ANNO 47° - n. 24 del 16 Giugno 2021

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L’Italia, un Paese generoso

Colpita dal dramma immane del contagio, avvolta dall'abbraccio mortale della pandemia del coronavirus, ha reagito con straordinario senso di dignità umana alla virulenza del male. E continua a farlo. Senza perdersi d'animo

 

TEMPO DI CORONAVIRUS

Il contatto fisico ci manca più di quanto avremmo potuto immaginare. Viviamo nella contraddizione: rimpiangiamo gli abbracci, ma misuriamo le distanze, dimenticando che l’avversario è il virus, non chi, suo malgrado, potrebbe inconsapevolmente veicolarlo.

 

Papa Francesco

«Abbiamo bisogno di media che aiutino le persone a distinguere il bene dal male».

«In un'epoca in cui le notizie possono essere facilmente manipolate e la disinformazione è diffusa, voi cercate di far conoscere la verità in un modo che sia, secondo le parole del vostro motto, 'giusto, fedele e informato'.

 

In questo numero

 

REGIONE LAZIO

AMBIENTE
MIGLIORA QUALITA’ DELL'ARIA COMUNI DEL LAZIO

PROSEGUIRE CON PROGRESSIVE MISURE DI RISANAMENTO

 

“La nuova zonizzazione del territorio regionale relativa al quinquennio 2015-2019, ai fini della valutazione della qualità dell’aria, recentemente approvata dalla Giunta Regionale, rileva che la maggioranza dei Comuni della nostra Regione, presenta una situazione meno critica rispetto alla precedente rilevazione del 2015, con la metà dei Comuni che passano dalla classe 1, la più critica, in classe 2. Un fatto importante che pone la necessità di proseguire con le misure di risanamento, per diminuire progressivamente la concentrazione degli inquinanti in tutte le zone del Lazio”.

E’quanto dichiara in una nota Marta Bonafoni Capogruppo della Lista Civica Zingaretti in Consiglio Regionale.

“Nella legge di stabilità 2019 – ricorda Bonafoni - mi feci promotrice di una specifica disposizione che, nelle more dell’approvazione del nuovo Piano di risanamento qualità dell’aria, potesse rafforzare l’azione di controllo e coordinamento della Regione nei confronti dei Comuni per l’adozione di provvedimenti di carattere emergenziale e dei Piani d’intervento operativi comunali. Sono soddisfatta nel sapere che quell’intervento ha prodotto un primo importante risultato”.

“Ora si attende la conclusione della procedura di VAS sul Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria – conclude Bonafoni - cui farà seguito l’esame e approvazione da parte del Consiglio Regionale. Uno strumento fondamentale per proseguire nell’azione di prevenzione e riduzione degli effetti dannosi per la salute umana e per l’ambiente, determinati dalla dispersione degli inquinanti nell’atmosfera e per la lotta ai cambiamenti climatici”.

 

Roma Capitale

Al futuro sindaco: liberare tombini e caditoie

 

La prima lettera che i cittadini di Roma Capitale scriveranno al futuro sindaco riguarderà tombini e caditoie.

In passato lo si è fatto con Rutelli, Veltroni, Alemanno, Marino e con la Raggi, ma senza grandi risultati.

In particolare, i cittadini hanno sollecitato più volte la sindaca Virginia Raggi, visto che si era dilettata a prendere in giro il suo predecessore, con: piove a Roma gonfiate i gommoni.

La settimana passata, un acquazzone ha fatto quello che era prevedibile: allagare le strade.

La sindaca Raggi aveva promesso un piano di intervento, considerato che l'80% dei sistemi di deflusso era ostruito.

Tutto è rimasto come prima.

Tra l'altro, la strada completamente allagata è Corso Francia, una via a 4 corsie più quelle laterali. Il sistema fognario della strada è, quindi, lineare, in grado di assorbire forti afflussi di pioggia.

La soluzione è semplice: pulire tombini e caditoie.

In merito, rileviamo la dichiarazione della assessore alle Infrastrutture, Linda Meleo: a breve partiranno due appalti di manutenzione straordinaria.
A breve partiranno?

Forse l'assessore Meleo non si è accorta che è alla fine della consiliatura, sono passati, cioè, 5 anni dall'inizio della guida pentastellata del Campidoglio.

Ci sembra di leggere le dichiarazioni dell'indimenticabile ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, quello del tunnel del Brennero, stradale e in funzione, secondo lui, che, invece, è ferroviario e in costruzione.

Devono aver frequentato la stessa scuola.

 

SCADENZA 30 GIUGNO

AL VIA LA CAMPAGNA 2021 DI “RIDIAMO IL SORRISO ALLA PIANURA PADANA”

 

La bella iniziativa di Regione e Veneto AgricolturaRidiamo il sorriso alla pianura Padana” si ripete anche quest’anno. Dopo il grande riscontro ottenuto nel 2020 da amministrazioni locali e cittadini (60.454 piante consegnate a ben 342 Comuni veneti aderenti destinate agli oltre 8.000 cittadini che ne avevano fatto richiesta) l’Agenzia regionale ha inviato in questi giorni a tutti i Comuni veneti di pianura la comunicazione ufficiale con l’invito ad aderire anche nel 2021 a questa interessante e fortunata iniziativa.

Obiettivo del progetto, finanziato dalla Regione e attuato da Veneto Agricoltura, è quello di contribuire a migliorare il paesaggio e l’ambiente di pianura attraverso la messa a dimora di migliaia di alberi e arbusti autoctoni contribuendo così alla mitigazione climatica e rispondendo su scala locale, per quanto ciò abbia soltanto un valore simbolico, alla Strategia europea “Biodiversità per il 2030” che prevede, fra l’altro, la messa a dimora nei prossimi anni di ben tre miliardi di alberi negli Stati dell’Unione Europea.

In pratica, anche quest’anno saranno consegnate gratuitamente ai Comuni veneti di pianura che aderiranno al progetto diverse migliaia di piantine forestali di provenienza locale da distribuire ai loro cittadini.

Le modalità di adesione sono semplicissime: i cittadini interessati a ricevere le piantine, non appena il loro Comune avrà formalmente aderito alla campagna 2021 (scadenza 30 giugno), potranno prenotarsi entro il 1° settembre mediante il portale

https://www.ridiamoilsorrisoallapianurapadana.eu/,

indicando la tipologia di piante di proprio interesse. Nel portale saranno disponibili tutte le informazioni sull’iniziativa e lo spazio da compilare per la richiesta.

Ricordiamo che, come per l’edizione 2020, anche quest’anno tutte le piantine in distribuzione provengono dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Veneto Agricoltura con sede a Montecchio Precalcino (Vi).

 

Nei precedenti numeri

 

Anziani

Dopo il Covid rimangono i problemi RSA

 

Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria", è l’indagine Istat da cui si evincono dati preoccupanti: quasi 100mila over 75 sono soli e collocati nella fascia di reddito più bassa, e 1,2 milioni sono senza aiuto per le cure e le attività quotidiane.

Gli anziani, quelli che continuavano a morire per il covid fino a che le autorità politiche si sono rese conto che avrebbero dovuto avere priorità per i vaccini, e che talvolta (Toscana docet) sono stati vaccinati anche dopo gli avvocati.

Quelli anziani non autosufficienti, che prima e durante il covid, quando finivano e finiscono in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) o erano benestanti o prosciugavano gli averi di famigliari talvolta costretti a fare debiti per tenerli ricoverati. Con alcuni Comuni e Regioni che, pur di non pagare le rette RSA hanno sviluppato una normativa creativa in dispregio delle leggi nazionali.

Il grado di civiltà di un popolo, si sa, lo si valuta dal trattamento riservato ai più indifesi e deboli.

Ma qualcuno non si è ancora reso che, a fronte di un sistema sanitario che gestisce l'ospedaliero, l'urgenza e la riabilitazione post acuta, in modo gratuito ed in molte regioni efficiente, la disabilità cronica e l'anzianità, che spesso necessita di assistenza medica intensa continua, ricade, spesso e volentieri, sulle spalle dell'utenza e delle famiglie.

La legge prevede che la retta di ricovero sia composta da una quota sanitaria (generalmente il 50% dell'intero) a carico del Sistema sanitario regionale erogate tramite le Asl di appartenenza e da una quota sociale o alberghiera (l'altro 50%) a carico dei Comuni con la compartecipazione del beneficiario della prestazione determinata in base all'Isee, ed in particolare all'Isee socio-sanitario. Ed è proprio nella quota comunale che avviene il pateracchio, perché per valutare chi deve pagare questa parte di retta alcune amministrazioni hanno deciso che non fa testo l’Isee del ricoverato, ma quello della sua famiglia, anche se quest’ultima a stento riesce a far fronte a se stessa. Ed ecco quindi che alcuni anziani si trovano fuori delle RSA.

Aduc fa una lotta anche giudiziaria in materia, con alti e bassi, ma al momento non sembra che la lezione del covid abbia insegnato sulla tempestività e necessità dell’intervento pubblico.

I dati Istat di oggi sono un monito per chi ancora sottovaluta e derubrica la questione anziani a mero calcolo economico. Nella nostra società gli anziani sono sempre di più. Su Covid e RSA si gioca la partita. Per il covid, in ritardo, si è fatto il dovuto. Per la RSA? E’ bene ricordare che i ritardi non fanno fare le cose con maggiore ponderazione, ma in questo caso sono mortali.

 

REGIONE LAZIO

Bene approvazione in Commissione delibera senza fissa dimora


Bene il parere favorevole, nella VII Commissione del Consiglio regionale del Lazio, allo schema di deliberazione che stabilisce criteri e modalità per l’erogazione di contributi mirati alla realizzazione di interventi socio-sanitari in favore di persone senza fissa dimora.

Attraverso questo intervento, scaturito da un mio emendamento - per 200.000€ - presentato nell’ultimo bilancio per sostenere quelle realtà impegnate nella realizzazione di screening covid e monitoraggi dei bisogni degli ultimissimi, la Regione Lazio conferma la volontà di mettere in campo tutti gli interventi possibili per non lasciare indietro nessuno e sostenere allo stesso tempo gli enti del Terzo settore ogni giorno in prima linea.

Un impegno realizzato grazie all’assessora alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli in sinergia con l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato che - con la prossima approvazione definitiva in Giunta - si trasforma in risposta in favore dei senza fissa dimora, degli operatori e dei volontari che nell’ultimo anno hanno fronteggiato con forza la crisi pandemica, sostenendo chi - come spesso avviene nelle nostre città - non viene visto.

 

ANCHE NEL 2021

UN PREMIO PER CHI PIANTA GLI ALBERI

 

Torna con la sua 3^ edizione il Premio annuale che Veneto Agricoltura destina a chi si è contraddistinto nella sua vita professionale o sociale nella promozione e realizzazione di impianti di vegetazione legnosa (alberi e/o arbusti).

Stiamo parlando del Premio “Jean Giono – L’uomo che piantava gli alberi”, con il quale si vuole ricordare lo scrittore Jean Giono  (1895-1970), l’autore del romanzo “L’uomo che piantava gli alberi” che narra la storia di uno schivo antieroe, Elzeard Bouffier, che negli anni della prima guerra mondiale compie una silenziosa quanto straordinaria opera di rimboschimento delle spoglie pendici della Francia meridionale ridando vita alla terra e alla comunità del luogo.

L’idea del Premio nasce dalla stessa mission di Veneto Agricoltura grazie alla quale si intende promuovere la coltura e la cultura forestale sia degli ambiti montani che pianura, comprese le finalità produttive e naturalistico-ambientali.

Al riguardo si ricorda che l’Agenzia regionale gestisce il Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Vi) dove la tutela del germoplasma delle specie legnose autoctone si traduce in una produzione vivaistica di piantine di oltre 300 specie tra alberi, arbusti e piante erbacee.  Veneto Agricoltura gestisce inoltre ben 16.000 ettari di boschi, pascoli e riserve del demanio regionale, nonché su incarico della Regione Veneto i Servizi Idraulico Forestali. Nel 2017 ha anche lanciato la “Carta di Sandrigo” chiamando enti pubblici e operatori privati all’impegno di decuplicare entro il 2050 gli ettari di superficie di pianura boscata, portandoli a superare i 5.000 ettari, avvicinandoci così all’1% della superficie agricola, come avveniva ai tempi della Repubblica di Venezia.

E’ proprio in questo contesto che si inserisce il Premio “Jean Giono” che, come per l’edizione 2020, si fa in quattro, nel senso che saranno quattro le personalità premiate, una per ciascuna delle quattro categorie previste: agricoltore, conduttore di fondo agricolo; tecnico, agronomo-forestale, ricercatore; rappresentante di Amministrazione locale (Amministratore, Sindaco/Assessore comunale, tecnico Ente locale); volontario (rappresentante dell’associazionismo).

Ciascun premiato riceverà 250 piante di alberi/arbusti prodotti dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Veneto Agricoltura, che il vincitore destinerà per la realizzazione di un nuovo impianto o ad integrazione di impianto esistente.

Il Premio verrà assegnato in occasione degli “Stati generali dei Boschi di pianura” in programma il 23 settembre 2021, presso l’M9 di Mestre-Venezia, valutando le candidature che saranno presentate a Veneto Agricoltura entro le ore 12.00 del 9 settembre prossimo.

Le candidature possono essere espresse da qualsiasi soggetto fisico o giuridico inviando a info@venetoagricoltura.org la scheda di candidatura scaricabile qui:

https://www.venetoagricoltura.org/2020/07/bandi-e-selezioni/premio-jean-giono-luomo-che-piantava-gli-alberi-edizione-2020/

Le candidature possono essere espresse sia in forma di segnalazione di terzi, sia in forma di autocandidatura.

 

Roma Capitale

sommersa dai rifiuti, l’eredità Raggi

 

Avrebbero dovuto tenersi nel mese di Giugno le elezioni per il sindaco e per il Consiglio comunale ma, causa Covid, sono state rinviate al prossimo autunno.

Dopo 5 anni di governo la sindaca Raggi lascia in eredità ai romani una città sommersa dai rifiuti.

Le cause del disastro: scelte sbagliate, incapacità di indirizzo politico e gestionale e contrasti con la Regione Lazio.
Ora, con la ripresa delle attività di piena ristorazione la situazione non può che peggiorare.

Eppure, la sindaca Raggi (M5S), aveva tutte le carte per governare la Capitale: eletta con il 67% dei voti e la maggioranza assoluta in Consiglio comunale, evento unico dal dopoguerra, poteva determinare un cambio sostanziale di quello che è uno dei problemi che affliggono la città: i rifiuti.

Al momento, la sindaca Raggi non ha la maggioranza in Aula. L'ultimo ad abbandonare le fila del M5S è stato il Presidente del Consiglio comunale, in sostanza il numero due della compagine cinquestellata.

Erano 30 i consiglieri cinquestellati su 49 componenti del Consiglio, oggi ne sono rimasti 24.

Non meno disastrosa la vicenda della Giunta capitolina: più della metà degli assessori nominati nel corso del tempo non sono più in carica. Una giravolta di cambi, di sostituzioni, di migrazioni da un assessorato all'altro ha reso impossibile governare la Capitale d'Italia.

La responsabilità ha un nome: Virginia Raggi.

 

Paese strano

per tassi, sprechi ed aiuti

Il segretario del Pd propone di tassare i patrimoni ereditati oltre i 5 milioni di euro.

Proposta stoppata dal presidente Mario Draghi con la frase “non è il momento di prendere, ma di dare”

Sembra che il prelievo avrebbe riguardato l’1% della popolazione con un vantaggio fiscale di 2,8 miliardi da devolvere sotto varie forme a 280.000 diciottenni.

Un segnale negativo sotto il profilo di politica economica, come fatto notare dal capo del governo.

Economicamente, invece, avrebbe leso in piccola parte i diritti acquisiti di poche persone.

Socialmente avrebbe avuto un certo impatto, probabilmente come quello del reddito di cittadinanza con le dovute differenze.
Per far fronte ai problemi della pandemia, al momento, lo Stato si fa imprenditore e tutore e poi dispensa a vari gruppi.

All’opposto, non si è scelto di far riferimento ai consumi e alle utenze.

Ridurre oppure eliminare le varie aliquote avrebbe aiutato gli utenti e i consumatori nell’utilizzo di prodotti e servizi.
Non solo, le politiche di spreco di denaro pubblico non hanno avuto alcuna modifica.

Due esempi: Atac di Roma e Alitalia.

Due aziende mantenute solo da denaro pubblico e il ripetuto mantenimento è oggetto di decisioni attuali, così, ad ogni neonato, diamo una dote di 44mila euro di debito pubblico.
Intanto, a giorni, saranno realtà una serie di aiuti, sebbene non siano stati ancora elargiti quelli precedenti.
Questo il meccanismo con il quale economia e società dovrebbero riprendersi.
Struttura che è continuità al pre covid, invece si sperava in una nuova strada, dopo la lezione di questa pandemia.

 

PANDEMIA
OPPOSIZIONE E GOVERNO

 

A marzo dello scorso, Giorgia Meloni, in uno spot, invitava i turisti a venire in Italia.

Pochi giorni dopo dichiarava: "chiudere tutto".

A proposito delle aperture programmate del governo Draghi, sostiene che il provvedimento è arbitrario e liberticida, che lede le libertà costituzionali e che il coprifuoco è misura inutile a contrastare l'epidemia.

Giova ricordare alla Meloni ciò che ha detto lo scorso mese il premier britannico Boris Johnson, a proposito delle azioni condotte per contrastare la pandemia: "I numeri dei contagiati e dei morti sono calati, ma è molto importante che tutti capiscano che non è il vaccino che ha ridotto i contagi e i morti. È stato, in larga parte, il lockdown."

Ieri il Regno Unito ha avuto 5 morti per il Covid; l'Italia 140.

Bastano questi numeri, perché le parole della presidente Meloni siano solo per la ricerca di voti e non per la salute dei cittadini.

 

RIAPERTURE

BENE GOVERNO SU IMPIANTI DI RISALITA E PARCHI DIVERTIMENTO

 

È positivo che gli impianti di risalita dei territori montani possano riaprire il 22 maggio, tra le prime attività che ripartono a seguito del Decreto varato dal Governo. Una positiva soluzione che vedrà impegnati i gestori e i proprietari degli impianti, nei prossimi giorni, a pianificare l'estate. In fondo è ormai da anni che gli impiantisti puntano, d'intesa con Comuni e strutture ricettive, su una destagionalizzazione del turismo, con un'offerta per salire in quota, con bici ed e-bike a esempio, anche estiva. Bene l'anticipo dei Parchi tematici il 15 giugno, che in base al vecchio decreto dovevano riaprire il 1° luglio, insieme con i convegni e i congressi. Sui parchi tematici, moltissimi Sindaci avevano chiesto tramite Uncem un anticipo delle aperture, ora concesso dal Decreto del Governo.

 

Riceviamo e pubblichiamo da Pro Vita e Famiglia

Scuola, Linee Guida su genere.

Pro Vita & Famiglia: “Chi ha sbagliato paghi. La Regione Lazio ne sa qualcosa?”

 

"Chi ha sbagliato paghi. Nessuna linea guida è stata diffusa dal San Camillo Forlanini riguardo al documento Strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere come ha appena scritto in una nota la stessa Azienda Ospedaliera. Vogliamo sapere cosa è successo. Qualcuno è responsabile di questa vergogna, ci dicano chi” ha dichiarato in una nota il presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, Toni Brandi.

“Senza alcuna autorizzazione è stato diffuso il logo dell’Azienda abusando di un rapporto di convenzione in corso con il San Camillo Forlanini, finalizzato al supporto psicologico di adeguamento tra identità fisica e psichica. La Regione Lazio ne sa qualcosa? Chi si è nascosto dietro al San Camillo per far apparire un rapporto anti-scientifico e privo di un confronto con le associazioni dei genitori nel Fonags e del Forags Lazio? Un rapporto con un approccio che in Uk e Nord Europa ha provocato numerosi danni psichici e fisici ai ragazzi? Chi in nome di un’ideologia fa sperimentazioni già fallite all'estero? Forse gli stessi che hanno messo nelle direttive tra la normativa di riferimento il ddl Zan spacciandolo già per approvato? Fa paura pensare che s.i sia trattato di un provvedimento puramente ideologico, che richiama una legge che ancora non è stata approvata come il Ddl Zan, e che su questa base professionisti di non si sa quale specie sarebbero entrati nelle scuole dei nostri bambini” ha dichiarato il membro del Direttivo di PV&F Maria Rachele Ruiu.

“L'ufficio scolastico regionale rimuova immediatamente dal portale web le linee guida così squalificate dal San Camillo e invii immediatamente una comunicazione a tutte le scuole smentendo che queste godano del sostegno scientifico dell’Azienda ospedaliera! Basta giocare al derby sulla pelle dei nostri figli!” ha concluso Ruiu

                            

GOVERNO

Il Decreto sostegni estende la durata dei voucher

nuova beffa per i consumatori

 

I recenti emendamenti al Decreto Sostegni infliggono un duro colpo ai diritti dei consumatori, estendendo a due anni la validità dei voucher emessi per i contratti di trasporto, soggiorno e pacchetti turistici cancellati a causa del COVID-19 e a ben tre anni quelli emessi a seguito dell’annullamento degli spettacoli dal vivo.

“L’estensione ulteriore della validità dei voucher rappresenta un’eccessiva compressione dei diritti di coloro che, non potendo usufruire dei vari servizi acquistati, vedranno irrimediabilmente allontanarsi il momento dell’agognato rimborso” dichiara Carlo de Masi, Presidente di Adiconsum.

“Considerato che l’emergenza sanitaria è ancora in corso, è inoltre probabile che i voucher, soprattutto quelli emessi in relazione a pacchetti turistici che ammontano spesso a varie migliaia di euro, non saranno utilizzati, stante il persistere dell’incertezza sulle prenotazioni di vacanze nell’anno corrente” aggiunge Gunde Bauhofer, Direttrice del Centro Tutela Consumatori e Utenti.

Gli emendamenti approvati potrebbero comportare rilevanti conseguenze anche sul piano della conformità di questa nuova previsione legislativa a quanto previsto dalla normativa europea.

“Il 30 ottobre scorso la Commissione europea ha archiviato il procedimento di infrazione a carico dell’Italia, ritenendo evidentemente che la rimborsabilità dei voucher dopo la scadenza, se non utilizzati, potesse riparare il vulnus creato dalla previsione nazionale emergenziale che, in luogo del rimborso monetario previsto dalla normativa UE, consentiva a compagnie di trasporto e tour operator di emettere un voucher” dichiara Maria Pisanò, Direttore del Centro Europeo Consumatori Italia.

È  importante segnalare che gli emendamenti non sembrerebbero modificare la rimborsabilità dei voucher emessi a seguito della cancellazione dei contratti di  trasporto a causa del COVID-19, prevista con il decorso dei primi dodici mesi, e ciò comporta una disparità di trattamento tra coloro che potranno richiedere il rimborso monetario dopo il primo anno dall’emissione del voucher e coloro che, avendo dovuto rinunciare ad un soggiorno o ad un viaggio “tutto compreso”, dovranno attendere ben due anni.

La stessa raccomandazione della Commissione di rendere i voucher “appetibili” è stata palesemente disattesa; la modifica legislativa, infatti, non ha previsto nessun valore aggiuntivo né condizioni speciali di utilizzo atte a compensarne l’estensione di durata, ma soltanto la previsione di una possibile cessione all’agenzia di viaggio, che non meglio chiarisce le condizioni o i termini dell’accettazione da parte di quest’ultima.

Adiconsum, il Centro Tutela Consumatori Utenti ed il Centro Europeo Consumatori Italia ritengono che la miglior tutela dei consumatori in questo contesto possa essere garantita non attraverso l'estensione dei voucher ma attraverso una politica di sostegno alle imprese e agli operatori del turismo, volano per la ripresa economica e occupazionale del nostro paese.

E’ impensabile che un settore di eccellenza come il turismo possa essere sostenuto dai voucher dei consumatori, già così gravemente colpiti dalla crisi pandemica. Le scriventi associazioni auspicano, pertanto, come già chiesto da tempo, un pronto intervento del Governo, in grado di risollevare un comparto così provato.

 

Festa dell'Europa

 

La festa è passata in sordina, pur essendo un importante appuntamento.

Importante perché se non siamo precipitati nel baratro economico e in una voragine sanitaria, lo dobbiamo all'Europa.

La Banca centrale europea ha approvato con il Next Generation EU altri fondi di sostegno e l'acquisto comunitario dei vaccini.

Allo stesso tempo, è stata inaugurata la Conferenza sul futuro dell'Europa. Ognuno (associazioni, enti, istituzioni) potrà partecipare, esprimendo pareri e proposte sul futuro dell'Europa, cioè sul nostro futuro.

Nel frattempo, la Commissione europea ha presentato il Digital Compass, un progetto per la trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030, che si articola su quattro aree: competenze, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, digitalizzazione dei servizi pubblici e trasformazione digitale delle imprese.

Per il digitale l'Europa viaggia a velocità diverse, dove i Paesi del Nord Europa hanno competenze e dotazioni maggiori del Sud Europa.

Il programma tende a eliminare il divario digitale.

I cittadini di Roma Capitale si dicono soddisfatti che sia stata festeggia l'Europa in questo modo: con obiettivi di crescita comuni e concreti.

 

ROMA CAPITALE

GIUNTA RAGGI GROTTESCA

ASSUMA RESPONSABILITÀ E RISOLVA LA SITUAZIONE 

 

Il rimpallo di responsabilità della giunta capitolina sui rifiuti sta diventando grottesco se non fosse che di mezzo ci va il diritto dei cittadini e delle cittadine alla salute e a vivere in una città con degli standard almeno minimi di pulizia. Anche perché gli abitanti di Roma pagano la Tari più alta del Paese. E dinanzi a questo esborso non ricevono servizi, come fa notare l’assessore regionale Massimiliano Valeriani.

La Regione Lazio ha approvato un piano rifiuti in linea con i parametri europei richiesti, anche in termini di economia circolare. La giunta Raggi, invece, non ha costruito un solo nuovo impianto. Mentre spendeva in 5 anni quasi un miliardo di euro per trasferire i rifiuti in altre località, diminuiva considerevolmente la raccolta differenziata in città. E ora continua a chiedere che altre amministrazioni e altri territori di farsi carico dei problemi di gestione capitoli.

Tutto questo è inaccettabile.

 

Governo 

Scegliere tra crescita e voti

 

Tra il 1999 e il 2019, in 20 anni, il Pil dell'Italia è cresciuto dello 0,3% annuo. Praticamente niente. Siamo stati in piena stagnazione e la situazione si è aggravata con la pandemia.

Uno dei motivi della stagnazione è la mancanza di concorrenza.

Interi settori economici sono fermi e questo ha un costo economico che grava sulla collettività.

Si potrebbe fare l'esempio del trasporto pubblico locale, dove la voragine dei bilanci incide sulle tasche del contribuente.

Caso classico è quello dell'Atac, l'azienda dei trasporti del Comune di Roma che, oltre ai disservizi, ha un buco di bilancio che è scaricato sulle tasche dei romani, tant'è che l'addizionale Irpef è la più alta d'Italia.

Vista la prossimità della stagione estiva, si potrebbe portare a ulteriore esempio le concessione agli stabilimenti balneari. Le spiagge, come noto, sono di proprietà dello Stato, cioè nostre, e sono date in concessione a fronte del quale l'erario riscuote un canone.

Ci sono trentamila imprese che impiegano circa 100 mila addetti per un indotto di 15 miliardi di euro l'anno.

I governi Conte 1 e 2 hanno prorogato le concessioni fino al 2033, in violazione delle norme comunitarie che impongono gare pubbliche; l'Antitrust rileva che la ridotta misura dei canoni ai balneari è un evidente danno alle casse dello Stato, cioè a noi.

Insomma, i partiti stanno danneggiando il contribuente italiano e il motivo è che i balneari portano voti e non importa se l'interesse di pochi danneggia tutti.

L'Ue ha avviato una procedura di infrazione, che porta al pagamento di una sanzione che pagherà lo Stato, cioè noi e questo per tutelare i balneari.
Cosa diremo alla Commissione europea, che vuole le riforme, quando ci sederemo al tavolo per trattare i 191 miliardi del Nex Generation Eu, che ci servono come il pane?

Che l'Italia tutela le concessioni pluridecennali ai balneari perché portano voti ai partiti politici?

 

Unione Europea

Piani di ripresa

Lo Stato dell'Italia

 

Sono 13 i Paesi che hanno presentato i Piani di ripresa e resilienza entro il 30 aprile: Italia, Spagna, Germania, Francia, Grecia, Portogallo, Slovacchia, Belgio, Austria, Slovenia, Lettonia, Danimarca e Lussemburgo.

Entro luglio, dopo le valutazioni comunitarie, dovrebbe arrivare l'anticipo del 13% di quanto spettante dei 750 miliardi del Next Generation EU, il fondo europeo per sostenere gli Stati membri colpiti da pandemia Covid-19.

L'Italia dovrebbe beneficiare di 191 miliardi, dei quali 69 sono sovvenzioni a fondo perduto e 122 in prestiti.

L'Italia è il maggiore beneficiario degli interventi comunitari, perché è quella che ha maggiore necessità, infatti:
a) Nel 2020, il prodotto interno lordo si è ridotto dell'8,9 per cento, a fronte di un calo medio nell'Unione Europea del 6,2%.
b) Tra il 1999 e il 2019, in 20 anni, il Pil in Italia è cresciuto in totale del 7,9%, cioè lo 0,3% annuo; in Spagna è cresciuto del 44%, in Francia del 32% e in Germania del 30%.

c) Il Pil per ora lavorato in Italia, in 20 anni, è cresciuto del 4,2 per cento, mentre in Francia e Germania è aumentato del 21 per cento.

In sintesi, l'Italia è quella che è messa peggio di altri Paesi.

Il programma di aiuti dell'Unione Europea è una occasione unica e irripetibile.

Il problema è che agli investimenti devono corrispondere anche riforme strutturali. Caso esemplare è la giustizia civile dove sono necessari 500 giorni per avere una sentenza di primo grado (ce ne sono altre due, in Appello e in Cassazione).

La difficoltà del presidente del Consiglio, Mario Draghi, è relativa al fatto che negli ultimi 20 anni hanno governato le forze politiche, di destra e sinistra, che ora sono al governo.

Riuscirà il presidente Draghi a superare gli ostacoli che gli attuali partiti hanno frapposto alle riforme?

Non rimane che attendere.

 

REGIONE LAZIO

BONAFONI PER I DIRITTI DEI BAMBINI DURANTE LA PANDEMIA

 

Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio e presidente di POP, Marta Bonafoni.

“Tutte le indagini delle associazioni che si occupano di diritti dei bambini e degli adolescenti ci hanno segnalato gli enormi disagi che la pandemia ha comportato per troppi di loro. Il Covid non è stata una livella, al contrario ha fortemente penalizzato le persone già in difficoltà, in particolare i bambini e le bambine le cui famiglie non potevano permettersi i mezzi per la Dad o condizioni di quotidianità serene. Come POP - Idee In Movimento abbiamo deciso di occuparci di questa questione attraverso una discussione intorno al libro della giornalista di Repubblica Annalisa Cuzzocrea, “Che fine hanno fatto i bambini. Cronache di un Paese che non guarda al futuro” (Piemme ed.), oggi pomeriggio alle 18.30 su fb.com/pop.movimento. Più che un libro, un manifesto, un documento che dovrà essere speso nei programmi delle liste elettorali per guidare la nuova politica che deve partire innanzitutto dalle nostre città. Un monito e un insegnamento che, al netto dei mesi di silenzio che hanno riguardato bambine e bambini, può aiutarci a fargli restituire voce e spazi. Cuzzocrea ha girato l’Italia in cerca di storie: dal nido del carcere di Rebibbia, ai Quartieri Spagnoli di Napoli, a Torino dove ha incontrato un bambino con entrambi i genitori ricoverati per Covid. Ma ha anche interrogato filosofi, insegnanti, economisti, psicologi per indagare sulle ragioni che hanno spinto il Governo ad occuparsi dei più piccoli soltanto dopo mesi dallo scoppio della pandemia. Oltre all’autrice interverrà lo scrittore Vins Gallico, Piccoli Maestri”.

 

Natalità in calo

Trasformare in bene un apparente male

 

L’istat (dati provvisori) ci fa sapere che nel 2020 i nati sono 404mila, i morti 746mila. Tasso di fecondità: 1,24 figli per donna, rispetto a 1,27 del 2019. L’effetto covid si registra solo per le nascite di dicembre, perché solo da marzo 2020 abbiamo vissuto la pandemia (concepimento a marzo, nascita dopo nove mesi a dicembre). Per una comprensione di quanto la pandemia possa aver condizionato il calo occorrerà attendere i dati 2021.

I motivi attuali:

1) all’avanzare del cambio di una cultura che non ha più centralità nella famiglia minimo di 4 persone e che, nella sua forma estrema, fa crescere i nuclei single, maschili e femminili;

2) al progredire dell’emancipazione individuale (soprattutto femminile) che induce a concepire figli più in là negli anni e, di conseguenza, meno disponibilità e interesse per una prole;

3) il motivo principale non può che essere economico. I figli costano. Il nostro modello di Stato assistenziale è deficitario di per sé e per la burocrazia. A ragion veduta si dice sia basato sui nonni. In famiglia sono sempre di più le donne che aggiungono il loro reddito a quello dell’uomo, ma non necessariamente per i figli, quanto per una conquistata libertà individuale anche di spesa.

Occorre prendere atto che la società e la famiglia sono cambiate. In meglio, soprattutto per le donne, anche se c’è ancora molto da fare. Nuova società che integra migranti da Paesi poveri: i figli più numerosi rispetto ai nostri nuclei e che, nonostante una certa xenofobia nazionalista rumorosa ma numericamente scarsa, non potrà che essere in crescita. Ma al momento si tratta di una crescita limitata, anche se non da sottovalutare. Poi dobbiamo aggiungere gli effetti del covid, quello in corso e quelli futuri.

Le reazioni a questa situazione sono di due tipi: incentivare la natalità o prendere atto della realtà. L’incentivazione ci appare anomala perché non risponde agli interessi dei singoli che, pur se incentivati (i bonus bebé, per esempio, si sono sprecati in questi ultimi anni), non hanno mostrato grande interesse in merito. Prender atto della realtà significa far stare bene quelli che ci sono, adattando assistenza, strutture e infrastrutture a questo bene.

In sostanza: il numero non fa la forza di un’economia, uno Stato, una società (come è stato nei due secoli precedenti), ma la qualità può fare questa forza. Qualità significa benessere degli esistenti, proiettati anche al futuro. O forse qualcuno crede che chiuderemo i confini ad ogni immigrazione, e/o in famiglia le donne torneranno a svolgere la funzione di allevatrici come in passato?

Non vediamo, infatti, altri motivi, ad un cambio di tendenza.

 

REGIONE LAZIO

COVID

PROROGA CONTRATTI PER RILANCIO SANITÀ 

 

La Regione Lazio ha siglato un accordo con le sigle sindacali per prorogare al 31 dicembre tutti i contratti per l’emergenza Covid in scadenza.

Un'ottima notizia non solo per le sorti dei 3 mila operatori del comparto e dell’area medica impegnati nel contrasto al Covid, ma perché è un segno di rilancio della sanità pubblica, indipendentemente dalla pandemia. Difatti, come ha annunciato l’assessore Alessio D’Amato, la Regione avvierà anche nuova stagione di concorsi pubblici. La sanità territoriale si rilancia per prima cosa con le assunzioni e questo è un giusto messaggio. 

 

ROMA CAPITALE

la progettazione di nuove linee tramviarie

 

Il sindaco di Roma Capitale, signora Virginia Raggi, annuncia la gara per la progettazione di 33 chilometri di nuove linee tramviarie per Roma.

A fine mandato, i cittadini si aspettavano la realizzazione di tranvie e qualcuno, a giustificazione, dice che Roma è una città difficile e ci vuole tempo.

Il ritornello si ripete.

Allora, giova ricordare che nel 2018 c’erano le migliori condizioni di collaborazione Stato-Comune, essendo Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli (M5S) e vice premier Luigi Di Maio (M5S), così furono annunciati 7 progetti fra funivie e tram: piani corredati di schede tecniche, relazioni descrittive e quadri economici.

Oggi, al termine della sindacatura, spostata in autunno per Covid, di opere compiute neppure una. Eppure dovrebbe essere il miglior periodo per raccogliere i frutti del lavoro quinquennale dell’amministrazione e non quello di annunciare semplicemente una gara di progettazione. E, la signora Raggi, eletta con il 67% di voto, era nelle migliori condizioni per governare e mettere ordine nella Capitale, avendo facoltà di nomina di assessori e alti dirigenti e una maggioranza assoluta. Cosa che non era mai accaduto. Purtroppo si continua ad annunciare, ma non a fare.

 

Roma Capitale

Il tour turistico dei rifiuti

 

Grande interesse di Virginia Raggi, sindaco di Roma Capitale, per la Toscana e l’Emilia Romagna.

Il motivo? Collocare i rifiuti della Capitale d’Italia.

Roma non ha impianti sufficienti per smaltire i propri rifiuti, per cui li colloca in altre regioni e all'estero, non pensando che il trasporto produce inquinamento atmosferico, acustico e intasamento del traffico, cosa che non sembra importare agli amministratori della Capitale.
E' una storia che si ripete dal 2013 e la Raggi, sindaco di Roma dal 2016, pur avendo proclamato che avrebbe risolto il problema, a tutt’oggi non è riuscita, non diciamo a risolvere, ma neanche ad affrontare.

La "monnezza" romana l'ha, anche, inviata con i treni ai termovalorizzatori a Vienna (Austria), i quali hanno prodotto energia elettrica per 170 mila persone.

Vienna ha ben 4 termovalorizzatori in città dei quali uno dista mezzo chilometro dal centro.

Raggi è contraria ai termovalorizzatori, così Roma, periodicamente, e costantemente, entra in crisi per la gestione dei rifiuti.
Insomma, ha paura dei termovalorizzatori, dimenticando che in Europa ci sono 500 termovalorizzatori dei quali l'80% dista meno di 5 chilometri dalla città.

Parigi valorizza termicamente il 68% dei propri rifiuti, Londra il 53% e Berlino il 40%.

Raggi non riesce a inserire un impianto di termovalorizzatore nell'area comunale della Capitale che produce la maggior parte dei rifiuti del Lazio.
Così, con il tour turistico dei rifiuti aumenta il costo per i romani e l'inquinamento per tutti.

E i cittadini di Roma e Lazio sono sbigottiti che il governatore Nicola Zingaretti non prenda posizione per la realizzazione di un termovalorizzatore che produca energia elettrica e faccia in modo di abbassare i costi per lo smaltimento dei rifiuti

 

REGIONE LAZIO

PRESENTATO IL RAPPORTO CONFPROFESSIONI

NEL LAZIO APRIPISTA SU EQUO COMPENSO E PARITÀ SALARIALE

IL SETTORE RESISTE ALLA CRISI

 

Sono da sempre in prima linea sulla tema della tutela della dignità e della valorizzazione delle competenze nella libera professione che rappresenta il 7% della forza lavoro nazionale e, solo nel Lazio, oltre 200 mila lavoratori e lavoratrici. La Regione Lazio è stata apripista sulla battaglia dell’equo compenso, con la legge 6/2019 di cui sono stata prima firmataria, con la quale abbiamo voluto dare un segnale importante riconoscendo il valore delle attività professionali e in particolare il diritto dei professionisti, compresi quelli che svolgono le professioni non organizzate, a un reddito dignitoso”.

Così in una nota Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione Lavoro in Consiglio regionale del Lazio a margine della presentazione del II Rapporto sulle libere professioni nel Lazio di Confprofessioni Lazio.

Nel Lazio aumenta la presenza femminile nella libera professione, soprattutto nella fascia under 34, ma il reddito di una professionista non va in media oltre il 56% di quello di un collega uomo. Anche per questo ho presentato una proposta di legge sulla parità salariale che ha già passato il vaglio della Commissione e che offre specifici strumenti di sostegno e valorizzazione delle competenze anche per le lavoratrici autonome”.

Per mantenere alta l’attenzione su questo temaha concluso la Mattiaa inizio mese ho presentato una mozione che impegna la Regione Lazio a promuovere e sostenere l’esercizio in forma associata e societaria delle attività professionali. Un segnale concreto per sostenere soprattutto i giovani e le donne in questa fase di ripresa. Ora più che mai c’è bisogno di fare luce sull’importanza strategica della libera professione, sui diritti e i bisogni delle migliaia di donne e uomini che ogni giorno mettono a disposizione le proprie competenze e la propria esperienza nel mercato del lavoro del Lazio e d’Italia”.

 

REGIONE LAZIO IN ZONA GIALLA

LE NUOVE REGOLE valide dal 26 aprile al 31 luglio

 

GREEN PASS

Sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Inoltre, alle persone munite della 'certificazione verde', sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa.

Le certificazioni verdi rilasciate dagli Stati membri dell'Unione sono riconosciute valide in Italia.

Quelle di uno Stato terzo se la vaccinazione è riconosciuta come equivalente a quella valida sul territorio nazionale

SPOSTAMENTI

Fino al 15 giugno 2021, nella zona gialla, è possibile andare a trovare amici o parenti in una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

Le persone che si spostano potranno portare con sé i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi.

Lo stesso spostamento, con uguali limiti orari e nel numero di persone, è consentito in zona arancione all’interno dello stesso comune.

Non sono invece consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa.

Può avere il certificato verde:

• chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto)

• chi si è ammalato di covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione)

• chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test).

SCUOLA

Fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado).

La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%".

Per l'università, fino al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza.

Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

RISTORANTI E BAR

Dal 26 aprile in zona gialla riaprono i ristoranti a pranzo e a cena, purché all’aperto.

SPETTACOLI

Dal 26 aprile riaprono al pubblico in zona gialla cinema, teatri, sale concerto, live club.

È necessario che ci siano posti a sedere preassegnati e una distanza di un metro l’uno dall’altro.

La capienza massima consentita è del 50% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto.

In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida.

SPORT

Nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre.

Eventi sportivi.

Dal primo giugno in zona gialla sono aperte al pubblico anche le manifestazioni e gli eventi sportivi di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato paralimpico. La capienza consentita è del 25% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 1000 spettatori per gli impianti all’aperto e 500 per quelli al chiuso. Per eventi di particolare rilevanza e tenuto conto delle caratteristiche dei siti è possibile autorizzare la presenza di un numero maggiore di spettatori. E’ possibile inoltre, anche prima del primo giugno, autorizzare lo svolgimento di eventi sportivi di particolare rilevanza".

FIERE E CONGRESSI

Dal 15 giugno riaprono le fiere, mentre dal primo luglio via libera a convegni e congressi.

CENTRI TERMALI, PARCHI TEMATICI E DI DIVERTIMENTO

Dal 1°luglio in zona gialla sono consentite le attività nei centri termali e possono riaprire i parchi tematici e di divertimento.

VERIFICA O TAGLIANDO

Una verifica o un tagliando al decreto legge a metà maggio, per valutare la sussistenza di presupposti per allentare eventualmente le misure nel caso che i dati epidemiologici lo permettano.

 

ROMA CAPITALE

NECESSITA un cambio di passo

 

Manca un piano di ripresa per Roma, la Raggi brancola nel buio e vive di capricci.

La Capitale con i 5 Stelle, per 5 anni, ha perso protagonismo politico, peso amministrativo, senso di appartenenza. Il tutto soltanto per crucci e capricci personali.

Oggi, la tragedia è dietro l'angolo con le nuove povertà indotte dalla pandemia con migliaia di aziende chiuse e provvedimenti amministrativi che vanno in senso contrario a quelli necessari. Fra essi la richiesta della tassa di soggiorno da versare al Comune da parte degli albergatori in anticipo rispetto alla riscossione, il risanamento di AMA, concorsopoli e parentopoli, la debolezza del sistema e dell'organizzazione del sociale, la fragilità del trasporto pubblico locale e l'ostentazione delle ciclabili "uber alles": solo per fare alcuni degli esempi.

Una strategia della debolezza applicata all'amministrazione capitolina in periodo di Covid.

Non una parola sulle politiche per la ripresa e per il rilancio strategico della Capitale: la Raggi è impegnata nella campagna "concorsi" e a scovare grigliate.

C'è bisogno di un cambio di passo: la nuova amministrazione arriverà a ottobre, ma Roma non può aspettare. E, allora, che gli amministratori locali valutino la situazione e studino le strategie di ripresa per la Capitale post Covid, al fine di dare a Roma gli strumenti adeguati per uscire da questo declino e tirare fuori i cittadini da una povertà indotta.

 

ROMA CAPITALE

ECONOMIA CITTA’ IN GINOCCHIO

RAGGI ALZI VOCE E PRETENDA RASSICURAZIONI DA GOVERNO

 

Raggi mette del suo per complicare la vita a lavoratori e cittadini. Così alle aperture "spot" per ristoranti e bar si aggiunge lo squilibrio amministrativo.

I dispositivi "ideologici" del governo trovano pronto il nostro Sindaco: ztl a fasce orarie dalle 12.00 alle 15.00 per le consegne a domicilio e per le onlus. Qualcosa non funziona e il cortocircuito istituzionale, almeno per Roma, è dietro l'angolo.

Ai proclami del Governo la Raggi risponde come se non fosse successo nulla.

Sono tante le cose da fare. Occorre aprire immediatamente e indistintamente la ztl, per dare la possibilità a tutti di fruire dei servizi eventualmente disponibili, ma anche deliberare, con la massima urgenza, la possibilità di concedere spazi esterni anche sulle strisce blu, e dove non si crei intralcio al traffico e al passaggio pedonale.

Inoltre bisogna intervenire in maniera diretta sul Governo per avere rassicurazioni sulla mobilità turistica: il rischio è che migliaia di alberghi o operatori dell'alberghiero e dell'extra alberghiero a Roma, senza una adeguata programmazione, chiudano definitivamente. E poi, ancora, è indispensabile istituire un "tavolo di crisi" che porti l'amministrazione e le parti sociali, rappresentanti delle categorie più colpite, a ragionare sulla ripartenza.

C'è bisogno di energia e di un Sindaco in grado di reagire a questo momento di difficoltà economica e sociale della città.

 

REGIONE LAZIO

ROMA

BENE L’IMPEGNO REGIONALE PER I PINI DELLA CAPITALE 

 

“500 mila euro per combattere il parassita che ha attaccato i pini della Capitale.

La Regione Lazio fa la sua parte con un primo significativo stanziamento per contrastare la diffusione del patogeno, come richiesto dalle associazioni e dai cittadini e cittadine che in questi giorni hanno lanciato l’allarme sul dilagare della cocciniglia. In assenza di uno sforzo reale da parte del Campidoglio, l'impegno del Presidente Zingaretti dice della volontà della Regione di fare atti concreti per la difesa del patrimonio arboreo della Capitale, come aveva chiesto lo scorso febbraio il Consiglio regionale. Se, come sembra, nei prossimi giorni verrà pubblicato il Decreto ministeriale che renderà obbligatoria la cura fitosanitaria, la Regione sarà in grado di approvare il Piano di azione con interventi strutturali e capillari per salvare i pini di Roma”.

 

Pandemia

Il paventato ritorno alla ‘normalità’ degli irresponsabili

 

Diversi governanti sono degli irresponsabili.

Il presidente della Regione Lombardia si è distinto.

Attilio Fontana ha informato che la sua regione è a posto per la quantità di vaccini e ha sottolineato che, completata la campagna vaccinale, l’estate tornerà a essere come le ricordiamo (Agi).

Ammesso e non concesso che sia così, dobbiamo pensare che la regione Lombardia è territorialmente ubicata in un isola in mezzo al mare, senza contatti con l’esterno ed autosufficiente da tutti i punti di vista.

Non risulta.

Si trova in Italia, confinante con altre regioni, è in Europa, nel Mondo e non è autosufficiente da nessun punto di vista.

O forse la Lombardia è l’ultimo territorio a raggiungere gli altri per questo ritorno alla “normalità”?

Certo che no, anche per questo.

La verità che ognuno si vende a suo modo, anche con l’irresponsabilità.

Forse sbagliamo nel credere che la territorialità, da quella vicina a quella più lontana, non influisca sulla pandemia?

Siamo basiti! E preoccupati, ma non ancora scoraggiati in assoluto verso chi ci governa, ad ogni livello.

 

VACCINO

IL LAZIO DIMOSTRA RESPONSABILITÀ CHE MANCA A SALVINI

 

Lo dichiarano in una nota Marta Bonafoni e Alessandro Capriccioli rispettivamente capogruppo della Lista Civica Zingaretti e di + Europa Radicali.

“Ancora una volta Salvini dimostra di disprezzare la dignità umana lamentandosi della volontà di alcune regioni, tra cui il Lazio, di vaccinare i detenuti. O forse non sa quello che sta dicendo dato che Lombardia e Veneto hanno già dal mese scorso cominciato a vaccinare i reclusi. Possiamo parlare quanto meno di propaganda distratta da parte di Salvini. Che evidentemente ignora che anche oggi le cronache ci riportano una situazione delle carceri italiane che ha superato la decenza: sono luoghi destinati a diventare focolai, dove è impossibile il distanziamento e dove rimane difficile l’accesso alle cure. A Rebibbia, per esempio, ad oggi si contano 70 detenuti con il covid19, a cui si aggiungono i numeri della polizia penitenziaria e dei lavoratori degli istituti. Sono parole irresponsabili, quelle di Salvini, che dimostra ancora una volta di considerare i detenuti scarti umani.

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato già a gennaio un ordine del giorno che impegnava la Giunta e il Presidente ad adottare tutte le misure necessarie per ricomprendere la popolazione carceraria tra le categorie cui somministrare il vaccino anti Covid19 in via prioritaria. Si parte dunque, come ha annunciato oggi l’assessore Alessio D’Amato, il prossimo 19 aprile con 18 mila dosi Johnson & Johnson che andranno prevalentemente nelle carceri. Meno male che la Regione Lazio, mentre Salvini continua a fare propaganda, prosegue nell' adoperare la responsabilità indispensabile per condurre in modo efficace la campagna vaccinale”.

 

Roma Capitale

MAFIE

ASSURDO E GRAVE CHE LA GIUNTA RAGGI BOCCI IL FORUM SUI BENI CONFISCATI

 

Sembra assurdo eppure succede.

La Capitale, nonostante, sia da decenni al centro delle cronache per le diverse infiltrazioni mafiose nel suo tessuto produttivo e sociale non ha e non avrà un Forum Sui Beni Confiscati, come richiesto da Libera di Don Ciotti insieme ad altre associazioni e movimenti ormai tre anni fa.

L’istituzione del Forum era infatti prevista dal regolamento cittadino omonimo approvato nel 2018 che comandava l’istituzione della consulta entro sei mesi. Ma nulla è stato fatto, nonostante i proclami della sindaca che si è auto attribuita una attività antimafia.

Addirittura l’assemblea capitolina ha affossato il progetto.

Il M5S si è infatti astenuto quando non ha votato direttamente contro.

Una vicenda che potremmo definire bizzarra ma che è “scandalosa e ottusa”, come fa notare giustamente Don Luigi Ciotti. A Roma sono 642 ad oggi i beni confiscati alle mafie. Un patrimonio che deve essere sfruttato a fini sociali, soprattutto adesso che la pandemia ha acuito le crisi.

Il Campidoglio targato Raggi sta dando un pessimo messaggio.

 

Roma Capitale

Rifiuti a Pasqua

La necessità dei termovalorizzatori

 

Chiudono le discariche e i romani si troveranno a festeggiare Pasqua con la "monnezza" (come dicono i romani).

Il sindaco di Roma, signora Virginia Raggi, si trova a gestire l'ennesima crisi di smaltimento dei rifiuti.

Non ci vuole particolare abilità per capire che le discariche, cioè le buche dove si versano i rifiuti, si riempiono e si deve andare alla ricerca di altre buche, in un susseguirsi affannoso di corse per tamponare le falle.

L'alternativa alle discariche non è la raccolta differenziata, perché rimane sempre una quantità di rifiuti indifferenziati che si smaltiscono o in discariche (caso Roma) o in impianti di termovalorizzazione. che, tra l'altro, è il sistema per ricavare energia dai rifiuti.

Per cinque anni, Virginia Raggi ha tenuta sporca la città con la promessa dei "rifiuti zero", non considerando che sono proprio i termovalorizzatori che chiudono il ciclo del rifiuto, usando gli scarti come risorse da riutilizzare.

A Vienna, per esempio, ci sono ben 4 termovalorizzatori e così in altre capitali europee. E, un convegno, promosso dal Partito Radicale, ha sottolineato l’utilità di questo mezzo. Con tutto ciò, la Regione Lazio vara un piano rifiuti senza prevedere i termovalorizzatori.

Ora, se i cittadini di Roma Capitale hanno ed avranno le strade piene di rifiuti, debbono ringraziare la signora Raggi e la Regione Lazio che non ha raccolto i suggerimenti del convegno: “Chi ha paura dei termovalorizzatori?".

 

LA REGIONE LAZIO SUL DOPO DI NOI

QUESTIONE ABBANDONATA DA RAGGI 

 

Lo ha scritto in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

“Il Patrimonio Solidale del Lazio sta prendendo forma. Sono state inaugurate a Osteria Nuova due nuove strutture del progetto “Dopo di Noi” destinate a persone con disabilità gravi e che hanno la fondamentale funzione di aiutare le famiglie nel processo del distacco dei figli per necessità, malattia o morte dei genitori. E non saranno le sole: il Patrimonio Solidale conta 23 immobili, pubblici, privati o di enti, di cui 14 già funzionali e restaurati come cohousing, gli altri 5 in arrivo nei prossimi mesi. La Regione Lazio è stata la prima a recepire la legge nazionale sul tema del 2016 e ha lavorato concretamente e alacremente per rendere effettivo questo piano che rappresenta una grande conquista di civiltà. Si rimane basiti nel ricordare che nel 2019 il Campidoglio guidato da Virginia Raggi ha restituito alla Regione le somme destinate al Dopo di Noi per incapacità di spesa, perché non riuscivano a impostare un piano di ristrutturazione degli appartamenti da destinare ai disabili. Su Roma quindi la Regione ha agito in autonomia, investendo 1,4 milioni grazie all’Asilo Savoia, recependo le esigenze manifestate da famiglie e associazioni. Queste case sono il segno concreto di una società inclusiva, che non lascia sole le famiglie in difficoltà. Le istituzioni dovrebbero collaborare su questa questione che rimanda al diritto fondamentale di ciascuno a vivere una vita dignitosa. Benissimo la Regione, che dà un contributo di senso alla locuzione “comunità solidale”. 

 

 

Roma Capitale

SONDAGGIO SULLA LEGA

 

I sondaggi danno Salvini e la Lega il primo partito italiano.

E’ diffusa opinione che diversi amministratori aderenti alla Lega hanno mostrato di gestire correttamente Comuni e, o Regioni. A questo, si aggiunga una politica a difesa delle imprese e dei ceti produttivi, imperniata sulle troppe tasse messe dal governo e da una oppressiva burocrazia.

Al momento l’attenzione dei cittadini, però, è rivolta al Covid e alle vaccinazioni.

Presto, superata l’emergenza Covid, in occasioni delle amministrative i cittadini incominceranno a riflettere.

A Roma, nel 13°, 14° e 15° Municipio della Capitale, questa testata ha sondato i cittadini che hanno definito la lega un partito di poche idee confuse e velleitarie, impreparato dinanzi a problemi seri ed emergenze. Privo di buon senso e la classe dirigenziale leghista, per affrontare le questioni, dovrebbe affidarsi a chi possiede competenze. Non favorevoli ad altri poteri alle regioni, anzi, ripensamento, togliendo parte dell’autonomia, che hanno malamente usato, e imponendo norme centrali. Totale rifiuto delle parole di Salvini su “Euro” e “Europa”. La produzione e il successo di gran parte delle medie imprese è nell’abbattimento delle frontiere e sulla stabilità della moneta europea.

Ben venga, allora, un cambiamento, ma questo affidarlo a persone esperte. 

 

Bonus cultura

dal 1 aprile per maggiorenni dal 2020

 

Da Giovedì 1 aprile 2021 sarà fruibile il bonus cultura o bonus 18enni per coloro che sono diventati maggiorenni nel 2020. Lo ha stabilito un decreto ministeriale che ha finalmente reso disponibili i fondi già stanziati dalla legge di bilancio del 2020.

Come per gli anni precedenti il bonus è di 500 euro fruibili per acquistare libri, musica registrata, biglietti per eventi culturali (cinema, teatro, spettacoli, musei, monumenti, gallerie e così via) e per iscriversi a corsi di musica, teatro, lingue straniere. I maggiorenni del 2020 possono usare il bonus anche per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, in formato cartaceo o digitale.

Tutto ciò tramite una carta, o meglio una APP/borsellino virtuale, che consente di generare buoni spesa elettronici stampabili. Gli eventi ed iniziative fruibili sono quelli decisi dalle strutture ed enti che ne danno la disponibilità, visionabili sul sito www.18app.italia.it.

Per l’accesso occorre registrarsi nel periodo 1 aprile - 31 agosto 2021 sul sito suddetto, www.18app.italia.it. La fruizione del bonus potrà poi avvenire fino al 28 febbraio 2022.

 

Da Primo Mastrantoni, segretario Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Draghi critica Astrazeneca e bacchetta l'Austria

Bene

 

"I cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche", ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Si riferisce alla casa farmaceutica anglo-svedese Astrazeneca.

