltre al Tevere, se ne vedono in abbondanza nelle strade cittadine quando piove.

In compenso, permette gare automobiliste, bloccando un intero quartiere, il massiccio e razionalista EUR, e offende la plurisecolare piazza del Popolo, permettendo un'umiliante esibizione tennistica.

Circenses, deve essere la scelta politica della sindaca Raggi. Il resto si vedrà.

 

ONU

Nazioni Unite da chiudere?

 

Mentre nel Bel Paese si rinnova la canzone di Enzo Jannacci, "Vengo anch'io, no tu no", con il M5S e il Centrodestra (o Destracentro) che si rimpallano divieti e interdizioni, dando luogo alle italiote furbizie tattiche, che ci ricorda una altra canzone, quella di Claudio Baglioni, "Non è cambiato niente", l'ONU si appresta ad alcune nomine che ci inducono a pensare che è meglio chiudere questa organizzazione e dedicarsi a costruirne altra, con Paesi il cui grado di civiltà, libertà e uguaglianza abbiano un denominatore comune.
Vediamo.

a) Arabia Saudita: presiederà il Consiglio per i Diritti Umani;

b) Iran: presiederà la Commissione per i Diritti delle Donne;

c) Turchia: avrà la supervisione delle organizzazioni non governative per i diritti umani;

d) Siria: presiederà la Commissione per il Disarmo (tutte le armi, chimiche incluse).

L'ONU dovrebbe tutelare lo sviluppo della cooperazione internazionale in tema di giurisprudenza, sicurezza, sviluppo economico, progresso sociale, difesa dei diritti umani e della pace.

Con queste nomine, visto come questi Paesi agiscono al loro interno e non solo, proprio negli ambiti per cui sono stati designati a presiedere (manca solo la presidenza dell'Ungheria

di Victor Orban ad una commissione per i diritti dei migranti), non ci siamo proprio. Meglio azzerare tutto e ricominciare.


I SINDACI DEL TERRITORIO COMPATTI NEL SOSTENERE LA CANDIDATURA OLIMPICA DI TORINO

 

Spirito di squadra dell’intero territorio metropolitano e grande apprezzamento nei confronti di Chiara Appendino per aver saputo cogliere le richieste dei colleghi Sindaci delle montagne e delle valli e gestire la delicata fase della manifestazione d’interesse per la candidatura di Torino alle Olimpiadi Invernali del 2026: oggi nella sede della Città metropolitana di Torino una cinquantina di sindaci hanno condiviso con la collega Appendino, con il Vicesindaco metropolitano Marco Marocco e con l’Assessore allo sport del Comune di Torino, Roberto Finardi le prossime tappe del confronto con il Coni e con il Cio.

L’ipotesi di una candidatura olimpica congiunta Torino-Milano non solo non è condivisa, ma non è mai stata presa in considerazione: lo ha ribadito la Sindaca Appendino ai colleghi presenti, facendo il punto sulla fase di interlocuzione con il Cio che l’amministrazione comunale torinese ha avviato presentando la manifestazione di interesse all’organizzazione dei Giochi Invernali del 2026. La Sindaca ha proposto che tutti i 316 Sindaci della Città metropolitana sottoscrivano una lettera al Presidente del Coni, Giovanni Malagò, in cui viene ribadito con forza che l’unica candidatura presa in considerazione dal territorio è quella della Città di Torino, che ha una legacy e un notevole patrimonio di credibilità da spendere nel confronto con il Comitato Olimpico Internazionale. Occorre però che, prima possibile, il Governo che auspicabilmente entrerà in carica nelle prossime settimane, prenda posizione sulla sostenibilità economica della candidatura. Entro la fine di maggio una delegazione del Cio sarà a Torino per una prima presa di contatto con l’amministrazione comunale. Entro giugno la Città di Torino sarà invitata dal Cio a Pechino, per un confronto in cui l’amministrazione cittadina dovrà esplicitare la sua visione programmatica in merito a quelli che, nelle linee guida del Cio stesso, dovranno essere Giochi Invernali all’insegna dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale.

La Sindaca ha anche spiegato che la costituenda associazione Torino 2026 dovrà coinvolgere la Città di Torino, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana e tutti i Comuni del territorio in un’attività di studio e preparazione di quella che, nel gennaio 2019, potrebbe diventare una candidatura ufficiale, in vista della scelta definitiva della città ospitante, che avverrà nel settembre del prossimo anno. Nell’incontro odierno hanno preso la parola Sindaci e amministratori sia delle valli olimpiche del 2006 che di altri territori. È largamente condivisa tra gli amministratori locali la convinzione che le Olimpiadi del 2026 potrebbero avere ricadute positive sull’intero territorio metropolitano e proprio per questo la Sindaca ha proposto che lo Statuto dell’associazione Torino 2026 preveda la creazione di un Comitato territoriale che coinvolga tutti i 316 Comuni e ne raccolga le esigenze e le proposte. La condivisione degli obiettivi, ha ribadito Chiara Appendino, rafforzerà Torino e l’intera Città metropolitana nel confronto con il Coni, con il Governo e con il Cio, consentendo di porre nella giusta luce gli atout infrastrutturali e ambientali su cui la candidatura può contare.

 

Volontariato animalista finalmente incluso

 

L’estensore dei decreti per la Riforma del Terzo Settore ha confermato la previsione della tutela degli animali e prevenzione del randagismo tra le attività di interesse generale previste dal Codice, anche grazie alle ragioni espresse dalla Presidente LNDC in una lettera aperta indirizzata ai Presidenti di Camera e Senato.

A luglio dello scorso anno, con il Decreto Legislativo n. 117, veniva emanato il Codice del Terzo Settore con l’obiettivo di regolamentare le attività e la gestione delle organizzazioni no-profit. Inspiegabilmente, però, l’articolo 5 del Decreto non contemplava in alcun modo le associazioni di protezione animale nell’ambito delle attività di interesse generale, che invece comprendevano tutte le altre attività di volontariato. Tale gravissima mancanza fu oggetto di un’accorata lettera aperta della Presidente LNDC Piera Rosati e indirizzata ai Presidenti di Camera e Senato. In tale occasione, la Presidente Rosati ha sottolineato l’importanza del volontariato animalista nella società civile e l’impegno costante di tali associazioni per sopperire alle inadempienze delle istituzioni per quanto riguarda la tutela degli animali, la lotta al randagismo e l’assistenza alle famiglie con animali, in particolare nelle situazioni di calamità. LNDC infatti, forte dell’esperienza maturata in occasione dei terremoti e dell’emergenza neve in centro Italia, si è fatta promotrice dell’iniziativa di istituire una Protezione Civile Animale. Grazie a un’attivista LNDC, la lettera della Presidente Rosati è stata posta all’attenzione dell’Avvocato Gabriele Sepio, Consulente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nella sua qualità di estensore dei decreti per la riforma del Terzo Settore, l’avv. Sepio si è dimostrato molto collaborativo e interessato a questa tematica, confermando infine l’avvenuta modifica da parte del Consiglio dei Ministri dell’art. 5 del citato D.Lgs. 117/2017, con l’aggiunta della “tutela degli animali e prevenzione del randagismo, ai sensi della Legge 14 agosto 1991, n. 281”. Ora il testo dello schema di Decreto correttivo del Codice del Terzo Settore, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del giorno 21 marzo 2018, dovrà passare al vaglio delle commissioni parlamentari competenti per poi essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro agosto.

“Sono soddisfatta e ringrazio l’avvocato Sepio per aver ascoltato le nostre ragioni”, afferma Piera Rosati. “Ora mi appello di nuovo al Parlamento appena insediato affinché questo provvedimento venga approvato e si riconosca finalmente il valore dell’associazionismo animalista e il suo apporto fondamentale per la comunità”.

 

FATTI DELLA VITA

NON C'E' SOLO IL VITALIZIO DEGLI EX PARLAMENTARI

 

Vero scandalo  sono le "doppie pensioni" dei parlamentari.

Logica vuole che un dirigente o un giornalista che venga eletto in Parlamento, vada in aspettativa e versi i contributi soltanto per l'attività di parlamentare.

Non è così.

Grazie ad una distorta interpretazione dell'articolo 31 dello Statuto dei Lavoratori, i parlamentari in questo caso possono continuare a versare la loro quota di contributi alla Cassa di provenienza, e la quota spettante al datore di lavoro (di norma i 2/3), essendo loro in aspettativa, resta a carico della Cassa Previdenziale interessata (INPS, INPGI, ecc.). E naturalmente continuano ad avere diritto in parallelo anche al vitalizio da parlamentare.

Vogliamo cancellare una volta per tutte questa palese indecenza? –

Maggiori informazioni nel testo (https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24747)

 

flat tax al 15%?

Sogno o realtà

 

Quale contribuente non sarebbe felice nel vedersi abbassare le tasse che, oltretutto, sono onerose?

L'attesa felicità del contribuente è stata fatta propria dalla Lega che, per bocca del suo segretario, Matteo Salvini, vuole portare la tassazione al valore unico del 15% (flat tax o tassa piatta), così, dice.

I contribuenti così avranno in mano più soldi da spendere e questo farà ripartire l'economia, innescando un circolo virtuoso che porterà, anche, a maggiori entrate tributarie. Inoltre, la bassa tassazione indurrà a minore evasione ed elusione.

La proposta leghista della flat tax riguarda il nucleo familiare, con una deduzione dell'imponibile di 3.000 euro per componente. Costo dell'operazione 40 miliardi di euro, da recuperare con la rottamazione delle cartelle esattoriali e, come detto, da minore evasione e dal "circolo virtuoso" che si produce

Questo il sogno, poi c'è la realtà.

Vediamo.

Evasione ed elusione.

La flat tax, come detto nella proposta, riguarda i nuclei familiari, in larga parte percettori di stipendi o pensioni, quindi l'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), che sono a "busta paga", sulla quale viene calcolata la tassazione: l'evasione è impossibile. La maggiore evasione/elusione, riguarda, invece, l'Iva, per circa 100 miliardi l'anno.

Circuito virtuoso.

La flat tax consentirebbe alle famiglie di avere maggiori disponibilità che potrebbero essere destinate ai consumi, dando un impulso all'economia, ma i Paesi che hanno adottato la flat tax, con effetti positivi,  hanno una economia non  paragonabile all'Italia. L'unico esempio, paragonabile, potrebbe essere quello della Russia che adottò una flat tax al 13%, nel 2001, ed ebbe un aumento del PIL (prodotto interno lordo).  Il Fondo Monetario internazionale, però, sottolinea come non vi siano prove di un forte effetto collaterale della riforma con l'aumento del PIL, probabilmente dovuto ad altri fattori (es. aumento del prezzo del petrolio di cui la Russia è ricca). Insomma, è difficile correlare la flat tax alla crescita economica.

Vedremo, alla prova dei fatti, se la flat tax è stata propaganda elettorale o sarà uno dei primi adempimenti di un governo a guida leghista.

 

Il Paese delle violazioni al Codice della strada

Situazione preoccupante

Senza uscita?

 

La ragioneria dello Stato ci fa sapere che le multe per infrazioni al codice della strada sono in crescita vertiginosa, soprattutto quelle inflitte per lo sforamento dei limiti di velocita’. E, giustamente, diversi media oggi ne danno notizia, evidenziando il primato per città come Firenze, Bologna e Milano.

Vediamo.

Esame di guida.

Oggi, rispetto al passato, la selezione per superare l’esame di guida é maggiore e più rigida. Quindi, in teoria: guidatori più disciplinati.
Informazione.

Dalle cuole dell’obbligo, per i futuri utenti, è più massiccia e mirata: un ragazzino di oggi spesso sa molto di più sul codice della strada che non il nonno o la nonna.

Tecnologia per gli utenti.

Le auto in commercio sono più precise e meglio attrezzate per stimolare gli utenti al rispetto delle norme.

Tecnologia per l’autorità.

Gli strumenti di rilevamento automatico sono sempre più diffusi, mediamente ben segnalati. E i costi per dotarsene, visto il mercato, sempre più accessibili.

Infrastrutture.

L’organizzazione della mobilità urbana ed extraurbana, pur se le deficienze sono spesso abissali rispetto alle esigenze, mediamente è migliore del passato.

Cultura.

Dopo il boom della mobilità privata nella seconda metà del secolo scorso, la situazione è più mitigata: inquinamento ambientale (aria e traffico), alternative spesso valide (economicamente e salutisticamente) alla mobilità privata, hanno ridimensionato il mito della velocità, del bullismo del settore, dello status symbol (mobilità ciclistica urbana, mobilità ferroviaria più diffusa e veloce, hanno dato e danno il loro contributo). C’ì ancora molto da “lavorare” (per chi disincentiva la mobilità privata), ma i primi effetti si vedono, anche se il nostro Paese (esempio mobilità urbana ciclabile) è anni luce indietro rispetto alla maggior parte delle città europee, e non solo.