E' un eufemismo, che si confà alla carica istituzionale, per dire imbrogliati.

I dati sono eloquenti: Astrazeneca si era impegnata a fornire alla Ue, 120 milioni di dosi di vaccino nel primo trimestre di quest'anno. Ad oggi, a 5 giorni dalla fine del trimestre, ne ha consegnate solo 18 milioni, cioè il 15% di quanto concordato.

Ci siamo impegnati "al meglio", dichiara Astrazeneca. Insomma, secondo Astrazeneca rispettare un contratto al 15% è "al meglio".

Ci sarebbero gli estremi per trascinare Astrazeneca in tribunale.

Sono stati, invece, rispettati gli impegni assunti da Pfizer e Moderna.

Qualcuno ricorderà che, a inizio mese, i media riportavano titoloni sull'Austria che voleva sganciarsi dal coordinamento europeo per la fornitura dei vaccini. La storia è altra, ed è venuta fuori.

L'Austria aveva rinunciato a dosi del vaccino Pfizer per affidarsi a quelle del vaccino Astrazeneca, che costa meno.

La mossa autonomista (sganciarsi dalla Ue) del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, serviva a premere sulla Commissione europea per prendersi  dosi di vaccino Pfizer al quale aveva rinunciato.

Il presidente Draghi ha riposto con un deciso "no". Insomma, i furbi non vanno premiati.

Non possiamo che apprezzare.

 

REGIONE LAZIO

LAVORO

PROPOSTA DI LEGGE SU PARITÀ SALARIALE E SOSTEGNO OCCUPAZIONE FEMMINILE

APPROVATA IN COMMISSIONE

 

Approvata in IX Commissione Lavoro e Pari Opportunità la proposta di legge regionale sulla parità retributiva, il sostegno all’occupazione stabile e di qualità e l’imprenditoria femminile e la valorizzazione delle competenze delle donne.

Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione in Consiglio Regionale e prima firmataria della proposta di legge 182/2019 ha commentato: “Siamo la prima Regione in Italia a mettere nero su bianco che c’è un problema con il lavoro delle donne e a mettere in campo soluzioni concrete e diversificate per risolverlo. Lo facciamo, tutte e tutti insieme, con una legge che riconosce la parità di genere come presupposto per un sistema equo di cittadinanza oltre che per lo sviluppo socioeconomico e che, con 7,6 milioni di euro nel prossimo triennio, attua una rivoluzione e risponde ad esigenze quanto mai urgenti dopo la pandemia che ha colpito duramente l’occupazione femminile. Lo facciamo, oggi, tutte e tutti insieme per costruire una Regione Lazio più forte, più giusta, che sappia in primo luogo recuperare ogni posto di lavoro perduto, tutelare quelli in bilico e creare nuova occupazione di qualità. Siamo chiamati tutti a un salto di qualità in un mondo già cambiato, che va veloce e ci richiede il meglio di ciò che possiamo”.

Il testo, approvato, si presenta come una legge quadro sul lavoro femminile e mette in campo strumenti per l’attuazione della parità retributiva, per l’inserimento e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro. Infatti, si prevedono: politiche attive del lavoro e formazione per le nuove competenze; educazione finanziaria e materie STEM; incentivi alle imprese che assumono donne a tempo indeterminato; impegno contro le molestie nei luoghi di lavoro come previsto dalla convenzione ILO; sostengo all’imprenditoria femminile e alle donne in condizioni di disagio con il microcredito; strumenti di conciliazione dei tempi di vita, per la diffusione di una cultura paritaria nelle imprese e per la rappresentanza equa dei generi nelle posizioni apicali.

Solo nel Lazio 1 donna su 2 ancora non lavora (52,1%) e nell’ultimo anno, secondo i dati Eures e Istat, l’occupazione femminile è scesa del 3,1% contro l’1,1% degli uomini, 33 mila unità perse su un totale di 44 mila posti in meno.

Le donne soffrono di più la crisi perché vivono una situazione di disparità strutturale data da un’occupazione più precaria, un sovraccarico di lavoro di cura e l’annoso tema del divario retributivo, dai salari alle pensioni. Se la contrattazione collettiva e i minimi retributivi contengono, almeno formalmente, il gap nel lavoro subordinato, la situazione è allarmante per le libere professioniste che guadagnano fino al 45% in meno dei colleghi uomini. Secondo l’ultimo rapporto Adepp, per esempio, se un medico nel Lazio dichiara un reddito di 52 mila euro annui per le colleghe il dato si ferma a 35 mila, invece un’avvocata guadagna circa 27 mila euro l’anno contro i 65 mila dei colleghi uomini, il 41% in meno.

Eleonora Mattia ha concluso il commento, dicendo:

“Con questa legge continuiamo a costruire un Lazio più giusto, innovativo, coraggioso. Lo dobbiamo a tutte le donne che lavorano il doppio, fuori e dentro casa. A quelle che vorrebbero un figlio e sanno che questo potrebbe compromettere il loro posto di lavoro. A quelle che il lavoro l’hanno perso. Alle lavoratrici precarie, costrette a scegliere il part-time, che rinunciano alle ore di straordinario e alle trasferte e quindi agli scatti di carriera. Lo facciamo per tutte le donne che hanno dovuto fare un passo indietro, nel silenzio, per secoli. Per non disturbare. Perché ora invece è il momento di prenderci il nostro spazio e fare rumore. E per questo ringrazio il Presidente Zingaretti, la sua giunta, le già Assessore Giovanna Pugliese e Alessandra Sartore per averci creduto da subito, il capogruppo PD Marco Vincenzi, tutte le colleghe e i colleghi della commissione e coloro che l’hanno voluta sottoscrivere. Ora avanti con la conclusione dell'iter in aula”.

 

PESCA NEL MEDITERRANEO

LE “ACQUE TERRITORIALI LIBICHE” E LE RICHIESTE DEI PESCATORI DI MAZARA DEL VALLO

 

Le associazioni dei pescatori di Mazara del Vallo hanno chiesto una continua ed attenta protezione del loro naviglio.

La flotta di Mazara del Vallo intende operare, in tutta tranquillità, nelle acque di esclusività libica, che in realtà non lo sono affatto.

Al riguardo si è espressa anche la Comunità Europea.

Il Ministro degli Esteri Di Maio, con il vertice ENI, si è recato in visita a Tripoli, ove ha incontrato il suo omologo, il ministro degli esteri Najla Al Mangoush e le massime autorità Libiche: il Presidente Mohammed Menfi e due deputati: Abdullah Al-Lafi e Mossa Al-Konied ed infine il primo Ministro Abdul-Hamid Dbeibah.

L’ENI ha confermato il suo impegno in Libia nelle attività già in essere.

Le due parti hanno ripreso la discussione sull’impegno italiano per realizzare la strada costiera, già promessa nella precedente visita in Libia in occasione del sequestro dei pescherecci Siciliani e della lunga detenzione dei marittimi di Mazara del Vallo.

Non è noto, però, se sia stato affrontato il problema delle acque internazionali, di esclusiva pertinenza libica ed ove i pescatori siciliani hanno tutta l’intenzione di fruire liberamente.

In realtà già una prima soluzione potrebbe essere attuata con un costo assai limitato. Infatti si potrebbero installare delle piattaforme dotate di un radar a controllo remoto della triskav, sulla linea TRIPOLI- Capo AL HAMAMH.

L’attività di sorveglianza marittima realizzata dai radar triskav avviene da remoto e può essere effettuato sia da una sala di controllo situata in Libia, che da una sala di controllo situata in Italia.

Se la realizzazione della linea di sorveglianza radar fosse finanziata dalla Cooperazione Internazionale, oppure dalla Regione Sicilia, od anche dal Ministero degli Interni, vista comunque la sua rilevanza per la sicurezza italiana, potrebbe essere benissimo gestita da una unità operativa ubicata a Palermo, piuttosto che a Roma e, o a Mazara del Vallo.

Con l'installazione delle piattaforme di sorveglianza radar si ottengono tre importanti risultati.

Primo.

Si localizzano tutte le piccole imbarcazioni che giungono dal mare aperto verso le acque e le coste nazionali Libiche.

Secondo.

Si possono sorvegliare tutte le piccole imbarcazioni che lasciano la costa Libica e le acque territoriali in direzione delle acque internazionali seguendone la rotta.

Terzo.

Si localizzano tutte le operazioni di trasbordo illegale di persone o di merci effettuate con l'accosto fra due imbarcazioni.

In questo modo sia la Marina Militare Italiana che altre forze navali sarebbero sempre in grado di monitorare ciò che avviene sulle coste Italiane e di concordare le sue azioni sia con i colleghi Libici, sia con i colleghi della flotta europea dispiegata per le azioni di contrasto alle attività illegali.

 

RISPARMIO

Incontro Associazioni Consumatori – Consap sullo stato dei rimborsi del Fondo Indennizzo Risparmiatori

Adiconsum

accelerare e sburocratizzare i ristori

Troppo pochi i rimborsi corrisposti

 

Nel corso di un approfondito incontro con Consap, Adiconsum - dichiara Carlo De Masi, Presidente nazionale – ha posto sul tavolo la questione della lentezza dei ristori e della farraginosità della macchina burocratica messa in campo per liquidare le somme dovute dagli aventi diritto.

Consap ha riferito di aver contattato il Ministero dell’Economia per trovare soluzioni atte a snellire le procedure di verifica delle istanze pervenute al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR) – prosegue Danilo Galvagni, Vicepresidente di Adiconsum nazionale – ma ad oggi tale auspicato, e quanto mai necessario snellimento, non c’è stato.

Basti pensare – gli fa eco Carlo Piarulli, Responsabile del Settore Credito – che a fronte di 1.525 milioni di euro messi a disposizione del Fondo, ne sono stati liquidati solo 45,5 mln, una minima parte.

In merito alle integrazioni documentali richieste – prosegue Piarulli - Consap ha accolto la richiesta di concedere ulteriori 14 giorni, oltre ai 60 previsti, per l’invio, tenuto conto della difficoltà di alcune banche di produrre la documentazione nei tempi previsti e, non ultimo, anche dell’inserimento della maggior parte delle Regioni italiane in zona rossa.

Adiconsum ha anche chiesto di essere messa a conoscenza del versamento dei bonifici di acconto e saldo, aggiornando lo stato della pratica del risparmiatore in modo da essere allineati e poter rispondere alle richieste che pervengono.

Nell’apprezzare la disponibilità al dialogo manifestata da Consap – conclude De Masi – auspichiamo che gli incontri previsti nei prossimi mesi (il prossimo sarà entro giugno) portino ad un accoglimento delle nostre istanze.

 

ROMA CAPITALE

BARACCOPOLI STAZIONE PALMIRO TOGLIATTI

ALLARME SICUREZZA E IGIENICO-SANITARIO PER CITTADINI

 

Dopo due anni dallo sgombero del Febbraio 2019, i cittadini di Colli Aniene vivono di nuovo il disagio della presenza di un insediamento abusivo nella zona tra la Stazione FR2 Palmiro Togliatti, Via Collatina e Via del Flauto.

Gli abitanti del quartiere, stanchi e spazientiti dall’indifferenza con cui l’amministrazione guarda ai loro appelli, hanno segnalato nei giorni scorsi la presenza di un insediamento abusivo. Il loro è un timore comprensibile: oltre che per la loro sicurezza e le pessime condizioni igienico-sanitarie, queste persone hanno paura che si possano verificare di nuovo incendi dolosi capaci di sprigionare fumi tossici.

È stata dunque subito presentata in Campidoglio dal consigliere comunale, Rachele Mussolini, un’interrogazione con cui si chiede alla Sindaca cosa si aspetti per provvedere, ed al più presto, alla rimozione delle strutture abusive e dei rifiuti, sperando che questa volta si pongano in essere soluzioni risolutive e non provvisorie, come purtroppo è accaduto due anni fa. Dopo quell’intervento, infatti, l’area è rimasta transennata per poco, ma poi abbandonata a sé stessa, il che ha permesso in breve tempo il ritorno delle baracche e, nei pressi dell’insediamento, dei cumuli di rifiuti segnalati nelle settimane scorse.

Da chi, da troppo tempo ormai, straparla di legalità e farnetica della grande attenzione che riserva alle periferie, i cittadini hanno tutto il diritto di veder risolvere, ed in maniera definitiva, non certo estemporanea, problemi come questo. Sgomberare un insediamento abusivo e poi lasciare che, in pochi mesi, questo torni a formarsi, altro non è stato che l’ennesima presa in giro perpetrata dai grillini nei confronti di chi vive e lavora nel IV Municipio.

 

REGIONE LAZIO

demanializzaizone del Lago Ex Snia

CAMPIDOGLIO LATITANTE

NOTA Marta Bonafoni

 

Per l’ennesima volta, in una nota comunica la consigliera regionale Marta Bonafoni, abbiamo dovuto registrare l’assenza del Comune di Roma in una commissione regionale alla quale era stata chiamato in audizione, sul tema della demanializzaizone del Lago Ex Snia.

Il Campidoglio è fra i maggiori attori di questo percorso eppure si rende irreperibile e ci lascia ancora una volta con domande senza risposta.

Spiace constatare che ancora non si possa arrivare alla iscrizione del lago nel demanio pubblico.

Il lago è già acqua pubblica e non può essere un cavillo legato a un manufatto abusivo a impedirne il riconoscimento definitivo. Bene l’aggiornamento sul lavoro condiviso per il regolamento del monumento naturale da parte di Roma Natura con le forze del territorio, anche nel valutare le condizioni per l’estensione del perimetro del Monumento. Il lavoro collettivo per salvaguardare questo lago prosegue, ma la giunta Raggi, che pubblicamente più volte si è vantata del successo di aver acquisito il monumento della Snia per il suo valore naturale, quando è chiamata con le altre istituzioni in audizione alla Regione per dare conto di quali sono i processi in atto, diventa latitante. Continueremo con la Regione Lazio il lavoro per arrivare a una conclusione positiva della procedura ma è del tutto evidente che essendo gran parte di quel parco già proprietà del comune di Roma è suo assoluto dovere assumere tutti gli atti e gli strumenti affinché quel manufatto abusivo sia definitivamente demolito. Auspichiamo quindi un protagonismo fattivo del Campidoglio e una dichiarazione rapida da parte del demanio, a garanzia della tutela del rispetto del grande valore naturalistico e di biodiversità che il Lago dell’EX Snia ha per la Capitale”.

 

atti intimidatori insulto a scienza

Evitare allarmismi e ripristinare clima fiducia in scienza

 

“Siamo arrivati al punto in cui 'ignoti' danno fuoco al portone di ingresso dell'Istituto Superiore di Sanità.

Un atto inaccettabile avvenuto alla vigilia delle nuove zone rosse nella maggior parte del Paese.

La Fondazione The Bridge lavora incessantemente per tutelare la salute, dando sostegno scientifico nella lotta alla pandemia.

I vaccini sono l'unica soluzione possibile per lasciarci alle spalle questo drammatico momento storico, sanitario e sociale”.

Lo afferma Rosaria Iardino, presidente della Fondazione The Bridge, che aggiunge:

"Questi atti intimidatori di ribellione alle restrizioni, oltre ad essere inutili, sono un insulto alla scienza, che ad oggi è l'unica in grado di darci gli strumenti necessari per sconfiggere il virus. E' il momento della responsabilità da parte di tutti: delle Istituzioni, della politica, degli addetti ai lavori e soprattutto degli organi di informazione. Bisogna evitare di alimentare inutili e irresponsabili allarmismi che hanno già portato alla disdetta di migliaia di prenotazioni di dosi vaccinali causando un pericoloso rallentamento sulla via che può portarci fuori da questa crisi sanitaria". 

Per questo, conclude Iardino "dobbiamo impegnarci ogni giorno per far comprendere alla popolazione che l'unica possibilità di sconfiggere il Covid-19 è affidata oggi al successo della campagna vaccinale. Ristabilire un clima di speranza e di fiducia nella scienza è il primo passo per il ritorno a una vita normale".

 

Pro Vita e Famiglia

VIA AMADEUS E SALINI DALLA RAI

SAXA RUBRA E VIALE MAZZINI CIRCONDATI DA MAXI MANIFESTI E CAMION VELA CONTRO BLASFEMIA A SANREMO E GENDER

 

L'Ad Fabrizio Salini è ancora al suo posto? E Amadeus continua a condurre programmi tv normalmente?

A dirlo la Onlus Pro Vita e Famiglia. E continua.

E' ora di dire basta! Chi sbaglia paghi.

Il Festival di Sanremo 2021 ha offeso e mortificato la sensibilità di chi crede con volgari parodie della Fede cristiana. Per questo abbiamo lanciato una petizione che in pochi giorni ha raggiunto ad oggi oltre 52.000 firme e che chiede alla Rai che il servizio pubblico non mandi mai più in onda "spettacoli" blasfemi. E sia Amadeus che Salini dovrebbero dimettersi come chiedono milioni di cristiani offesi. Nessuno avrebbe mai pensato di offendere le altre confessioni religiose, ma i cristiani sì, possono essere insultati in mondovisione?

L’ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus che parte con una campagna di maxi manifesti e camion vela sul tema, a Roma e davanti alle sedi Rai.

"Non si tratta solo di una questione di libertà religiosa, alcune performances hanno indignato anche molti spettatori non credenti. Le famiglie Italiane non ne possono più! Come se non fosse stata sufficientemente grave l'ennesima genuflessione al gender, all'indifferentismo sessuale e alla "sessualità fluida", Amadeus & co hanno mandato in onda "esibizioni" blasfeme e oltre il limite della decenza di un "artista" che non merita neppure di essere menzionato, a cui ha dato manforte anche il co-conduttore Rosario Fiorello, che oltretutto aveva appena ricevuto il premio "Città di Sanremo".

La Rai chieda scusa agli italiani! Non si possono più sopportare e subire offese. Stop alla TV di regime, che dileggia e insulta la fede di milioni di italiani e diffonde il gender nelle proprie trasmissioni" ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

 

TRISULTI

FINALMENTE LO STATO CACCIA I SOVRANISTI DALLA CERTOSA

 

Steve Bannon e i suoi sovranisti dovranno lasciare l’abbazia di Trisulti.

Il Consiglio di Stato ha deciso: conferma la posizione del Ministero della Cultura e annulla la concessione della Certosa in provincia di Frosinone all’associazione Dignitatis Humanae Institute.

Finalmente questo luogo splendido potrà tornare a essere goduto dai cittadini e dalle cittadine del Lazio, pubblicamente, e non essere ostaggio di una cricca di fanatici fuori tempo massimo. Come hanno dimostrato le vicende internazionali degli ultimi mesi, fortunatamente la strategia di estrema destra dell’ex ideologo di Trump, ammirato da tanti nazionalisti nostrani, si è rivelata perdente. Ora la Regione Lazio lavorerà per far tornare questa splendida certosa un luogo aperto a tutti.”

 

ROMA S. PALOMBA

GIUSTA PROTESTA COMITATI E ASSOCIAZIONI PER FERMARE QUARTIERE GHETTO

 

Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, così ha dichiarato:

“Esprimo vicinanza e sostegno alla manifestazione promossa da comitati e associazioni ambientaliste sotto il Campidoglio per chiedere di fermare l’attuazione del programma integrato d’intervento di S. Palomba e convocare subito un tavolo di confronto in merito. Il quartiere di 4mila abitanti promosso dalla Giunta capitolina e finanziato dalla Cassa Depositi e Prestiti su un’area lungo la Via Ardeatina, ad oltre 20 km dal GRA a sud est della capitale, più che alle esigenze di housing sociale, sembra rispondere alla volontà di espellere dalla periferia della Capitale il disagio abitativo e sociale. In una zona quasi totalmente destinata a insediamenti produttivi ed industriali, si intendono costruire 1000 alloggi lontano dalla città urbanizzata, con tutte le problematiche che la stessa Regione ha posto in evidenza nel parere di verifica di non assoggettabilità a VAS.

Per questo chiederò nella prossima seduta di Commissione sui Piani di Zona di capire se e come siano state ottemperate le numerose prescrizioni espresse in quel parere da parte dell’amministrazione capitolina, soprattutto in merito alle gravi criticità idriche della zona, legate alla sofferenza degli acquiferi locali e all’impatto urbanistico che l’intervento produrrà sui confinanti comuni dei Castelli, totalmente ignorati durante l’intero iter di approvazione della Programma”.

 

Vaccino Astrazeneca

Il ritardo Ue

 

Pochi sanno che Italia, Germania, Francia e Olanda avevano sottoscritto un contratto, a giugno 2020, con Astrazeneca per 400 milioni di dosi di vaccino, che avrebbe consentito la copertura vaccinale per i cittadini dei 4 Paesi. 

La Commissione europea aveva chiesto ai 4 Paesi di condividere la fornitura con tutti i paesi della Ue, secondo un piano vaccinale comunitario.

Così è stato, anche per evitare la corsa all'accaparramento.

Il contratto originale è stato trasferito tal quale alle competenze della Commissione europea che lo ha assorbito nell'accordo firmato ad agosto 2020

E' falsa, quindi, l'accusa che è stata rivolta alla direttrice della Direzione Salute della Commissione europea, Sandra Gallina, di aver ritardato la sottoscrizione del contratto con Astrazeneca, per questioni relative al prezzo delle dosi, come è stato erroneamente scritto sui social e sui giornali.

I rallentamenti nella consegna delle dosi di vaccino sono dovuti ad Astrazeneca, non alla trattativa sul contratto con Bruxelles ed è, quindi, una falsità l'accusa dei ritardi rivolti alla Commissione europea.

 

Il viaggio del Papa in Iraq

 

"La fraternità è più forte del fratricidio".

Dalle macerie di Mosul allo stadio di Erbil, nel Kurdistan iracheno, il viaggio di papa Francesco in Iraq ha ricordato quello compiuto da Giovanni Paolo II in Siria, esattamente vent'anni fa: un momento, oggi come allora, per risvegliare le coscienze occidentali.

Questa l’impressione del cittadino di Roma Capitale.

 

8 marzo

festa della donna

 

Girando per Roma e chiedendo ai cittadini di Roma Capitale un pensiero sulla festa è stata definita:

Animale in estinzione, malattia problematica, prodotto di consumo, ambiente in pericolo.

Un dato è certo: a differenza degli altri anni, la festa è stata molto telematica e si è presentata non come femminismo e neppure come movimento politico di orgoglio e lotta.

L’8 marzo è stato un rito.

Un alibi perché la società colmi violente contraddizioni, nascondendo di essere fondata sul potere maschile, violento e anacronistico: religioni e famiglia, lavoro e socialità.

Le donne sono diverse dagli uomini, ma non sono più il sesso debole, bensì quello forte.

Senza donne il genere umano si estingue, cosa che non accadrebbe senza maschi (la scienza permette questo e altro).

Rispetto al passato il ruolo si è invertito: il maschio fisicamente forte proteggeva la madre dei propri figli, chiedendole in cambio devozione e servitù.

Il maschio forte oggi non serve, a nessuno. In passato da questa forza maschile ne era derivato il potere (culturale, sociale, economico), ma le donne, con l’inizio dell’accesso alle stesse socialità maschili, le hanno rese più umane e meno violente.

Certamente il potere maschile non è ancora scardinato e resiste ovunque. Ma come tutti i giorni dobbiamo combattere contro violenza e ingiustizia, altrettanto va fatto contro il potere maschile. Se il 9 marzo c’è ancora un salario minore ad una persona perché donna, il cambiamento sarà merito dell’8 marzo o della sconfitta dei maschi che lo impediscono e grazie alla lotta di tutti i giorni.

 

Governo

Le responsabilità sulla pandemia

 

La prima ondata l'abbiamo subita.

La seconda ondata l'abbiamo favorita.

Alla terza ondata abbiamo spianato la strada.

In merito alla pandemia, Nino Cartabellotta, medico, e presidente della Fondazione GIMBE, ha riassunto perfettamente l'attività del governo Conte2.

Questa la responsabilità del governo accompagnata dalla irresponsabilità della opposizione.

Giova ricordare: "aprire tutto" di Salvini e l'invito a non indossare le mascherine oppure l'appello "venite in Italia" della Meloni. Ed anche, il documento delle regioni Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia del dicembre scorso, con il quale si chiedeva al governo di aprire gli impianti sciistici.

Poi la irresponsabilità dei media, le accuse ai membri del Comitato tecnico scientifico e dell'Istituto superiore di sanità.

Infine, la irresponsabilità del popolo. Emblematico l'appello: "fateci fare il Natale con i nostri parenti".

Ora, la situazione è sotto gli occhi di noi tutti ed è bene che non si parli del vaccino Sputnik.

 

 

Coronavirus

Vaccinazione unica o in due dosi?

 

Si apre il dibattito sul numero delle vaccinazioni

Una o due dosi?

Attualmente, i tre vaccini, a disposizione, prevedono due dosi da somministrare a scadenza stabilita per avere il massimo di efficacia.

Nel Regno Unito, il governo ha deciso di far somministrare una sola dose, per raggiungere il massimo numero di persone e rimandare la seconda dose

Nel resto della Ue e negli Stati Uniti si effettuano le somministrazioni di vaccino in due tempi, come previsto.

Analisi della situazione, prendendo a campione il Regno Unito e la Germania.

Al 28 Febbraio 2021

Numero di morti per milione di abitanti per Covid

Regno Unito: 803.

Germania: 841.

Numero di morti totali

Regno Unito: 122.849.

Germania: 70.625.

Totale dei casi di infezione

Regno Unito: 4.176.554

Germania: 2.446.063

Popolazione completamente vaccinata (due dosi), in percentuale

Regno Unito: 1,1%.

Germania: 2,4%.

Popolazione

Regno Unito: 68 milioni.

Germania: 84 milioni.

Conclusioni.

La politica del governo del Regno Unito di somministrare una unica dose non sembra avere gli effetti desiderati, se consideriamo come

linea di demarcazione i morti da Covid.

Vaccinare con una unica dose e rimandare la seconda (in particolare per i vaccini a mRNA), significa esporsi alle varianti o mutazioni del

virus, con difficoltà di efficacia di altri vaccini.

Dovremo attendere la variante "italiana"?

 

REGIONE LAZIO

Vaccini ANCHE PER gli assistenti studi medici

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera della dott.ssa Raffaella Fabi.

"Sono medico di Medicina Generale e segnalo l'urgenza di vaccinare gli "assistenti di studio" come categoria prioritaria.

Sono lavoratori del comparto sanitario.

La mancata vaccinazione, in caso di contagio, innescherebbe pesantissime ripercussioni sul servizio sanitario: sono sempre a contatto con

varie patologie.

Da marzo 2020, i medici di Medicina Generale convenzionati col S.S.N. (in seguito: Medici) hanno in carico la gestione:

a) di igiene pubblica, burocratica e medica dei contatti, dei positivi asintomatici e dei malati non ospedalizzati con SARS-CoV-2;

b) dei malati già seguiti da specialisti delle strutture pubbliche che, con la pandemia, hanno sospeso le visite.

Ciò ha comportato un pesante aggravio del carico di lavoro.

Nell’attuale emergenza, per i Medici è più necessario il loro supporto continuativo. Si interfacciano fisicamente con gli assistiti, con lavoro

preliminare al rapporto medico-paziente (es. accompagnamento anziani e disabili, misurazione temperatura corporea, compilazione

questionario rischio-Covid, verifiche per l'accesso in studio in sicurezza, preparazione dei consensi informati, ecc.).

Gli assistenti sono esposti allo stesso rischio dei Medici di contrarre il Coronavirus e diffonderlo. Anzi, filtrando gli ingressi negli

ambulatori, corrono più rischi.

E’ indispensabile vaccinarli per contenere i contagi, anche perché la seconda fase vaccinale porterà più assistiti "fragili" negli studi.

Segnalo anche diffuse disparità nazionali e regionali, che potrebbero sollevare contenziosi legali: in Regione Lazio, a differenza di altre

Regioni, gli assistenti sono stati senza ragione depennati da categoria prioritaria per vaccinarsi.

E’ urgente considerarli categoria prioritaria per maggior tutela della salute pubblica.

Non è rivendicazione corporativa, ma esigenza legata al rischio di contagio, così come medici e infermieri. Non sono solo amministrativi,

ma assimilabili a personale socio-sanitario a stretto contatto con pazienti.

 

Governo

Alitalia e Salvini

salvatore che non salva


L’Alitalia negli ultimi 12 anni ha avuto 13 miliardi di soldi pubblici, ma resta in crisi.

L'Alitalia gestisce l'8% del traffico aereo da e per l'Italia.

E' superata da Ryanair e da Lufthansa.

Chiunque voglia prendersi l'Alitalia dovrà accollarsi i relativi debiti.

Tutto questo indipendentemente dalla pandemia.

Così è intervenuto il segretario della Lega, Matteo Salvini, che ha dichiarato: "Ci sono investitori privati che si stanno riaffacciando; io

personalmente sto dialogando con alcuni di questi."

Frase che ricorda "L'Alitalia agli italiani", dell'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Si fece appello ai "capitani coraggiosi".

Era il 2008 e Salvini era stato eletto deputato per la Lega.

Quella operazione costò alle tasche del contribuente 3,2 miliardi di euro e non risolse la crisi dell'Alitalia.

Oggi, Salvini ripropone l'operazione "capitani coraggiosi", e "l'Alitalia agli italiani", che non esiste, perché Alitalia non è compagnia di

bandiera e non impatta sul 13% del settore turistico se non in misura minima, cioè l'1%.

Salvini ha un suo uomo al ministero dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che ha sul tavolo i dossier delle aziende in crisi,

Alitalia compresa.

Cosa proporrà?

Nel frattempo, Salvini ha il problema del consenso elettorale, visto che in prossimità ci sono le elezioni nei più importanti comuni (Roma,

Milano, Torino, Napoli, e così via).

Non c’è dubbio: è in campagna elettorale. Comprensibile, ma non risolve.

 

REGIONE LAZIO

COMINCIATO ITER INVECCHIAMENTO ATTIVO

LEGGE NECESSARIA

 

I cittadini della Regione Lazio esprimono grande soddisfazione per l'inizio dell'iter in VII Commissione della legge sull'invecchiamento attivo. Un provvedimento atteso da tempo e che risponde all'esigenza di definire e regolamentare politiche integrate a favore dell’invecchiamento attivo, coordinare e implementare tutti gli interventi finalizzati a riconoscere il ruolo della persona anziana nella comunità sociale, promuovendone la partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale.

Una legge nata dalla mobilitazione e con il contributo attivo di Cgil, Cisl e Uil e che supera l’assistenzialismo, rendendo anziane e anziani - portatrici e portatori di saperi professionali e artigianali - protagonisti veri, in cui il loro ben-essere e il ben-vivere vadano di pari passo con la formazione, la cultura, la natura, l'urbanistica del territorio.

Il testo è nato ben prima del Covid, ed è diventato urgente con la pandemia (pensiamo all'isolamento o alla strage nelle RSA) e adesso non più rinviabile. Questo provvedimento, che promuove il protagonismo delle persone anche nella Terza Età e il valore dello scambio generazionale, è un'occasione di crescita e di coesione per tutta la comunità. Solo rafforzando il contributo degli anziani alla società e migliorando la loro indipendenza è possibile preservare la solidarietà tra le generazioni. 

L’iter della legge è seguito dai consiglieri della Regione Lazio, Marta Bonafoni (Lista Zingaretti), Paolo Ciani (Demos) e Marietta Tidei (Italia Viva).

 

Vaccinazioni in Ue

siamo in ritardo?

 

Cosa sarebbe successo se ogni Paese dell'Ue per le vaccinazioni si fosse mosso autonomamente, invece di essere coordinati dall'Ue?
Che alcuni Paesi avrebbero i vaccini ed altri no.

Il vaccino Pfizer è anche Biontech, cioè di una società tedesca che ha avuto una sovvenzione statale di 370 milioni di euro per la ricerca. Così la Germania avrebbe avuto il "suo" vaccino, a discapito degli altri Paesi europei. Aver scelto la condivisione europea dei vaccini, è l'accusa rivolta alla cancelliera Angela Merkel da alcuni partiti tedeschi.

Si paragona il numero di vaccinazioni in Ue con altri Paesi, per esempio, Israele e Usa.

Da prendere notare che Israele ha una popolazione di 9 milioni di abitanti, una estensione analoga alla Toscana ed un unico governo; l'Ue ha 446 milioni di abitanti, una superficie di 4,5 milioni di kmq e 27 governi. Gli Usa hanno un presidente con pieni poteri, l'Ue ha un "governo", cioè la Commissione, che promuove e coordina l'attività di 27 Paesi, il che comporta problemi, come si può facilmente capire.
Il confronto del numero delle vaccinazioni nel Regno Unito con quello dei Paesi comunitari evidenzia che sono di più, ma si dimentica che il governo britannico ha deciso modalità di somministrazione del vaccino Pfizer e Moderna  in contrasto con quanto indicato dalle stesse società farmaceutiche di rispettare la tempistica tra la prima e la seconda dose, per avere la copertura vaccinale prevista (95%). In sintesi, ci sono più cittadini britannici vaccinati, però meno protetti.

Confrontando i dati, rileviamo che il Regno Unito ha proporzionalmente più decessi del nostro Paese: 1753 morti per milione di abitanti, contro i 1571 dell'Italia.

Insomma, l'Ue sconta le molteplicità nazionali. Non siamo ancora gli Stati Uniti d'Europa e neanche abbiamo un sistema sanitario europeo.

Si potrebbe iniziare da quest'ultimo, se questa tragica esperienza servirà a qualcosa.

 

Governo

un programma per il nostro Paese

non per una parte di esso

 

In un passaggio del discorso al Senato, Mario Draghi, dice: "Senza l'Italia non c'è l'Europa. Ma fuori dall'Europa c'è meno Italia. Non c'è sovranità nella solitudine. C'è solo l'inganno di ciò che siamo, nell'oblio di ciò che siamo stati e nella negazione di quello che potremmo essere".
Allora, giova ricordare agli italiani che, alle elezioni del 2018, sono stati e si sono fatti ingannare da quei partiti antieuropei e no-euro (M5S, Lega) che oggi sostengono un governo europeista e pro-euro.

Non c’è dubbio che presto assisteremo a qualche furbata, come quella del segretario della Lega, Matteo Salvini, sulla irreversibilità dell'euro o sull'Italia che deve contare di più in Europa, come se i 209 miliardi di finanziamenti europei non fossero una prova tangibile della attenzione dell'Europa stessa nei confronti dell'Italia, ma quello delineato dal discorso del presidente Draghi è un programma per il nostro Paese, non per una parte di esso. 

 

L'istituzione del ministero del Turismo

 

Il neo ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, della Lega, ha dichiarato che il ministero del Turismo è stata una richiesta esplicita di Salvini.
Gian Marco Centinaio, sempre della Lega, già ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con delega al turismo, nel governo Conte1, attualmente responsabile del dipartimento turismo della Lega, ha dichiarato che il turismo è materia esclusiva delle Regioni.

Esclusiva.

A cosa serve, dunque, un ministero con portafoglio, visto che i soldi devono essere spesi dalle Regioni? 

Ed, allora, prima di parlare, sarebbe opportuno sentirsi al telefono.

Entrambi, Garavaglia e Centinaio, criticano l'operato del ministro della salute, Roberto Speranza, per il provvedimento di chiusura degli

impianti sciistici e chiedono ristori e investimenti.

A chi li chiedono? Al Governo.

Risulta che Garavaglia faccia parte del Governo e Centinaio sostenga il Governo.

Dunque, stanno chiedendo soldi a loro stessi.

 

ROMA CAPITALE

PIAZZA SEMPIONE

LA STATUA NON SI TOCCA

 

Gli abitanti di piazza Sempione hanno trovato uno striscione del movimento di estrema destra Militia Christi sulla statua della Madonnina, prontamente rimosso.

Lo striscione recitava: “La statua non si tocca”, quando nelle intenzioni del progetto di riqualificazione di piazza Sempione, proposto dal Municipio, verrebbe semplicemente spostata sotto il sagrato.

Militia Christi, gruppo di estremisti anti abortisti e fanatici, punta così a inserirsi nel dibattito in corso sulla riqualificazione della piazza, ma non ha alcuna cittadinanza in III Municipio.

La bella discussione che si è aperta sul futuro della zona sicuramente troverà presto una sintesi tra le istanze dei cittadini del quartiere e quelle della parrocchia. Ma di certo la cittadinanza di quel quartiere non può accettare di farsi dettare la linea da un movimento che rappresenta il peggio di questi anni e che manda messaggi oscurantisti e retrogradi che vanno respinti con forza. 

Lo dicono molti residenti del III Municipio e Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio e Matteo Zocchi della Lista Caudo nel terzo Municipio.

 

ROMA CAPITALE

SONDAGGIO DELLA TESTATA

13° E 14° MUNICIPIO

 

Al momento, se i cittadini del 13° e 14° Municipio di Roma Capitale dovessero andare a votare per le politiche e, o comunali, avremo il 50% di indecisi ed astenuti, mentre al primo posto si avrebbe il PD al 21%, tallonato dalla lega al 20% e da Fratelli d’Italia al 18%. Di seguito il M5S con 13%, Forza Italia con il 9%. Distaccata Sinistra Italiana con 3,5%. Sul valore del 2% +Europa, Italia Viva, I Verdi, Calenda, mentre il 5% si orienterebbe verso altri piccoli schieramenti.

 

Regioni

Vaccini

Il caso Lombardia e Veneto

Luca Zaia, presidente del Veneto e Letizia Moratti, vicepresidente della Lombardia sono pronti ad acquistare i vaccini. E' la chiave sovranista regionale sanitaria
Non si sa da chi.

La produzione Pfizer, Moderna e AstraZeneca è prenotata.

Si pensa al vaccino della Russia o della Cina, ma questi vaccini a tutt’oggi non sono stati validati dalle agenzie del farmaco europee e italiane (Ema e Aifa).
Ed, allora, Zaia e Moratti quali vaccini vogliono acquistare? Da chi e con quali garanzie?
Non è dato di sapere.

I vaccini non si acquistano, al chilo, in salumeria, perché sono farmaci che devono essere testati e certificati.

Non si può rispondere alle legittime attese dei cittadini con promesse inattuabili.

Cosi non si governa, si sfascia.

BLOCCO DELLO SCI

RISTORI MA SOPRATTUTTO IMPEGNO ISTITUZIONALE PER I TERRITORI MONTANI

 

C'era una grande, positiva attesa. E invece niente. Tutto rinviato. Al 5 marzo. Ma di fatto la stagione è chiusa.

Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), con grande rispetto, ma tanta determinazione istituzionale, chiede a Governo, Parlamentari, Regione Piemonte di agire immediatamente con i ristori. Ma non solo. Le Istituzioni centrali, da Torino come da Milano, devono agire con un impegno istituzionale decisivo, determinante, che cambia il passo rispetto al passato.

Afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte: “ Oggi si apre una frattura. Si deve ricomporre. Con la Politica, con i ristori e con l'impegno politico. Vanno di pari passo. Sono decisivi entrambi. Non i ristori senza nuove politiche strategiche per i territori. Oggi tutti parlano di montagna. Avrei voluto un impegno maggiore anche ieri, anche in passato. Oggi ne parlano tutti. E dobbiamo far sì che nel giro di qualche giorno tutti non se ne dimentichino. La montagna vede nel turismo invernale un asse centrale. Insieme ad altri. Ed è per questo che siamo pronti a lavorare su un Piano montagna duraturo e decisivo, dal Piemonte all'Italia, Alpi e Appennini. Dobbiamo agire. E questa attenzione ai territori non deve essere un fuoco di paglia".

Continua, Roberto Colombero: "L'attenzione di queste ore per le aree montane, dopo lo stop allo sci, è importante per finalizzare ristori per le imprese e ammortizzatori per i lavoratori. Sono convito che il nuovo Governo Draghi dovrà lavorare su un sistema più efficace di supporto agli Enti locali e alle filiere economiche. Non possiamo assistere a una divaricazione della frattura tra centro e aree interne, montane. Occorre puntare sulla coesione del Paese. È un imperativo per il nuovo Governo che vogliamo credere non sia diviso sulla e dalla montagna. Ma sia unito nel definire percorsi di crescita e sviluppo per i territori".

 

ROMA CAPITALE

IL CIMITERO FLAMINIO OFFENDE LA CITTADINANZA

 

Che la Giunta Raggi non avesse rispetto dei cittadini ancora in vita lo sapevamo già da un pezzo, ma che non facesse nulla per tutelare l’eterno riposo di quelli defunti è davvero troppo.

Dopo il Verano e il Laurentino, ormai privi di capienza, ad annunciare ufficialmente l’impossibilità di effettuare tumulazioni, inumazioni e affidi delle urne cinerarie è stato adesso anche il cimitero Flaminio.

Erano mesi ormai che il tetto massimo per le cremazioni non superava le 200 unità a settimana, un numero davvero irrisorio per una metropoli come la nostra. Ma non è tutto: i tempi stimati per una cremazione a Roma vanno dai 30 ai 40 giorni, a fronte delle 48 ore necessarie in città come Milano. Interminabile anche l’attesa per autorizzarla.

Nascondersi dietro la pandemia non serve: la fragilità del sistema cimiteriale romano è l’ennesima riprova dell’immobilismo dei cinque stelle e del “fallimento Raggi” nella gestione di Ama.

Nell’agosto del 2017, con una delibera di Giunta, era stata stabilita la costruzione di nuovi forni crematori, che però non è mai arrivata, al pari della manutenzione delle strutture più datate e dell’incremento del personale destinato a questo servizio.

Insomma, la Sindaca non si nasconda dietro un dito, ammetta i propri errori e chieda scusa ai cittadini. Visto che non è davvero in grado di fare altro.

E’ il pensiero di molti cittadini di Roma Capitale e di alcuni consiglieri comunali, fra essi Rachele Mussolini.

 

Governo

Il programma c'è

 

Il programma del governo Draghi c'è.

I principi sono quelli delineati dal Piano nazionale di ripresa suggeriti dalla Ue.

Occorre, solo, riempire il programma di progetti, attribuire fondi e individuare la struttura alla quale far capo.
Il presidente incaricato Mario Draghi sa bene come fare e meno male che c'è una persona preparata e competente.

Rimane il problema dei partiti, o meglio, della maggioranza dei partiti e del popolo che li ha eletti.

Nelle elezioni nazionali del 2018, il popolo espresse un voto antieuropeo e anti euro, che si concretizzò nella preferenza al M5S, alla Lega e a FdI. Il 54% degli elettori votò per questi partiti.

Oggi, i partiti hanno cambiato radicalmente posizione e il 70% degli italiani vede con favore la presidenza Draghi, che rappresenta per eccellenza l'Europa e l'euro.

M5S, Pd e Leu, fino a pochi giorni fa proclamavano: o Conte o elezioni. Oggi, sono tutti con Draghi.

Potremmo parafrasare il detto "tutto è bene ciò che finisce bene". Vedremo nei prossimi mesi, quando saranno varati provvedimenti necessari e non graditi, come reagirà il popolo e i partiti che lo rappresentano. 

Ci sarebbe da valutare il servilismo retrogrado dei media e di qualche "maitre à penser", ma è l'Italia, e meno male che ci sono cittadini

che non credono ai terrapiattisti.

 

ANDAMENTO MERCATO DEL LAVORO

 

La pandemia è già costata, nei primi 9 mesi del 2020, alla perdita di 465mila occupati. Ma è solo la punta dell’iceberg, se si considera che è in atto il blocco dei licenziamenti – con il contemporaneo esplodere dei numeri della Cassa integrazione - e anche che un certo numero di lavoratori autonomi resta attivo solo formalmente, cercando di ottenere le provvidenze pubbliche, ma sa che sarà costretto a cessare l’attività. I cali maggiore del numero degli occupati in Calabria, Sardegna, Campania, Lazio e Valle d’Aosta.

Si allarga il gap occupazionale di genere. La percentuale del calo dell’occupazione femminile è esattamente il doppio di quella maschile. I divari più ampi tra la flessione degli occupati e quella delle occupate (in altre parole la penalizzazione delle donne) si registrano in Campania, Sicilia, Abruzzo e Toscana. Ci sono però regioni (Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Umbria e Molise) dove, invece, l’occupazione maschile cala più di quella femminile, con il Molise che evidenzia un gap a sfavore degli uomini di ben 6,2 punti percentuali.

Lavoro dipendente e autonomo: il secondo registra una flessione percentuale quasi doppia rispetto al primo. I ristori del Governo non hanno impedito la chiusura delle attività di 162mila lavoratori autonomi. Le cadute più forti in Valle d’Aosta, Calabria, Veneto, Marche e Piemonte, mentre in Sardegna gli occupati indipendenti crescono del 10,8%, ma il dato fa da contraltare alla moria dei dipendenti (-8,7).

 

Ecatombe ciclisti urbani

Cosa non funziona e come potrebbe funzionare

 

Secondo l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale (ASAPS) i ciclisti deceduti nel 2019 sono di più rispetto al 2018 (253 contro 219: incidenti rilevati da Forze di Polizia e Polizie Locali).

A gennaio 2021 i morti sono stati 14, mentre nel 2020 erano stati 10.

L’ASAPS, così, ha deciso di creare un Osservatorio Ciclisti.

Bene. Avremo dati più precisi che potrebbero fa riflettere gli amministratori sulle loro carenze in materia.

Col Covid, e gli incentivi statali per l’acquisto, si è più diffusa la bici. Anche perché diversi hanno timore di infezione nei mezzi pubblici, e poi c’è l’onda lunga delle politiche di disincentivazione al mezzo privato. Ma per andare in bici occorrono anche infrastrutture alla bisogna e non solo sentirsi ospiti indesiderati di strade per autoveicoli. Ci sono Paesi come Olanda, Danimarca e Germania che sono punto di riferimento. In Italia il male minore è solo in Emilia Romagna. Mentre, per esempio, in Toscana si predilige il turismo (la pedalata lungo l’Arno) alla mobilità.

Corre voce che dovrebbe nascere una “autostrada” ciclabile tra Firenze e Prato, ma si pone la domanda: quanti la useranno? Mentre abbiamo piste urbane poche e disastrate, che finiscono nel nulla e, o penalizzate in presenza di lavori (la signora Virginia Raggi, sindaco di Roma, docet).

Quindi è bene “osservare”, ma come reazione ci dovrebbe essere consapevolezza, che la mobilità ciclabile deve essere al primo posto, e non un surrogato e una medaglietta al petto per dire quanto si è bravi.

Forse se lo Stato, oltre che dare benefit per acquistare bici, imponesse delle infrastrutture minime alle amministrazioni locali, potrebbe essere un segnale.

Merita attenzione il numero degli incidenti ai pedoni, che essi siano atleti marciatori oppure amanti del camminare per salute e turismo. Sempre in pericolo, sebbene in misura minore rispetto ai ciclisti, per strade dissestate, prive di marciapiedi oppure occupati da veicoli o pieni di rifiuti di ogni genere. L’Ama Roma S.p.A è l’esempio negativo per la raccolta, il trasporto, il trattamento, il riciclaggio e lo smaltimento rifiuti.

 

Regione Lazio

Piano mobilità

la quarta pista di Fiumicino

 

Dovrebbe migliorare la vita dei cittadini, ma non sembra che questi obiettivi siano chiari alla Regione Lazio.

Ci riferiamo al Piano della mobilità dei trasporti e della logistica, nel quale dovrebbero affluire i fondi comunitari del Recovery Plan.

La Giunta regionale ha deciso di dare seguito alla quarta pista dell'aeroporto di Fiumicino.

A cosa serve, se negli ultimi 10 anni il traffico è diminuito? 

Se, poi, paragoniamo Fiumicino con altri aeroporti, la scelta della quarta pista è incomprensibile.

Per esempio, l'aeroporto londinese di Gatwick ha numero di movimenti simili a quelli di Fiumicino, ma ha una sola pista e l'aeroporto londinese di Heathrow ha solo 2 piste, ma quasi il 60% di movimenti in più.

Che cosa hanno in più gli aeroporti britannici che consenta loro di incrementare i movimenti con minori piste?

L'applicazione delle moderne tecnologie informatiche che permette una gestione ottimale della struttura aeroportuale. Tecnologia sulla quale sono previsti i finanziamenti europei del Recovery Plan.

L'allargamento alla quarta pista, inoltre, impatterebbe sulla Riserva statale del Litorale, per la quale la Regione Lazio, nel 2016, aveva addirittura chiesto al Ministero dell'Ambiente una classificazione più vincolante, che è stata accordata.

Quale miglioramento della vita dei cittadini?

Quale sistema di mobilità più efficiente e sostenibile?

A cosa serve, e a chi serve, la quarta pista dell'aeroporto di Fiumicino?

 

ROMA CAPITALE

TAGLI AL BILANCIO

RAGGI UMILIA LA PROTEZIONE CIVILE

 

I pesanti tagli alla protezione civile capitolina presenti nel bilancio messo in campo dalla Giunta Raggi, oltre a essere l'ennesima umiliazione verso una struttura che ha sempre operato egregiamente al servizio della cittadinanza, sono la chiara dimostrazione della totale assenza di programmazione con la quale i cinque stelle amministrano Roma.

E' palese che si sta mettendo in scena, mascherata come una delle tante operazioni per la razionalizzazione della spesa, l'ennesima follia dei grillini. Stando alle previsioni, infatti, gli straordinari del personale nonché le spese per l'acquisto di farmaci e altri medicinali verrebbero azzerati, mentre gli importi per l'acquisto di beni alimentari, coperte, brandine e sale per il ghiaccio finirebbero per essere limitati all'osso, così come quelli per la manutenzione e la riparazione degli autoveicoli in campo nelle operazioni di soccorso, oltre a quelli destinati al rimborso per le organizzazioni di volontariato che la supportano.

I cittadini di Roma Capitale non sono disposti ad accettare uno scempio di questo genere e chiedono fondi e mezzi per questo servizio strategico per la città. Giova ricordare che nel 2013, alla scadenza del mandato di centrodestra, era un fiore all'occhiello dell'amministrazione capitolina e vantava un personale preparato e capace di affrontare anche le operazioni più complesse.

 

La beffa del canone Rai per le aziende

 

Senza che sia stata presa in considerazione la giusta istanza per esenzione o sospensione, si è attuata la beffa del pagamento del cosiddetto canone Rai per le aziende.

Importi anche di 7.000 euro, in rapporto al numero di apparecchi che si hanno a disposizione nel proprio esercizio.

Così, quello che è una somma da pagare periodicamente per il godimento del servizio tv, si è trasformata in una vera imposta per il possesso.

Rispetto alle famiglie le aziende lo pagano molto di più.

Essendo imposta di possesso, avrebbe avuto senso l’esenzione per questo periodo in cui le aziende che lo pagano sono chiuse per legge.
“Mi costringi a pagare un bene per il possesso, nel contempo mi impedisci di goderlo”.

Logico se si dovesse pagare per il servizio Rai, che in questo periodo ha continuato a funzionare.

Lo Stato ha sbandierato che è un’imposta per il possesso, con tanto di sentenze che hanno stravolto la logica elementare della lingua e del buon senso.

Ma lo Stato, quando si tratta di incassare, non guarda in faccia a nessuno. Lo Stato ha mostrato in questa occasione il suo volto violento e arrogante.
Non c’è da stupirsi se l’evasione fiscale è uno dei maggiori conflitti tra contribuenti ed Erario.

 

REGIONE LAZIO

ABORTO IN AMBULATORIO

PASSO FONDAMENTALE PER DIRITTI E SALUTE DONNE

 

Il 26 gennaio, l'assessorato alla Sanità ha recepito le linee guida del ministro Speranza sull'RU486: quelle che - assumendo la sicurezza scientifica dell'aborto farmacologico comprovata a livello internazionale - rendono possibile anche nel nostro Paese la possibilità per le donne di scegliere se effettuare l'IVG tramite RU486 in regime di Day Hospital o in ambulatorio (compresi i consultori) , prevedendo l'assunzione del secondo farmaco anche a casa.

Cosa di motivo di soddisfazione. 

Tenendo insieme, come ribadisce anche la determina - frutto di un lungo e approfondito lavoro svolto da una commissione tecnica composta da dottoresse e professioniste - il piano della qualità della prestazione sanitaria con quello dei diritti delle donne. 

Separando una procedura medica dal giudizio morale che ancora oggi l'accompagna. 

Ora le aziende ospedaliere e territoriali devono avviare le procedure per attuare le disposizioni, individuando gli ambulatori e i consultori in rete con una struttura ospedaliera e in grado di effettuare l'aborto farmacologico. E dovranno anche mettere in campo un percorso di formazione alla RU486 su tutti gli operatori coinvolti, "anche i medici ginecologi obiettori" - specifica la determina - perché se ci sono complicazioni tutti hanno il dovere di intervenire per soccorrere la donna. 

Questi i primi frutti di una battaglia che è stata un percorso corale di donne, professioniste, politiche, attiviste, raccolta con convinzione dall'assessore Alessio D'Amato. Nei giorni in cui dalle Marche arriva l'ennesimo becero attacco della destra contro la 194, e i pro vita non cessano di riversare nelle nostre città i loro manifesti, dal Lazio parte un segnale inequivocabile al Paese che dice noi da che parte stiamo. 

 

ROMACAPITALE

CON ULTIMO RIMPASTO RAGGI CERTIFICA IL FALLIMENTO

 

E’faticoso ricostruire i numeri degli assessori che sono cambiati nella giunta Raggi tra quelli mandati via dalla Raggi e quelli che invece se ne sono andati sbattendo la porta e siamo arrivati a 24 con ben due cambi nel ruolo di vice sindaco. 

Non è andata meglio con tanti dirigenti capitolini chiamati a collaborare, tra questi capi di gabinetto e direttori di dipartimenti, per non parlare delle aziende di Roma Capitale 

Tre amministratori delegati di Atac più qualche dirigente; due presidenti e due AD di Acea cambiati seppur con motivazioni diverse, ma è in AMA che si raggiunge il record con ben 7 amministratori che si sono succeduti con continui cambi del CDA e tra i dirigenti. 

Le motivazioni dei cambi e degli addii sono diverse tra loro, alcune hanno assunto i contorni di vere e proprie telenovele con scambi di accuse anche molto gravi. Senza entrare nel merito, appare chiaro che un cambio di assessori a 4 mesi dal voto non comporterà alcun beneficio alla risoluzione dei problemi di Roma, ma si tratta solamente di un regolamento interno di conti in un M5S sempre più diviso ed agitato. 

In questi anni è emersa l’incapacità del M5S di governare la Capitale, così come della Raggi a poter assolvere un compito così duro e delicato quale è quello del sindaco di Roma. Se lei resta lì e oltre 40 persone cambiano, la domanda sorge spontanea: ma sono tutte queste persone che non sanno assolvere ai propri compiti o è la Raggi al posto sbagliato? Non c’è dubbio è la seconda ipotesi. 

Mentre si consumano vendette interne, mentre i grillini giocano con i loro equilibri interni in vista delle elezioni, mentre qualcuno trama per arrivare ad un accordo PD-M5S anche sul Campidoglio, fuori dal palazzo c’è una città in ginocchio, che soffre economicamente e socialmente, che continua ad avere problemi con la manutenzione, il decoro, la lotta al degrado, la sicurezza, il problema dei rifiuti e i noti problemi di ATAC e di Roma Metropolitane, che rischiano di fallire.

Non c’è più tempo da perdere e non c’è più la pazienza per poter tollerare atteggiamento irresponsabili e inutili dell’amministrazione Raggi.

I cinque stelle si facciano da parte.

Così un sondaggio fra i romani del 1°, 13°, 14° e 15° municipio.

 

Roma Capitale

Prosegue il disastro della sindaca Raggi

 

Sabato 23, Domenica 24 e Lunedì 25 Gennaio a Rona sono comparse “le cascate”, che si creano quando piove.

In particolare, le scale delle metropolitane che si prestano alla ricorrenza acquatica. Così le gradinate della stazione della metropolitana A, fermata Cipro, si sono trasformate in cascate d'acqua che hanno invaso la stazione. Stazione, a novembre, oggetto di lavori di riqualificazione, puntualmente rivendicati dalla sindaca Virginia Raggi.

Mentre le stazioni metro si allagano, gli autobus prendono fuoco e la monnezza imperversa nelle strade, la sindaca Raggi compie l'ulteriore rimpasto della Giunta capitolina: la sostituzione di due assessori.

In verità, dal 2016, anno di elezione della Raggi, ad oggi, quasi tutti gli assessori sono stati rimossi; ne sono rimasti solo due che, però hanno cambiato deleghe.

In quasi 5 anni, sono stati rimossi 2 vicesindaci, 17 assessori, un capo di gabinetto, un capo del personale, 6 tra alti dirigenti e dirigenti in Acea (elettricità e acqua), 7 in Atac (trasporti), 5 in Ama (rifiuti).

Come si riesca a governare la Capitale d'Italia, con un cambio continuo di assessori e dirigenti non è dato di capire e, infatti, Roma non è governata.

In compenso Roma è la città con la più alta addizionale Irpef d'Italia. Insomma, più tasse e meno servizi.

Lo ricordino i romani alle prossime elezioni comunali.

 

Tik-Tok e simili da vietare ai piccoli?

Non facciamo pagare ai piccoli le colpe dei grandi

 

Una bimba di 10 anni, durante un gioco sul TikTok è morta.

Un’altra bimba di 8 anni, in bici ai bordi di una piscina nel grossetano, è morta cascandoci dentro.

In comune le due storie: la disattenzione.

Non sappiamo quanti adulti, in questi giorni, hanno avuto incidenti, probabilmente più di due e anche mortali.

I bimbi, in generale, hanno difese minori degli adulti, ma muoiono meno dei grandi e quando accade, il più delle volte, è per colpa dei grandi.

Sono, quindi, i grandi che vanno tenuti d’occhio, perché possono fare male a se stessi e agli altri, grandi e piccoli (con l’eccezione dei casi fortuiti).

Comprensibile che per TikTok e simili, in tanti abbiano chiesto maggiore attenzione dei grandi sui piccoli e rispetto delle regole per accesso e controlli.

Regole che ci sono e precise.

La colpa, quindi, non è di TikTok, ma dei grandi che li gestiscono e che non hanno rispettato le regole: alcuni piccoli dicono di essere più grandi per accedervi, e ai grandi servono più utenti e guadagni.

Da sanzionare, quindi, sono i grandi e non i piccoli, per i quali alcuni paventano più restrizioni per l’online.

I criminali sono i grandi, non i TikTok vari che gestiscono. Levare o limitare ai piccoli questi TikTok sarebbe punire i piccoli e dare ai grandi tutto, e ai piccoli bambole di pezza e trenini elettrici.

Negare, quindi, i vantaggi delle tecnologie che, per esempio, ci hanno consentito di avere un vaccino anti-Covid in meno di un anno.

Per capirci.

Vista la bimba che è morta in piscina, dobbiamo vietare le piscine ai bimbi?

 

ROMA CAPITALE

BONUS AFFITTO

FAMIGLIE A RISCHIO SFRATTO PER SOLITO PASTICCIACCIO A CINQUE STELLE

 

«Solo a Roma potrebbero essere già centinaia le famiglie per le quali è stata avviata una richiesta di convalida di sfratto: sarebbe l'inizio di una tragedia difficile da digerire e che vede coinvolte tantissime persone, molte delle quali già in grave difficoltà economica prima dell'arrivo del coronavirus.

Di certo la pandemia ha contribuito ulteriormente all'aggravarsi di una situazione già precaria, ma il vero nodo sono le tante falle presenti nel bando per il bonus affitto. I numeri parlano chiaro: a fine dicembre le domande per il sostegno sono state 49mila. Delle 33mila arrivate, 12mila risultano escluse, 14mila sono da integrare e solo 7mila risultano avviate al pagamento. Ma la beffa non finisce qui, perché in questa esigua percentuale, pari al 14% dell'intero numero dei procedimenti, c'è un ulteriore pasticcio: non tutti i soldi sono arrivati sui conti correnti delle famiglie in difficoltà e, ad oggi, oltre a non essere chiaro il numero di bonifici erogati, è impossibile sapere quali richieste siano state respinte e per quali motivi. Questo significa che chi è rimasto escluso dalla graduatoria rischia di non saperlo e ,quindi, di non essere messo in condizione di fare ricorso.

E' il solito pasticcio senza capo né coda: il bando doveva essere una misura tampone per famiglie che, già in difficoltà per un reddito basso, pagano più di altri l'effetto della crisi economica dovuta alla pandemia. Ancora una volta, invece, la leggerezza con cui l'amministrazione a cinque stelle ha gestito tutta questa partita non ha permesso che ciò avvenisse: una procedura on line approntata in pochi giorni e con falle che necessitano aggiustamenti nel tempo nonché rallentamenti interni agli uffici hanno aumentato il caos nella lavorazione delle domande. Per di più il Campidoglio ha escluso i sindacati della categoria Inquilini dalla possibilità di supportare le famiglie nella compilazione delle richieste, il che ha portato ad accrescere il numero degli errori presenti nelle stesse e, di conseguenza, il numero delle persone finite nel calderone degli esclusi.

Pretendiamo che l'amministrazione a cinque stelle, che ha agito con superficialità e leggerezza, si assuma le proprie responsabilità e corra subito ai ripari. Sta mettendo per strada intere famiglie, persone che più di altre accusano la difficoltà del momento. Basta slogan e frasi a effetto: bisogna passare subito ai fatti e trovare una soluzione che non sia la solita pezza a colori che ci ha propinato in questi anni».

Così Rachele Mussolini, consigliere comunale e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale, Giancarlo Righini, consigliere regionale e Federico Rocca, responsabile Enti Locali FdI.

 

Tim e servizi non richiesti

Multa Agcom ma ancora troppo poco

 

L’Autorità di Garanzia sulle Comunicazioni (Agcom) ha multato Tim per 928mila euro perché nel 2020 aveva attivato sui contratti di diversi utenti un nuovo servizio di 2 euro al mese (che se non era gradito poteva essere disdetto entro il mese successivo) spacciandolo per modifica unilaterale del contratto.

La norma consente che le variazioni possono essere fatte, ma solo per servizi già esistenti e non appioppandone dei nuovi.

Bene, ma ancora troppo poco. Tim in questo caso l’ha fatta davvero sporca, ma attualmente un gestore può cambiare il contratto anche una volta al mese. Purtroppo alle tlc non si applicano i limiti più stringenti previsti dal codice del consumo in tema di modifiche unilaterali, cioè il consenso preventivo dell’utente e non la disdetta dopo che il servizio è stato applicato.

Domanda: il mondo delle Tlc debba continuare ad essere avulso dal codice del consumo, che vale per tutte le altre attività e categorie umane?

 

ROMA CAPITALE

BENI COMUNI

SITUAZIONE RIDICOLA, IL M5S ABBIA CORAGGIO 

 

"Per l'ennesima volta il M5S si spacca e fa cadere il numero legale invece di votare sulla delibera popolare per il nuovo Regolamenti sui beni comuni. Una situazione che le tante associazioni che hanno lavorato alla delibera trovano giustamente offensiva e che ormai sta diventando ridicola e dimostra, ancora una volta, l'inadeguatezza del M5S nell'amministrazione della nostra città. Ci vuole responsabilità nei confronti dei cittadini. 

Quello dei beni comuni è un tema su cui va presa una posizione certa che deve far chiarezza, una volta per tutte, su una questione che, come Regione, abbiamo normato più di un anno fa ma che ora, senza una regolamentazione del Comune, non può essere pienamente adottata.

Lunedì accendiamo i fari dal largo mondo della sinistra su quanto accadrà in consiglio comunale: chiunque ha a cuore i beni comuni batta un colpo"

Lo scrive in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

 

Roma Capitale

Atac e la vittoria del SI che la Raggi non vuole proclamare

 

Per far adempiere a un dovere di ufficio, si è dovuti ricorrere alla magistratura che ha imposto la proclamazione del risultato del referendum, svolto nel 2018, sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico a Roma che, ora, è svolto dall'Atac, l'azienda comunale.

L'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) ha partecipato al Comitato promotore del referendum.

Chi doveva proclamare questo risultato?

La sindaca Virginia Raggi, che non lo ha fatto.

Ora, il Tribunale amministrativo del Lazio ha imposto alla sindaca quello che era, ed è, suo dovere fare: proclamare la vittoria del SI.

Nel frattempo sono passati 2 anni senza che la sindaca Raggi adempisse a un suo preciso dovere di ufficio.

Dicevano che il M5S era per la democrazia diretta. Alla prova, i fatti sono opposti.

Da ricordare alle prossime elezioni comunali.

 

"costruttori" e "voltagabbana"

 

Per non dire "voltagabbana" hanno attribuito ai parlamentari che dovrebbero sostenere il governo Conte due la parola “costruttori”.

Come la pensano Di Maio, Salvini, Meloni, Berlusconi, Renzi sui "voltagabbana"?

Luigi Di Maio (M5S), prima delle elezioni sosteneva che chi entra in Parlamento con un partito e poi lo cambia se ne deve tornare a casa.

Ieri li definiva traditori, oggi costruttori.

Matteo Salvini (Lega) ha dichiarato che un parlamentare che cambia casacca dovrebbe dimettersi, ma accetta i voltagabbana.

Matteo Renzi (Italia viva) ha dichiarato che un parlamentare che cambia casacca dovrebbe dimettersi, però egli stesso, eletto nelle liste del

PD, ne esce per fondare “Italia Viva”.

Giorgia Meloni (FdI) ha fatto sottoscrivere dai suoi un patto d'onore che li impegna a non "cambiare casacca", ma accetta i voltagabbana.

Silvio Berlusconi (FI) è contrario al "cambio di casacca", ma accetta i voltagabbana.

Giova, allora, ricordare che deputati e senatori rappresentano la Nazione e non i partiti, come vuole la Costituzione, concetto difficile da

comprendere, che andrebbe ricordato ad un popolo smemorato e ai parlamentari che non conoscono e non osservano la Costituzione.

Marco Aurelio diceva. “Il cambiare opinione e il dare ascolto a chi ti corregge è certamente un comportamento da uomo libero”.

 

Governo

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza

Con le condizionalità previste il rischio è che i fondi europei non arrivino

 

Dopo la sfilata a suon di pifferi e tamburi del giugno scorso, con la esibizione del "Piano Colao", il Governo ha presentato, il mese scorso, una bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Finalmente, ci siamo detti, c'è un Piano. Le linee di intervento sono quelle delineate dalla Ue, cioè sostenibilità ambientale, parità di genere, digitalizzazione, coesione sociale, riforma della pubblica amministrazione, potenziamento della ricerca. Considerato che era una bozza, si poteva integrare, migliorare, arricchire e, grazie anche al contributo di Italia viva, il Piano è più dettagliato e contiene le somme destinate ai progetti.

Il 12 scorso è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, e sarà, quindi, oggetto di confronto con le parti sociali (imprese, associazioni, sindacati, ecc.), discusso in Parlamento e poi inviato alla Commissione europea.

E', quindi, ancora una proposta che attende ulteriori contributi.

I fondi del Next generation EU, in attuazione del Piano, prevedono forti condizionalità: se si raggiungono gli obiettivi, si avranno i fondi e le risorse dovranno essere impegnate entro il 2023 e spese entro il 2026. Nel Piano si prevedono consistenti investimenti pubblici e con i tempi della italica burocrazia il rischio è di finire impantanati. C'è molta politica sociale (inclusione, coesione) meno innovazione, digitalizzazione ed economia verde, e il rischio è che la Commissione europea ci rimandi buona parte del Piano. Un ultimo rilievo: gli investimenti devono avere un ritorno economico, altrimenti si finisce con la distribuzione di soldi a pioggia, malattia dei politici nostrani.

Non si lamentino, poi, i nostri governanti della "cattiva" Europa che non ci vuole dare i soldi. E' compito loro attuare un Piano che realizzi riforme (es. giustizia e pubblica amministrazione) e rilanci la crescita.

 

ROMA CAPITALE

TURISMO, EXTRA ALBERGHIERO E' MORTO

 

C'è una categoria, a Roma, che lavorava in forma non imprenditoriale: l'extra alberghiero. Decine e decine di migliaia di posti letto gestiti da altrettanti cittadini, che da febbraio non hanno ricevuto un euro di rimborso. Eppure la materia del settore è riconosciuta e normata. Ma il Governo, di fatto, disconosce il diritto alla compensazione delle perdite e sancisce la fine di un mondo legato a questa forma di lavoro. L'amministrazione comunale, di contro, si è da tempo arresa nella ricerca di strumenti adeguati per gestire la crisi e soprattutto la ripresa. Affidare presto la gestione della crisi ad un nuovo governo e ad una nuova amministrazione, questo l'auspicio per la salvezza della città.

Questo il pensiero di Rachele Mussolini, consigliere comunale e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale, e Salvatore Rinaldi, responsabile nazionale settore extra alberghiero Dipartimento Turismo.

 

ROMA CAPITALE

MUNICIPIO V

VEGLIANTI: SUCCESSI DELLA GIUNTA

PROBLEMI COLPA DIPENDENTI

 

Così in una nota il consigliere del Municipio Roma V Stefano Veglianti

“Trovo agghiacciante il modo in cui il presidente del Municipio Roma V Giovanni Boccuzzi, nell’intervista rilasciata ieri a ilcaffediroma.it, rivendichi i risultati (quali risultati, punto interrogativo) della sua amministrazione, attribuendo tuttavia le difficoltà alla macchina amministrativa ed al personale.

Parla di strapotere degli uffici, che avrebbe dovuto indirizzare, riducendo poi il tema della governance - su cui credo debba essere avviata urgentemente una riflessione dalle forze politiche della città - al “chi comanda?”.

Esprimo solidarietà al personale del Municipio Roma V che, come confermato dal presidente Boccuzzi, avrebbe legato le mani alla Giunta. Dopo quasi 5 anni di governo - non essendo più attribuibile la responsabilità a “quelli che c’erano prima” - scopriamo dunque che la colpa di tutto ciò che è stato disatteso, rispetto alle mille promesse, è dei dipendenti.

Con questa cultura di governo non si può certo affrontare la sfida del recovery plan di Roma. Servono idee e dialogo con tutti gli attori, compreso il personale del Comune di Roma; solo così sapremo ridare fiducia e futuro alla città.

E’ arrivato il momento di voltare pagina con chi è in grado di offrire alla cittadinanza una prospettiva ed una maggior qualità della vita".

 

Governo e Regioni

Coronavirus: scuole aperte o chiuse?

 

Separare l'infetto dal sano è motivo di proposte e discussioni.

Nei secoli passati chi poteva fuggiva dalle città infette o si chiudevano le porte delle città per far modo che non entrassero persone contagiate. Se necessario, si inchiodavano con assi le porte delle case, per impedire alle persone contaminate di uscire.

L'aumento di questi giorni delle persone infettate è il risultato delle cene e dei pranzi del periodo natalizio. L'ambito casalingo era il più propizio alla diffusione virale: ambiente chiuso, vicinanza e assenza di mascherine, visto che non si può mangiare con una mascherina davanti alla bocca.

I tragici risultati li stiamo vedendo e non crediamo che sarà di monito perché per sapere che il muro è duro sembra sia necessario sbatterci la testa.

Ora c'è il problema delle scuole. Aperte o chiuse?

Il ministro dell'Istruzione, professoressa Lucia Azzolina, dichiara che le scuole sono sicure. Diverse

Regioni sono di avviso contrario.

Se le scuole sono sicure è il contorno che non lo è: gli assembramenti e i trasporti.

A dicembre le regioni Veneto e Friuli erano tra quelle che chiedevano l'apertura degli impianti sciistici e, ora, ritardano l'apertura delle scuole, insomma, gli interessi economici prevalgono su quelli di salute e istruzione.

In Germania, che si è fatta vanto di tenere le scuole aperte, ora fa marcia indietro e le chiude. L'Istituto Robert Koch, ha dichiarato che l'incidenza delle infezioni tra gli alunni è aumentata di 4 volte (+ 400%).

Che fare?

 

Vaccini e Covid-19

Confusione e disinformazione

redatto di Carla Rossi, consulente Aduc

Presidente del Centro di Studi Statistici e Sociali (Ce3S), già Professore all'Università di Roma Tor Vergata.  


Come si sperimentano i vaccini: è doveroso chiarire la confusione regnante nelle persone e la disinformazione dei media.

Si legge e si sente continuamente dire che: I vaccini non sono stati correttamente sperimentati ed è impossibile che in 8 mesi si sia riusciti a fare tutto quello che normalmente si fa in 8 e anche più anni.

La confusione, circa la velocità della sperimentazione dei vaccini relativi al Covid-19, rispetto alle velocità delle precedenti sperimentazioni, è dovuta alla non conoscenza delle regole scientifiche ed etiche, relative alle sperimentazioni, che non riguardano mai la durata degli esperimenti.

E' necessario fare chiarezza sul tema, avendo a lungo fatto parte di vari Comitati Etici per l'autorizzazione alle sperimentazioni cliniche per nuove terapie o vaccini.

Per gli aspetti scientifici riguardanti le sperimentazioni cliniche riporto lo schema (Figura 1), relativa alla sperimentazioni dei vaccini, che si trova sul sito dell'European Medicines Agency, EMA. (https://www.ema.europa.eu/en/veterinary-medicines-regulatory-information).
Figura 1. Schema generale completo relativo alle sperimentazioni di nuovi vaccini.

Come si nota, è prevista inizialmente una sperimentazione di laboratorio, non sempre necessaria se si utilizzano tipi di preparazione già noti dal punto di vista farmaceutico.

Per fare un esempio, possiamo considerare una preparazione farmaceutica, utilizzata già per una data malattia, che si pensa possa essere utilizzata anche per altra malattia, come è successo proprio per le terapie tentate nel 2020 per il Covid-19; in questo caso non è necessaria nessuna sperimentazione di laboratorio relativa alla qualità farmaceutica.

Spesso si possono evitare le sperimentazioni in vitro e anche negli animali che, in molti casi, non sono obbligatori né utilizzabili. Non si possono, invece, mai evitare i "clinical trials" (studi clinici), che devono essere approvati anticipatamente da un Comitato Etico perché sono sperimentazioni su persone.

Nel caso delle sperimentazioni relative al vaccino Covid-19, non sono stati necessari esami di laboratorio.

Sono state autorizzate e condotte le sperimentazioni di fase I, II e III, relative ai "clinical trials", necessarie per l'autorizzazione all'utilizzo dei vaccini. La sintesi dei risultati si trova sul sito dell'EMA.

E' fondamentale spiegare perchè le procedure sono state così veloci rispetto a casi precedenti.

Le sperimentazioni in vivo di nuovi vaccini, o di nuove terapie, anche con medicine già note, ma usate per altre malattie, si fanno seguendo tre fasi sperimentali.

Prima fase.

La Prima fase si effettua per valutare se è il caso di procedere. La numerosità campionaria e il finanziamento sono limitati. La Prima fase

ha esito medio positivo se:   

 • il vaccino innesca la risposta immunitaria prevista;

 • il vaccino è sicuro per passare a studi più ampi.

Seconda fase.

Si procede con la Seconda fase, con numerosità campionaria maggiore, che ha come obiettivo risultati positivi non solo in media, ma con test affidabili per verificare che il vaccino inneschi una buona risposta immunitaria in una popolazione più ampia. Naturalmente, il finanziamento è maggiore della Prima fase.

Terza fase.

Per introdurre l'utilizzo standard del vaccino, nella popolazione generale, si deve eseguire la Terza fase, con numerosità ancora maggiore e con l'obiettivo di affidabilità del risultato, ovvero, si verifica se il vaccino è efficace nel proteggere dall'infezione rispetto al placebo (gruppo di controllo) o a un trattamento alternativo, e quali sono gli effetti collaterali meno comuni in chi riceve il vaccino. Naturalmente, il finanziamento necessario è ancora maggiore delle precedenti fasi.

Se è disponibile un consistente finanziamento, si può far coincidere la Seconda e la Terza fase e abbreviare il tempo di sperimentazione.
Come si vede la validità di una sperimentazione clinica non dipende dal tempo impiegato, ma dalla numerosità campionaria, che è sostenuta dal finanziamento disponibile. Quando il finanziamento è limitato, si procede più lentamente nell'arruolamento di soggetti da testare e la sperimentazione dura di più.

Questo è quanto è accaduto per le sperimentazioni relative ai vaccini contro il Covid-19, perché era notevole l'interesse e, di conseguenza, è stato consistente il finanziamento mondiale.

Il campione Pfizer, per esempio, già nella seconda fase, è stato molto numeroso, con decine di migliaia di soggetti, fornendo, quindi, risultati di Seconda-Terza fase contemporanei in un tempo limitato.

L'unico problema è la "safety monitoring", valido per tutti i farmaci e i vaccini.

Nel periodo di somministrazione, a distanza di tempo, potrebbero emergere possibili effetti collaterali che, però, non rientrano nella procedura relativa all'approvazione; tali effetti, nel caso si presentassero, sono resi noti attraverso il "safety monitoring", in costante aggiornamento presso l'Autorità sanitaria competente.

Spero che sia chiaro come si conducono le sperimentazioni cliniche che, prima di essere attuate, devono essere approvate da "Comitati Etici" nei quali è presente un esperto bio-statistico.

Per la validità di una sperimentazione clinica è fondamentale la numerosità campionaria dei soggetti e non del tempo di sperimentazione, come erroneamente è propugnato dai media e creduto dai cittadini.

 

IL VASSOIO DEI BONUS

 

Un vassoio di bonus e agevolazioni nella manovra ed una nuova Cig per gli autonomi e il super bonus al 110% per l'edilizia green.

BONUS 3.500 EURO PER AUTO EURO 6.

Bonus auto di ulteriori 2.000 euro per l'acquisto di veicoli elettrici e ibridi, aggiuntivi agli incentivi esistenti e previsti dai decreti Rilancio e Agosto, e un bonus di 1.500 euro per gli euro 6 di ultima generazione da acquistare nel periodo che va dal primo gennaio al 30 giugno 2021.

BONUS 'SALVA-ACQUA'.

Per la sostituzione dei vecchi rubinetti, vasi sanitari o docce con modelli nuovi che limitano il consumo idrico.

BONUS LENTI.

50 euro sull'acquisto di lenti correttive della vista per le famiglie con Isee fino a 10mila euro.

BONUS MOBILI.

50% per l'acquisto di mobili in fase di ristrutturazione ad un massimo di 16mila euro di spesa.

BONUS TV.

Per l'acquisto di tv e lo smaltimento di apparecchiature di ricezione televisiva obsolete

TELEFONINI A REDDITI BASSI.

Lo smartphone per le famiglie a basso reddito

Cessione in comodato gratuito di un telefonino con connettività per un anno o di un bonus di valore equivalente da utilizzare per le stesse finalità.

BONUS CHEF.

A sostegno del settore della ristorazione. Introduce un credito d'imposta fino al 40% delle spese sostenute tra il primo gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, dai cuochi professionisti per l'acquisto di macchinari, attrezzature professionali e per i corsi di aggiornamento.

SUPERBONUS FINO A DICEMBRE 2022.

Proroga del superbonus al 110% per l'efficientamento energetico degli immobili e la sicurezza anti-sismica per tutto il 2022.

CIG AUTONOMI 800 EURO.

Indennità per autonomi e professionisti, tra i 250 e gli 800 euro mensili.

CORREZIONE CUNEO FISCALE.

Immediata approvazione del governo di un decreto legge per estendere il taglio del cuneo fiscale fino a 100 euro ed esteso ai redditi sotto i 40mila euro per tutto l'anno.

 

Coronavirus

Vaccini e la fretta che non c'è stata

 

Si dice: "La gatta frettolosa fa i gattini ciechi".

Un vecchio proverbio per esprimere che per fare un lavoro ben fatto è necessario dedicargli il giusto tempo.
Per questo motivo circola la preoccupazione per i tempi brevi con i quali sono stati trovati i vaccini contro il Coronavirus.
La risposta è nella tabella “Il tempo per formulare il vaccino covid”, fonte EMA, dove si spiega perché i tempi sono ridotti notevolmente.
Insomma, la velocità non è la fretta e i vaccini sono sicuri ed efficaci.

TABELLA

TEMPO PER FORMULARE IL VACCINO ANTI COVID 19

In media servono 1-3 anni per trovare i fondi

Per il vaccino sono state coinvolte più aziende per trovare i finanziamenti

1-3 anni in meno

Trovare le strutture per la sperimentazione ha bisogno di tempo.

Hanno aderito subito le migliori università e ospedali

1 anno risparmiato.

In media servono 2 – 5 anni per trovare un metodo adatto per creare un vaccino.

Grazie agli studi su SARS e MERS i metodi erano già pronti.

3 anni risparmiati.

Ogni fase sperimentale può durare dai 3 ai 6 mesi. In questo caso la fase 1 e la fase 2 sono state svolte contemporaneamente.

6 mesi in meno.

Molti volontari hanno aderito subito alla sperimentazione.

1 anno in meno.

Per la Covid-19  non sono necessari studi su colture cellulari.

Terminate le 3 fasi di sperimentazione la FDA o EMA hanno valutato immediatamente il vaccino.

3 – 4 anni risparmiati

 

Accordo storico tra l'Ue e la Cina

 

E' passato inosservato, per la pandemia e le festività.

Dopo 7 anni di trattative, il 30 dicembre scorso è stato siglato un accordo sugli investimenti che facilita l'ingresso delle imprese europee in Cina, risultato dovuto anche alla attività svolta dalla cancelliere Angela Merkel.

L'accordo garantisce, alle imprese europee, parità di trattamento con quelle cinesi in settori quali la finanza, la sanità, l'ambiente e i trasporti ed è eliminato l'obbligo di costituire società a partecipazione mista con quelle cinesi per poter accedere al mercato locale. L'accordo omologa le attività sino-europee a quelle in vigore tra gli Usa e la Cina.

Rimane il problema della violazione cinese dei diritti umani (Xinjiang e Hong Kong).

Insomma, si va verso una regolamentazione delle attività imprenditoriali europee che in questi decenni avevano sofferto di un indubbio vantaggio concorrenziale cinese.

Risultato favorevole ottenuto grazie alle trattative condotte come Ue e non come singolo Stato, come era successo due anni fa con l'accordo Italia-Cina del governo 5stelle-Lega, che aveva steso il tappeto rosso al presidente cinese Xi Jinping.

 

DAL 24 DICEMBRE AL 6 GENNAIO

ITALIA TRA rossO E ARANCIONE

 

La zona rossa sarà nei festivi e nei prefestivi del 24-25-26-27 dicembre, 31 dicembre, 1-3 e 5-6 gennaio 2021

E’ vietato ogni spostamento tra le regioni.

Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute.

E' possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi, che potranno portare 2 figli minori di 14 anni, dalle 5 alle 22.

Nei giorni da zona rossa saranno chiusi i "centri estetici, bar e ristoranti.

Saranno invece aperti supermercati, negozi di alimentari, di prima necessità, farmacie e parafarmacie, parrucchieri e barbieri, tabaccherie, lavanderie.

E’ consentita l’attività motoria nei pressi della propria abitazione e l’attività sportiva in forma individuale

I luoghi di culto saranno aperti fino alle 22.

Tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è consentito raggiungere case private o seconde case, ubicate nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00 e solo in due persone o con minori di 14 anni, sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Per venire incontro a chi abita nei comuni più piccoli, durante le festività natalizie sono permessi gli spostamenti dai comuni fino a 5mila abitanti per un raggio di 30 km, senza raggiungere però i capoluoghi di provincia.

Per spostarsi, bisognerà munirsi della nuova autocertificazione, praticamente identica a quella che accompagnava il Dpcm del 3 dicembre, salvo l'esclusione nel testo della Regione in cui ci si sta dirigendo perché proibito dalla nuova norma.

L'intero territorio nazionale sarà zona arancione nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio.

In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all'interno del proprio comune senza giustificarne il motivo.  

Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio.

I negozi saranno aperti fino alle 21.

 

COVID

Lazio

gli spostamenti nelle seconde case

 

Nel Lazio, zona gialla, per tutto il periodo compreso tra il 21 dicembre al 6 gennaio, ma sono esclusi i giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio, si potrà sempre andare in una seconda casa, se essa si trova nello stesso comune e se essa si trova in un comune diverso, ma all'interno della stessa regione.

Gli spostamenti verso le seconde case in una regione diversa dalla propria sono consentiti soltanto entro il 20 dicembre e dopo il 7 gennaio e comunque esclusivamente se il luogo di partenza e quello di destinazione si trovano entrambi in area gialla.

 

ROMA CAPITALE

Raggi, il moralismo e la moralità


La sindaca di Roma, Virginia Raggi, dopo l'assoluzione per l'accusa di falso nel processo relativo alle nomine capitoline. ha detto: "Molti devono riflettere, anche nel M5S".

E' vero che nel M5S molti devono riflettere.

Luigi Di Maio, che chiedeva le dimissioni, in cinque minuti, del ministro Angelino Alfano perché indagato per abuso d'ufficio (accusa archiviata).

Alessandro Di Battista e Beppe Grillo, che chiedevano le dimissioni dell'allora sindaco Ignazio Marino, perché indagato per abuso d'ufficio per alcune nomine, accusa poi archiviata.

Giova ricordare anche le dichiarazioni della Raggi contro il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti (M5S), accusato di mancata trasparenza per un avviso di garanzia (archiviato) e quelle sul suo braccio destro, Raffaele Marra che, dopo l'arresto, era diventato solo uno dei 23 mila dipendenti comunali.

Le regole originarie del M5S non sono valse per la Raggi, che dall'indagine è passata alla incriminazione e a due processi e non sono valse per la sindaca di Torino,  Chiara Appendino (M5S), che, pur essendo condannata, non si è dimessa.

Fare del moralismo è facile, se applicato agli altri.

Poi c'è la moralità.

 

VaccinO COVID

Solo lo 0,2% le segnalazioni per reazioni avverse alle vaccinazioni nel 2019

La migliore risposta ai no vax

 

Sono solo lo 0,2% le segnalazioni relative alle reazioni avverse al totale delle vaccinazioni nel 2019.

Significa che il 99,8% dei vaccinati non ha avuto reazioni negative. In sostanza, nulla.

E' la migliore risposta ai no vax.

Su circa 23 milioni di vaccinati solo per una percentuale minima, appunto lo 0,2% sono state segnalate reazioni quali febbre, irritazione e gonfiore nel sito di inoculazione.

Sono i risultati della vaccino vigilanza, condotte in Italia dall'Agenzia Italiana del Farmaco, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e con il Gruppo di lavoro sull'analisi dei segnali dei vaccini.

Alcuni ricorderanno la vaccinazione al braccio contro il vaiolo perché è rimasta la cicatrice. Oggi, il vaiolo, grazie alla vaccinazione, è stato sconfitto e non è più necessario vaccinarsi.

Il vaiolo è una malattia contagiosa di origine virale che nel 30% dei casi risultava mortale e i sopravvissuti rimanevano sfigurati a vita, ricoperti di cicatrici. 

Un medico inglese, Edward Jenner, introdusse la vaccinazione contro il vaiolo. Fu contrastato da una parte della comunità scientifica e dal clero e fu sbeffeggiato da alcuni giornali che attribuivano sembianze animalesche ai vaccinati.

Un veicolo di contagio del vaiolo è la saliva, o le escrezioni nasofaringee, delle persone malate che mettevano a rischio chiunque fosse vicino.

Questa modalità di trasmissione ricorda il Coronavirus (SARS-Cov-2), avverso il quale ci si potrà vaccinare.

Subito sono insorti i no vax, alcuni dei quali adombrano modifiche genetiche ai vaccinati. Insomma, sono tornati ai secoli passati.

Purtroppo per loro la scienza progredisce: la ricerca è più forte del divieto.

Per i complottisti, i sovranisti, i populisti e i sostenitori della decrescita (infelice), pronti a manipolare le angosce dei cittadini, anche la vaccinazione contro il Coronavirus segnerà la

loro sconfitta.

Come la storia insegna.

 

FATTI DELLA VITA

commissariamento INPGI

 

Il commissariamento INPGI slitterà grazie a un emendamento  nella Legge di bilancio. Ma nel 2021 saranno lacrime e sangue. La presidente Marina Macelloni “ha ribadito che il Cda nella sua autonomia è responsabilmente pronto ad analizzare un piano di tagli alle spese e di aumento delle entrate”. Ma ha anche aggiunto che “non c’è soluzione credibile che non passi da un incremento degli iscritti”. Si tratta ora di vedere quali contenuti dare a queste parole.

 

Coronavirus e Regioni.

I governatori tra politica e salute.

I casi Toscana e Veneto

 

I governatori delle Regioni, nel loro giusto e meritorio interessamento alla vita dei cittadini, cercano di dire la loro sui colori dei territori che amministrano.

Zona arancione.

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, che auspica il passaggio della sua regione da arancione a giallo, molto pressato da alcune categorie economiche e sostenendo che in Veneto ci sono più infettati e il Veneto è giallo, si chiede perché la Toscana deve essere discriminata.

In Toscana gli infettati sono percentualmente (rispetto ai tamponi fatti) allo stesso livello percentuale di quando era zona rossa, ma sono in assoluto di meno, perché si fanno la metà di tamponi dell’epoca precedente.

Il presidente Giani, quando la Toscana era zona gialla e diverse autorità sanitarie regionali facevano notare che i dati erano invece da zona rossa, amava rispondere, senza districarsi in calcoli particolari, che lui rispettava le decisioni dell’autorità sanitaria nazionale, per cui la Toscana doveva restare gialla.

Zona Gialla.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, sembra che sia consapevole che il suo territorio non è messo bene e che i dati siano preoccupanti, ma pur avendo emesso ordinanze che restringono un po’ di più la mobilità tipica del giallo, sostiene che “se siamo zona gialla l’hanno deciso a Roma”.

I due presidenti, Giani e Zaia, hanno sostanzialmente lo stesso atteggiamento nei confronti delle decisioni delle autorità sanitarie nazionali: quando mi torna bene (gialla) faccio il ligio al rispetto delle autorità nazionali, quando non mi torna bene (arancione) faccio di tutto per convincere le stesse autorità nazionali a cambiare il valore cromatico. Ciò dovrebbe accadere viste le evidenze scientifiche. E’così?

Per la Toscana il passaggio al giallo si perora dimenticandosi che il numero di tamponi oggi effettuati è la metà rispetto a quando quel territorio era zona rossa.

Per il Veneto la permanenza al giallo si perora per il rispetto dell’autorità nazionale, anche se chi enuncia questo rispetto fa sapere che i numeri non sono proprio da zona gialla.

Domanda: prevale la politica che vuole ingraziarsi le diverse categorie economiche o la politica del rispetto e del diritto alla salute di tutti?

 

FATTI DELLA VITA

LE PENSIONI DEI GIORNALISTI

 

I Consiglieri di amministrazione e i Consiglieri generali che non si riconoscono nella maggioranza che guida l'Inpgi svelano il piano del Governo: "Il sottosegretario Martella ha 'proposto' cinque interventi: la retrodatazione dal 2007 del sistema contributivo per i giornalisti dipendenti in attività; la revisione delle pensioni di anzianità; un nuovo contributo di solidarietà per le pensioni in essere; la riduzione dei costi di struttura; la unificazione delle due gestioni Inpgi/1 e Inpgi/2", reputata peraltro difficilmente praticabile dai tecnici del Lavoro e comunque moralmente inaccettabile perché significherebbe erodere il patrimonio dei colleghi più deboli per far fronte al pagamento delle pensioni degli ex “garantiti”. Misure durissime che, se pure qualcuno volesse prendere in considerazione, non sarebbero comunque in grado di portare l’Inpgi fuori dalla situazione drammatica in cui si trova: tutte insieme non arriverebbero infatti neppure lontanamente a 100 milioni (contro i 253 mln del disavanzo di quest'anno). "Ora ascoltateci e date la garanzia pubblica alle pensioni dei giornalisti".

 

Governo

Coronavirus tra Italia, Giappone e Germania

 

Per avere idea di come si diffonde il Coronavirus e il suo impatto sulla popolazione basterebbero fare attenzione ad alcuni dati.

L'Italia ha avuto 1.068 morti per milione di abitanti, per un totale di circa 65 mila morti. Gli infettati sono stati 1.847.000.

Il Giappone ha avuto 20 morti per milione di abitanti, per un totale di 2.562 morti. Gli infettati sono stati 177 mila.

Come è possibile?

Alcune risposte del popolo sono: siamo i più vecchi del mondo, oppure, siamo tanti e concentrati.

La risposta è nei numeri:

a) l'aspettativa di vita in Giappone è di 83 anni;

b) l'aspettativa di vita in Italia è di 82 anni.

Non c'è, quindi, grande differenza tra il nostro Paese e il Giappone.

a) In Giappone la popolazione ammonta a 126 milioni di abitanti.

b) In Italia la popolazione ammonta a 60 milioni di abitanti.

c) La densità della popolazione in Giappone è di 333 abitanti per kmq.

d) La densità della popolazione in Italia è di 200 abitanti per kmq.

La densità giapponese è maggiore di quella italiana.

Come è possibile una situazione del genere?

Occorrerebbe studiare il modello giapponese.

Comunque, l'Italia ha il 400% di decessi in più della Germania, che ha una aspettativa di vita di 81 anni, vicina a quella italiana, e una densità della popolazione di 230 ab./kmq, superiore a quella italiana.

Come è possibile una situazione del genere?

Qui non c'è da studiare.

 

POSTER ABORTO VERGOGNOSO E MENZOGNERO

ATTACCO AI DIRITTI DELLE DONNE

VA RIMOSSO SUBITO

 

Una provocazione vergognosa, offensiva e millantatrice.

I manifesti shock affissi dai Pro Vita & Famiglia in numerose città, fra cui Roma, vanno rimossi immediatamente.

E’ inconcepibile questa affissione pubblica perché non solo esplica una violenza sul corpo delle donne ma contiene velenose menzogne che non possono essere tollerate. Come il fatto che la RU486 causi emorragie, gravidanze extra uterine, infezioni, setticemie, distruzione del sistema immunitario, depressione e persino morte. Sono bugie anti scientifiche gravissime.

Sono di pochi mesi fa le indicazioni del Ministero della Salute che negano il ricovero obbligatorio dopo l’assunzione di tipo di farmaco e consentono l’uso della pillola abortiva fino alla nona settimana. Un aggiornamento che ha allineato finalmente l’Italia agli altri paesi europei e l’ha resa più forte nella difesa e nella promozione dei diritti delle donne, della loro salute e nel campo delle scelte autonome e consapevoli. E che non è frutto di un “lavoro alla chetichella” come scrivono i pro vita, ma il frutto di un lavoro alla luce del solo condotto grazie alla lotta delle donne e alla loro mobilitazione.

Ora questo inaudito attacco dei pro vita a Roma, ai quali ricordiamo che la Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti da anni in materia di interruzione volontaria di gravidanza sta su una linea avanzata al fianco delle donne.

Imbarazzante risulta il fatto che per promuovere la loro campagna oscurantista contro la RU486 abbiano utilizzato l'hashtag #dallepartedelledonne che risulta come una ennesima beffa. È gravissimo che sia stata permessa l`affissione di una campagna di disinformazione medico-scientifica e di attacco ai diritti delle donne tanto violenta.

La consigliera del Lazio Marta Bonafoni ne ha chiesto la rimozione immediata.

 

Mps/Unicredit

In arrivo altro carrozzone di Stato

 

Il finale della saga della banca Monte dei Pashi di Siena.

Attore principale: lo Stato!

Uno stato, che ha “investito” miliardi in una banca praticamente fallita. Che si è impegnato con oltre 500 milioni con il fondo esuberi, lo “scivolo” di 7 anni per l’uscita indolore di 6.000 dipendenti. Che sta per regalarla ad Unicredit dopo, ovviamente, un lauto compenso di un paio di miliardi per sterilizzare le perdite.

Attori secondari: sindacati e politici locali, che chiedono a gran voce che il MPS divenga un ente statale.

Sembra quindi che non ci sia tanto interesse perché questa banca torni (pur se dentro Unicredit) ad essere efficiente, ma ognuno per i propri interessi, corporativi ed elettorali.

Il risultato: fonte di sprechi, favori agli amici degli amici, manovre di ogni tipo pagate da tutti i contribuenti italiani.

Un nuovo carrozzone pubblico.

 

Governo

Il Reddito di cittadinanza

un fallimento

 

E’ d'obbligo ricordare gli errori commessi quando un provvedimento governativo non funziona e c’è sperpero di denaro pubblico, cioè del contribuente

Abbiamo abolito la povertà", era l'urlo lanciato dal balcone di palazzo Chigi, dal vicepremier e pluri ministro, Luigi Di Maio, nel settembre 2018; in piazza i parlamentari cinque stellati ad applaudire.

Il reddito di cittadinanza aveva due obiettivi: combattere la povertà e aumentare l'occupazione.

Il primo obiettivo ha raggiunto 3 milioni di poveri, metà dei quali non è povero. Dunque, i beneficiari sono circa 1,5 milioni che, rispetto ai 5 milioni di poveri assoluti, ne rappresenta appena il 30%.

Il secondo obiettivo che Di Maio definì "una rivoluzione nel mercato del lavoro", è fallito.

Nel 2019, il reddito di cittadinanza è costato 3,8 miliardi al contribuente italiano, per non creare posti di lavoro e per dare soldi, anche, a chi non ne aveva bisogno.

Lo stesso Di Maio prende atto del fallimento.

Cosa dire?

In molti lo avevamo detto, elencando i motivi per i quali si sarebbe arrivati a non concludere granché e a sprecare denaro pubblico.

Si era suggerito, per contrastare la povertà, di rifinanziare il Reddito di inclusione, varato dal governo Gentiloni, e già operativo, ma Di Maio aveva un grande desiderio di pubblicità con i soldi dei contribuenti e senza raggiungere i risultati promessi.

 

Rimborsi a chi paga con le carte

parte la sperimentazione

 

Nei prossimi giorni dovrebbe partire la fase sperimentale del cosiddetto “sistema cashback” pensato per incentivare i consumatori ad acquistare beni e servizi e a farlo utilizzando strumenti di pagamento elettronici.

Si tratta in poche parole di un sistema che prevede rimborsi versati direttamente sul conto corrente a chi effettua acquisti utilizzando carte di pagamento, proporzionati agli importi pagati.
Per conoscere l’inizio esatto della fase sperimentale (si parla dell’8 dicembre) è necessario attendere la decisione del Ministero dell’economia che verrà pubblicata sul relativo sito ufficiale e la stipula di convenzioni tra la Consap (il soggetto che gestirà l’incentivo) e la società PagoPA.

I dettagli.

COS’È
Introdotta in termini generali dalla Legge di Bilancio 2020 e poi dettagliata da un recente decreto ministeriale, è una iniziativa a favore di persone fisiche maggiorenni residenti in Italia che prevede rimborsi per chi effettua abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici come consumatore “presso soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizi”. Questa precisazione della legge e del decreto sembra tener fuori dall’incentivo l’e-commerce, gli acquisti effettuati online, e del resto l’obiettivo è anche quello di disincentivare l’uso del contante e far “emergere” gli acquisti. L’adesione è volontaria, è previsto un periodo sperimentale che termina a fine 2020 e tre periodi a regime a partire da Gennaio 2021 fino a Giugno 2022.  I rimborsi sono proporzionati rispetto a quanto speso, con un numero minimo di transazioni da
effettuare per ogni periodo. La gestione dei rimborsi è in mano alla Consap, la concessionaria servizi assicurativi pubblici, che si occuperà anche di reclami e controversie.

ADESIONE
Il beneficio non è automatico, ma funziona su base volontaria. Chi intende fruirne deve registrare nella APP IO o nei sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronico che verranno poi usati per gli acquisti (carte di credito, bancomat, etc.). Se si registra un bancomat (carta di debito) o una carta prepagata abilitata al circuito Bancomat, gli estremi identificativi saranno ottenuti dal sistema direttamente tramite il codice fiscale. La partecipazione scatta al momento della prima transazione tramite la carta registrata.

COME FUNZIONA

Periodo sperimentale

La data di avvio del periodo sperimentale sarà fissata dal Ministero dell'economia e resa pubblica mediante pubblicazione sul proprio sito. Il termine è il 31 dicembre 2020.
In questo periodo accedono al rimborso esclusivamente gli aderenti che abbiamo effettuato un numero minimo di 10 transazioni regolate con strumenti di pagamento elettronici registrati. Il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione tenendo conto del massimo per ognuna di 150 euro (sulla eventuale eccedenza non viene calcolato alcun rimborso). Il rimborso viene erogato nel mese di Febbraio 2021 tramite bonifico sulle coordinate IBAN che l’aderente ha indicato al momento dell’adesione o in un momento successivo.
Viene quantificato su un valore complessivo delle transazioni non superiore a 1.500 euro.

Sistema a regime

Agli aderenti viene attribuito un rimborso in percentuale per ogni transazione effettuata nei seguenti periodi:

a) 1 gennaio 2021 - 30 giugno 2021;

b) 1 luglio 2021 - 31 dicembre 2021;

c) 1 gennaio 2022 - 30 giugno 2022.

Per ciascuno dei suddetti periodi accedono al rimborso gli aderenti che abbiano effettuato un numero minimo di 50 transazioni; in tali casi il rimborso è del 10% dell’importo di ogni transazione tenendo conto dell’importo massimo (per ognuna) di 150 euro. Il rimborso viene quantificato in ogni caso su un valore complessivo delle transazioni non superiore a 1.500 euro per ciascun periodo. I rimborsi sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun periodo tramite bonifico sulle coordinate IBAN che l’aderente ha indicato al momento dell’adesione o in un momento successivo

Rimborso speciale nei periodi del sistema a regime

Ai primi centomila aderenti che nei periodi decorrenti dal 2021 (vedi sopra) abbiamo totalizzato il maggior numero di transazioni è attribuito un rimborso speciale pari a 1.500 euro. A parità di numero di transazioni ha priorità l’aderente la cui ultima transazione reca una marca temporale anteriore rispetto a quella dell’ultima transazione effettuata dagli altri. Attenzione, per ogni periodo di riferimento il conteggio del numero di transazioni parte da zero.

Anche i rimborsi speciali sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun periodo tramite bonifico sulle coordinate IBAN che l’aderente ha indicato al momento dell’adesione o in un momento successivo.

HELP DESK E RECLAMI

Per tutti gli aspetti relativi alla gestione del profilo utente e dei servizi erogati attraverso la APP IO, incluse eventuali contestazioni in merito alla registrazione delle transazioni effettuale, il sistema PagoPA metterà a disposizione un servizio di help desk.

Avverso il mancato o inesatto accredito dei rimborsi l’aderente può presentare reclamo entro 120 giorni dalla scadenza prevista per il pagamento. I reclami vanno presentati alla Consap Spa mediante invio di un apposito modulo attraverso un canale telematico dedicato. Dopo le necessarie verifiche la Consap comunica l’esito della pratica di reclamo all’aderente, entro trenta giorni dalla ricezione del reclamo; in caso di accoglimento dispone il pagamento del dovuto. Il reclamo NON è obbligatorio ai fini di un’eventuale causa giudiziaria che dovesse essere decisa dal consumatore/aderente.

 

ROMA CAPITALE

I CITTADINI VANNO AFFIANCATI NON IMPAURITI

 

In un momento così complesso in cui tutte le istituzioni sono chiamate alla massima collaborazione a difesa della salute pubblica, ruolo fondamentale e rilevante è quello svolto dai mezzi di informazione.

E’ grave quanto accaduto all'ospedale San Camillo di Roma per aver chiuso il reparto di Cardiologia causa il numero alto di operatori colpiti da Covid.

Circostanza mai avvenuta, nonostante le difficoltà che nessuno nega e che tutti gli ospedali stanno affrontando a causa dell'elevato numero di operatori messi in quarantena, e "sparata", a tutta pagina, dall’informazione. Una notizia smentita dall'Azienda Ospedaliera, che ha creato allarme e preoccupazioni nei tanti utenti e pazienti della Cardiologia, costretti a fare i conti oltre che con patologie complesse, anche con notizie non vere sparate a caccia di click.

Responsabilità: l'informazione è un bene comune, oggi più che mai.

 

Recovery Plan, Recovery Fund e Next Generation EU

Facciamo chiarezza

Lo Stato di diritto che Ungheria e Polonia non vogliono accettare

 

Potrebbe essere una brutta notizia, ma il Recovery Fund, di cui tutti parlano, non esiste.

Questo nome fu dato a una proposta fatta dalla Francia e dalla Germania e non dall'Italia, come rivendica il ministro Di Maio, sempre pronto a dichiarazioni fantasiose, cui crede l'allocco di turno

La proposta fu sospesa a maggio scorso, ma tutti continuano a parlarne come se esistesse.

L'iniziativa franco-tedesca fu sostituita da un piano, il Recovery Plan (in seguito Piano), che fu chiamato Next Generation EU, con una dotazione di 750 miliardi, tra prestiti e sussidi, da utilizzare secondo priorità economiche. I 750 miliardi non sono già nelle casse comunitarie ma si ottengono attraverso l'emissione di titoli di debito pubblico europeo, una sorta di Buoni comunitari, facilmente collocabili sul mercato, legati, però, al bilancio europeo che deve essere aumentato.

Il Piano è approvato a maggioranza degli Stati membri della Ue, ma è collegato all'aumento del bilancio europeo il quale, invece, deve essere approvato alla unanimità e, qui si pone il problema della opposizione di Ungheria e Polonia perché, se non si approva l'aumento del bilancio europeo, non si può attivare il Piano con i suoi 750 miliardi, dei quali 209 per l'Italia

Il Parlamento europeo, votato dai cittadini comunitari, ha posto come condizione, per usufruire dei fondi del Piano e di altri finanziamenti, il rispetto dello Stato di diritto, cioè libertà di pensiero, di parola, di stampa, di informazione, di istruzione, di associazione e così via.

Ungheria e Polona si oppongono alla clausola del rispetto dello stato di diritto necessario per ottenere i finanziamenti.

Ricordiamo che i due Paesi sono stati condannati dalla Corte di Giustizia europea, proprio per il mancato rispetto delle libertà garantite in uno Stato di diritto.

Ungheria e Polonia bloccano, così, i 209 miliardi destinati all'Italia (con buona pace dell'antitaliana Meloni) e accusano la Ue di essere come l'Unione sovietica.

C'è un piccolo particolare: dalla Unione sovietica non ci si poteva separare, dalla Ue si, basta fare fagotto, nessuno glielo impedisce.

 

Dalla Fondazione GIMBE di Bologna, riceviamo e pubblichiamo

SANITÀ

ADEMPIMENTI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA 2010-2018

IL 25% DELLE RISORSE SPESE DALLE REGIONI PER LA SANITÀ

NON HA PRODOTTO SERVIZI PER I CITTADINI

 

L’ANALISI GIMBE 2010-2018 DOCUMENTA UNA PERCENTUALE CUMULATIVA DEGLI ADEMPIMENTI DELLE REGIONI AI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA DEL 75% CON UNA FORBICE MOLTO AMPIA: IN TESTA ALLA CLASSIFICA 11 REGIONI TUTTE DEL CENTRO-NORD, AD ECCEZIONE DELLA BASILICATA. SE LA “GRIGLIA LEA” È LO STRUMENTO UFFICIALE PER MONITORARE L’EROGAZIONE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE, QUESTO SIGNIFICA CHE NEL PERIODO 2010-2018 UN QUARTO DELLE RISORSE SPESE PER LA SANITÀ NON HA PRODOTTO SERVIZI PER I CITTADINI. GRAZIE AD UNO STRUMENTO DI VALUTAZIONE ORMAI ARRUGGINITO DA ANNI, NEL 2018 REGIONI TUTTE PROMOSSE.

 

Ogni anno il Ministero della Salute rende noto il report “Monitoraggio dei LEA attraverso la cd. Griglia LEA” che verifica l’erogazione, attraverso l’assegnazione di un punteggio, delle prestazioni sanitarie che le Regioni devono garantire ai cittadini. «Si tratta di una vera e propria “pagella” sulla “materia” sanità – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che permette di identificare Regioni promosse e bocciate». Infatti, per le Regioni considerate inadempienti e sottoposte a Piano di rientro, il Ministero della Salute prevede uno specifico affiancamento, sino al commissariamento, fatta eccezione per quelle non soggette a verifica degli adempimenti:  Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Valle D’Aosta e Province autonome di Trento e di Bolzano.

«L’Osservatorio GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale – continua Cartabellotta – da anni rileva che il monitoraggio tramite la “griglia LEA” è solo un political agreement tra Governo e Regioni, perché lo strumento è sempre più inadeguato per valutare la reale erogazione delle prestazioni sanitarie e la loro effettiva esigibilità da parte dei cittadini». Innanzitutto, la griglia LEA ha modeste capacità di identificare gli inadempimenti per il numero limitato di indicatori e per le modalità di rilevazione, ovvero l’autocertificazione da parte delle stesse Regioni. In secondo luogo, lo strumento si è progressivamente “appiattito” perché indicatori e soglie di adempimento non hanno subìto negli anni rilevanti variazioni e non vengono modificati dal 2015. Ancora, la soglia di adempimento per la “promozione” è rimasta negli anni la stessa: 160 su 225 punti. Infine, il monitoraggio viene reso pubblico con due anni circa di ritardo, impedendo tempestive azioni di miglioramento.

«Tutti questi limiti – spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione – riducono la possibilità di valutare in maniera oggettiva, analitica e tempestiva la capacità delle Regioni di erogare le prestazioni ordinarie, anche per stimare la possibilità di rispondere ad un evento straordinario come la pandemia».

«Dal 2008 lo Stato – puntualizza il Presidente – certifica l’erogazione delle prestazioni da parte delle Regioni con uno strumento sempre meno adeguato a valutare la qualità dell’assistenza sanitaria. In particolare, l’ultimo monitoraggio del 2018, “promuove” tutte le Regioni sottoposte alla verifica adempimenti, in netto contrasto con numerosi report indipendenti nazionali e internazionali che attestano invece un peggioramento della qualità dell’assistenza».

La Fondazione GIMBE ha analizzato i risultati dei monitoraggi annuali del Ministero della Salute relativi agli anni 2010-2018. In dettaglio:

·                     A partire dai singoli indicatori sono stati calcolati i punteggi totali, calcolando quelli non disponibili: in particolare quelli delle Regioni non sottoposte a verifica degli adempimenti per gli anni 2010-2016 e quelli relativi a tutte le Regioni per gli anni 2010-2011.

·                     Le “percentuali di adempimento” sono state calcolate come rapporto tra punteggio cumulativo ottenuto nel periodo 2010-2018 e il punteggio massimo di 2.025 raggiungibile nei 9 anni analizzati.

·                     La classifica finale è stata elaborata secondo le percentuali cumulative di adempimento 2010-2018 e suddivisa in quartili.


L’analisi degli adempimenti LEA 2010-2018 (tabella) dimostra che:

·                     Nel periodo considerato la percentuale cumulativa media di adempimento delle Regioni è del 75% (range tra Regioni 56,2%-92,8%). In altri termini, se la griglia LEA è lo strumento ufficiale per monitorare l’erogazione delle prestazioni essenziali, il 25% delle risorse spese dalle Regioni per la sanità nel periodo 2010-2018 non ha prodotto servizi per i cittadini (range tra Regioni 7,2%-43,8%).

·                     La percentuale cumulativa di adempimento annuale è aumentata dal 64,1% del 2010 all’85,1% del 2018, un miglioramento ampiamente sovrastimato in ragione dell’appiattimento della griglia LEA sopra descritto.

·                     Solo 11 Regioni superano la soglia di adempimento cumulativo del 76% e, ad eccezione della Basilicata, sono tutte situate al Centro-Nord, confermando sia la “questione meridionale” in sanità, sia la sostanziale inefficacia di Piani di rientro e commissariamenti nel migliorare l’erogazione dei LEA.

·                     Regioni e Province autonome non sottoposte a verifica degli adempimenti hanno performance molto variegate. Da un lato Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento raggiungono percentuali di adempimento cumulative rispettivamente dell’80,4% e 78,3%. Dall’altro Valle D’Aosta, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano si collocano nel quartile con le performance peggiori.

«La nostra valutazione pluriennale – commenta Gili – fornisce numerosi spunti per implementare il “Nuovo Sistema di Garanzia” che, salvo ulteriori ritardi, dovrebbe aver sostituito la “griglia LEA” dal 1° gennaio 2020». Infatti, se il nuovo strumento è stato sviluppato per meglio documentare gli adempimenti regionali, bisogna prevenirne il progressivo “appiattimento” e rivedere le modalità di attuazione dei Piani di rientro, per consentire al Ministero della Salute di effettuare interventi selettivi, evitando di paralizzare l’intera Regione con lo strumento del commissariamento. 

«Se dopo anni tagli e definanziamenti – conclude Cartabellotta – la pandemia finalmente ha rimesso il Servizio Sanitario Nazionale al centro dell’agenda politica, dall’altro ha enfatizzato il conflitto istituzionale tra Governo e Regioni, ben lontano da quella “leale collaborazione” a cui l’art. 117 della Costituzione affida la tutela della salute tramite il meccanismo della legislazione concorrente. Senza una nuova stagione di collaborazione politica tra Governo e Regioni e un radicale cambio di rotta per monitorare l’erogazione dei LEA, sarà impossibile ridurre diseguaglianze e mobilità sanitaria e il diritto alla tutela della salute continuerà ad essere legato al CAP di residenza delle persone. E con la pandemia le persone si devono affidare, nel bene e nel male, alla sanità della propria Regione».

 

FATTI DELLA VITA

 

Il mobbing, ossia la violenza e le molestie sul posto di lavoro, non deve essere più considerato una brutta consuetudine, ma un vero e proprio reato.

 

Lo stato di emergenza in cui ci troviamo impone di agire in più direzioni. Questa anzi è l’occasione per ricostruire o per ripartire. Accanto agli ammortizzatori sociali devono oggi essere messi in campo tutti gli ammortizzatori culturali di cui siamo capaci, non dimenticando che la mente è il vero potente ammortizzatore umano. C’è bisogno e sete di "cultura", intesa come conoscenza emotiva e concreta.

 

La Regione Lazio per Reddito Universale

 

Presentata mozione congiunta a firma Roberta Lombardi (M5S) e Marta Bonafoni (LZ) per impegnare la Giunta regionale ad aderire e promuovere forme di sostegno al reddito in tutta Ue

“La Regione Lazio aderisca all’Iniziativa dei Cittadini Europei ‘Start Unconditional Basic Incomes throughout the EU’ (Avviare redditi di base incondizionati in tutta l’UE) e utilizzi i suoi canali web istituzionali per una campagna di informazione e sensibilizzazione ai fini di invitare alla sottoscrizione dell’iniziativa i cittadini e le cittadine del Lazio”.