Nonostante questo, le multe per infrazioni al codice della strada sono in crescita, con percentuali e spese pro-capite da capogiro. Si pensi al fatto che una città media come Firenze, nel 2017 ha riscosso il maggiore importo pro-capite di tutti i capoluoghi (129,3 euro), con un incremento del 32,3%. Anche se Bologna, con meno spesa pro capite – 127,9- ha una percentuale maggiore di crescita, 39,1. E i bilanci di previsione per l’anno in corso, sono sempre più generosi per questi incassi che, all’80%, rimangono nelle casse comunali.

Cosa che non torna?

Non si ha una risposta chiara e semplice. Ma registriamo un fenomeno preoccupante a cui le amministrazioni comunali non solo non riescono a dare risposta, ma ci sguazzano dentro, aggravando la situazione. I Comuni dovrebbero servire a farci vivere meglio, più sicuri e più felici, ma se c’è una divaricazione tra le loro politiche e la reazione e il rispetto dei cittadini, qualcosa non funziona. La tendenza, al di là dei casi specifici, è generale. Sembra una sorta di imbarbarimento dei rapporti civici all’interno dell’urbe: da una parte l’amministrazione che risponde solo con il rafforzamento delle sanzioni e la mancanza di servizi alternativi all’altezza delle mutate situazioni; dall’altra i cittadini che, consapevoli e talvolta vittime di questo imbarbarimento, si attrezzano per sopravvivere, facendo virtu’ dell’arrangiarsi, del fai da te, dell’elusione, della furbizia. Il risultato è il gioco al massacro
delle multe che aumentano e della sempre maggiore sfiducia dei cittadini nell’istituzione.

Colpa dei cittadini?

Se così fosse, che ci stanno a fare le istituzioni se non svolgono la loro funzione di regolatori, disciplinatori ed educatori? Per far capire che non stiamo solo facendo teoria e difesa preconcetta del “povero cittadino indifeso”, facciamo un solo esempio.

Firenze. L’amministrazione ha degli autovelox sui viali di circonvallazione del centro storico e in entrata/uscita sulla direttiva Pisa che sono da scandalo: l’80% di chi, multato, presenta ricorso al giudice di pace, viene riconosciuto nel giusto. Qualcosa dovrebbe non funzionare: per chi non rispetta i limiti (le multe vengono comminate sempre per sforamento dei limiti e levate non per difetti tecnologici, ma per vizi normativi di installazione degli autovelox), e per chi perdura nel mantenere queste installazioni. Per il perdurare, il Comune ha solo fatto un calcolo matematico: quanti sono informati che queste installazioni sono illecite, e quanti fanno ricorso? Pochi! Quindi, visto che il bilancio tra ricorsi e incassi pesa a suo vantaggio, il Comune continua a mantenere queste installazioni. Per chi sfora i limiti di velocità, invece, gioca molto la disattenzione, soprattutto dovuta al fatto che spesso questi limiti sono incongruenti con la percezione del tipo di strada che si sta percorrendo (soprattutto per i viali in direzione ed entrata da Pisa).

Non si vuole giustificare chi viola i limiti, ma capire perché questo avviene e, soprattutto, perché perdura. Non siamo scevri dal pensare che il perdurare sia in buona parte dovuto al fatto che al Comune la situazione attuale, visti gli incassi, gli stia bene e perciò non fa nulla in proposito, se non razionalizzare l’esistente così che continui ad esser tale.
E’ questa la funzione di un’amministrazione comunale? Cioè solo poliziotta e non essenzialmente amministratrice?

La domanda che nasce dallo specifico, crediamo si possa adattare anche al generale.

 

Cambio casacca

Il caso M5S e Forza Italia

 

Nel corso della passata legislatura circa un terzo dei parlamentari ha "cambiato casacca", cioè ha migrato verso altri gruppi parlamentari o ha aderito al gruppo Misto, il che ha suscitato indignazione e risentimento nei cittadini.

La Costituzione, all'art. 67, recita "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato", il che vuol dire che, nel momento in cui un cittadino è eletto, non rappresenta più né i propri elettori né il proprio partito, ma tutto il popolo. E' una disposizione prevista nei Paesi democratici.

Questa norma consente, però, i "cambi di casacca", di cui sopra, attività nella quale primeggiano i nostri rappresentanti istituzionali, eletti, beninteso, dal popolo.

Contro questo andazzo si erano espressi vari esponenti politici, in particolare quelli di Forza Italia (Berlusconi)  e del M5S (Di Maio e Di Battista), che proponevano di modificare la Costituzione introducendo il "vincolo di mandato"

Proposte contraddette, pochi giorni dopo, dallo stesso Silvio Berlusconi, che si è detto pronto ad accogliere i fuoriusciti del M5S, promettendo l'indennità integra, senza devoluzioni, al quale hanno risposto, sia Di Maio, definendo traditori coloro che cambiano "casacca", sia Di Battista che ha parlato di mercato delle vacche.

Proprio in questi giorni, però, il gruppo parlamentare senatoriale del M5S si è dato un regolamento interno che prevede il "cambio di casacca". Il regolamento recita: "Eventuali richieste di adesione provenienti da senatori precedentemente iscritti ad altri Gruppi potranno essere valutate, purché siano incensurati, non siano iscritti ad altro partito, non abbiano già svolto più di un mandato elettivo oltre quello in corso, ed abbiano accettato e previamente sottoscritto il "Codice etico".

Insomma, per entrambi, M5S e FI, sono ben accetti chi "cambia casacca" in loro favore, perché sono redenti, liberati, illuminati sulla via di Damasco, mentre chi fuoriesce, è un traditore, un miscredente da condannare e, sanzionabile, addirittura con 100 mila euro, come prevede il M5S.

E le sdegnate dichiarazioni preelettorali?

Nel cestino dei rifiuti.

Il M5S aveva criticato FI: siamo al mercato delle vacche preventivo, dicevano. Ora, a parti inverse, siamo al mercato delle vacche successivo, per opera del M5S.

 

Fico e i privilegi che non ci sono

 

"Rinuncio all'indennità da presidente della Camera. L'epoca dei privilegi è finita".

Così la dichiarazione del neo presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico.

Il fatto è che non c'è nessun privilegio.

Il presidente della Camera riceve un'indennità, aggiuntiva a quella di deputato, in virtù della carica che ricopre e, se è superiore a quella del semplice deputato, è perché ha un lavoro più rilevante e complesso, così come un direttore d'orchestra è pagato di più rispetto al semplice musicista.

Se il presidente Fico vuole rinunciare a un'indennità aggiuntiva, è scelta encomiabile, che nulla ha a che vedere con i privilegi.

Il gesto ha dei precedenti.

Prima di Fico, Antonio Tajani (Forza Italia), attuale presidente del Parlamento europeo, ha rinunciato all'indennità di carica di mezzo milione di euro della Commissione europea, e ha tagliato del 20% le spese del Parlamento europeo. La stessa cosa fece Mario Monti, che rinuncio all'indennità di Presidente del Consiglio, con la motivazione: quando si chiede un sacrificio agli italiani, dobbiamo dare l'esempio.

"Dobbiamo tagliare i costi della politica e razionalizzare i costi della Camera", aggiunge il presidente Fico.

Ben venga la razionalizzazione delle spese, ma i costi della "politica" interna alla Camera quali sarebbero? I finanziamenti ai gruppi parlamentari dei quali anche quello del M5S usufruisce?

Vorremmo ricordare al presidente Fico che, nella sua veste, rappresenta l'intera Camera dei Deputati e non la sua parte politica, e l'intera Nazione, cioè 60 milioni di italiani, e non la sua parte politica, così come indica la Costituzione.

Posizioni di parte non sono compatibili con la carica che ricopre, salvo che non voglia dimettersi.

Occorre ricordarlo.

 

Elezioni 2018

Che governo?

 
Chi vuole governare l'Italia?

Gran parte degli italiani ha l'impressione che Salvini (centro-destra) e Di Maio (M5S), non abbiano intenzione di assumere il comando della nazione. Eppure, dichiarano il contrario.

Per governare occorre avere la maggioranza alla Camera dei Deputati e al Senato. I due non hanno i numeri sufficienti, ma rivendicano la carica di Presidente del Consiglio.

Salvini dichiara di aver avuto, come coalizione, il 37% dei voti, quindi i maggiori consensi,

Di Maio dichiara di essere il primo partito con il 32,6% dei voti.

Nessuno ha la maggioranza.

Un accordo?

Probabile.

Allora, i due dovranno fare un passo indietro.

Saranno uniti, salvatori e benefici per l’Italia?

Insieme sotto un premier proposto da Mattarella?

Appoggeranno un governo tecnico?

In entrambi i casi dovranno dare la fiducia al nuovo governo, il che significa che dovranno modificare il programma con il quale si sono presentati agli elettori.

Così si avrà: chi molto promette, poco mantiene. E la scusa: “Abbiamo le mani legate”.

Tutto proseguirà come prima, salvo piccoli aggiustamenti, con molto fumo e poco arrosto.

Nulla di nuovo, la musica è sempre la stessa, solo gli orchestrali cambiano. 

D'altronde, con un debito di 2300 miliardi è difficile, se non impossibile, realizzare le promesse elettorali. E' come entrare in una casa con il tetto pericolante che può cadere sulla testa da un momento all’altro.

Meglio evitare.

Nel frattempo un po’ di spettacolo non guasta.

 

PREVIDENZA

 

È sorprendente la ulteriore e quasi patetica presa di posizione del  FMI (Fondo monetario internazionale) contro i pensionati italiani, riguardo ai quali si tace invece che essi contribuiscono per oltre il 35% del gettito IRPEF, che diventa quasi il 95% con le imposte versate dai lavoratori dipendenti attivi. A questo proposito si dovrebbe essere trasparenti e riconoscere che in Italia per una pensione media l'aliquota marginale è del 33% mentre in Francia e in Germania è solo del 14%. È penoso pensare che una politica espansiva si debba fondare su un impoverimento generale della popolazione. Il peso della "spesa previdenziale pura" è pari all'11% del PIL , in linea con gli altri Paesi europei. Quindi non il 16% come si continua ad affermare da parte di FMI, OCSE e così via, con la commistione illegittima di previdenza ed assistenza. NO al "modello Grecia"!

 

Elezioni 2018

Lega e M5S hanno le stesse proposte all'80%; Pd e M5S al 15%; Lega e PD al 5%

E' fatta. Il Governo potrebbe insediarsi in pochi giorni.
Si analizzino le proposte di Lega, M5S e PD.
1) Lega e M5S hanno le stesse idee su: Europa, euro, Trump e Putin (politica estera), trattati internazionali, dazi, vincolo di bilancio, pensioni, immigrazione, liberalizzazioni, banche e vaccini;
2) PD e M5S hanno gli stessi pareri su: flat tax e armi;
3) Lega e PD hanno le stesse opinioni su: reddito di cittadinanza.

Queste le sintesi degli argomenti che sono elencati nei programmi presentati agli elettori, nel corso della campagna elettorale. Come si può vedere c'è una larga convergenza tra quanto proposto dalla Lega e quanto presentato dal M5S.
Senza "inciuci", il governo è pronto!

Il problema è che non ci sono due Presidenze del Consiglio dei Ministri, una per la Lega e una per il M5S. La diarchia non è prevista dalla nostra Costituzione.

Peccato.

 

Diritto, giustizia e pietà

 

Scrive Mattia Feltri, su La Stampa, di un fatto verificatosi ai primi del '900: un contadino abruzzese vide suo figlio, Ignazio Silone ancora bambino, ridere di un uomo che era portato via da due carabinieri. Il padre redarguì il figlio ammonendolo e ricordandogli che non si può ridere di un carcerato perché non può difendersi, perché può essere innocente e perché è un infelice.

In quella frase del contadino abruzzese, di più di un secolo fa, è raccolto il concetto di diritto, di giustizia e la pietà.

Beninteso, non siamo buonisti, né abbiamo la tendenza a giustificare tutto. Quando qualcuno afferma che la colpa di un fatto compiuto da una persona, è da attribuire alla società, agli amici, ai colleghi, ai genitori, alla scuola, o altra causa esterna, ricordiamo che esiste sempre la responsabilità individuale.

Vero è che la derisione, l'insulto, la villania, il dileggio fanno parte della comunicazione moderna.