Questo, in sintesi, il contenuto della mozione

“Un impegno la cui necessità è confermata dalle persone che hanno avuto accesso al Reddito e alla Pensione di Cittadinanza in circa un anno: complessivamente 1,5 milioni di nuclei famigliari e oltre 3 milioni di persone. Non solo – prosegue Lombardi – In Italia il Lazio è la terza regione, dopo Sicilia e Campania, ad essere interessata dalle due misure (oltre 125mila famiglie e 268mila individui coinvolti: il 12% del totale nazionale). Un dato che parla da sè e di cui la Regione deve farsi portavoce anche nell’ambito di un’attività di promozione globale, a livello europeo, di questo e altri strumenti di sostegno al reddito, vista la drammatica crisi economica legata alla pandemia mondiale covid”.

"Quello di un reddito di base universale è un tema che in questi mesi di pandemia, dove intere categorie di lavoratrici e lavoratori sono rimasti senza alcun tipo di reddito e di welfare, si è fatto particolarmente pesante e questa mozione rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che stiamo portando avanti in Regione. - dichiara la Consigliera Marta Bonafoni - Sempre su questo percorso, che stiamo condividendo con la Consigliera Lombardi, recentemente ho proposto l'istituzione di un "Tavolo su reddito e welfare" a cui partecipano le associazioni che da tempo portano avanti questi temi insieme all'Assessorato al lavoro della Regione per discutere e costruire insieme proposte concrete che possano portare a soluzioni che permettano di dare un sostegno economico minimo e di base per tutti i cittadini e cittadine, lavoratori e lavoratrici della nostra Regione".

 

Mascherine anti-covid

 

La mascherina, un nuovo capo d’abbigliamento

E’ bene conoscerle.

Potrebbero provocare fastidi e, o infiammazioni, ma anche il contagio planetario del secolo.

Le mascherine chirurgiche, che difendono gli altri dal nostro respiro, ma non chi le indossa dal respiro altrui.

Dal laboratorio Gemtex di Ensait a Roubaix (Francia), apprendiamo che la mascherina chirurgica deriva la sua efficacia da due punti. 

Primo, il suo materiale, costituito da tre spessori: uno strato di meltblown, un tessuto non tessuto molto filtrante derivato dal polipropilene, inserito tra due strati di spunbond, con fibre molto più grandi e che funge da materiale di supporto. 

In secondo luogo, a questa mascherina viene aggiunta una carica elettrostatica che "trattiene" le particelle virali.

Sempre secondo questo laboratorio, quando si bagna, la mascherina perde la sua carica elettrostatica: per questo si consiglia di cambiarla quando è bagnata. "Ma poiché questa mascherina ha un'efficienza complessivamente maggiore rispetto ad altre mascherine, anche dopo essere stata lavata e quindi perso la sua carica elettrostatica, rimane complessivamente più efficace delle altre". Una volta lavato, il meltblown filtra ancora il 95% delle particelle inferiori a tre micron, contro il 90% delle maschere in tessuto.

A conferma di questo, secondo i test condotti da UFC-Que Choisir, sembra che le mascherine chirurgiche mantengano buone capacità di filtrazione anche dopo 10 lavaggi in lavatrice a 60 gradi. 

L'associazione francese dei consumatori ha effettuato test su tre modelli acquistati in supermercati e farmacie che mostrano una capacità di filtrazione compresa tra il 90% e il 100% anche dopo 10 lavaggi, e altrettante volte in asciugatrice e stiratura delicata. 

Nonostante un leggero infeltrimento, le maschere chirurgiche lavate sono quindi alla pari, e non solo, con le maschere in tessuto più efficienti con garanzia Afnor / DGA", attesta l'UFC-Que Choisir.
Per l'associazione, le maschere usa e getta sono quindi altrettanto efficienti, pur essendo meno costose per unità. Una maschera usa e getta viene così venduta tra i 10 ei 60 centesimi ciascuna, contro 3/15 euro per una maschera in tessuto, riutilizzabile anche 10 volte. A ottobre, un gruppo di ricercatori ha sostenuto la "tecnica della busta" che consiste nel riporre le maschere in buste di carta per una settimana, in modo da poterle riutilizzare. "Il 99,9% dei coronavirus SARS-CoV-2 è inattivo dopo sette giorni sulla facciata esterna e quattro giorni sulla facciata interna, certificano i ricercatori. Possiamo così conservare la maschera per un tempo molto lungo e riciclarla almeno 20 o 30 volte, il che consente più di sei mesi di utilizzo."

Le mascherine di protezione delle nostre vie aeree e quelle degli altri

Sono di diversi tipi

- FFP1, con copertura da patogeni dell’80%, ma riducono l’ossigeno dal 5 al 20%, quindi non tutti sono in grado di utilizzare e non sono ideali quando fa caldo.

- FFP2 (N95), son le più efficaci per limitare i contagi. Sono infatti quelle che usate dagli operatori sanitari, che stanno a contatto con persone affette da Covid-19. Queste mascherine riescono a bloccare il 94% delle particelle sospese nell’aria, tra cui il coronavirus e diversi altri patogeni. Con il caldo però non vanno utilizzate perché non lasciano fluire il calore, facendo quindi aumentare la temperatura del viso. Queste mascherine, indossate per molto tempo provocano anche un significativo aumento dell’umidità, della difficoltà respiratoria e un generale disagio.

- FFP3, offrono la migliore filtrazione e proteggono anche da particelle molto fini, come per esempio quelle dell’amianto.

Mascherine lavabili certificate

Registrate dal Ministero della salute e testate secondo le normative vigenti, sono sanificate e pronte all’uso. Tessuto traspirabile e resistenti a numerosi lavaggi.

Mascherine protettive non DPI

In tessuto, 100% cotone ed uno strato protettivo esterno 100% tnt. Si possono lavare a mano o in lavatrice con igienizzanti o disinfettanti, non superando i 40 gradi. Proteggono dalle goccioline di saliva e riducono la diffusione di agenti infettivi che possono essere emessi da starnuti o tosse.

Mascherine per bambini

L’obbligo ad indossarle è dai 6 anni in poi. Importante è trovarle di dimensioni ridotte rispetto a quelle standard sì da aderire e coprire naso e bocca. Per invogliare i bambini ad indossarle (chirurgiche o in tessuto) in commercio ce ne sono colorate o con motivi da loro amati, come quelli dei cartoni animati.

Come per gli adulti, anche per i bambini è bene ricordarsi che l’uso prolungato delle ffp2 non permette una buona ventilazione.

 

Governo

Coronavirus
la vicendadella sanità calabrese

 

Il governo Conte 1, formato da M5S e Lega, nominò in Calabria un commissario alla sanità, il quale doveva predisporre il piano anti Covid.

In tronco è licenziato dal governo Conte 2 (M5S-PD) che nomina un successore che è un medico igienista e pochi mesi fa, in un video, sosteneva la inutilità della mascherina e che per contrarre l'infezione occorreva baciarsi per almeno 15 minuti.

Alle elezioni politiche, il neo commissario era candidato con il partito del ministro della Salute, Roberto Speranza.

La nomina di un commissario ad acta spetta al presidente del Consiglio, su proposta del ministro competente, cioè quella della Salute, vale a dire Speranza,

Il ministro Speranza dichiara: "Quel video è del tutto inappropriato e profondamente inopportuno. Il commissario si è scusato, ma viene da una stagione diversa in cui anche l'Oms parlava di mascherine per contagiati e sanitari. Ma 30 anni di curriculum non si possono cancellare con un video rubato. Credo che il messaggio di fondo sia far ripartire la sanità calabrese".

Insomma, la colpa è del video rubato.

Non si conosce dove viva il ministro Speranza che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini italiani, ai quali non rimane che tutelarsi da soli, seguendo le indicazioni più volte raccomandate: mascherina, distanza, niente assembramenti e lavaggio delle mani.

 

ROMA CAPITALE

INACCETTABILE RICHIESTA RAGGI PER AUMENTO BOLLETTA ACQUA

 

Siamo di nuovo al paradosso.

Prima di diventare la maggioranza in Campidoglio i cinque stelle si dichiaravano paladini dell'acqua pubblica e, come tali, approfittavano di ogni occasione utile per protestare contro l'aumento delle tariffe per la fornitura idrica piuttosto che contro la privatizzazione di quello che definivano "bene comune".

Una volta saliti sul colle, però, hanno cambiato idea pure su questo, tanto che ora, a quasi cinque anni dall'inizio del mandato, la Raggi, nascondendosi dietro la scusa dell'ammodernamento delle reti, propone all'assemblea dei sindaci dell'Ato 2 di aumentare la bolletta del 19% in tre anni.

Inaccettabile e vergognoso, a maggior ragione perché avviene in un periodo particolarmente difficile per la crisi economica e sanitaria che stiamo vivendo. I grillini, che proprio di recente hanno avuto il coraggio di aumentare la Tari del 4%, nonostante la città continui a essere invasa dai rifiuti, smettano di prendersi gioco dei romani e di mettere le mani nelle loro tasche.

Così Rachele Mussolini, consigliere comunale ed una larga parte dei cittadini di Roma Capitale in un rapporto ad una indagine conoscitiva della testata.  

 

MEDICOORA
il nuovo servizio nel mondo medico e sanitario

per non lasciare più indietro nessuno

 

Concepito durante la prima ondata di emergenza sanitaria che ha colpito duramente il nostro Paese, il 9 novembre nasce in Italia Medicoora, il nuovo servizio del mondo medico e sanitario per non lasciare più indietro nessuno.

Il periodo di emergenza che stiamo vivendo ha sovraccaricato il servizio sanitario pubblico ma ha anche accentuato divari culturali e tecnologici, all’interno del nostro paese e tra generazioni. Nel lockdown, ci siamo tutti resi conto che il digitale ha creato un gap tra chi possiede supporti tecnologici e chi no, ma soprattutto tra i cosiddetti nativi digitali e chi non ha dimestichezza con computer, tablet e smartphone, creando per questi ultimi un’estrema difficoltà anche per accedere alle informazioni e alle prestazioni sanitarie di base, soprattutto in un periodo in cui tutto va fatto da remoto con modalità e canali di accesso ai servizi che cambiano ogni settimana. Un vero e proprio digital divide che ha messo in difficoltà tutti coloro che sono alle prese con scuola, didattica a distanza, organizzazione quotidiana e necessità di fissare visite mediche, incontrare esperti o avere una seconda opinione. 

Medicoora è la risposta dal mondo delle startup a queste esigenze: combina l’uso di strumenti tecnologici e la semplicità di utilizzo che li caratterizza, con la qualità e l’affidabilità delle strutture sanitarie italiane. L’elemento digitale è uno degli strumenti per raggiungere questo obiettivo, ma non il principale: per Medicoora infatti al centro ci sono le persone e la componente umana del servizio.

Medicoora nasce con l’idea di rendere la semplicità accessibile a tutti: anziani, famiglie, professionisti, ragazzi. A chi vorrebbe avere un medico a disposizione 10 volte al giorno e a chi evita sempre di andarci per non perdere tempo.

Come? Fornendo una guida accessibile e comprensibile a tutti, una guida in carne e ossa, disponibile all’ascolto h24 per fugare dubbi e preoccupazioni, capire se c’è un problema e quale possa essere la soluzione più semplice e immediata che sia un consulto video da remoto con un professionista o la prenotazione di una visita in presenza presso una struttura ospedaliera, la consegna dei farmaci o la ricerca del primo appuntamento libero con un specialista. Quello che manca oggi è un punto di riferimento unico che aiuti le persone a capire come muoversi e decidere cosa fare. Le esigenze della famiglia moderna, che spesso vive in città diverse, rischiano di addossare tutta la responsabilità della salute dei più piccoli e dei più anziani, su una singola persona che deve tener traccia delle cose da fare e prendere decisioni o informarsi per conto di tutti. 

Ambasciatrice della campagna di Medicoora è Giorgia Mosca, alias ‘6voltemamma’, che è una delle massime esperte di acrobazie per gestire le esigenze di tutti i suoi sei figli (a breve sette!), dai pochi mesi ai 14 anni, ma anche dei nonni. 

“Ovviamente i bambini hanno un’abilità particolare nell’ammalarsi durante il weekend o negli orari in cui il pediatra non è raggiungibile.” Afferma Giorgia Mosca. “In un momento di emergenza in cui oltretutto è difficile portare i bimbi negli studi, e in cui è facile farsi prendere dal panico, è fondamentale avere qualcuno sempre disponibile, di cui fidarsi e capace di dare una risposta alle tue preoccupazioni. Non saprei contare quante volte negli anni, cercando risposte in una chat o una ricerca su Google, ho letto per ore solo per ritrovarmi con ancora più dubbi e preoccupazioni per la testa. Medicoora è stata per me la soluzione perfetta”

La chiave è aiutare le persone ad andare dal proprio medico solo quando è necessario ed utile, per non ingolfare inutilmente il servizio pubblico e rendere tutto più efficiente ed efficace. Per fare questo serve qualcuno che abbia le competenze mediche di un professionista ma sia sempre disponibile per un confronto rapido, dando un’opinione autorevole su come meglio procedere e quanto urgente siano visite o esami. 

Utilizzare Medicoora è molto semplice: basta andare sul sito www.medicoora.it, salvare l’app sul proprio smartphone e registrarsi. C’è un servizio pensato per ogni esigenza: per chi è sempre in movimento e non sa a chi rivolgersi quando è lontano dalla sua città, per chi ha bambini piccoli e il pediatra poco reperibile, per chi deve prendersi cura non solo dei figli ma anche dei genitori anziani. 

Sono inclusi alcuni consulti specialistici (la lista di specialità coperte è molto esaustiva, va dal cardiologo al pediatra e al geriatra), visite mediche e consegna farmaci a domicilio. Oltre a questo, attraverso Medicoora si possono prenotare in modo semplice e immediato visite ed esami presso strutture mediche su tutto il territorio nazionale, senza passare ore aspettando che il centralino risponda.

Inoltre, Medicoora mette a disposizione un numero di telefono da contattare in qualsiasi momento, con la stessa semplicità con cui si chiama un amico.

Medicoora. In ogni momento. Ovunque tu sia.

 

PENSIONI

SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

 

Il legislatore può “raffreddare” la rivalutazione automatica delle pensioni di elevato importo e imporre a carico delle stesse un prelievo di solidarietà, a condizione che osservi i principi costituzionali di ragionevolezza e proporzionalità, anche in ordine alla durata della misura. La Corte ha ritenuto irragionevole per sproporzione la durata quinquennale del prelievo.

 

Scomparsa di Gigi Proietti

Cordoglio

Roma è triste.

Ha perso il teatro, quello “umano”.

Gigi Proietti: un simbolo della città, è 'core e anima de Roma'. La sua personalità e la sua arte sono elementi identitari della romanità, della bellezza di questa città, nei suoi aspetti più contrastanti.

L'eredità che lascia alla cultura italiana e alla città di Roma non si limita alla sua arte ma anche alla fondazione di teatri, come il Brancaccio e il Globe Theatre Silvano Toti.

 

Coronavirus

Governo e opposizione.

 

Ascoltiamo e leggiamo, in questo periodo dichiarazioni di ricercatori sulla pericolosità, o meno, del Coronavirus e, puntualmente, fatte proprie dai politici

Il governo ha cercato di limitare l'impatto negativo dei provvedimenti, correndo dietro al virus, invece di precederlo, sempre che si possa precedere una infezione.

L'opposizione, subito, si è fatta avanti contestando al governo di non aver fatto nulla.

Si è passati dal "siamo prontissimi" alla negazione della pandemia della opposizione.

Due atteggiamenti irresponsabili.

Nel diluvio delle notizie è mancata la conoscenza che la medicina non è una scienza esatta.

Il metodo scientifico porta alla conoscenza della realtà dopo aver raccolto dati, elaborato ipotesi e si fatte dovute verifiche.

Nel frattempo, è il caso del Coronavirus, si adottano misure precauzionali.

Il Governo avrebbe dovuto affrontare il dramma e la tragedia “pandemia”, informando la popolazione della gravità della situazione e, allo stesso tempo, predisponendo i mezzi finanziari per la salvaguardia della vita e della salute dei cittadini e di sostegno alle imprese.


Alto Adige

Coronavirus

tutto aperto, poi tutto chiuso.

 

Il Dpcm, il decreto del presidente del Consiglio lo consentiva. Così, in Aldo Adige, le limitazioni di orario per bar, gelaterie, pasticcerie e ristoranti sono state fissate alle 22 per i ristoranti e alle 20 per gli altri esercizi.

Ora, chiusura totale per i bar e alle 18 per i ristoranti.

Motivo?

La crescita dei contagiati.

Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, dichiara: ci muoviamo in linea con la Germania e l'Austria; per non dire che non seguono le direttive del governo italiano.

Non è così.

In Germania e Austria bar e ristorante chiudono totalmente, in Alto Adige chiudono i bar, ma non i ristoranti che rimangono aperti fino alle 18.

In questo modo si possono chiedere i contributi; ristori, che non si avrebbero potuto chiedere potevano se la chiusura fosse alle 22

Conclusioni: norme tedesche, soldi italiani.

Comodo.

 

Coronavirus,

spettacoli e palestre.

Rimborsi e voucher

 

Di nuovo sospesi spettacoli, palestre, piscine, centri benessere, impianti sciistici, parchi di divertimento e parchi tematici. E’ il decreto “Ristori” alle cui clausole occorre prestare molta attenzione per non restare senza rimborsi.
Per spettacoli teatrali e concerti tra il 24 ottobre e il 31 gennaio è previsto un termine di 30 giorni entro cui chiedere il rimborso o voucher da utilizzare entro 18 mesi. Ma attenzione, i 30 giorni sono dal momento in cui è entrato in vigore il decreto, la scadenza è quindi il 28 novembre

Diverso invece il discorso per palestre, piscine,  centri benessere, sky-pass, parchi di divertimento e parchi tematici, per i quali e per l’attuale periodo previsto per la chiusura (fino al 24 novembre), si può pretendere l’applicazione del codice civile: rimborso di quanto pagato.

Tuttavia, in considerazione del breve periodo di chiusura, si può trattare col fornitore del servizio per una possibile estensione del servizio oltre la scadenza.

 

Coronavirus

le nuove misure per fronteggiare l’emergenza

Dal 26 ottobre 2020 sono entrare in vigore le nuove misure di contenimento in ambito emergenza Coronavirus, in completa sostituzione delle ultime emanate il 18 ottobre ad integrazione di quelle del 13 ottobre scorso.

Le disposizioni sono fissate dal nuovo DPCM 24 ottobre 202 e sono decisamente più restrittive delle precedenti, una sorta di semi-lockdown come sono state definite da esperti e cittadini.. 

Restano in vigore, salvo ulteriori modifiche, fino al 24 novembre 2020.

Tra le nuove misure troviamo:

Raccomandazione per tutti di non spostarsi, con mezzi pubblici o privarti, se non per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi;

Sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato.

Fanno eccezione quelli riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici/dilettantistici, e quelli organizzati da organismi sportivi internazionali, da svolgersi comunque senza pubblico;
Sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi

Rimane consentita l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati.

Sospesi anche gli sport di contatto, le relative attività sportive dilettantistiche di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento.

Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò;

Sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto;

Vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto anche se conseguenti a cerimonie civili e religiose. Per quanto riguarda le abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza;
Per le scuole superiori previste forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica incrementando il ricorso a quella a distanza (DAD) per una quota pari almeno al 75% delle attività; prevista inoltre la modulazione degli orari di ingresso e di uscita anche attraverso l’uso di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9;
Le attività di ristorazione (di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; restano consentite la consegna a domicilio e, fino alle 24, l’asporto, con divieto di consumazione sul poso o nelle adiacenze;

Dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico;
Chiusi gli impianti nei comprensori sciistici, che possono essere utilizzati solo da atleti professionisti e non professionisti;

Forte raccomandazione all’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.

Il nuovo decreto ha ripreso e confermato anche alcune restrizioni introdotte già dal 19 ottobre , tra cui la possibilità per le autorità locali di fissare “coprifuoco” dalle ore 21 nelle strade o piazze dei centri urbani.

Riguardo alle mascherine, invece, si deve tenere presente che già dall’8 ottobre, per effetto del decreto legge 125/2020, vige su tutto il territorio nazionale l'obbligo di portarle con sé e di usarle anche all'aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Fanno eccezione i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilità. La mascherina va usata anche nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private. E’ bene sapere anche che lo stesso decreto legge ha prolungato lo stato di emergenza fino al 31/1/2021.

Merita attenzione di tenere in considerazione anche le disposizioni locali fissate dalle Regioni, che potrebbero essere più restrittive.

 

Coronavirus e confusione

 

Sconcerto, disorientamento, confusione. Un cittadino non sa più chi ascoltare.

Le mascherine non servono a tutti, diceva l'Organizzazione mondiale della sanità ad aprile. A ottobre il Governo italiano le obbliga per tutti.

La FdA (Food and Drug Admistration) americana ha approvato il Remdesivir come farmaco antivirale per il Coronavirus. Appena due settimane fa l'Oms scriveva che il Remdesivir aveva un effetto inconsistente.

A gennaio 2020 il governo Conte aveva approvato il piano sanitario epidemico, ma lo ha secretato, poi ha proclamato l'emergenza sanitaria, ma non ha preso decisioni incisive e il virus si è diffuso.

Le organizzazioni di categoria hanno minimizzano la pericolosità del virus: è poco più di una influenza. Parlamentari, Senatori, uomini di governo e opposizione, erano sulla stessa linea, sminuendo la pericolosità  dell'impatto virale.

Si è arrivati alla chiusura nazionale, ma nel periodo estivo i 21 sistemi sanitari delle regioni la intendevano in modo diverso. Occorre prendere atto che il federalismo regionale in campo sanitario non ha funzionato.

Sul versante scientifico le dichiarazioni degli esperti hanno aumentato la confusione: da "è poco più di una influenza", a "il virus è clinicamente morto", a "la pandemia in Italia è finita".

Ora ci risiamo.

Eravamo "prontissimi" a febbraio scorso, e ora siamo "pronti" dichiara  il premier Conte.

Non è così, visto che per fare i tamponi occorrono ore di fila, che le terapie intensive non sono state adeguate, che i vaccini antinfluenzali stentano ad essere somministrati, che i mezzi di trasporto pubblici non sono stati potenziati come si doveva e che il personale sanitario è insufficiente.
Per completare il quadro, Matteo Salvini, a giugno, dichiara: "Non ci sarà una seconda ondata: è inutile continuare a terrorizzare le persone".

Non che negli altri Paesi Europei ed Extra la situazione sia migliore, a parte la Germania, tanto che un esponente dello staff presidenziale americano ha dichiarato che gli Usa "non saranno in grado di controllare la pandemia", ma vorremmo meno parole.

Cosa che ha valore per tutti.

 

NORMA ANTI-POVERI SU DIVIETO ELEMOSINA

 

Un provvedimento anti-poveri, che lascia senza ombra di dubbio, senza parole e senza apertura a qualsivoglia forma di civismo, solidarietà, sostegno e aiuto.

Un vademecum per garantire la convivenza civile e la qualità della vita, questo secondo l’amministrazione di Tivoli è quanto si persegue attraverso la votazione del nuovo regolamento di polizia urbana, che, al punto “n” tra i comportamenti vietati e sanzionati fa rientrare anche quello di “raccogliere questue ed elemosine per qualsiasi motivo causando disturbo ai passanti” il c.d. “ accattonaggio molesto” come si legge nella nota.

Una decisione che lascia sgomenti, in un momento come quello che stiamo vivendo, in cui la crisi economico-sanitaria ferisce e colpisce senza sosta i più deboli, radicati in uno stato di povertà assoluta e che adesso vedono ledersi anche il loro diritto alla dignità umana.

Il contrasto alle disuguaglianze, la lotta alla povertà e l’innalzamento della dignità umana come diritto attraverso politiche di inclusione e di integrazione, devono essere finalità perseguite senza tentennamenti.
La Consigliera del Lazio Marta Bonafoni, Capogruppo della Lista Civica Zingaretti, scrive: ”Dobbiamo unirci tutte e tutti insieme alla richiesta di dire basta ad ogni forma di intolleranza, ipocrisia e bilanciamento di interessi. Per questo ho firmato la petizione lanciata su change.org (http://chng.it/CkpTdzrk) e mi unisco convintamente all’appello lanciato dalla Cgil Rieti Roma Est valle dell`Aniene, dalla Cisl Roma Capitale e Rieti e dalla Uil del Lazio per chiedere subito la cancellazione di tale norma".

 

Governo

Conte e il popolo bue

DAL COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


Sembra che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, consideri gli italiani un popolo bue.

Dopo averci raccontato, come Conte1 (M5S e Lega) che il 2019 sarebbe stato un "anno bellissimo", con Di Maio che prevedeva una crescita del 6-7% che, invece, è stata di un disastroso 0,2%, e dopo che, come Conte2 (M5S e Pd),  dichiarò il "siamo prontissimi" per affrontare l'emergenza Coronavirus, ieri ha affermato che il Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, "è un debito che va restituito e poi, dopo, devo tagliare le spese o aumentare le tasse".
Insomma, abbina al Mes l'aumento delle tasse.

Inutile ricordare che questo Governo ha già fatto un debito di 100 miliardi che, ovviamente dovrà essere restituito, ma a un tasso di interesse maggiore di quello del Mes, il che aumenterà il debito che grave sulle spalle degli italiani.

Inutile ricordare che questo Governo ricorre a 27 miliardi dello Sure, i fondi europei per la disoccupazione, che hanno le stesse condizionalità del Mes ed è un debito che va restituito.

Perché lo Sure sì e il Mes no?

Ancora una dichiarazione Contoniana: il Mes si prenderà se ci saranno problemi di cassa. Avere problemi di cassa per un Paese significa che è in fallimento. Non ci risulta che l'Italia, pur con tutti i problemi che ha, sia in fallimento, ma la dichiarazione Contoniana serve a chiudere l'accesso una linea di credito, il Mes, che costa meno per accedere ad una altra che costa di più. Genio della finanza a spese nostre!

Questo è il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.

Qualcuno ci crede.

 

SPORT O NON SPORT

QUESTO E’ IL DILEMMA

 

Afferma. Il presidente del Consiglio dei Ministri: "Rimane vietato lo sport da contatto a livello amatoriale e non sono consentite competizioni dell'attività dilettantistica di base. Saranno consentite attività in forma individuale, sarà consentita l'attività professionistica".

Una lettura attenta del Dcpm del 14 ottobre 2020 integrato dal decreto del 18 ottobre 2020 recita che il divieto di sport non entra in vigore insieme a tutti gli altri divieti, ma resta solo sospeso in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto ad hoc del ministro dello Sport che disciplini divieti e regole per lo svolgimento degli sport di contatto da parte delle società professionistiche e dilettantistiche riconosciute dal CONI e dal Comitato italiano paraolimpico.

Invece, sono vietate tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale.

I divieti decorrono dal giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento del Ministro dello sport.

In sospeso, per ora, le palestre:

C'è stato un intenso dialogo anche con il Cts.

Si hanno notizie varie e contrastanti: molto spesso i protocolli sono rispettati, altre volte che non sono rispettati. Le palestra avranno una settimana per adeguare i protocolli e gli organi di controllo verificare il rispetto.

Se questo avverrà, non ci sarà ragione di chiudere le palestre. Altrimenti, sarà interrotta l’attività nelle palestre e nelle piscine".

In realtà, il Governo dovrebbe governare, invece, legifera con annunci e al cittadino non resta la scelta su cosa fare, non del tutto sbagliata in tempi d’emergenza. Tuttavia, una scelta, un tempo, caratterizzata da larghi margini di interpretazione della legge, oggi da voragini di contraddizioni.

 

ESTRATTO DPCM 13 OTTOBRE 2020 SPORT

CON LE MODIFICHE APPORTATE DAL DPCM 18 OTTOBRE 2020

 

d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti;

 

la lettera e) nel decreto del 18 ottobre 2020 è sostituita dalla seguente: “e) sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali; per tali eventi e competizioni è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, enti organizzatori. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome, purché nei limiti del 15% della capienza. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali;”

 

f) l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell' art. 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020 ;

 

la lettera g) nel decreto del 18 ottobre 2020 è sostituita dalla seguente “g) lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport, è consentito nei limiti di cui alla precedente lettera e). L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale;

 

h) al fine di consentire il regolare svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali organizzate sul territorio italiano da Federazioni sportive nazionali e internazionali, Discipline sportive associate o Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP, che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori provenienti da paesi per i quali l'ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena, questi ultimi, prima dell'ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di cui all'art. 5, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell'art. 7. Tale test non deve essere antecedente a 72 ore dall'arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all'ingresso in Italia, devono essere in possesso dell'esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall'ente sportivo organizzatore dell'evento;

 

CORONAVIRUS

CONTE SVEGLI RAGGI

RADDOPPIARE SUBITO SERVIZIO PUBBLICO E APRIRE ZTL

 

I cittadini di Roma Capitale, rivolgendosi a Conte, chiedono alla Raggi di raddoppiare i bus e di velocizzare al massimo i passaggi della metropolitana. Si mettano, poi, anche i controllori sui mezzi per evitare i veri assembramenti e si riapra immediatamente la ZTL.

È emergenza o no?

Roma non può permettersi un'ulteriore stretta, ne va della sopravvivenza delle ultime attività economiche rimaste in piedi.

Allora Conte svegli la Raggi.

 

Governo

Coronavirus, dalla Cina senza amore

 

Alla stazione di servizio.

Il benzinaio dice: “a me stà storia del virus nun me convice. C'è sotto qualcosa.

Rispondo: cosa?

E il benzinaio: “Nun lo so, ma qualcosa c'è.

L'elenco delle teorie complottiste sono state diffuse mesi fa attraverso i canali sociali.

Una vale per tutte: è stato diffuso il virus per poi inocularci un vaccino, che contiene un chip, che consentirà di controllare l'umanità.

Esiste una realtà della quale non si vuole prendere atto: il virus viene dalla Cina ed è trasmesso tramite zoonosi, cioè dagli animali all'uomo.

Per gli scettici ricordiamo che la peste del 1347 arrivò in Europa dai topi, che ospitavano pulci portatrici del bacillo della peste. Falcidiò un terzo della popolazione europea.

All'epoca non c'erano laboratori per la produzione di bacilli, né vaccini con chip controllori della mente umana.

Occorre farsene una ragione.

Sulla origine della pandemia è stata proposta una inchiesta internazionale dall'Organizzazione mondiale della sanità, che doveva partire da Wuhan (Cina), ma la Cina, che in un primo momento si era opposta all'indagine, ora, dopo aver accettato, fa ostruzionismo sulle nomine dei commissari indagatori.

Insomma, il problema viene dalla Cina e, parafrasando un noto film, non con amore, nonostante la propaganda filocinese del nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

 

Governo

Di Maio, la salute e il bene degli italiani

 

In questa fase di emergenza sanitaria, i cittadini si chiedono: sono necessari soldi? Come si possono avere ?

Risparmiando.

Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, dichiara che, visto il picco di contagi, occorrono i soldi, ma che si possono prendere dal Recovery Fund.

Comprendiamo le difficoltà del Di Maio con la lingua inglese, ma il Recovery Fund non serve per l'emergenza sanitaria, che è attuale, ma è un programma pluriennale che inizierà, con molta probabilità, nella seconda parte dell'anno prossimo.

I soldi dal Meccanismo europeo di stabilità ci sono già dal giugno scorso, ma Di Maio afferma che se prendiamo il Mes comunichiamo a tutti che siamo in emergenza.
La domanda sorge spontanea: ma il Governo, del quale fa parte Di Maio, non ha dichiarato l'emergenza sanitaria? Certo che sì, e allora quando ricorrerà al

Mes? A pandemia finita con migliaia di morti e infettati?

A molti cittadini, sembra che Di Maio stia giocando con la salute degli italiani per motivi di partito. Prima il M5S, poi la salute degli italiani.
Per fronteggiare le maggiori spese sanitarie si è fatto ricorso al classico indebitamento con l'emissione di titoli pubblici che, però, hanno interessi maggiori del Mes.

In poche parole, Di Maio sta giocando con il portafoglio degli italiani per motivi di partito. Prima il M5S, poi i risparmi degli italiani.

Invece, è necessario che i cittadini sappiamo cosa stanno facendo i propri governanti per tutelare la loro salute e il loro bene.  

 

ROMA CAPITALE

Municipio V

Veglianti-Lostia: ennesima uscita dalla Giunta

ora nuova stagione

 

“Il Municipio Roma V, come affermato più volte, è allo stremo dopo quasi cinque anni di amministrazione pentastallata, guidata dal presidente Giovanni Boccuzzi. La notizia del ritiro delle deleghe all’assessore alle Politiche ambientali Dario Pulcini, conferma ciò che più volte è emerso: l’inadeguatezza amministrativa della Giunta municipale. 

Pur accogliendo con favore la scelta del presidente, vista l’arroganza del suo ex assessore che nei modi e nei toni ha sempre dimostrato l’inadeguatezza del suo profilo, riconosciamo che questa uscita - la quarta dopo Giacomi, Amadei e Perfetti - avrà, ancora una volta, ripercussioni sulla qualità della vita dei cittadini e delle cittadine.

I cittadini conoscono la situazione ambientale del territorio e lo stallo raggiunto su molteplici vertenze, come quella sul Parco archeologico di Centocelle. Riteniamo, per queste ragioni, fondamentale voltare pagina e costruire una nuova stagione nel Municipio e nella Capitale che possa portare questa città a rifiorire.

La vivacità che anima i quartieri deve, già da oggi, essere al centro del progetto che da qui ai prossimi mesi porterà alla definizione di una proposta di Governo valida e credibile, attenta alle esigenze del territorio e, soprattutto, capace di ascoltare, realmente, le persone.

Così in una nota i consiglieri del Municipio Roma V Stefano Veglianti e Maura Lostia.

 

ROMA CAPITALE

IV MUNICIPIO

SFREGIO AREA ARCHEOLOGICA SETTECAMINI

ENNESIMA PROVA DISASTRO 5STELLE

 

Quanto accaduto nei giorni scorsi nell’area archeologica di Settecamini è un ennesimo atto d’accusa verso l’amministrazione 5stelle, messa nuovamente dinanzi alla propria incapacità ed al disinteresse dimostrato da sempre per il territorio del IV Municipio.

La scorsa settimana, durante un sopralluogo effettuato dal Comitato di Quartiere Settecamini insieme agli agenti della Polizia di Roma Capitale per verificare lo stato di totale abbandono e degrado dell’area archeologica, si è scoperto un ignobile atto vandalico: una bestemmia è stata scritta con la vernice spray su parte di un antico pavimento in mosaico. Teatro di questo inaccettabile gesto è una delle più importanti aree archeologiche del IV Municipio, che oggi, a dispetto delle reiterate denunce da parte del Comitato di Quartiere, rimane completamente abbandonata, offesa nella sua bellezza da erba alta, cumuli di rifiuti, deiezioni di animali e resti di bivacchi notturni. L’area è priva di recinzioni, non è sorvegliata, non ci sono cartelli che indichino la presenza di un sito archeologico. Tutto ciò è ancor più vergognoso se si pensa che l’importanza dell’antico complesso rinvenuto lungo la via Tiburtina è ben nota, e che esso è stato oggetto di interesse e di indagini archeologiche anche da parte di diverse università straniere.

Per questo è stata protocollata un’interrogazione affinché l’amministrazione Capitolina si attivi per ripulire, riqualificare e mettere in sicurezza quest’area, garantendone così tutela e valorizzazione, dotandola di strutture e arredi necessari alla sua completa fruizione. Nel quadro di un necessario progetto di riqualificazione urbana sarebbe doverosa anche la programmazione di nuove indagini archeologiche, che ovviamente si auspicano.

Di contro non è accettabile che dopo quattro anni di amministrazione 5stelle le responsabilità delle condizioni in cui l’area versa vengano di nuovo attribuite a “chi c’era prima”. E’ arrivato il momento in cui chi governa la città, se ne assuma le responsabilità».

Così Rachele Mussolini, consigliere comunale.

 

Coronavirus

soluzioni, propaganda e fandonie

 

Il Consiglio europeo, formato dai capi di Stato e di Governo della Ue, ha discusso di problemi sanitari, con particolare riferimento alla pandemia da Coronavirus.

Si è cercato di individuare criteri di intervento, omogenei per tutti i Paesi.

Il premier ungherese, Viktor Orban, ha chiesto una risposta immediata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sui tempi di disponibilità del vaccino.

Al momento, nessuno lo sa, ma la domanda serve ad addossare alla Commissione europea le responsabilità dei tempi lunghi di ricerca.

Propaganda, in poche parole, buona per uso interno e per individuare il "nemico esterno".

Il presidente Donal Trump, affetto da Coronavirus, si è fatto un giro in macchina, per salutare i suoi sostenitori che si trattenevano fuori dall'ospedale dove è ricoverato.

Propaganda, in vista delle elezioni presidenziali.

Giova ricordare che Trump ha sempre minimizzato l'emergenza virale, in contrapposizione all'immunologo Antony Fauci che aveva previsto l'evolversi della pandemia.

Sui social si legge che a una persona morta per affogamento, è stato fatto il test per il Coronavirus, come dovuto, anche per fini statistici.

La falsa propagata è che il morto per affogamento sarà conteggiato dalle Autorità come morto per Coronavirus.

Non è così, ma fa parte delle teorie complottiste che girano ad uso e consumo dei creduloni di turno.

Chi racconta fandonie è un pericolo per tutti.

Come dice Primo Mastrantoni, segretario Aduc “percorsi difficili per la Ragione, ma ce la faremo”.

 

ADDIO A CARLA NESPOLO

ESEMPIO DI RESISTENZA PER TUTTI

 

Ci ha lasciato Carla Nespolo.

Una guida sicura, politica, insegnante, prima donna Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.  

Simbolo di antifascismo, cultura e grande volontà, con il suo impegno ha da sempre contribuito, battendosi con decisione per tutelare donne ed uomini e i loro diritti, diventando protagonista di tante battaglie in difesa dell’ambiente, esempio di resistenza nel nostro Paese.

 

ROMA CAPITALE

Municipio V

M5S rifiuta confronto

A Roma cambio di passo

 

Venerdì 1 ottobre, l'amministrazione pentastellata del Municipio Roma V ha perso, per l'ennesima volta, una occasione di confronto su due vicende che negli ultimi tempi sono oggetto di dibattito nel territorio: la demolizione/ricostruzione dell'ex edificio Balloon e la riapertura dei Centri sociali anziani.

In merito alla vicenda Balloon, l'amministrazione ha rifiutato l'invito a richiedere la sospensiva della procedura al fine di valutare le segnalazioni e le considerazioni della cittadinanza riguardo ai vincoli archeologici ed all'impatto di questo intervento sul sottosuolo, la viabilità e l'accessibilità.

Per ciò che riguarda la riapertura dei Centri sociali anziani, invece, la maggioranza non ha voluto ragionare nel merito sulla necessità di costituire una commissione tecnica mista, tra Servizi sociali e Ufficio tecnico, utile a stabilire le condizioni inequivocabili per la riapertura delle Strutture del territorio, nonché le responsabilità in capo ai presidenti dei Centri e dei funzionari Capitolini.

Questo atteggiamento conferma l'incapacità strutturale di confrontarsi sulle questioni, nel merito.

Roma necessità di un cambio di passo e la promozione di una classe dirigente che finalmente sappia ascoltare i territori ed assumere decisioni.

Così in una nota il consigliere del Municipio V Stefano Veglianti.

 

ROMA CAPITALE

BLITZ CASAPOUND AL LICEO AUGUSTO

ATTO DI VIOLENZA NON PIU’ TOLLERABILE


Quanto successo nelle aule del Liceo Augusto di Roma è un fatto che non può essere tollerato. Un atto gravissimo che dimostra ed evidenzia non solo il disprezzo per i valori costituzionali e democratici di chi lo ha messo in atto, ma è aggravato dal fatto di essersi compiuto all’interno di una scuola e in disprezzo di tutte le più elementari norme di prevenzione per contenere l’epidemia di Coronavirus.

Denuncia ed indignazione sono venute dalle forze sane, democratiche e antifasciste di Roma, a partire dall’A.N.P.I., che instancabilmente e soprattutto nelle scuole, conduce un’azione quotidiana di conservazione della memoria e costruzione di una società che sia sempre più libera, ospitale, giusta e solidale.
Ora che i responsabili di questo atto vengano identificati al più presto e che tutte le istituzioni municipali e comunali condannino questo gesto fascista e intollerabile per Roma Capitale

 

Governo

Lo stipendio del presidente dell'Inps e chi lo ha proposto

Luigi Di Maio, più di una volta, ha urlato: taglieremo sprechi e privilegi e li rimetteremo in aiuti alle famiglie che fanno figli, a chi perde il lavoro e ai pensionati. Ovviamente, consensi a non finire.
Ora la storia dello stipendio e degli "arretrati" del presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, proposto da Di Maio quando era ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale.

L'Inps è il più grande centro di spesa dello Stato, dovendo gestire pensioni, assistenza e cassa integrazione e alla presidenza dell'Istituto occorre che vi sia mettere persona che dimostri competenza e capacità.

Dunque, quello che interessa non è l'ammontare dello stipendio di Tridico, ma quello che fa Tridico.
Cronologia..

Nel Dicembre 2019. Tridico dichiara: con il Reddito di cittadinanza il tasso di povertà è diminuito del 60 per cento.
La notizia fu ripresa da ministri ed esponenti politici del M5S. Nella conferenza stampa di fine 2019, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si disse orgoglioso del risultato.
La notizia non era e non è vera.
Basterebbe guardare le statistiche sulla povertà dell'Istat.

Nell’Aprile 2020. In occasione della richiesta di bonus, il sito internet dell'Inps va in tilt. Tridico dichiara che il sito è stato oggetto di un attacco di pirateria informatica che ha determinato il blocco.
L'ex generale del GAT (Nucleo speciale frodi telematiche) della Guardia di Finanza, Umberto Rapetto, a Giugno scorso, dichiarò: "Non credo alla storia degli hacher all'Inps".

A Settembre 2020. In contrasto con il suo predecessore, Tito Boeri, che affermava "la metà dei percettori del Reddito di cittadinanza sono evasori", Tridico, ha definito tale dichiarazioni "castronerie", e ha specificato che "In Italia abbiamo una stima di 3 milioni di evasori e il nero pesa circa 120 miliardi. Se la metà dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, che sono un milione e mezzo, frodassero tutti il fisco, vuol dire che aiuteremmo persone con ricchezze fino a 60 miliardi di euro."

Strano ragionamento, perché non risulta che la metà degli evasori percepisca il reddito di cittadinanza.

Nel giugno scorso è stato pubblicato uno studio dell'Inps su "Modello di micro simulazione Tax Benefit e valutazione Reddito di Cittadinanza", dal quale si evince che il reddito di cittadinanza attenua la spinta a cercare lavoro, aumenta molto l'evasione e il sommerso, incentiva false residenze e separazioni, ma, soprattutto, conferma che la metà dei percettori del reddito di cittadinanza non è povero.

Il problema, quindi, non è lo stipendio del presidente dell'Inps, ma di chi lo ha proposto, cioè Luigi Di Maio.

 

SABAUDIA

ORA HA IL SUO PARCO DEDICATO AI CAMPIONI DELLE FIAMME GIALLE

DI TUTTI I TEMPI

 

La manifestazione è iniziata con il “battesimo” dell’annullo filatelico, creato ad hoc per l’evento. Il Condirettore Generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco, dopo aver annullato la cartolina che celebra tutte le medaglie olimpiche del Gruppo Nautico Fiamme Gialle, ha sottolineato come questo annullo sia un segno tangibile di vicinanza tra Poste Italiane e il Sodalizio gialloverde, fiore all’occhiello della Guardia di Finanza.

Successivamente la voce narrante della manifestazione, la showgirl Valeria Altobelli, ha ceduto la parola al Comandante del Centro Sportivo della Guardia di Finanza Flavio Aniello che ha evidenziato come questo evento sia un passo verso la normalità dopo che tutte le attività, come la Coppa del Mondo di Canottaggio di Sabaudia e la stessa cerimonia odierna, sono state annullate a causa del Covid-19. Prima di concludere il suo intervento si è soffermato sull’inossidabile rapporto di collaborazione tra il III Nucleo Atleti e il Comune di Sabaudia: “il monumento che stiamo celebrando questa mattina è il segno tangibile che le Fiamme Gialle sono parte integrante del territorio e sono sinonimo di aggregazione e di cultura della legalità. Qualità queste riconosciute dal Sindaco Gervasi e da tutta l’Amministrazione comunale tanto da voler dedicare una centralissima area verde della città a noi, alle Fiamme Gialle. Colgo l’occasione per rinnovare la disponibilità a collaborare nelle prossime sfide che ci aspettano.”

Con grande piacere per le parole del Generale Aniello, il Sindaco di Sabaudia Giada Gervasi così nel suo intervento: “le Fiamme Gialle sono una realtà presente a Sabaudia dal lontano 1960. Sessant’anni di successi in ambito sportivo e sociale che fanno del Sodalizio gialloverde un punto di riferimento per tutta la Comunità. L’esempio di questa sensibilità nei confronti del territorio si è manifestato durante l’emergenza scolastica che ha colpito il Comune di Sabaudia all’inizio dello scorso anno scolastico. Il III Nucleo Atleti, come altre realtà sul territorio, ha messo a disposizione degli Istituti Scolastici i propri uffici, aprendo le porte della Caserma al mondo della Scuola”.

Dopo il Sindaco di Sabaudia si sono alternati l’Assessore della Regione Lazio Enrica Onorati, che ha portato il saluto del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il Segretario Generale del CONI Carlo Mornati che ha portato i saluti del Presidente del Coni Giovanni Malagò e ha aggiunto: “ringrazio le Fiamme Gialle perché da sole rappresentano una grossa fetta del bottino olimpico, specialmente negli sport della canoa e del canottaggio. La cosa che tutti invidiano alle Fiamme Gialle però, non sono solamente i successi sportivi ma il servizio sociale. Un’attività, quest’ultima, unica e imitata da molti che coinvolge e avvia allo sport centinaia e centinaia di ragazzi e ragazze. E’ un grande servizio per tutto il Paese che va avanti da 60 anni e di cui lo Sport italiano ne è fiero”.

Successivamente a prendere la parola è stato Alberto Schiavi, primo atleta di canoa delle Fiamme Gialle a partecipare ai Giochi Olimpici (Roma 1960) e uno dei primi atleti ad arrivare a Sabaudia dalla Scuola Nautica di Gaeta. Le sue parole sono state un tuffo nel passato fatto di passione e sacrifici. Tra gli ospiti, erano presenti i suoi compagni di avventure dell’epoca: Gilberto Moretti, Salvatore Ibba e il campione di canoa Aldo Dezi, quest’ultimo argento in C2 metri 1000 ai Giochi di Roma 1960.

Prima della svelatura della targa del “Parco Fiamme Gialle”, il Prefetto di Latina Maurizio Falco ha evidenziato come i valori dello sport promossi dagli atleti gialloverdi, come il sacrificio e la dedizione, siano da trasmettere ai più giovani per garantirgli un futuro migliore.

Una cerimonia che ha visto tutti insieme per un giorno, i campioni di canoa e canottaggio delle Fiamme Gialle. Tra le strade di Sabaudia, i cittadini hanno potuto incrociare atleti del calibro di Agostino Abbagnale, tre ori olimpici nel canottaggio in tre diverse edizioni, il canoista Beniamino Bonomi, un oro e tre argenti olimpici, e ancora, Simone Raineri, campione olimpico di Sidney 2000 e argento a Pechino 2008 insieme al terracinese Simone Venier, e le stelle nascenti del canottaggio azzurro, Giuseppe Vicino e Matteo Lodo, campioni del mondo nel 2017 e medaglia di bronzo a Rio 2016 con Domenico Montrone. Tra i protagonisti dei successi gialloverdi i Campioni del Mondo come Sabino Bellomo, prima medaglia d’oro per le Fiamme Gialle nel 1988, e Luca Rambaldi, Giacomo Gentili, ultima medaglia d’oro in ordine temporale conquistata nel 2018 in quattro di coppia.

 

Governo

Reddito di cittadinanza ed evasione

Lettera alla ministra Catalfo

 

Riceviamo dall’ADUC, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, e pubblichiamo.

 

Secondo l'ex presidente dell'Inps, Tito Boeri, la metà dei percettori del Reddito di cittadinanza sono evasori.

"Castronerie", risponde l'attuale presidente dell'Inps, Pasquale Tridico.

Ricordiamo che il Reddito di cittadinanza aveva due scopi: quello di sostegno economico ai poveri e quello di favorire il lavoro.

Il secondo punto non ha raggiunto i risultati sperati, sul primo punto aleggia l'accusa di Boeri: i soldi del Reddito vanno ai bisognosi o no? Per Boeri no, per Tridico si.

In un anno e mezzo il Reddito è stato revocato solo a 10 mila famiglie, tra le quali condannati, detenuti, boss e persone cui erano intestate auto di lusso, ville e imprese.

La prima domanda è perché non si fa una verifica prima di attribuire il Reddito, la seconda è come si fa a individuare gli evasori se i redditi sono evasi.
Con le banche dati a disposizione non dovrebbe essere così difficile scremare la percentuale dal 50% al 10%, sempre che le banche dati siano integrate tra loro.

Se, per esempio, si fossero sovrapposte le informazioni, si sarebbe scoperto che, mentre il padre dei fratelli Bianchi, accusati dell'uccisione di Willy, percepiva il Reddito, i suoi figli esibivano lussi su Facebook.

Negli anni passati si scoprì che il 56% di coloro che si dichiararono nullatenenti in realtà non lo erano, e si è potuto scoprirlo incrociando le banche dati. Insomma, il 56% dei poveri non lo era.

Per questo motivo abbiamo scritto una nota alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S), chiedendo cosa intenda fare affinché il Reddito di cittadinanza non finisca nelle tasche degli evasori o, comunque, di chi non ne abbia titolo.

Dopotutto, il Reddito è pagato con i soldi del contribuente.

 

Recovery Fund

l'elenco della spesa

Di Maio e il piazzale della Farnesina

Il Governo ha predisposto per l'utilizzo dei fondi del Recovery Fund (meglio Next Generation EU) una spesa, di 670 miliardi per 557 progetti, che, ricordiamo ammontano a 209 miliardi, cioè un terzo degli impegni proposti.
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, propone: "rifacimento della pavimentazione in marmo del piazzale esterno del palazzo della Farnesina, sede del ministero degli Esteri, incorporando nella pavimentazione dei generatori piezoelettrici, in grado di trasformare l'energia cinetica, dovuta al passaggio di persone e veicoli, in energia elettrica".

Di Maio propone, inoltre, di dotare 60 stanze del ministero di "wifi", per un importo di 300 mila euro, che potrebbero, invece, essere recuperati diminuendo le spese per il personale della sua segreteria che, su 8 persone ha ben 7 addetti all'ufficio stampa, comunicazione e relazioni istituzionali, per un importo di 555 mila euro/anno, più 120 mila euro/anno per il segretario particolare.
Ai tempi della vecchia Casta, il personale delle segreterie era costituito da pubblici dipendenti, senza costi aggiuntivi.
Oggi c'è la nuova Casta. Di Maio insegna.
Qualche idea da proporre?

Si, gli acquedotti. Perdono il 40% di acqua lungo il percorso, cioè si preleva un litro e arriva nelle case poco più della metà. Gli utenti avrebbero acqua di qualità e non spenderebbero in quella minerale.
Troppo semplice?

 

Monopattini elettrici

Sarà il caso di rivedere le norme per la guida e per la circolazione

 

Nelle città, il monopattino elettrico è una delle novità più visibili in questo periodo pandemico, anche grazie al contributo statale del 60% che il legislatore ha ritenuto di attribuire per una migliore mobilità ecologica.

Per capire quali sono le regole di riferimento, oltre all’art.190 del codice della strada, abbiamo consultato la rivista Polizia Moderna, dove tutti i dubbi che si possono avere (tecnici e logistici) sono affrontati e ben spiegati.

Comunque, senza patente e senza assicurazione, si può guidare da 14 anni in su (casco fino a 18).
Come tutti i mezzi di trasporto in mano ad esseri umani, ci sono le regole e quelli che violano le regole.

Abbiamo:

chi trucca il motore per aumentare la velocità consentita di 25 Km/h;

chi si comporta dove non dovrebbero andare: su marciapiedi, su strade con limite, su strade normali, pur in presenza di piste ciclabili,

contromano:

sul mezzo in due persone;

con carichi di bagagli ingombranti.
Nel contempo, sono diversi i Comuni che si stanno attrezzando per rendili disponibili a noleggio urbano (sharing). Dove già questo è possibile, si possono vedere soprattutto perché, finito il noleggio, lasciati in luoghi più incredibili, visibili e fastidiosi (in senso pratico ed estetico). Come già accaduto per le bici, come sta accadendo per le bici elettriche. Complice il fatto che ai monopattini non abbiamo ancora fatto l’occhio come parte integrante del tessuto urbano degradato, questi nuovi mezzi elettrici sembrano maggiormente invadenti e intrusi.
A questo si aggiungano alcune problematiche nella mobilità urbana disastrata che caratterizza le nostre città, ovvero nelle strade sfrecciano poco visibili (specialmente in assenza di luce naturale) e sono guidati da persone che talvolta non hanno nessuna educazione stradale se non quella ricevuta informalmente alle scuole elementari; sfrecciano sulle piste ciclabili.
Questi due comportamenti avvengono ad una velocità (25 Km/h) che talvolta è uguale o superiore a quella dei veicoli, con gimkane tra quelli fermi o con andatura rallentata, in ripresa o per fermarsi. Velocità di 25 Km/h che sulle piste ciclabili è sostenuta rispetto alle media di ciclisti che non usano bici da corsa o non stanno facendo gare tra loro.

In entrambi i casi, quindi, rappresentano una turbativa e un pericolo, per se stessi e per gli altri mezzi circolanti. Quando la turbativa si trasforma in incidente, occorre considerare che abbiamo a che fare con un mezzo lanciato ad una certa velocità dove l’unico modo di controllo della stessa è il polso del conducente (e non l’intero corpo come per le bici) o la stabilità del mezzo (come in moto e/o auto).

Questa la fotografia della situazione. Qualcosa sembra che non stia funzionando come aveva pensato chi ha autorizzato i monopattini elettrici con queste regole.

Occorre, allora, agire subito per affrontare le difficoltà e anomalie sul nascere. Oppure dobbiamo aspettare che morti, feriti e incidenti comincino ad essere numeri con diversi zero accanto?

Cosa fare per farsi meno male?

L’educazione alla legalità.

Oltre che dai genitori, dovrebbe essere impartita dall’ autorità che sia credibile e non discreditata per non aver rispettato le sue regole.

Alcuni esempi a Roma Capitale: piste ciclabili che finiscono nel nulla o che sono perennemente invase da altri mezzi; cartellonistica stradale abbandonata (installazione temporanea; limiti di velocità, sosta, autovelox installati solo per fare cassa e non per garantire la sicurezza).
L’autorità, per essere credibile, non ha alternative al rigore e al rispetto delle sue stesse regole, senza interpretazioni che spesso sono forzature solo per trarne dei vantaggi economici o di incapacità di agire diversamente.

Queste osservazioni potrebbero essere una buona occasione per rivedere le norme per la guida e per la circolazione dei monopattini elettrici

 

REFERENDUM COSTITUZIONALE CONFERMATIVO

per la riduzione dei parlamentari,

Grillo e i dinosauri

 

Beppe Grillo, garante del M5S, dichiara "Il popolo italiano potrà riappropriarsi del proprio potere ricacciando nella foresta i dinosauri del Giurassico, destinati alla estinzione dalla cometa della riforma costituzionale. E' ora di svecchiamento, modernizzazione e di maggiore consapevolezza sociale!"

La frase fa appello alle tematiche dei tempi passati che portò in Parlamento un consistente  numero di eletti del M5S, oggi il gruppo parlamentare più numeroso.

E' riuscito a fare un governo con la destra (Conte1) e con la sinistra (Conte2), mantenendo un proprio uomo a capo del governo, appunto, Giuseppe Conte,

Un partito che riesce ad allearsi con chiunque, mantenendo la guida del governo. Ricorda i vecchi partiti, le vecchie pratiche, i vecchi politici.
Quelli definiti vecchi dinosauri sono quasi tutti scomparsi; sorgono nuovi dinosauri, quelli pronti a cambiare idea su tutto (Tap, Tav, F35, due mandati, ecc.): sono rapidi, come il dinosauro velociraptor.

Il problema è che i nuovi dinosauri danneggiano i cittadini: calpestano i diritti (prescrizione), aumentano il debito pubblico (spread a 327 punti base), ostacolano l'investimento sulla sanità (Mes), sono inerti o succubi in politica estera (Africa, Cina), dissipano il denaro del contribuente (Reddito di cittadinanza, Quota 100) e ora vogliono che il popolo sia meno rappresentato nelle istituzioni.

Questo non è svecchiamento.

 

La continuità tra Stivale e Messina

Ponte o Tunnel

 

Nell’attesa di imbarcarsi e superare lo stretto di Messina con l’auto, si pensa al ponte oppure al tunnel

In verità, la priorità andrebbe  data a quei ponti che ci sono, che siano ben tenuti e che non caschino, alla mobilità ferroviaria tra Napoli e Reggio Calabria e tra Messina e Palermo.