Si è già condannati prima delle sentenze, per partito preso, perché si è alla ricerca del capro espiatorio o dell'untore di turno.

I media sono pieni di questi aspetti, perché aumentano le vendite e gli ascolti, cioè gli incassi per gli editori, che webeti, telebeti, facebeti, twittebeti non riescono a comprendere.

 

Il dramma del Sud Italia

 

Un terzo della popolazione vive nel Sud Italia, ma produce un quarto del PIL, un decimo di esportazioni, la metà sono disoccupati, due terzi poveri, il doppio di pensioni di invalidità rispetto al Nord Italia, 10 punti in meno per le valutazioni su matematica, scienze e comprensione di un testo, 27% di parti cesarei contro il 19% del resto del Paese, giustizia a rilento, malavita organizzata diffusa. Aggiungiamo che circa 60 miliardi di euro l'anno transitano, dal Nord al Sud, con le entrate tributarie maggiori al Nord dove si produce maggior reddito.

Questo, purtroppo il quadro della situazione del Sud Italia.

Che fare?

Ci sono le soluzioni assistenziali, quali il reddito di cittadinanza, che abbiamo evidenziato come bufale, ma i soldi sono finiti, anche perché gli esponenti politici provenienti dal Nord non hanno più intenzione di finanziare il Sud.

Cosa vogliamo?

Vogliamo una scuola che prepari i futuri cittadini all'uso degli insegnamenti ricevuti, didatticamente efficace, che premi i meritevoli, che non abbia paura di confrontarsi con realtà ad essa esterne, che non sia autoreferenziale e chiusa alle istanze innovatrici.

Vogliamo le liberalizzazioni e la concorrenza, per realizzare nuove opportunità di lavoro e migliori servizi per i cittadini, contro le corporazioni, pubbliche e private, che producono inefficienze e impediscono nuove opportunità di impiego per i giovani

Vogliamo una giustizia "giusta", per la certezza del diritto, che ponga sullo stesso piano accusa e difesa, che garantisca tempi certi dei processi, contro la gogna mediatica.

Vogliamo uno Stato di diritto, perché il cittadino si senta libero, e, nello stesso tempo, vincolato al rispetto delle leggi.

Su queste finalità si possono costruire programmi e obiettivi a medio e lungo termine. Senza slogan, bonus e conta storie.

 

Elezioni 2018

L'euro e i nostri politici vincenti

 

"L'euro è irreversibile" ha dichiarato Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europea (BCE).

Questa dichiarazione la mettiamo in parallelo con quanto hanno affermato i leader delle due forze politiche uscite vincenti dalle elezioni politiche.

Matteo Salvini ha dichiarato: tutti noi siamo consapevoli che l’euro è un esperimento fallito; il referendum sull'euro? Una sciocchezza; l'euro crimine contro l'umanità.
Beppe Grillo, è intervenuto, dicendo: non ho mai detto di uscire dall'euro; indire un referendum per dire sì o no all'euro; non ha importanza, è metafisica.

Com'è la situazione odierna?

L'euro fa parte a pieno titolo delle monete forti internazionali, è nei depositi delle banche centrali degli Stati, ha aumentato i flussi commerciali, ha stabilizzato l'inflazione e diminuito il tasso di interessi pagati sul debito pubblico, che ricordiamo è il secondo dopo quello della Grecia e terzo a livello mondiale.

L'euro entrò in vigore nel 2002 come denaro contante, prima adottato da 12 e oggi da 19 Stati, consente e consentirà di muoversi, insieme agli altri Stati della Ue, come blocco economico, sociale e politico nei confronti di due colossi, Usa e Cina, e delle altre aree internazionali.

Ovviamente, ci sono asimmetrie economiche interne alla Ue, che permarranno fintantoché non si arriverà a un' integrazione politica, che comporterà passaggi intermedi.

Maggiore integrazione europea, questa è la soluzione. Non ha senso tornare alla lira, al tallero, al paolino, al ducato, ai mini bot e a quant'altro può produrre la fantasia di chi vende illusioni.

 

Reddito di cittadinanza

E’ sempre una bufala

 

Sorridere o piangere alla notizia che alcuni giovani del Sud Italia chiedevano i moduli per avere il reddito di cittadinanza ?

Il sorriso, ricordando la bufala del reddito di cittadinanza. Se la lingua italiana ha un senso, l'asserzione "reddito di cittadinanza" significa che tutti i cittadini maggiorenni ne possono usufruire, ricchi e poveri. L'importo è di 300 miliardi l'anno, una cifra totalmente incompatibile con il bilancio dello Stato.

Piangere, perché rende evidente l’ignoranza che gira fra i cittadini che ignorano che la vittoria di un partito, che propone un’iniziativa, trova riscontro con una legge che, al momento, non esiste.

In un sistema comunicativo semplificato è la frase ad effetto che fa presa ed è memorizzata. Le spiegazioni sono complesse, richiedono uno sforzo di elaborazione che non tutti vogliono, o possono, mettere in atto.

Il "reddito di cittadinanza", così come proposto dal M5S, è sostanzialmente un'indennità di disoccupazione, perché prevede l'iscrizione ai centri per l'impiego per la ricerca di un posto di lavoro, corsi di formazione e la disponibilità, di 8 ore settimanali, per lavori socialmente utili. 

Questa proposta costa tra i 15 e i 19 miliardi l'anno, secondo diverse metodologie di calcolo, non è limitata nel tempo, è legata alla riforma dei Centri per l'impiego e, ovviamente, alla disponibilità di fondi pubblici.

Giova ricordare che abbiamo un debito pubblico di circa 2.300 miliardi di euro, che l'economia in nero vale 208 miliardi di euro e che per attivare efficacemente i Centri per l'impiego ci vorranno anni.

 

La trappola della "responsabilità"

 

Cinque anni fa, subito dopo le elezioni politiche, l'allora segretario del PD, Pierluigi Bersani si fece promotore di un incontro con i rappresentanti parlamentari del M5S, che fu trasmesso via streaming. Bersani chiedeva un atto di "responsabilità" al M5S per avviare un governo sulla base di un programma condiviso. La risposta è nota: un no secco.
Oggi, a parti invertite, Luigi Di Maio, capo politico del M5S, chiede ai partiti, segnatamente al PD, un atto di "responsabilità" per avviare un governo sulla base di un programma condiviso. Attendiamo la risposta, ma rileviamo che i programmi, del PD e del M5S, presentati agli elettori sono totalmente diversi.

Almeno di non ingannare gli elettori stessi, sia del M5S che del PD, come si potrà arrivare a conciliare l'inconciliabile?

Si notano, invece, delle assonanze tra il programma del M5s e quello del Centrodestra.

Gli argomenti.

Europa, euro, vaccini, pensioni, bilancio in deficit, immigrazione, giustizia e protezionismo sono una buona base di partenza per un accordo programmatico comune.

Basta mettere due fogli di plastica trasparente, che riportino i programmi di M5S e Centrodestra, e si noteranno molte sovrapposizioni.

Visto che Di Maio ha rivolto un appello alla "responsabilità" a tutti i partiti, perché non iniziare con quelli programmaticamente più vicini?

 

FATTI DELLA VITA

 

Cassazione: sì al sequestro del cellulare a chi scatta foto di nascosto. Per la Suprema Corte può arrecare molestia chi riprende di nascosto, anche se la persona offesa non si accorge di nulla, in quanto l'art. 660 c.p. tutela la tranquillità pubblica.

 

Elezioni 2018 CONCLUSE
ORA GLI ITALIANI CHIEDONO

 

Elezioni concluse. Ora gli italiani chiedono a chi governerà:

le liberalizzazioni e la concorrenza, per realizzare nuove opportunità di lavoro e migliori servizi per i cittadini, contro le corporazioni, pubbliche e private, che producono inefficienze e impediscono nuove opportunità di impiego per i giovani.
Il rispetto dello stato di diritto, dove la legge sia certa e uguale per tutti, il cittadino si senta libero e vincolato al rispetto delle leggi.

Una giustizia "giusta", per la certezza del diritto, che ponga sullo stesso piano accusa e difesa, che garantisca tempi certi dei processi, contro la gogna mediatica.
Una scuola che prepari i futuri cittadini all'uso degli insegnamenti ricevuti, che faccia educazione civica, che premi i meritevoli, che non abbia paura di confrontarsi con realtà ad essa esterne, che non sia autoreferenziale e chiusa alle istanze innovatrici.

La libertà di ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica, per promuovere migliori condizioni di vita per tutti, per la crescita e lo sviluppo della società, contro gli oscurantismi e le ostilità al progresso.

La libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali e, in prospettiva, per gli Stati Uniti d'Europa, una federazione di Stati che dovrà confrontarsi con potenze politiche, economiche e militari, quali gli Stati Uniti d'America, Cina, Russia e India. Un'Italia sovranista, isolata dal contesto europeo, finirebbe schiacciata come il vaso di coccio tra vasi di acciaio.
Che i bambini stranieri nati e cresciuti in Italia possano acquisire la cittadinanza italiana, al pari dei loro compagni di scuola.

Inoltre, al Movimento 5 Stelle, qualora salga al governo, il quale propone di spendere 103,4 miliardi a fronte di coperture per 39,2, dove reperire i miliardi che mancano all'appello ovvero 64,2 miliardi, che è la quota priva di scoperto.

Alla Lega e Forza Italia, invece, che prevedono di spendere 136,2 miliardi a fronte di coperture per 82,4 miliardi, dove trovino lo scoperto di 53,8 miliardi.

Dati ricavati da uno studio effettuato dall'Osservatorio conti pubblici italiani, diretto da Cottarelli, ex commissario alla razionalizzazione della spesa pubblica.

E' del tutto evidente che minore è lo scoperto maggiore sarà la possibilità di coprirlo.

Si conoscono teorie per le quali maggior il debito pubblico provoca, alla fine, maggior possibilità di spesa per i cittadini. La storia patria insegna il contrario, non a caso abbiamo un debito pubblico che sfiora i 2.300 miliardi.

Le promesse attingono, prevalentemente, alle casse dello Stato, cioè dei cittadini, seguendo i dettami che Niccolò Machiavelli descrisse sul  "Il Principe": "…perché lo spendere quel d’altri non toglie riputazione, ma te ne aggiugne."

Attenzione, quindi, ai pifferai!

 

DOPO LE ELEZIONI DEL 4 MARZO

PENSIONATI E GIORNALISTI IN TRINCEA

 

Il comico genovese coltiva da anni il progetto di impoverire gli italiani e di abolire l’ordine dei giornalisti, per indebolire ancor di più i cronisti e l’INPGI. Quindi futuro fosco. Anche i giornalisti professionisti Salvini e Meloni non promettono nulla di buono sul fronte delle pensioni.

Di seguito alcuni articoli:

TAGLI PROGRESSIVI AGLI ASSEGNI

Grillo nemico dei pensionati del ceto medio.

Pubblichiamo la mozione 25/9/2013 firmata da 14 deputati “grillini” e poi accantonata dal Parlamento. Quella mozione va letta dagli elettori come vanno lette le altre 6 mozioni. E’ evidente che i “pentastellati” continueranno a battersi con il fine di impoverire i cittadini del ceto medio. In coda il dibattito (gennaio/marzo 2014) alla Camera e gli interventi di Franco Abruzzo (presidente dell’Unpi-Unione nazionale pensionati per l’Italia), Piero Ostellino, Bruno Gravagnuolo, Giuliano Cazzola e Pierluigi Franz. Franco Abruzzo: “Governo e Parlamento devono dare la caccia, non a i pensionati, ma agli evasori, ai big del sommerso e ai patrimoni delle 4 mafie: un mondo che vale 1000 (mille) miliardi di euro. Chiediamo, con il rispetto dei giudicati costituzionali, la perequazione piena per tutte le pensioni, la cancellazione degli assegni elargiti senza base contributiva ai boiardi di stato (da 21 a 91mila euro al mese), la tutela gratuita della salute degli anziani e un piano serio per il lavoro giovanile. I pensionati oggi formano un grande ammortizzatore sociale (del valore di 6 miliardi all’anno) per figli e nipoti disoccupati”.

VECCHIO PALLINO DAL 2008.

Beppe Grillo vuole abolire l’Ordine dei Giornalisti.