Perplessità dinanzi a chi vorrebbe che tutto rimanesse com’è, a vantaggio del trasporto aereo da e per l’isola, costoso ed inquinante.

Sul ponte ci sono progetti, decisioni e miniature presentate in quasi tutte le trasmissioni tv dell’informazione.

Sul tunnel tra Calabria e Sicilia, non si conoscono progetti,  a parte qualche disegno e viene in mente quello sotto la Manuca, tra Francia e Regno Unito, e del suo esclusivo e costoso trasporto ferroviario.

Se. sotto lo stretto, dovesse essere realizzato, questo non dovrebbe essere solo per la mobilità ferroviaria, il che dovrebbe essere molto impegnativo. Mentre il progetto per un ponte sembra che sia ad uno stadio molto avanzato e per tutti i tipi di mobilità terrestre.
Ed allora: perché non procedere con le soluzioni più semplici e polifunzionali?

 

TRUFFE HOME BANKING

 

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le tecniche con le quali malfattori riescono ad accedere, tramite artifici sempre più sofisticati, alle “home banking”, mediante raffinati raggiri che vedono coinvolti ignari utenti in buona fede.

Un messaggio sul telefono, in sequenza cronologica con quelli già ricevuti dalla propria banca, che comunica un alert di blocco del conto corrente, un click ed una telefonata da numero verde con un falso operatore ed ecco, la truffa è compiuta, e sono state sottratte somme ingenti.

Alla richiesta di rimborso avanzata con reclamo, la banca risponde negando la pretesa, ma è davvero esente da responsabilità? Non possiamo ignorare che esistono precisi obblighi di informativa e sicurezza verso l’utente in rispondenza del dovere di diligenza professionale richiesto al “buon banchiere". Consigli per tutelarsi ed esercitare i propri diritti: chiedere l’invio di qualsiasi comunicazione con cartaceo, non rispondere ai messaggi e cestinarli.

 

REFERENDUM COSTITUZIONALE CONFERMATIVO

20 – 21 SETTEMBRE 2020

 

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. (articolo 48, 2° comma Costituzione)

 

Testo del quesito:

<Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019>

 

Le votazioni si svolgeranno domenica 20 settembre 2020, dalle ore 7 alle ore 23 e lunedì 21 dalle ore 7 alle ore 15.

 

Le operazioni di scrutinio per il Referendum avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione e l'accertamento del numero dei votanti.

 

Nelle stesse giornate elezioni suppletive del Senato della Repubblica nei seguenti collegi:

Collegio uninominale 03 – Sardegna

Collegio uninominale 09 – Veneto

Il collegio elettorale uninominale Sardegna - 03 è vacante dal 17 marzo 2020, a seguito della morte della senatrice Vittoria Bogo Deledda, eletta nel 2018.

Come previsto dalla legge elettorale italiana del 2017, il collegio è stato definito tramite decreto legislativo all'interno della circoscrizione Sardegna.

È formato dal territorio di tutta la provincia di Sassari e dai comuni di BittiGaltellìIrgoliLoculiLodèLulaOnanìOnifaiOroseiOruneOsiddaPosadaSiniscola e Torpè nella provincia di Nuoro.

Il collegio elettorale uninominale Veneto - 09 è vacante a seguito della morte della senatore Stefano Bertacco

Come previsto dalla legge elettorale italiana del 2017, il collegio è stato definito tramite decreto legislativo all'interno della circoscrizione Veneto.

È formato dal territorio di 57 comuni: 

Albaredo AdigeAngiariArcoleBardolinoBelfioreBevilacquaBonavigoBoschi Sant'AnnaBovoloneBussolengoButtapietraCaldieroCasaleoneCastagnaro

Castel d'AzzanoCastelnuovo del GardaCavaion VeroneseCereaCologna Veneta,  Veneta ConcamariseCostermano sul GardaErbèGardaGazzo VeroneseIsola della ScalaIsola RizzaLaziseLegnagoMinerbeMozzecaneNogaraNogarole RoccaOppeanoPalùPeschiera del GardaPovegliano VeronesePressanaRonco all'AdigeRoverchiaraRoveredo di GuàSalizzoleSan Giovanni LupatotoSan Pietro di MorubioSanguinettoSommacampagnaSonaSorgàTerrazzoTorri del BenacoTrevenzuoloValeggio sul MincioVeronellaVigasioVilla BartolomeaVillafranca di VeronaZevioZimella.

 

Sempre, nelle stesse giornate, elezioni in 7 Regioni per scadenza Campania, Liguria, Marche, Puglia, Veneto, Toscana, Valle d’Aosta.

 

Nel Lazio, elezioni amministrative nei seguenti comuni divisi per provincia, fra parentesi numero abitanti.

Provincia di Frosinone (9 Comuni)

Belmonte Castello (778)

Ceccano (23.098)

Cervaro (7.744)

Fontana Liri (2.993)

Guarcino (1.658)

Patrica (3.084)

Pontecorvo (13.223)

Ripi (5.213)

Trevi nel Lazio (1.853)

Provincia di Latina (2 Comuni)

Fondi (37.180)

Terracina (44.233)

Provincia di Rieti (6 Comuni)

Castelnuovo di Farfa (1.047)

Cottanello (582)

Fara in Sabina (13.904)

Marcetelli (97)

Montebuono (917)

Montenero Sabino (295)

Città Metropolitana di Roma Capitale (12 Comuni)

Albano Laziale (38.433)

Anguillara Sabazia (18.575)

Arcinazzo Romano (1.394)

Ariccia (18.311)

Colleferro (21.574)

Genzano di Roma (23.780)

Marano Equo (786)

Montelanico (2.152)

Palombara Sabina (12.167)

Percile (277)

Ponzano Romano (1.158)

Rocca di Papa (15.576)

Roiate (749)

San Gregorio da Sassola (1.553)

Zagarolo (16.922)

Provincia di Viterbo (2 Comuni)

Blera (3.356)

Bomarzo (1.814)

 

Le operazioni di scrutinio relative alle elezioni amministrative avranno inizio martedì 22 settembre 2020 alle ore 9.

 

perché tagliare il numero dei parlamentari?

 

La principale motivazione dei promotori è “risparmiare”.

Un risparmio pressoché dello “Zero virgola Zero” del bilancio dello Stato, ininfluente per qualsiasi progetto economico alternativo da utilizzare per un bene pubblico.

Altra motivazione: “Con meno parlamentari il sistema democratico funzionerebbe meglio”.

Per un elettore, nell’attuale situazione, è praticamente impossibile interloquire con la persona che ha eletto, perché dovrebbe esserlo  domani, giacché si taglierebbero i parlamentari?

Invece, interpreti del popolo e di alcuni sondaggi, meriterebbe attenzione un sistema elettorale all’inglese o all’americana, dove un collegio piccolo elegge un suo deputato che vince a maggioranza sugli altri e questo eletto sarebbe costretto ad avere un rapporto continuo con gli elettori del collegio, anche con quelli che non lo hanno votato, perché rappresenterebbe le istanze del territorio nell’assemblea legislativa.

Questo farebbe sì che elettori ed eletti si conoscerebbero bene, dialogassero fra loro e che l’eletto, nella sua autonomia decisionale, rappresenterebbe le istanze del territorio.

In sintesi: questo referendum confermativo non migliorerebbe nulla, anzi peggiorerebbe l’attuale situazione ed è uno sperpero di denaro.

 

Roma Capitale

Atac e le bufale del bilancio 2019

 

Approvato il bilancio 2019 dell'Atac e il sindaco di Roma Capitale, signora Raggi, eleva grida di giubilo, dichiarando: "manteniamo i conti in ordine e destiniamo investimenti importanti per il rinnovo della flotta”.
Vero o non vero ? Vediamo:
Raggi: l'Atac è la più grande azienda di trasporto pubblico con i suoi 11 mila dipendenti.
A noi risulta che l'azienda di trasporto parigina Ratp ha 45 mila addetti.
Raggi: l'utile è di 7,6 milioni di euro.
A noi risulta che l'azienda è in concordato preventivo, il che vuol dire che 1,5 miliardi di debiti sono stati "congelati", non considerati in bilancio, ma ci sono.
Raggi: abbiamo aumentato il servizio dell'1,5%.
A parte l'incremento bassissimo rispetto al tracollo del 2018, a noi risulta che il servizio di superficie, utilizzato dai due terzi dei romani, in relazione alle previsioni è diminuito del 16% per gli autobus, del 69% per i bus elettrici, del 39% per i filobus e del 23% per i tram.
In totale su 170 milioni di km/vettura programmati, l'Atac ne ha fatto solo 149 milioni, cioè un -12%.
Probabile che la signora Raggi viva nel mondo di Alice, ma i cittadini della Capitale sono attanagliati da rifiuti, dissesti stradali e scarso trasporto pubblico.

PER SALVINI

L’UTILI E IL FATTURATO

 

Il leader della Lega, Matteo Salvini nella trasmissione televisiva "Quarta Repubblica" (canale Mediaset) ha affermato che è stata depositata in Parlamento una proposta della Lega per una tassa fissa del 15% sul fatturato post Coronavirus delle imprese italiane.

"Tassa unica” al 15% sul fatturato post virus.

I soldi fatturati in questo periodo è giusto che rimangano agli imprenditori.

Per ripartire.

Serve lasciare libertà di fare impresa, ha dichiarato Salvini.

Cosa c'entri la libertà di impresa con la tassa del 15% non è dato di capire, ma, soprattutto, è una bufala la tassa sul fatturato perché la tassazione si fa sugli utili.

Insomma, Salvini non conosce la differenza tra fatturato e utili.

Passiamoci sopra, direbbe qualcuno.

Non si può essere d'accordo.

A persona che è nelle istituzioni dal 1993, circa 30 anni, che ha fatto il consigliere comunale, il deputato nazionale ed europeo, il ministro e il vicepremier, non è consentito di fare errori del genere, così come non è consentito  al chirurgo quando opera, perché è in gioco la vita del paziente, o al pilota, che ha in mano la vita dei passeggeri.

I cittadini, utenti, consumatori, risparmiatori si affidano alla capacità del legislatore affinché siano tutelati i propri diritti. Sempre che il legislatore sia tale.

 

Governo.

Fallito il bonus vacanze

 

Chiusa la stagione delle vacanze.

Si può verificare quali risultati si abbiano ottenuti con il bonus vacanze, previsto dal decreto "Rilancio".

Il bonus vacanze aveva due obiettivi: consentire alle famiglie a basso reddito di poter andare in vacanza e sostenere il settore del turismo in crisi.
Ebbene, solo un quarto dello stanziamento è stato utilizzato, il che significa che il 75% dei fondi è rimasto in cassa.

Motivi?

La riluttanza degli albergatori a usufruire di bonus la cui riscossione ha tempi indefiniti (si vedano altre esperienze) e il livello basso dei redditi familiari richiesto per usufruire del bonus.

Insomma, un fiasco.

Cosa insegna questa esperienza?

Che, al di là della propaganda del tipo "consentiamo alle famiglie povere di andare comunque in vacanza e aiutiamo il settore turistico  in crisi", è la politica del bonus che non funziona.

Le regalie non servono a promuovere un settore e si è visto con il Reddito di cittadinanza che ha fallito l'obiettivo di creare nuova occupazione.

Si poteva incidere diminuendo la tassazione nel settore turistico, oppure, intervenire per favorirne la qualità, obiettivo che molti sostengono da sempre, specialmente in determinate aree del nostro Paese.

Servirà la lezione dei fatti?

Si hanno grandi dubbi.

 

Recovery Fund

l'Italia da contribuente a beneficiario

 

Voce comune europea: dobbiamo tutelare l'Italia

Con il Recovery Fund l'Italia da contribuente diverrà beneficiario.

L'Italia riceverà 81 miliardi di sussidi (a fondo perduto) e potrà accedere a prestiti per 127 miliardi, se richiesti, da restituire a tasso agevolato in 30 anni.

Questi i benefici per l'Italia.

Per la parte del Recovery Fund che riguarda i sussidi (quelli a fondo perduto, senza obbligo di restituzione), che sono debito a carico dell'Europa, la

ripartizione è la seguente:

ogni italiano riceverà 500 euro;

ogni olandese verserà 930 euro:

ogni tedesco verserà 840 euro;

ogni francese verserà 400 euro.

L'Unione europea si è fatta carico del debito comune dei vari Stati e ci saranno quelli che  riceveranno (es. l'Italia) e quelli che verseranno (es. Olanda,

Germania e Francia).

Si è raggiunta questa idea con il principio: o ci salviamo tutti o affondiamo tutti, per cui i Paesi in maggiore difficoltà devono essere aiutati.

E' la prima volta che succede e per questo si è definito l'evento fatto storico.

Il conteggio del sussidio prende forma per differenza:  tra il contributo che l'Italia deve dare al bilancio europeo e i fondi che riceverà dall'Unione europea.

Tale differenza è di 30 miliardi che suddivisi tra gli italiani fanno, appunto, 500 euro a testa.

Questi soldi dovranno essere impiegati in programmi da presentare in sede europea e, una volta approvati, potranno essere realizzati nel nostro Paese.

Ovviamente, ci sarà un controllo europeo sulle spese, in considerazione che sono denari altrui.

Eppure, Salvini è contrario. Teme una bastonata, un nuovo Mes, ma non ricorda che il Mes, lui, lo ha approvato due volte, nel 2011 e nel 2019.

Che dire?

La paura trova terreno fertile nella disinformazione, come scrive l’associazione per i diritti degli utenti e i consumatori.

 

ROMA CAPITALE

DIMISSIONI PRESIDENTE del VII Municipio Monica Lozzi

 

La presidente del VII Municipio Monica Lozzi ha annunciato la propria candidatura a sindaca di Roma con la lista sovranista ITALEXIT.

Il M5S di Roma perde quindi un altro municipio che non può che evidenziare ulteriormente il fallimento della sindaca Raggi e delle sue politiche.

Così in una nota la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, presidente del Movimento Pop, ed il referente Pop del VII Municipio Emiliano Cofano.

“Come POP ribadiamo la necessità e l'urgenza di tornare a discutere di Roma e dei suoi municipi, dei suoi problemi e delle risorse da valorizzare, in una città che in questi 4 anni si è fermata dal punto di vista economico, culturale, sociale, ambientale e di cui la Presidente Lozzi ne è stata pienamente responsabile, al pari della sindaca Raggi.

Chiediamo pertanto le dimissioni di Monica Lozzi da presidente del Municipio VII, affinché non utilizzi questi ultimi mesi per costruire la propria ambizione a discapito del territorio e dei suoi abitanti ed al tempo stesso chiediamo al consiglio del Municipio di sfiduciare la Presidente, in quanto ormai espressione di una maggioranza che non esiste più”.

 

Incentivi sugli acquisti di veicoli ecologici

 

Il decreto "rilancio", nella versione convertita in legge da pochi giorni, ha ampliato gli incentivi per l'acquisto di autoveicoli e motoveicoli a basse emissioni

-elettrici od ibridi- introdotti nel 2019 e fruibili fino a tutto il 2021.

Non solo più fondi (100 milioni di euro per il 2020 e 200 milioni di euro per il 2021) ma anche incentivi aggiuntivi per gli acquisti effettuati nel periodo

Agosto-Dicembre 2020 con coinvolgimento anche di veicoli con emissioni di CO2 fino a 110 g/Km (fondi dedicati 50 milioni di euro).

Per i veicoli a due/tre ruote e mini car, elettrici o ibridi, incentivi del 30% o 40% sul prezzo a seconda che venga o meno consegnato un usato. 

Tutte le disposizioni aggiornate si trovano sulla scheda pratica realizzata dall' ADUC Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, nello spazio  acquisto veicoli.

 

ROMA CAPITALE

AMA

UNA Risposta per i lavoratori impegnati nel servizio di raccolta non domestica

 

Da Ama ancora nessuna soluzione concreta ai 270 lavoratori impegnati nel servizio di raccolta non domestica che faceva capo all’Ati composta da Roma Multiservizi, Sea, Isam e La Sana Full Service. L’azienda, infatti, dopo quasi due anni di affidamento diretto, ha deciso la reinternalizzazione di questa attività, ma non del personale ad essa dedicato, che è tornato a manifestare il proprio malcontento in maniera pacifica, incatenandosi all’interno della sede di via Calderon de la Barca.

Così Rachele Mussolini, consigliere comunale e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale: “Sono vicina a questi lavoratori e alle loro famiglie. Spero che presto venga messa la parola fine all’intera vicenda. Fino ad allora continuerò a manifestare al loro fianco e a compiere qualsiasi azione e atto utile per difendere ogni posto di lavoro, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo attraversando”.

Va riconosciuto, però, che quello a cui stiamo assistendo è davvero paradossale: l’Amministrazione Capitolina non riesce a dialogare con una propria controllata e questa è l’ennesima riprova della passività amministrativa dei grillini.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mancano risposte adeguate tanto per i lavoratori, scaricati per fare cassa, quanto per la città che paga a caro prezzo una gestione errata del servizio. Adesso il rischio concreto per queste persone, se non ci si muove subito, è che non si riescano a fermare le procedure di licenziamento, sospese fino a metà agosto per l’emergenza coronavirus.

E’ assurdo se si pensa che la società ha difficoltà a garantire l’efficienza su tutti i fronti ed è, da tempo, in forte carenza di organico. All’appello mancano circa 350 unità, in teoria promesse nel piano assunzioni che doveva essere votato dal Campidoglio entro fine giugno e che, poi, è slittato e subordinato all’adeguamento del piano tariffario.

Possibile che a nessuno sia venuto in mente che 270 persone potrebbero colmare questa carenza?

In era Raggi il paradossale è all’ordine dei giorno. E a pagare per i disastri che genera l'incapacità della Raggi sono sempre i romani.

 

REGIONE LAZIO

IL COMUNE ASCOLTI "Roma Agricola" ANZICHÉ RESPINGERLI


Sabato 18 luglio molti cittadini, fra cui Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio, si sono recati a Castel di Guido per portare solidarietà al presidio degli agricoltori di "Roma Agricola" costretti fuori dalla tenuta dal divieto a manifestare imposto dalla Questura, forse su suggerimento del Comune di Roma.

Un boicottaggio, quello di Roma Capitale, confermato anche quando una quindicina di loro si è vista sbarrate le porte del museo locale, mentre la responsabile delle visite si sarebbe sentita addirittura minacciare con una brusca telefonata degli uffici capitolini volta a vietarle di accompagnare il gruppo.

Un atteggiamento grave, miope e incomprensibile quello della giunta Raggi, che dovrebbe avere a cuore il destino di quei 2000 ettari agricoli della città che potrebbero diventare un pezzo del rilancio di Roma in termini di sviluppo economico e di creazione di nuovi posti di lavoro dentro un'azienda interamente pubblica, anziché essere lasciati alla cattiva gestione e all'incuria.

Spiace una volta di più allora che il Campidoglio abbia deciso di impugnare la delibera della Regione Lazio per il rilancio di Castel di Guido, primo vero atto di una amministrazione pubblica dopo anni di immobilismo.

“Da parte nostra, dichiara Marta Bonafoni  siamo pronti a portare avanti un dialogo vero e costruttivo coi comitati e con Roma Agricola, auspicando di trovare lo stesso spirito di collaborazione nel Comune, indispensabile alla buona riuscita del rilancio dell'azienda".

 

Rai in estate

 

Bisogna riconoscere che molte trasmissioni che vengono prodotte hanno uno spessore, una qualità e una professionalità, quindi è una valida spesa il pagamento del cosiddetto canone.

Rispetto agli anni passati, l’estate 2020 ha qualcosa di particolare: l’emergenza sanitaria.

Tanti non vanno in vacanza o vanno in forma ridotta. Molti hanno meno soldi e poco lavoro rispetto a prima. E la stanzialità nelle proprie dimore è decisamente cresciuta rispetto al passato.

Lo Stato che disciplina le emergenze si è dimenticato della Rai e la Rai si è dimenticata dei contribuenti e  degli utenti.

Non si può credere che nella Rai vi siano stati licenziamenti, ridimensionamenti, come in altri settori non di stato. Insomma, la Rai è, economicamente, a pieno ritmo: gli introiti da canone e da pubblicità ci sono, anzi, forse, sono anche di più.

E allora, visto che la socialità è cambiata, perché la Rai è uguale a quella dell’anno scorso piena di repliche, tanto da spingere contribuenti e utenti all’esterno delle loro abitazioni dal momento che rifila trasmissione di nostalgia del passato, pur se condotte da presentatori sulla cresta del momento, o serie di film, a episodi, già visti e rivisti. Ecco che diventa stimolante la voglia di uscire di casa ed andare a mescolarsi ai tanti incoscienti che si assiepano all’ingresso di un bar, in una via o in una piazza.

La Rai vive in un modo e in un mondo diverso?

Perché la Rai non prende in considerazione le raccomandazioni che arrivano da parte di tutte le autorità dello Stato?

Perché gli operatori della Rai devono essere in vacanza in questo momento e non hanno modificato la loro organizzazione del lavoro in virtù dell’emergenza pandemica e rispondere, così, alla funzione di servizio pubblico?

C’è qualcosa che non torna e porta a dire che, se oggi il pericolo pandemico è ancora presente e suscettibile di un qualche ritorno pericoloso, la responsabilità è anche della Rai.

La programmazione (informazione e intrattenimento) non piace, i cittadini ovvero gli azionisti non sono soddisfatti e fa anche del male alla testa e al fisico con la sola notizia pandemia.

 

Governo

Tav e le bufale che circolano ancora

 

Era il 1857 quando il parlamento subalpino, per volontà di Cavour, approvò la legge che autorizzava il traforo del Frejus che collegava l'Italia alla Francia.

Nel 1871 si inaugurava il tunnel, un anno dopo la presa di Porta Pia a Roma e la caduta dello Stato Pontificio.

Anche allora si sosteneva che ci sarebbero state gravi conseguenze ambientali. Stesse argomentazioni odierne contro il Tav, il treno Torino-Lione.

Falsità.

Il 92% delle merci che circola tra Italia e Francia, viaggia su gomma. Solo l'8% su ferrovia.

Una sproporzione enorme che impatta sull'ambiente con le emissioni di Tir, auto e congestione del traffico.

La principale motivazione dello scarso utilizzo della ferrovia è nelle caratteristiche del tracciato e della galleria:

1) i raggi di curvatura diminuiscono la velocità;

2) l'eccessiva pendenza rende necessario l'uso di due o tre motrici;

3) il limitato numero di vagoni merci;

4) le caratteristiche dei nuovi container che rendono poco  conveniente il trasporto su ferrovia.

Il progetto TAV prevede:

a) treni merci lunghi più di 750 metri per un trasporto di 2.000 tonnellate di capacità;

b) l'abbattimento della pendenza dal 30 per mille a 12 per mille;

c) l'utilizzo di una sola motrice;

d) il riallineamento delle curve.

Merita che sia ricordato che la Val di Susa, è attraversata, per 70 km, dalla autostrada A32 che arriva fino al traforo autostradale del Frejus, il quale è stato raddoppiato senza che ci siano state proteste.

Insomma, ambientalismo a senso unico.

C'è poi la diceria della Corte dei conti europea che avrebbe bocciato il Tav.

Altra falsità.

La Corte dei conti europea ha affermato che gli extra costi, per la realizzazione del Tav, sono dovuti ai ritardi dei governi ed è noto che i ritardi hanno un costo.
E' un monito per coloro, Di Maio in testa, che si sono gingillati sull'analisi costi-benefici del Tav, peraltro sette favorevoli e uno contrario, cui abbiamo assistito per opera dell'allora ministro cinque stellato Toninelli, per il quale per un altro tunnel, quello del Brennero, era operativo e automobilistico quando, invece, doveva essere completato ed è ferroviario.

 

Autostrade

Le promesse per la riduzione delle tariffe

 

Lo Stato dentro Aspi e fuori i Benetton nella gestione di Autostrade.

Ora si devono abbassare le tariffe e mettere in sicurezza le autostrade. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Auguriamo che l’operazione abbia successo con bilanci positivi generati da utenti, contribuenti e risparmiatori che danno fiducia alle Poste investendo sui loro prodotti, soldi che sono gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, che oggi è chiamata a gestire al posto di Atlantia, investendo circa tre miliardi in attesa dell’intervento di futuri azionisti.

Il portafoglio del ministro, comunque, non è a rischio. E lo sanno tutti.

Il portafoglio dei contribuenti è sempre a rischio, soprattutto quando lo Stato si fa gestore di attività che fino ad oggi sono state patrimonio di attività private, e soprattutto perché lo Stato, che avrebbe dovuto controllare i privati a cui aveva concesso, non ha dimostrato di saperlo fare, vista la tragedia da cui parte tutta la vicenda.

Insomma uno Stato poco affidabile che oggi diventa controllore e controllato.

Il portafoglio dei risparmiatori è quello di chi evidentemente non sa chi e come gestisce i propri risparmi, altrimenti è probabile che da tempo li avrebbero spostati altrove, visto che, proprio perché si sono rivolti alla Poste, è probabile che non abbiano una così alta propensione al rischio.
Non resta che aspettare la riduzione delle tariffe per l’uso delle Autostrade e gli utili che lo Stato incasserà. Ovviamente con la consapevolezza che se vi saranno perdite in questa nuova gestione, la vacanza al mare della famiglia Rossi sarà pagata dalla famiglia Bianchi che mai si sarebbe sognata di usare un’autostrada, perché col clima economico che divampa, hanno a stento gli occhi per piangere.

 

Roma Capitale

sonetto su Roma e i romani

 

'Città bella e zoccola' e romani 'gente de fogna'. 'Virgì, Roma nun te merita'

Così Beppe Grillo, che ha lanciato anche l'invito, alla sindaca Virginia Raggi, a lasciare la Capitale d'Italia.

Che dire?

Che il M5S non sa più come mascherare il fallimento di 4 anni di gestione capitolina. Il prossimo anno ci saranno le elezioni per sindaco e Consiglio comunale.

In quattro anni, due cose si potevano fare: la manutenzione delle strade, ridotte a colabrodo, e la pulizia della città, invasa dai rifiuti.

Coprire le buche non è competenza dei romani, ma della amministrazione capitolina che fa capo al sindaco, signora Raggi.

Le buche sono disseminate per tutta la città, dove i romani cadono (lo stesso Grillo c'è ruzzolato) e gli automobilisti pagano per le auto danneggiate (gomme e ammortizzatori). Il 90% dei tombini e delle caditoie risultano ostruiti, perché non sono stati puliti.

Sui rifiuti, abbondano foto e filmati. Non si riesce a capire, perché sia difficile raccoglierli e smaltirli. Si avviano ad altre regioni, o in altri stati, europei e non, per lo smaltimento, con costi esorbitanti per i romani. Non si vogliono i termovalorizzatori, ma si usano quelli degli altri, così per le discariche.

Comodità, opportunità ?

Il 70% dei romani, ora si chiede dove sia la gestione della cosa pubblica e conclude che Roma non si merita Virginia, perché Virginia non si è meritata Roma.

 

SANITA’

BONUS BABY SITTER PER IL PERSONALE SANITARIO

I SOLDI SONO GIA’ FINITI

 

Il Presidente Nazionale del Sindacato Infermieri Italiani Antonio De Palma esordisce: “Apprendo con amarezza, ma non certo con stupore, esordisce Antonio De Palma, che le risorse relative all’ormai celebre bonus baby sitter per medici ed infermieri sono praticamente al lumicino. Lasciando di conseguenza, a bocca asciutta, ancora una volta, gli interessati. Siamo di fronte all’ennesimo triste pasticcio della politica italiana. Una barzelletta, quella dei fondi per il personale sanitario, che merita una sola reazione: delusione, delusione e ancora delusione. E ancora qualcuno si domanda, sbotta De Palma, perché ci stiamo preparando all’autunno più caldo della storia recente del nostro SSN? Insomma, non ci bastavano i famosi bonus fantasma, quelli che prima appaiono e poi scompaiono, e poi ricompaiono nuovamente dopo una serie di tira e molla, fortemente voluti dalle autonomie regionali, ma che poi vengono di nuovo messi in discussione dalla Ragioneria dello Stato.

Vero caro Ministro Boccia? 

Chi aveva pensato che il bonus baby sitter potesse risolvere i problemi degli infermieri e degli altri sanitari italiani impegnati nella lotta contro il Covid 19, si sbagliava di grosso.

Pochi, pochissimi i fondi a disposizione, rispetto a una marea di categorie a cui erano destinati. Il risultato? Un calderone di confusione e incapacità, peccato che a pagarne le conseguenze siamo ancora una volta noi infermieri.

Alcune settimane fa denunciai di mio pugno la pochezza di quel decreto appena promulgato, che prevedeva il bonus baby sitter.

Lo feci con un articolo scritto per il Sole 24 ore. Perciò non posso essere sorpreso di fronte a tutto questo sfacelo, ma ovviamente mi sale la pressione pensando all’ennesima presa in giro di cui siamo stati vittime.

«Questo uno stralcio significativo di quanto scrivevo meno di due mesi fa», continua De Palma: "L’articolo 24 c) 3 del Dl prevede per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria di medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari, il bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età, previsto dall’articolo 23, comma 8 in alternativa alla prestazione di cui al comma 1, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1.000 euro. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Posto che sarà molto difficile per gli infermieri utilizzare il congedo, del quale peraltro non si conosce nemmeno la durata, anche perché in questa emergenza gli sono stati sospesi i congedi proprio per poter per garantire l’assistenza, è verosimile che tutte le famiglie facciano domanda per il bonus. Ma proprio qui nasce il problema, anzi, il problema si propone leggendo ciò che c’è scritto nei commi 4) e 5), laddove si legge al comma 4): Qualora dal monitoraggio emerga il superamento, anche in via prospettica, del limite di spesa di cui al comma 5, l’INPS procede al rigetto delle domande presentate. Mentre al comma 5 si legge: «I benefici di cui al presente articolo sono riconosciuti nel limite complessivo di 30 milioni di euro per l’anno 2020. Da non credere: se dividiamo per 1.000 l’importo del bonus, il valore economico del limite complessivo previsto, pari a 30 milioni di euro, risulta che il fondo è sufficiente solo per un massimo di 30.000 famiglie di professionisti. Ma se solo gli infermieri pubblici sono circa 260.000, la gran parte con famiglia, una volta aggiunti i medici, gli altri operatori sanitari e addirittura le forze di pubblica sicurezza e tutti gli altri soggetti che possono far domanda, quanti saranno gli infermieri che potranno concretamente beneficiare del bonus?"...

«Questo lo dicevo meno di due mesi ora sono, l’articolo è ancora in rete sul Sole 24 ore. Ora, vogliamo renderci conto o no che siamo vittime di un ingranaggio i cui fili vengono mossi da personaggi incompetenti che certo non hanno a cuore le sorti dei sanitari? 

Di fronte a uno scempio di questo genere, l’ennesimo, noi del Nursing Up non possiamo fare altro che dissotterrare gli strumenti di lotta e confermare che a settembre gli infermieri italiani riprenderanno in modo più forte che mai la loro protesta. Perché ogni santo giorno subiamo beffe come queste, annunciate ma non per questo meno amare. E poi, ancora soprusi e ingiustizie da parte una politica che forte della propria tracotanza dimostra di non considerarci, e che pare non aver ancora compreso che noi non ci fermeremo finchè non avremo ottenuto ciò che di legittimo chiediamo», conclude De Palma.

 

Il Mes e gli anti italiani

 

I cinque stelle, Salvini e Meloni ancora una volta danno notizia dei pericoli del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità.

Cosa non vera.

Il Mes mette a disposizione dell'Italia 36 miliardi di prestito, da utilizzare per le spese sanitarie, dirette e indirette.

I cinque stelle, Salvini e Meloni si oppongono all'utilizzo dei miliardi del Mes con argomentazioni prive di sostanza, ma che inducono solo paura.
Dicono: troppo oneroso, meglio i titoli pubblici, i Btp per esempio.

L'interesse chiesto dal Mes è dello 0,08%, quello dei Btp è dell'1,3%. Si risparmierebbero 4,65 miliardi di euro da destinare ad altre spese.

Invece, i cinque stelle, Salvini e Meloni vogliono farci pagare un interesse dell'1,3%, aumentando il debito pubblico, cioè nostro.

Conclusioni: sono anti italiani.

Dice il trio: le condizioni poste per accedere al Mes ci imporranno l'austerità, il taglio delle pensioni e della spesa sanitaria,

Falso. Le condizioni poste sono relative all'utilizzo dei 36 miliardi per la spesa sanitaria, e tutti sappiamo quanto ne abbiamo bisogno.

Ancora una volta le conclusioni dicono che sono anti italiani.

Il prestito del Mes va restituito, dichiarano i cinque stelle, Salvini e Meloni tacendo che anche i titoli pubblici, i Btp, devono essere restituiti e con un tasso di interesse maggiore.

Sono anti italiani.

Il Mes è un prestito decennale e tra 10 anni l'Europa modificherà le condizioni, essi dicono, ma è una notizia falsa.

Il ricorso al Mes farebbe crollare la fiducia dei mercati nel nostro Paese, con un aumento dello spread e di conseguenza dei tassi di interesse dei titoli di Stato, i Btp, con aumento del debito pubblico, dicono cinque stelle, Salvini e Meloni.

Falso.

Sono loro che vogliono aumentare il debito pubblico ricorrendo solo ai titoli di Stato.

E’ cosa cera: sono anti italiani.

Non lo dicono oppure lo ignorano con due notizie di questi giorni:

a) I tassi di interesse del Mes sono attualmente negativi.

Se l'Italia, chiedesse, adesso, un prestito al Mes ci guadagnerebbe.

b) Il Piano Nazionale di Riforma, in discussione la prossima settimana nel Consiglio dei Ministri, prevede che "il fabbisogno di interventi infrastrutturali in

ambito sanitario è pari a 32 miliardi". Il Mes ne stanzia 36, anche per la ricerca e per interventi indiretti.

 

SANITA’

INFERMIERI PRONTI A UN AUTUNNO ROVENTE»

 

Rivolgo ora un accorato appello - dice De Palma - ai colleghi di tutte le sigle sindacali, di tutti i gruppi, di tutti i movimenti ed associazioni: chiamateci, contattateci, fatelo presto! Fatelo già oggi! Scendiamo in piazza tutti, uniti, fianco a fianco, perché qualcuno sta giocando con le nostre vite e quindi dobbiamo essere compatti più che mai contro il “vero nemico”, quello più pericoloso.

Parte da Milano, parte da Piazza Duomo, il nuovo corso degli infermieri italiani. Comincia da un 4 luglio che pochi dimenticheranno, la nuova serie di battaglie che “infiammeranno” - siamo sicuri - il prossimo autunno nel mondo lavorativo nazionale. E’ stata una giornata che ha portato a Milano più di un migliaio di operatori sanitari da tutta Italia, che hanno manifestato, uniti, guardandosi negli occhi, la loro rabbia, verso una classe politica cieca, indifferente, capace solo di parole a vuoto. Ed incapace, purtroppo, sempre di più, di riconoscere finalmente alla categoria, quel contratto autonomo che gli infermieri chiedono da tempo immemore. Nonché quell’aumento di stipendio atteso da anni ma rimasto fin ora pura utopia.

«Dov’erano i politici mentre noi sabato scorso manifestavamo a Milano, riempiendo Piazza Duomo con i nostri cori?», esordisce con rabbia Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani.

Dov’erano coloro che ci avevano promesso di stare al nostro fianco, come il Viceministro alla Salute Sileri, o quelli che avevano pubblicamente dato ragione alle nostre proteste, come il Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, bravo solo ad elogiare gli infermieri sui social, ma poi abile a bastonarci alle spalle escludendo noi e altri sindacati dal dialogo, con accordi che la stessa Conferenza firma solo con la triplice?

La manifestazione generale di Milano, con i suoi numeri incredibili di presenze, ci ha dato un mandato chiaro: andare avanti a tutti i costi, perché gli infermieri italiani sono più forti, più agguerriti e soprattutto più arrabbiati di prima. Io, ho sperato - dice De Palma - che chi aveva detto che sarebbe stato al nostro fianco (vero Sileri? Te lo ricordi cosa mi avevi detto quando ci eravamo incontrati pochi giorni or sono…) tenesse fede ai suoi impegni, anche se dentro di me nutrivo qualche dubbio. 

E allora basta!

Agli “uomini in giacca e cravatta”, sulle loro “poltrone dorate” con i loro posti d’onore che contano, noi diciamo, una volta per tutte, smettetela di giocare con le nostre vite. 

Perché, se non lo avete capito, ve lo diciamo noi e ve lo diciamo adesso: il perno di questo sistema sanitario sfasciato dal punto di vista organizzativo, di questo carrozzone sgangherato sotto il profilo contrattuale, di questa barca che fa acqua da tutte le parti, siamo noi, si proprio noi. 

Noi che abbiamo difeso decine di migliaia di vite umane contro il “mostro Covid/19”, noi che in un solo giorno abbiamo avuto il coraggio di guardare la morte in faccia anche venti volte: come potete pensare che ci fermeremo adesso? Come potete pensare che da settembre ce ne staremo affacciati alla finestra a guardare voi camminare sulle nostre vite con la vostra indifferenza e le vostre prese in giro? 

Se volete continuare a fare orecchie da mercante, se volete continuare a voltarci le spalle, fate pure. Ma noi da questo momento, da questo 4 luglio, ripartiamo più forti che mai, più uniti che mai, il mandato della piazza di Milano è stato chiaro: da settembre avanti tutta fino allo sciopero ed oltre.

Si mettano in testa, i Signori della Politica, che la realtà non è data dalla vetusta equazione ‘medici = sistema sanitario nazionale’. Oggi non è più così, perché sono gli infermieri a stare in trincea h24. Basta con il dare solo ai medici privilegi e con l’ignorare sistematicamente le nostre istanze.

Ai colleghi della FNOPI, di cui facciamo parte, vogliamo guardare negli occhi e dire: siamo sulla stessa barca, e siamo fatti della stessa sostanza, infermieri voi, infermieri noi!

Non vi chiediamo di fare attività sindacale, ma smettetela con il buonismo di facciata, perché

proprio non ci pare che il vostro essere un "Ente sussidiario dello Stato" vi impedisca di tutelare la dignità professionale dei vs iscritti sostenendone, solo per esempio, le richieste inoltrate e che, peraltro, sono analoghe a quelle che voi stessi avete inoltrato al Governo!

Rivolgo ora un accorato appello - dice De Palma - ai colleghi di tutte le sigle sindacali, di tutti i gruppi, di tutti i movimenti ed associazioni: chiamateci, contattateci, fatelo presto! Fatelo già oggi! Scendiamo in piazza tutti, uniti, fianco a fianco, perché qualcuno sta giocando con le nostre vite e quindi dobbiamo essere compatti più che mai contro il “vero nemico”, quello più pericoloso.

Insomma, finora abbiamo cercato il dialogo, il confronto con la politica. Ora promuoveremo la lotta nelle piazze. Siamo pronti a fermare tutto se necessario, siamo pronti allo sciopero nazionale se non avremo alternative. E voi in questo momento, CARI SIGNORI, le alternative non ce le state dando in alcun modo, sbotta De Palma.

 

REGIONE LAZIO

LAVORO

NIENTE PIÙ SCUSE, STABILIZZARE PRECARI ANPAL

 

Non ci sono più scuse: i 654 precari di ANPAL Servizi, molti dei quali vedranno scadere i propri contratti tra breve, vanno stabilizzati tutti e subito. Lo dice una legge dello Stato approvata dal Parlamento nel 2019, lo dice l'evidenza di un Paese allo stremo occupazionale che - lo certificano i dati ISTAT di oggi - ha registrato in questo periodo 900 mila nuovi inattivi, cioè donne e uomini che né hanno un lavoro, né la speranza di trovarlo.
I precari ANPAL, precari anche da 10-15 anni, sono persone formate proprio per contrastare la disoccupazione nel nostro Paese: impegnati in raccordo con le Regioni e i Centri per l'impiego ad orientare e ricollocare chi perde il lavoro, ossia in quelle politiche attive mai così necessarie come oggi.

Fin dal primo momento la Regione Lazio è a fianco dei precari ANPAL, vittime tra l'altro della guida fallimentare affidata al presidente Mimmo Parisi che incredibilmente sta seguendo la crisi occupazionale della sua società dagli Stati Uniti. Ora so attende che il ministro Catalfo riceva le lavoratrici e i lavoratori in presidio davanti alla sede ANPAL, ripristinando così anche una vera democrazia nei rapporti sindacali e soprattutto sbloccando una situazione che non può più trascinarsi oltre.

 

ROMA CAPITALE

Parco archeologico del Colosseo e Municipio I Centro insieme per le famiglie

 

In questo difficile inizio d’estate per molti romani, il Parco archeologico del Colosseo e il Municipio I di Roma hanno ritenuto importante far convergere le proprie singole proposte in un progetto condiviso, nell’interesse della cittadinanza.

Per iniziativa del Servizio Educazione Didattica e Formazione del PArCo in sinergia con l’Assessorato per le Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma, è stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa per accogliere i centri estivi attivati dal Municipio I per il tramite di associazioni e istituti scolastici.

A tal fine e nel rispetto delle norme anti-contagio dettate dalle linee-guida emanate dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia (Presidenza del Consiglio dei Ministri), il PArCo ha individuato al suo interno le aree a giardino più ombreggiate e in prossimità di servizi igienici e fontanelle di acqua potabile, dislocate prevalentemente sul versante orientale del colle Palatino.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì del mese di luglio è prevista la presenza in contemporanea di due gruppi di bambini, per un massimo di circa 60. Il calendario delle presenze, coordinato dal Municipio I, consentirà la programmazione di visite guidate curate dal personale qualificato del PArCO.

La prenotazione potrà essere effettuata solo presso l’Assessorato alla scuola del Municipio I, a questi recapiti: mariaagnese.guazzone@comune.roma.it, 06.69601.274. I bambini potranno partecipare alle attività dalle 8:30 alle 16:30 (l’uscita è libera e potrà essere anticipata).

Il protocollo varrà come accordo “quadro”, entro il quale nei prossimi mesi saranno inserite una serie di ulteriori attività a beneficio di scolari, famiglie e più in generale degli abitanti dei quartieri limitrofi all’area archeologica centrale, di cui i centri estivi rappresentano oggi solo la prima tappa.

Di fatto, il particolare momento attuale ha solo generato un’ulteriore accelerazione al programma di riavvicinamento alla città condotto dal PArCo fin dalla sua istituzione come ente autonomo nel 2017, noto come “Il PArCo fuori dal PArCo”. Tra gli obiettivi strategici figurano per l’appunto il rafforzamento dei legami con tutto il territorio, raggiungere quelle fasce di società considerate “marginali”, per le quali la frequentazione del PArCo può costituire un’occasione importante di integrazione sociale e culturale, recando anche benefici per l’umore e lo stato d’animo e, non da ultimo, la salute dei visitatori.

“In una fase così difficile per il Paese e la città” tiene a sottolineare il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, “il PArCo ha sentito il dovere di tornare a essere per il territorio non solo una risorsa culturale, ma anche e soprattutto un luogo del cuore, dove trovare soddisfazione emotiva e relax anche solo passeggiando o sedendo all’ombra dei giardini, tra questi scorci unici, ricchi di suggestioni. E con l’accordo col Municipio I si vuole aprire un nuovo ciclo di riavvicinamento alla città, nel solco di quanto già intrapreso finora”.

“La firma di questo protocollo è il primo passo di una serie di accordi che vogliamo stipulare con i parchi archeologici e i musei di Roma. È da tempo che si cerca di ragionare su una didattica non solo frontale, di rendere la scuola sempre più al passo con i tempi. Vogliamo contribuire a creare modalità diverse dalla lezione frontale, che possano affiancare i metodi tradizionali ma che possano anche cogliere le sfide che questa pandemia ci ha posto davanti, come la necessità di fruire in modo diverso degli spazi intorno a noi.  A partire dalle strutture museali, dai parchi archeologici, che permettono, in una città come Roma, densa di Storia, che respira arte, di apprendere in modo diverso. Ampliamo fisicamente gli spazi delle scuole, ma anche idealmente, aggiungendo respiro e visione alla scuola del futuro, che può essere fatta di esperienze anche fuori dalle mura scolastiche, fruendo del nostro meraviglioso patrimonio culturale”.

Così in una nota congiunta la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi.

“Stiamo lavorando alacremente per mettere in sicurezza le nostre scuole, ma la ripartenza dei bambini è ora, dai centri estivi: ampliamo gli orizzonti, espandiamo la socialità dei bambini e nutriamola con la cultura”.

Aggiunge l’Assessore alla Scuola del Municipio Roma I Centro, Giovanni Figà Talamanca. 

 

IL RITORNO DEi vitalizi Ai senatori SALVANO LE PENSIONI dei cittadini

 

Molti avranno letto la decisione della Commissione senatoriale che ha annullato la delibera sul taglio dei vitalizi.

Perché questa retromarcia?

Laddove si tagliano retroattivamente i vecchi vitalizi, il successivo passo dovrebbe essere quello di tagliare le pensioni, attualmente percepite dai cittadini.

Chi lo dice?

La Corte Costituzionale, le cui sentenze fanno giurisprudenza .

I tagli non possono essere applicati ad una sola categoria sociale, in questo caso i senatori, ma a tutte le categorie sociali equivalenti, cioè i pensionati.

Nei casi in cui furono decurtate le pensioni ad una sola categoria, la Corte Costituzionale sentenziò che "Se da un lato l'eccezionalità della situazione economica, che lo Stato deve affrontare, è suscettibile di consentire il ricorso a strumenti eccezionali, nel difficile compito di contemperare il soddisfacimento degli interessi finanziari e di garantire i servizi e la protezione di cui tutti cittadini necessitano, dall'altro ciò non può e non deve determinare ancora una volta un'obliterazione dei fondamentali canoni di uguaglianza, sui quali si fonda l'ordinamento costituzionale."

In conclusione, non si possono applicare due pesi e due misure per i vitalizi e le pensioni: se si tagliano i vitalizi, che sono pensioni, analogamente, vanno tagliate le pensioni dei cittadini.

La decisione della Commissione senatoriale ha recepito la giurisprudenza della Corte Costituzionale e ha annullato il taglio ai vitalizi, salvando quello alle pensioni.

Ora, il M5S, la Lega, il Pd e FdI vogliono ricorrere contro la decisione della Commissione senatoriale, per reintrodurre il taglio dei vitalizi, in sostanza vogliono che il taglio sia applicato anche alle pensioni.

Che cosa diranno Di Maio, Salvini, Zingaretti e Meloni ai 16 milioni di pensionati ai quali vogliono ridurre la pensione del 42%?
Pensionati, attenti e svegliatevi!

 

ROMA CAPITALE

MURA AURELIANE

PER SECOLI TESTIMONI STORIA ROMA, ORA INCAPACITA’ DI RAGGI E M5S

 

Le Mura Aureliane rappresentano, forse più di ogni altra cosa, la grave situazione di degrado e abbandono in cui Roma è costretta.

Dopo i numerosi, ripetuti crolli di diverse porzioni delle mura, causati prevalentemente dalle infiltrazioni di acqua piovana  all'interno della struttura e dovuti alla sua mancata manutenzione, questo simbolo della città voluto dall'Imperatore Aureliano alla fine del II secolo a.C. erano state involontario teatro della bravata di alcuni ragazzi che, nell’Aprile del 2018 si erano arrampicati, del tutto indisturbati, sulla cinta muraria a Porta Pinciana, per poi essere riportati a terra dalla polizia, avvertita da alcuni passanti. Anche in quell'occasione, purtroppo, le denunce sui mancati controlli da parte dei cittadini erano cadute nel vuoto.

Nello scorso mese di Febbraio è poi stata la volta di un senzatetto, accampato, si è scoperto allora, da ben cinque anni, sotto un arco, sempre in zona Porta Pinciana.

Ora, dobbiamo assistere all'ennesimo scempio. Una vera e propria tendopoli è sorta lungo il tratto di Mura che va da Via di Porta San Lorenzo e prosegue per Viale Pretoriano e Via di Porta Tiburtina fino a Viale di Porta Labicana.

Degrado, odori nauseabondi, cumuli di rifiuti si sommano alla mancanza di sicurezza denunciata dai cittadini dei Comitati di Quartiere come il Comitato San Lorenzo e il Comitato Mura Aureliane, così come dall'associazione dei commercianti di zona.

In un momento come questo, in cui i romani devono convivere con le norme anti COVID_19, la situazione che si è venuta a creare aumenta, in maniera incontrollabile, il rischio contagio ed è, quindi, ancora più inaccettabile.

La Sindaca Raggi, surrealmente sostenuta e addirittura incoraggiata a ricandidarsi da chi la paragona a Michelangelo o la definisce una sindaca "fantastica", non vuol vedere. Ignora i problemi della città, o forse finge di ignorarli, rassegnata perché cosciente di non essere in grado di affrontarli e risolverli.

I cittadini di Roma non hanno alcuna intenzione di rassegnarci, per questo hanno presentato una nuova interrogazione alla Sindaca, agli Assessori e agli Uffici competenti per intervenire e porre finalmente fine a questa vergogna.

La speranza che i grillini possano fare qualcosa di buono, intervenendo a tutela del bene archeologico, della salute pubblica e della sicurezza dei Romani è vana. Invece, è certezza che la loro avventura stia volgendo al termine.

Saranno i cittadini di Roma, presto, a sancire l'ingloriosa fine politica di chi pensava di avere la bacchetta magica ma ha solo dimostrato inettitudine.

 

ROMA PAITALE

CENTOCELLE

VIOLENZA ALLARMANTE


“L'ostentazione della violenza contro il quartiere di Centocelle ha ormai raggiunto livelli di allarme preoccupanti.

Colpi inferti dalla criminalità organizzata ai tanti luoghi di aggregazione del quartiere. Colpi che sono diventati ordinari, quotidiani e che non possono passare inosservati. C’è bisogno di una risposta forte, coesa.

I fatti delle ultime settimane evidenziano come la criminalità non abbia paura ad ostentare la propria forza, si tratta di una situazione molto grave.

E’  necessaria una vicinanza ai commercianti e alle tante realtà che insistono sul territorio, già duramente colpiti.

Centocelle non è sola e di certo non deve sentirsi abbandonata.

Gli attacchi, prima ad una pizzeria e poi ad un barbiere, sono gli ennesimi atti violenti che si consumano sul territorio. Istituzioni, inquirenti, forze di polizia e cittadini, devono intervenire, presenziare e contrapporci ai repentini e continui attacchi che le realtà criminali continuano a sferrare senza sosta. Adesso,

E’ il momento di dire basta.

 

DIFENDERSI DALL'INQUINAMENTO INDOOR

STRUMENTI CONTRO IL CONTAGIO DA COVID-19 E UTILI ALL'EFFICIENZA ENERGETICA

TAVOLA ROTONDA - Canale Energia sito e profilo Facebook - 1 luglio 2020 ore 11.00

 

L’inquinamento indoor è un elemento centrale per tutelare la salute di una società come la nostra che trascorre gran parte del tempo al chiuso tra casa, lavoro o palestra.

Sulle soluzioni disponibili e l’opportunità di implementazione e progettazione verterà l’incontro del 1° luglio alle 11.00 “Difendersi dall’inquinamento indoor. Strumenti contro il contagio da Covid-19 e utili all’efficienza energetica” visibile sul sito e sul profilo Facebook della testata Canale Energia a cui è possibile iscriversi gratuitamente al seguente link https://www.canaleenergia.com/eventi/difendersi-dallinquinamento-indoor/.

L’evento coordinato dalla testata Canale Energia con la partecipazione di Gruppo Maio, holding impegnata nella gestione integrata del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti che della tutela ambientale ne fa una missione di cultura sociale e di realtà tecnologiche impegnate nel contrasto all’inquinamento indoor come Nuvap, azienda specializzata in monitoraggio la salubrità dell’aria indoor considerando molteplici parametri ambientali, compresi inquinanti chimici e fisici (come formaldeide, elettrosmog e gas radon); Samso società ESCo (Energy Service Company), attiva nella progettazione, realizzazione e finanziamento di interventi di efficienza energetica.

La partecipazione del comparto climatizzazione con Fernando Pettorossi, capogruppo italiano Pompe di calore Assoclima e gli aspetti legati alla salute con Gaetano Settimo, coordinatore del gruppo di studio nazionale Inquinamento indoor dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Passati i primi timori post Covid-19 torna la fiducia nel comparto della climatizzazione, strumento chiave per combattere l’inquinamento indoor. “Dopo due mesi di blocco dell’Italia c’è un calo fisiologico della domanda” spiega a Canale energia Fernando Pettorossi, capogruppo italiano Pompe di calore Assoclima, “ma avvertiamo l’arrivo della ripresa”. Rispetto al timore da Covid-19 “La climatizzazione può giocare un ruolo importante grazie alla funzione di ricambio dell’aria, che prevede l’immissione di aria esterna negli ambienti e l’espulsione dell’aria viziata. L’impianto di raffrescamento o riscaldamento, così agendo, può contribuire a diluire eventuali virus presenti all’interno e ridurre, in un certo senso, l’impatto del contagio” conclude Pettorossi. 

“Tutti i sistemi di aerazione, soprattutto nei nuovi edifici vanno tenuti accesi” rassicura Gaetano Settimo, coordinatore del gruppo di studio nazionale Inquinamento indoor dell’Istituto superiore di sanità (Iss). “È assolutamente necessario però che lo stato di manutenzione ordinario dei filtri sia eseguito” spiega Settimo per evitare altri disturbi respiratori o aumentare l’esposizione all’inquinamento tipico degli spazi chiusi.

La qualità dell’aria degli ambienti può essere molto migliorata e monitorata con strumenti di analisi degli ambienti e un corretto sistema di climatizzazione. Intanto le pompe di calore sono sempre più efficienti e permettono di generare fresco e caldo con poca energia e lavorano bene anche in simbiosi con le rinnovabili. La resa degli impianti è notevolmente cresciuta rispetto a dieci anni fa”. rimarca Pettorossi.

"Il tema dell’inquinamento indoor - ha affermato Guglielmo Maio, Direttore Operativo del Gruppo Maio - rientra nell’ambito di una gestione responsabile del business, cui è sempre più necessario guardare. Come Gruppo abbiamo iniziato da anni un percorso di adesione ai princìpi della responsabilità sociale, in ottica sempre più integrata con i territori e con gli stakeholder, ma anche con il preciso intento di dare un contributo ancora più concreto al miglioramento della cultura delle specifiche comunità di riferimento: clienti, fornitori, interlocutori istituzionali. Abbiamo aderito con grande interesse a questa iniziativa di formazione e informazione proprio perché si inserisce nel solco della nostra visione di costruire un percorso di relazione con il territorio".

"Il controllo della qualità dell'aria è fondamentale sempre perché protegge le persone e le rende meno vulnerabili alle malattie del sistema respiratorio. In questo momento vogliamo portare l'attenzione sull'inquinamento chimico che possiamo noi stessi alimentare" sottolinea Antonella Santoro, Ceo di Nuvap.

La Esco Samso si è messa in gioco proponendo di finanziare gli impianti per le aziende ospedaliere investendo 10 milioni di euro. “Quello che ci spinge in questa iniziativa è quanto ha dimostrato la problematica coronavirus: la trasmissione per via aerea. Nelle terapie intensive oggi gli impianti sono progettati con aria in sovra pressione, ovvero l’aria immessa è di gran lunga superiore all’aria estratta, essendo i pazienti ospedalizzati immunodepressi” spiega Gianpiero Cascone, amministratore delegato di Samso Spa “Una logica che nelle terapie intensive per malati Covid deve essere invertita”.

 

Governo

Il Piano Colao

 

Nell'aprile scorso il Governo ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Vittorio Colao, di redigere proposte per definire una strategia per la ripresa economica dell'Italia.

A giugno, è stato consegnato al governo il Piano Colao, 102 schede di lavoro nelle quali, però, non sono indicati i costi delle misure proposte.

I costi del Piano Colao sono stati calcolati dall'Osservatorio sui Conti Pubblici e stimati in 170 miliardi in 5 anni.

La maggior parte dei costi riguardano 5 interventi: alta velocità e collegamenti con gli aeroporti, assegno unico per i figli, asili nido, transizione energetica, poli turistici, aree marine e portuali.

Il Piano Colao è stato alla base dei lavori degli Stati Generali e, ora si capisce cosa vuol fare il Governo nelle prossime settimane per rilanciare la crescita.

A disposizione i fondi europei, Mes, Sure, Bei, per un totale di 540 miliardi e quelli del Recovery Fund, la cui realizzazione è da definire, per 750 miliardi, parte in prestiti e parte a fondo perduto.

Occorre far presto, perché, finita la fase di tamponamento delle emergenze, in autunno il ciclo economico dovrà riprendere a meno di non cadere in profonda crisi economica e la cosa non ce la possiamo permettere.

Bando alle bufale sul Mes di Salvini, Meloni e alcuni esponenti dei 5 stelle, occorre utilizzare da subito il prestito decennale di 36 miliardi, disponibili, tra l'altro, a interessi zero.

Dopo le parole occorrono i fatti.

 

Coronavirus e “Fase 3”

le nuove misure per fronteggiare l’emergenza

 

Alla scadenza dell’ultimo Dpcm entra in vigore un nuovo Dpcm emanato in attuazione e a seguito del decreto legge “quadro” 33/2020 con disposizioni valide per la cosiddetta “Fase 3” fino al 14 luglio 2020, il DPCM 11 giugno 2020.