L’Ordine può essere anche cancellato, ma dopo il varo della legge 4/2013 i giornalisti, anche senza l’Ordine, resterebbero professionisti sia pure senza Albo. Nessun rischio per Inpgi e Casagit. Giudici disciplinari diventerebbero Consob, Agcom, Antitrust e Garante della privacy. Nuovo ruolo per la Fnsi. La Fnsi potrebbe far parte dell’elenco delle associazioni professionali (vigilate dal Ministero dello Sviluppo economico) dopo il riconoscimento da parte del Cnel come associazione professionale dei giornalisti. L’iscrizione alla Fnsi rimarrebbe facoltativa e non obbligatoria per chi esercita l a professione di giornalista. La Fnsi dovrebbe far rispettare le regole deontologiche.

GRILLO CONTRO I GIORNALISTI

Enzo Iacopino (Ordine): “La selezione della ‘razza'. Ora la fa Grillo: al palco di San Giovanni potranno accedere solo i giornalisti stranieri e quelli di Sky. Una vergogna”. Franco Siddi (Fnsi): "L’istrione Beppe Grillo non vuole i giornalisti italiani sul palco. Forse perché ha paura delle domande scomode?" - AlIa fine, con l'intervento della polizia i colleghi ammessi nel retropalco - Corrispondenti esteri: “Non capiamo, da noi questo non succede”. Piller: “Non rispetta la libertà dei media”

 

Elezioni 2018

Cambio casacca per Di Maio, Renzi, Salvini, Meloni e  Berlusconi

Le assonanze tra Berlusconi e Di Maio

 

"Il Parlamento non è un congresso di ambasciatori di opposti e ostili interessi, interessi che ciascuno deve tutelare come agente o avvocato; il Parlamento è assemblea deliberante di una Nazione, con un solo interesse, quello dell'intero, dove non dovrebbero essere di guida interessi e pregiudizi locali, ma il bene generale".

Così il politico inglese Edmund Burke (1774), concetto ripreso nella Costituzione francese (1791),

"I rappresentanti eletti nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della nazione intera, e non potrà essere conferito loro alcun mandato" e nello statuto Albertino (1848),  

"I Deputati rappresentano la Nazione in generale, e non le sole provincie in cui furono eletti. Nessun mandato imperativo può loro darsi dagli Elettori" è nella nostra Costituzione (1947), " Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato".

La norma è comune alle democrazie dell'Unione europea.

Vero è, che più di un terzo degli attuali parlamentari, nel corso dell'attuale legislatura, ha "cambiato casacca" o ha aderito al gruppo Misto, il che ha suscitato indignazione e risentimento nei cittadini.

Quali le proposte?

Vediamo.

Luigi Di Maio (M5S) propone che, chi entra in Parlamento con un partito e poi lo cambia se ne torna a casa, come previsto dalla Costituzione portoghese. E' una bufala perché la Costituzione portoghese prevede, come è successo, che un parlamentare possa uscire dalla propria maggioranza e voti contro il proprio partito, confluendo in un gruppo di indipendenti (il nostro gruppo Misto).

La proposta di Alessandro Di Battista (M5S) di dichiarare decaduto il parlamentare che cambia partito, incorrerebbe nella censura della Corte europea dei diritti dell'uomo (organo giurisdizionale internazionale).

Matteo Renzi e Matteo Salvini (Lega), sono sostanzialmente sulla stessa linea: un parlamentare che "cambia casacca" dovrebbe dimettersi", ma è un invito, e tanto vale.

Giorgia Meloni (FdI) ha fatto sottoscrivere un patto d'onore che impegna i suoi a non "cambiare casacca". Quanto vale l'onore?

Anche Silvio Berlusconi (FI) è contrario al "cambio di casacca" (viene da sorridere pensando a Scilipoti e Razzi), modificando la Costituzione.

Un'assonanza, però, la troviamo tra le proposte di Berlusconi e Di Maio: in caso di mancato raggiungimento di una piena maggioranza, entrambi sono disponibili, sulla base di un programma, ad accettare il voto di altri parlamentari.

E' appena il caso di ricordare che un governo si forma votandogli la "FIDUCIA" (lo scriviamo a lettere maiuscole) come primo atto (le convergenze su singoli provvedimenti possono essere trovate in seguito). Votare la "FIDUCIA" significa che si aderisce a un  governo e al relativo programma, il che equivale a chiedere ai parlamentari di altri partiti di cambiare casacca!

Come la mettiamo, allora, con Di Maio e Berlusconi che sono contrari al "cambiamento di casacca"?

Si afferma una cosa e, contestualmente, il suo contrario.

Proposte furbe o ai limiti della ragione?

 

AGRI STARTUP DAY

L’INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

 

Riflettori puntati sulle startup innovative nel settore agricolo mercoledì 28 febbraio (ore 14:45) a Legnaro-Pd presso la Corte Benedettina. Un’area in rapida crescita quella delle startup, che coinvolge tutti i comparti, compreso quello agroalimentare.

Per capirne di più, Veneto Agricoltura, con Galileo Visionary District e Start Cube, organizza l’Agri Startup Day 2018, con l’obiettivo di presentare al mondo agricolo cinque startup innovative del territorio. Neo imprese che sono delle vere e proprie best practice il cui percorso di formazione e crescita può rappresentare un punto di riferimento per tanti giovani che puntano a diventare imprenditori nel settore agricolo e agroalimentare.

Nello specifico, si tratta dell’azienda Archetipo, che si occupa di monitoraggio ambientale per l’agricoltura di precisione; DiFlora srl, laboratorio di tecniche innovative di micropropagazione; EzLab srl, che presenterà AgriOpenData, la più potente piattaforma online per l’ottimizzazione del settore agroalimentare; Drimac srl, che produce una zappatrice innovativa grazie a sensori di precisione e ad un particolare sistema oleodinamico; Envicom Associati, che offre servizi legati alla geologia ambientale, alla pianificazione e alla progettazione e valorizzazione.

L’incontro di Legnaro è anche un’occasione di confronto per parlare più in generale di innovazione in agricoltura e di “mondo startup”, attraverso gli interventi di Alberto Negro, Direttore di Veneto Agricoltura, Francesca Gambarotto, Presidente di Galileo Visionary District, Giulia Turra di Start Cube - Incubatore Universitario d'Impresa e Lucio Brotto di Etifor, spinoff dell’Università di Padova. La partecipazione all’evento è riconosciuta come credito formativo dall’Ordine dei Dottori Agronomi e For.

 

ELEZIONI 2018

PER LA SANITÀ POCHE IDEE E BEN CONFUSE

 

Gli evidenti segni di involuzione della sanità pubblica, confermate dalle stime del 2° Rapporto GIMBE sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), lasciano intuire che la prossima legislatura sarà determinante per il destino del SSN. Per questo, in occasione delle imminenti consultazioni elettorali, tutte le forze politiche devono essere consapevoli che è indispensabile rimettere la sanità al centro dall’agenda di Governo perché il diritto costituzionale alla tutela della salute non può essere ostaggio di ideologie partitiche.

A 5 anni dal lancio del programma #salviamo SSN – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – abbiamo esortato tutte le forze politiche a mettere nero su bianco proposte convergenti per la sanità pubblica ed avviato il monitoraggio comparativo dei programmi elettorali, nella ferma convinzione che se è vero che non esiste un piano occulto di smantellamento e privatizzazione del SSN, è altrettanto certo che continua a mancare un preciso programma politico per il suo salvataggio».

Dal monitoraggio iniziale da parte dell’Osservatorio GIMBE emergono i primi dati, tanto significativi quanto inquietanti:

• Quasi tutte le forze politiche affermano che la salute è un diritto fondamentale da tutelare, ma poche prendono atto della crisi di sostenibilità del SSN, che continua ad essere semplicisticamente osannato come uno dei migliori al mondo.

• Quasi nessuno si sbilancia sulla necessità di rilanciare il finanziamento pubblico della sanità.

• Pochi programmi enfatizzano il concetto di salvaguardare la “salute in tutte le politiche”, in particolare quelle ambientali e alimentari.

• La sostenibilità economica delle proposte è un optional, visto che solo in rarissimi casi vengono dettagliate le relative modalità di finanziamento.

• Nella maggior parte dei programmi echeggia la volontà di risolvere le diseguaglianze regionali, ma emergono poche strategie concrete su come garantire l’accesso uniforme ai LEA da parte di tutti i cittadini.

• Numerosissime proposte non tengono conto delle attuali distribuzioni di responsabilità e poteri tra Stato e Regioni, rischiando di rimanere così lettera morta.

• Nessun programma fa esplicito riferimento alla sostenibilità dei nuovi LEA, né tanto meno alla necessità – visto l’imponente definanziamento pubblico del SSN –- di ridisegnarne il perimetro attraverso un consistente sfoltimento basato sulle evidenze scientifiche. Evidentemente annunciare la riduzione delle prestazioni rimane politicamente scomodo.

• Alcuni programmi puntano, giustamente, a prevenire comportamenti opportunistici e conflitti di interesse che, tuttavia, non configurando reato o illecito amministrativo rimangono difficilmente “governabili”.

• Poche le proposte concrete sull'assistenza socio-sanitaria e, soprattutto, sulla non autosufficienza.

• La programmazione del fabbisogno di medici e altri professionisti della salute è, di fatto, presa in considerazione solo da due programmi elettorali.

• Pochi programmi identificano la riduzione degli sprechi e il riordino normativo della sanità integrativa tra le azioni prioritarie per garantire la sostenibilità del SSN.

• Tra le proposte più gettonate: compartecipazione alla spesa (eliminazione superticket, rimodulazione/eliminazione ticket), riduzione delle liste d’attesa, nuova governance del farmaco, informatizzazione, assunzione del personale, eliminazione del precariato. Inoltre, troppi programmi sono farciti di proposte di piccolo cabotaggio, facendo sorgere il ragionevole sospetto di puntare solo a raccogliere consensi.

• Numerosi programmi contengono proposte potenzialmente “tossiche” che minano i princìpi di universalismo ed equità del SSN: dalla “incentivazione alla competizione pubblico-privato” alla “difesa dei piccoli presidi ospedalieri”, dal “rafforzamento delle autonomie locali” alle maggiori autonomie delle Regioni.

• Non mancano infine proposte bizzarre che sconfinano nel grottesco: da chi promette “un milione di posti di lavoro in sanità e assistenza sociale e domiciliare” a chi il “raddoppio immediato dei fondi destinati alla sanità” o la “nazionalizzazione sotto controllo dei lavoratori dell’industria farmaceutica”; da chi invoca “l’abolizione di ogni finanziamento alla sanità privata” sino addirittura a “l’uscita del privato dalla sanità”.

Da questo primo carotaggio sui programmi elettorali emerge che nessun partito intende rimettere la sanità al centro dell’agenda politica, visto che non si intravede alcun “piano di salvataggio” del SSN coerente con le principali determinanti della crisi di sostenibilità: definanziamento, “paniere” LEA troppo ampio, sprechi e inefficienze, deregulation della sanità integrativa, diseguaglianze regionali e locali.

«Al di là delle dichiarazioni di intenti – conclude Cartabellotta – dalla nostra analisi emerge per l’elettore un amletico dubbio: coloro che aspirano a governare il nostro Paese hanno una conoscenza davvero così limitata dello “stato di salute” della sanità pubblica? Oppure ne hanno piena consapevolezza, ma preferiscono utilizzare armi di distrazioni di massa sperando che sia il futuro a prendersi cura del SSN?».

 

Regione Lazio

Elezioni 2018

Sanità. Analisi e proposte

 

Il 4 marzo, oltre alle elezioni nazionali, si svolgeranno anche quelle nella Regione Lazio.

E’ opportuno fare un'analisi della situazione.

La sanità del Lazio dispone di un finanziamento di circa 10,7 miliardi di euro (anno 2016) come parte del Fondo Sanitario Nazionale. La sanità costituisce circa i tre quarti del bilancio regionale. Per comprendere l'attuale situazione della sanità del Lazio è necessario accennare sinteticamente alla sua storia a partire dagli anni '90/2000.
A seguito della riforma sanitaria del 1992-93 alle Regioni è stata affidata la gestione dei servizi sanitari ma, contestualmente, è stato imposto di essere responsabili dei propri costi.
Il Lazio già in partenza (anni 90) aveva un surplus di letti e ospedali (specialmente privati e religiosi) e degenza media sensibilmente più alta della media italiana; dunque avrebbe avuto bisogno di interventi incisivi e lungimiranti, anche se è vero che il debito sanitario è passato dai 5.678 miliardi del 2000-2005 ai 163 miliardi del 2016.
La progressiva diminuzione del deficit dipende anche dal fatto che a partire dal 2007 leggi sanitarie nazionali hanno portato al commissariamento della sanità del Lazio per eccesso di deficit.