Sono confermate le aperture già previste per la "Fase 2" sia riguardo gli esercizi commerciali sia riguardo la mobilità e le varie attività della vita sociale e quotidiana. Tra le novità la ripresa delle competizioni sportive (a porte chiuse o all’aperto ma senza pubblico), la ripresa delle attività nei comprensori sciistici, nelle sale giochi, scommesse e bingo, nei centri benessere, termali, culturali e sociali. Potranno riprendere solo dal 25 giugno, invece, gli sport di contatto (calcetto, basket, pallavolo, pallanuoto, beach volley, pugilato, arti marziali e così via). Nessuna riapertura, almeno fino al 14 luglio, per le discoteche e le sale da ballo. Il tutto, ovviamente, nel rispetto di determinati protocolli di sicurezza.

Per quanto riguarda i viaggi all’estero, confermata la possibilità di muoversi all’interno dell’UE, da e per gli Stati parte dell'accordo di Schengen, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra e Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. Per gli altri Paesi si deve attendere il 30 giugno, salve esigenze particolari.

Rimangono valide le misure igienico-sanitarie di prevenzione raccomandate per tutti (tra cui il distanziamento personale), il divieto di assembramento e le limitazioni alla mobilità in casi particolari.

Si ricorda di tenere in considerazione anche le disposizioni locali fissate dalle Regioni.

 

CORONAVIRUS

IL DISACCORDO PUBBLICO TRA ESPERTI DISORIENTA LA POPOLAZIONE E GENERA PERICOLOSE FAKE NEWS

 

Nelle ultime settimane l’attenzione dei media sull’epidemia di coronavirus si è spostata dai numeri del contagio, sempre meno “sensazionali”, alle svariate dichiarazioni di esperti che disegnano scenari estremi, generando fazioni opposte.

Per alcuni la pandemia è finita ed è tempo di tornare alla vita normale senza troppe preoccupazioni; altri invece, in linea con le raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, ritengono che non bisogna abbassare la guardia perché il virus continua a circolare, in particolare in alcune Regioni.

«In questa fase dell’epidemia – afferma il Presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – ricercatori, medici e scienziati che comunicano al grande pubblico hanno enormi responsabilità: ora che il pericolo non è più tangibile e la grande paura via via svanisce, il rischio di disorientare i cittadini è molto elevato. In particolare, affermazioni sostenute da studi preliminari o esperienze individuali alimentano un senso di falsa sicurezza che facilità comportamenti irresponsabili».

Occorre ricordare che la ricerca su COVID-19 è molto frammentata ed eterogenea: gli studi sono stati condotti in una situazione di emergenza; la disponibilità in poco tempo di moltissimi dati su scala mondiale ha fatto lievitare vertiginosamente il numero di pubblicazioni; la grande attenzione delle riviste scientifiche per il tema ha allentato il rigore dei criteri di valutazione, come dimostrano anche le clamorose ritrattazioni sulle riviste di grande prestigio.

 «Questo scenario – spiega Cartabellotta – ostacola la produzione di revisioni sistematiche, sintesi affidabili per informare pratica clinica e politiche sanitarie: ogni singolo studio, infatti, per quanto ineccepibile, rimane solo una tessera nel puzzle delle conoscenze».

La Fondazione GIMBE, nel ribadire che la scienza convive con l’incertezza e con la continua evoluzione del sapere, riporta una sintesi destinata al grande pubblico sulle attuali ragionevoli (in)certezze della scienza.

Virus

Mutazioni. Le sequenze genetiche depositate nelle banche dati internazionali non dimostrano mutazioni del SARS-CoV-2 associate a diminuzioni di infettività, virulenza o altre caratteristiche epidemiologiche rilevanti per la sanità pubblica. Ovvero, allo stato attuale delle conoscenze il virus non è “meno aggressivo”.

Sensibilità alle elevate temperature. Non esistono robuste evidenze scientifiche sulla sensibilità di SARS-Cov-2 alle elevate temperature ma, come per tutti i virus a trasmissione respiratoria, è realistico presumere una sua ridotta circolazione nella stagione estiva, in ragione del maggior tempo trascorso all’aperto dalle persone oltre che della più rapida evaporazione delle droplets.

Ridotta contagiosità, minore carica virale, adattamento all’ospite. Numerosi studi preliminari condotti in laboratorio non permettono di trarre conclusioni definitive su queste avvincenti ipotesi. In generale, si tratta di studi che, prima di essere ampiamente replicati e validati, dovrebbero essere condivisi solo tra ricercatori, evitando di incendiare il dibattito pubblico.

Distanziamento: insieme alle misure di igiene personale, rimane l’unica strategia di provata efficacia per ridurre la probabilità di contagio. Peraltro va rilevato che la distanza di sicurezza raccomandata in Italia di 1 metro è quella minima efficace.

Mascherine. Le evidenze scientifiche le indicano come efficaci sia nei luoghi pubblici al chiuso, sia all’aperto in tutte le situazioni in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Vaccino. Auspicando il successo della ricerca, ipotizzando procedure di autorizzazione rapide e tenendo conto dei tempi di produzione, il vaccino sarà disponibile su larga scala solo per la stagione influenzale 2021-2022.

Terapie. Le prove di efficacia sui trattamenti di COVID-19 sono frammentate, eterogenee e spesso di qualità metodologica inadeguata. Ad oggi non è possibile raccomandare alcuna terapia specifica sulla base di robuste evidenze scientifiche. Tuttavia sembrano promettenti:

Dexametazone: lo studio RECOVERY – non ancora pubblicato in esteso – sembra aver dimostrato la sua efficacia nel ridurre la mortalità nei pazienti sottoposti a ventilazione e, in misura minore, in quelli che richiedono solo ossigeno.

Remdesevir: nei pazienti con malattia severa riduce i tempi di guarigione; approvato dalla FDA negli USA è ancora in valutazione dell’EMA.

In questo contesto di incertezza scientifica finiscono per prendere il sopravvento dichiarazioni di esperti che, indipendentemente dal loro prestigio professionale, posizione accademica o produzione scientifica, sono potenzialmente esposte al cosiddetto “bias del cappello bianco”. «Ovvero – spiega il Presidente – le opinioni di medici e scienziati possono riflettere inconsapevolmente distorsioni condizionate dai propri ambiti di ricerca o dalla propria esperienza clinica “sul campo”, oppure essere influenzate da interessi in conflitto di varia natura, non necessariamente finanziari».

«In un contesto di limitate evidenze scientifiche – conclude Cartabellotta – le decisioni di sanità pubblica devono essere prese nell’incertezza: durante la fase di convivenza con il virus, questo impone di affidarsi al principio di precauzione. Ecco perché dichiarazioni basate sulla propria esperienza clinica o su risultati di studi preliminari, spesso nemmeno pubblicati, aumentano il disaccordo tra esperti, disorientano la popolazione e rischiano di generare pericolose fake news».

 

INFERMIERI

MOBILITAZIONE A MILANO I PRIMI DI LUGLIO

 

«Entro i primi giorni di luglio, permessi ad autorizzazioni permettendo, i colleghi impegnati contro il Covid-19 nelle regioni più colpite si stanno dando appuntamento nelle strade di Milano. E' arrivato il momento di mostrare alle istituzioni, una per una, le facce degli infermieri che hanno guidato la gente fuori dal guado nei giorni peggiori. Se qualcuno pensava che con i recenti flash mob fosse finita qui si sbagliava di grosso. Quello che è successo in queste giornate esemplari non lo dimenticheremo mai, ed è solo l’inizio della nostra battaglia».

Esordisce così Antonio De Palma, Presidente del Sindacato Nursing Up, nell’annunciare un evento che coinvolgerà tra pochi giorni tutti gli infermieri delle regioni più colpite dall’emergenza pandemia.

Lo vogliono fare tutti gli infermieri accorsi nelle piazze in questi giorni, e che hanno urlato a gran voce lo slogan “Maipiucomeprima”.

Lo chiedono gli infermieri che a Genova, a Torino o a Milano hanno voltato le spalle verso i palazzi del potere, sollevando cartelli con sopra scritto "vogliamo rispetto".

I flash mob lasceranno un solco indelebile nelle menti di chiunque: alla signora anziana che porge un mazzo di fiori commossa e affettuosa come una nonna, al pensionato che applaude da lontano e guarda con occhi di ammirazione. Vorrebbe avvicinarsi e abbracciarci, ma non può. E poi alla giovane mamma che si propone di offrire il caffè a cinquanta infermieri o anche più e che lo fa insistendo, come fosse la nostra migliore amica, la compagna di banco che non vediamo da anni. Tutto questo è accaduto a Genova, Roma, a Rimini, a Torino e poi ancora in Campania, Trentino Alto Adige e Lombardia, dove il Covid-19 ha lasciato il maggior numero di vittime, anche tra gli infermieri. 

Durante i flash mob, durante le pacifiche, ma coraggiose proteste, gli infermieri hanno compreso, ancora una volta, che la società civile è schierata dalla loro parte.

E’ vero, c’è chi ha voltato le spalle, chi ha calpestato le promesse e continua a farlo, senza remore, in tal modo offendendo anche la dignità. I cittadini però non osano mancare di rispetto. Loro, se potessero, li inviterebbero nelle loro case a mangiare con le loro famiglie, come fossimo figli, fratelli, nipoti.

La motivazione: le persone hanno visto negli occhi il dolore, la lealtà, la dignità di chi ha combattuto e continuerà a combattere per loro, mentre gli italiani erano isolati in casa, gli infermieri hanno affrontato il mostro, lo hanno fronteggiato senza paura e taluni si sono ammalati e hanno anche perso la vita.

Forse qualcuno “nelle stanze del potere” ha commesso l’errore di sottovalutare il valore, il significato dei flash mob in un momento particolare come questo. Ai signori della politica si è dimostrato che un messaggio, anche solo da parte di cento di infermieri può arrivare a migliaia e migliaia di chilometri di distanza. E lasciare il segno. Può unire migliaia e migliaia di anime. 

Le legittime rivendicazioni contrattuali, la richiesta di un trattamento economico consono all’impegno profuso sul campo ben prima del Covid (stipendi più bassi d’Europa), e poi ancora il riconoscimento della malattia professionale, l’adeguamento degli organici, l’aggiornamento e la formazione, senza dimenticare i ruoli chiave per l’immediato futuro come quello dell’infermiere di famiglia e ancora l’impegno per fermare sul nascere la violenza e le aggressioni negli ospedali: queste sono solo alcune delle ragioni che spingono gli infermieri a scendere in strada. Peraltro, le richieste coincidono in maniera speculare con l’elenco di richieste che la FNOPI (Federazione Ordini Professioni Infermieristiche) ha indirizzato al Governo pochi giorni fa.

E se le cose continueranno così la situazione non potrà che peggiorare.

Gli infermieri “Armati” di megafoni e striscioni hanno fatto parlare il cuore e i cittadini chiedono rispetto per loro. E sono loro che danno un senso alla nostra vita professionale ed è anche per loro che gli infermieri non smetteremo mai di lottare.

I cartelloni nei flash mob lo dicono chiaramente: “Vogliamo rispetto e lo vogliamo adesso.

 

SANITÀ

REGIONE LAZIO

BONUS OPERATORI SANITARI


La firma tra la Regione Lazio e le rappresentanze sindacali completa l'accordo sul riconoscimento del bonus agli operatori sanitari dell'11 aprile scorso, riconoscendo il grande lavoro, svolto con impegno e sacrificio, la professionalità e la dedizione messe in campo dalle lavoratrici e dai lavoratori della sanità per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.

Tutte le risorse messe in campo dal decreto Cura Italia (24 milioni) verranno utilizzate per premiare gli operatori.

Tutte e tutti riceveranno un bonus minimo di 370 euro per chi ha lavorato almeno 20 giorni tra il 10 marzo e il 31 maggio, che verranno poi graduati dalle caso per caso in ogni azienda in base agli orari, alle turnazioni, all'esposizione al rischio di contagio; i fondi restanti verranno invece destinati ai fondi per la produttività aziendale per essere ripartire saltuariamente durante l’anno.

Tutti gli operatori della sanità hanno dimostrato un'abnegazione ed un impegno straordinari nell'affrontare la pandemia e il riconoscimento di un bonus per tutti coloro è solo un ulteriore tassello della politica di giustizia, equità, riconoscimento e da premiare che la Regione sta perseguendo.
Come dimostrato anche dall'approvazione all'unanimità in Consiglio Regionale della mozione sull'istituzione della “Giornata per i Camici bianchi”, una data simbolica per ricordare il grande lavoro, pagato alle volte con la stessa vita, del personale sanitario tutto.

Bene anche il Tavolo, per ciò che concerne la sanità privata: dopo 14 anni, una sottoscrizione importante quella del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori sanitari del settore privato, nell’ottica di un graduale riequilibrio dei livelli retributivi di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della sanità italiana.

 

Governo

Giustizia

otto anni   per UNa sentenza

 

Otto anni per arrivare a sentenza civile.

E' il risultato di una ricerca della Commissione europea per l'efficienza della Giustizia del Consiglio d'Europa.

In Germania i processi civili durano 2 anni e quattro mesi e in Spagna 2 anni e otto mesi

Per una impresa o un cittadino che si rivolge alla giustizia italiana otto anni per ottenere una sentenza è follia.

Attendere un tale tempo per avere una risposta è uno dei motivi principali per i quali le imprese straniere evitano di investire nel nostro Paese.
Cosa ha fatto questo governo?

Praticamente nulla, perché si è limitato a proporre piccole modifiche al Codice di Procedura Civile (rito processuale).

Per il penale, l'abolizione della prescrizione, così si è mosso in direzione opposta dilatando all'infinito i tempi processuali.

Il documento Colao, base della discussione nella riunione definita "Stati Generali", dedica poco spazio alla giustizia, come se la questione non riguardasse le riforme strutturali che l'Ue chiede per accedere ai fondi comunitari.

Non si capisce perché la performance dei tribunali mostri un così alto grado di differenziazione. Le esperienze di alcuni tribunali dimostrano che, adottando nuovi principi organizzativi, è possibile migliorare anche a parità di altre condizioni di contorno.

Alcuni miti sono da sfatare, quali quelli relativi all'alto grado di litigiosità, alla minore spesa, alla mancanza di risorse umane, alla  questione meridionale e alla maggiore efficienza dei piccoli tribunali.

Nel 2015 fu elaborato un progetto per migliorare la performance dei tribunali, relativamente all'arretrato, ma la situazione è rimasta sostanzialmente immutata.

Quando la giustizia impiega anni per emettere sentenze si trasforma in denegata giustizia. 

Cosa che, sembra, non abbia importanza per l'attuale governo e per il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (M5S).

 

Coronavirus c'è o non c'è?

 

Abbiamo fatto una indagine per sapere cosa ne pensano i cittadini di Roma Capitale.

La maggior parte ritiene che il virus circoli ancora e che è bene adottare le misure fin qua messe in atto: mascherina e distanza fisica (non distanziamento sociale).

L’informazione, che in questi mesi è arrivata, non è stata proprio lineare tanto da lasciar spazio alla teoria di un complotto favorito da questo e quello Stato, da questa o quella industria farmaceutica.

Gli avvisi  istituzionali sono stati il massimo della frammentazione: hanno dichiarato il presidente del Consiglio, il ministro della Salute, i presidenti di Regione, gli assessori regionali, i Sindaci, l'Istituto Superiore di Sanità, la Protezione Civile, il Commissario ad hoc, gli esponenti nazionali dei partiti e così via.

Aggiungiamo anche quella degli esperti, virologi e microbiologi.

Un diluvio di notizie che hanno sconcertato gli italiani le cui basi scientifiche lasciano ancora a desiderare.

E' mancata, nel diluvio delle notizie, una premessa fondamentale: la medicina non è una scienza esatta.

Si applica il metodo scientifico che porta alla conoscenza della realtà: si raccolgono i dati, si elaborano ipotesi e si fanno verifiche.

E’ il caso del Coronavirus, si sono adottate misure precauzionali.

Oggi siamo nella fase delle ipotesi sulla persistenza della diffusione virale. Le opinioni degli scienziati rimangono tali e sarebbe opportuno premettere, ad ogni dichiarazioni, che si sta esprimendo un punto di vista, ancora non vagliato dal metodo scientifico.

Si eviterebbe, in questo modo, l'allarmismo da una parte e la tranquillità dall'altra.

 

APRITI, SCUOLA!

 

Associazioni, comitati di genitori, insegnanti e bambine e bambini si sono riuniti in tutta Roma nelle piazze, nei parchi e ovviamente davanti alle scuole rimaste chiuse a seguito dell’emergenza coronavirus e del lockdown.

Chiusure che hanno comportato una riorganizzazione, un riadattamento del modello educativo, del modo di fare scuola risultato del tutto insufficiente.

La forbice della povertà educativa si è allargata e i dati e le conseguenze che la pandemia ha provocato, sono allarmanti: 8,4 i milioni di studenti che dal 5 marzo hanno smesso di andare a scuola, molti di loro non disponevano dei mezzi e degli strumenti tecnologici per continuare lo studio.

Mediamente ogni classe ha perso 3 alunni della scuola secondaria di secondo grado e due della prima, dati che vanno ad accrescere le disuguaglianze.

Per non parlare del colpo ricevuto a seguito della quarantena da quel coacervo di relazioni, scambi, rapporti in presenza che sono il sale della formazione per bambini e adolescenti.

Il grido “Apriti scuola!” è allora necessario e deve essere ben scandito ma soprattutto ben ascoltato.

Si chiede la certezza di una riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza, a settembre, e il ripensamento di un insegnamento capace di tracciare un modello e un disegno nuovo.

Una scuola più aperta, inclusiva capace di dialogare con i territori e con gli spazi di cui dobbiamo man mano riappropriarci, con le dovute distanze, con le dovute precauzioni, ma in grado di mettere finalmente, bambine e bambini, ragazze e ragazzi al centro.

 

GRANDINE SUL VIGNETO VENETO, MA ANDRÀ BENE

 

La grandine ha colpito pesantemente alcune aree del Veneto. Dal veronese al trevigiano fino ai Colli padovani e, a macchia di leopardo, diverse altre zone, chicchi di ghiaccio in alcuni casi grandi quanto noci hanno falcidiato vigneti, mais, frumento, orticole e così via. Ora si stanno quantificando i danni e senz’altro, per quanto riguarda il settore vitivinicolo, ne sapremo di più giovedì 11 giugno (ore 10:00) in occasione del 1° Focus del Trittico di Veneto Agricoltura dedicato proprio allo stato del vigneto e alle primissime indicazioni di produzione per il 2020. L’ormai “storica” iniziativa, promossa d’intesa con la Regione, ARPAV, CREA-VIT e Università di Padova, a causa delle restrizioni dovute al Coronavirus si svolgerà quest’anno online sulla piattaforma Zoom (https://venetoagricoltura-org.zoom.us/j/98598297231).

Tornando alla grandine, tra le zone più colpite si segnalano, a partire da Ovest: la preziosa Valpolicella (Comuni di Marano e San Pietro in Cariano); Marostica e Thiene nel vicentino; i Comuni di Bovolenta, Maserà, Albignasego, Abano Terme, Montegrotto Terme nel padovano; nel trevigiano la zona di Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Gaiarine e Codognè (Tv), dove alcuni vigneti hanno subito danni ingentissimi (80-90%).

La grandine ha dunque “disturbato” un andamento vegetativo del vigneto che, al momento, fa comunque ben sperare. Le indicazioni che giungono dalle diverse aree viticole regionali segnalano infatti uno stato sanitario nelle vigne sostanzialmente buono. Anche l’aspetto quantitativo della prossima vendemmia si annuncia interessante (medio-alta) con una raccolta delle uve prevista anticipata rispetto agli ultimi anni, in particolare rispetto al 2019.

Il vigneto veneto, nonostante le interferenze meteorologiche, mostra complessivamente di essere in buona salute, la vegetazione si presenta quasi ovunque sana e non si evidenziano grossi problemi di Peronospora. Qualche preoccupazione arriva dal fronte della Flavescenza dorata e soprattutto della Virosi del Pinot Grigio.

 

IONONTIABBANDONO

 

La campagna anti-abbandono 2020 di LNDC Animal Protection è il proseguimento naturale di un’iniziativa lanciata dall’associazione durante il lockdown: un contest con l’hashtag #iorestoacasaconchiamo, dedicato ai cittadini a 2 e 4 zampe che potevano partecipare mandando un selfie in compagnia del loro animale spiegando cosa rendeva il loro legame indissolubile. L’iniziativa ha avuto un grandissimo successo, sono arrivate centinaia di foto che ritraevano grandi e piccini con i loro amici non umani: cani, gatti, uccellini e anche un asinello, a dimostrazione che tutti gli animali sono importanti e capaci di darci affetto.

La foto che ha ottenuto più like e reazioni è quella di Sam, una cagnolona nata cieca che – come ha spiegato Alessandra, la sua compagna di vita umana – “è nata cieca ma a noi ha insegnato a vedere le più piccole gioie della vita”. Sam oltre ad essere la testimonial di questa nuova campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei nostri amici a 4 zampe,  ha ricevuto una fornitura di cibo da Prolife, azienda italiana produttrice di alimenti per cani e gatti di alta qualità e cruelty-free che ha deciso di supportare l’attività dell’associazione condividendone la mission e i valori. E dunque, chiunque acquisti un sacco di crocchette Prolife con l’adesivo ionontiabbandono potrà sostenere la lotta contro l’abbandono degli animali e le azioni di LNDC a tutela dei loro diritti.

Il randagismo è una piaga che ancora oggi non conosce sosta. Un fenomeno di cui è impossibile avere contezza in maniera precisa ma bastano già i dati che arrivano dal Ministero della Salute a dare un’idea delle proporzioni mastodontiche di questo problema. Nel 2019, nei canili sanitari di tutta Italia sono entrati quasi 90mila cani. I gatti senza famiglia sono invece circa 2.700.000. Purtroppo, per quanto già esorbitanti, questi numeri non rappresentano comunque il fenomeno nella sua interezza, perché andrebbero aggiunti tutti quegli animali che nelle strutture sanitarie non ci sono mai arrivati essendo morti sulla strada dopo essere stati abbandonati.

“Maggiori controlli sulla corretta iscrizione all’anagrafe canina, adozione responsabile e sterilizzazioni. Queste sono le principali armi per contrastare abbandono e conseguente randagismo”, ricorda Piera Rosati – Presidente nazionale LNDC. “I volontari LNDC lavorano assiduamente sul territorio per fare sensibilizzazione e fanno rigorosi controlli pre e post affido quando danno un animale in adozione, ma si può e si deve fare di più, soprattutto da parte delle istituzioni. Abbandonare un animale è un gesto crudele e insensibile per l’animale stesso ma anche irresponsabile nei confronti della società, dato che finirà in una struttura a carico della comunità o dei volontari. Chi abbandona rovina la vita a un compagno fedele e danneggia tutta la società. Quindi, se assistete a questo crimine dovete immediatamente contattare le Forze dell’Ordine che sono tenuti per legge a intervenire”. 

 

dopo il 3 giugno

cosa non si potrà fare

 

La 'Fase 3' delle misure anti-pandemia non è certo 'tana libera tutti' e permangono divieti da rispettare, comunque via l’ autocertificazione, ma non le mascherine o l'obbligo di consumare ai tavoli entro una certa ora.

Di seguito, ecco cosa non si potrà fare anche dopo il via libera della circolazione tra le regioni:

MASCHERINE

Non ci si potrà togliere la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto.

NIENTE BACI E ABBRACCI

La Fase 3 non prevede allentamenti per quanto riguarda i contatti fisici: restano le norme previste dal Dpcm in vigore: obbligo del distanziamento fisico a un metro.

QUARANTENA RESTA OBBLIGATORIA

Non può uscire di casa chi ha una infezione respiratoria con febbre superiore ai 37,5 gradi.

MOVIDA

Niente assembramenti che restano vietati su tutto il territorio nazionale. 

CONSUMAZIONI

Sorvegliati speciali i luoghi delle città più frequentati per la presenza di bar e ristoranti e obbligo di consumare ai tavoli entro una certa ora.

CENTRI ESTIVI

I centri estivi per i minori potranno ripartire dal 15 giugno.

SPETTACOLI 

Riapertura dal 15 giugno per cinema e teatri  mantenendo però il rispetto della distanza di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1.000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Spostamenti tra regioni e all'estero

Dal 3 giugno è consentito di nuovo spostarsi tra Regioni diverse per qualsiasi motivo.

Si sottolinea tuttavia che gli spostamenti interregionali potranno essere limitati, solo con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o ordinanze del Ministro della salute, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

Per quanto riguarda i viaggi all'estero, dal 3 giugno sono consentiti gli spostamenti da e per: Stati membri dell'Unione europea; Stati che fanno parte dell'accordo di Schengen.

Gli Stati, non Ue, che aderiscono all'accordo sono: Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord; Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Dal 3 giugno, inoltre, "le persone che entrano o rientrano in Italia da questi Paesi", stando alle indicazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio, "non saranno più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all'ingresso in Italia".

Dal 3 al 15 giugno "agli spostamenti da e per Stati diversi rispetto a quelli sopra elencati continuano ad applicarsi le stesse regole che fino al 2 giugno valgono per tutti gli spostamenti da e per l'estero".

 

IMU

Pagamento acconto entro il 16 giugno

I COMUNI DECIDONO eventuali proroghe

 

La prima rata dell’IMU 2020 in scadenza il 16 giugno 2020 non è stata coinvolta, per proroghe o altro, da alcuna norma nazionale, ad eccezione di quella dovuta dalle imprese del settore turistico che addirittura è stata annullata dal decreto "rilancio" all'art.177.

Tutti gli altri soggetti, quindi, privati negozi ed imprese, sono tenuti al pagamento nelle modalità previste dalla legge che per il 2020 prevede che sia dovuto, per l'acconto, la metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019.

Una proroga potrebbe essere disposta dal Comune dove si trova l’immobile oggetto dell’imposta.

Il Comune, però, ha facoltà di agire sulle scadenze dei propri tributi in situazioni particolari come quella in cui ci troviamo. 

L’IFEL, la Fondazione istituita dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), ha predisposto uno schema di delibera con la quale i Comuni possono prevedere un differimento del versamento dell’acconto IMU non generalizzato, ma mirato ai soggetti che hanno risentito degli effetti negativi dell'emergenza epidemiologica da virus COVID-19.

La data ipotizzata per il rinvio è il 30 settembre senza aggravio di sanzioni né interessi.

Quindi, occhi puntati sui Comuni, sui loro siti internet e sulle informazioni diffuse localmente. 

 

Di Maio e il Recovery Fund per ridurre le tasse

 

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dopo le decisioni della Commissione europea sul Recovery Fund (Next Generation EU), ha dichiarato che il Fondo dovrà servire a ridurre le tasse.

Chi non vorrebbe una riduzione delle tasse? Imprese e contribuenti sarebbero felici di veder alleggerire i propri beni da una tassazione che ha raggiunto livelli considerevoli, a fronte di servizi pubblici insufficienti.

E' probabile che il ministro Di Maio non abbia letto i documenti europei, né abbia sentito il discorso della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha contribuito ad eleggere, perché di riduzione delle tasse con il Recovery Fund non se ne parla.

Il Fondo, del quale l'Italia è il primo beneficiario, è destinato a investimenti e riforme.

Soldi da distribuire a pioggia e per fine elettorali non ce ne sono.

E’ bene che il ministro Di Maio se ne faccia una ragione e non annunci decisioni, tra l'altro inapplicabili, prima che il Governo abbia elaborato una proposta da presentare in sede comunitaria.

Nel frattempo è bene, per gli italiani, che il Governo si concentri sulle iniziative per far riprendere l'economia, utilizzando gli strumenti finanziari che ha già a disposizione, quali il Mes, lo Sure e i finanziamenti della Bei.

 

Europa solidale

 

82 miliardi da ricevere a fondo perduto, cioè senza obbligo di restituzione, 91 miliardi di prestiti a lunga scadenza e basso tasso di interesse, per un totale di 173 miliardi. L'Italia è il primo Paese beneficiario degli interventi comunitari.

E' quanto previsto dal Recovery Fund presentato dalla Commissione europea. Ora ci saranno i passaggi successivi al Consiglio europeo, ai Parlamenti nazionali e, di nuovo, in sede europea.

Da non dimenticare i 220 miliardi per l'acquisto dei titoli stabiliti dalla BCE.

Ulteriore interventi per l'Italia, già disponibili, sono quelli del Mes, per 36 miliardi, dello Sure per 20 miliardi e della Bei fino a 100 miliardi.

Il complesso delle proposte della Commissione europea ammontano 2.390 miliardi: 1.100 miliardi del prossimo bilancio pluriennale, 240 miliardi per il Mes, 200 miliardi dalla Bei per le PMI, 100 miliardi per la cassa integrazione e 750 miliardi della BCE.

A questa Europa solidale si contrappongono le bufale dei no-euro, dei minibot e di inesistenti fondi monetari internazionali.

 

FATTI DELLA VITA

Bonus Covid

 

Catalfo e Gualtieri rassicurano gli iscritti alle Casse professionali.

«Il ministero del Lavoro, insieme al Mef, sta predisponendo il decreto attuativo per mettere in condizione le Casse di erogare i 600 euro nei prossimi giorni e la rata successiva di mille euro», ha detto il titolare dell'Economia in audizione in Parlamento.

Catalfo: «Il bonus per i professionisti iscritti alle Casse di previdenza privata che l'hanno già percepito a marzo verrà erogato anche per i mesi di aprile e maggio».

 

PANDEMIA E TURISNO

 

Sono agenzie di viaggio e turismo le imprese che esercitano attività di produzione, organizzazione di viaggi e soggiorno, intermediazione nei predetti servizi o anche entrambe le attività, ivi compresi i compiti di assistenza e accoglienza ai turisti.

I titolari di queste imprese sono scesi in piazza in diverse città d’Italia ed hanno manifestato inneggiando il cartello “Noi siamo il Turismo”.

Causa la pandemia l’utente di viaggi e, o turismo, non avendo potuto usufruire del servizio, per disposizione di legge, è stato costretto ad accettare un voucher di rimborso da utilizzare entro un anno e non i soldi.

Qui, si è modificata la normativa italiana e si è violata quella europea. Certamente, salvo modifiche, la Commissione Ue aprirà una procedura d’infrazione.

Resta il fatto, nel frattempo, che l’utente di viaggi e turismo, ha anticipato soldi per un servizio che non è stato reso e che si è trasformato in un prestito senza interessi, soggetto a svalutazione di mercato, inoltre la scelta di fare del turismo è legata a tanti fattori individuali, sociali ed economici che, con i tempi di crisi che corrono, possono presentarsi “irrepetibili”.

Abbiamo, quindi, gli operatori di viaggi e turismo che, oltre ai soldi che il Governo ha stanziato per loro, come tutti gli altri, hanno anche il prestito obbligato dei loro clienti.

Il sistema più logico, per concludere con dignità e rispetto alla normativa italiana e comunitaria, che gli operatori turistici restituiscano di loro iniziativa i soldi oppure sia l’utente a decidere, presentando domanda, se il rimborso lo vuole in denaro o con voucher.

 

ROMA CAPITALE

LA CICLABILE EUR-TORRINO

DISAGI PER CITTADINI

 

Ben vengano le ciclabili, ma a patto che siano realizzate con tutti i criteri del caso. Peccato, però, che anche quanto auspicabile, diventi impossibile nell’era Raggi. L’ennesima riprova arriva dalla pista Eur-Torrino, presentata su facebook dalla stessa Sindaca.

Il tratto, che va da piazza Cina a Viale Egeo, è stato infatti realizzato su di un manto stradale sconnesso e dissestato e a una distanza infinitamente ridotta dalla carreggiata stradale su cui transitano, spesso e a velocità elevata, molti mezzi sia privati che pubblici.

E questo è niente: sono tantissime, infatti, le insidie che la pista nasconde e che mette seriamente a repentaglio la sicurezza di quanti la percorrono. Tra tombini mal messi, dossi continui, erbacce incolte, radici che sollevano la pavimentazione stradale e diversi passi carrabili che la attraversano diventa davvero un’impresa riuscire a effettuare il percorso senza rischiare la propria incolumità. Lungo i quasi quattro chilometri di ciclabile c’è addirittura, senza che venga ovviamente segnalata, una fermata dell’autobus, mentre, in alcuni tratti della stessa, svariati posteggi per le auto affiancano l’area che dovrebbe di solo utilizzo della due ruote.

Tantissime le segnalazioni di cittadini preoccupati, che lamentano le infinite criticità della struttura. Viene evidenziato che il problema non è rappresentato solo dalla assenza di segnaletica stradale o dalle tanto ingegnose quanto pericolose modalità con le quali è stata realizzata la ciclabile. E non possiamo che confermarlo dopo il sopralluogo.

Riteniamo doveroso denunciare la pericolosità di questa ciclabile, utile non solo ai ciclisti, ma anche ai podisti, e ci auguriamo che, chi di dovere, venga sul posto per rendersi conto seriamente delle sue infinite carenze.

Roma ha bisogno di piano serio di mobilità sostenibile. E’ arrivato il momento di smetterla con gli spot e fare sul serio.

 

CORONAVIRUS E CENTRI STORICI

 

In questi giorni, camminare per le strade del centro di Roma, di Firenze o di qualsiasi altra città d’Italia, è una preoccupazione per la continua fila di negozi, bar, ristoranti chiusi ed ascoltare lavoratori di qualsiasi categoria lamentarsi e, al momento, interessati ai sussidi dello Stato.

I residenti sono scomparsi, meglio dire sono scappati dal centro e si sono trasferiti nelle periferie oppure nelle cittadine limitrofe, stringendo rapporti e sviluppando appartenenza in altra zona.

Quindi, residenti in questa sorta di deserto, solo i turisti, pezzo forte dell’economia, ma, al momento, molto pochi.

Così il centro storico si è modificato per utenza e consumatori.

Ora, le amministrazioni devono ripensare (velocemente) la città, dove il centro storico deve presentare socialità e comunità, rapporti con gli altri nella complessa globalità della vita.

Vita in cui ci sono case per vivere, ristoranti e bar e negozi per consumi di qualità senza farsi spennare, uffici sotto casa. Insomma, anche se i residenti oggi hanno acquisito e sviluppato la loro socialità intorno alle loro abitazioni, lontane dal centro storico, quest’ultimo potrebbe diventare una sorta di centro di un nuovo centro, dove non ci si senta estranei e mal tollerati. Ma luogo dove gli imprenditori e i lavoratori hanno investito per turismo, che c’è poco, mentre ci sono residenti che vanno attratti.

 

ROMA CAPITALE

I CITTADINI ATTENDONO I BONUS AFFITTI

 

Ancora una volta dal Campidoglio, anziché guardare alla realtà e lavorare per dare risposte ai romani ed alle romane che da tempo attendono segnali da parte dell’amministrazione Raggi, proseguono le discussioni al solo fine di non riconoscere la responsabilità dei ritardi nella gestione dei bonus affitti.

La X Commissione del Consiglio regionale del Lazio, a cui ieri hanno partecipato l’assessore regionale Massimiliano Valeriani e l’assessora comunale Valentina Vivarelli, ha portato alla luce un dato di fatto: è stata data la possibilità ai Comuni di trasferire direttamente alla Regione Lazio i dati sul fabbisogno, Roma Capitale - assieme ad altri 61 Comuni del Lazio - non ha usufruito di questa possibilità. Nonostante ciò la Regione Lazio è intervenuta a sostegno della Capitale trasferendo, senza attendere la pubblicazione dell’avviso, 12 milioni di euro e rinviando ad una fase successiva i controlli; un ulteriore fondo di 13 milioni è stato stanziato dall’amministrazione regionale per coprire le richieste dei Comuni e per evitare che i romani fossero penalizzati dal riparto.

Le 49.000 richieste per i bonus affitti palesano a Roma una situazione drammatica che implica, per prima cosa, velocità da parte delle istituzioni. C’è un pezzo della Città - assieme a quelle realtà del Terzo settore che in questi mesi hanno sostanzialmente sostituito il Comune di Roma - che da settimane chiede l’intervento del Campidoglio, ma ad oggi non sono ancora chiari i meccanismi per erogare i fondi. Le povertà e le disuguaglianze aumentano, l’amministrazione capitolina deve fare di più prima che si arrivi al punto di non ritorno.

 

Governo

Btp Italia e Mes

 

Un grande successo la vendita dei Btp Italia quinquennali: 22 miliardi del titolo collocati.

Quando sia stato appropriato per il risparmiatore, si è già scritto, ma ora interessa capire quanto sarà oneroso ai fini del debito pubblico.
"Il Btp Italia è interamente dedicato a finanziare le spese dei recenti provvedimenti del Governo a supporto del sistema sanitario, per la salvaguardia del lavoro e a sostegno dell'economia nazionale.".

Così la dichiarazione del Governo.

Quindi i 22 miliardi non andranno solo per l'emergenza Coronavirus, così come è stato mediaticamente presentato, ma anche per il lavoro e più in generale a

sostegno dell'economia del nostro Paese.

Vasto programma.

Il Btp Italia stacca una cedola, cioè un interesse dell'1,4%, più il valore dell'inflazione e un bonus dello 0,80% per chi mantiene il titolo per 5 anni.
Si analizzi la convenienza, per le casse pubbliche, confrontando il BtP Italia con il Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità.
Su 22 miliardi, ricavati dalla vendita del Btp Italia, lo Stato pagherà un interesse dell'1,4% (tralasciamo per comodità l'inflazione e il bonus), cioè 308 milioni di euro.

Il Mes, che è una linea di credito finalizzata esclusivamente all'emergenza sanitaria, prevede lo 0,1% di interesse che, calcolato su 22 miliardi, fa 22 milioni.
Insomma, il debito pubblico con il Btp Italia aumenterà di 308 milioni, mentre con il Mes di soli 22 milioni.

E c'è qualcuno che ancora mette in dubbio l'utilità del Mes!

Dovremmo fornire al M5S, alla Lega e a FdI un pallottoliere e fare una domanda: meglio avere un debito aggiuntivo di 308 milioni o di 22 milioni?

Come diceva il maestro Manzi, non è mai troppo tardi per imparare.

 

Governo

Decreto Rilancio o Decreto Aiuti


A, prima vista, più che un "Rilancio", si tratta di un  "Aiuto o Aiuti" e, visti i risultati del decreto "Cura Italia", si nutre più di una perplessità.

Da quello che si legge, occorre capire come si fa a produrre ricchezza e non sembra che ci siano molti spazi di manovra.

Tra l'altro: tre miliardi per l'Alitalia, che è un pozzo di San Patrizio, che continuerà a ingurgitare denaro senza produrre attivi, rappresentando solo l'8% del traffico aereo da e per l'Italia.

Fiducia negli interventi europei: Mes, Sure e Bei, e più in là il Recovery Fund. Essi dovrebbero consentire, da giugno prossimo, interventi tali da avviare positivamente i successivi trimestri.

Il Mes, con la linea di credito di 36 miliardi per la sanità, potrebbe consentire di trasferire risorse nazionali dal settore sanitario a quello produttivo, lo Sure consentirebbe di alleviare gli interventi nazionali per la cassa integrazione trasferendoli ad altri settori.

Ci sono, poi, gli interventi della Bei relativi a finanziamenti per interventi nei trasporti, nelle telecomunicazioni, nella ricerca, per l'ambiente e per l'istruzione.
Il pacchetto è dotato di 500 miliardi di euro.

Da utilizzare prima possibile.

 

Mes

quota capitale e linea di credito

 

Il Mes, Meccanismo Europeo di Stabilità, vede la partecipazione dei Paesi dell'eurozona con una quota capitale. L'Italia partecipa con 14 miliardi.

Ora, chi ricopre cariche di governo oppure siede in parlamento o in senato o alla comunità europea, dovrebbe conoscere cosa sia una quota capitale ed una linea di credito.

Essere proprietario di una società finanziaria, con una propria quota azionaria, nulla ha a che vedere con una richiesta di accedere a un credito.

La quota azionaria non va a scomputo del prestito.

Corre voce che, della linea di credito di 36 miliardi, della quale potremmo usufruire, per le spese sanitarie relative al Coronavirus, 14 miliardi sono dell'Italia.

E passa la notizia che non saranno 36 i miliardi del Mes, ma 22, cioè 36 meno 14.

Il che non è vero e la notizia è falsa.

E’ giustificabile lo sbaglio di ragionamento e di calcolo da chi non tratta questioni di finanza, ma dovrebbe fare parte del proprio manuale tecnico di economia per coloro che si candidano a governare l'Italia o l'Unione Europea.

Ecco che i parlamentari, nazionali o europei, prima di candidarsi, è bene che superassero un esame tecnico pratico di economia.

 

Governo

Bellanova e le lacrime


Il "Decreto Rilancio", prevede la sanatoria degli immigrati irregolari e fa emergere il lavoro nero. Inoltre, il provvedimento riguarda anche gli italiani.

A proporlo il ministro all'agricoltura, signora Teresa Bellanova, che nel presentarlo ha avuto attimi di commozione.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni criticano, ma non ricordano che nel 2002, Governo Berlusconi (FI, Lega, An) e nel 2009, sempre con il Governo Berlusconi (PdL, Lega e Meloni ministro) approvarono leggi per la sanatoria degli immigrati.

In definitiva, la sanatoria andava fatta, quando al governo c’erano Lega, FI e AN, ora, che sono all’opposizione, non va bene.

Conclusioni: furbescamente smemorati.

E Salvini e Meloni criticano anche quando il ministro, signora Bellanova, si è commossa ed ha pianto.

Giova ricordare che la signora Bellanova ha abbandonato gli studi dopo la licenza di scuola media per andare a lavorare nei campi. Poi, è entrata nelle organizzazioni sindacali dei braccianti e si è impegnata contro la piaga del caporalato.

Oggi, dopo aver combattuto nel nostro Paese ed aver vissuto sulla sua pelle il dramma dei lavoratori agricoli sfruttati, ha raggiunto gli obiettivi che si era posta.

Logica, quindi, la commozione e il pianto che racchiudono il premio alla fatica e alla lotta.

 

Assemblea Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani

 

In modalità on line, si è svolta l’Assemblea Nazionale dei Liberaldemocratici Italiani che ha provveduto a delineare e rilanciare la propria proposta politica,

Nel Paese manca da troppo tempo un’adeguata rappresentanza politica del mondo liberale, così i Liberaldemocratici Italiani hanno ritenuto di dar vita a un partito in cui far convergere i valori comuni della plurisecolare tradizione dell’Occidente democratico e dell’Europa liberale e un partito che si schiera senza “se” e senza “ma” nell’area moderata.

Ciro Giovanni Palmieri, del Comitato dei Garanti, ha altresì dichiarato: “Punto qualificante del nostro impegno di liberaldemocratici è far sì che la gente guardi alla politica con fiducia trovando risposta adeguata al disagio e ai problemi nei quali è da tempo costretta a vivere. Ne segue che, da parte nostra, si guarda alla grande area moderata, al di sopra degli steccati, spesso artificiosi e sempre rancorosi, della divisione politica, perché siamo convinti che nella misura in cui saremo capaci di accogliere e dare spessore e indirizzo politico alla domanda degli elettori e dei simpatizzanti, il nostro partito potrà essere di riferimento, di raccordo e di utile servizio all’intera nostra società”.

 

PER LA SICILIA ESISTE SOLO L’ESERCITO

può anche fare a meno di Aeronautica e Marina

 

Provoca stupore l’affermazione dell’Assessore Falcone della Regione Sicilia, che sostiene solo l’Esercito, tra le Forze Armate, concorre all'Ordine Pubblico o interviene nell'ambito delle emergenze per le calamità naturali.

il Segretario Generale del Sindacato Aeronautico (SIAM), Paolo Melis, afferma che tale dichiarazione è al solo scopo di giustificare l’estensione esclusivamente all'Esercito della possibilità di viaggiare gratis sui mezzi pubblici della A.S.T

All’esponente del Governo Mususmeci, vanno ricordate  le attività di Soccorso Aereo fornita dall’Aeronautica Militare per le ricerca di dispersi in mare, le campagne antincendio, l’assistenza al volo necessaria a  tutti i velivoli che percorrono i cieli della Regione, compresi quelli dell’Esercito. Inoltre, ogni volta che prende un aereo, a scorgere meglio il personale dell’Aeronautica impegnato nel presidio degli aeroporti siciliani.

Si potrebbe continuare con questa elencazione per molto, ma ciò che colpisce è l’approccio superficiale al problema da parte dell’Assessore e per questo si è scritto al Presidente.

Comunque, le Forze Armate sono state ferite dal mancato riconoscimento dell’impegno e del lavoro svolto da tanti uomini e donne che indossano le stellette, per la difesa di quelle Libere Istituzioni delle quali anche la Regione Siciliana è parte.

 

CORONAVIRUS

PREVENIRE NUOVI CONTAGGI

 

Con la speranza che questa difficile situazione si risolva il prima possibile e per la tutela della vita umana, è bene una riapertura delle attività graduale

Questo il parere di una grande parte di cittadini di Roma Capitale.

Quindi, le regole, già emanate dal Ministero dell’Interno è giusto che vengano osservata. A riguardo: il mantenimento della distanza di sicurezza, utilizzare la mascherina e guanti usa e getta, evitare strette di mano e abbracci, regolare gli accessi e le uscite dai locali e sanificarli, non usare i bagni dei locali, non consumare cibo dentro i luoghi, sottrarsi agli assembramenti.

 

CORONAVIRUS

libertà ed economia

Non è cosa facile conciliare le libertà fondamentali, le necessità economiche e la salute.

Una nazione tutelata dal punto di vista sanitario può morire economicamente e questo è un problema che deve affrontare chi governa.
Occorre una sintesi che è propria della Politica.
E' stato fatto in Italia? Non sembra.
L'incapacità di dare risposte razionali è diffusa.

In Europa il problema sanitario è stato sottovalutato fin dall'inizio:

In Italia sono stati predisposti piani sanitari ma subito secretati per non creare allarme sociale, nel Regno Unito si è avanzata la tesi darwiniana del più debole che soccombe per l'infezione e del più forte che sopravvive, in Francia si sorrideva dell'allarme, in Germania si è affrontata la situazione con maggiore razionalità grazie alla capacità organizzativa e alla disciplina dei cittadini.
Ognuno guarda la convenienza: chi ritiene il problema sanitario prevalente, chi ritiene che gli interessi economici debbano prevalere e chi strilla all'attentato alle libertà fondamentali.

E' un problema che coinvolge chi dirige il Paese e dei cittadini che la esprimono.

La domanda, allora, usciremo da questa emergenza?

Si, ma solo quando saremo vaccinati, nel frattempo dobbiamo imparare a convivere con il virus e limitare, al massimo, i danni.
Dovere del governo, senato e parlamento che dovrebbero fare tesoro dell’esperienza che suggerisce che i problemi vanno risolti congiuntamente che nel chiudersi nel proprio orticello.

L’Italia non avrebbe avuto il problema coronavirus con gli annessi e connessi, se l’Europa si fosse mossa all’unisono.

Ecco che sorge la domanda: questa esperienza tragica e drammatica servirà a qualcosa?.

ROMA CAPITALE

MENSE SCOLASTICHE

2000 TRA CUOCHE E ADDETTE RISCHIANO LICENZIAMENTO

 

Il 31 luglio prossimo scadrà il bando di gara relativo alla refezione scolastica.

Difficile dire se saranno garantiti, oltre alla continuità del servizio, i livelli occupazionali e reddituali delle 2000 lavoratrici circa, tra cuoche e addette, che vi operavano fino a prima del lockdown.

Per questo è stata chiesta, con la massima urgenza, la convocazione della commissione Trasparenza, per accendere un faro sulla questione.

Questi lavoratori sono al limite della sopravvivenza. Alcune ditte per le quali lavorano gli hanno anticipato il pagamento di ferie e permessi, ma si tratta davvero di importi irrisori.

Essendo state assorbite dalle aziende subentrate, nel gennaio scorso, con il cambio di appalto hanno maturato, purtroppo, spettanze minime. La maggior parte di loro, poi, hanno un contratto che prevede un numero ridotto di ore di lavoro da svolgersi in un lasso di tempo limitato. E quel contratto è anche in scadenza a breve: 30 giugno o 31 luglio a seconda che siano impiegate nelle scuole materne o nei nidi.

Il decreto del governo, poi, ha contribuito a pasticciare una situazione già di per sé difficile. Alcune di queste lavoratrici, infatti, sono ancora in attesa di percepire il fondo di integrazione salariale, un istituto che non prevede maturazione di ratei di tredicesima e quattordicesima e che, quindi, nel tempo non gli ha neanche potuto garantire la possibilità di crearsi un “salvadanaio”. Adesso la loro è una condizione ai limiti dell’emergenza.

La catastrofe è dietro l’angolo.

 

REGIONE LAZIO

INTERVENTI SU TURISMO, CULTURA E SPORT


“Nuove importanti misure, frutto soprattutto dei confronti avviati in queste settimane dalla Giunta con i rappresentanti dei settori interessati, sono state annunciate dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Tra questi interventi - che vanno ad integrare il Piano “Regione Vicina” - assumono particolare importanza quelli rivolti al turismo, alla cultura ed al mondo dello sport.

Il settore culturale beneficerà di 5,6 milioni di euro per lo spettacolo dal vivo ed il cinema, oltre che di 8 milioni per ristrutturazioni e per il funzionamento di musei, biblioteche, archivi, istituti culturali ed ecomusei. Discorso a parte per le librerie indipendenti, su cui investiamo 1,6 milioni.

Per lo sport interveniamo con 5,2 milioni di euro e con 4 principali misure per gli affitti, per sostenere le manifestazioni e le attività ordinarie; una particolare attenzione, anche questa volta, per le famiglie, per i ragazzi e per gli over 65 che potranno accedere a bonus e voucher.

Le strutture alberghiere, extralberghiere, le agenzie di viaggio e i tour operator sono invece al centro del piano per il turismo - assieme alle strutture agrituristiche – ed avranno a a disposizione, attraverso appositi avvisi, oltre 20 milioni di euro. Così facendo lavoriamo per assicurare una copertura integrale di tutte le richieste, senza perdere di vista l’attenzione per le norme di sicurezza che questa fase ci impone.

Fin dal primo momento l’obiettivo primario della Regione è stato quello di restare al fianco degli imprenditori, dei lavoratori, delle famiglie, degli studenti e delle donne. Si è lavorato – ognuno per quanto di propria competenza ed attraverso “Regione vicina” e “Nessuno escluso” – per dare risposte nel più breve tempo possibile a problemi grandi che stanno travolgendo troppe persone.

Rispondere alle esigenze di tutte e tutti - garantendo liquidità - è un passo fondamentale per sostenere la ripartenza e permettere ad ogni settore di aprire in sicurezza.

Queste misure cambiano la narrazione, promuovono la responsabilità di ognuno e, in questo modo, tutti insieme, si uscirà da questa crisi che ormai non ha più risvolti solo sanitari.

 

ROMA CAPITALE

MAGLIA NERA PER ASSISTENZA E INTEGRAZIONE

 

Roma è maglia nera nei servizi di assistenza alle persone disabili, persone che dovrebbero essere considerate parte attiva della città e che invece vengono lasciate ai margini e ignorate.

E’ una vergogna.

la Capitale è tra le ultime della classe in materia di spesa sociale sui servizi riabilitativi e socio-sanitari integrati sui quali possono contare i disabili. E la cosa è oltremodo grave perché i nuclei familiari, al cui interno è presente una persona con disabilità, presentano bisogni maggiori rispetto agli altri.

Tanto l’offerta di servizi quanto le strategie adottate per promuovere l’integrazione sociale delle persone con disabilità sono pari a zero. Questo comporta che, inevitabilmente, il modello assistenzialistico rimanga sempre fortemente incentrato sulle famiglie, che ricevono implicitamente il mandato di provvedere autonomamente ai bisogni di queste persone senza avere la possibilità di potersi appoggiare a strutture e servizi specializzati. In questo modo non si riconoscerà mai il giusto valore alle persone diversamente abili, non le si renderà mai autonome, non gli si garantirà mai loro la possibilità di integrarsi a livello sociale.

Ma non è tutto anche i servizi sanitari e socio-sanitari offerti dalle Asl non riescono a coprire la domanda: è bassissimo, infatti, numero di ore medie annue di assistenza domiciliare integrata e la disponibilità di strutture residenziali e semiresidenziali per l’assistenza e per i servizi offerti. 

E’ ora di voltare pagina. Una città come Roma non può permettersi di lasciare indietro nessuno.

 

Coronavirus

le nuove misure di contenimento e gestione dell'emergenza

in vigore fino al 17 maggio 2020

 

Con il DPCM 26/4/2020 (1) sono state fissate le nuove regole di contenimento e gestione dell’emergenza COVID-19 per la cosiddetta “fase 2”, con applicazione su tutto il territorio nazionale fino al 17 maggio 2020.

La novità più rilevante riguarda la mobilità che è consentita anche per incontrare “congiunti”, che il Governo nelle sue FAQ definisce come ”i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). Il tutto, in ogni caso, sempre nel rispetto del divieto di assembramento e del distanziamento interpersonale di almeno un metro. Questi spostamenti, per essere precisi, rientrano tra quelli giustificati "per necessità".

Altra novità è la possibilità di svolgere individualmente, o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. E’ anche possibile accedere a parchi, ville e giardini pubblici rispettando il divieto di assembramento e le distanze si sicurezza.

Poi, per quanto riguarda la ristorazione, viene concessa quella con asporto (oltre alla già concessa consegna a domicilio) con rispetto delle distanze e divieto di consumare i prodotti all'interno dei locali e di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi.

Su tutto il territorio nazionale è obbligatorio l’uso delle mascherine nei luoghi chiusi accessibili al pubblico inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutti i casi, anche all’aperto, in cui non sia possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza.

E’ importante, riguardo a tutte le suddette novità compreso l’obbligo di uso delle mascherine, fare riferimento anche alle normative regionali e comunali che potrebbero essere più restrittive, come previsto dal Dpcm.

 

i soldi comunitari

 

Per la sanità (Mes), 540 miliardi, 200 miliardi per le imprese (Bei), 100 miliardi per i disoccupati (Sure) e 750 miliardi per l'acquisto di titoli pubblici, anche spazzatura (Bce).

In programma, anche, il Recovery Fund per 1000-1500 miliardi.

Sono sospesi, inoltre, il Patto di stabilità, così possiamo spendere senza vincoli, e le norme sugli aiuti di Stato, che consentono interventi diretti a sostegno delle imprese in crisi”.

Prosegue, nel frattempo la polemica sull'utilizzo del Mes per la sanità. Risultiamo essere l’unico paese dell’unione europea ad avere ostilità verso questo strumento.

E’ bene ricordare che il Mes fu approvato nel 2011 dal governo Berlusconi, sostenuto dalla Lega (Salvini), ministro era Giorgia (futura FdI).

Nel 2019 fu approvato dal governo Conte1, sostenuto da M5S (Di Maio) e Lega (Salvini).

Questa la realtà.

L'opposizione è, quindi, demagogica e strumentale e danneggia gli interessi degli italiani.

Chi è contro, è contro il nostro Paese.

I soldi comunitari ci sono.

Occorre far presto e utilizzare tutte le risorse a disposizione.

 

CORONAVIRUS

FAMIGLIE E IMPRESE A RISCHIO DA USURA

LA REGIONE LAZIO STANZIA 400.000€

 

E’ nei momenti più difficili che aumenta la vulnerabilità delle famiglie e delle imprese.

L’usura da sempre rappresenta per la Regione Lazio un tema che impone la massima attenzione, al fine di limitare le possibilità di azione delle mafie e delle organizzazioni criminali.

Per questa ragione la Regione ha costituito un fondo di 400.000€, che permetterà alle famiglie ed alle aziende del Lazio di ottenere contribuiti fino a 3.000€ attraverso le associazioni e le fondazioni antiusura iscritte all’Albo regionale e presso il Mef.

Interventi di questo tipo necessitano di velocità nell’erogazione; come affermato dal presidente Nicola Zingaretti ed anche questa volta, i cittadini si auspicano un impegno rapido, per dare a tutti risposte.

La battaglia contro il coronavirus comprende anche la lotta al indebitamento. E’ bene fare in modo che questa crisi non travolga i cittadini e le cittadine del Lazio. La criminalità, come sempre, non deve trovare nessuno spazio vuoto dove infilarsi, ancor di più in questa fase.

 

Coronavirus danno ingiusto da risarcire dalla cina

 

Sono in molti che  parlano di chiedere un risarcimento alla Cina per il Coronavirus (Sars-CoV-2), ma sembra che questo concetto non trovi consenso tra i cittadini italiani, perché, una abile campagna di disinformazione, ha indotto a credere a una realtà dei fatti ribaltata.

La responsabilità della Cina sta nella mancata trasparenza, cioè di non aver lanciato l'allarme, da subito, ma di aver sottaciuto la gravità della situazione.

La prova la fornisce la vicenda del medico cinese Li Wenliang che lanciò l'allarme, ma fu imprigionato e costretto alla ritrattazione

Ora in Italia, in Europa, nel mondo abbiamo la pandemia e la Cina ha avviato una campagna di travisamento sull'origine del virus e indotto a credere di essere il Paese che aiuta.