La prossima Giunta regionale dovrà, quindi, essere molto attenta a non sprecare l'occasione che si offre a partire dalla seconda metà del 2018 (fine del Commissariamento), quando tornerà in possesso di tutti gli strumenti di governo della sanità regionale con la speranza di non vedere più nella busta paga conteggiata l’addizionale regionale.

Alcuni suggerimenti ci appaiono utili, dettato anche dai cittadini:

* Continuare con maggiore decisione nella ristrutturazione degli ospedali e dei posti letto, senza rimanere prigionieri degli interessi consolidati all'interno della sanità ma con decisioni che tengano conto solo ed esclusivamente degli interessi della salute dei cittadini; avere ben presente che le nuove esigenze demografiche e dell'invecchiamento richiedono meno servizi per acuti e più servizi per malati cronici e disabili.

* Affrontare il "buco nero" dei Policlinici universitari che scaricano i loro costi sulla sanità laziale.

* Incrementare i servizi extra-ospedalieri (assistenza domiciliare, centri di cura primaria, medici di base, centri diurni Alzheimer e così via)

* A livello generale, spostare risorse dal sistema ospedaliero (cure per acuti) a quello per la cura e assistenza della cronicità e disabilità. Tale diversa allocazione delle risorse andrà fatta progressivamente nell'ambito della legislatura regionale; ad esempio, spostare 100milioni di euro ogni anno per arrivare a fine legislatura a uno movimento di 500 milioni di euro l'anno (su un totale di 10,7 miliardi di spesa)

* Controllare alcuni centri; ad esempio l'ospedale Bambino Gesù (peraltro ottima struttura) di proprietà del Vaticano, riceve ogni anno, in aggiunta al rimborso da parte della regione Lazio delle prestazioni erogate, circa 80 milioni dal Bilancio dello Stato.

* Controllare a tappeto le numerose strutture sanitarie private (religiose e non) accreditate o con accreditamento provvisorio, selezionando solo quelle realmente utili e con servizi di qualità.

* Predisporre un'operazione trasparenza sulla spesa sanitaria, sui servizi utili e quelli inappropriati, sulle nomine e sugli appalti, rendendo accessibili i dati a tutti.

* Impostare una generale opera di valutazione di tutti i servizi e le strutture; dosare finanziamenti e strategie in base agli esiti delle valutazioni; rendere pubblici e comprensibili a tutti (operatori, utenti, cittadini) i risultati delle valutazioni.

* Per le liste di attesa, controllare l'attività intramoenia degli operatori (attività a pagamento in regime privato all'interno della struttura pubblica, effettuata dai dipendenti della struttura) introducendo la regola che l'attività intramoenia è sospesa quando e se le liste di attesa del servizio pubblico superano valori "accettabili".

 

FATTI DELLA VITA

Vi racconto i 5 Stelle

 

Massimo Colomban. L'ex assessore di Roma: «Vi racconto i 5 Stelle Che tristezza il caso rimborsi, sembra la cronaca di un partito qualsiasi» Da Raggi a Grillo. L' Italia del M5S in stile Maduro. Che tipo di Italia si prefigura Grillo? «Ha presente la Città del Sole immaginata da Tommaso Campanella? Utopia pura. Mi toccava riportarlo con i piedi per terra. Beppe, questo lo faranno i nostri nipoti, lo raffreddavo. Per lui le auto devono essere tutte elettriche e in grado, marciando, di produrre un surplus di energia che illumini le città». L'elettricità si ricava dagli idrocarburi. «"Tu ami suv e gru", mi prendeva in giro. Io gli rispondevo che la Silicon Valley è avveniristica perché prima i vari Steve Jobs hanno fatto i soldi con cui costruirla. Il fatto è che Grillo disegna un modello di società che non deve creare ricchezza. E pretende che a guidarlo sia solo lo Stato, con la Cassa depositi e prestiti a finanziare le imprese».

 

Elezioni 2018.

Incompetenza e corruzione

Chi fa più danni?

 

Deprecabile, riprovevole, condannabile penalmente, la corruzione ha assunto tale rilevanza sociale da essere oggetto di campagne elettorali, nelle quali sui politici si stendeva l'ombra della corruttela, salvo la propria parte politica. La cifra di 60 miliardi, che si narra per la corruzione nel nostro Paese, è una bufala recitata da commentatori e giornalisti. Basta leggere, senza neanche troppa attenzione, i dati per capire che quella cifra è inventata. Ovvio che la corruzione fa danni alla nostra economia: un appalto corrotto costa molto di più, oltre alla dazione al corrotto stesso. Proprio per dare maggior impulso alla lotta alla corruzione è stata istituita l'Autorità anticorruzione che fornisce una relazione annuale.

C'è un aspetto, oltre alla corruzione, che vogliamo prendere in considerazione che provoca danno all'economia: l'incompetenza. Corruzione e incompetenza spesso sono legati tra loro, ma l'incompetenza, anche senza corruzione, genera maggiori danni della corruzione stessa. I ritardi nella realizzazione di un contratto, e la rimodulazione del contratto stesso, incidono pesantemente sui costi finali. Sull'argomento c'è un'ampia produzione normativa, sia a livello europeo che italiano a dimostrazione che la competenza, assunta come riferimento per qualità ed efficienza, è la chiave che porta a minori costi e maggiori benefici per l'economia.

Potremmo allargare le considerazioni sulla competenza ai nostri rappresentanti istituzionali. Sarà per una altra volta.

 

Elezioni 2018 REGIONE LAZIO

Vaccini e la candidata Lombardi

 

"Credo nel valore della scienza, tant'è vero che i miei figli sono vaccinati, ma sono anche una mamma consapevole e credo che tutti i genitori abbiano il diritto di essere informati". Dunque, "no all'obbligo, sì alla raccomandazione".

Così, la dichiarazione della candidata alla presidenza della Regione Lazio, Roberta Lombardi, che aggiunge: "Per portare all'estremo il dibattito politico sull'obbligatorietà dei vaccini, si nega il diritto all'istruzione".

Siamo felici che la candidata Lombardi sia una mamma consapevole e, dunque, ha messo al riparo da possibili infezioni i propri figli, purtroppo la "raccomandazione" non mette al riparo la salute e la vita dei bambini di altre mamme che non possono essere vaccinati per motivi di salute (es. immunodepressi).

Se i genitori informati negano la vaccinazione ai propri figli, mettendo a rischio i bambini immunodepressi, cosa propone la candidata Lombardi?

Dovrebbe sapere che nella Regione Veneto, a guida leghista, quando si è passati dalle vaccinazioni obbligatorie a quelle "raccomandate", c'è stato il crollo delle vaccinazioni, che si sono attestate sotto il valore che assicura l'immunità di gregge. Analogo risultato negli USA, dove genitori informati non facevano vaccinare i propri figli .

La domanda viene spontanea: è più importante il diritto all'istruzione o quello alla salute e alla vita?

Che cosa sceglie la candidata Lombardi?

 

Senza le monete di 1 e 2 centesimi i prezzi non potranno che aumentare

 

Dallo scorso 1 gennaio in Italia non si coniano più monete da 1 e 2 centesimi. Per chi paga in contanti i prezzi sono quindi arrotondati per eccesso o per difetto (10,52 diventa 10,50, 10,58 diventa 10,60).

Il garante sui prezzi dovrà sorvegliare su cosa accade. 

Vedremo.
Intanto.
In un Paese come gli Usa sono secoli che i centesimi di dollaro esistono, e nessun problema si è mai posto con soluzioni così drastiche.

Perché si deve porre in Italia?

La risposta a questa domanda ci sembra comunque secondaria, come invece secondari non sono gli effetti di questi provvedimenti. Non crediamo di essere degli estremisti se sosteniamo che tutti i prezzi subiranno di conseguenza un arrotondamento ai 5 centesimi successivi, ma non solo: sarà un’ottima occasione per ritoccare ulteriormente i prezzi, perché, in un contesto di importi precisi, saranno pochi i dettaglianti che, per esempio, continueranno a tenere prezzi in cui compaiono i 5 centesimi, ovviamente andando verso il rialzo (non abbiamo mai visto un effetto al ribasso): 10,52 o 10,54 non saranno portati a 10,50 o 10,55 ma a 10,60 (come invece dovrebbe essere solo per 10,58).

Per fare un calcolo, siamo generosi e quindi ipotizziamo solo un aumento medio dello 0,2% (che sarebbe, nelle cifre del nostro esempio, solo per portare10,58 a 10,60). Nel 2016, il livello medio della spesa alimentare per famiglia è pari a 441,50 euro al mese (Istat). Le famiglie italiane sono 25.853.547, quindi la spesa alimentare complessiva 2016 è di 11.414.341.000 (11 miliardi, 414 milioni, 341 mila euro) che aumentata dello 0,2%, significa un aumento di circa 23 milioni (22.828.682). Lo Stato, non coniando queste monete, sembra che risparmierebbe 23 milioni di euro all’anno. Sarebbe quindi la stessa cifra risparmiata rispetto alla spesa alimentare delle famiglie. E’ ovvio che ci sono anche tante altre spese.

Vale la pena non coniare più queste monete?

NO!

 

APPELLO DEL FAIR ITALIA AI/ALLE CANDIDATI/E AL PROSSIMO PARLAMENTO ITALIANO

 

Mancano 20 giorni alle elezioni politiche e ormai programmi e promesse sono stati fatti e presentati ai cittadini.

Intanto il clima sociale non sembra essere quello di tranquillità e di pacifica convivenza, in un paese che sta affrontando molte sfide economiche, sociali e culturali che devono essere superate per poter garantire un futuro più giusto ed equo a tutti e tutte.

Anche il Commercio Equo e Solidale lancia il proprio appello ai candidati, auspicando che nella prossima legislatura venga ripreso l'iter di approvazione di una legge - quella sul Commercio Equo- che potrà contribuire non solo alla crescita di imprese che hanno come obiettivo supportare e far crescere modelli di economia sostenibili ed equi ma soprattutto imprese che garantiscono il rispetto dei lavoratori e dei diritti umani e ambientali delle comunità, portando avanti anche attività di informazione educazione e sensibilizzazione.
Il percorso normativo per definire e regolamentare il Commercio Equo e Solidale è stato avviato nel lontano 2006. Dieci anni dopo, nel marzo 2016, la Camera dei Deputati aveva finalmente approvato il testo di legge, ma poi l’iter si è interrotto al Senato e la conclusione anticipata della Legislatura ha vanificato un lavoro virtuoso di intesa fra Istituzioni e organizzazioni della società civile per dotare il nostro Paese – primo in Europa – di una legge ad hoc sul Fair Trade.

È per questo che le organizzazioni rappresentative del movimento del Fair Trade in Italia chiedono a tutti i candidati/e di impegnarsi, se eletti, ad attivarsi per portare a compimento questo lavoro.

Un impegno preciso e pubblico affinché venga riattivato il percorso verso l’approvazione della legge sul Commercio Equo e Solidale ed in particolare: revisione e aggiornamento del testo nei primi 100 giorni, veloce calendarizzazione della discussione entro la fine del 2018 e tutto quanto deve essere fatto per l'approvazione entro la metà del 2019.

Tutto questo è possibile, ma che ci vuole la volontà politica e una visione di sviluppo più ampia e orientata alla garanzia dei diritti umani per tutti/e.

L'auspicio è quello di ricominciare a lavorare insieme presto per ricostruire quel ponte tra cittadini, istituzioni, imprese e organizzazioni della società civile, che possa portare alla definizione di leggi utili e condivise.

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Equo Garantito (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale) è l'associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane e rappresenta circa 80 soci in tutta Italia. E’ depositaria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e gestisce il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso un sistema di controllo certificato.

Fairtrade Italia è il consorzio che dal 1994 rappresenta e promuove il Marchio di Certificazione Fairtrade e i valori del Commercio Equo e Solidale certificato sul territorio italiano. I soci di Fairtrade Italia sono organizzazioni non governative, associazioni, cooperative, consorzi e società che sostengono il Commercio Equo e Solidale, la cooperazione internazionale, l’azione sociale, la finanza etica, il rispetto dell’ambiente e la tutela dei consumatori.

Associazione Botteghe del Mondo nasce nel 1991 come telaio per tessere tra le Botteghe del Mondo una rete di economia solidale sui territori e promuovere il Commercio Equo e Solidale, a tutti i livelli. Ha contribuito alla scrittura della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale ed è proprietaria dei marchi Bottega del Mondo e di Tuttaunaltracosa, la fiera nazionale del Commercio Equo e Solidale.

 

FATTI DELLA VITA in pillole

 

Corte dei Conti (sezione di Bari). Sentenza 53/2018: "Quando la pensione è troppo distante dallo stipendio è compito della giurisprudenza procedere con una perequazione".

Corte costituzionale. Pensione di anzianità: il lavoro prestato nel periodo di "finestra mobile" non può determinare una riduzione del trattamento. 

 

Elezioni 2018

Immigrazione

Promemoria

Gli eventi tragici e drammatici accaduti a Macerata, ripropongono il tema dell'immigrazione, che è al centro dell'attenzione, e delle polemiche, in questa campagna elettorale.
Un po’ di promemoria non fa male.

"Dobbiamo occuparci dell'Africa o l'Africa si occuperà di noi", diceva Marco Pannella nel 1979, 40 anni fa!

Seguirono anni di iniziative del Partito Radicale (proposte legislative, appelli di premi Nobel, marce, convegni e così via).

Furono approvati dal Parlamento finanziamenti che si dispersero in mille rivoli, invece di realizzare progetti organici di intervento in agricoltura, salute e istruzione.

E' quel che oggi si dice "aiutiamoli a casa loro".

I migranti, come ovvio, si spostano dai Paesi poveri a quelli ricchi. L'immigrazione, nel nostro Paese, è regolata sostanzialmente dalla legge Bossi-Fini del governo Berlusconi, il quale regolarizzò ben 635 mila immigranti nel 2002.

Nel 2009, il governo Berlusconi regolarizzò altri 222 mila immigrati.

Il totale fa 857 mila immigrati.

Nel 2011, il nostro Paese (governo Berlusconi)  partecipò alle operazioni militari in Libia contro il leader libico Mu'ammar Gheddafi. Il risultato fu la Libia allo sbando e i flussi migratori che si impennarono.

Forse, non è mai troppo tardi per fare quello che il Partito Radicale proponeva 40 anni fa.

 

Associazioni di protezione animali in Italia

Abruzzo – Il TAR dà ragione alle associazioni

 

Nel mese di marzo 2016 la Provincia di Teramo varò un piano di controllo triennale delle popolazioni delle volpi. Secondo quanto affermato dall’Ente, tale misura si rendeva necessaria per “ridurre l’entità dei danni arrecati alle altre specie di fauna, agli animali domestici e all’uomo e al fine di porre in essere un intervento a tutela della biodiversità”. L’esigenza, sempre secondo l’Ente, era stata sollevata dalle “molteplici sollecitazioni del mondo agricolo e venatorio per la predazione della piccola selvaggina e alle esigenze di riequilibrio delle alterazioni della flora e della fauna selvatica”. Infine, in base all’art. 44 della Legge Regionale 10/04, tale piano di abbattimento cosiddetto selettivo poteva essere realizzato direttamente dai cacciatori. 

Enpa, LAV e LNDC, le principali Associazioni di protezione animali in Italia, non potevano certo restare a guardare e presentarono un ricorso al TAR de L’Aquila per sospendere il provvedimento e contestarne la legittimità. In particolare, tramite il lavoro degli avvocati Michele Pezone e Valentina Stefutti, le Associazioni hanno contestato la costituzionalità proprio dell’art. 44 della LR 10/04. La Legge Quadro 157/92, infatti, prevede che l’abbattimento selettivo possa essere realizzato solo da guardie venatorie, che possono avvalersi anche di proprietari dei fondi muniti di licenza di caccia, oltre a guardie forestali e guardie comunali. La Legge Regionale abruzzese, invece, allarga arbitrariamente tale facoltà ai cacciatori tout court, basta che siano nominati dall’Ente. 

Finalmente, dopo due anni dalla presentazione del ricorso, il TAR de L’Aquila ha dato ragione a Enpa, LAV e LNDC, riconoscendo la dubbia legittimità di quella parte della Legge Regionale e rimandando la questione alla Corte Costituzionale. “Siamo molto soddisfatti di questa decisione del TAR”, affermano le associazioni.

“Quella venatoria è una lobby  abituata a ricevere trattamenti di favore da una parte del mondo politico, che spesso adotta provvedimenti palesemente illegittimi e in contrasto con le norme nazionali pur di accontentare i cacciatori, nel tentativo di racimolare consensi” . Portare la legge Regionale sulla caccia al giudizio della Corte Costituzionale, rappresenta un atto concreto di contenimento delle pretese dei cacciatori che pensano di poter avere il diritto di decidere della vita e della morte degli animali selvatici che, è bene ricordarlo, secondo la legge sono patrimonio indisponibile dello Stato e pertanto appartengono a tutti noi”.

 

FATTI DELLA VITA

 

Pensioni, l'appello di Federmanager ai partiti contro la demagogia. L'intervento del presidente Stefano Cuzzilla che spiega la posizione dei manager italiani in vista delle prossime elezioni. " Per coprire i buchi del bilancio pubblico e agire nell'interesse generale, lo Stato dovrebbe  evitare gli sprechi e le regalie, combattere la corruzione, l'evasione, i privilegi ingiustificati, gli illeciti arricchimenti, la illegalità diffusa: i pensionati non possono essere sempre considerati il capro espiatorio delle tante insufficienze e difficoltà della gestione della cosa pubblica".

 

Roma Capitale

Trasporto Pubblico

Raggi addebita il costo del referendum ai romani

 

Il referendum per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico si svolgerà il 3 giugno, invece il 4 marzo, in coincidenza con le elezioni politiche e regionali.

Così la decisione della sindaca Virginia Raggi.

Questo comporterà una aggiunta di costi per la riapertura dei seggi elettorali, cioè circa 15 milioni di euro, che saranno addebitati ai cittadini romani, i quali saranno felici e ringrazieranno la sindaca Raggi per questo ulteriore gravame.

Il M5S non era per la razionalizzazione della spesa pubblica?

Si, quando fa comodo.

La data del referendum è fissata per il 3 giugno, successivo alla festività del 2 giugno, cioè in pieno lungo fine settimana. E' evidente il tentativo della sindaca Raggi di limitare la presenza di elettori e invalidare la consultazione per mancanza del quorum, alla faccia della democrazia diretta tanto proclamata e sbandierata.

Nel settembre 2016 si era proclamato il sindaco, signora Raggi: "la Furbetta". Si conferma.

 

Roma Capitale

Trasporto pubblico

Il concordato preventivo costa 13 milioni ai romani

 

La linea ferroviaria Roma-Lido è stata definita la tratta "Caienna": treni che si guastano in galleria o in aperta campagna con i passeggeri costretti al salto sulla massicciata. Ora, con il concordato preventivo, depositato in Tribunale, l'Atac (l'azienda dei trasporti pubblici romani), rinuncia al servizio ferroviario Roma-Lido, e anche a Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti. L'Atac si concentrerà sul trasporto di superfice e metrò.

Si spera che qualche divinità aiuterà gli utenti romani.

Il concordato preventivo costa, per consulenze e oneri vari, circa 13 milioni di euro che graveranno sul bilancio dell'Atac, che è al 100% di proprietà del Comune, quindi peseranno sulle tasche dei romani.

Quindi i romani ringraziano la Raggi per questo oneroso regalo, che si aggiunge a quello di 15 milioni, per aver indetto il referendum consultivo, sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico, non in coincidenza con le elezioni nazionali e regionali.  

 

Elezioni 2018

Tragedia ferroviaria

Campagna elettorale anche sui morti?

 

Non si può far campagna elettorale sulle tragedie. Dopo il disastro della linea ferroviaria Cremona-Milano, causato da un cedimento della rotaia, abbiamo letto alcune dichiarazioni di Matteo Salvini (Lega) e Pier Luigi Bersani (Liberi e Uguali).

"Senza vincoli europei avremmo la libertà di investire in sicurezza", dichiara Salvini, mentre per Bersani la responsabilità è del "processo di liberalizzazione del mercato ferroviario".
La liberalizzazione del mercato ferroviario non c'entra niente percé i binari sono della Rete ferroviaria italiana (RFI), che è un' azienda pubblica e motrici e carrozze sono di Trenord, che al 72% è pubblica (Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato).

Di che parla, allora, Bersani?

I vincoli finanziari europei non ci azzeccano, non impediscono di investire in sicurezza, tant'è che era prevista la manutenzione (sostituzione del giunto) di quella tratta ferroviaria che, inoltre, è sottoposta a verifiche mensili da RFI. Le indagini verificheranno se la responsabilità del disastro è dovuta al binario o/e al carrello del vagone.

Allora, cosa c'entra l'Europa, chiamata in causa da Salvini?

Si fa campagna elettorale sui morti?

 

FATTI DELLA VITA

 

Privacy, il Garante a Google: «Il diritto all'oblio va assicurato anche fuori dai confini europei». Accogliendo la richiesta di un cittadino italiano residente negli Stati Uniti, l'authority ha ordinato di deindicizzare le informazioni - pubblicate su forum o siti amatoriali e riportanti dati falsi sullo stato di salute del richiedente - anche dai risultati presenti nelle versioni extraeuropee del motore di ricerca.

 

Salute

Diabete 1

Attenzione ai ciarlatani!

 

In una società che diffida della scienza è agevole far presa con la pubblicità di ricette mirabolanti, via social network.

E' il caso delle cure con dieta e integratori che servirebbero a guarire dal diabete tipo 1. Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune che porta alla distruzione delle cellule del pancreas produttrici di insulina. La funzione più nota dell'insulina è quella di regolare i livelli di glucosio ematico riducendo la glicemia. Se la produzione di insulina è insufficiente alle necessità, occorre somministrarla. Non c'è altro sistema, almeno per ora.

Diffidare, quindi, da chi promette cure "alternative" basate sulla eliminazione dei carboidrati e sull'apporto di integratori alimentari.

A rischio c'è salute e vita.

 

RAPPORTO LEGAMBIENTE RILANCIA QUESTIONE MERIDIONALE NEI TRASPORTI

 

Esiste una questione meridionale anche nei trasporti. Lo sostiene il rapporto “Pendolaria” di Legambiente che, ancora una volta, disegna un Paese diviso in due. Dove ai tagli statali si è associata la mancata risposta delle Regioni in miglioramento dei servizi. Non mancano eccezioni positive, ma purtroppo non riguardano le regioni del Sud.

Di fronte a un incremento complessivo dei pendolari che utilizzano le linee ferroviarie, non risponde una maggiore efficienza dei servizi offerti. Ad esempio in Puglia, dal 2011 si è registrato un aumento del 38,5% dei passeggeri giornalieri su ferrovie locali e regionali, di contro però la spesa per il servizio nel 2016 è pari a zero, mentre il finanziamento per abitanti all’anno è di 4,39 euro, posto che altre regioni (come Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige) hanno valori di spesa molto superiori.

In questa non invidiabile classifica la Puglia anticipa Abruzzo, Calabria, Marche, Molise, Sicilia e Umbria, ma non aiuta ad accorciare le distanze, rese evidenti dalle risorse stanziate e dai finanziamenti per abitante.

Insomma, viene fuori un quadro non edificante per i pendolari pugliesi. In parte giustificato dal taglio delle risorse, avviato nel 2010, e in parte attenuato dall’uso dei fondi europei Fas/Fec.

A riguardo, resta d’approfondire il tema dell’uso dei fondi europei per l’ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie, che presenta carenze in molte regioni meridionali, tanto che si dovrebbe aprire una riflessione più ampia sulle modalità dell’utilizzo dei fondi.

Occorre riprendere con forza i temi della mobilità pugliese, facendo leva su alcune questioni, come il treno-tram, che possono favorire migliori servizi e costi contenuti nei trasporti.

Quindi, da un lato bisogna intervenire per migliorare l’offerta sulle linee esistenti, dall’altro svincolare risorse per garantire un trasporto su rotaie efficiente e veloce.

 

Elezioni 2018

Vaccinazioni in Veneto

Obbligo e raccomandazione pari non sono

Nel Veneto la raccomandazione a vaccinare ha ottenuto lo stesso effetto dell'obbligo?

No.
Nel 2003, anno nel quale era obbligatoria la vaccinazione per 4 vaccini (polio, difterite, tetano e epatite B); la copertura è stata del 97,5%, superiore al valore del 95% considerato necessario per assicurare l'immunità di gregge.
Nel 2016 non era obbligatoria la vaccinazione per 4 vaccini (polio, difterite, tetano e epatite B); la copertura è stata del 92% (2), inferiore al valore del 95% considerato necessario per assicurare l'immunità di gregge.
Come sperimentato anche negli USA, obbligo e raccomandazione pari non sono.
La stessa Corte Costituzionale, in una recente sentenza, ricorda che la scelta dell'obbligo non è stata irragionevole, poiché volta a tutelare la salute individuale e collettiva, fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie.
Lo si ricordar ai sostenitori della raccomandazione a non vaccinare, cioè a Luigi di Maio (M5S) e Matteo Salvini (Lega), nonché a Pietro Grasso (Liberi e Uguali), che si candidano a governare l'Italia. Con questi presupposti è bene che non governino.