Propaganda efficace, avvalorata dal ministro Luigi Di Maio, che ha persuaso il 52% degli italiani a credere che la Cina è un Paese amico dell'Italia.

I motivi per chiedere il danno ci sono: l'emergenza sanitaria e il crollo economico.

Il risarcimento del danno, per fatto illecito, è previsto nell'ordinamento giuridico italiano dall'articolo 2043 del codice civile, che recita "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno".

Certo le simpatie filo cinesi dei nostri governanti frenano l’azione e, quindi, sarebbe auspicabile che la mossa fosse fatta dall’Europa, che ha maggior forza contrattuale.

 

ROMA CAPITALE

RENDERE SUBITO FRUIBILI LE AREE VERDI

 

L’emergenza da Covid_19 ha reso la maggior parte dei giardini e delle aree verdi della città, simile a una foresta tropicale: fitta e impenetrabile. L’erba è alta, la vegetazione infestante copre molta della segnaletica presente, le panchine sono in sostanza inglobate nelle erbacce cresciute indisturbate e i vialetti sono talmente invasi dagli arbusti da essere diventati infrequentabili.

Serve predisporre, quindi, con la massima urgenza un piano d’intervento capillare di sfalci che renda immediatamente puliti e sicuri i parchi di Roma. Nelle condizioni in cui versano ora, infatti, per bambini, famiglie, anziani o runners non sarebbero, infatti, possibile fruirne, in considerazione anche  che è stata avviata la fase due.

Potrebbe essere arrivato il momento per approfittare di questi spazi e stare un po’ all’aria aperta nel verde dopo la clausura forzosa degli ultimi tempi.

Sarebbe anche un modo per dimostrare che, d’ora in avanti, si cercherà di prendersi finalmente cura del verde  cittadino. Come promesso, a più riprese, in passato, senza però che poi sia stato fatto.

I cittadini di Roma Capitale ora sperano che l’amministrazione dia immediato mandato per rendere più fruibili le aree verdi e conta su una mozione presentata da alcuni consiglieri comunali.

 

REGIONE LAZIO

CORONAVIRUS

FINANZIAMENTO DI TUTTE  LE 42MILA DOMANDE “FARE LAZIO”

Il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, ha ufficializzato il finanziamento totale di tutte le 42 Mila domande arrivate per il bando “Pronto Cassa” di Fare Lazio.

E’ stato il modo migliore per celebrare il Primo Maggio in lockdown.
Si tratta di 42 Mila imprese del territorio laziale: persone, famiglie, lavoratrici e lavoratori,

Il finanziamento è passato da 50 milioni di euro a 400 milioni di euro: una cifra che non ha eguali in nessun’altra regione italiana.

Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio, ha dichiarato: “Affacciarsi con speranza alla “Fase 2” significa soprattutto questo: fare tutto il possibile, sfiorando quello che fino a un mese fa sembrava impossibile, per dare risposte certe alle paure, alle ansie e alle preoccupazioni di chi sta subendo le conseguenze economiche e sociali della pandemia”.

 

Inquinamento dell’aria e diffusione del Corona Virus

 

Esiste un legame tra l’inquinamento dell’aria e la diffusione del Corona Virus, in particolare nella Pianura Padana?

Un punto che è stato in gran parte trascurato da tutti i mezzi d’informazione, con eccezione di diverse riviste scientifiche internazionali e della trasmissione Atlantide sul La 7. 

Prima ipotesi la presenza delle polveri sottili che provengono dalle combustioni di fossil fuel (e cioè carbone, gas e petrolio). In pratica da tutte quelle attività della nostra vita che comportano spostamenti, riscaldamento, produzione e distribuzione di cibo e merci e così via.

I cittadini non hanno ancora consapevolezza che sono esse responsabili della morte di un gran numero di persone, della produzione di gas effetto serra e causa del riscaldamento terrestre con il risultato finale: il cambiamento del clima e danni economici. E, in riferimento alle polveri sottili, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente certifica come la provenienza di tale preoccupante crescita derivi dalle correnti atmosferiche e dalle polveri provenienti dalla zona del Mar Caspio, e non dallo spandimento dei liquami zootecnici nei campi.

Purtroppo, l’azione combinata polveri sottili-corona virus è ancora più micidiale. E il virus è estremamente contagioso ed è evidente che ci sono individui più vulnerabili.

Altra ipotesi è la situazione della Pianura Padana che risulta una delle zone più inquinate a livello mondiale. Lo sforamento dei livelli di PM 2,5 e 10 rispetto alle soglie di sicurezza stabilite dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è strutturale cioè praticamente costante da decenni.

Le immagini satellitari della Pianura Padana di queste ultime settimane rivelano una minore presenza di inquinanti, come probabile effetto della riduzione delle attività economiche e perciò dell’uso di fossil fuel a seguito dei decreti governativi di contenimento della epidemia.

Naturalmente si può ipotizzare che, non appena la vita “normale” riprenderà, l’inquinamento è destinato a risalire.

Gli scienziati hanno già rilevato una diretta correlazione tra presenza e diffusione dei virus e si stanno facendo studi, per verificare se esista questa relazione anche per il Covid-19.

Le emissioni delle automobili e dei veicoli commerciali sono tra le cause del peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo. Di lì viene un quarto dell’inquinamento globale.

Però, la crudeltà della malattia sembra avere un sano effetto per la pianura padana e per il globo.

Infatti, l’avvento del COVID 19, con i blocchi della circolazione a persone e merci e con la riduzione delle attività industriali, ha fatto scendere del 40-50% l’inquinamento nella Pianura Padana.

Allora, cosa è possibile fare, per evitare questo pericolo? 

Occorre progettare fin da ora un ‘dopo’ che preveda una riduzione dell’inquinamento, adottando delle misure adeguate, in particolare e per primo, un progetto che riguardi i veicoli circolanti (sia di trasporto, sia di privati). Avanti con il votofoltaico, con l’elettrico (sviluppo reti ferro-tranviarie cittadine e regionali) e incentivi per l’acquisto di auto, moto, scooter elettrici e bici a pedalata assistita.

 

Coronavirus e recapito corrispondenza

 

Per evitare il rischio coronavirus, una buona parte dei postini si limitano a lasciare avvisi di giacenza, così i destinatari sono costretti ad andare all’ufficio postale, per ritirare la propria raccomandata o il pacco o l’atto giudiziario.

Destinatario ed operatori degli uffici postali, in tal modo, sono esposti al rischio di contagio oppure a rinunciare al ritiro della corrispondenza oppure a rinviare.

Poste italiane ha violato la norme in materia di consegna della posta a firma e di notifica degli atti giudiziari.

L'Antitrust dichiara che non è necessario adottare misure urgenti, perché non vi sarebbe un danno grave e irreparabile per il consumatore.

Sono due mesi che tutti noi siamo barricati in casa per evitare danni gravi e irreparabili alla salute, ma per l'Antitrust va bene che i postini continuino a lasciare gli avvisi in cassetta scrivendo che in casa non c'è nessuno, quando siamo tutti confinati a casa. E, poco importa,  se i tribunali saranno intasati da contenzioso per le notifiche non fatte secondo legge.

 

ROMA CAPITALE

BUONI PASTO DOVE SONO FINITI I FONDI DELLA REGIONE LAZIO

PRESENTATA INTERROGAZIONE

 

La regione Lazio stanzia 7 milioni di euro per l’acquisto di buoni spesa a sostegno delle famiglie romane durante l’emergenza da Covid_19, ma sull’erogazione di questi fondi mancano notizie precise da parte dell’Amministrazione capitolina a cinque stelle.

Dove sono finiti questi soldi?

Gli importi sono già stati accreditati sul conto di Roma Capitale?

Se si, da quando?

E ancora a che punto è la procedura amministrativa che ne consentirà l’effettivo utilizzo?

Se non è ancora partita, cosa si ancora sta aspettando?

Sono tantissimi i quesiti alla quale la Sindaca e i suoi dovranno rispondere. Visto che i grillini nicchiano sulla vicenda, infatti, è stata presentata l’ennesima interrogazione.

I buoni spesa rappresentano essere un’ancora di salvezza per le famiglie più fragili e per le persone che hanno gravi difficoltà economiche. A maggior ragione, dunque, è vergognoso che in un momento come quello attuale non ci si attivi con la massima tempestività ed efficienza. Ma nell’universo dei cinque stelle questo sembra essere sempre stata la norma.

 

ROMA CAPITALE

LA BATTAGLIA TELEMATICA SALVA I CINGHIALI DELL'INSUGHERATA.

STOP AGLI ABBATTIMENTI

 

In pochi giorni migliaia d'email sono state inviate al Presidente Zingaretti, alla Sindaca Raggi, alla Direzione Generale della ASL Roma 1 e a vari uffici istituzionali tra Regione Lazio, Roma Capitale e Città Metropolitana.

L'allarme era stato lanciato dall'OIPA il 13 aprile, di li a poco sarebbero iniziati gli abbattimenti dei cinghiali nella Riserva naturale dell'Insugherata in zona Cassia, più precisamente in via Italo Panattoni.

Purtroppo i timori e le notizie dell'OIPA si sono rivelate più che fondate, nel tardo pomeriggio di giovedì 15 aprile la via interessata veniva interdetta al traffico con un dispiegamento di forze degno di un blitz alla malavita organizzata.Polizia di Roma Capitale, Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali e Polizia di Stato, ma anche personale veterinario della ASL Roma 1, hanno preso letteralmente d'assedio la tranquilla strada a nord ovest della capitale.

Ma il pericoloso latitante da catturare chi era? da li a poco si scoprirà che purtroppo il malcapitato era un povero e innocuo giovane cinghiale caduto sotto i colpi di narcotico prima e di un farmaco letale poi, esecutori materiali gli agenti della Polizia Locale della Città metropolitana di Roma Capitale (ex Polizia Provinciale) e personale medico veterinario della ASL Roma 1. Per rimuovere la "salma" è stato scomodato uno speciale mezzo per il trasporto ed il successivo "smaltimento", con quali costi?

La massiccia operazione di "Polizia" si è protratta fino a tarda sera, sul posto anche molti giornalisti e alcuni attivisti e residenti per protestare contro l'assurdità che si stava attuando.

Ma questa operazione quanto sarà costata ai cittadini romani? si trattasse anche di un solo euro sarebbe tanto, purtroppo si parla di decine di migliaia di euro, speriamo  non sia così ma a giudicare dalle forze ed i mezzi impiegati.

Nel frattempo il tam tam viaggiava sulla rete, l'OIPA metteva online una petizione con invio multiplo d'email ai vari soggetti istituzionali coinvolti, petizioni simili venivano attuate anche da altre associazioni e da singoli cittadini, in pochi giorni migliaia di messaggi di protesta hanno intasato le caselle di posta elettronica della Sindaca Raggi, del governatore Zingaretti e della Direzione Generale della ASL Roma 1, ai veterinari di quest'ultima l'OIPA rivolgeva un accorato appello "Rifiutatevi di uccidere animali innocenti, fate obiezione di coscienza".

Ovviamente anche la stampa e tutti i media si sono interessati alla vicenda, articoli stampa, video e servizi di ogni genere hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica quanto stava accadendo all'Insugherata.Il malcontento dei cittadini manifestato a distanza a causa dell'emergenza COVID-19 aver stoppato almeno per il momento successive uccisioni, visto anche il palese fallimento della strategia attuata. Si vocifera anche di un'indagine penale con acquisizione di documentazione presso gli uffici coinvolti.

Speriamo che tutto questo induca gli amministratori ad un'attenta riflessione, i metodi incruenti per tutelare la sicurezza dei cittadini e la vita degli animali esistono, sarebbe saggio ed auspicabile l'apertura di un tavolo di lavoro coinvolgendo anche le associazioni protezionistiche.

 

LE QUESTIONI

MES E RIAPERTURA ATTIVITA’

 

L’argomento riguarda: il meccanismo europeo di Stabilità (Mes) e la riapertura delle attività sospese a causa della emergenza sanitaria da Coronavirus.

Per affrontare l'emergenza sanitaria ed economica c'è un bisogno di liquidità  e il governo dispone del Mes, che consente di accedere a un credito fino a 36 miliardi di euro.

Al Mes  si oppone il M5S e la Lega  che lo aveva approvato due volte, nel 2011 e nel 2019.

Se non si utilizza il Mes, come si possono ottenere fondi per affrontare questa crisi?

Con l'emissione di titoli di Stato (i Btp).

I Btp,  ugualmente al Mes, sono debito che va restituito con interessi, i quali sono connessi alle valutazioni di mercato. Il fondo Mes ha interessi più bassi rispetto ai Btp, quindi è più conveniente accedere al Mes che emettere Btp.

Si valuta, al momento, che, in termini di interessi,  la differenza tra fondi Mes e Btp, sia di 400 milioni di euro l'anno che andrebbero addossati alle tasche degli italiani a discapito dell'emergenza Coronavirus.

Riguardo all’argomento attività, è noto che il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, vuole la riapertura nel tempo più breve.

Ma, in base a quali parametri si decide?

I criteri sono la valutazione della persistenza della presenza del virus, la disponibilità delle attrezzature sanitarie nei posti di lavoro e nei luoghi di incontro.

Al momento, la Lombardia ha il maggior numero di contagi e il maggior numero di morti.

La domanda: è in grado di riaprire, senza innescare una nuova ondata epidemica? 

Per la riapertura servono mascherine, tamponi e “app”, per tracciare i contatti.

La Lombardia può garantire la disponibilità di queste attrezzature e il loro utilizzo nei posti di lavoro e di incontro?

Senza dati e attrezzature, autorizzare la riapertura è  solo uno detto arrischiato.

 

L’INFORMAZIONE TELEVISIVA

 

L’informazione televisiva è la principale fonte di informazione degli italiani ed è inaccettabile che non sia corretta ed esaustiva.

E’ inquinata da interessi che ne compromettono la correttezza e l’obiettività ed è demandata ad una ristretta cerchia di personaggi strapagati e spesso inadeguati all’incarico che ricoprono.

E’ disdicevole per le televisioni private, intollerabile per la RAI, televisione pubblica, pagata dal popolo italiano, nella quale il cittadino vuole usufruire di un'informazione affidabile e pluralista, oltre ad un palinsesto nel quale la cultura non sia relegata ad orari impossibili.

I cittadini, quindi, si sentono defraudati di un loro diritto ed umiliati in quanto costretti a pagare un canone in cambio del quale non viene fornito il servizio promesso.

Si assiste ad uno squilibrio enorme dei tempi di parola, dei tempi di notizia e dei tempi di antenna fra le varie forze politiche.

I programmi di approfondimento sono strutturati intorno ad un gruppo ristretto di opinionisti, inamovibili, politicamente schierati, che non rispecchiano l'arco parlamentare, che non sono mai soggetti ad un’alternanza che lasci spazio a tutte le opinioni e che ricevono, sovente, compensi sproporzionati alla loro funzione.

I cittadini di Roma e provincia, interrogati via web, chiedono che l’informazione pubblica, come quella privata, sia riportata a rigorosi canoni di correttezza.
E’ un loro diritto di ricevere informazioni affidabili con le quali poter orientare la propria opinione politica e scegliere democraticamente gli uomini più degni di rappresentarli.

La speranza che si ponga fine a questa situazione inaccettabile e pericolosa per la democrazia, prima di abbandonare l’apparecchio televisivo e cessare di pagare un canone inutile ed assai costoso.

 

ROMA CAPITALE

DISABILI GRAVI: FAMIGLIE IN EMERGENZA

MISTERO SU FONDI REGIONALI INUTILIZZATI PER ASSISTENZA

 

Mettere immediatamente a disposizione le risorse economiche rese disponibili dalla regione Lazio e far scorrere, una volta per tutte, la graduatoria di accesso all’assistenza domiciliare, diretta o indiretta, per chi ha una disabilità gravissima. Non farlo significa costringere 1.111 persone a pagare a caro prezzo sulla propria pelle l’incapacità di governo dei cinque stelle.

La delibera di Giunta con la quale il Campidoglio è stato autorizzato all’utilizzo di oltre 3.500 mila euro per garantire l’assistenza domiciliare è passata da oltre un mese.

Tuttavia non si è ancora provveduto all’utilizzo di questi fondi? Perché? Cosa c’è dietro?

E’ triste pensare che, come al loro solito, i grillini non siano neanche in grado di decidere le modalità con cui mettere in campo queste risorse. Altrettanto triste, però, è realizzare che, così facendo, condannano pesantemente le persone più fragili, costringendole a scontrarsi con un’inerzia burocratica e amministrativa ciclopica e con tempi talmente lunghi da centuplicare le difficoltà alle quali la vita li ha costretti.

Quella alla quale stiamo assistendo è l’ennesima vergognosa scena di una tragedia iniziata da tempo e caratterizzata da una serie infinita di pasticci, di errori impressionanti e l’assenza totale di una programmazione attenta ed efficace che permetterebbe di scongiurare il ripetersi di situazioni incresciose. E’ evidente che, a maggior ragione, in questo momento, bisogna intervenire in maniera tempistica: non è assolutamente possibile, infatti, prescindere da aiuti immediati e concreti.

 

Coronavirus

Le mascherine

 

Sembra che debbano essere indossare.

Quindi: occhio!

Dopo che le mascherine sono state levate dalle bustine del “negozio” è consigliabile tenerle per 72 ore all’aria, in ambiente igienico e, meglio ancora, igienizzarle con quel che trovate di disinfettante per umani.

D’obbligo la domanda: per quanto tempo possono essere utilizzate?

Inoltre, quanto tempo valgono?

Non si sa. Non è stato detto e scritto.

Sono lavabili?

Non si sa.

In genere sono mascherine monouso o giù di lì. E sono due a testa.

Che fare? Solo per andare a fare la spesa o andare in farmacia oppure una volta al supermercato ed una in farmacia?

Per i più “fortunati”, dopo qualche oretta di coda per entrare, se ne possono comprarne altre alla coop (che le vende a prezzi umani, diversamente gli altri supermercati). E sempre per i “fortunati” ma più facoltosi, si può andare in farmacia e trovare (quando si trovano) una confezione di 50 mascherine chirurgiche monouso a circa 70 euro.

E’ bene metterle lo stesso. In alcune regioni l’obbligo c’è già e vale per tutto il periodo nazionale di contenimento, ma bisogna stare attenti, perché non basta solo informarsi sui media di Stato, ma occorre sapere anche cosa hanno disposto le singole amministrazioni regionali e locali.

ATTENZIONE

Messaggi poco chiari e talvolta difformi da quelli nazionali

I messaggi di alcuni Comuni, in base alle ordinanze nazionali e regionali, non sono chiari su quando e dove va portata la mascherina: sempre quando si esce di casa o solo quando si entra in luoghi pubblici o privati, e per strada va indossata solo se si è in un assembramento, inclusi quelli col metro di distanza?

 

CORONAVIRUS E LE MULTE

 

Giusto che si debba stare confinati, ma le norme prevedono eccezioni importanti per il mutuo soccorso e per la salute. A far rispettare le regole le forze dell’ordine che non sempre procedono con descrizione e correttezza, perché le autorità locali decidono norme più ristrettive rispetto a quelle nazionali.

Di seguito alcuni casi “comuni” e non sensazionali, come sono sulla spiaggia a prendere il sole, porto il coniglio a passeggio e così via.

Attività fisica ovvero corsa e marcia con o senza figliolo. Si può fare, ma in prossimità della propria abitazione nel limite di 200 metri. Nel Lazio e in Toscana non ci sono limiti, ma multe sono state fatte, evocando i 200 metri, sebbene la distanza non sia indicata da nessuna parte.

Spesa al supermercato. Il negozio non deve essere necessariamente sotto casa o a pochi metri, ma nel comune di residenza (disposizione prevista dalle norme nazionali) e non solo, anche, in altro comune rispetto a quello di abitazione (borghi, consorzi, agglomerati posti ai confini fra comuni).

Assistenza genitore anziano. Lascia passare per l’assistenza, anche, se risiede in un comune limitrofo, perché legittimato, ma non multato, in identica situazione, il giorno successivo da diversa pattuglia (la tecnologia?).

Veterinario. Animale precipitato dal 1° piano. Chiesto intervento veterinario che fissa appuntamento a studio raggiunto in auto. Multa e pur le norme prevedono l’assistenza agli animali che hanno lo stesso rango degli umani. Non sarebbe logico che i negozi per cibi animali siano autorizzati ad essere aperti,

Multe e pene “preventive”. Il rischio di non poter uscire di casa, neanche per fare la spesa. Infatti,

gli accertatori possono comminare la multa con l’obbligo di confino per 14 giorni, come si infetti e i ricorsi non sono immediati per risposta e procedura.

Conclusioni.

Un buon consiglio al cittadino: “informarsi”, ricordando che la legge non ammette ignoranza e dalle forze dell’ordine più capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza la particolare e difficile situazione, comprendendo le necessità pratiche che essa comporta. In poche parole: buon senso.

 

i più importanti focolai di coronavirus nel mondo

 

L’ex-ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha detto a ''L'Intervista di Maria Latella'' su Sky TG24: “Non vedo l'ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria''.

''Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio, perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell'anima oltre alla cura del corpo. Spero che si trovi il modo di avvicinare chi ci crede. C'è un appello mandato ai vescovi di poter permettere a chi crede, rispettando le distanze, con mascherine e guanti e in numero limitato, di entrare nelle chiese come si entra in numero litato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere''.

I recenti casi dimostrano che i più importanti focolai di coronavirus nel mondo si sono sviluppati per la non-tempestiva chiusura dei luoghi di culto.

Ecco alcuni episodi:

Francia. Incontro evangelico "Christian Open Door" con grandi abbracci, quando i pellegrini  sono tornati alle loro parrocchie, oltre alla buona parola, hanno portato grandi dosi di coronavirus con cui hanno contagiato parenti e vicini.

Stati Uniti d’America. Credenti dello stesso culto, pensando ai pastori, oggi rifiutano ancora di sottomettersi alla disciplina comune e continuano a riunirsi nelle chiese sfidando le precauzioni più elementari. Persino Donald Trump, quando ha annunciato che tutto tornerà alla normalità a Pasqua, abbia voluto, con questo annuncio, compiacere questa comunità religiosa

Singapore. Il Ministero della salute indica che più di trenta dei primi casi rilevati sull'isola provengono da due chiese evangeliche: “Life Church and Missions” e “Grace Assembly of God”. Due fedeli venivano direttamente da Wuhan, in Cina, ma, nel loro pio fervore, trascuravano di isolarsi.

Corea del Sud. Chiesa Shincheonji di Gesù. Il suo guru, Lee Man-hee, e gli adepti sono responsabili della diffusione del virus coinvolti e così gli uffici della filiale di Daegu

Iran, Le riunioni a Qom, la città santa, sono la fonte di gran parte della contaminazione. I primi casi sono stati rilevati a metà febbraio, ma le cerimonie collettive sono continuate fino alla fine del mese. L'Ayatollah, incaricato del mausoleo, si è rifiutato di interrompere il culto, dicendo che il santuario era una "casa di guarigione".

Un altro dignitario iraniano ha detto che il virus non poteva colpire i musulmani fino a quando lui stesso non sarebbe stato infettato.

Israele. Problemi per imporre misure di confinamento nei quartieri in cui vivono ebrei ortodossi, che continuano ad andare in sinagoghe in violazione delle regole civili. In molti distretti, i fedeli ascoltano le istruzioni dei rabbini e non quelle delle autorità e continuiamo a celebrare matrimoni o sepolture in contraddizione con le regole, favorendo la diffusione del virus.

India. A metà marzo, a Nuova Delhi, oltre 3.000 persone hanno partecipato a un servizio della Tabligh Jamaat, un'organizzazione di missionari fondamentalisti. Sono quindi tornati a casa, diffondendo il virus in tutto il Paese. Dopo che le autorità hanno proibito qualsiasi riunione, sono continuate le loro attività, sostenendo che Allah li stava proteggendo.

Lo scritto del filosofo Bertand Russel che ricorda come, nelle varie pesti del Medioevo, erano i raduni religiosi, convocati per scongiurare il male, a diffondere e incrementare i contagi

Conclusioni.

Bene aver sospeso gli eventi religiosi e condizionata l’apertura dei luoghi di culto. Invece, interrogativo dei cittadini su quanto affermato dall’ex-ministro dell’Interno, Matteo Salvini di bloccare il male non solo con la scienza, ma, anche, con la protezione del cuore immacolato di Maria. Quali provvedimenti avremmo oggi, laddove il leader della Lega fosse ministro dell’interno ?

 

Energia

Riduzione dei costi di luce e gas per il 2° trimestre 2020

Richiesta di applicare la tariffa notturna per tutti al posto della tariffa bioraria

 

Positiva la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas annunciata dall’Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente, dovuta all’abbattimento dei costi della materia prima, e l’implementazione del Conto COVID, per l’utilizzo del quale, trattandosi di un fondo istituito per interventi a favore dei consumatori,

Carlo de Masi, presidente di Adiconsum nazionale, rinnova all’Autorità la richiesta all’applicazione della tariffa notturna per tutti, al posto della bioraria, in considerazione delle tante ore trascorse in casa dalle famiglie a causa delle misure di contenimento, e l'adozione, di concerto con le Associazioni Consumatori, di ulteriori misure a sostegno degli utenti, in particolare laddove sussistano condizioni di grave disagio economico.

 

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Il finanziamento può essere usato per qualsiasi finalità, per esempio per ripristinare la liquidità, per acquisto scorte, marketing, pubblicità dipendenti, spese di esercizio, oneri di gestione vari, o per dare il via ad un nuovo progetto..

BENEFICIARI

Società di persone (Snc o Sas con almeno 100.000 di fatturato, operative da più di 1 anno); Società di capitali (Srl o Spa), con almeno 100.000 di fatturato e almeno 1 bilancio depositato; Imprese individuali con almeno due dichiarazioni dei redditi: Professionisti iscritti a qualsiasi albo: con almenno due dichiarazioni dei redditi presentate;

DURATA DEL FINANZIAMENTO

5 anni con 1 anno di pre ammortamento (si inizia a pagare le rate di rimborso a partire dal secondo anno).

TERRITORIALITA'

Sono ammesse le imprese con sede in tutte le regioni, isole comprese, con esclusione di di Toscana, Marche e Abruzzo.

GARANZIE

Nessuna, si accede al Fondo di Garanzia statale gratuito.

TEMPI

Dai 3 a 7 giorni.

PROCEDURA

Completamente on line su piattaforma informatica, in caso di approvazione della richiesta potrete accettare la proposta direttamente on line..
DOMANDE

ITALIA CONTRIBUTI a sportello

 

ROMA CAPITALE

quando la burocrazia prende il sopravvento sul buon senso

 

Ad un giornalista, professionista da più di 20 anni, che ha effettuato nei giorni scorsi riprese di piazza di Spagna completamente deserta per i divieti imposti dal governo per bloccare la pandemia da Coronavirus- Covid 19, é stato impedito dai vigili urbani di Roma Capitale di poter lavorare come prescritto dai canoni del giornalismo televisivo internazionale, cioè con cavalletto e telecamera per non aver pagato la “Tassa di occupazione di suolo pubblico”.

I vigili urbani si sono richiamati ad una delibera di 7 anni fa della Giunta dell'ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno in cui si chiedono le autorizzazioni per le riprese dai 4 ai 20 giorni prima.

Una ordinanza comprensibile per le produzioni cinematografiche o per spot pubblicitari pianificati con giorni di anticipo, ma totalmente inapplicabile per la produzione delle news televisive che hanno una tempistica totalmente diversa legata all’immediatezza di un servizio tv.​

Ora il Sindaco, signora Virgina Raggi, dovrebbe interpretare in modo corretto e con buon senso il vero spirito della stessa ordinanza per non sollevare la questione nelle sedi giudiziarie e non può negare il diritto di informare, garantito dalla Costituzione.​

 

CORONAVIRUS

Adiconsum a banche Azzerare le commissioni sui prelievi

INTESA SANPAOLO ACCOGLIE LA RICHIESTA

 

I Piani Industriali di taluni gruppi bancari hanno previsto la chiusura di numerosi sportelli sia in diversi paesi di provincia, che nelle grandi città. 

Ciò ha determinato che i consumatori che necessitano di prelevare – afferma Danilo Galvagni vice presidente Nazionale di Adiconsum - essendo impossibilitati dal DPCM 22 marzo 2020 allo spostarsi in comuni limitrofi, sono costretti a prelevare ai bancomat di altre banche, caricandosi delle commissioni pari a € 2/3.

Per questo Adiconsum ha lanciato la proposta al sistema bancario di azzerare, almeno in questo periodo di emergenza sanitaria, le commissioni sui prelievi.

Ad oggi, solo INTESA SANPAOLO ha accolto l’appello – rilancia Carlo Piarulli Responsabile nazionale credito Adiconsum - ed ha messo in campo le procedure necessarie per azzerare, fino al 31 luglio 2020, le commissioni di prelievo da ATM di altre banche dei loro clienti titolari di carte di debito appartenenti alle filiali chiuse nel mese di marzo in comuni dove non sono presenti altre filiali.

Intesa Sanpaolo ha inoltre deciso di prorogare fino al 31 luglio anche gli azzeramenti delle commissioni di prelievo autorizzati, sui clienti delle filiali chiuse lo scorso dicembre, oltre a verificare la possibilità tecnica di recuperare ed eventualmente stornare in automatico gli addebiti effettuati.

Pur nella consapevolezza del costo minimale di tale azione, l’auspicio - conclude Galvagni – è che anche il resto del sistema dimostri analoga sensibilità in un momento di criticità come l’attuale.

 

Governo

Coronavirus

Memoria, Solidarietà, Opportunità

 

"In questo momento in cui i Paesi più facoltosi hanno voltato le spalle all’Italia, noi, che non siamo ricchi, ma neanche privi di memoria, non ci possiamo permettere di non dimostrare all’Italia che gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà".

Sono le parole del primo ministro albanese Edi Rama, nel comunicare che una equipe di medici e infermieri albanesi è in procinto di partire per l'Italia.

Ringraziamo l'Albania.

E' la memoria che ha superato fatti tragici, come quello dello speronamento italiano di una nave albanese che provocò 81 morti, o dell'ostracismo nei confronti degli albanesi, classificati prevalentemente come criminali.

In questo momento l’Italia è in emergenza sanitaria ed economica

Cosa  ha fatto l'Europa ? Al momento nulla.

Suggerisce l'ex presidente della BCE, Mario Draghi, immettere liquidità nel sistema,.

Questi gli strumenti a disposizione.

Banca Europea Investimenti (Bei).

Ha emesso obbligazioni per 450 miliardi. Le decisioni per gli investimenti sono prese a maggioranza, che ora è detenuta da Germania, Francia e Italia.
Fondo Europeo per gli Investimenti (Fei).

Controllato dalla Bei, supporta l'accesso al reddito delle piccole e medie aziende europee.

Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (Feis).

Moltiplica, con l'effetto leva, gli investimenti pubblici e privati, attraverso prestiti della Bei.

La BCE, inoltre, si è impegnata a comprare 220 miliardi di titoli di Stato italiani. Una cifra enorme che l'Italia può utilizzare per pagare le spese.

Si è parlato del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il fondo emette prestiti per assicurare assistenza finanziaria ai Paesi in difficoltà.

Il Mes è stato approvato dal governo Conte 1, con Di Maio e Salvini vicepremier, e dal Parlamento, in auge il governo Conte 2, sostenuto da M5S e PD. Ora, il governo Conte2 e l'opposizione sono contrari all'utilizzo del Mes per le condizioni onerose previste da tale meccanismo.

Si discute di Eurobond (definiti Coronabond) che sono titoli di Stato emessi dai Paesi dell'Eurozona. In sintesi, è una emissione di debito congiunto, il cui onere di restituzione è a carico collettivo.

La Germania, e altri Paesi del Nord Europa, osteggiano tale soluzione perché temono che se i governi nazionali saranno autorizzati ad emettere Eurobond, si aprirebbe il varco a spese "libere" che verrebbero successivamente addossate a tutti i Paesi partecipanti.

E' stata richiamata la solidarietà, ricordando quella dei Paesi che tagliarono i debiti di guerra alla Germania e sottolineando che l'Olanda (il paese più contrario) gode di privilegi fiscali e che, quindi, non è nelle condizioni di alzare il ditino ammonitore.

Nei prossimi giorni si discuterà.

Certo è che se i meccanismi di solidarietà non saranno attuati, si darà un duro colpo alla Ue e al suo futuro.

E’ auspicabile che la cancelliere Angela Merkel non vorrà concludere la sua carriera politica come la responsabile dell'affossamento dell'istituzione europea.

Ci sono margini di manovra.

Il ministro degli Esteri tedeschi, Heiko Maas, ha dichiarato: "Quello che conta è essere solidali, anche sul piano finanziario, aiutando dove c'è maggiore urgenza".

Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, afferma che ci vuole più Europa.

I prossimi giorni saranno determinanti.

 

ROMA CAPITALE

Le sanificazioni delle strade

 

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, durante una diretta su Facebook, ha detto: “Le sanificazioni delle strade della città sono state intensificate. In particolare stiamo dando la priorità alle strade più frequentate, ovvero le vie dove si trovano farmacie e supermarket”.

I cittadini di Viale di Valle Aurelia e Via di Valle Aurelia, dove si trovano una farmacia e due supermarket, non correttamente pulite, comunicano che non hanno visto alcun mezzo adibito per la sanificazione.

Ennesima bufala.

 

ROMA CAPITALE

PARCO ACQUEDOTTI

RAGGI INTERVENGA SU REGIONE PER SCEMPIO WRITER

 

I cittadini di Roma Capitale chiedono alla sindaca un segnale forte e chiaro da parte del Campidoglio. Roma verso sedicenti artisti che deturpino l’inestimabile patrimonio culturale della Capitale con graffiti di gusto, peraltro, discutibile.

E’ grave quanto accaduto nei giorni scorsi all'interno del Parco Archeologico degli Acquedotti, dove un writer ha dipinto con stencil e spray sulla tamponatura di una cisterna romana appartenente alla Villa delle Vignacce del II secolo d.C..

Oltre a danneggiare irreparabilmente un monumento antico, infatti, quest’individuo ha violato i vincoli di tutela vigenti, e i recenti provvedimenti del governo sulla chiusura al pubblico delle aree verdi, per contrastare la pandemia causata dal coronavirus.

Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione da alcuni consiglieri comunali  della commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale e dal coordinatore Dipartimento Beni Archeologici FdI Lazio.

La Sindaca si deve attivare immediatamente presso la Regione Lazio, che gestisce il Parco dell’Appia Antica, perché si proceda, oltre che con una richiesta di risarcimento materiale nei confronti dell'autore per tutti i reati commessi, anche con una citazione in giudizio. Inoltre l’Amministrazione deve comunicare se intende aumentare le misure di sorveglianza a tutela di parchi, siti, aree e monumenti antichi continuamente esposti ad atti di vandalismo. Nonostante il difficile periodo che tutti stiamo vivendo, infatti, è indispensabile continuare a tenere alta la guardia anche di fronte a episodi come questo».

 

CORONAVIRUS

LA CONFERENZA STAMPA

DELLA PROTEZIONE CIVILE

 

Apprezzabile la conferenza stampa della protezione civile, alle ore 18, sul Rai 2, in onda da tre e più settimane,  ma ci si chiede, con i potenti mezzi della Radio Televisione Italiana, perché la voce e la domanda del giornalista che pone la questione all’oratore, non si sente ?

Va bene per chi conosce la lingua dei segni, ma per gli altri è cosa negativa e presenta l’argomento in modo non troppo corretto.

Quale alchimia nasconde ?

Non è possibile che all’emittente manchino i mezzi finanziari.

 

Disinformazione

No alla candeggina per pulire le zampe

Informazioni fuorvianti e pericolose da una trasmissione della D’Urso

 

In un’intervista trasmessa in streaming a Barbara D’Urso, il veterinario Enrico Zibellini ha affermato che – dopo aver fatto la passeggiata con il proprio cane – è possibile pulire le zampe dell’animale con clorexidina diluita o addirittura candeggina diluita, al fine di evitare che il nostro amico riporti in casa il coronavirus che sta affliggendo in questo momento il Paese.

“Sono certo che il collega era in buona fede quando ha fatto questa dichiarazione, ma è mio preciso dovere fare una rettifica”, spiega Luca Lombardini – Veterinario e Vice-Presidente Nazionale LNDC Animal Protection. “La candeggina può essere molto pericolosa per i nostri amici animali e quindi, non conoscendo bene le proporzioni di diluizione, è assolutamente da evitare. Quello che invece possiamo fare, se proprio pensiamo sia necessario, è pulire i polpastrelli delicatamente con una salvietta utilizzando i prodotti a base alcolica preparati anche per noi umani, come ad esempio l’Amuchina.”

“È davvero sconcertante sentire delle informazioni così poco corrette arrivare da una trasmissione che ha così tanto seguito”, afferma Piera Rosati – Presidente Nazionale LNDC Animal Protection. “Voglio comunque ricordare che i nostri animali domestici non sono fonte di contagio e che è molto improbabile che il cane riporti a casa il virus dalla strada e pulire le zampe è una misura da prendere solo se si vuole essere eccessivamente zelanti. In ogni caso però vanno evitati prodotti che possono causare danni ai polpastrelli o danni peggiori nel caso in cui l’animale si lecchi e li ingerisca”.

 

Coronavirus

Aggiornamento per i consumatori dopo il DPCM 22/3/2020

 

Fino al 3 aprile 2020 sono state adottate nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus valide sull'intero territorio nazionale fissate dal DPCM 22/3/2020. Vediamo quelle di più stretto interesse del consumatore, avendo l’accortezza di disporre del decreto.

Sospensione attività produttive industriali e commerciali

Per quanto riguarda le attività produttive industriali e commerciali sono sospese tutte ad eccezione di quelle indicate nell'allegato 1 del DPCM.

Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività dell’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. E' sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l'emergenza.

Per le attività commerciali, rimane valido quanto disposto dal DPCM 11 marzo 2020 e dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 (4) che ha anche chiuso i parchi, limitato le attività all’aperto e gli spostamenti nelle seconde case.

L’efficacia di ambedue i provvedimenti è prorogata al 3 Aprile 2020.

Ribadito il fermo dei servizi di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l'istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti.

Divieti di spostamento fuori dal Comune ove ci si trova

E' fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Non è più consentito, conseguentemente, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza a suo tempo introdotto dal DPCM 8/3/2020.

 

CURA ITALIA

Richiedere da parte delle imprese la sospensione delle rate dei finanziamenti, mutui, leasing e della revoca degli affidamenti bancari fino al 30 settembre 2020.

 

MORATORIA COVID-19

Si tratta della moratoria concessa alle imprese che hanno subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19

BENEFICIARI 

Micro, piccole e medie imprese le cui esposizioni debitorie non siano classificate come esposizioni creditizie deteriorate.

PROCEDURA

Le Imprese possono avvalersi dietro comunicazione nei confronti di banche, di intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia delle  misure di sostegno finanziario.

COMUNICAZIONE
La comunicazione deve essere corredata della dichiarazione con la quale l'Impresa autocertifica di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell'epidemia da COVID-19.

MISURE DI SOSTEGNO

a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;

b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;

c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l'assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

DOMANDE

Da presentare presso la propria banca o istituto finanziario su modulistica apposita rilasciata dalla Banca medesima.

 

Coronavirus

TAVOLO CONGIUNTO COMUNE ROMA CAPITALE-REGIONE LAZIO SU AZIENDE TRASPORTO

PER AFFRONTARE RICADUTE ECONOMICHE

 

Indispensabile un tavolo congiunto Comune-Regione, anche con l’opposizione, per affrontare con immediatezza l’impatto e le innumerevoli ripercussioni economiche generate dall’emergenza dovuta alla diffusione del coronavirus su tutte le aziende del trasporto pubblico della regione Lazio.

Questo il risultato di un sondaggio telefonico fatto dalla testata.

I primi, inquietanti segnali sono già arrivati in questi giorni e riguardano l’Atac.

A causa delle ricadute sulla propria capacità produttiva e reddituale, infatti, l’azienda di trasporto pubblico locale di Roma Capitale, peraltro già in concordato preventivo, ha dovuto avviare l’iter per l’attivazione delle procedure per la cassa integrazione. Stando al provvedimento adottato, ad essere coinvolti in questa misura, almeno inizialmente, dovrebbero essere circa 4mila lavoratori, ai quali potrebbe essere imposta una riduzione oraria variabile tra le 7 e le 39 ore per una durata presunta di 9 settimane. Ma questo rischierebbe di essere solo l’inizio di una situazione molto più articolata.

E’ evidente che i cittadini di Roma e della Regione Lazio sono molto preoccupati per quanto sta accadendo e che è loro desiderio conoscere, da subito, quali sono le reali intenzioni di Atac, l'entità delle ricadute sui suoi lavoratori e le modalità con le quale si intende intervenire.

Non sottovalutare questo segnale: arrivare troppo tardi significherebbe perdere posti di lavoro e danneggiare pesantemente l’economia di Roma e dell’intera regione.

Di questo pensiero i consiglieri comunali della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale, e consiglieri regionali.

 

Coronavirus

Medico di famiglia e gestione emergenza

 

In questi giorni che stiamo cercando di fronteggiare l’emergenza sanitaria, esiste solo un consiglio da seguire, che si è trasformato in “Io resto a casa”.

Più facile a dirsi che a farsi.

Non sempre rimanere a casa è possibile e non facciamo riferimento alle comprovate esigenze lavorative, ma ad esigenze più primarie: visite mediche, ricette, acquisto medicinali

Pensiamo ad un soggetto che ha bisogno di rinnovare la ricetta per andare in farmacia a ritirare un farmaco salvavita.

Essendo un soggetto immunodepresso dovrebbe evitare quanto più possibile i contatti con l’esterno.

Invece, questo soggetto deve recarsi dal medico curante, attendere in fila con altre persone, che siano dal medico per reali ed improrogabili necessità e che non siano infette, prendere la ricetta e poi. Di nuovo, attendere in coda fuori dalla farmacia.

E’ assurdo.

Come si fa a garantire di rimanere a casa e a limitare la diffusione del contagio se poi si lasciano tante persone a rischio in coda per andare dal medico di famiglia?

Non sarebbe forse opportuno emanare delle linee guida a cui tutti i medici devono attenersi?

Non sarebbe opportuno tutelare effettivamente le persone immunodepresse o anziane?

Non sarebbe  opportuno garantire, almeno per le categorie più a rischio,  che il medico di base possa ricevere le richieste telefonicamente?
In modo che queste siano trasmesse sul fascicolo sanitario, o in altra modalità, in modo che la farmacia a cui ci si rivolge possa vederle e successivamente consegnarle a domicilio?

Comprendiamo che non tutti abbiano la tessera sanitaria attiva ma potrebbero essere effettuate anche altre scelte.

Del tipo: si telefona al medico curante, questo prepara la ricetta che verrà consegnata, su appuntamento, al paziente che poi, sempre su appuntamento, si recherà in farmacia.

Si potrebbe semplicemente dedicare delle giornate ed orari alle persone che sono immunodepresse oppure anziane.

Se si vuole garantire la salute delle persone maggiormente a rischio occorre risolvere questa problematica.

 

CORONAVIRUS E LA VIOLAZIONE DELL’ART. 650 C.P.

 

Nel caso in cui si venga fermati bisogna poter dimostrare che l’allontanamento dalla propria dimora è dovuto da “comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Al di fuori di questi casi (fra i quali sembrano rientrare anche le attività sportive all’aperto) pare che possa essere contestata la fattispecie di “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”.

Nella pratica.

Laddove, il pubblico ufficiale ritiene che non si rientri in uno dei casi ammessi dal Decreto deve procedere alla identificazione del soggetto, lo deve invitare ad eleggere un domicilio presso cui ricevere le notifiche e a nominare un difensore di fiducia. Nel caso in cui l’interessato non sia in grado di fare il nome di un legale deve essere assegnato un difensore di ufficio.

Se le contestazioni si fermano alla violazione dell’art. 650 c.p. non può essere applicata nessuna misura cautelare e non è previsto l’arresto in flagranza.

In altre parole, il soggetto interessato dovrà essere lasciato libero e, successivamente, gli potranno essere notificati gli atti giudiziari presso il domicilio eletto.

Il reato in questione configura una contravvenzione e non un delitto: non è pertanto una fattispecie caratterizzata da particolare gravità, ma la eventuale contestazione non deve essere trascurata poiché in caso di condanna può essere iscritta sul certificato del casellario giudiziale.

La sanzione prevista è quella dell’arresto fino a tre mesi e l’ammenda fino a 206 euro ed è dunque ammessa la c.d. oblazione facoltativa (rectius discrezionale).

Nei mesi successivi al fatto è ben possibile che venga notificato un decreto penale di condanna con l’applicazione della sola ammenda: in questo caso è fortemente consigliabile rivolgersi in tempi brevissimi al proprio avvocato (poiché il termine è di 15 giorni) per valutare l’opposizione ed una eventuale richiesta di oblazione, ove ne ricorrano i presupposti.

Resta in ogni caso la possibilità di chiedere che si svolga un vero e proprio processo per ottenere una sentenza di assoluzione.

 

EMERGENZA CORONAVIRUS

LE NOTIZIE PER LA CURA E L’ASSISTENZA DEGLI ANIMALI

 

E’ bene sottolineare, ancora una volta, che gli animali non trasmettono il coronavirus. Anzi, con il loro amore incondizionato riescono a rendere le nostre giornate meno difficili. E per “animali” intendiamo anche i meno fortunati, quelli che vivono in strada o nei canili, ai quali la Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) danno quanto più possibile, ricevendo in cambio molto di più: affetto, gratitudine e amore immenso.

Una cosa è certa, dagli animali c’è tanto da imparare!

Di seguito informazioni utili.

Il virus può essere trasmesso tra uomo e animali?

No, tutte le fonti scientifiche sono concordi nell’affermare che non c’è alcuna evidenza che faccia pensare che ci sia pericolo di contagio da parte dei nostri amici a 4 zampe. Anzi, i nostri animali potranno illuminare le nostre giornate con il loro amore incondizionato.

Posso ancora portare a spasso il mio cane?

, il Governo ha chiarito che la passeggiata rappresenta un evento necessario per il benessere animale. Pertanto è permesso ma nei dintorni della propria abitazione e per il tempo necessario, rispettando sempre la distanza di almeno un metro dalle altre persone.

Posso portare il mio animale dal veterinario?

, il Ministero della Salute ha specificato che gli spostamenti relativi alla cura degli animali da affezione rientrano negli ambiti dei motivi di salute, pertanto è possibile farlo portando con sé l’autodichiarazione richiesta dal DPCM specificando i motivi dello spostamento.

 Consigliamo, prima di partire, di contattare telefonicamente il veterinario per un confronto preventivo poiché la decisione dell’apertura degli ambulatori veterinari dei liberi professionisti è in capo al singolo titolare.

Hai fissato un appuntamento con il veterinario per la vaccinazione del tuo animale. Bisogna farla o si può rinviare?

La FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani), l’11 marzo scorso ha invitato a “limitare l'attività professionale alle situazioni di emergenza e improcrastinabilità rinviando vaccinazioni, visite di routine, diagnostica e chirurgia non urgenti.” 

I negozi di prodotti per animali rimarranno aperti?

, la chiusura degli esercizi commerciali disposta dal DPCM prevede una serie di eccezioni (supermercati, edicole, poste, banche) tra cui anche i negozi di prodotti per animali. In alternativa, comunque, ci sono molti siti specializzati da cui è possibile ordinare online e ricevere i prodotti comodamente a casa, senza dover uscire.

Inoltre, vogliamo ricordare che la circolazione delle merci e la loro produzione non ha subito alcuna limitazione. Dunque, non c’è il rischio di restare sprovvisti del cibo per i nostri animali. Tra l’altro sono aperte anche le farmacie e le parafarmacie dove si possono trovare prodotti per animali.

Il mio animale ha bisogno di un farmaco e di cibo veterinario specifico, non lo trovo nel mio Comune. Posso acquistarlo fuori dal mio Comune? 

, ma bisogna sempre essere accompagnati dall’autodichiarazione. Per l’acquisto del cibo specifico si consiglia anche di farvi trasmettere una prescrizione e allegarla all'autocertificazione.

Possono essere adottati gli animali nei canili/rifugi

Si, di fatto è possibile ma al fine di limitare lo spostamento degli umani e il contatto tra persone, purtroppo e per forza di cose, tante strutture - per un periodo fino a trenta giorni a partire dal 2 marzo così come stabilito dalla Circolare del Ministero della Salute hanno dovuto sospendere questa importante attività. Comunque, se si vuole adottare un animale bisogna contattare il rifugio situato nel proprio Comune di residenza.

Sono un volontario, posso continuare la mia opera di volontariato per gli animali? Anche fuori dal mio Comune?

, Gli animali ospitati nelle strutture di ricovero continueranno normalmente a essere accuditi. Il Ministero della Salute ha chiarito che la gestione degli animali e la tutela del loro benessere sono attività non derogabili e pertanto devono continuare a essere esercitate. LNDC ha raccomandato alle proprie Sezioni la chiusura al pubblico dei rifugi per il periodo in cui sarà in vigore il DPCM, ma i volontari continueranno sempre e comunque ad assistere gli animali nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza per la prevenzione del contagio da Coronavirus. Ricordiamo che occorre prima di tutto rispettare il principio della limitazione degli spostamenti, che devono essere effettuati solo se strettamente necessari e sempre accompagnati dall’autodichiarazione in cui si dichiara lo stato di necessità.

È possibile continuare a portare da mangiare ai gatti di colonia o ai cani sul territorio?

, il Ministero della Salute ha chiarito che l’accudimento e la cura dei gatti in stato di libertà è un’attività non derogabile per garantire il benessere degli animali. Per l’accudimento di animali che vivono fuori dal proprio comune bisogna munirsi di autodichiarazione. Segnaliamo che alcune Prefetture richiedono la dichiarazione dell’Associazione di appartenenza o il modulo Asl di assegnazione diretta e nominativa della colonia felina.

I cani vaganti e gli animali feriti si possono segnalare agli organi preposti per la cattura e/o il recupero?

Si, tali attività non possono essere interrotte poiché il soccorso o il recupero degli animali vaganti o feriti è una prestazione “indifferibile” come sottolineato nella nota del Ministero della Salute. Pertanto, in tale circostanza bisogna necessariamente segnalare il caso alla Polizia Municipale e alla ASL, sottolineando che il soccorso o il recupero degli animali non può essere interrotto poiché prestazione “indifferibile”.

I servizi veterinari pubblici continuano a esercitare?

Si, con le specifiche di cui alla Circolare del Ministero della Salute del 2 marzo scorso. 

 

CORONAVIRUS E SPORT

APPELLO

 

La situazione collegata alla COVID 19 si è acuita in dipendenza degli ulteriori provvedimenti restrittivi emanati dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Senza che ciò significhi cedere all’ansia ovvero ad un irrazionale panico, appare il caso di raccomandare di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni ed ai comportamenti prudenziali indicati dalle Autorità Governative.

In tale ambito figura coerente ed appropriato sospendere le attività sia comunali che ludico – sportive e le manifestazioni e/o eventi già programmati e ciò fino al 3/4/2020.

Si confida che ciò risulti funzionale, per tornare alla vita normale sotto ogni profilo anche se ciò, comporterà il collaborativo contributo e il convinto sforzo partecipativo di quanti operano nello sport.

 

CORONAVIRUS

è giusto sacrificare i vecchi ?

 

Tanta stima agli operatori sanitari che in queste settimane di calamità per il "corona virus" si prodigano nel soccorrere e nel curare le persone colpite dal coronavirus.

Tuttavia non impedisce di essere turbati per un documento, definito guida etica e diffuso da radio e televisioni,  con il quale si invitano i primari, laddove si registrasse carenza di posti letto a garantire i trattamenti di carattere intensivo ai pazienti con maggiori possibilità di guarigione. Ma, il giuramento di Ippocrate, non dice al medico di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, di eliminare ogni forma di discriminazione in campo sanitario, di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona ?

Non deve essere il medico a decidere chi deve essere salvato o chi deve essere mandato a morte, perché vecchio o afflitto da patologie.

Il fatto ricorda la Rupe Tarpea di Roma, Sparta e un movimento sociale, politico che generò un dramma immane ovvero la follia del terzo Reich.

 

Governo

i media in questi giorni di Coronavirus

Sanità affossata?

 

E’ così? 37 miliardi in meno, risparmi di 1 miliardo sul personale.

Il finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale, dal 2000 al 2017, con governi di vari colori e periodo antecedente al governo Conte 1 e 2, rileva che la spesa è passata da 66 miliardi a 112 miliardi, con un incremento medio annuo del 3,2%, dinamica maggiore del Pil nominale che, nello stesso periodo, è aumentato del 2%.

L'Eurostat stima la spesa sanitaria complessiva dell'Italia nell'8,9% del Pil, mentre la media europea è del 9,9%. Un punto percentuale in meno, ma uno studio di Bloomberg sull'efficienza dei sistemi sanitari nel mondo, analizzando il rapporto tra costi e aspettative di vita, pone l'Italia al 4° posto dopo Hong Kong, Singapore e Spagna.

Il Regno Unito è crollato al 35° posto, la Francia è in 16° posizione. 

Vero è che la nostra salute è determinata, anche, da situazioni ambientali (clima, alimentazione, ecc.) ma i "punteggi di efficienza" ci pongono tra i primi Paesi.
Tutto bene, dunque?

Sarebbe sciocco affermarlo, ma non si può dire che i governi, precedenti all'attuale, hanno affossato la sanità pubblica.

 

Coronavirus e Poste italiane


A qualcuno sarà capitato di ricevere una raccomandata con ricevuta di ritorno e di scoprire che d’ora in poi – e fino a nuovo ordine – il postino non ci farà più firmare gli avvisi di ricevimento per evitare il contatto fra persone.

Quindi il postino citofona, annuncia che lascerà la posta in cassetta e al posto della firma scrive “DPCM 4 marzo 2020”.

Come risolvere il problema del contatto fra postino e destinatario della raccomandata?

Poste italiane ha cercato di trovare una soluzione che sembra violare la legge. 

Sul sito di Poste italiane è stato infatti pubblicata una nota che annuncia che dal 6 marzo 2020 il recapito di raccomandate, pacchi e assicurate avverrà così:

- il portalettere mette in cassetta la busta;

- “informa” il destinatario;

- firma (il postino) l’avviso di ricevimento;

- spiega al destinatario che in alternativa può richiedere il rilascio dell’avviso di giacenza per poi ritirare la busta nell’ufficio postale.

L’avviso pubblicato sul sito richiama l’art. 21.1 della delibera Agcom sul servizio postale universale, che riguarda non solo l’invio di raccomandate, assicurate e pacchi a firma ma anche l’invio di atti giudiziari. Il postino che recapita un atto giudiziario è pubblico ufficiale e la sua attestazione sull’avvenuto recapito del plico fa prova fino a querela di falso. Per questo motivo deve identificare il destinatario del plico, o la diversa persona legittimata al ritiro del plico (il portiere, il parente convivente).

E al citofono il postino non può certo “identificare” il destinatario.

Se effettivamente la disposizione di Poste Italiane viene applicata a tutti gli atti indicati dall’art. 21.1, compresi gli atti giudiziari, si tratterebbe di una grave violazione di legge, poiché chiederebbe ai postini (pubblici ufficiali) di attestare un “falso”.

E comunque una disposizione aziendale di Poste italiane non può modificare la legge.

Identico problema si pone ovviamente anche per le “semplici” raccomandate con ricevuta di ritorno.

La questione non è di poco conto, poiché invalida tutte le consegne di posta raccomandata e atti giudiziari da oggi fino alla cessata emergenza, rischiando di creare una valanga di contestazioni e contenzioso giudiziario sulla invalidità delle notifiche.

Meglio che Poste italiane sospenda le “nuove” modalità di consegna (anche fornendo ai postini l’indicazione di limitarsi a lasciare l’avviso di giacenza) fino all’emanazione di un apposito atto normativo e al Governo un intervento urgente che disciplini le misure da adottare finché non sarà cessata l’emergenza.

 

ROMA CAPITALE

SuppletivE

eletto deputato Roberto Gualtieri

 

Domenica 1 marzo si prevedeva un elevato numero di elettori alle suppletive del collegio Roma1 della Camera dei deputati e dimostrare la scarsa tenuta e le mediocri prospettive future (raccolta rifiuti, trasporti, strade) della prima cittadina penta stellata in Campidoglio, Virginia Raggi.

Non è stato così: l'affluenza è stata del 17,66%: hanno votato 32.880 cittadini su 186.234 aventi diritto.

Anche se i dati riguardano una parte della Capitale, l’analisi mette in evidenza che sono molti a protestare a parole, ma, allorché, si tratta di mandare un segnale si tirano indietro.

Vince e viene eletto deputato, incassando il 62,2% delle preferenze (20.304 voti). Roberto Gualtieri.

Ma il vero vincitore è l’astensionismo, favorito dal corona virus  e dalla scarsa informazione da parte di radio, televisione e della stessa amministrazione capitolina, che, un tempo, portava a conoscenza dei cittadini l’evento con avviso, che destava la memoria, oggi, l’avvento della tessera elettorale, l’ha offuscata. 

E’ vero che le suppletive non hanno mai avuto una grande capacità di spingere l'elettorato alle urne,. ma le esperienze, i sondaggi dovrebbero far riflettere comitati elettorali, candidati e partiti a muoversi per chiamare i cittadini alle urne.