 

Roma Capitale

Atac: Dead Company Walking

L'Atac ai romani come l'Alitalia agli italiani

 

Dead Company Walking. Così potremmo definire l'Atac, l'azienda dei trasporti pubblici di Roma Capitale. Non se ne è accorta il sindaco, signora Virginia Raggi, e non se ne sono accorti i consiglieri comunali del M5S che hanno votato la proroga dell'affidamento del servizio di trasporto pubblico ad Atac fino al 2021.

Siamo in prossimità delle elezioni nazionali e regionali nel Lazio, e la decisione di mettere a gara europea il trasporto comunale avrebbe avuto effetti negativi sulla tenuta di voto degli elettori pentastellati, tutti per la conservazione dell'attuale situazione. Ovviamente, i problemi di Atac risalgono ai decenni e alle amministrazioni passate, ma la linea di condotta della Raggi non può che peggiorare la situazione. Insomma, si persegue la stessa politica dei partiti tradizionali: non affrontare il problema e prorogare le decisioni per motivi puramente elettorali, perché a marzo ci sono le elezioni nazionali e regionali e il prossimo anno quelle europee.

Il concetto che un servizio pubblico è rivolto al pubblico e non del pubblico, non attecchisce nelle menti dell'attuale amministrazione pentastellata. La convenienza economica e la qualità del servizio dell'affidamento non sono termini presi in considerazione.

L'Atac è un'azienda morta che cammina (Dead Company Walking) ma il sindaco lo ignora.

L'Atac ai romani come l'Alitalia agli italiani. Una furbizia che è costata, e costerà cara, al contribuente.

 

E’ NATO L’OSSERVATORIO NAZIONALE IMPRESA E PROFESSIONI 4.0 DI CONFASSOCIAZIONI

 

E’ nato l’Osservatorio Nazionale Impresa e Professioni 4.0 di CONFASSOCIAZIONI. L’Osservatorio ha l’obiettivo di promuovere e trasferire la conoscenza e l’innovazione del mondo 4.0 non solo all’interno delle associazioni e organizzazioni aderenti, ma anche verso il sistema esterno dei cittadini, delle istituzioni, dei professionisti e delle imprese”.

Lo ha dichiarato in una nota, Angelo DEIANA Presidente di CONFASSOCIAZIONI.

“L’introduzione delle tecnologie digitali - ha proseguito Claudio ANTONELLI, Presidente del Comitato Etico, Scientifico e di Indirizzo di CONFASSOCIAZIONI e Vice Presidente dell’Osservatorio con delega a Professioni 4.0 - contribuisce a cambiare il mercato del lavoro introducendo competenze nuove e trasversali. Molti lavori si avviano a scomparire, ma ne nascono degli altri che necessitano di nuove competenze. Ragion per cui l’Osservatorio avrà l’obiettivo di studiare il fenomeno delle Professioni 4.0 lungo alcune direttrici principali. La prima è quella dell’occupazione. Quanti posti di lavoro andranno perduti? Quanti nuovi posti di lavoro saranno creati? Il saldo sarà positivo o negativo? La seconda è quella delle competenze. L'impatto della tecnologia digitale sul lavoro comporterà la necessità per tutti di adeguare velocemente le proprie competenze. Quali capacità e abilità saranno essenziali e cruciali per le nuove professioni emergenti? La terza è quella della formazione. E’ importante prepararsi in anticipo a un mercato del lavoro in continuo mutamento. Bisogna puntare su un sistema educativo in grado di formare solide competenze di base, ma anche capacità di apprendimento continuo”.

“In un momento in cui, dopo una iniziale tendenza alla sottovalutazione dei fattori geografici sui processi di innovazione - ha continuato Stefano DE FALCO, Vice Presidente con delega alla Geografia dell’Innovazione - è tornato al centro della scena il tema dell’importanza che invece tali fattori rivestono. E’ per questo che uno degli obiettivi dell’Osservatorio è quello di essere uno strumento di analisi dell’innovazione territoriale a servizio e in collaborazione con le Associazioni, le Imprese e i Professionisti aderenti a CONFASSOCIAZIONI”.

“L’Osservatorio - ha affermato Andrea GUMINA, Vice Presidente con delega a Impresa 4.0 - sarà una piattaforma in cui il capitale umano, le conoscenze e le competenze presenti all’interno delle associazioni aderenti verranno messe a fattor comune per incidere sullo sviluppo professionale e imprenditoriale delle organizzazioni e indirizzare i futuri piani 4.0 della politica industriale ed economica non solo delle imprese, ma anche dei professionisti e delle Istituzioni”.

“Il Mondo 4.0 è un sistema - ha ribadito Gianfranco ZICCARO, Vice Presidente con delega alle Reti 4.0 - dove il vero vantaggio competitivo è costituito dall’insieme delle informazioni, delle competenze, dei progetti di formazione, ricerca e sviluppo per l'innovazione. Un mondo dove l’obiettivo di CONFASSOCIAZIONI è quello di favorire la crescita del capitale intellettuale e del patrimonio tecnologico dei professionisti e delle imprese”.

“La nostra struttura - ha proseguito Oliviero CASALE, Segretario Generale dell’Osservatorio - vuole anche supportare le politiche per l'innovazione attraverso un'attività di monitoraggio sulle principali tendenze in ambito europeo e internazionale riguardo i temi dell’innovazione e delle tecnologie abilitanti per il miglioramento continuo delle professionalità rappresentate. Tutto questo al fine di incidere lungo tutta la filiera del valore dei nuovi modelli organizzativi e di business delle imprese così da sviluppare nuove occupazioni non fini a se stesse bensì con una prospettiva di crescita sostenibile nel lungo periodo”.

 

FATTI DELLA VITA

 

LA CASSA DI PREVIDENZA DEI DOTTORI COMERCIALIASTI VINCE contro i Ministeri dell'Economia e del Lavoro e salva i risparmi di spesa. Il Consiglio di Stato, alla luce della sentenza 7/2017 della Consulta,  cancella,  con la sentenza 109/2018, "il versamento annuale delle riduzioni di spesa ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato". Obbligo illegittimo. Censurata la "distrazione" dei fondi (derivanti dalla contribuzione degli iscritti) dalla loro finalità tipica" (pagare le pensioni). "Non è conforme a Costituzione un prelievo strutturale e continuativo nei riguardi di un ente caratterizzato da funzioni previdenziali e assistenziali". La sentenza riguarda indirettamente tutte le Casse (INPGI compreso, che così risparmierà annualmente 447mila euro). 

 

Vendita prodotti finanziari

Cosa si sono messi in testa i cinesi?

 

L'autorità di vigilanza cinese, China Banking Regulatory Commission, ha intenzione di domandare agli intermediari di registrare in video e audio tutte le vendite di prodotti d’investimento effettuate.

E' infatti doveroso spiegare in maniera chiara e trasparente alla clientela tutti i rischi e i costi dei prodotti finanziari venduti ed anche di poterlo provare in caso di lamentele.

Viene altresì previsto che tutte le registrazioni debbano essere conservate fino a sei mesi dopo la scadenza dell’investimento.

No, dico...anni di discussioni per la Mifid 1, che appena esce già mettono in cantiere la Mifid 2 ed impiegano dieci anni per farla nascere, poi arrivano i cinesi e risolvono tutto con la registrazione audio-video di cosa avviene al momento della vendita. 

Ma cosa si sono messi in testa questi qui?

 

DJ ANICETO LANCIA NUOVA CAMPAGNA ANTIDROGA SOCIAL

Il Dj antidroga ci mette la faccia

 

Un viso diviso in due, da una parte tumefatto e scarnificato dalle peggiori droghe, dall'altra sanissimo, gioioso e sorridente, in mezzo l'invito a scegliere da che parte stare. A metterci la "faccia" il Dj Aniceto, il dj antidroga per eccellenza che con il messaggio SCEGLI SEMPRE IL TUO LATO MIGLIORE lancia la sua nuovissima campagna digitale contro tutte le dipendenze sui social più in voga del momento. Dj Aniceto, uno dei dj piu impegnati nel sociale, già membro della Consulta per le politiche antidroga e guru dei sani valori nei programmi tv di Piero Chiambretti, ha lanciato la campagna su Facebook, Twitter e Instagram attraverso i suoi seguitissimi profili invitando i suoi seguaci ad unirsi al suo grido di battaglia con slogan che il dj pubblicherà a sua volta sui suoi profili digitali. "Occorre più informazione sul male che fa la droga; la droga è sempre presente purtroppo nella realtà e dispiace che lo Stato in questo momento sia impegnato in altre emergenze e priorità. Mi piacerebbe che nelle scuole si dedicasse almeno un'ora a settimana ai pericoli delle dipendenze, e spero che con la reintroduzione dell'educazione civica si faccia al più presto qualcosa in questo senso" - Afferma Aniceto - "Ho voluto lanciare questa iniziativa perché sono sicuro che anche leggere una frase, può contribuire a salvare vite umane. Non è vero che tutti i giovani su internet sono degli haters o dei bulli, molti dimostrano una grande sensibilità e solidarietà. On line non esiste per fortuna 'il branco'! E vista anche la loro risposta massiccia nelle mie serate, sono veramente contento che siano portavoce a loro volta di questo mio messaggio." - continua Aniceto - "E' molto bello quando si motiva un giovane ad essere veramente se stesso, senza artifizi o altre diavolerie ma usando solo il cuore, anche per leggere e commentare semplicemente una frase. La vita è solo nostra e non dobbiamo consentire di farcela rovinare. Se anche solo un giovane seguendo questi slogan si allontanerà dai paradisi artificiali può considerarsi già un successo. Tutti dobbiamo lottare con ogni mezzo, affinché una persona non si avvicini proprio alla droga e all'alcool, diffondendo il rispetto per il proprio corpo, l'amore per la famiglia e i sani valori, ed iniziando come ho già detto dalle scuole, e come nel mio caso, da internet e dalle discoteche, 'gli unici centri di aggregazione giovanili'. Ma bisogna fare presto. Dopo, non serve essere duri quando ci sono di mezzo i morti" Crediti campagna Dj Aniceto: Trucco Francesca Sersante, Foto Paola Galano, Comunicazione Digitale Mario Guarini per Kayenna Vi ricordiamo che Robbie Aniceto lanciato da Piero Chiambretti nel programma tv cult Markette,e al Festival di Sanremo 2008 è anche uno dei dj italiani più conosciuti all'estero, recentemente, apprezzandone lo sforzo, si è espresso a favore del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Giovanardi. E' stato il testimonial di una campagna anti droga per la net television www.kayenna.tv andata in onda anche su RAI3, e lo spot è visibile all'indirizzo http://it.youtube.com/watch?v=5dmVv5oPt9E , promuove feste in discoteca sulla sicurezza stradale e contro la droga. Ha partecipato ad importantissimi eventi musicali internazionali al Cremlino a Mosca, al Teatro Nazionale di Stato a Taskhent in Uzbekistan e a Bucarest in Romania. Per la sua attività artistica ha ricevuto il compiacimento dell'ex Presidente della Repubblica Ciampi. Si è, inoltre, esibito spessissimo a Montecarlo come dj nelle partite di calcio benefiche del Principe Alberto a favore dell'organo Mission Enfance che si occupa della costruzione di scuole in zone di guerra. dj Aniceto é spesso ospite di scuole medie dove viene usato come materia di studio il suo inno di mameli dance, parla con alunni e genitori dell'amor di patria e della sua attività sociale nelle discoteche

 

Triclosan

 

Triclosan è un ingrediente aggiunto a molti prodotti di consumo destinati a ridurre o prevenire la contaminazione batterica. E' presente in alcuni saponi antibatterici, bagnoschiuma, dentifrici, cosmetici e contenitori per alimenti. Si può anche trovare negli indumenti, stoviglie, mobili e giocattoli.

Alcuni studi sugli animali hanno dimostrato che l'esposizione a dosi elevate di Triclosan è associata a una diminuzione dei livelli di alcuni ormoni tiroidei. Non si conosce, però, l'effetto sulla salute umana. Altri studi hanno sollevato la possibilità che, l'esposizione a Triclosan, contribuisca a rendere i batteri resistenti agli antibiotici; uno studio, sugli animali, paventa l'ipotesi che si possa sviluppare il cancro della pelle, dopo lunga esposizione al Triclosan; un altro attiene all'azione del Triclosan con altre sostanze chimiche sulla pelle umana, dopo l'esposizione ai raggi ultravioletti (UV). Ad oggi, nessuno studio è stato completato.