 

Coronavirus e Unione Europea

 

In questi giorni, su bus, metro, treni, critiche o accuse all’Unione Europea in rapporto al corona virus ed anche allo stanziamento di 223 milioni che a molti è sembrato decisamente basso.

E’ bene ricordare che l’Unione Europea non ha competenze in materia sanitaria, competenze che invece sono nella mani dei singoli Stati e, nel caso dell’Italia, anche delle regioni.

Una mancanza di competenza che si sta cominciando a farsi sentire e che, nelle prossime settimane e mesi, si sentirà ancora di più.

La diffusione ha già oltrepassato le frontiere interne dell’Unione.

mobilità.

Come avviene in Italia con Sindaci e Regioni che frappongono ostacoli all’ingresso sul proprio territorio a chi proviene dalle zone/regioni più colpite, altrettanto sta avvenendo nell’Unione.

Sventata la chiusura delle frontiere con la Francia grazie alle rassicurazioni del presidente Macron, rientrato il blocco dei treni con l’Austria.

ricerca.

E’ innegabile che uno sforzo comune, soprattutto grazie agli investimenti economici, potrebbe facilitare la ricerca di un antivirus.

economia.

I risvolti economici della situazione di “blocco” sono noti. Oggi per l’Italia ma nei prossimi giorni quando le infezioni negli altri Paesi non si conteranno sul palmo della mano.

E’ evidente che i 232 milioni stanziati dalla Commissione Ue sono ridicoli, soprattutto se si pensa al lancio di politiche che risollevino i “forzati” del blocco produttivo.

Ma come può l’Unione lanciare politiche e stanziare fondi quando non ha - organismo inter-nazioni e non federale/federalista – competenze che si debbano coordinare - in forma statutaria - con le altre?

Quanto stia accadendo dovrebbe essere un stimolo per far sì che già nella prossima Conferenza sul futuro dell'Europa il problema sia affrontato in modo determinante: sia per rimedi immediati che come base per un futuro.

 

ROMA CAPITALE

AVVIO LAVORI CASE ATER

 

Per 240 famiglie che abitano le palazzine Ater di Viale Caduti della Resistenza a Spinaceto tra qualche mese cambierà tutto. Fino ad oggi, nonostante reclami documentati, si erano ricevute solo promesse e tentativi di rabbonimento sulla precaria situazione degli edifici,  dove si trovano appartamenti fatiscenti e malsani dove a farla da padrone sono infiltrazioni, umidità e muffe.

Ora è stato dato mandato per il rifacimento della guaina e della pavimentazione del tetto. L’inizio dei lavori: giugno 2020.

Finalmente queste persone, in molti casi anziani e disabili, potranno abitare in una casa dove non piove. I sopralluoghi sono già iniziati da qualche settimana.

Adesso si tratta solo di aspettare l'arrivo della bella stagione per vedere all'opera le squadre e comunque prosegue la vigilanza, affinché questo avvenga senza perdere di vista l’obiettivo di dare la possibilità di vivere in ambienti dignitosi.

 

FATTI DELLA VITA

CORTE COSTITUZIONALE

AMMESSO L'ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI NEL GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA

 

Sulla legittimità delle norme in materia di diffamazione a mezzo stampa, che puniscono con il carcere il giornalista e il direttore responsabile. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti (CNOG) potrà intervenire nel giudizio costituzionale sulla legittimità delle norme in materia di diffamazione a mezzo stampa, che puniscono con il carcere il giornalista e il direttore responsabile.

 

Europa e Coronavirus

 

"Tu del Sud, puzzi",

"Tu del Nord, sei infetto".

È la sintesi di un Paese che non è tale, figuriamoci se è Patria.

Di volta in volta, un sentire rabbioso offusca le menti e, accortamente, è utilizzato da chi è a caccia di consensi.

Figuriamoci del sentire rabbioso nei confronti dell'Europa, utile per campagne sovraniste.

Eppure, la vicenda del Coronavirus poteva essere l'occasione per muoverci come Europa, invece si è fatto l'opposto, guardando alla punta del proprio naso, non risolvendo alcunché, anzi, aggravando la situazione.

Che senso ha sospendere i voli diretti dalla Cina, quando si può atterrare a Vienna e prendere un treno per Venezia o Milano? O viceversa?

Muoversi come Patria europea, non per sigillare i confini, ma per accertare e offrire soluzioni rapide e adeguate, il che è l'esatto contrario dei sovranisti, tanto decantati e reclamati, sicché, ad accodarsi, saranno gli altri a piombarci.

Purtroppo, di citrulli è pieno il Mondo.

 

Coronavirus

Cani e gatti non sono un rischio

 

Panico e disinformazione possono causare inutili e crudeli abbandoni. Il Ministero della Salute conferma che i nostri animali da compagnia non sono un veicolo di diffusione del virus che sta causando tanta apprensione nel nostro Paese.

In questi giorni sta prendendo piede una psicosi per la presenza del nuovo coronavirus proveniente dalla Cina che, come tutti ormai sappiamo, provoca una sindrome simil-influenzale che può avere anche gravi complicazioni. Purtroppo, nel caos delle informazioni parziali e inesatte che sono state diffuse fino ad oggi, molte persone si sono convinte che il virus possa essere trasportato e veicolato dai nostri animali domestici e questo potrebbe portare a un elevato numero di abbandoni o rinunce di proprietà sulla scia del panico e dell’isteria collettiva che rischia di diffondersi.

A tal proposito è bene ricordare quanto affermato molto chiaramente dall’Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani, dall’Istituto superiore della Sanità e dal Ministero della Salute su questo argomento: “Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus”. Ovviamente bisogna seguire le norme igieniche di base, come sempre del resto, e lavarsi le mani con acqua e sapone dopo aver interagito con loro e prima di portarsi le mani alla bocca o sul viso. La stessa norma va sempre seguita quando si maneggiano cibi crudi. Si tratta comunque di una regola che andrebbe applicata in qualunque contesto, non solo in questo frangente.

LNDC quindi invita quindi tutti i proprietari di animali a non farsi prendere dal panico o da paure irrazionali che non hanno alcun fondamento scientifico. I nostri familiari a 4 zampe sono e restano sempre i nostri migliori amici.

 

TELEMARKTING

 

Svariati cittadini si chiedono: cosa è accaduto? Per ricevere un paio di volte al giorno chiamate telefoniche che propongono servizi e prodotti.

Telefono.

Con qualsiasi richiesta-intervento amministrativo e, o tecnico il numero telefonico finisce negli uffici esterni della compagnia telefonica e da quel momento da varie parti d’Italia e dell’Europa giungono le più svariate offerte di servizi, che propongono contratti, a loro dire, migliori di quello che si gode, ma anche proposte di gestori concorrenti.

Energia (Luce e gas).

La possibilità di scaricare la bolletta dal pc e pagarla prima della scadenza, vuole che l’utente, per fare questa registrazione, deve fornire il numero telefonico e da quel momento, per magia, arrivano proposte di nuovo contratto dal gestore e da altre società.

Alle offerte telefoniche, per luce e gas si aggiungano i più svariati prodotti commerciali (vino, olio, cosmetici, monete e così via).

Identica tecnica con messaggi di posta elettronica che interferiscono nella vita privata.

Conclusioni: il numero telefonico è finito nei circuiti telemarketing e, a nulla vale, protestare con i gestori. Dove possibile prendere nota del numero chiamante e sporgere denuncia per molestia o disturbo alle persone,

 

CORONAVIRUS

DUBBI, CERTEZZE E FAKE NEWS

Lunedì, 24 febbraio 2020, ore 09.00 - 14.00

Camera dei Deputati, Palazzo dei Gruppi Parlamentari, Aula dei Gruppi

Via di Campo Marzio n. 78 - 00186 Roma

 

Fare chiarezza sul CORONAVIRUS, emergenza improvvisa, quanto inaspettata: questo l’obbiettivo che l’Associazione “G. Dossetti: i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti” si prefigge, con questa giornata.

Un tavolo di confronto per fare il punto della situazione sul contagio, sulle cure e sulla prevenzione, ma, anche, per parlare di ansie e dubbi che generano panico e psicosi e che provocano incondizionate ed inutili discriminazioni.

 

Governo

Vitalizi, pensioni e privilegi

 

"Basta privilegi!".

E' una frase che trova l'accordo di tutti, specialmente se questi sono a danno economico di altri.

Caso esemplare sono i vitalizi, avverso i quali il M5S, ha indetto una manifestazione.

Ora non si capisce contro chi protesta il M5S, visto che è al governo e in maggioranza, giacché i vitalizi sono stati aboliti dal governo Monti nel 2012, 8 anni fa, e non dal M5S.
Analisi.

Lo Stato spende per pensioni, sanità e assistenza il 54% della spesa pubblica, cioè 462 miliardi di euro.

Nel nostro Paese ci sono 16 milioni di pensionati e 23 milioni di pensioni, quindi ogni pensionato prende circa una pensione e mezza;

La metà dei pensionati, circa 8 milioni, non ha mai versato contributi previdenziali per i quali riscuote la pensione. Questi pensionati sono, cioè, a carico della fiscalità generale, anche dei lavoratori e degli altri pensionati. In questa tipologia ci sono le pensioni sociali, assistenziali e integrative, con importi minori.

Il 96% delle attuali pensioni è calcolato con il sistema retributivo, cioè in percentuale sullo stipendio percepito, il 4%, invece, con il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni).
Da considerate che il 54% di spesa per il welfare ci pone ai livelli dei Paesi del Nord Europa.

Si può sempre migliorare, ma non si può dire che manchi l'attenzione sociale.

Quale danno economico ?

I vitalizi, dei quali si sta discutendo, sono quelli precedenti al 2012, che riguardano ex parlamentari mediamente 80enni.

Non possono essere aboliti, perché sono stati versati i relativi contributi previdenziali con il sistema retributivo.

I risparmi che si ottengono con il ricalcolo contributivo dei vitalizi è pari allo 0,0007% della spesa pubblica.

A voler ripartire il risparmio di cui sopra, agli 8 milioni di pensionati sociali e assistenziali, questi riceverebbero un aumento mensile di 0,5 euro.

E' chiaro che non sussiste alcun danno economico.

 

Governo

Povertà e falsita’

Scoperto l'arcano

 

Balzo sulla sedia alla notizia che la povertà assoluta era diminuita del 60%, in appena 8 mesi.

L'annuncio era stato dato dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, e ripreso dal presidente del  Consiglio, Giuseppe Conte. Soddisfatta, anche, il ministra dell'Economia, signora

Laura Castelli (M5S).

E’ tutta una bufala.

La povertà non è diminuita del 60%.

Se così fosse, i poveri assoluti, quelli che mancano di beni e servizi essenziali, sarebbero scesi dai 5 milioni, calcolati dall'Istat, a 2 milioni.

La falsità consiste nel prevedere gli effetti di una legge, cioè il Reddito di Cittadinanza, che è diverso dal costatare gli effetti di una legge.

Ecco l'arcano: hanno confuso le congetture con la realtà.

La domanda: può un governo giocare con un dramma quale è la povertà?

 

ROMA CAPITALE

METRO BARBERINI, APERTURA A MEZZO SERVIZIO

 

Se dovessimo qualificare l'amministrazione Raggi con un simbolo, potremmo tranquillamente prendere ad esempio la stazione metro Barberini.

Da delizia della Capitale, per la sua importante centralità, a calvario di una città al collasso.

La metro Barberini riapre dopo quasi un anno di chiusura, ma solo in uscita. Non solo non si hanno notizie del completamento dell'opera, ma già da questa mattina una delle due scale mobili ripristinate è ferma.

Non se ne può più. Mai più illusioni di comici e comparse, mai più Grillo e la Raggi. L'amministrazione è cosa seria».

E’ il pensiero di gran parte dei cittadini della capitale, espresso anche in consiglio comunale.

 

TERMOVALORIZZAZIONE

in Europa, in Italia, nel Lazio e a Roma

 

Dal convegno "Termovalorizzazione in Europa, in Italia, nel Lazio e a Roma", che si è tenuto a Roma l'8 febbraio 2020

Europa

In Europa si contano quasi 500 impianti di incenerimento di rifiuti urbani e speciali, non pericolosi, con recupero di energia, di cui 126 in Francia, 96 in Germania e 38 in Italia.L'80% dei termovalorizzatori in Europa dista meno di 5 km dal centro.

A Vienna uno dei quattro termovalorizzatori dista 0,5 km dal centro.

Nel 2016 nell'UE sono state prodotte 5 tonnellate di rifiuti per abitante.

Il trattamento dei rifiuti urbani viene effettuato con metodi diversi.

Complessivamente, nell'Ue, nel 2017, il 30% dei rifiuti è stato riciclato, il 17% è stato compostato, il 28% incenerito e il 24% conferito in discarica.

Lo smaltimento in discarica è quasi inesistente nei paesi del Nord-Ovest dell’Europa (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Germania, Austria, Finlandia), che gestiscono i rifiuti

urbani soprattutto attraverso l’utilizzo di inceneritori e metodi di riciclo.

Gli obiettivi indicati dall'Ue, entro il 2035:

1. Riciclaggio del 65% dei rifiuti urbani.

2. Riduzione del conferimento dei rifiuti urbani in discarica pari al 10% rispetto al totale dei rifiuti urbani prodotti (per peso).

Il restante 25% dei rifiuti urbani dovrà trovare sbocco nella termovalorizzazione che, come riportato nella Comunicazione della Commissione del 2017 [COM(2017934], chiarisce il ruolo di questa modalità di gestione all’interno dell’economia circolare, perché permette di evitare il conferimento in discarica e genera energia.

Completare la gestione dei rifiuti secondo le indicazioni europee, significa evitare che le organizzazioni malavitose gestiscano il settore.

Migliori tecniche disponibili

Il 4 dicembre scorso sono state pubblicate dalla Ue le BAT Conclusions (Best Available Techniques), per il settore dell’incenerimento, dopo 5 anni di intensi scambi e discussioni tra rappresentanti degli Stati membri, delle industrie interessate e delle organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale.

Il documento, che rappresenta un capitolo del più ampio documento del BRef sull’incenerimento (che riporta le migliori tecniche disponibili in termini impiantistici), fissa limiti e

modalità di controllo finalizzate ad evitare o ridurre le emissioni in aria, acqua e suolo.

Principi: applicabilità tecnica ed economica, bilanciamento costi/ benefici e approccio ambientale integrato.  

Italia

Produzione di rifiuti urbani in Italia nel 2018: 499 kg per abitante; media Ue: 486 kg per abitante.

Nel 2018, la produzione nazionale dei rifiuti urbani (RU) si è attestata a circa 30 milioni di tonnellate.

La percentuale di raccolta differenziata (RD) è pari al 58% della produzione nazionale.

Il rifiuto raccolto in modo indifferenziato è conferito negli impianti TMB (trattamento meccanico-biologico) dove però, al momento, i rifiuti in uscita, solo per piccole percentuali, sono inviate a riciclo e più del 60% viene conferito in discarica

Sono più di 200mila i TIR necessari ogni anno per trasportare i rifiuti prodotti dalle regioni che non hanno abbastanza impianti per smaltirli e perciò li destinano alle discariche o ai

termovalorizzatori situati in altre regioni o all’estero, il che significa maggior inquinamento e maggiori costi ai cittadini e alle imprese (aumenta la tariffa rifiuti).

La somma dei deficit delle 14 regioni che non hanno impianti sufficienti per lo smaltimento e l’avvio a recupero energetico dei rifiuti è di 4,9 milioni di tonnellate, che vengono così

esportate all’estero o in altre regioni per essere riciclate o incenerite.

La gestione rifiuti vale 28 miliardi di euro - 135 mila i lavoratori addetti

Impianti di incenerimento con recupero di energia operativi sul territorio nazionale: 38

Il parco impiantistico è prevalentemente localizzato nelle regioni del Nord (26 impianti).

Al Centro e al Sud sono operativi, 6 impianti ciascuno.

Il 70% circa dei rifiuti viene trattato al Nord, l’10% al Centro e quasi il 18% al Sud.

I termovalorizzatori hanno prodotto 2,3 MWh pari al consumo di 2,8 milioni di famiglie.

Lombardia e Lazio

Lombardia

1) Raccolta differenziata: 70%.

2) Rifiuti urbani inceneriti: 40%.

3) Discarica: 4%.

Numero di termovalorizzatori: 13

Il costo annuo medio procapite è di 139 euro.

Lazio

1) Raccolta differenziata: 47%. Non si raggiunge l'obiettivo fissato nel 2012.

2) Rifiuti urbani inceneriti: 12%.

3) Discarica: 12%.

Numero di termovalorizzatori: 1.

Il costo annuo medio procapite è di 222 euro.

Il Lazio è la prima regione per numero di Tir messi in strada ogni giorno: 162.

Il nuovo piano dei rifiuti della Regione Lazio non prevede nuovi termovalorizzatori.

Ogni anno il Lazio produce 717.361 tonnellate di Cdr (combustibile da rifiuti), ma l’unico termovalorizzatore presente, quello di Acea, a San Vittore, ne può trattare un terzo.

Diossine

Uno studio dell'Imperial College sull'impatto di diossine da termovalorizzatori nel Regno Unito, ha preso in esame 22 inceneritori presenti nel Paese, in un arco di tempo di 7 anni.

Le conclusioni sono che gli inceneritori, se moderni e ben regolati, hanno un impatto molto piccolo, se non addirittura impercettibile, sulle persone che vivono nelle vicinanze.

Caso esemplare è il termovalorizzatore di Bolzano che fornisce energia elettrica e termica. Illumina 20 mila abitazioni e ne riscalda 10 mila. Produce 0,05 milligrammi per metro cubo di polveri sottili totali, quando il limite europeo è di 10 e produce diossina per 0,00003 nanogrammi per metro cubo, quando il limite europeo è di 0,1.

Gli inceneritori contribuiscono complessivamente alla presenza di diossina per lo 0,03%.

Il riscaldamento residenziale contribuisce alla presenza di diossina per il 43%.

ROMA

La popolazione di Roma Metropolitana è quasi il 74% della popolazione del Lazio e produce il 78 % dei rifiuti prodotti in Regione.

I rifiuti urbani indifferenziati, prodotti da Roma Metropolitana, al netto della raccolta differenziata e degli ingombranti a smaltimento, è pari a 1.266.400 tonnellate.

L’impiantistica presente nel territorio permette di trattare in impianti di compostaggio 65.478 t di FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) e nei TMB 36.848 tonnellate di rifiuti urbani.

Delle 921 mila tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati, 2/3 circa sono trattati, per buona parte inviati fuori comune; 1/3 va direttamente fuori comune. In sintesi quasi tutta la indifferenziata va fuori comune di Roma.

Gli impianti sono insufficienti a trattare i rifiuti per il quantitativo complessivo prodotto

Roma, sul proprio territorio, non ha una discarica né un termovalorizzatore attivo.

Roma. Costo medio annuo della Tari per i cittadini:274 euro.

Milano. Costo medio annuo della Tari per i cittadini:213 euro.

I costi di trattamento e smaltimento dei rifiuti sono più che raddoppiati.

L'80% dei rifiuti organici prende la strada del Veneto e del Friuli. Costo 21 milioni di euro, con i tir che consumano 3 milioni e mezzo di litri di gasolio e percorrono 10 milioni e mezzo di chilometri, con una produzione di un milione e 750 mila kg di anidride carbonica.

Capitali europee a confronto

Roma.

a) incenerimento con recupero energetico: 16%;

b) riciclo e compostaggio: 43%;

c) discarica: 30%.

Berlino.

incenerimento con recupero energetico: 40%;

riciclo e compostaggio: 34%;

discarica: quota residuale.

Parigi

a) incenerimento con recupero energetico: 68%;

b) riciclo e compostaggio 22%;

c) discarica: 8%.

Londra.

incenerimento con recupero energetico 53%;

riciclo e compostaggio 30%;

discarica:13%.

Il sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi, non vuole il termovalorizzatore, sicchè, i rifiuti sono portati in altre regioni o all'estero dove si utilizzano i termovalorizzatori con recupero energetico. Il gestore dell'impianto guadagna due volte: una al conferimento dei rifiuti e una altra per la vendita dell'energia. Ha indicato un sito per la discarica di servizio di residui, che è l'elemento finale del trattamento dei rifiuti, ma rimane contraria a impianti, necessari se si vuole rendere Roma autosufficiente per chiudere il ciclo dei rifiuti.

Roma-Verso Rifiuti Zero, era lo slogan della candidata Raggi nel maggio 2016, un mese prima delle elezioni.

Il risultato, dopo 3 anni e mezzo di amministrazione pentastellata, sono i rifiuti per strada, in giro per l'Italia o all'estero.

 

Governo

Il dovere e il diritto di governare

 

Chi vince le elezioni ha il dovere e il diritto di governare.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e il M5S hanno promosso una manifestazione di protesta per il 15 febbraio contro l'abolizione dei vitalizi, l'abolizione della prescrizione e il Reddito di cittadinanza.
Ma Di Maio e il M5S non sono al Governo? Non governano con una maggioranza parlamentare?

E contro chi manifesta la piazza? Contro il Governo e la sua maggioranza.

Il M5S ha 207 deputati e 98 senatori e il presidente della Camera; ha espresso il premier, 10 ministri, 6 viceministri e 16 sottosegretari. E' il partito più rappresentato nelle istituzioni

Insomma, Di Maio convoca una manifestazione del M5S contro il Governo di cui fa parte, in modo prevalente, il M5S.

Analizziamo le riforme attaccate.

Reddito di cittadinanza.

Di Maio teme un referendum per la sua abolizione.

E’ noto che un referendum abrogativo di una legge può essere chiesto da 5 regioni o da 500 mila cittadini. Il tutto è previsto dalla nostra Costituzione.

Il M5S vuole abolire l'istituto referendario?

Abolizione della prescrizione.

La legge è stata approvata dal M5S e dalla Lega, con il voto contrario del PD.

Ora la Lega è contraria e il PD logicamente ha posto dei problemi

Il M5S non si era accorto che il PD aveva espresso voto negativo sulla abolizione della prescrizione?

Vitalizi.

L'abolizione dei vitalizi dei parlamentari l'ha varata il governo Monti nel 2012,  quando il M5S non era presente in Parlamento.

Al momento si sta discutendo il ricalcolo dei vecchi vitalizi, che interessano un numero ristretto di ex parlamentari, per lo più ottantenni.

Il ricalcolo è stato approvato dal Parlamento (Uffici di Presidenza di Camera e Senato), valendosi della autoregolamentazione parlamentare.

Come di diritto, gli ex parlamentari hanno fatto ricorso alla Commissione Contenziosa Senatoriale, che dovrà emettere giudizio nei prossimi giorni.

Di Maio se la prende con il presidente della Commissione, perché orientata a una ipotetica valutazione positiva dei ricorsi.

Giova ricordare che lo scorso anno, Di Maio elogiava gli organi dell'autodichia, che erano "a garanzia dell’autonomia del Parlamento".

Oggi non lo sono più.

Va bene se sono d'accordo con Di Maio e il Movimento, altrimenti non va bene.

Troppo conveniente.

Se eletti, si ha dovere e diritto di governare, rispettando le regole della Repubblica. Altrimenti si passa alla dittatura.

 

Chi ha paura dei termovalorizzatori?

Incontro sulla situazione dei rifiuti a Roma e nel Lazio

 

Chi ha paura dei termovalorizzatori? La situazione dei rifiuti a Roma e nel Lazio”. Questo il tema di un incontro che si terrà sabato 8 febbraio 2020 a Roma

Parteciperanno:

Primo Mastrantoni, Segretario di Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, già assessore all’Ambiente della Regione Lazio;

Donato Robilotta, già assessore della Regione Lazio;

Paola Muraro, già assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma, ex presidente di ATIA-ISWA ITALIA;

Guido Bertolaso, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’emergenza rifiuti in Campania e ex direttore del Dipartimento della Protezione Civile.

Introduce: Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale

 

Coronavirus

ALLARMISMI DANNEGGIANO

 

Evitare allarmismi, rischiano soltanto di generare panico inutile nella popolazione e di danneggiare economicamente le imprese che operano nel settore del turismo e dei servizi.

Stando alle stime di Federalberghi, i danni da qui a sei mesi, data nella quale l'emergenza dovrebbe potersi considerare conclusa, dovrebbero essere ingenti e aggirarsi intorno al mezzo miliardo di euro.

Difficile pensare a un'esagerazione. Ad oggi, la riteniamo assolutamente verosimile, considerato che negli hotel romani è già stata disdetta una prenotazione su dieci.

Ma non è tutto.

Anche la situazione che sta vivendo tutto l'indotto della ristorazione e del commercio è drammatica. Anche locali e ristoranti, infatti, sono in sofferenza e mostrano un significativo crollo degli affari.

Nell'interesse di tutti: cittadini e operatori, si ravvisa l'esigenza di fare al più presto chiarezza.

Non solo a Roma, ma in molte città d’Italia, è stato chiesto la convocazione di una commissione turismo alla presenza di interlocutori quali, ad esempio, le associazioni alberghiere che più di altre risentono della problematica.

Solo quantificando in maniera puntuale e inequivocabile la situazione attuale e trasmettendo opportune rassicurazioni, si riusciranno a scacciare ingiustificati luoghi comuni che danneggiano la serenità delle persone e l'economia del territorio.

 

La Brexit e il disastro

 

A volte è difficile seguire i percorsi di un ragionamento, almeno per alcuni esponenti politici.

Riferimento al senatore Matteo Salvini, già vicepremier, ministro e leader della Lega e a proposito della Brexit.

Il 2 febbraio, ha dichiarato: "smentiti tutti i profeti di sventura che avevano previsto catastrofi economiche".

Risulta che la Brexit parta formalmente dal 1 febbraio scorso e che, come ben conosciuto nulla cambierà economicamente fino alla fine di quest'anno. In questi undici mesi si avvieranno le trattative per una uscita non traumatica, in accordo con il documento di 27 pagine che delinea un quadro di insieme politico.

Se effetti negativi ci saranno, saranno di là da venire, ma nessuno ha paventato catastrofi economiche il giorno successivo all'uscita del Regno Unito dalla Unione europea.

Di cosa ha parlato il senatore Salvini non è dato sapere.

 

SERVIZI DI Telemarketing truffa

 

Telefonate a tutte le ore da soggetto che si spaccia raramente per chi è realmente.

Propongono offerte eccezionali e talvolta, se non le approviamo, le ritroviamo appioppate.

Con questo si devono confrontare, ogni giorno, gli utenti che hanno un contratto di energia, di gas e, o di telefonia.

Si tratta di truffe, raggiri, inadempienze commesse proprio con la volontà di farle, non disguidi.

I cittadini di questo sono annoiati e non hanno alcuna intenzione di avere un ladro in casa tutti giorni e le storie delle vittime sono patrimonio dell’ordinaria follia che sembra aver conquistato l’economia e di chi vuol carpire illegittimamente soldi.

E’ bene, allora, che questi patrimoni siano abbattuti, soprattutto con la consapevolezza degli utenti che non bisogna mai rassegnarsi, denunciandoli agli organi di stato o agli enti preposti alla tutela del cittadino.

Comunque, finché arrivano richieste per telefono, posta ordinaria o con qualunque altro mezzo che non sia tracciabile (l'unico è la raccomandata A/R), se ignorino le pretese.

Dove, dovessero farsi avanti con una raccomandata A/R.

1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r, chiedendo eventualmente anche i danni:

2. se riceve risposta negativa, oppure non riceve risposta, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della Regione:

3. se neanche la conciliazione va a buon fine, causa al giudice di pace oppure presentare richiesta di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom.

 

Governo

Elezioni Regionali e Dimissioni Di Maio

 

A proposito delle dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico del M5S e delle consultazioni regionali

Vediamo quello che interessa i cittadini.

Promesse e i risultati.

In campagna elettorale il movimento aveva promesso 30 miliardi di taglio a sprechi e privilegi, da attuare con un decreto in 20 minuti al primo Consiglio dei Ministri.

Mai visto il decreto.

Volevano.

1) Chiudere le acciaierie Ilva e trasformarla in parco.

L'Ilva continua a funzionare.

2) Chiudere la Trans adriatic pipeline (Tap).

La Tap è in via di completamento.

3) Chiudere il tunnel Tav.

I lavori proseguono ed è stato abbattuto il diaframma di separazione tra Italia e Francia.

4) Cancellare la Gronda (svincolo autostradale).

Le procedure sono state avviate.

5) Cancellare la legge Fornero.

La legge Fornero non è stata cancellata né sostanzialmente modificata.

6) Abolire i vitalizi dei parlamentari.

I vitalizi sono stati aboliti nel 2012 dal governo Monti. Quelli precedenti non sono stati aboliti, ma rideterminati. Il risparmio è dello 0,0007% del bilancio statale. E’ come se un lavoratore subisse una riduzione di

0,007 euro mensili su uno stipendio di 1000 euro.

7) Il taglio degli stipendi dei parlamentari.

Non c’è stato nessun taglio.

8) Il Decreto dignità per dare lavoro.

Le ore lavorate sono diminuite.

9) Il Reddito di cittadinanza per creare nuovi i posti di lavoro.

Non sono stati creati, o sono del tutto marginali, nuovi posti di lavoro.

10) L'abolizione della  prescrizione per garantire la condanna dei colpevoli.

Ad essere danneggiati saranno gli innocenti e chi attende un risarcimento.

11). Il taglio dei parlamentari per risparmiare e accelerare le procedure per l'approvazione delle leggi.              

I risparmi sono irrilevanti rispetto al bilancio dello Stato ed è stato mantenuto il bicameralismo perfetto, cioè la ripetizione delle procedure per l'approvazione delle leggi.

Il movimento è contro  i condoni.

Ha approvato il condono edilizio e fiscale.

Non c’è da meravigliarsi per i risultati del movimento e di Di Maio alle recenti consultazioni. Un disastro!

 

Governo

Lavoro: l'inutilità del Reddito di cittadinanza e di Quota 100

 

Stando ai proponenti, Matteo Salvini e Luigi di Maio, Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza dovevano creare occupazione.

Ricordiamo le frasi propagandistiche:

1) per ognuno che va in pensione si creerà un nuovo posto di lavoro (Salvini)

2) con il Reddito di cittadinanza si sarebbe incrociato domanda e offerta di lavoro (Di Maio).

Nulla di tutto questo.

La conferma arriva dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, in audizione alla Commissione parlamentare sugli Enti Gestori.

Eppure, sulle promesse mirabolanti si sono fatte campagne elettorali che hanno portato voti ai partiti di Salvini e Di Maio.

Quando il popolo smetterà di credere ai "miracoli elettorali" sarà sempre troppo tardi. Il settore miracolistico attiene alla Chiesa, non ai partiti e loro esponenti.

 

Roma Capitale

Rifiuti

Fine delle falsità

 

Finisce il tempo delle falsità sulla gestione dei rifiuti, raccontate al popolo quirino.

Dopo aver detto, per anni, no alle discariche e al termovalorizzatore, prendendo in giro i romani, e prospettando soluzione miracolistiche, che solo chi ci voleva credere, ha creduto, ora, Virginia Raggi, sindaco di Roma, fa i conti con la realtà.

In consiglio comunale, la sua proposta di allocare una discarica nel comune, è stata sanzionata da un voto contrario e maggioritario della opposizione e dei consiglieri penta stellati.

Comodo raccontare favole sulla raccolta differenziata e sul riciclo, che vanno bene per i bambini prima della "nanna", ma la crudele "monnezza" riconduce alla realtà. Si era arrivati a chiamare i rifiuti "materiale post consumo", che fanno il paio con il netturbino trasformato in operatore ecologico.

Domanda agli amministratori pentastellati e a coloro che li hanno votati: perché mai i rifiuti romani sono buoni se vengono smaltiti in altre regioni o all'estero e sono cattivi se gestiti in ambito comunale?

Risposta: se il popolo romano non vuole i rifiuti che produce deve fare una cosa semplice: mettere mani al portafoglio, perché esportare i rifiuti ha un costo. Tradotto, significa che la tariffa rifiuti aumenta e, non solo, ma aumenta anche l'inquinamento ambientale.

Questa, invece, la questione che la sindaca Raggi doveva sottoporre ai cittadini dell'Urbe.

Il resto è solo propaganda, o meglio presa per i fondelli.

 

Incentivi acquisto auto e moto ecologiche

novità 2020

 

Gli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi a due/tre ruote e minicar sono stati estesi al 2020 con dotazione di 8 milioni di euro dal decreto cosiddetto “milleproroghe”.

Si ricorda che a fronte dell’acquisto di un veicolo nuovo è fruibile una riduzione sul prezzo di vendita del 30% -per massimo 3.000 euro- concessa dal venditore sotto forma di sconto. Per fruirne è necessario rottamare un usato della stessa categoria Euro 0,1,2 oppure 3.

Per quanto riguarda gli acquisti di autoveicoli elettrici o ibridi gli incentivi sono stati già stanziati fino a fine 2021 e il milleproroghe è intervenuto solo per inserire tra gli usati rottamabili gli euro zero. In questo caso gli incentivi, sempre anticipati dai venditori, variano da 1.500 a 6.000 euro a seconda del livello di emissioni di CO2 del veicolo e della consegna o meno di un usato da rottamare.

Contratti di affitto,

le novità dal 2020 sulla tassazione

 

Dal 2020 sono scattate interessanti novità sulla tassazione dei contratti di affitto ad uso abitativo.

Per prima cosa cambia il regime della tassazione dei canoni non riscossi. Per i contratti stipulati a partire dal 1/1/2020, infatti, per l'esclusione dai redditi delle mensilità non pagate dall'inquilino è sufficiente che la loro mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Per i contratti stipulati in precedenza rimane valida la regola secondo cui l’esclusione è invece ristretta ai casi dove risulta concluso il procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto. Nell'ambito di tale procedimento, tuttavia, può essere riconosciuto un credito di imposta per le tasse versate sui canoni scaduti e non riscossi.

Riguardo la cedolare secca, l’imposta applicabile al posto dell’imposta di registro in sede di dichiarazione dei redditi, è stata invece cancellata la norma che prevedeva l’applicazione di una sanzione nel caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga o alla risoluzione del contratto di locazione.

Altra novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 è la fissazione definitiva dell’aliquota al 10% per i contratti di affitto a canone concordato, misura che diventa strutturale. Scongiurato quindi l’aumento, inizialmente prospettato al 12,5%. L’aliquota sui contratti a canone libero rimane del 21%.

 

Attacchi alla libertà di stampa

 

Il Consiglio d'Europa lancia l'allarme per l'Italia. Come documentano Ossigeno e  il sito della Fnsi, L'ostilità dei politici, le minacce da parte di organizzazioni di stampo mafioso e di gruppi neofascisti, le aggressioni fisiche ai giornalisti, la precarietà delle condizioni di lavoro, le querele bavaglio e la previsione del carcere per i cronisti «hanno il solo effetto di impedire l'esercizio della libertà di espressione».

 

FATTI DELLA VITA

 

Il presidente Mattarella all'Ansa: «Ruolo delle agenzie decisivo. Necessario il sostegno pubblico» In visita alla newsroom in occasione dei 75 anni dalla prima notizia battuta, il 15 gennaio 1945, il capo dello Stato ha osservato come l'attività di «informare gli organi di informazione» costituisca «elemento decisivo per la democrazia nel nostro Paese» e ribadito: «La libertà di stampa è fra i principi portanti della nostra Costituzione».

 

le agevolazioni Per il 2020

 

Per il 2020 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni degli anni passati, con alcune novità.

Tra le novità

la CARTA GIOVANI NAZIONALE destinata a cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuoverne l’accesso ai beni e ai servizi

e

il fondo per l’acquisto di SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO, finanziato con 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni di euro per gli anni dal 2021 in poi.

In corso di attivazione, nell’ambito mutui e finanziamenti, la possibilità di chiedere una sospensione delle rate da parte delle DONNE VITTIME DI VIOLENZA.

Per quanto riguarda invece la rottamazione di vecchie auto e moto, introdotto un BUONO MOBILITÀ spendibile per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.
Introdotto anche il BONUS SULLA TASSA DEI RIFIUTI (TARI) che sarà regolato dall’ARERA con criteri analoghi a quelli già in essere per i bonus sulle bollette dell’elettricità del gas e dell’acqua.

Rifinanziato il REDDITO DI CITTADINANZA, confermate sia la CARTA ACQUISTI che la CARTA FAMIGLIA per le famiglie numerose, rifinanziata fino al 2021.

Incrementati tra questo e l’anno passato anche il il fondo a favore delle persone che assistono un familiare non autosufficiente, detti “CAREGIVER FAMILIARI”, fino al 2021, e il “Fondo per l’assistenza disabili gravi privi del sostegno familiare" (2 milioni di euro per il 2020).

Riconfermato anche il BONUS BEBE’ con 348 milioni di euro per l’anno 2020 e 410 milioni di euro per l’anno 2021 e ancora attivi sia il PREMIO NASCITA UNA TANTUM che il BONUS ASILI NIDO per famiglie con bambini nati dal 2016 affetti da gravi patologie croniche.

Esteso ai diciottenni del 2020 il cosiddetto BONUS 18ENNI o BONUS CULTURA, il borsellino elettronico utilizzabile per attività culturali.

Per quanto riguarda i mutui ancora possibile ottenere la SOSPENSIONE DELLE RATE a determinate condizioni.

Sempre nell’ambito “finanziamenti” è attivo dal 2019 il FONDO SOSTEGNO ALLA NATALITÀ, introdotto al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati” per fornire garanzie di Stato al credito concesso a famiglie che fanno o adottano figli e finanziato fino al 2021.

Il FONDO GARANZIA PRIMA CASA istituito nel 2014 è stato rifinanziato e continua ad operare il cosiddetto PLAFOND CASA con agevolazioni decise dalle banche che aderiscono volontariamente.

Per i fondi affitti gestiti localmente dai Comuni sono sempre attivi quello destinato specificamente agli inquilini morosi (cosiddetta morosità incolpevole) e il “Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione” relativo in generale a situazioni di difficoltà degli inquilini.

Infine, rinnovati come sempre anche i bonus sulle bollette di elettricità, gas e acqua con una nuova soglia Isee che include un maggior numero di famiglie. Si fa presente che ancora per il 2020 questi bonus sono fruibili SU RICHIESTA, ma dal 2021 dovrebbe scattarne l’automaticità.

Canone tv 2020

Domanda per l’esonero dal pagamento entro il 31 gennaio

Fino a venerdì 31 gennaio per presentare la domanda di esonero dal pagamento del canone tv per tutto il 2020, ma solo se effettivamente non possiedi un apparecchio televisivo.

Per inviare la richiesta di esonero, segui questi semplici step:

·                     Scaricare il Modulo o dal sito dell’Agenzia delle Entrate o dal sito dedicato

·                     Inviare il Modulo tramite:

·                     l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso telematiche o dell’agenzia o dello SPID

·                     i CAF o gli intermediari abilitati

·                     gli sportelli postali con raccomandata (meglio A/R), senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

·                     IMPORTANTE: in quest’ultimo caso allegare anche una copia del proprio documento di identità.

ATTENZIONE: se presenti la domanda entro gennaio, può essere elevata la possibilità di ritrovarti sulla prima bolletta utile della luce addebitata la prima rata del canone del 2020. A questo punto a te scegliere se fare domanda di rimborso via raccomandata o no.

Canone tv e ultra 75enni

Hai 75 anni? Hai un ISEE non superiore a 8.000 euro? Possiedi uno o più televisori, ma tutti nella stessa casa di residenza e non in case diverse? Allora hai diritto a richiedere l’esonero dal pagamento del canone tv.

Ricorda che:

·                     se compi i 75 anni entro il 31 gennaio 2020 hai diritto all’esonero per l’intero anno 2020

·                     se compi i 75 anni tra il 1° Febbraio e il 31 luglio, potrai beneficiare dell’esenzione solo del pagamento del 2° semestre.

Inoltre, ricorda che:

·                     Se le condizioni di esenzione sono rimaste invariate, l’esenzione viene rinnovata in automatico

·                     Se le condizioni di esenzione sono cambiate: dovrai ripresentare la domanda di esenzione, specificando le variazioni intervenute (sezione II).

Come chiedere l’esonero

Basta compilare la dichiarazione sostitutiva sezione I del seguente Modello

Cosa fare se hai pagato, ma non dovevi

Puoi chiedere il rimborso di quanto pagato e non dovuto.

·                     Se hai pagato tramite la bolletta della luce, devi presentare la Dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti richiesti attraverso il seguente Modello specifico indicando la causale 1.

Questo modello deve essere presentato preferibilmente per via telematica oppure Tramite raccomandata (plico senza busta) ad Agenzia delle Entrate – Ufficio di Torino 1 – Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino accompagnato dalla copia di un documento di riconoscimento.

·                     Se invece hai pagato anche se non eri tenuto utilizzando altre modalità di pagamento, puoi presentare la domanda di rimborso compilando il corrispondente modulo già comprensivo della Dichiarazione sostitutiva di esonero dal pagamento

·                     Modello di rimborso

Come inviare la Dichiarazione sostitutiva e la richiesta di rimborso

Possono essere inviate tramite:

·                     raccomandata (plico senza busta) indirizzata a: Agenzia delle Entrate – Ufficio di Torino 1 – Sportello Abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino (va allegata la copia di documento di riconoscimento valido)

·                     PEC (solo se si dispone di firma digitale) all’indirizzo sat@postacertificata.rai.it

·                     sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus luce gas e acqua

Tra i requisiti per richiedere il bonus, ossia lo sconto sulle bollette di luce, gas e acqua, ci sono: avere un ISEE entro la soglia massima stabilita, essere titolari di un’utenza domestica con regolare contratto di fornitura.

L’ISEE

Da gennaio 2020, su decisione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), le soglie ISEE sono aumentate, estendendo così la platea degli aventi diritto.

La soglia massima per ottenere il bonus è avere un ISEE di 8.256 euro.

I nuclei familiari con almeno 4 figli a carico non devono invece superare la soglia ISEE di 20.000 euro.

Chi può richiedere il bonus

Oltre che dalle persone in stato di indigenza e dalle famiglie numerose, il bonus può essere richiesto anche dai titolari di reddito/pensione di cittadinanza e dalle famiglie con una persona malata gravemente.

I titolari di reddito/pensione di cittadinanza con soglia ISEE superiore a 8.265 euro hanno diritto solo al bonus luce e gas; con soglia inferiore anche al bonus acqua.

A quanto ammonta l’importo del bonus

L’importo dipende dal numero dei componenti del numero familiare:

·                     1-2 componenti: 132 euro

·                     3-4 componenti: 161 euro

·                     più numerose: 194 euro.

Per conoscere l’importo esatto, si può accedere al sito dell’Autorità, inserendo i dati richiesti quali: la provincia, il Comune, il numero di componenti e la tipologia di utilizzo gas.

Quanto vale il bonus

Il bonus è valido per 12 mesi, al termine dei quali va richiesto il rinnovo. Il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 ha stabilito che il bonus diventerà automatico a partire dal 2021.

Acquisto auto elettriche e ibride

Saranno 40 i milioni di euro disponibili fino al 30 giugno 2020 per l’acquisto di automobili (M1) nuove di fabbrica e a ridotte emissioni di CO2.

Se devi cambiare la tua auto o se stai pensando di farlo, sappi che anche quest’anno lo Stato mette a disposizione degli incentivi, a patto che però l’auto che vuoi acquistare soddisfi determinati criteri.

Gli incentivi statali

Per godere degli incentivi statali, l’auto deve:

·                     essere nuova di fabbrica

·                     essere destinata al trasporto di persone

·                     avere al massimo 8 posti, oltre il conducente

·                     produrre emissioni di CO2 non superiori a 70 g/km

·                     essere acquistata ed immatricolata in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021

·                     costare non più di 50.000 euro compresi gli optional ed esclusa l’IVA (61.000 euro con IVA compresa).

A quanto ammontano gli incentivi statali

L’importo degli incentivi varia a seconda delle emissioni:

·                     4.000 euro: auto con emissioni da 0 al 20 g/km di CO2

·                     1.500 euro: auto con emissioni da 21 a 70 g/km.

Incentivi statali e rottamazione

In caso di acquisto di auto elettriche o ibride dando in rottamazione la vecchia auto a benzina o diesel comprese nelle classi da Euro 1 a Euro 4, gli incentivi aumentano:

·                     6.000 euro: auto con emissioni da 0 al 20 g/km di CO2

·                     2.500 euro: auto con emissioni da 21 a 70 g/km.

Gli incentivi regionali e provinciali

In aggiunta all’ecobonus statale, alcune regioni (non tutte purtroppo) e alcune province, hanno varato dei propri ecobonus che tengono conto di altri parametri (alcuni ad es. oltre alle auto elettriche ed ibride contemplano anche le Euro 6 di ultima generazione) sia per quanto riguarda le emissioni che per quanto riguarda le modalità di richiesta e di erogazione degli incentivi stessi.

IMPORTANTE: Prima di procedere all’acquisto dell’auto elettrica/ibrida dal concessionario, Ti consigliamo, pertanto, di informarti presso la tua regione o la tua provincia per vedere se hanno adottato iniziative in tal senso e poter così usufruire di ulteriori sconti.

730/2021: novità sulle detrazioni del 19% dai redditi 2020

Sì avete letto bene, stiamo parlando già della dichiarazione dei redditi del 2021 e non di quella di quest’anno, perché la legge di Bilancio 2020 ha stabilito che per usufruire delle spese da portare in detrazione dall’Irpef nel 2021, da quest’anno, a partire dal 1° gennaio 2020, i pagamenti di alcune prestazioni dovranno essere effettuate con strumenti tracciabili, cioè con:

• bancomat

• carta di credito o carte prepagate• assegni bancari e assegni circolari

• bonifico bancario o postale.

Spese detraibili solo se pagate con strumenti di pagamento tracciabili

Le spese detraibili riguardano:

• le visite specialistiche sanitarie private

• le rate del mutuo per detrarre gli interessi

• le spese di intermediazione per l’acquisto della prima casa

• le spese veterinarie

• le spese funebri

• le spese per la scuola (servizi di mensa, gite scolastiche, servizi di pre e post-scuola, assicurazioni scolastiche, ad eccezione dei libri di testo e del corredo scolastico a meno che non si tratti di dispositivi per gli alunni con difficoltà di apprendimento documentate) e per l’Università (affitto per studenti fuori sede, ecc.)

• le spese per l’attività sportiva dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni

• le spese di assicurazione (vita, infortuni, ecc.)

• le spese per addetti all’assistenza per non autosufficienza

• le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici (c.d. contributo scolastico)

• l’abbonamento al trasporto pubblico locale (tessera metrebus e quant’altro)

Spese detraibili escluse dal pagamento con strumenti tracciabili

Sono esenti dal pagamento con strumenti tracciabili e quindi possono essere pagati in contanti:

• i medicinali

• i dispositivi medici

• le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o strutture in convenzione con Sistema

sanitario nazionale.

 

La Scozia dopo la Brexit

 

Braveheart (Cuore impavido) è un film che narra le vicende del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace (1270-1305), in lotta contro gli inglesi e per l'indipendenza della Scozia.

La storia di Wallace cakza a proposito della Brexit, cioè dell'uscita del Regno Unito dalla Unione europea. Con la vittoria elettorale di Boris Johnson, la procedura per il distacco è ormai avviata, ma c'è il problema della Scozia, dove il Partito nazionalista scozzese è fortemente contrario alla Brexit e, se del caso, a favore della indipendenza dal Regno Unito.

I risultati del referendum consultivo del 2016, che sanzionò la Brexit, hanno, però, confermato la contrarietà degli scozzesi alla separazione dalla Ue.

Il premier britannico Boris Johnson non vuole che si svolga un referendum in Scozia, che sancisca la volontà del popolo scozzese di rimanere nella Ue, mentre il premier scozzese, Nicola Sturgeon, spinge affinché gli scozzesi si esprimano.

Non ci sarà una ribellione armata, come ai tempi di Wallace, ma la determinazione degli scozzesi di rimanere nella Ue è fortemente maggioritaria. Hanno capito che è l'unione che fa la forza e stare dentro la Ue porta vantaggi enormemente maggiori di quelli di rimanere nel piccolo Regno Unito.

 

Governo

Il pozzo senza fondo di Alitalia

Audizione alla Camera

 

Come finirà la storia di Alitalia?

Lo Stato, cioè i contribuenti, dovrà mettere le mani nelle casse, ovvero nelle tasche degli italiani, per continuare a foraggiare Alitalia.

L'audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, dei vari soggetti interessati, è stata una presa d'atto della crisi di Alitalia e della necessità di continuare a sostenerla con soldi pubblici, cioè del contribuente.

I protagonisti.

Stefano Patuanelli (M5S).

Ministro dello Sviluppo Economico, proponente di un ulteriore prestito ponte di 400 milioni, dopo quello precedente di 900 milioni, dichiara: non è scritto da nessuna parte che ci sarà il closing entro il 31 maggio 2020. 

Luigi Di Maio.

Predecessore al ministero, aveva affermato che non ci sarebbe stato altro prestito ponte dopo quello di 900 milioni e che il problema Alitalia si sarebbe risolto a maggio del 2019.

Giuseppe Leogrande,

Commissario Alitalia, dichiara: che non ha "ancora un'idea assolutamente completa della situazione" e che "l'Alitalia perde 300 milioni l'anno".

Gianfranco Battisti

Direttore generale delle Ferrovie dello Stato, dichiara: "Delta è rimasto l'unico interlocutore interessato a partecipare all'operazione anche in termini di equità".

Atlantia.

Ha depositato una memoria nella quale respinge il piano con la compagnia Delta, perché "sotto vari aspetti, mantenendo un cospicuo numero di rotte strutturalmente in perdita, non dà pieno respiro al potenziale del mercato del Nord America".

Lufthansa.

Dichiara che vuole stringere solo un accordo commerciale, riservandosi ulteriori impegni in caso di ristrutturazione dell'Alitalia.

Cosa può aver capito il cittadino?

Che non sono bastati 9,4 miliardi di euro gettati nel pozzo senza fondo di Alitalia. Di miliardi ce ne vorranno altri. Tutti a spese del contribuente.

 

Pagamento bollo auto

novità 2020

 

Dal 20202, secondo quanto previsto dall’ultimo decreto fiscale, il pagamento relativi della tassa automobilistica (bollo auto) devono essere effettuato esclusivamente tramite il sistema PagoPA della pubblica amministrazione .

 

Subito distorsioni, al punto da far intervenire l’ACI, che ha precisato: i pagamenti possono essere effettuati, nel rispetto del nuovo obbligo di legge, come sempre, presso le delegazioni ACI tramite un sistema che dirotta su PagoPA .

E’ bene sapere che PagoPA è un sistema telematico fruibile attraverso diversi prestatori di servizi di pagamento, come le banche, la posta, i punti vendita SISAL, Lottomatica e così via. Queste nuove modalità sono accessibili anche pagando il bollo direttamente dal sito dell’ACI.

Quindi, la novità non comporta grossi cambiamenti per gli automobilisti.

Comunque, informazioni su PagoPA si possono consultare sul sito istituzionale del servizio: https://www.pagopa.gov.it/it/pagopa/

 

Governo

Il punto della situazione


Economia.

Nel primo semestre del governo Conte1, il Pil è sceso sotto zero, dopo che era stato positivo con il governo precedente (Gentiloni).

Per il 2019, Conte aveva previsto un aumento del Pil a + 1,5%. Si è schiantato a +0,2%.

Per il 2020 è previsto lo zero virgola qualcosa, cioè la stagnazione.

Debito pubblico: è aumentato nel 2019 e aumenterà nel 2020. Per chiarire: il debito pubblico è a carico degli italiani.

Diritti.

Con il governo Conte1 è stata abolita la prescrizione dopo il primo grado di giudizio: una aberrazione giuridica. Eppure, Conte è professore di Diritto. Chissà cosa insegnava ai suoi studenti.

Rappresentanza

Con il governo Conte1 è stata votata la riduzione della rappresentanza parlamentare, quella espressa dal popolo. Eppure, Conte si era definito "l'avvocato del popolo". Meglio non farsi difendere da simile avvocato.

Politica estera.

Con il governo Conte1 Conte2 è inesistente e quindi irrilevante, per cui nessuno ci consulta più, né i governi europei né quello degli Stati Uniti.

Politica industriale.

Ci sono 150 tavoli aperti per le crisi aziendali. Si torna agli interventi statali su Ilva, Alitalia e banche, il che significa soldi pubblici, cioè nostri.

Che dire?

E' un governo in discesa.

 

Governo.

Di Maio e il liberismo

 

Il liberismo, in sintesi, è un sistema di mercato dove lo Stato si limita a garantire bisogni collettivi che non possono essere soddisfatti per iniziativa dei singoli (es. Difesa).

In questi giorni si è letto una dichiarazione del ministro degli Esteri, Luigi di Maio, con la quale si scaglia contro "una società votata al liberismo sfrenato". Insomma, un Di Maio pensiero (si fa per dire) che, oltre

a cambiare nel tempo, non fa i conti con la realtà del nostro Paese.

Analisi.

Se fossimo affetti dalla malattia del "liberismo sfrenato", lo Stato, cioè noi, non avrebbe 2.400 miliardi di debito e la spesa pubblica in aumento a 895 miliardi nello scorso anno, attestandosi, così, al 49,1% del Pil.

La spesa per le pensioni arriverà al 15,8% del Pil. Le pensioni sono circa 18 milioni, delle quali 4 milioni, cioè il 28%, di natura assistenziale.

Da rilevare che le pensioni attuali sono solo per il 4% contributive, ottenute in relazione ai versamenti effettuati; per il restante 96% sono retributive, non collegate interamente ai contributi versati; la differenza la versa l'Inps, cioè lo Stato, o l'ente previdenziale di riferimento.

Gli ammortizzatori sociali sono una serie di misure che hanno l'obiettivo di offrire sostegno economico ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o una diminuzione del reddito lavorativo  (es. indennità di disoccupazione, cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità).

Il Servizio sanitario nazionale garantisce a tutti i cittadini, con le carenze che conosciamo, le prestazioni sanitarie, con buoni livelli di qualità, come riconosciuto dall'Organizzazione mondiale della sanità, dall'Ocse e dall'Eurostat. L'aspettativa di vita media è di 84 anni, tra le più alte al mondo.

Nel 2019 la spesa sanitaria ha raggiunto i 117 miliardi ed è annunciata in aumento per i prossimi anni.

Sono previsti contributi (ticket) per alcune prestazioni specialistiche, dai quali sono esenti particolari categorie, legate al reddito e alla patologia.

Siamo, dunque, il Paese del Bengodi?

No, ovviamente, sarebbe sciocco affermarlo, ma non siamo neanche nella giungla dove il più forte calpesta il più debole, come vorrebbe far credere Di Maio.

 

Governo.

Povertà assoluta e propaganda

 

In 8 mesi la povertà assoluta è diminuita del 60%.

E' la dichiarazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza di fine anno.

E' così? No.

Saremmo tutti contenti di un risultato del genere, così come siamo "scontenti" di chi genera illusioni.

Analisi.

Una persona è povera assoluta quando manca di beni e servizi essenziali (acqua, cibo, vestiario, abitazione).

L'Istat dichiara che nel nostro Paese ci sono 5 milioni di poveri assoluti. Argomento contestato, perché la definizione di povertà assoluta si basa sulla autodichiarazione delle persone sui propri consumi, non sul reddito o sul patrimonio.

Un esempio serve a chiarire: nel 2015, gli italiani che si dichiaravano nullatenenti sono diminuiti dal 70% al 14%, dopo che dalla autodichiarazione si è passati al controllo oggettivo.

Nel Sud i nullatenenti sono diminuiti dal 90% al 20%.

Applicando un analogo ragionamento, come ci possono essere 5 milioni di poveri assoluti e soltanto 2,4 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza. Urge un controllo oggettivo sulle autodichiarazioni dei poveri assoluti.

E' altrettanto urgente verificare le dichiarazioni del premier Conte sulla riduzione del 60% della povertà assoluta. Non risultano statistiche ufficiali in questo senso.

La povertà è un problema serio e non può essere usata a fini propagandistici.

L'anno scorso Conte aveva raccontato che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo con il Pil, cioè la ricchezza prodotta dall'Italia, che sarebbe aumentato del 1,5%, invece, ci siamo schiantati allo 0,2%.

Questo è un capo di governo?

 

Pagamenti in contante

novità 2020

 

La conversione in Legge del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio ha nuovamente messo mano alla soglia da cui scatta il divieto di utilizzare i contanti per i pagamenti, portandola da 3.000 a 2.000 euro dal 1 Luglio 2020 e poi a 1.000 euro dal 1 Gennaio 2022. Cambieranno alle stesse date, e per gli stessi importi, anche le sanzioni minime applicabili in caso di violazione.

Il limite riguarda il trasferimento di contante di qualsiasi tipo e natura, dal pagamento di una fattura a quello di una merce o servizio, del conto di un professionista, medico, dentista e così via. fino al prestito o donazione tra due persone. Attenzione anche ai pagamenti frazionati, perché la soglia li riguarda tutte le volte che il frazionamento appare artificioso ed eseguito con fini elusivi.

La regola, come ampiamente chiarito, non riguarda invece i prelievi di contante agli sportelli e/o ai bancomat, non trattandosi di pagamenti. I movimenti in contante sul conto corrente, tuttavia, sono monitorati ed eventualmente segnalati alla Banca d'Italia