Per chi vuole, esistono in commercio prodotti senza Triclosan (Triclosan-free). In effetti, non si capisce perché utilizzare un sapone con l'antibatterico Triclosan quando, per la pulizia, basterebbe il sapone stesso.

 

FATTI DELLA VITA

 

CASSAZIONE. Nell'ambito della cronaca giudiziaria la verità della notizia mutuata  da un provvedimento giudiziario sussiste ogni qualvolta essa sia fedele al contenuto del provvedimento stesso, senza alterazioni o travisamenti; pertanto per il riconoscimento  dell'esimente del diritto di cronaca è sufficiente che l'articolo pubblicato corrisponda al contenuto di atti dell'autorità giudiziaria, senza che sia richiesto al giornalista di dimostrare la fondatezza delle decisioni e dei provvedimenti da essa adottati.

 

Elezioni 2018

Salvini e i vaccini

 

Matteo Salvini (Lega), che si candida a guidare il prossimo governo, ha dichiarato, nel corso di una trasmissione radiofonica che non è contro i vaccini, ma contro l'obbligo di vaccinazione, tant'è che ha fatto vaccinare i suoi due figli. Siamo contenti per i suoi figli, così sono al sicuro da alcune malattie. Se, però, il candidato Salvini non fosse convinto della necessità delle vaccinazioni, e non vaccinasse i propri figli, cosa farebbe? Li manderebbe a scuola con il rischio di infettare gli altri bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute? Metterebbe a rischio la salute e la vita di questi bambini?

Il candidato Salvini si è addentrato, in seguito, su aspetti medico-scientifici, dichiarando che siamo l'unico Paese al mondo che somministra 10 vaccini contemporaneamente allo stesso bambino che fanno male: a migliaia i casi.

Dove ha preso il candidato Salvini queste informazioni fasulle?

I dieci vaccini sono somministrati anche in altri Paesi, dove non c'è obbligo di vaccinazione perché i genitori lo fanno spontaneamente; in Francia, da quest'anno, c'è l'obbligo per 11 vaccinazioni. Le dieci vaccinazioni contemporanee rappresentano una infinitesima parte del contatto che ogni giorno il bambino ha con il mondo dei microorganismi. I casi di effetti negativi sono di uno su un milione di bambini.

Chi si candida a governare il Paese dovrebbe dare risposte non fare annunci.

 

Utenze

consumi e non solo.

Argomenti da campagna elettorale populisti

 

Convocate le elezioni, gli argomenti da campagna elettorale sono più evidenti che mai. Vediamone alcuni:

Abolizione del canone Rai.

Abolizione della tassa di possesso degli autoveicoli.

Gratuità dell’iscrizione all’università.

Stipendio minimo: 10 euro l’ora.

Reddito di cittadinanza di 780 euro per tutti.

Flat tax per tutti al 15%.

Riduzione debito pubblico del 40% in una legislatura.

Abbassamento età pensionabile (abolizione legge Fornero).

Referendum per uscire dall’euro.

E siamo solo all’inizio.

Visto il tenore di partenza, ce ne aspettiamo anche di più eclatanti. E tutte hanno la caratteristica di voler essere coinvolgenti e popolari. Che nel lessico e pratica comune della politica, scivola molto facilmente in “populiste”, termine per definire qualcosa che dovrebbe essere dato in pasto al popolo per fargli credere cose che poi non verranno mai realizzate.

Abbiamo già detto la nostra sul canone Rai, auspicando che non sia la solita promessa elettorale, ma un reale terreno di confronto e scontro nella sostanza, ma le prime avvisaglie ci

fanno ricredere (valga per tutti che alcuni esponenti della Leganord da sempre contrari al canone, vista che l’abolizione è proposta dal loro avversario, ecco che si ritrovano ad essere

paladini del canone).

Sugli altri argomenti non ci pronunciamo in questo contesto e momento, ma ascoltiamo e leggiamo. Gli esempi che abbiamo fatto sicuramente presentano problematicità di applicazione, ma “mai dire mai”. Siamo creduloni? Probabile. Ma non siamo fessi! Nel contempo siamo tra coloro che poi rendono conto e, comunque, valutando sul fatto che in democrazia le proposte di governo e di riforma non possono che essere maggiormente evidenziate in campagna elettorale.

 

Regione Lazio

Co-terapia con i cani

 

Aiutare i bambini ricoverati in ospedale con una terapia che preveda la presenza di cani. E' quanto avvenuto nel reparto pediatria dell'Ospedale San Camillo De' Lellis di Rieti. L'esperimento non è nuovo nella Regione Lazio, visto che, già in una struttura sanitaria per bambini disabili, si usarono diversi animali per un rimedio che integrasse quello tradizionale.

Fu lo psichiatra infantile Boris Levinson che ne riscontrò gli effetti positivi durante una seduta con un bambino autistico. Levinson costatò il miglioramento dell'efficacia del trattamento per la presenza del proprio cane. Nel 1961, Levinson espresse le sue considerazioni in un  saggio nel quale evidenziava la funzione co-terapeutica degli animali. In effetti, le notizie sull'effetto curativo degli animali risalgono, addirittura, agli egizi e ai greci.

La zooterapia (pet therapy) è una co-terapia basata sulla interazione persona-animale che integra le terapie tradizionali. E' utilizzata non solo negli ospedali, ma anche nelle case di riposo e nelle comunità di recupero.

 

Contraffazione e truffa alimentare

Essere conosciuti non e’ un nulla osta

Il caso Cannavacciuolo

 

 Il ristorante della famiglia del cuoco Antonino Cannavacciuolo, a Torino, è stato chiuso e multato perché serviva cibi congelati per freschi. Storie di “ordinaria” amministrazione che, al massimo, fanno titoletti nelle cronache locali dei media. Ma la notorietà del personaggio ha giocato come megafono.

Quello che stupisce è:

- che sia accaduto;

- la reazione del cuoco.

1 – Che sia accaduto. Forse la notorietà mediatica ha fatto distrarre il nostro cuoco o sottovalutare il fatto in se’, o si tratta di delirio di onnipotenza? Su certe cose, non ci si può distrarre, anche se il misfatto è accaduto in un ristorante dove si paga un occhio della testa e per sedersi a tavola bisogna prenotare con largo anticipo. Forse, chi paga 10 euro per primo, secondo e contorno, frutta e un quartino di rosso, tutto con coperto di carta, è più concentrato sul risparmio che non sul menù. Forse. Ma chi (come nel nostro caso) paga 75 euro per un menù degustazione, e 60 euro per gli assaggi di vino, anche se in teoria potrebbe fare meno attenzione ai soldi, forse è più attento al menù. Nonostante queste osservazioni di banale buon senso, in quel ristorante, il misfatto si è compiuto. Forse la proprietà del ristorante credeva di avere una sorta di nulla osta rispetto alle abituali norme sanitarie e di informazione del consumatore, cliente e commensale? Nulla osta di fatto legato alla notorietà mediatica della famiglia? Chissà! Noi, a maggior ragione quando si pagano certe importi e quando si ha a che fare con chi ci informa e insegna tutti i giorni sulla buona tavola, pretendiamo precisione, rispetto e qualità dell’informazione (sulla qualità del cibo, lasciamo che ogni consumatore giudichi di per se’).

 

2 – La reazione del cuoco. “Si parla tanto delle difficoltà che gli imprenditori sopportano per lavorare in Italia, in qualsiasi settore. Ecco, storie come questa fanno venire voglia di andarsene da un’altra parte”. Bene le regole, ammette, ma assurda la loro applicazione. Così il nostro cuoco. A parte che non sappiamo dove pensi di andare, perché servendo cibi congelati per freschi se la passi con una pacca sulla spalla. Non conosciamo Paese al mondo in cui non ci siano provvedimenti  come quelli italiani per questioni del genere (poi ci sono le mazzette agli ispettori sanitari, ma questo è un altro discorso). Non solo. Ma ne conosciamo alcuni in cui, dopo un episodio del genere, una star come il nostro cuoco, dopo un po’ d’anni di silenzio, al massimo potrà trovare lavoro come aiuto cuoco in un fast food (un nome non a caso: Usa).

Gli italiani nel mondo, oltre ad essere amati per tanti motivi, hanno anche una pessima nomea per due aspetti: affidabilità e rispetto delle norme. Una nomea, e talvolta ancora un dato di fatto, che nel linguaggio molto popolare si esprime con l’appellativo “mafiosi”. Una stimmata che ci portiamo dietro da secoli grazie ad alcuni emigrati italiani che hanno popolato (e popolano) le delinquenze del mondo intero. Questa nostra caratteristica la viviamo anche sul nostro territorio. Come nel nostro caso. Non certo un caso “mafioso”, per carità, ma sicuramente in quella corrente di pensiero. L’Italia che non funziona è anche per questo.

 

Euro. Uscire?

Tra Salvini e Krugman

 

Uscire dall'Euro e tornare alla lira?

Registriamo le dichiarazioni di Matteo Salvini (Lega) che, a tal proposito, ha dichiarato che "il referendum sull'euro, caldeggiato dal M5S, è una sciocchezza, non è previsto dalla Costituzione, fai un dibattito per 6 mesi e, intanto, ti affossano con lo spread" e, in attesa che gli esponenti del M5S chiariscano le proprie posizioni, visto che assumono l'andamento dell' elettrocardiogramma di un cardiopatico, riteniamo utile riportare le dichiarazioni del professor Paul Robin Krugman, premio Nobel per l'economia, che aveva manifestato la sua contrarietà all'euro:

"Vi è una grande differenza tra la scelta di non aderire (all'euro) dall'inizio e lasciarlo una volta entrati. I costi dell'uscita dall'euro e del ripristino di una moneta nazionale sarebbero enormi: una massiccia fuga di capitali potrebbe causare una crisi bancaria, si dovrebbero imporre i controlli sui capitali e la chiusura delle banche, il problema di ridenominare i contratti creerebbe una palude legale, le imprese si bloccherebbero in un lungo periodo transitorio di confusione e incertezza".

Il quadro è chiaro, ma non tutti riescono a vederlo: schiacciati da una miope logica di bottega.

 

Tra Minenna, Grillo e Di Maio

 

"E' ragionevole ipotizzare che ci sarebbe una svalutazione del 30-40%, forse fino ad arrivare al 50%". E' quanto sosteneva l'economista Marcello Minenna, che è stato assessore al Bilancio del Comune di Roma, nella giunta del sindaco. signora Virginia Raggi (M5S). Dal che ne consegue che i beni, mobili e immobili, vale a dire il denaro e le case, subirebbero una svalutazione del 30-40 o anche del 50%.

Di qui quattro consigli ai risparmiatori, per cercare di fasi meno male possibile:

1. Ritirare i soldi dai depositi bancari e postali;

2. Vendere i titoli di Stato (Bot, Btp, ecc.) o investimenti che includano titoli di Stato;

3. Vendere azioni, obbligazioni o altre tipologie di investimenti di aziende italiane;

4. Vendere le proprietà immobiliari.

Abbiamo ripetutamente elencato i pericoli disastrosi dell'uscita dell'Italia dall'euro, che, comunque, vogliamo ricordare.

Il debito pubblico è di circa 2.300 miliardi di euro nei confronti di creditori di varia natura (privati, imprese, banche, Stati esteri). Nei soli confronti della BCE c'è un'esposizione per 344 miliardi di euro.

Non appena si diffondesse la notizia (se non prima), banche, assicurazioni, fondi e così via, venderebbero i propri titoli pubblici. Lo spread BTP/BUND salirebbe alle stelle.
Lo Stato dovrebbe emettere titoli a elevato interesse, aumentando il debito pubblico, e dovrebbe ricorre a drastiche misure di taglio della spesa pubblica con effetti, in particolare, sulla sanità, sul sistema assistenziale e previdenziale.

Le banche, per acquisire liquidità, non potendo rifornirsi dalla BCE, dovrebbero ricorrere al mercato o dichiarare fallimento. Le imprese seguirebbero la sorte delle banche. Insomma, economia in picchiata e famiglie immiserite.

Abbiamo ricordato cosa succederebbe, nel caso che l'Italia uscisse dall'euro, perché un esponente di primo piano del M5S, Luigi Di Maio, si è dichiarato favorevole al "referendum sull'euro".  Lo stesso Di Maio si dichiara pronto a governare la "Terza Repubblica".

Aggiungiamo un particolare: Di Maio governerebbe su un cumulo di macerie.